Diario quotidiano del 16 marzo 2017: le voci di proroga sulla rottamazione delle cartelle esattoriali

Pubblicato il 16 marzo 2017



1) Voluntary Disclosure: nuovo accordo con la Svizzera sullo scambio di informazioni
2) Proroga della definizione agevolata delle cartelle Equitalia forse con decreto legge
3) Aste giudiziarie: compensi immutati per gli esperti nominati dal giudice
4) Frodi Iva si prescrivono in breve
5) Relazione di revisione sul bilancio: linee guida per i casi particolari
6) Nel processo tributario al debutto il pagamento telematico del contributo unificato
7) Dal Garante privacy arrivano le linee-guida sul diritto alla portabilità dei dati
8) Il ruolo di amministratore: natura e qualificazione giuridica
9) Quotazioni immobiliari: disponibili i valori del 2' semestre 2016
10) Bonus sud ed occupazione giovani: al via l’invio telematico
11) Altre novità del giorno: i documenti della FNC
12) Dal CNDCEC l’indagine conoscitiva sulle semplificazioni possibili nel settore fiscale
diario-quotidiano-articoli-71) Voluntary disclosure: nuovo accordo con la Svizzera sullo scambio di informazioni 2) Proroga della definizione agevolata delle cartelle Equitalia forse con decreto legge 3) Aste giudiziarie: compensi immutati per gli esperti nominati dal giudice 4) Frodi Iva si prescrivono in breve 5) Relazione di revisione sul bilancio: arrivano le linee guida per i casi particolari 6) Nel processo tributario al debutto il pagamento telematico del contributo unificato 7) Dal Garante privacy arrivano le linee-guida sul diritto alla portabilità dei dati 8) Il ruolo di amministratore: natura e qualificazione giuridica 9) Quotazioni immobiliari: disponibili i valori del 2° semestre 2016 10) Bonus sud ed occupazione giovani: al via l’invio telematico 11) Altre novità del giorno: i documenti della FNC 12) Dal CNDCEC l’indagine conoscitiva sulle semplificazioni possibili nel settore fiscale ***

1) Voluntary disclosure: nuovo accordo con la Svizzera sullo scambio di informazioni

L’Autorità competente italiana (il Dipartimento delle Finanze del Ministero dell’Economia e delle Finanze) e l’Autorità competente svizzera (l’Amministrazione Federale delle Contribuzioni) hanno concluso un Accordo per rendere operativo lo scambio di informazioni a fini fiscali attraverso “richieste di gruppo” in base all’articolo 27 della Convenzione per evitare le doppie imposizioni tra l’Italia e la Svizzera. L’Accordo è in vigore dal 2 Marzo 2017 e definisce le modalità operative per una specifica categoria di “richieste di gruppo” ammissibili. Esso rappresenta un ulteriore importante elemento di collaborazione tra i due paesi verso l’obiettivo di una maggiore trasparenza fiscale, a seguito dell’entrata in vigore (il 13 luglio 2016) del Protocollo di modifica della Convenzione per evitare le doppie imposizioni tra Italia e Svizzera, che ha allineato lo scambio di informazioni tra i due paesi al più recente standard dell’OCSE.

Le richieste di gruppo potranno riferirsi a fatti e/o circostanze esistenti o realizzate a partire dal 23 febbraio 2015 (data di firma del Protocollo) e - in linea con lo standard OCSE – riguarderanno gruppi di contribuenti identificabili in base a determinati schemi di comportamento, senza necessità di elencazione nominativa nella richiesta. L’Accordo riguarda i “contribuenti recalcitranti”, cioè i clienti italiani a cui è stato richiesto dai propri istituti finanziari ma hanno rifiutato di fornire adeguate rassicurazioni sulla regolarità dei fondi depositati presso le istituzioni finanziarie svizzere interessate. Le richieste di gruppo generano elenchi nominativi in risposta, che potranno dare origine ad ulteriori richieste di informazioni più dettagliate. Le Autorità competenti dei due paesi intendono continuare la proficua collaborazione per rendere operative le richieste di gruppo anche sui conti chiusi e quelli “sostanzialmente chiusi” di pertinenza di clienti italiani.

