Spesometro per il 2016: per commercianti al dettaglio e tour operator niente obbligo sotto i 3mila euro – Diario quotidiano del 27 marzo 2017

Pubblicato il 27 marzo 2017



1) Anche Equitalia se sbaglia paga i danni
2) Regime di cassa per le imprese: l’attesa circolare in aprile
3) Scambio di informazioni operativo su ruling e accordi sul transfer pricing
4) Terremoto, ok della Camera al decreto
5) Prorogata al 21 aprile 2017 la definizione agevolata delle cartelle
6) Beni in uscita dai depositi Iva: pronto il modello per attestare i requisiti di affidabilità
7) Abolizione dei Voucher Baby Sitting
8) Anche se ubicati nei centri commerciali è dovuta l’imposta sulla pubblicità
9) Consultazioni ipotecarie e catastali gratuite solo per i titolari degli immobili
10) Spesometro per il 2016: per commercianti al dettaglio e tour operator niente obbligo sotto i 3mila euro
11) Bonus occupazione Sud anche per rapporti a termine
12) Editoria: in arrivo consistenti contributi statali per i quotidiani in crisi
diario-quotidiano-articoli-71) Anche Equitalia se sbaglia paga i danni 2) Regime di cassa per le imprese: l’attesa circolare in aprile 3) Scambio di informazioni operativo su ruling e accordi sul transfer pricing 4) Terremoto, ok della Camera al decreto: Il 28 marzo summit a palazzo Chigi 5) Prorogata al 21 aprile 2017 la definizione agevolata delle cartelle 6) Beni in uscita dai depositi Iva: pronto il modello di dichiarazione per attestare i requisiti di affidabilità 7) Abolizione dei Voucher Baby Sitting 8) Anche se ubicati nei centri commerciali è dovuta l’imposta sulla pubblicità 9) Consultazioni ipotecarie e catastali gratuite solo per i titolari degli immobili 10) Spesometro per il 2016: per commercianti al dettaglio e tour operator niente obbligo sotto i 3mila euro 11) Bonus occupazione Sud anche per rapporti a termine 12) Editoria: in arrivo consistenti contributi statali per i quotidiani in crisi ****

1) Anche Equitalia se sbaglia paga i danni

Ipoteca esattoriale: Per la cancellazione tardiva il contribuente ha diritto al risarcimento.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 7437 del il 23 marzo 2017.

Equitalia paga le spese processuali e risarcisce il danno morale quando emette ruoli e cartelle, nonostante il contribuente abbia ottenuto l’annullamento della pretesa impositiva nel processo tributario.

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 7437 del 23 marzo 2017, ha respinto il ricorso della società di riscossione che, nonostante il giudicato favorevole al cittadino, non aveva cancellato l’ipoteca, aveva emesso ruoli e cartelle avviando, così la procedura di riscossione.

La Corte di cassazione ha confermato la condanna di Equitalia a risarcire un contribuente del danno non patrimoniale, determinato in via equitativa, subito a seguito dell’emissione di ruoli e cartelle esattoriali di pagamento, poi annullati dal giudice di pace, oltre che a rifondere le spese della causa di annullamento.

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2) Regime di cassa per le imprese: l’attesa circolare in aprile

Nel mese di aprile 2017 arriverà la circolare dell’Agenzia delle entrate sulle novità introdotte dalla legge di bilancio 2017 sul regime di cassa. È questa la risposta che ha fornito il 24 marzo 2017, in commissione finanze della camera il sottosegretario del ministero dell’Economia Pier Paolo Baretta rispondendo a una interrogazione parlamentare.

Nell’interrogazione si chiedeva di sapere le azioni per le modifiche al regime di contabilità semplificata e in particolare sulle criticità del riporto delle perdite e del computo delle rimanenze finali.

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3) Scambio di informazioni operativo su ruling e accordi sul transfer pricing

E’ stato pubblicato, nella Gazzetta Ufficiale n. 69 del 23 marzo 2017, il Decreto legislativo n. 32 del 15 marzo 2017 che attua la Direttiva 2015/2376/Ue nell’ottica del contrasto alla pianificazione fiscale aggressiva.

A partire dal 1° gennaio 2017 gli stati membri dell'Unione europea devono inviarsi reciprocamente le informazioni relative agli accordi fiscali preventivi stipulati con le imprese. Oggetto della cooperazione sono i ruling sottoscritti a partire dal corrente anno.

