Diario quotidiano del 2 marzo 2017: ecco la riapertura dei termini per la dichiarazione IVA

Pubblicato il 2 marzo 2017



1) Reso ufficiale il Milleproroghe
2) Dichiarazione IVA per il 2016: si presenta entro il 3 marzo 2017 senza sanzioni
3) Modificate le istruzioni del modello di dichiarazione 730/2017
4) Aumenta la platea dei soggetti autorizzati a trasmettere in via telematica le dichiarazioni di successione
5) La dichiarazione precompilata rende disponibile prima i dati di statistica fiscale
6) Reso disponibile il software di compilazione Dichiarazioni di intento (IVI15)
7) Nel 2016 gli acquisti immobiliari crescono del 18,4%, superando 1 mln di scambi
8) Incentivo occupazione SUD: indicazioni operative
9) Incentivo Occupazione Giovani: indicazioni operative
10) Istat: nel mese di febbraio 2017 rilevata inflazione nella misura del 1,50%
PROROGA1) Reso ufficiale il Milleproroghe 2) Dichiarazione IVA per il 2016: si presenta entro il 3 marzo 2017 senza sanzioni 3) Modificate le istruzioni del modello di dichiarazione 730/2017 4) Aumenta la platea dei soggetti autorizzati a trasmettere in via telematica le dichiarazioni di successione 5) La dichiarazione precompilata rende disponibile prima i dati di statistica fiscale 6) Reso disponibile il software di compilazione Dichiarazioni di intento (IVI15) 7) Nel 2016 gli acquisti immobiliari crescono del 18,4%, superando 1 mln di scambi 8) Incentivo occupazione SUD: indicazioni operative 9) Incentivo Occupazione Giovani: indicazioni operative 10) Istat: nel mese di febbraio 2017 rilevata inflazione nella misura del 1,50% ***

1) Reso ufficiale il Milleproroghe

Il cd. Milleproroghe è andato in Gazzetta Ufficiale. Infatti, la legge di conversione è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 49 del 28 febbraio 2017.

Si tratta della Legge n. 19 del 27 febbraio 2017, entrata in vigore il 1' marzo 2017.

Ricordiamo le principali misure di natura fiscale: si parte dal nuovo spesometro previsto dal Decreto Fiscale e che il Milleproroghe, solo in relazione al 2017, trasforma da trimestrale a semestrale. I due invii dovranno essere effettuati entro il 18 settembre 2017 (il 16 è un sabato) e il 28 febbraio 2018. La novità non interessa le comunicazioni dei dati delle liquidazioni IVA che restano a cadenza trimestrale (i termini scadranno il 31 maggio 2017; 18 settembre 2017; 30 novembre 2017; 28 febbraio 2018).

Altra novità di rilievo riguardai modelli Intrastat acquisti, di cui il Decreto Fiscale ne aveva sancito l’eliminazione a decorrere dal 2017 (proprio in virtù dell’inserimento del nuovo spesometro).

Il Milleproroghe convertito posticipa di un anno la loro abrogazione: Gli obblighi di comunicazione relativi agli elenchi Intrastat per gli acquisti intracomunitari di beni e servizi restano validi per tutto il 2017 e usciranno di scena solo dal 2018. È disposto inoltre che vengano definite significative misure di semplificazione degli obblighi comunicativi rimanenti e che venga ridotta la platea dei soggetti obbligati all’invio degli elenchi riepilogativi.

Sono state definitivamente abolite dal Milleproroghe le comunicazioni dei beni ai soci e dei finanziamenti. A tal fine, viene eliminato l’obbligo per le imprese di comunicare al fisco i beni concessi in godimento al socio o al familiare dell’imprenditore e, insieme, la norma che permetteva all’Agenzia delle entrate di utilizzare tali dati ai fini del redditometro.

Cade anche l’obbligo del locatore di indicare in dichiarazione dei redditi gli estremi di registrazione del contratto di locazione per beneficiare delle agevolazioni fiscali ex art. 8, L. n. 431/1998, che è abrogato dal 2017.

Viene fatta slittare a novembre 2017 (in luogo di marzo 2017) la fase di sperimentazione della nuova lotteria legata agli scontrini e limitata agli acquisti di beni o servizi effettuati con carta di debito e di credito. Dal 2018 la lotteria passerà a regime.