L’iniziativa è in linea con l’evoluzione del quadro di cooperazione internazionale per la trasparenza fiscale, che include lo scambio automatico di informazioni finanziarie a fini fiscali. Lo scambio automatico consentirà all’Italia di ricevere in via continuativa, a partire da settembre 2017, le informazioni nominative su italiani con disponibilità finanziarie presso un ampio numero di paesi, compresi i maggiori centri finanziari. In tale rinnovato contesto, la recente riapertura dei termini della Voluntary Disclosure rappresenta un’importante opportunità per i contribuenti italiani che intendono regolarizzare la propria posizione fiscale con riguardo alle attività detenute all’estero in violazione delle norme fiscali.

(Mef, comunicato n. 39 del 14 marzo 2017)

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2) Proroga della definizione agevolata delle cartelle Equitalia forse con decreto legge

La proroga della definizione agevolata delle cartelle esattoriali al 21 aprile dovrebbe arrivare con un decreto legge. Questo secondo quanto è trapelato in seno al Ministero dell’economia dopo che il 14 marzo 2017 durante i lavori in commissione ambiente della camera sulla legge di conversione del decreto legge terremoto, l’emendamento del relatore al provvedimento è stato considerato inammissibile per estraneità alla materia. Il governo pare, quindi, volrere superare lo stop sul rinvio dei termini. Dunque più tempo con lo spostamento del termine di adesione dall’originario 31 marzo al 21 aprile. Ma più tempo anche alla società di riscossione che potrà inviare le comunicazioni di adesione entro il 15 giugno e non più il 31 maggio 2017.

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3) Aste giudiziarie: compensi immutati per gli esperti nominati dal giudice

Aste giudiziarie: compensi immutati per gli esperti nominati dal giudice.

Resta invariato il nuovo sistema di calcolo dei compensi agli esperti nominati dal giudice per valutare il valore di un bene pignorato ai fini della vendita giudiziaria. Continueranno a calcolarsi sul prezzo di vendita del bene (e non sulla base del valore di stima). Il nuovo criterio, introdotto dalla legge 132/2015 (in materia fallimentare, civile e processuale civile, e di organizzazione e funzionamento della amministrazione giudiziaria) lascia invariati gli importi degli scaglioni e le aliquote di riferimento per la liquidazione dei compensi. Incentiva a procedere alla valutazione dei beni impiegando il criterio di stima della comparazione con i prezzi di mercato, senza ricorrere a modelli di valutazione alternativi. E, inoltre, deve essere inserita nel contesto più ampio che prevede l'avvio del Portale delle vendite pubbliche, previsto dallo stesso provvedimento, che a breve terminerà la fase sperimentale per diventare obbligatorio per tutti i tribunali. Lo ha chiarito il Ministro della giustizia rispondendo a una interrogazione parlamentare. Il nuovo criterio corrisponde al principio generale ricavabile dal sistema dell’espropriazione forzata, che, imponendo di procedere alla stima secondo criteri di presumibile valore di realizzo dei beni (artt. 517, 518 e 609 cpc; art.164-bis di attuazione del cpc), ha operato la “netta scelta per la prevalenza del prezzo di liquidazione sul valore di stima: criterio che consente, invero, di stabilire un ragionevole bilanciamento tra il diritto ad un equo compenso dell'esperto e il diritto dei creditori, nonché di colui che subisce la liquidazione, tenuti a sopportarne gli oneri”.

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4) Frodi Iva si prescrivono in breve

Vale la prescrizione ordinaria per le frodi non gravi in materia di Iva. La Suprema Corte sostiene che non si può invocare la disapplicazione delle norme sulla prescrizione in un caso di omessa dichiarazione Iva.

Le frodi fiscali, nonostante quanto affermato dalla Corte di giustizia con la sentenza Taricco, sono soggette a una più breve prescrizione. Infatti sfuggono alle norme favorevoli soltanto quegli illeciti così grandi, per imposta evasa e modalità truffaldine del contribuente, che possono essere considerati di particolare gravità. La Corte di Cassazione, con l’interessante sentenza n. 12160 del 14 marzo 2017, ha dichiarato prescritta un’evasione Iva di un circolo ricreativo pari a 140 mila euro.