Retroattività

Rientrano nell'obbligo di scambio pure gli accordi firmati o rinnovati nel 2012 e 2013 (purché in vigore alla data del 1° gennaio 2014), nonché quelli siglati tra il 1° gennaio 2014 e il 31 dicembre 2016.

Il decreto recepisce nell'ordinamento italiano la direttiva n. 2015/2376/Ue. Quest'ultima ha ampliato la portata della Direttiva 2011/16/UE, cioè l'atto legislativo che disciplina a livello comunitario lo scambio automatico obbligatorio di informazioni, inserendo nel perimetro della collaborazione anche i dati concernenti i ruling preventivi transfrontalieri e gli accordi preventivi sui prezzi di trasferimento (Apa).

Accordi

Il Fisco italiano dovrà comunicare i dati relativi agli accordi preventivi relativi a stabili organizzazioni, exit tax, operazioni transfrontaliere, patent box, nonché ai pareri resi su istanze di interpello aventi a oggetto l'interpretazione o l'applicazione di norme, anche di origine convenzionale, concernenti il trattamento fiscale di un'operazione crossborder. Rientrano nell'obbligo gli accordi preventivi sul transfer pricing (Apa unilaterali, bilaterali o multilaterali), grazie ai quali le imprese con attività internazionale possono definire preventivamente in contraddittorio con l'Agenzia delle entrate i metodi di calcolo del valore normale delle operazioni infragruppo.

Dati da trasmettere

Sono compresi i dati identificativi della società, una sintesi del contenuto dell'accordo, le date di decorrenza e di validità, i metodi di transfer pricing utilizzati. Gli stati membri potranno poi chiedere informazioni supplementari, compreso il testo integrale del ruling preventivo transfrontaliero o dell'Apa.

Privacy ed eccezioni

Una delle maggiori preoccupazioni manifestate dagli operatori riguarda la riservatezza delle informazioni trasmesse.

L'invio dei dati non dovrà comportare la rivelazione «di un segreto commerciale, industriale o professionale» o di informazioni che sarebbero contrarie all'ordine pubblico. Inoltre, per ragioni di certezza del diritto, sono esclusi dallo scambio obbligatorio gli Apa conclusi con paesi extra-Ue, qualora la Convenzione che sta alla base non ne preveda la divulgazione (possibile tuttavia con il consenso della tax authority del paese terzo). I ruling riguardanti esclusivamente persone fisiche resteranno invece esclusi dallo scambio dati.

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4) Terremoto, ok della Camera al decreto: Il 28 marzo summit a palazzo Chigi

Il 23 marzo 2017 la Camera ha approvato il Ddl di conversione del DL 8/2017, recante nuovi interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici del 2016 e del 2017 (C. 4286-A, “decreto terremoto”). Il provvedimento passa ora all’esame del Senato.

Si ricorda che uno degli emendamenti al testo approvati nei giorni scorsi dalla Commissione Ambiente, modificando l’art. 6 del DL 193/2016, rinvia:

- dal 31 marzo al 21 aprile 2017 il termine per presentare la domanda di rottamazione dei ruoli e degli accertamenti esecutivi;

- dal 31 maggio al 15 giugno 2017 il termine entro cui l’Agente della riscossione deve comunicare al contribuente la liquidazione degli importi.

Dato che, però, per rendere esecutivo lo slittamento del termine il testo dovrebbe essere approvato in via definitiva entro il 31 marzo e deve ancora iniziare l’iter in Senato, il 24 marzo 2017 il Consiglio dei Ministri ha approvato un apposito decreto legge contenente la proroga del termine relativo alla definizione agevolata dei carichi affidati agli agenti della riscossione. Si tratterebbe di decreto “a perdere”, che poi cioè non andrebbe convertito e che servirebbe a far entrare in vigore per tempo la proroga e a coprire il lasso temporale tra la fine di marzo e la conversione definitiva del decreto terremoto.

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5) Prorogata al 21 aprile 2017 la definizione agevolata delle cartelle

Via libera del Consiglio dei ministri al decreto che proroga il termine per l'adesione alla rottamazione delle cartelle di Equitalia dal 31 marzo al 21 aprile 2017.