Altra novità è data dalla proroga al 31 dicembre 2017 della detrazione IRPEF per le persone fisiche che comprano un'abitazione nuova di classe energetica A o B direttamente dall'impresa costruttrice (detrazione pari al 50% dell'Iva pagata sull'acquisto).

Ulteriore aspetto rilevante è costituito dall’avvio dell’intervento finalizzato a coordinare le nuove regole contabili per la redazione dei bilanci d’esercizio, previste dal Decreto Bilanci (D.L.gs n. 139/2015), e la disciplina fiscale di IRES e IRAP. La previsione è stata associata alla proroga dal 30 settembre al 15 ottobre 2017 della presentazione delle dichiarazioni fiscali delle società interessate alla particolare disciplina relative all’anno 2016.

******

2) Dichiarazione IVA per il 2016: si presenta entro il 3 marzo 2017 senza sanzioni

Dichiarazione IVA: tempestiva (e non sanzionata) la presentazione entro il 3 marzo 2017.

La Dichiarazione IVA 2017 per l’anno 2016 in scadenza il 28 febbraio, si considera tempestiva a tutti gli effetti se inviata entro il 3 marzo 2017. La proroga si è resa necessaria per rallentamenti nella rete di trasmissione delle dichiarazioni.

Lo afferma l’Agenzia delle entrate, con il comunicato n. 46 del 1 marzo 2017.

Che ieri siano emersi dei problemi durante gli invii risulta anche al Consiglio nazionale dei commercialisti, come spiega il presidente Massimo Miani: “Ieri sono arrivate, da parte di colleghi di tutta Italia, molte segnalazioni di rallentamenti nella rete di trasmissione delle dichiarazioni. Segnalazioni che abbiamo tempestivamente comunicato all'Agenzia delle Entrate, che ringraziamo per averne tenuto conto”.

Sanzioni tardiva/omessa presentazione per il contribuente

Se lo fa entro 90 giorni dalla scadenza, la dichiarazione è tardiva e non si considera omessa. Per la dichiarazione tardiva (entro 90 giorni dalla scadenza) si applica la sanzione fissa di 250 euro ridotta a 1/10 con ravvedimento operoso.

Se lo fa oltre i 90 giorni, la dichiarazione viene considerata omessa e si applica la sanzione amministrativa dal 120 al 240% delle imposte dovute, con un minimo di 250 euro. Se le imposte non sono dovute, è prevista una sanzione da 250 a 1.000 euro.

Se la dichiarazione omessa è presentata entro il termine di presentazione della dichiarazione del periodo d’imposta successivo e, comunque, prima dell’inizio di accertamento è prevista una sanzione dal 60 al 120% di quanto dovuto come imposte, con un minimo di 200 euro. Se le imposte non sono dovute, è prevista una sanzione da 150 a 500 euro.

******

3) Modificate le istruzioni del modello di dichiarazione 730/2017

Modificate le istruzioni del modello di dichiarazione 730/2017, approvato con provvedimento del 16 gennaio 2017.

Questo per effetto del provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate n. 42414 del 1 marzo 2017.

Con il suddetto provvedimento vengono approvate alcune modifiche alle istruzioni al modello di dichiarazione “730/2017”.

Le modifiche si rendono necessarie per correggere alcuni errori materiali riscontrati successivamente alla pubblicazione del predetto modello di dichiarazione sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate.

