Diario quotidiano del 20 marzo 2017: le prime valutazioni sull’abolizione dei voucher

Pubblicato il 20 marzo 2017



1) Premio di 800 euro per la nascita o l’adozione di un minore
2) Cumulo dei periodi assicurativi non coincidenti, rinuncia alla totalizzazione
3) Ok all’esdebitazione per l’IVA
4) Modelli INTRA 2: eventuali ritardi per la scadenza di marzo non saranno sanzionati
5) Affitti concordati: in G.U. il Dm che rivede i canoni e le misure fiscali
6) Definizione agevolata cartelle: proroga al 21 aprile
7) Il governo abolisce i voucher
8) Bonus occupazionale Sud: arrivano le istruzioni operative
9) Il sindaco di S.p.A. non decade dalla carica anche se è stato spostato nella sezione dei revisori legali inattivi
10) Caso di esonero dei “sottogruppi” dall’obbligo di redazione del bilancio consolidato
diario-quotidiano-articoli-71) Premio di 800 euro per la nascita o l’adozione di un minore 2) Cumulo dei periodi assicurativi non coincidenti, rinuncia alla totalizzazione: termini di pagamento delle indennità di fine servizio 3) Ok all’esdebitazione per l’IVA 4) Modelli INTRA 2: eventuali ritardi per la scadenza di marzo non saranno sanzionati 5) Affitti concordati: in G.U. il Dm che rivede i canoni e le misure fiscali 6) Definizione agevolata cartelle: proroga al 21 aprile 7) Il governo abolisce i voucher 8) Bonus occupazionale Sud: arrivano le istruzioni operative 9) Il sindaco di S.p.A. non decade dalla carica anche se è stato spostato nella sezione dei revisori legali inattivi 10) Caso di esonero dei “sottogruppi” dall’obbligo di redazione del bilancio consolidato ***

1) Premio di 800 euro per la nascita o l’adozione di un minore

Premio di 800 euro per la nascita o l’adozione di un minore di cui all’articolo 1, comma 353, legge 11 dicembre 2016, n. 232, (legge di Bilancio 2017), pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 21-12-2016. L’Inps integra il contenuto della circolare n. 39 del 27 febbraio 2017.

A seguito di ulteriori approfondimenti e al fine di chiarire la portata applicativa, i paragrafi 1. e 2. sono così riformulati:

Requisiti generali

Il premio alla natalità è riconosciuto alle donne gestanti o alle madri che siano in possesso dei seguenti requisiti attualmente presi in considerazione per l’assegno di natalità di cui alla legge di stabilità n. 190/2014 (art. 1, comma 125):

residenza in Italia;

cittadinanza italiana o comunitaria; le cittadine non comunitarie in possesso dello status di rifugiato politico e protezione sussidiaria sono equiparate alle cittadine italiane per effetto dell’ art. 27 del Decreto Legislativo n. 251/2007;

per le cittadine non comunitarie, possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo di cui all’articolo 9 del Decreto Legislativo n. 286/1998 oppure di una delle carte di soggiorno per familiari di cittadini UE previste dagli artt. 10 e 17 del Decreto Legislativo n. 30/2007, come da indicazioni ministeriali relative all’estensione della disciplina prevista in materia di assegno di natalità alla misura in argomento (cfr. circolare INPS 214 del 2016).

Maturazione del premio alla nascita o all’adozione

Il beneficio di 800 euro può essere concesso esclusivamente per uno dei seguenti eventi verificatisi dal 1° gennaio 2017:

compimento del 7° mese di gravidanza;

parto, anche se antecedente all’inizio dell’8° mese di gravidanza;

adozione del minore, nazionale o internazionale, disposta con sentenza divenuta definitiva ai sensi della legge n. 184/1983;

affidamento preadottivo nazionale disposto con ordinanza ai sensi dell’art. 22, comma 6, della legge 184/1983 o affidamento preadottivo internazionale ai sensi dell’art. 34 della legge 184/1983.

Il beneficio è concesso in un’unica soluzione, per evento (gravidanza o parto, adozione o affidamento), e in relazione ad ogni figlio nato o adottato/affidato.