Il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto ad hoc per prorogare dal 31 marzo al 21 aprile la scadenza per fare domanda di rottamazione delle cartelle esattoriali e dare tempo a Equitalia e agli altri enti della riscossione di rispondere ai contribuenti non più entro il 31 maggio ma entro il 15 giugno.

Il decreto legge approvato dal Cdm è un provvedimento cd. “a perdere”. Serve infatti a garantire un “ponte” alla proroga che è stata inserita con un emendamento al decreto terremoto che però sarà convertito in legge dopo il 31 marzo. Dunque, con il decreto di oggi si consente l’entrata in vigore della proroga stessa finché non sarà approvato il decreto terremoto.

Rottamazione cartelle esattoriali, termini prorogati al 21 aprile

Proroga di termini relativi alla definizione agevolata dei carichi affidati agli agenti della riscossione (decreto legge).

Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Paolo Gentiloni e del Ministro dell’economia e delle finanze Pietro Carlo Padoan, il 24 marzo 2017, ha approvato un decreto legge che proroga i termini relativi alla disciplina della definizione agevolata dei carichi affidati agli agenti della riscossione dal 2000 al 2016, contenuto nell’articolo 6 del decreto legge n. 193/2016.

In particolare, si proroga dal 31 marzo al 21 aprile 2017 il termine entro il quale i debitori potranno presentare la dichiarazione prevista, allo scopo di favorire ulteriormente l’adesione dei cittadini interessati all’istituto definitorio.

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6) Beni in uscita dai depositi Iva: pronto il modello di dichiarazione per attestare i requisiti di affidabilità

Online il modello definitivo di dichiarazione sostitutiva che gli operatori dovranno utilizzare dal prossimo 1° aprile per estrarre beni dai depositi Iva emettendo fattura senza addebito d’imposta ed evitare l’obbligo di prestare la garanzia. Il modello, approvato con il provvedimento del direttore dell’Agenzia n. 57215 del 24 marzo 2017, consente alla ditta individuale o società che estrae i beni di attestare la sussistenza dei requisiti di affidabilità fissati dal Dm 23 febbraio 2017 e va consegnato al gestore del deposito Iva all’atto della prima estrazione. Quest’ultimo provvederà poi a trasmetterlo, tramite posta elettronica certificata, alla Direzione regionale dell’Agenzia delle Entrate o alle Direzioni provinciali di Trento e Bolzano territorialmente competenti sulla base del proprio domicilio fiscale. Gli indirizzi Pec a cui trasmettere le dichiarazioni sono indicati nelle istruzioni, disponibili online insieme al modello. La certificazione è valida per l’intero anno solare.

Chi autocertifica non presenta garanzia

La dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà consente a chi estrae i beni dal deposito Iva di emettere fattura senza addebito di imposta (ai sensi dell’articolo 17 del Dpr n. 633/1972), evitando tuttavia di dover presentare la garanzia prevista (articolo 50-bis comma 6 del Dl 331/1993). In particolare, il contribuente dovrà autocertificare quattro requisiti di affidabilità:

- aver presentato, se d’obbligo, la dichiarazione annuale Iva nei tre periodi d’imposta antecedenti l’operazione di estrazione;

- aver effettuato i versamenti Iva dovuti in base alle ultime tre dichiarazioni annuali presentate alla data dell’operazione di estrazione;

- non aver ricevuto notifica, nel periodo d’imposta in corso ovvero nei tre antecedenti l’operazione, di avvisi di rettifica o di accertamento definitivi per i quali non è stato eseguito il pagamento delle somme dovute, per violazioni relative all’emissione o all’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti;

- non essere formalmente a conoscenza dell’inizio di procedimenti penali o di condanne o di applicazione della pena su richiesta delle parti, a norma dell’articolo 444 del codice di procedura penale, a carico del legale rappresentante o del titolare della ditta individuale, per uno dei delitti previsti dagli articoli 2, 3, 5, 8, 10, 10-ter, 10-quater e 11 del decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74, e dall’articolo 216 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267.

Depositi Iva

Dal punto di vista fiscale, i depositi Iva agevolano gli scambi di beni in ambito intracomunitario, rendendo possibile trasferire la merce da un Paese membro all’altro evitando di assoggettare ad imposta i singoli passaggi. In particolare il sistema del deposito Iva consente per determinate operazioni che l’imposta, se dovuta, sia assolta dall’acquirente finale solo al momento dell’estrazione dei beni dal deposito.