1. Modificazioni alle istruzioni del modello di dichiarazione “730/2017” 1.1 Al provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 16 gennaio 2017, pubblicato in pari data, concernente l’approvazione dei modelli 730, 730-1, 730-2 per il sostituto d’imposta, 730-2 per il C.A.F. e per il professionista abilitato, 730-3, 730-4, 730-4 integrativo con le relative istruzioni, nonché della bolla per la consegna del modello 730-1, sono apportate le seguenti modifiche: o Istruzioni a) a pagina 8, nel quarto punto elenco del paragrafo “Cosa c’è di nuovo”, la parola “beneficienza” è sostituita con “beneficenza”; b) a pagina 9, dopo il paragrafo “cosa c’è di nuovo”, è aggiunta la frase: “In base a quanto stabilito dall’art. 1, comma 20, della legge n. 76 del 2016, le parole “coniuge”, “coniugi” o termini equivalenti si intendono riferiti anche ad ognuna delle parti dell’unione civile tra persone dello stesso sesso.” c) a pagina 10, nel punto elenco individuato con la lettera d), la frase “finanziamento a favore di organismi privati delle attività di tutela, promozione e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici” è sostituita dalla seguente: finanziamento delle attività di tutela, promozione e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici (soggetti di cui all’art. 2, comma 2, del D.P.C.M. 28 luglio 2016)”; d) a pagina 20, nel primo punto elenco del paragrafo “Fabbricati non locati”, sono eliminate le parole da “Ad esempio, i comuni” fino a “che la utilizzano come abitazione principale”; dopo la frase “In questo caso nella colonna 12 “Casi particolari Imu” va indicato il codice 1.” è aggiunto il seguente periodo “Dal 2016, per l’unità immobiliare concessa in comodato ai parenti in linea retta entro il primo grado, che la utilizzano come abitazione principale, non deve essere indicato tale codice in quanto è prevista la riduzione al 50 per cento dell’IMU invece dell’esenzione totale (legge n. 208 del 28 dicembre 2015, art. 1, comma 10); e) a pagina 27, nel sedicesimo rigo delle istruzioni della casella “Casi particolari”, le parole “(al 10%, al 20% o al 30%)” sono sostituite dalle seguenti: “(al 10%, al 20%, al 30% o al 70%)”; f) a pagina 36, nelle istruzioni alla “colonna 4 (ritenute)”, dopo le parole “deve essere riportato nella colonna”, il numero “4” è sostituito con il numero “5”; g) a pagina 47, nelle istruzioni al codice ‘25’, le parole da “La necessità delle spese” a “deve risultare da apposita” sono sostituite con “La documentazione finalizzata a documentare la necessità di effettuare le spese, quando non siano obbligatorie per legge, deve risultare da un’apposita”; h) a pagina 49, nelle istruzioni al codice ‘38’, dopo le parole “Unica con il codice onere 38” sono eliminate le parole da “.Con decreto del Ministro” a “di tale agevolazione”; i) a pagina 52, nelle istruzioni al codice ‘12’, nel secondo punto elenco: 1. dopo le parole “che operano nel settore della” la parola “beneficienza” è sostituita con la parola “beneficenza”; 2. dopo le parole “Si considera attività di” la parola “beneficienza” è sostituita con la parola “beneficenza”; 3. dopo le parole “e socio sanitaria, dell’assistenza sanitaria,” la parola “beneficienza” è sostituita con la parola “beneficenza”; 4. al codice ‘12’, dopo le parole “progetti di utilità sociale” sono eliminate le parole da “.Con decreto del Ministro” a “di tale agevolazione”; j) a pagina 54, nell’ultimo rigo delle istruzioni alla colonna 2 del Rigo E33, dopo le parole “oppure nel rigo RN47, colonna” il numero “9” è sostituito con il numero “36”; k) a pagina 65, nelle istruzioni ai “Casi particolari”, della colonna 1, è inserito il seguente identificativo di punto elenco “-” prima delle parole “riportare l’importo del rigo 94 del prospetto di liquidazione modello 730-3/2016 aumentato dell’importo versato in più con il modello F24, se con il codice tributo 4033 e l’anno 2016 è stato versato un importo maggiore a quanto indicato nel rigo 234”; l) a pagina 66 è inserito il seguente identificativo di punto elenco “-”: 1. nelle istruzioni ai “Casi particolari”, della colonna 3, prima delle parole “riportare l’importo del rigo 97 del prospetto di liquidazione modello 730-3/2016 aumentato dell’importo versato in più con il modello F24, se con il codice tributo 3843 e l’anno 2016 è stato versato un importo maggiore a quanto indicato nel rigo 236 del prospetto di liquidazione del modello 730-3/2016”; 2. nelle istruzioni ai “Casi particolari”, della colonna 5, prima delle parole “riportare l’importo del rigo 100 del prospetto di liquidazione modello 730-3/2016 aumentato dell’importo versato in più con il modello F24, se con il codice tributo 1841 e l’anno 2016 è stato versato un importo maggiore a quanto indicato nel rigo 234 del prospetto di liquidazione del modello 730-3/2016”; m) a pagina 68: 1. nelle istruzioni alla colonna 10 del rigo F3, l’anno “2016” è sostituito con il “2015 2. nelle istruzioni alla colonna 5 del rigo F4, l’anno “2015” è sostituito con la seguente frase: “dell’anno indicato in colonna 1”; n) a pagina 69, nelle istruzioni alla colonna 7 del rigo F4, l’anno “2016” è sostituito con la seguente frase: “dell’anno indicato in colonna 1”; o) a pagina 73, nelle istruzioni alla colonna 4 del rigo G5, dopo le parole “o quello indicato nel rigo RN47, col.” il numero “6” è sostituito dal numero “21”; p) a pagina 90, nella “Tabella 7 – Detrazione per i redditi di pensione”, nella seconda riga del prospetto dedicato ai “Soggetti di età pari o superiore a 75 anni”, le cifre “7.751” sono sostituite con “8.001”; q) a pagina 92, la “Tabella 11 – Elenco comuni istituiti per fusione nel corso del 2016 e che hanno adottato aliquote dell’addizionale comunale differenziate”, è stata sostituita.