(Inps, circolare n. 61 del 16 marzo 2017)

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2) Cumulo dei periodi assicurativi non coincidenti, rinuncia alla totalizzazione: termini di pagamento delle indennità di fine servizio

Cumulo dei periodi assicurativi non coincidenti ai sensi dell’articolo 1, comma 239, della legge 24 dicembre 2012, n. 228, come modificato dalla legge 11 dicembre 2016, n. 232. Rinuncia alla totalizzazione di cui al decreto legislativo n. 42 del 2006 ed alla ricongiunzione ex lege n. 29 del 1979. Termini di pagamento delle indennità di fine servizio.

L’Inps, con la circolare n. 60 del 16 marzo 2017, acquisito il parere del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n. 1706 del 13 marzo 2017, si forniscono le prime istruzioni applicative delle disposizioni in argomento limitatamente ai casi di cumulo dei periodi assicurativi non coincidenti da parte degli iscritti a due o più forme di assicurazione obbligatoria per invalidità, vecchiaia e superstiti dei lavoratori dipendenti, autonomi, alla gestione separata di cui all'articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335 ed alle forme sostitutive ed esclusive della medesima.

Con successiva circolare verranno diramate le istruzioni applicative delle disposizioni in argomento con riferimento ai casi di cumulo dei periodi assicurativi non coincidenti anche presso le Casse professionali.

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 297 del 21 dicembre 2016, Supplemento Ordinario n. 57, è stata pubblicata la legge 11 dicembre 2016, n. 232 recante “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio 2017-2019”, entrata in vigore il 1° gennaio 2017.

L’articolo 1, comma 195, della citata legge, ha modificato l’articolo 1, comma 239, della legge 24 dicembre 2012, n. 228, concernente la facoltà di cumulare i periodi assicurativi non coincidenti ai fini del conseguimento di un’unica pensione.

In particolare il predetto comma 195 ha previsto che la facoltà di cumulare i periodi assicurativi non coincidenti possa essere esercitata anche:

- dagli iscritti agli enti di previdenza di cui al decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509 e al decreto legislativo 10 febbraio 1996, n. 103 (Casse professionali);

- per conseguire la pensione anticipata di cui all’articolo 24, comma 10, del decreto legge n. 201 del 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 214 del 2011;

- dai soggetti in possesso dei requisiti per il diritto autonomo al trattamento pensionistico in una delle gestioni di cui al citato comma 239.

I commi 196, 197 e 198 del medesimo articolo 1 hanno rispettivamente disciplinato: per i soggetti che si avvalgono del cumulo di cui al citato comma 239, i termini di pagamento delle indennità di fine servizio, comunque denominate di cui all’articolo 3 del decreto legge n. 79 del 1997, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 140 del 1997; per i soggetti titolari di più periodi assicurativi che consentono l’accesso al trattamento pensionistico ai sensi del predetto comma 239, il recesso dalla ricongiunzione di cui agli articoli 1 e 2 della legge n. 29 del 1979 e le modalità di restituzione di quanto già versato, nonché, la rinuncia alla domanda di pensione in totalizzazione di cui al decreto legislativo n. 42 del 2006 finalizzata all’accesso al trattamento pensionistico ai sensi del citato comma 239.

(Inps, circolare n. 60 del 16 marzo 2017)

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3) Ok all’esdebitazione per l’IVA

E’ possibile che i debiti Iva vengano dichiarati inesigibili in applicazione di una normativa nazionale che prevede la procedura di esdebitazione con la quale il giudice può “azzerare” le passività di una persona fisica in seno al fallimento.

Lo ha stabilito la Corte di Giustizia Ue, con la sentenza del 16 marzo 2017, causa C-493/15, su domanda di pronuncia pregiudiziale formulata dalla Corte di Cassazione, con l’ordinanza del 6 maggio 2015. Tale istanza, avente ad oggetto l’interpretazione dell’art. 4, par. 3 del TUE e degli artt. 2 e 22 della sesta direttiva 77/388/CEE del Consiglio, riguardava una controversia tra l’Agenzia delle entrate e un contribuente dichiarato fallito, in merito ad una cartella di pagamento per IVA e IRAP notificata dopo il decreto di esdebitazione.