Sentenza cd. Taricco

Con la sentenza cd. Taricco la Corte di giustizia europea aveva affermato che in ipotesi consistenti condotte fraudolente che comportino, in concreto, l’evasione in misura “grave” di tributi Iva, le disposizioni in materia di prescrizione di cui agli artt. 160, comma 3, ultima parte, e 161, comma 2, cod. pen., devono essere disapplicate, in quanto in contrasto con gli obblighi comunitari imposti agli stati membri dall’art. 325, paragrafi 1 e 2, del Tfue. Trova invece applicazione, in tali casi, la più rigorosa disciplina già prevista nell’ordinamento per i delitti di cui all’art. 51, comma 3-bis e 3-quater, cod. proc. pen., secondo cui il termine ordinario di prescrizione ricomincia a decorrere dopo ogni atto interruttivo.

Gravità della frode

A questo punto, il Collegio di legittimità si è poi soffermato sulla nozione di gravità della frode. In particolare per gli Ermellini, il più attendibile parametro oggettivo per la determinazione della gravità della frode nell’ordinamento italiano deve essere rappresentato dal complesso dei criteri per la determinazione della gravità del reato contenuti nel primo comma dell’art. 133 cod. pen., che fa riferimento non solo alla gravità del danno o del pericolo ma anche alla natura, alla specie, ai mezzi, all’oggetto, al tempo, al luogo e, più in generale, alle modalità dell’azione.

Prescrizione recupero finanziamento dei soci

Finanziamenti dei soci e debiti sociali recuperabili entro 10 anni e non, quindi, entro 5 anni

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 6561 del 14 marzo 2017, ribadisce la portata ristretta del termine di prescrizione breve.

Il termine di prescrizione breve quinquennale di cui all’art. 2949 comma 1 c.c. non si applica all’azione di regresso che il socio assuntore dell’intero importo dei finanziamenti erogati alla società può esercitare pro quota verso gli altri soci, né all’analoga azione posta in essere per il pagamento integrale di debiti sociali.

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5) Relazione di revisione sul bilancio: arrivano le linee guida per i casi particolari

Assirevi, con il documento di ricerca n. 198R del mese di marzo 2016, fornisce alcuni modelli di relazione relativi a specifici incarichi di revisione contabile del bilancio nonché suggerire alcuni esempi, relativi ai paragrafi “Altri aspetti” e “Relazione su altre disposizioni di legge e regolamentari”, non trattati nella parte “Linee guida ed altro materiale esplicativo” degli ISA Italia. Limitatamente ai suddetti casi, il Documento di Ricerca intende fornire una guida coerente con gli ISA Italia. Pertanto, il precedente documento di ricerca Assirevi è superato.

Il nuovo documento tiene conto delle modifiche apportate dagli articoli 6 e 7 del D.Lgs. 139 del 18 agosto 2015 alla disciplina del codice civile in merito al contenuto del bilancio d’esercizio e del bilancio consolidato.

Tali modifiche hanno, tra l’altro, introdotto l’obbligo di predisposizione del rendiconto finanziario. E’ quindi necessario, per le relazioni di revisione su bilanci redatti in base ai principi contabili italiani e in forma ordinaria, fare riferimento a tale documento, sia nel paragrafo introduttivo che nel paragrafo del giudizio della relazione di revisione.

Si è inoltre tenuto conto delle modifiche apportate dal D.Lgs. 135/2016 all’articolo 11 del D.Lgs. 39/10 in materia di principi di revisione, che comportano che il riferimento al comma 3 dell’articolo 11, D.Lgs. 39/10 in materia di principi di revisione non risulta più appropriato e deve essere quindi eliminato dal paragrafo “Responsabilità della società di revisione”.

Incarico di revisione volontario

L’incarico di revisione volontario si riferisce ad un incarico di revisione contabile del bilancio conferito alla società di revisione pur in presenza di un incarico di revisione legale ex art. 2409-bis del Codice Civile assegnato ad un altro soggetto ovvero all’incarico di revisione contabile del bilancio conferito su base “volontaria” da parte di una società che, per limiti dimensionali, non è soggetta alla revisione legale.

Titolo della relazione di revisione

In considerazione della natura “volontaria” dell’incarico di revisione contabile, la relazione di revisione sarà titolata “Relazione della società di revisione indipendente”, senza riportare alcun riferimento normativo.