******

4) Aumenta la platea dei soggetti autorizzati a trasmettere in via telematica le dichiarazioni di successione

Individuati i nuovi soggetti da includere tra gli incaricati ( di cui all’art. 3, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica n. 322, del 22 luglio 1998) della trasmissione telematica dei dati contenuti nelle dichiarazioni di successione.

Con il provvedimento n. 42444 del 1 marzo 2017, il direttore dell’Agenzia delle entrate altri soggetti abilitati alla trasmissione telematica della dichiarazione di successione e domanda di volture catastali.

Viene, infatti, disposto che ai soli fini della trasmissione telematica delle dichiarazioni di successione telematica e domanda di volture catastali, approvata con Provvedimento del Direttore dell’Agenzia del 27 dicembre 2016, si considerano soggetti incaricati della trasmissione delle stesse:

a) gli iscritti all’albo professionale dei geometri e dei geometri laureati;

b) gli iscritti all’albo professionale dei periti industriali e dei periti industriali laureati, in possesso di specializzazione in edilizia, anche riuniti in forma associativa.

Con il suddetto provvedimento, gli iscritti all’albo professionale dei geometri e dei geometri laureati e gli iscritti all’albo professionale dei periti industriali e dei periti industriali laureati, in possesso di specializzazione in edilizia, anche riuniti in forma associativa, sono inclusi tra i soggetti incaricati della trasmissione telematica di cui all’articolo 3, comma 3, lettera e), del decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, limitatamente alla presentazione telematica delle dichiarazioni di successione e domande di volture catastali, approvata con Provvedimento del Direttore dell’Agenzia del 27 dicembre 2016.

Tale scelta è motivata dalla circostanza che i soggetti in esame, oltre a possedere i necessari requisiti tecnici ed organizzativi, svolgono un ruolo significativo nei rapporti tra cittadini e pubblica amministrazione, in particolare per la presentazione delle dichiarazioni di successione e domanda di volture catastali, considerato che tale adempimento, nella gran parte dei casi, comporta un aggiornamento delle basi dati catastali e ipotecarie.

******

5) La dichiarazione precompilata rende disponibile prima i dati di statistica fiscale

Sono online sul sito del Dipartimento delle Finanze le statistiche sulle dichiarazioni dei redditi delle persone fisiche (Irpef) relative all’anno di imposta 2015. I dati vengono resi disponibili a cinque mesi dal termine di presentazione della dichiarazione (30 settembre 2016).

Dichiarazioni dei redditi persone fisiche (Irpef) per l’anno di imposta 2015

Come spiega la nota del Mef, l’accelerazione impressa negli ultimi anni dal Dipartimento delle Finanze alle procedure di validazione statistica e le innovazioni nel processo legato alla dichiarazione precompilata, avviate dall’Amministrazione Finanziaria nel 2015 e perfezionate lo scorso anno, consentono di rendere tempestivamente disponibili i dati delle dichiarazioni dei redditi delle persone fisiche presentate nel 2016, a soli cinque mesi dalla scadenza del termine (30 settembre 2016) e riferite all’anno di imposta 2015. La pubblicazione dei dati viene anticipata di un mese rispetto a quanto avvenuto l’anno precedente.

Una importante novità dell’anno d’imposta 2015 riguarda la stabilizzazione del bonus 80 euro, che era stato introdotto a maggio 2014. I relativi dati sono analizzati nei paragrafi successivi.