In pratica, è stato chiesto alla Corte Ue di stabilire se l’inderogabilità dell’Iva sia compatibile con la normativa interna che permette al soggetto ritenuto dall’autorità giudiziaria meritevole del beneficio dell’esdebitazione di non adempiere al pagamento del debito tributario.

L’esdebitazione è un istituto previsto dalla legge fallimentare i cui effetti giuridici si sostanziano nell’impossibilità, per i creditori non soddisfatti, di intraprendere nuove azioni per la parte rimasta inadempiuta in sede di procedura fallimentare.

Solo l’imprenditore, persona fisica, ovvero, il socio illimitatamente responsabile, possono accedere all'istituto dell’esdebitazione i cui presupposti sono ravvisabili nella chiusura del fallimento e nella “buona” condotta del fallito, sia durante la procedura fallimentare, sia antecedentemente all’apertura del fallimento.

L’altro elemento, da considerarsi come una vera e propria condizione di procedibilità, è la necessità che i creditori concorsuali vengano soddisfatti almeno in parte.

I giudici, aderendo al precedente indirizzo (C-546/14), con il quale si è dato il via libera alla falcidiabilità dell’Iva nel concordato preventivo, hanno ritenuto che nel caso dell’esdebitazione ricorrono tutti gli elementi che garantiscono la rigorosità della procedura.

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4) Modelli INTRA 2: eventuali ritardi per la scadenza di marzo non saranno sanzionati

Modelli Intrastat relativi al mese di febbraio 2017: eventuali ritardi non verranno sanzionati.

La decisione a seguito del mutato quadro giuridico determinato dalla legge di conversione del “milleproroghe” che ha ripristinato l’obbligo di comunicazione per il 2017

La legge 19/2017 ha prorogato gli obblighi Intrastat vigenti alla data di entrata in vigore del collegato fiscale alla legge di bilancio. Data la ristrettezza dei tempi, eventuali ritardi di trasmissione, rispetto alla scadenza di fine marzo, non saranno sanzionati. L’annuncio in un comunicato stampa congiunto di Entrate e Dogane del 16 marzo 2017.

Comunicazioni relative ai modelli Intrastat

Nelle more della definizione del quadro giuridico relativo agli adempimenti in materia di Intrastat, per il mese di gennaio 2017 è stato precisato con il comunicato stampa del 17 febbraio 2017 che l’obbligo di trasmissione delle comunicazioni Intra-2 permaneva, ai soli fini statistici, a carico dei soli soggetti passivi IVA già tenuti alla presentazione mensile di detti modelli. Sulla base di tali precisazioni i contribuenti interessati hanno, per la quasi totalità, adempiuto correttamente all’obbligo.

Ferma restando la validità di tali indicazioni per il mese di gennaio 2017, si rileva che, a partire dagli adempimenti relativi al mese di febbraio, occorre far riferimento ad un mutato quadro giuridico. L’entrata in vigore della legge n. 19 del 28 febbraio 2017, di conversione del D.L. n. 244/2016 (cosiddetto “Decreto Milleproroghe”) ha determinato la proroga degli obblighi Intrastat vigenti alla data di entrata in vigore del D.L. n. 193/2016 e, dunque, il ripristino dell’obbligo per il 2017 di comunicazione dei dati fiscali mensili e trimestrali, oltre che dei dati statistici per i contribuenti mensili, cioè di comunicazione degli elenchi acquisti (INTRA2) mensili e trimestrali di beni e servizi. Data la ristrettezza dei tempi, eventuali ritardi di trasmissione, rispetto alla scadenza di fine marzo, non saranno sanzionati.

Agenzia delle Entrate, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e Istat stanno, tuttavia, lavorando alla predisposizione del provvedimento di semplificazione previsto dalla l. 19/2017, con l’obiettivo di ridurre significativamente la platea dei soggetti obbligati e le variabili oggetto delle comunicazioni Intrastat.

In merito alle semplificazioni saranno sentiti i rappresentanti delle categorie economiche interessate e sarà garantita tempestiva comunicazione delle semplificazioni previste al fine di rispettare le tempistiche necessarie per l’adeguamento delle procedure informatiche.