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7) Abolizione dei Voucher Baby Sitting

Dal 22 marzo non è più possibile richiedere i Voucher Baby Sitting per le lavoratrici dipendenti pubbliche e private e autonome. Lo comunica l’INPS con una nota del 24 marzo 2017.

Ciò in seguito all'abolizione dei voucher stessi determinata dal Decreto Legge 25 del 17 marzo 2017.

Si ricorda che è ancora possibile richiedere il beneficio nella modalità di contributo asilo nido.

Nei prossimi giorni verranno fornite ulteriori informazioni per tutti coloro ai quali la richiesta è stata accolta o hanno fatto domanda prima del 22 marzo.

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Fondo territoriale intersettoriale della Provincia autonoma di Trento. Pagamento diretto dell’assegno ordinario. Istruzioni operative e contabili

Con il Decreto Interministeriale n. 96077 del 1° giugno 2016, pubblicato nella G.U. n. 180 del 03/08/2016, in attuazione dell’art. 40 del D.lgs n. 148/2015, è stato istituito presso l’INPS il Fondo territoriale intersettoriale della Provincia autonoma di Trento, denominato Fondo Trentino (d’ora in avanti Fondo).

Il Fondo assicura una tutela in costanza di rapporto di lavoro per il tramite dell’assegno ordinario nei casi di riduzione o sospensione dell’attività lavorativa per le cause previste dalla normativa in materia d’integrazione salariale ordinaria e straordinaria. La prestazione è garantita in favore dei lavoratori dipendenti dei datori di lavoro privati, a prescindere dalla consistenza dell’organico, appartenenti a settori che non rientrano nell’ambito di applicazione della cassa integrazione guadagni e per i quali non siano stati costituiti fondi di solidarietà bilaterali di cui agli articoli 26 e 27 del D.lgs 148/2015 e che occupano almeno il 75 per cento dei propri dipendenti in unità produttive ubicate nel territorio della Provincia autonoma di Trento.

Ai trattamenti garantiti dal Fondo, in tema di pagamenti e rimborso delle prestazioni, a norma dell’art. 39 del D.lgs 148/2015 si applicano le medesime disposizioni vigenti in materia di cassa integrazioni guadagni stabilite dall’art. 7, commi da 1 a 4, del Decreto legislativo citato.

Pertanto il pagamento è effettuato dal datore di lavoro ai dipendenti aventi diritto alla fine di ogni periodo di paga e rimborsato dall’INPS al datore di lavoro o da questo conguagliato sulla base delle norme per il conguaglio tra contributi dovuti e prestazioni corrisposte.

In attesa delle istruzioni Uniemens, utili per procedere alle operazioni di conguaglio o rimborso delle prestazioni anticipate dal datore di lavoro, in fase di prima applicazione, al fine di garantire continuità di reddito ai lavoratori sospesi ovvero in riduzione di orario, il pagamento dell’assegno ordinario avverrà esclusivamente con la modalità del pagamento diretto.

Con successivo messaggio sarà resa nota la data a decorrere dalla quale il pagamento delle prestazioni sarà anticipato dal datore di lavoro, ai dipendenti aventi diritto, alla fine di ogni periodo di paga. Il datore di lavoro provvederà a porre a conguaglio nella denuncia contributiva mensile l’importo anticipato.

Con la circolare n. 197 dell’11 novembre 2016 è stata illustrata la disciplina del Fondo, relativamente anche all’ambito di applicazione del Fondo ed ai datori di lavoro obbligati al versamento della contribuzione ordinaria, mentre con il messaggio n. 327 del 24 gennaio 2017 sono state illustrate le modalità di presentazione delle istanze di assegno ordinario che, per il Fondo in commento, devono essere presentate esclusivamente alla sede di Trento.

Istruzioni procedurali

I datori di lavoro rientranti nel campo di applicazione del Fondo, interessati da processi di sospensione o di riduzione dell’attività lavorativa in relazione alle causali previste in materia di cassa integrazione guadagni ordinaria o straordinaria, una volta inoltrata domanda alla sede territorialmente competente, sulla base delle istruzioni di cui al msg. 327 citato, per consentire l’istruttoria e il pagamento della prestazione direttamente in favore del lavoratore devono inoltre trasmettere, per ciascun lavoratore interessato, il mod. SR41 collegandosi al online>sezione Servizi per le aziende e consulenti>CIG> Invio richieste pag. dir SR41. L’invio dei modelli SR41, raggruppati in files aziendali, avverrà con periodicità mensile.