Per una corretta interpretazione dei risultati statistici delle dichiarazioni dei redditi è utile ricordare i dati macroeconomici dell’anno di riferimento: nel 2015 il PIL ha presentato una crescita del +0,7% in termini reali (+1,4% in termini nominali), mentre il tasso di inflazione è stato pari allo 0,5%.

- Numero di contribuenti

Circa 40,8 milioni di contribuenti hanno assolto l’obbligo dichiarativo, direttamente attraverso la presentazione dei modelli di dichiarazione Unico e 730, ovvero indirettamente attraverso la dichiarazione dei sostituti d’imposta (Certificazione Unica - CU).

Il numero totale dei contribuenti è risultato in lieve aumento (+0,1%) rispetto all’anno precedente.

Sono 19,7 milioni le persone fisiche che hanno utilizzato il modello 730 con un aumento di 600.000 contribuenti rispetto all’anno precedente; 9,8 milioni di soggetti hanno presentato invece il modello Unico (-500 mila), mentre i dati dei restanti 11,2 milioni di contribuenti, non tenuti alla presentazione della dichiarazione, sono stati acquisiti tramite il modello CU compilato dal sostituto d’imposta.

Reddito complessivo dichiarato

Il reddito complessivo totale dichiarato ammonta a circa 833 miliardi di euro per un valore medio di 20.690 euro. Il confronto omogeneo con l’anno precedente mostra un aumento del reddito complessivo medio dichiarato del +1,3%.

L'analisi territoriale conferma che la regione con reddito medio complessivo più elevato è la Lombardia (24.520 euro).

I lavoratori autonomi hanno il reddito medio più elevato, pari a 38.290 euro, mentre il reddito medio dichiarato dagli imprenditori è pari a 19.990 euro.

(Ministero dell’Economia. Comunicato Stampa n. 29 del 28/02/2017)

******

6) Reso disponibile il software di compilazione Dichiarazioni di intento (IVI15)

Reso disponibile il software di compilazione Dichiarazioni di intento (IVI15). Si tratta della versione software: 1.2.0 del 01/03/2017, adeguata al modello approvato con provvedimento 2/12/2016

Il software Comunicazione Dichiarazioni di intento consente la compilazione della dichiarazione di intento da presentare in via autonoma.

Aggiornamenti

Aggiunte due nuove funzionalità: importazione dati anagrafici da una dichiarazione precedentemente acquisita e archivio multiplo, per creare file telematici contenenti più dichiarazioni dello stesso soggetto/intermediario

Istruzioni operative per le nuove funzioni

Rimosso il controllo per consentire la compilazione del rigo DI2 nel caso di dichiarazione relativa a importazioni

Inserita le gestione degli importi con i decimali

Corretto il controllo sulla provincia di nascita per accettare il valore EE

Corretta l'impostazione del valore 8 del codice carica del rappresentante

Modificata l'assegnazione dei nome file, la cui radice da codice_fiscale diventerà codice_fiscale_numero attribuito_dal_dichiarante

Adeguamento al modello approvato con provvedimento 2/12/2016

(Agenzia delle entrate, nota del 1 marzo 2017)

******

7) Nel 2016 gli acquisti immobiliari crescono del 18,4%, superando 1 mln di scambi

Torino, Bologna, Genova e Milano guidano il mercato delle abitazioni

Tutti i dati nello studio dell’Osservatorio del mercato immobiliare delle Entrate

Terzo anno consecutivo in positivo per il mercato italiano del mattone che fa registrare una crescita a doppia cifra, superando il milione di immobili compravenduti: un risultato che non veniva raggiunto dal 2011. Con un incremento del 16,4% degli scambi nell’ultimo trimestre dell’anno, il 2016 chiude infatti con un +18,4%.

Nell’anno appena trascorso, l’incremento più alto ha interessato il settore produttivo (+22,1%), seguito dalle pertinenze (+19,2%), dal residenziale (+18,9%), dal commerciale (+16,6%) e dal terziario (+12,5%).

Tra le grandi città il mercato delle abitazioni è stato particolarmente vivace a Torino, che incrementa le compravendite del 26,4% rispetto al 2015, a Bologna (+23,7%), Genova (+22,9%) e Milano (+21,9%).

È il quadro che emerge dalla Nota dell’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate pubblicata oggi, che fornisce un’analisi dell’andamento del mattone nel IV trimestre del 2016 e fornisce una sintesi dell’intero anno appena trascorso.