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 62 del 16 marzo 2017)

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5) Affitti concordati: in G.U. il Dm che rivede i canoni e le misure fiscali

E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 62 del 15 marzo 2017, il Decreto 16 gennaio 2017 che attua la convenzione nazionale stipulata precedentemente. Potranno essere definiti i nuovi accordi locali tra proprietari e inquilini nella stipula dei nuovi contratti d’affitto. Vengono fatti salvi i vecchi accordi. Il citato decreto contiene le linee guida cui dovranno attenersi le associazioni dei proprietari e degli inquilini nel definire i nuovi accordi locali.

Inoltre, vengono allegati i modelli standard dei contratti che dovranno essere usati per stipulare le locazioni “lunghe” (il classico “3+2”), quelle per studenti universitari e quelle transitorie. Comunque, fino all’adozione degli accordi basati sul nuovo decreto restano in vigore quelli precedenti e non serve fare alcuna modifica o integrazione ai contratti.

Livello del canone

Come già nelle intese territoriali attualmente in vigore, anche il Dm prevede che, nei nuovi accordi, il canone dovrà essere fissato entro una fascia di oscillazione minima e massima. Viene stabilito che le parti, per stabilire il canone effettivo, potranno farsi assistere dalle rispettive organizzazioni. I contratti in cui le parti non si fanno assistere, invece, dovranno essere sottoposti all’attestazione di conformità da parte di almeno una delle organizzazioni firmatarie dell’accordo, secondo modalità che sarà lo stesso accordo a dover individuare.

Contratti transitori

Viene ampliata la casistica delle situazioni in cui gli accordi locali dovranno consentire alle parti di stipulare contratti transitori di durata fino a 18 mesi: mobilità lavorativa, studio, apprendistato, formazione professionale, aggiornamento e ricerca di soluzioni occupazionali. Viene poi precisato che le parti non saranno libere di applicare il contratto di mercato in tutti i Comuni con più di 10mila abitanti (in base all’ultimo censimento Istat).

Agevolazioni fiscali

Viene precisato che in caso di variazioni dell’imposizione fiscale o di un qualsiasi elemento che incida sulla congruità del canone, ciascuna parte potrà tentare la via della commissione di negoziazione paritetica, che proporrà entro 60 giorni una riduzione del canone (sempre che l’altra parte si aderisca al tentativo).

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6) Definizione agevolata cartelle: proroga al 21 aprile

La proroga della rottamazione delle cartelle è arrivata con un emendamento al Dl sisma in commissione Ambiente alla Camera. Con la riformulazione di un emendamento il termine del 31 marzo entro cui è possibile presentare l’istanza di adesione alla definizione agevolata delle cartelle slitta al prossimo 21 aprile.

Parimenti, la modifica approvata concede a Equitalia fino al 15 giugno 2017 per rispondere ai contribuenti con gli importi dovuti e il pagamento in unica data o ripartito in cinque versamenti. I termini dei pagamenti restano invariati e quindi il primo o unico appuntamento per il saldo è per la fine di luglio 2017.

Inoltre per i contribuenti residenti nei comuni colpiti dal sisma del Centro Italia tutti i termini della rottamazione, compresi quelli ora progati, slittano di un anno. Numero dei comuni interessati che, con un emendamento del governo, si allarga con altri nuovi municipi colpiti dal sisma. I comuni sono tutti in Abruzzo: tre in provincia del L'Aquila (Barete, Cagnano Amiterno, Pizzoli); uno in provincia di Pescara (Farindola); cinque in provincia di Teramo (Castelcastagna, Colledara, Isola del Gran Sasso, Pietracamela, Fano Adriano).

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7) Il governo abolisce i voucher

Ok del governo all’abolizione dei voucher, con grande soddisfazione dei sindacati dei lavoratori. Il Cdm cancella i buoni lavoro e reintroduce la solidarietà tra committente e appaltatore negli appalti: disinnescati i referendum della Cgil.