L’invio degli SR41 dovrà essere effettuato successivamente al provvedimento di concessione ed al rilascio dell’autorizzazione da parte della struttura territoriale di Trento.

La concessione dell’intervento è disposta dal Comitato amministratore del Fondo con conforme deliberazione, assunta a maggioranza dei presenti.

Una volta deliberato il provvedimento di concessione da parte del Comitato amministratore del Fondo, lo stesso verrà comunicato tramite PEI alla struttura territoriale di Trento per il rilascio della relativa autorizzazione di pagamento, che è presupposto indispensabile per la corresponsione del trattamento economico ai lavoratori interessati.

Nell’autorizzazione di pagamento, rilasciata sulla base della conforme deliberazione dal Comitato, sarà indicato il periodo, le ore, il numero dei lavoratori e l’importo autorizzato, comprensivo di contribuzione correlata e la stessa sarà notificata all’azienda istante, insieme alla relativa delibera, dalla struttura territoriale di Trento.

Il Fondo provvede inoltre, ai sensi dell’art. 6, c. 4, del D.I. n. 96077/2016, a versare alla gestione di iscrizione del lavoratore interessato la contribuzione correlata all’assegno ordinario.

Infine, è a carico del datore di lavoro un contributo addizionale nella misura del 4 per cento calcolato sulle retribuzioni imponibili ai fini previdenziali perse dai lavoratori che fruiscono della prestazione. Il contributo è elevato all’8 per cento nei casi di superamento di 13 settimane nel biennio.

Le richieste e il recupero del contributo addizionale dovuto in ragione dei pagamenti diretti effettuati dall’Istituto avverranno secondo le modalità operative individuate nel msg 1113 del 10/03/2017.

(INPS, Messaggio n. 1324 del 24 marzo 2017)

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8) Anche se ubicati nei centri commerciali è dovuta l’imposta sulla pubblicità

L’imposta sulla pubblicità è dovuta anche all’interno dei centri commerciali all’ingrosso.

Paga l’imposta sulla pubblicità, ai sensi dell’art. 5, co. 1, D.Lgs. n. 507/1993, l’esercizio commerciale, posto all’interno di un centro commerciale all’ingrosso, che espone targhe pubblicitarie. Ai fini del tributo, per luogo aperto al pubblico deve comunque intendersi quello accessibile, sia pure nel rispetto di determinate condizioni (ad. es., il possesso di partita Iva).

La ricorrente ha censurato sotto il profilo della violazione di legge l’accertamento in fatto compiuto dalla CTR circa la natura di luogo aperto al pubblico del centro commerciale. Ha, inoltre, fatto presente che l’accesso all’interno dell’area interclusa che delimita il centro commerciale all’ingrosso è limitato ai possessori di partita Iva ed ai titolari di partita Iva che devono svolgere attività commerciale al dettaglio attinente alla partita Iva di cui risultano titolari sicché è esclusa la vendita al dettaglio delle merci in considerazione della destinazione specifica settoriale del centro commerciale denominato “centro commerciale all’ingrosso”. Ciò avrebbe evidenziato, secondo la ricorrente, che l’area è privata poiché l’ingresso al centro commerciale è subordinato a un’attività discriminante, finalizzata a verificare in capo a colui che vuole farvi accesso la sussistenza alla coesistenza di determinate condizioni.

Invece, secondo la Suprema Corte poiché anche lo spazio destinato a centro commerciale che, come affermato dalla stessa ricorrente, è accessibile a tutti i possessori di partita IVA, è per ciò solo definibile, ai fini dell’imposta, area aperta al pubblico. Il ricorso è stato, dunque, rigettato e le spese processuali, liquidate come da dispositivo, seguono la soccombenza.

(Corte di cassazione, ordinanza n. 6915 del 17 marzo 2017)

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9) Consultazioni ipotecarie e catastali gratuite solo per i titolari degli immobili

Le consultazioni ipotecarie e catastali sugli immobili sono esenti da tributi se a richiederle è il titolare, anche in parte, del diritto di proprietà o di altri diritti reali di godimento.