(Agenzia delle entrate, nota n. 45 del 1 marzo 2017)

******

8) Incentivo occupazione SUD: indicazioni operative

L’Inps, con la circolare n. 41 del 1° marzo 2017, illustra la disciplina relativa all’incentivo occupazione SUD e ne fornisce le indicazioni operative per la fruizione.

Datori di lavoro che possono accedere all’incentivo

L’incentivo può essere riconosciuto a tutti i datori di lavoro privati che assumono personale senza esservi tenuti, a prescindere dalla circostanza che siano imprenditori.

Il decreto direttoriale, nel disciplinare l’incentivo, fissa il principio generale per cui non è possibile riconoscere l’agevolazione nei casi in cui il datore di lavoro non è libero di scegliere chi assumere. Ciò al fine di riaffermare quanto già previsto dall’art. 31 del decreto legislativo n. 150/2015, laddove si prevede che le agevolazioni non spettano nel caso in cui l’assunzione scaturisca da un obbligo di natura legale o contrattuale.

Lavoratori per i quali spetta l’incentivo

L’incentivo spetta per l’assunzione di persone disoccupate ai sensi dell’articolo 19 del d.lgs. n. 150/2015. Come previsto dalla citata norma, sono considerati disoccupati i soggetti privi di impiego che dichiarano, in forma telematica, al sistema informativo unitario delle politiche del lavoro di cui all’articolo 13 del medesimo decreto, la propria immediata disponibilità allo svolgimento di attività lavorativa e alla partecipazione alle misure di politica attiva del lavoro concordate con il centro per l’impiego.

Per i giovani che, al momento dell’assunzione, abbiano un’età compresa tra i 16 e i 24 anni – intesi come 24 anni e 364 giorni -, lo stato di disoccupazione rappresenta l’unico requisito soggettivo richiesto ai fini dell’accesso al beneficio.

I lavoratori con almeno 25 anni di età, invece, al momento dell’assunzione incentivata, oltre a essere disoccupati, devono risultare privi di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi, ai sensi del Decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali del 20 marzo 2013. Al riguardo, si specifica che è privo di impiego regolarmente retribuito chi, nei sei mesi precedenti l’assunzione agevolata, non ha prestato attività lavorativa riconducibile ad un rapporto di lavoro subordinato della durata di almeno sei mesi ovvero chi ha svolto attività di lavoro autonomo o parasubordinato dalla quale derivi un reddito inferiore al reddito annuale minimo escluso da imposizione.

La nozione di impiego regolarmente retribuito deve essere, quindi, riferita non tanto alla condizione di regolarità contributiva del rapporto, quanto alla rilevanza del lavoro sotto il profilo della durata (per il lavoro subordinato) o della remunerazione (per il lavoro autonomo).

Infine, fatte salve le ipotesi di trasformazione dei rapporti a tempo indeterminato, il lavoratore, ai fini del legittimo riconoscimento dell’incentivo, nei sei mesi precedenti l’assunzione non deve aver avuto un rapporto di lavoro subordinato con lo stesso datore di lavoro. Avuto riguardo alla finalità antielusiva alla base della predetta condizione, va da sé che lo sgravio è escluso anche se il lavoratore abbia avuto, negli ultimi sei mesi, un rapporto di lavoro con una società controllata dal nuovo datore di lavoro o ad esso collegata ai sensi dell’articolo 2359 del codice civile o comunque facente capo, anche per interposta persona, allo stesso soggetto.

Ambito territoriale di applicazione dell’incentivo

L’incentivo spetta a condizione che la prestazione lavorativa si svolga in una Regione “meno sviluppata” (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia) o in una Regione “in transizione” (Abruzzo, Molise e Sardegna), indipendentemente dalla residenza della persona da assumere e dalla sede legale del datore di lavoro.

L’agevolazione spetta nei limiti delle risorse specificamente stanziate che, per le Regioni meno sviluppate, ammontano ad euro 500.000.000,00 e, per le Regioni in transizione, ad euro 30.000.000,00 (cfr. allegato 1 del decreto direttoriale n. 367/2016).

Come espressamente previsto all’art. 3 del suddetto decreto, nel caso di modifica della sede di lavoro fuori da una delle Regioni per le quali è previsto l’incentivo, l’agevolazione non spetta a partire dal mese di paga successivo a quello del trasferimento.