Responsabilità del revisore

Nel caso di revisione contabile a titolo volontario, salvo specifiche pattuizioni contenute nella lettera di incarico, i principi di revisione (SA Italia) 250B Le verifiche della regolare tenuta della contabilità e (SA Italia) 720B Le responsabilità del soggetto incaricato della revisione legale relativamente all’espressione del giudizio di coerenza non sono applicabili. Entrambi i principi sono, effettivamente, indirizzati al soggetto incaricato della revisione legale.

Relazione di revisione per le società cooperative

La revisione contabile delle società cooperative è svolta, in taluni casi, solo ai sensi della Legge n. 59 del 31 gennaio 1992, pur in presenza di un incarico di revisione legale ex art. 2409-bis del Codice Civile assegnato ad un altro soggetto. In ogni caso, la revisione contabile delle società cooperative svolta ai sensi dell’art. 2409-bis del Codice Civile deve soddisfare i requisiti della suddetta Legge 59/1992. Inoltre, nel caso delle società cooperative, in primis, gli amministratori sono responsabili per il rispetto delle disposizioni di legge in materia di cooperazione contenute negli articoli 4, 5, 7, 8, 9 e 11 della Legge n. 59 del 31 gennaio 1992 e nell’articolo 2513 del Codice Civile.

Conseguentemente, la relazione di revisione sul bilancio d’esercizio deve fornire esplicito richiamo a questi aspetti. Detto richiamo non è necessario nella formulazione della relazione di revisione sul bilancio consolidato delle società cooperative (capogruppo).

Responsabilità degli amministratori

Il paragrafo Responsabilità degli amministratori per il bilancio d’esercizio viene modificato come segue:

Gli amministratori sono responsabili per la redazione del bilancio d’esercizio che fornisca una rappresentazione veritiera e corretta in conformità alle norme italiane che ne disciplinano i criteri di redazione, incluse le disposizioni di legge in materia di cooperazione contenute negli articoli 4, 5, 7, 8, 9 e 11 della Legge n. 59 del 31 gennaio 1992 e nell’articolo 2513 del Codice Civile.”

Giudizio del revisore

Il paragrafo “Giudizio del revisore” contenuto nella relazione di revisione deve contenere, come richiesto nelle convenzioni sottoscritte tra società di revisione ed associazioni di categoria, e in continuità con la prassi preesistente all’introduzione degli ISA Italia, il richiamo alle disposizioni di legge in materia di cooperazione contenute negli articoli 4, 5, 7, 8, 9 e 11 della Legge n. 59 del 31 gennaio 1992 e nell’articolo 2513 del Codice Civile con la seguente formulazione:

A nostro giudizio, il bilancio d’esercizio fornisce una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale e finanziaria della …….. Società Cooperativa al [gg][mm][aa], del risultato economico e dei flussi di cassa per l’esercizio chiuso a tale data, in conformità alle norme italiane che ne disciplinano i criteri di redazione, incluse le disposizioni di legge in materia di cooperazione contenute negli articoli 4, 5, 7, 8, 9 e 11 della Legge n. 59 del 31 gennaio 1992 e nell’articolo 2513 del Codice Civile.”

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6) Nel processo tributario al debutto il pagamento telematico del contributo unificato

Debutta il pagamento telematico del contributo unificato nel processo tributario che si arricchisce di una nuova funzionalità.

Infatti con il decreto del Direttore Generale delle finanze del 10 marzo 2017, è prevista la possibilità, nell’ambito dei depositi telematici dei ricorsi e appelli presso gli uffici di segreteria delle Commissioni Tributarie, di effettuare il pagamento del contributo unificato tributario tramite il Nodo dei Pagamenti “Pago PA”.

Tale modalità di pagamento sarà operativa, in una prima fase, dal 15 marzo 2017 presso le Commissioni Tributarie presenti nella regione Toscana, e dal 15 aprile 2017 presso le Commissioni Tributarie presenti nella regione Lazio, per essere successivamente esteso a tutto il territorio nazionale.

Notevoli i vantaggi per tutti gli operatori del settore in termini di riduzione di costi e semplificazione e celerità degli adempimenti processuali, posto che con il sistema Pago PA il pagamento del contributo potrà essere effettuato comodamente via internet, attraverso un ordine impartito alla propria banca aderente al sistema dei pagamenti telematici.