Lo ha precisato l’Agenzia delle entrate, con la circolare n. 3/E del 24 marzo 2017, con la quale illustra le modalità di accesso ai servizi di consultazione delle banche dati ipotecaria e catastale, sia per via telematica che presso gli uffici, e sulle tipologie di documenti consultabili. In particolare, viene chiarito il concetto di “consultazioni personali”, che godono di una specifica esenzione dai tributi speciali e dalle tasse ipotecarie normalmente dovuti.

Esenzione

Come previsto dal Dl 16/2012, usufruisce dell’agevolazione l’attuale titolare, anche per quota, del diritto di proprietà o di altro diritto reale di godimento sul bene cui è riferita l’ispezione. In particolare, la titolarità attuale viene individuata in presenza di trascrizioni “a favore” del richiedente relative agli atti con effetti di natura traslativa o dichiarativa (ad esempio compravendite, permute, donazioni, acquisti mortis causa), non seguite da formalità che abbiano comportato il trasferimento dell’immobile.

Per lo stesso principio, le consultazioni relative a iscrizione d’ipoteca e trascrizioni di sequestri, pignoramenti e domande giudiziali “a favore” del richiedente non sono esenti, in quanto si tratta di formalità eseguite su immobili di cui sono titolari altri soggetti. Sono gratuite, invece, le consultazioni relative a ipoteche iscritte “a carico” del richiedente (ad esempio, su immobili di cui è proprietario o usufruttuario). Oltre alle formalità di trascrizione e di iscrizione, riguardanti beni di cui risulta attuale titolare, il richiedente potrà visionare in esenzione da tributi anche gli atti che ne costituiscono il relativo titolo.

Comunione dei beni: consultazione gratuita

Può essere richiesta gratuitamente anche la consultazione personale relativa a beni acquistati dal coniuge, purché si tratti di acquisti effettuati in regime di comunione dei beni. Lo stesso criterio vale anche per le parti delle unioni civili.

Consultazioni per via telematica o presso gli uffici

Le persone fisiche possono accedere al servizio di consultazione telematica direttamente mediante i servizi Fisconline/Entratel con le credenziali di autenticazione rilasciate dall’Agenzia delle Entrate e l’indicazione del codice PIN. Per i soggetti diversi dalle persone fisiche, registrati ai medesimi servizi, l’accesso avviene tramite i soggetti appositamente incaricati, abilitati dal proprio gestore.

In alternativa è possibile rivolgersi agli Uffici Provinciali-Territorio presentando un documento di identità o di riconoscimento in corso di validità, al fine di consentire le necessarie verifiche sulla spettanza dell’esenzione.

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10) Spesometro per il 2016: per commercianti al dettaglio e tour operator niente obbligo sotto i 3mila euro

Niente Spesometro per la Pubblica Amministrazione. Per commercianti al dettaglio e tour operator nessun obbligo sotto i 3mila euro senza Iva.

È in corso di emanazione un provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate che esclude, anche per il 2016, le Amministrazioni pubbliche e quelle autonome dall’invio dello Spesometro. Il provvedimento recepirà anche le richieste di commercianti al dettaglio e tour operator, limitando, anche per quest’anno, l’obbligo di comunicazione delle operazioni Iva per questi soggetti.

Confermata l’esclusione per amministrazioni pubbliche e autonome. Chi ha già trasmesso i dati al Sistema tessera sanitaria, non è tenuto a inviare di nuovo quelle stesse informazioni.

In vista dell’appuntamento con la comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini Iva (10 e 20 aprile, rispettivamente per i contribuenti mensili e per quelli non mensili), l’Agenzia delle entrate ha anticipato venerdì scorso, con un comunicato stampa, i contenuti di un provvedimento in pubblicazione sullo spesometro per l’anno d’imposta 2016.

Ok anche alla trasmissione unica

Ai fini di semplificazione degli adempimenti di natura tributaria, inoltre, i contribuenti che hanno già trasmesso i dati al sistema Tessera sanitaria, compresi gli iscritti agli albi professionali degli psicologi, degli infermieri e ostetriche/i e dei tecnici sanitari, possono non indicare nel Modello polivalente dello Spesometro i medesimi dati. Tuttavia, qualora risulti più agevole dal punto di vista informatico, è possibile comunque inviare, oltre ai dati previsti dal Dl 78/2010 (art. 21, comma 1), anche i dati già trasmessi al sistema Tessera sanitaria.