Il Consiglio dei Ministri, che si è riunito nella mattinata di venerdì 17 aprile 2017, ha approvato il decreto legge per l’abolizione dei voucher, i buoni lavoro da 10 euro lordi (7,5 euro netti) che servono per pagare le prestazioni accessorie e negli ultimi tempi avevano registrato un grande boom. Tanto da finire nel mirino della critica, come una nuova frontiera del precariato, e della Cgil, che ha ottenuto un referendum per votare la loro abolizione. Proprio sulla pressione del sindacato e delle prossime urne, il governo si è mosso verso la soluzione più drastica: dopo aver esplorato la via di strette e correttivi, l’eliminazione totale dei buoni. La soppressione partirà operativamente dal 1 gennaio 2018 per consentire l’esaurimento dei voucher già acquistati. Il governo ha inserito nel testo anche le nuove norme sugli appalti per recuperare il principio di solidarietà tra committente e appaltatore, in modo da disinnescare anche il secondo quesito referendario che era stato posto dalla Cgil.

Abrogazione di norme su voucher e appalti pubblici

Disposizioni urgenti per l’abrogazione delle disposizioni sul lavoro accessorio nonché per la modifica delle disposizioni sulla responsabilità solidale in materia di appalti (Decreto legge).

Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Paolo Gentiloni, del Ministro del lavoro e delle politiche sociali Giuliano Poletti e del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Graziano Delrio, ha approvato un decreto legge volto a sopprimere l’istituto del lavoro accessorio (c.d. voucher) e a modificare la disciplina sulla responsabilità solidale in materia di appalti.

In relazione al lavoro accessorio, si prevede un regime transitorio per consentire l’utilizzo, fino al 31 dicembre 2017, dei buoni per prestazioni di lavoro accessorio già richiesti alla data di entrata in vigore del decreto legge.

Con riferimento alla disciplina in materia di appalti di opere e servizi, il provvedimento mira a ripristinare integralmente la responsabilità solidale del committente con l’appaltatore nonché con ciascuno degli eventuali subappaltatori, per garantire una miglior tutela in favore dei lavoratori impiegati.

Attuazione di norme europee

Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Paolo Gentiloni e dei Ministri competenti, ha approvato tre decreti legislativi che introducono misure necessarie all’attuazione e all’adeguamento della normativa nazionale a direttive o regolamenti europei. Di seguito nel dettaglio i decreti approvati, con l’indicazione dei Ministeri proponenti e del tipo di esame:

- Qualità dei combustibili e promozione dell’uso di energia da fonti rinnovabili

- Attuazione della direttiva 2014/41/UE relativa all'ordine europeo di indagine penale (Presidenza e Ministero della giustizia – esame preliminare)

- Etichettatura

Disciplina dell'indicazione obbligatoria nell'etichetta della sede e dell'indirizzo dello stabilimento di produzione o, se diverso, di confezionamento, ai sensi dell'articolo 5 della legge 12 agosto 2016, n. 170 - legge di delegazione europea 2015 (Disposizioni per l’adeguamento dell’ordinamento nazionale al regolamento (UE) n. 1169/2011 del 25 ottobre 2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori) (Presidenza, Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, Ministero dello sviluppo economico e Ministero della salute – esame preliminare)

- trattamento pensionistico dei giornalisti e sostegno alle aziende editoriali in crisi

Disposizioni per l’incremento dei requisiti e la ridefinizione dei criteri per l’accesso ai trattamenti di pensione di vecchiaia anticipata dei giornalisti e per il riconoscimento degli stati di crisi delle imprese editrici, in attuazione dell’articolo 2, commi 4 e 5, lettera a), della legge 26 ottobre 2016, n. 198 (decreto legislativo – esame preliminare).

(Comunicato stampa del Consiglio dei Ministri n. 18 del 17 Marzo 2017)

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8) Bonus occupazionale Sud: arrivano le istruzioni operative

A seguito della pubblicazione da parte dell'Inps delle prime istruzioni operative e, a seguire, dei moduli telematici per beneficiare del bonus occupazionale Sud, la Fondazione Studi del Consulenti del Lavoro ha illustrato, con la circolare n. 3 del 16 marzo 2017, la normativa di riferimento e i vari passaggi utili per avere accesso all'incentivo.

