In arrivo via PEC gli alert per lo spesometro 2014, ai fini del ravvedimento operoso – Diario quotidiano del 28 marzo 2017

Pubblicato il 28 marzo 2017

1) Ravvedimento operoso: in arrivo gli alert per lo spesometro 2014
2) Multa ridotta se il commercialista trasmette le dichiarazioni in leggero ritardo
3) Stop alle risultanze degli studi di settore in presenza di familiare gravemente malato
4) Scelta entro il 31 marzo per l’invio on line delle fatture al Fisco
5) Accertamento fiscale: recupero di spese non inerenti, tra cui le spese legali
6) Anno 2016: stampa dei registri ai soli fini IVA entro il 28 maggio 2017
7) Verifica aziendale: delega al consulente anche per telefono
8) Cosa cambia con i nuovi principi contabili
9) Abolizione dei voucher: le possibili alternative al vuoto normativo
10) Con i nuovi indicatori che sostituiscono gli studi di settore ci sarà una riduzione dell’evasione fiscale?
cartellineCT1) Ravvedimento operoso: in arrivo gli alert per lo spesometro 2014 2) Multa ridotta se il commercialista trasmette le dichiarazioni in leggero ritardo 3) Stop alle risultanze degli studi di settore in presenza di familiare gravemente malato 4) Scelta entro il 31 marzo per l’invio on line delle fatture al Fisco 5) Accertamento fiscale: recupero di spese non inerenti, tra cui le spese legali 6) Anno 2016: stampa dei registri ai soli fini IVA entro il 28 maggio 2017 7) Verifica aziendale: delega al consulente anche per telefono 8) Cosa cambia con i nuovi principi contabili 9) Abolizione dei voucher: le possibili alternative al vuoto normativo 10) Con i nuovi indicatori che sostituiscono gli studi di settore viene prevista una drastica riduzione dell’evasione fiscale *****

1) Ravvedimento operoso: in arrivo gli alert per lo spesometro 2014

Occhio alle email ricevute tramite Pec: Operazioni Iva 2014, partono gli avvisi per promuovere l’adempimento spontaneo. Possibile sanare le anomalie tra dichiarazione e spesometro con le sanzioni ridotte del ravvedimento. Ad aprile inizia la stagione dei controlli sulle mancate risposte alle lettere dell’anno scorso.

Nuova tranche di 28.440 comunicazioni e inviti preventivi per segnalare discordanze e incongruenze emerse grazie all’incrocio dei dati da spesometro con quelli riportati in dichiarazione dai contribuenti. Le imprese e i professionisti che non hanno dichiarato ai fini Iva, in tutto o in parte, le operazioni attive effettuate nel 2014, rispetto a quelle comunicate dai propri clienti attraverso lo spesometro relativo allo stesso anno, potranno regolarizzare l’anomalia emersa ricorrendo all’istituto del ravvedimento operoso. Con il provvedimento firmato oggi dal Direttore, infatti, l’Agenzia fissa modalità e procedure utilizzate per mettere a disposizione dei contribuenti, in maniera preventiva, le informazioni utili ad adempiere correttamente ai propri doveri fiscali e ad evitare, quindi, controlli.

Tramite queste comunicazioni personalizzate, le Entrate mettono a disposizione dei soggetti Iva interessati sia le informazioni inviate dai loro clienti, da cui risultano ricavi o compensi non dichiarati e possibili anomalie rispetto a quanto riportato in dichiarazione, sia le modalità con cui il contribuente può richiedere informazioni o segnalare all’Agenzia eventuali elementi, fatti e circostanze dalla stessa non conosciuti.

Per le imprese e i professionisti che non daranno seguito all’invito contenuto in queste lettere per la compliance sulle operazioni Iva 2014, i controlli partiranno nell’ultimo trimestre del 2017.

Come viaggia l’invito

L’Agenzia spedirà le comunicazioni via e-mail agli indirizzi di posta elettronica certificata (Pec) dei contribuenti interessati, in modo da informare il contribuente della sua posizione fiscale, consentendogli di fornire per tempo elementi in grado di giustificare le presunte anomalie.