Operazioni con Paesi black list e Comunicazione Polivalente 2017

Il Dl 193/2016 ha eliminato l’obbligo della comunicazione delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi effettuate e ricevute nei confronti di operatori economici aventi sede in Paesi cosiddetti black list a partire dall’anno di imposta 2016.

Le operazioni con questi Paesi non devono essere più incluse, quindi, nella Comunicazione Polivalente 2017 ma, qualora sia più agevole per il contribuente continuare a trasmetterle per ragioni di carattere informatico, le medesime possono ancora essere inserite nel quadro BL o, in alternativa, nei quadri FN e SE.

Commercianti al dettaglio e tour operator, resta il tetto dei 3mila euro

Anche quest’anno i soggetti che operano al dettaglio (art. 22 del Dpr n. 633/1972) non devono comunicare le operazioni attive di importo unitario inferiore a 3mila euro, al netto dell’Iva, effettuate nel 2016 mentre i tour operator (art. 74-ter del Dpr n. 633/1972) non devono comunicare le operazioni attive di importo unitario inferiore a 3.600 euro, al lordo dell’Iva.

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 68 del 24 marzo 2017)

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11) Bonus occupazione Sud anche per rapporti a termine

L'Anpal con la nota protocollare n. 3016/2017 fa sapere che il bonus occupazione Sud spetta anche se si trasformano in contratti a tempo indeterminato rapporti a termine avviati nel 2016 o anche prima. L'incentivo, invece, non spetta per chi assume con contratto intermittente, mentre nel caso di rapporti di apprendistato il bonus si applica sulla quota contributiva ridotta, prevista dal contratto.

Ricordiamo che il bonus spetta ai datori di lavoro che assumono fino al 31 dicembre 2017 giovani di età compresa tra i 16 ed i 24 anni o disoccupati da almeno 6 mesi che si rendono disponibili a svolgere una nuova attività lavorativa nelle regioni "meno sviluppate" o "in transizione" ed a partecipare a misure di politica attiva del lavoro. L'Anpal fa presente che per aggiudicarsi l'incentivo, il datore non è obbligato ad assumere. La norma, infatti, si basa sulla "non obbligatorietà" dell'assunzione e declina l'agevolazione solo ai datori di lavoro che "senza esservi tenuti" fanno nuove assunzioni.

Per quanto riguarda il calcolo dell'incremento occupazionale, necessario se si vuole fruire del bonus in caso di superamento dei limiti "de minimis", l'Agenzia specifica che si applicano le regole previste dall'Unione Europea o quanto previsto dall'Inps con la circolare n. 41/2017. Su questo tema sono disponibili anche le istruzioni operative fornite della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro con la circolare n. 3/2017 dedicata al bonus occupazione Sud.

(Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro, nota del 24 marzo 2017)

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12) Editoria: in arrivo consistenti contributi statali per i quotidiani in crisi

Niente più chiusure per i quotidiani in crisi, per mancanza di abbonati.

Ridefinizione della disciplina dei contributi diretti alle imprese editrici di quotidiani e periodici, in attuazione dell’articolo 2 della legge 26 ottobre 2016, n.198 (decreto legislativo – esame preliminare).

Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Paolo Gentiloni e del Ministro per lo sport con delega all’editoria Luca Lotti, ha approvato il 24 marzo 2017, in esame preliminare, un decreto legislativo che, in attuazione della legge 26 ottobre 2016, n. 198, prevede disposizioni per la ridefinizione della disciplina dei contributi diretti alle imprese editrici di quotidiani e periodici.

Il decreto, al fine di garantire coerenza, trasparenza ed efficacia al sostegno pubblico all’editoria, prevede la ridefinizione della disciplina dei contributi a quotidiani e periodici, misure per gli investimenti delle imprese editrici, l’innovazione del sistema distributivo e il finanziamento di progetti innovativi, di processi di ristrutturazione e di riorganizzazione. L’obiettivo è quello di assicurare il sostegno pubblico necessario alle voci informative autonome e indipendenti, in particolare a quelle più piccole e legate alle comunità locali, che rischiano di risentire maggiormente dell’attuale situazione di crisi del mercato editoriale. Le risorse sono reperite nell’ambito di quelle assegnate alla Presidenza del Consiglio a valere sul Fondo unico per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione, costituito con la legge di stabilità 2016.