Diversamente, nelle ipotesi di trasferimento di un lavoratore da una Regione in transizione verso una Regione meno sviluppata o, al contrario, da una Regione meno sviluppata ad una Regione in transizione, l’incentivo originariamente riconosciuto può continuare a trovare applicazione sino alla sua naturale scadenza.

Rapporti incentivati

L’esonero, come espressamente previsto dall’art. 4 del decreto direttoriale n. 367/2016, può essere riconosciuto per le assunzioni effettuate tra il primo gennaio 2017 ed il 31 dicembre 2017, anche in caso di rapporto a tempo parziale.

Sono incentivabili le assunzioni/trasformazioni a tempo indeterminato – anche a scopo di somministrazione – nonché i rapporti di apprendistato professionalizzante; inoltre, l’agevolazione è riconoscibile per i rapporti di lavoro subordinato instaurati in attuazione del vincolo associativo con una cooperativa di lavoro.

Con riferimento alla trasformazione in rapporti a tempo indeterminato dei rapporti a termine, si precisa che in tali ipotesi, al fine di consentire la massima espansione delle stabilizzazioni dei rapporti, non è richiesto, come espressamente previsto dal decreto direttoriale n. 18719/2016, il possesso del requisito di disoccupazione di cui all’art. 2, comma 2, del decreto direttoriale n. 367/2016; si ribadisce, inoltre, come già precisato in precedenza, che per tali ipotesi non è richiesto neanche il rispetto dell’ulteriore requisito dell’assenza di rapporti di lavoro negli ultimi sei mesi con lo stesso datore di lavoro (cfr. art. 2, comma 3, decreto direttoriale n. 367/2016).

Il beneficio non spetta, invece, nelle seguenti ipotesi:

contratto di apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore;

contratto di apprendistato di alta formazione e di ricerca;

contratto di lavoro domestico;

contratto di lavoro intermittente;

prestazioni di lavoro accessorio.

In favore dello stesso lavoratore l’incentivo può essere riconosciuto per un solo rapporto: dopo una prima concessione, non è, pertanto, possibile rilasciare nuove autorizzazioni per nuove assunzioni effettuate dallo stesso o da altro datore di lavoro, a prescindere dalla causa di cessazione del precedente rapporto e dall’entità dell’effettiva fruizione del beneficio.

******

9) Incentivo Occupazione Giovani: indicazioni operative

L’Inps, con la circolare n. 40 del 28 febbraio 2017, illustra la disciplina relativa all’incentivo Occupazione Giovani e ne fornisce le indicazioni operative per la fruizione.

Datori di lavoro che possono accedere all’incentivo

L’incentivo può essere riconosciuto a tutti i datori di lavoro privati che assumano personale senza esservi tenuti, a prescindere dalla circostanza che siano imprenditori.

Il decreto direttoriale, nel disciplinare l’incentivo, fissa il principio generale per cui non è possibile riconoscere l’agevolazione nei casi in cui il datore di lavoro non è libero di scegliere chi assumere. Ciò al fine di riaffermare quanto già previsto dall’art. 31 del decreto legislativo n. 150/2015, laddove si prevede che le agevolazioni non spettano nel caso in cui l’assunzione scaturisca da un obbligo di natura legale o contrattuale.

Lavoratori per i quali spetta l’incentivo

L’incentivo spetta per l’assunzione di giovani che si registrano al “Programma Operativo Nazionale Iniziativa Occupazione Giovani”.

Possono registrarsi al Programma i giovani di età compresa tra i 16 e i 29 anni cosiddetti NEET – Not [engaged in] Education, Employment or Training, cioè non inseriti in un percorso di studi o formazione – in conformità con quanto previsto dall’art. 16 del Regolamento (UE) 1304/13 – e che risultano essere disoccupati ai sensi dell’art. 19 del d.lgs. 150/2015.

Ambito territoriale di applicazione dell’incentivo e importi stanziati

La nuova agevolazione trova applicazione per le assunzioni effettuate nell’intero territorio nazionale, ad esclusione di quelle che abbiano come sede di lavoro la Provincia Autonoma di Bolzano ed è riconoscibile nei limiti delle risorse specificamente stanziate, pari ad euro 200.000.000,00 (cfr. articolo 1 del decreto direttoriale n. 394/2016).