L’adempimento spontaneo ha i suoi vantaggi

Grazie a questi alert o segnalazioni che viaggeranno via posta elettronica certificata, il contribuente potrà rimediare per tempo a un eventuale errore commesso avvalendosi del nuovo ravvedimento e beneficiando così di una significativa riduzione delle sanzioni. Ciò anche nel caso in cui la violazione sia già stata constatata o siano iniziati accessi, ispezioni o verifiche.

Inizia la stagione dei controlli per gli avvisi inviati nel 2016

Come indicato nelle comunicazioni inviate a dicembre 2016, a partire dal prossimo mese di aprile inizieranno i controlli per coloro che non hanno dato seguito agli inviti dell’Agenzia per segnalare le anomalie emerse da Spesometro 2013.

Tutti i canali di assistenza a disposizione dei contribuenti

Imprese e professionisti potranno richiedere informazioni o fornire chiarimenti, anche tramite gli intermediari incaricati della trasmissione delle dichiarazioni, seguendo le modalità indicate nelle comunicazioni ricevute. Per eventuali ulteriori informazioni, o per comunicare precisazioni ritenute utili a chiarire l’incongruenza segnalata, il contribuente potrà contattare immediatamente le Entrate telefonando al numero 848.800.444 da telefono fisso (tariffa urbana a tempo) oppure al numero 06.96668907 da telefono cellulare (costo in base al piano tariffario applicato dal proprio gestore), dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 17, selezionando l’opzione “servizi con operatore > comunicazione dalla Direzione Centrale Accertamento”. La richiesta di informazioni può essere presentata tramite gli intermediari incaricati della trasmissione delle dichiarazioni e che all’interno del canale di assistenza CIVIS è attivo il servizio telematico che consente di trasmettere la documentazione in formato elettronico.

Condivisione e collaborazione, nel segno della compliance

Il rapporto tra Fisco e contribuenti, sempre più improntato alla trasparenza e supportato da forme di comunicazione avanzate, consente quindi ai titolari di partita Iva che ricevono le informazioni dall’Agenzia di regolarizzare gli errori e le omissioni eventualmente commessi, secondo le modalità previste dall’istituto del ravvedimento operoso (articolo 13 del Dlgs n.472/1997). I contribuenti possono così beneficiare della riduzione delle sanzioni graduata in ragione della tempestività delle correzioni. Una chance che resta salva a prescindere dalla circostanza che la violazione sia già stata constatata o che siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di controllo, delle quali il contribuente abbia avuto formale conoscenza, salvo la formale notifica di un atto di liquidazione, di irrogazione delle sanzioni o, in generale, di accertamento e il ricevimento delle comunicazioni di irregolarità (articoli 36-bis Dpr 600/1973 e 54-bis Dpr 633/1972) e degli esiti del controllo formale (art. 36-ter Dpr 600/1973).

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 69 del 24 marzo 2017)

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2) Multa ridotta se il commercialista trasmette le dichiarazioni in leggero ritardo

Paga solo una sanzione ridotta il commercialista che trasmette le dichiarazioni dei clienti con qualche giorno di ritardo. Infatti, anche per gli intermediari del fisco (commercialisti, consulenti del lavoro, ecc.) opera la distinzione tra violazioni non formali e quelle formali.

In tali ipotesi, l'ufficio delle Entrate deve applicare il cumulo sanzionatorio previsto dalle specifiche disposizioni tributarie e non, quindi, la più pesante disciplina generale delle sanzioni amministrative.

Lo ha precisato la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 7661 del 24 marzo 2017.

Nel caso di specie, un intermediario abilitato per la trasmissione telematica aveva ritardato di tre giorni, rispetto alla scadenza prevista, l’invio on line di 87 dichiarazioni dei propri clienti.

Secondo la Corte suprema si possono distinguere, anche nell’ambito delle infrazioni commesse dall’intermediario, le violazioni formali da quelle non formali, giacché sono ipotizzabili fattispecie in cui la condotta dell’intermediario agevola l’evasione o comunque determina un minor incasso erariale (infrazioni non formali) ed ipotesi in cui tale condotta arreca solo un qualche ritardo o difficoltà alle operazioni di accertamento o riscossione (infrazioni formali).

Spazio, dunque, al ravvedimento operoso, nonché all’applicazione dell’art. 12 del D.Lgs. n. 472/1997, che punisce con la sanzione che dovrebbe infliggersi per la violazione più grave, aumentata da un quarto al doppio, chi, con una sola azione od omissione, viola dive