Il provvedimento stabilisce le categorie delle imprese legittimate a chiedere il sostegno pubblico, i requisiti di accesso al contributo e i criteri che presiedono alla sua determinazione quantitativa, oltre al procedimento di liquidazione dei contributi. Possono essere destinatarie dei contributi all’editoria le imprese editrici costituite nella forma di:

cooperative giornalistiche che editano quotidiani e periodici;

imprese editrici di quotidiani e periodici il cui capitale è detenuto in misura maggioritaria da cooperative, fondazioni o enti senza fini di lucro, limitatamente ad un periodo transitorio di cinque anni dall’entrata in vigore della legge di delega;

enti senza fini di lucro ovvero imprese editrici di quotidiani e periodici il cui capitale è interamente detenuto da tali enti;

imprese editrici che editano quotidiani e periodici espressione di minoranze linguistiche;

imprese editrici, enti ed associazioni che editano periodici per non vedenti e ipovedenti;

associazioni dei consumatori che editano periodici in materia di tutela del consumatore, iscritte nell’elenco istituito dal Codice del consumo;

imprese editrici di quotidiani e di periodici italiani editi e diffusi all’estero o editi in Italia e diffusi prevalentemente all’estero.

Sono invece espressamente escluse le imprese editoriali quotate in Borsa, le imprese editrici di organi d’informazione dei partiti, dei movimenti politici e sindacali, nonché le pubblicazioni specialistiche. Per alcune tipologie di imprese editrici si riduce inoltre il limite dei cinque anni di costituzione dell’impresa e di pubblicazione della testata, portandolo a due, e si consente perciò l’accesso ai contributi a nuove iniziative editoriali. Per altri versi, i requisiti di accesso sono resi più rigorosi, richiedendo fra l’altro che l’edizione cartacea sia necessariamente affiancata da quella digitale, e prevedendo obblighi, in capo ai richiedenti, quanto all’applicazione dei contratti di lavoro.

Per quanto riguarda i criteri di calcolo dei contributi, come nell’attuale sistema, i contributi sono calcolati in parte come rimborso di costi e in parte in base al numero di copie vendute. Vengono riconosciuti in percentuale più alta i costi connessi all’edizione digitale, al fine di sostenere la transizione dalla carta al web. Si prevedono parametri diversi a seconda del numero di copie vendute e si introduce un limite massimo al contributo, che non potrà in ogni caso superare il 50% dei ricavi conseguiti nell’anno di riferimento.

Il provvedimento rivede e razionalizza anche la disciplina del sostegno pubblico a favore di quotidiani e periodici in lingua italiana prevalentemente diffusi all’estero. Le modifiche riguardano in particolare il meccanismo di calcolo dei contributi, che anche in questo caso viene ancorato essenzialmente al rimborso di parte dei costi certificati e al numero di copie vendute.

Sono confermate poi alcune eccezioni previste per determinate categorie di quotidiani e periodici, motivate dall’esigenza di tutelare interessi pubblici ulteriori rispetto a quello del sostegno al pluralismo dell’informazione. In particolare per: le pubblicazioni espressione di minoranze linguistiche, che possono accedere ai contributi anche se le imprese non sono costituite nelle forma di cooperative o di soggetti senza scopo di lucro, e che sono sottratte al tetto del 50% dei ricavi; l’editoria speciale per non vedenti o ipovedenti, per la quale si rivede però largamente, sulla base dell’esperienza trascorsa, il meccanismo di calcolo dei contributi; i periodici delle associazioni dei consumatori.

Riguardo alle modalità di erogazione, si prevedono due rate, consistenti in un acconto pari al 50 per cento del contributo erogato nell’anno precedente e in una seconda rata a saldo. Qualora l’impresa che ha beneficiato dell’anticipo non risulti in possesso di tutti i requisiti previsti, essa deve restituire quanto percepito.

Lo schema di decreto sarà trasmesso alle Camere per l’acquisizione del parere delle Commissioni parlamentari competenti.

Vincenzo D’Andò