Rapporti incentivati

L’incentivo spetta per le assunzioni a tempo determinato – anche a scopo di somministrazione – di durata pari o superiore a 6 mesi e per le assunzioni – anche a scopo di somministrazione – a tempo indeterminato.

Rientrano nel campo di applicazione dell’agevolazione anche i rapporti di apprendistato professionalizzante.

Parimenti, l’incentivo è riconoscibile per i rapporti di lavoro subordinato instaurati in attuazione del vincolo associativo con una cooperativa di lavoro.

L’agevolazione, come espressamente previsto dall’art. 2, comma 4, del decreto direttoriale 394/2016, può essere riconosciuta per le assunzioni effettuate tra il 1° gennaio 2017 ed il 31 dicembre 2017, anche in caso di rapporto a tempo parziale.

Il beneficio non spetta, invece, nelle seguenti ipotesi:

contratto di apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore;

contratto di apprendistato di alta formazione e di ricerca;

contratto di lavoro domestico;

contratto di lavoro intermittente;

prestazioni di lavoro accessorio.

In favore dello stesso lavoratore l’incentivo può essere riconosciuto per un solo rapporto di lavoro: una volta concesso, non è possibile rilasciare nuove autorizzazioni per nuove assunzioni effettuate dallo stesso o da altro datore di lavoro, a prescindere dalla causa di cessazione del precedente rapporto e dall’effettiva fruizione del beneficio.

In deroga al suddetto principio, nelle ipotesi di proroga dei rapporti a tempo determinato, è possibile rilasciare una seconda autorizzazione per lo stesso lavoratore, nel rispetto della misura massima di incentivo riconoscibile per i rapporti a tempo determinato, pari ad euro 4.030,00.

Non ha, invece, diritto ad un ulteriore incentivo il datore di lavoro che assume a tempo determinato un lavoratore e poi trasforma il rapporto a tempo indeterminato, a prescindere dalla durata del precedente rapporto a termine.

******

10) Istat: nel mese di febbraio 2017 rilevata inflazione nella misura del 1,50%

Prezzi al consumo (dati provvisori): Nel mese di febbraio 2017, secondo le stime preliminari, l'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registra un aumento dello 0,3% rispetto al mese precedente e dell'1,5% nei confronti di febbraio 2016 (era +1,0% a gennaio).

Analogamente a quanto accaduto a gennaio, l'accelerazione dell'inflazione a febbraio 2017 è per lo più ascrivibile alle componenti merceologiche i cui prezzi sono maggiormente volatili e in particolare agli Alimentari non lavorati (+8,8%, era +5,3% a gennaio) e ai Beni energetici non regolamentati (+12,1%, da +9,0% del mese precedente). A rafforzare l'inflazione c'è poi l'accelerazione della crescita dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (+2,4%, da +1,0% di gennaio).

Di conseguenza, l'"inflazione di fondo", al netto degli energetici e degli alimentari freschi, si porta a +0,6%, da +0,5% del mese precedente mentre quella al netto dei soli Beni energetici sale a +1,3% da +0,8% di gennaio.

L'aumento congiunturale dell'indice generale dei prezzi al consumo è principalmente dovuto ai rialzi dei prezzi degli Alimentari non lavorati (+3,0%), dei Servizi relativi ai trasporti (+1,0%) e dei Beni energetici non regolamentati (+0,5%).

Su base annua la crescita dei prezzi dei beni (+1,9%, da +1,2% di gennaio) segna un'accelerazione più marcata rispetto a quella dei servizi (+0,9%, da +0,7% del mese precedente). Di conseguenza, rispetto a gennaio, il differenziale inflazionistico negativo tra servizi e beni raddoppia portandosi a meno 1,0 punti percentuali (da meno 0,5 di gennaio).

L'inflazione acquisita per il 2017 risulta pari a +1,0%.

I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona aumentano dell'1,1% su base mensile e del 3,1% su base annua (era +1,9% a gennaio).

I prezzi dei prodotti ad alta frequenza di acquisto aumentano dello 0,7% in termini congiunturali e registrano una crescita su base annua del 3,2%, da +2,2% del mese precedente.

Secondo le stime preliminari, l'indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) aumenta dello 0,2% su base congiunturale e dell'1,6% su base annua (da +1,0% di gennaio).

(Istat, comunicato del 1 marzo 2017)

Vincenzo D’Andò