Il bonus occupazionale Sud è stato introdotto a partire dal 1 gennaio 2017 e sarà valido sino al 31 dicembre 2017 per i nuovi contratti a tempo indeterminato, anche in apprendistato. Gli incentivi per i datori di lavoro riguardano le nuove assunzioni effettuate nel corso del 2017. Le risorse disponibili ammontano a 530.000.000 di euro di cui: 500 milioni di euro destinate alle Regioni “meno sviluppate” (Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia) e 30 milioni alle Regioni “in transizione” (Abruzzo, Molise, Sardegna). L'Istituto Nazionale di Previdenza Sociale ha rilasciato, con circolare 41/2017 le prime istruzioni operative e ieri ha reso disponibili i moduli telematici per la richiesta dei benefici spettanti.

La Fondazione Studi con la neo circolare si sofferma ed analizza gli aspetti più interessanti della normativa: soggetti interessati, datori di lavoro privati che possono beneficiarne, tipologie contrattuali alle quali è riconosciuto il beneficio, compatibilità con la normativa in materia di aiuti di Stato e fruizione dell'incentivo oltre i limiti del regime "de minimis" e, infine, le modalità di fruizione e la durata dell'incentivo.

La circolare n. 3/3017 della Fondazione Studi è disponibile sul sito internet del Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro.

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9) Il sindaco di S.p.A. non decade dalla carica anche se è stato spostato nella sezione dei revisori legali inattivi

Il sindaco di S.p.A. non decade dalla carica anche se è stato spostato nella sezione dei revisori legali inattivi.

Lo precisa Assonime, nel Caso 4-2017 del 17 marzo 2017, relativo ai Revisori inattivi e decadenza dalla carica di sindaco.

Il caso affronta la questione se un sindaco di società con azioni quotate in mercati regolamentati, revisore legale iscritto all’albo, possa decadere dalla carica quando transiti nella sezione dell’albo dedicata ai revisori legali inattivi per non aver svolto l’attività di revisione legale negli ultimi tre anni.

Il problema si pone in considerazione del fatto che l’iscrizione nell’albo dei revisori legali costituisce un requisito di professionalità per ricoprire la carica di sindaco. Da una lettura congiunta dell’art. 8 Decreto Legislativo n. 27 gennaio 2010 n. 39 con le norme regolamentari attuative della sezione dedicata ai revisori inattivi, emerge come il passaggio da una sezione all’altra dell’albo non costituisca causa di decadenza dall’incarico di sindaco in S.p.A.

IVA – Aliquote – Servizi di trasporto urbano di persone per via marittima, lacuale, fluviale e lagunare

Assonime, con la circolare n. 7 del 17 marzo 2017, esamina le modifiche introdotte dalla legge di bilancio per il 2017 (Legge 11 dicembre 2016, n. 232) al regime IVA dei trasporti urbani di persone effettuati per via marittima, fluviale, lacuale e lagunare, i quali, dal 1° gennaio 2017, non sono più esenti dal tributo, come previsto dalla precedente disciplina, bensì imponibili con l’aliquota ridotta del 5% di cui alla Tabella A, parte II-bis, allegata al D.P.R. n. 633 del 1972.

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10) Caso di esonero dei “sottogruppi” dall’obbligo di redazione del bilancio consolidato

La facoltà di esonero per i “sottogruppi” dall’obbligo di redazione del bilancio consolidato.

Assonime, con il caso 3/2017 del 17 marzo 2017, affronta le questioni se l’esonero dall’obbligo di redazione del bilancio consolidato previsto per i “sottogruppi” sia da considerare una facoltà di cui la società tenuta a redigere il consolidato possa decidere o meno di usufruire e se, nel caso in cui la società decida di non utilizzare la suddetta facoltà e rediga il consolidato, la redazione del consolidato abbia natura volontaria oppure obbligatoria.

Il sistema di esonero per i “sottogruppi” dalla redazione del bilancio consolidato deve essere inquadrato come una forma di agevolazione per la controllante intermedia il cui esercizio ha natura volontaria. Nel caso in cui essa decida di non usufruire dell’esonero, la stessa è tenuta a redigere il bilancio consolidato ai sensi della disciplina del D.lgs. 127/1991 e sulla base dei principi contabili internazionali, se applicabili.

Vincenzo D’Andò