Il Dipartimento delle finanze prosegue nella diffusione dei servizi telematici a beneficio dei cittadini e degli operatori del settore.

(Mef, comunicato del 15 marzo 2017)

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7) Dal Garante privacy arrivano le linee-guida sul diritto alla portabilità dei dati

Garante privacy: Linee-guida sul diritto alla portabilità dei dati. Il Garante per la protezione dei dati personali ha pubblicato, sul proprio sito internet, Linee-guida sul diritto alla portabilità dei dati.

L’articolo 20 del regolamento generale sulla protezione dei dati (RGPD) introduce il nuovo diritto alla portabilità dei dati. Tale diritto consente all’interessato di ricevere i dati personali forniti a un titolare, in un formato strutturato, di uso comune e leggibile da dispositivo automatico, e di trasmetterli a un altro titolare del trattamento senza impedimenti. Il diritto in questione è soggetto a determinate condizioni e mira a promuovere la libertà di scelta degli utenti, il loro controllo sui trattamenti e i diritti dei consumatori.

L’esercizio del diritto di accesso previsto dalla direttiva sulla protezione dei dati (95/46/CE) è vincolato al formato che il titolare decide di utilizzare per fornire le informazioni richieste. Il nuovo diritto alla portabilità intende promuovere il controllo degli interessati sui propri dati personali, facilitando la circolazione, la copia o la trasmissione dei dati da un ambiente informatico all’altro. Il diritto alla portabilità mira, infatti, primariamente a facilitare il passaggio da un fornitore di servizi all’altro e funge, quindi, da fattore di promozione della concorrenza fra i singoli fornitori proprio perché facilita il transito degli utenti dall’uno all’altro di tali fornitori. Inoltre, il diritto alla portabilità permette di creare nuovi servizi nel quadro della strategia per il mercato unico digitale.

Il diritto in questione offre anche la possibilità di “riequilibrare” il rapporto fra interessati e titolari del trattamento tramite l’affermazione dei diritti e del controllo spettanti agli interessati in rapporto ai dati personali che li riguardano.

La portabilità dei dati è un diritto nuovo; tuttavia, esistono o sono all’esame già oggi altre forme di portabilità in differenti ambiti normativi – per esempio, in rapporto alla risoluzione contrattuale, al roaming nei servizi di comunicazione, e all’accesso transfrontaliero ai servizi. Potranno esservi interazioni sinergiche fra queste diverse forme di portabilità se implementate in modo congiunto, seguite persino da effetti positivi per i singoli; al contempo, occorre prudenza nell’individuare possibili analogie.

Il presente Parere offre indicazioni ai titolari del trattamento ai fini di un aggiornamento delle prassi, delle procedure e delle strategie adottate e chiarisce il significato della portabilità dei dati in modo da permettere agli interessati un utilizzo efficiente di questo nuovo diritto.

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8) Il ruolo di amministratore: natura e qualificazione giuridica

La Cassazione, con la sentenza S. U. n.1545 del 20 gennaio 2017, ha ribadito l’impossibilità per chi svolge l’attività di amministratore di stipulare un contratto di collaborazione con la società, poiché “l’amministratore unico o il consigliere d’amministrazione di una società per azioni sono legati da un rapporto di tipo societario che, in considerazione dell’immedesimazione organica che si verifica tra persona fisica ed ente e dell’assenza del requisito della coordinazione, non è compreso in quelli previsti dal n. 3 dell’art. 409 cpc”. L'approfondimento della Fondazione Studi del consiglio nazionale dei consulenti del lavoro, però, riportando le motivazioni della sentenza illustra una precisazione fornita dalla Cassazione nella stessa, secondo la quale l’esclusione di una prestazione lavorativa nel rapporto tra amministratore e società non vuol dire negare del tutto la possibilità di stipulare un contratto tra le parti.

Precisazione della sentenza S.U. n. 1545/17

Escludere la configurabilità di una prestazione ai sensi dell’art. 409 n. 3 cpc (oppure autonoma o subordinata) nel rapporto amministratore – società, riconosciuta invece dal precedente delle S.U. n. 10680/94, non vuol dire negare tout court la possibilità di stipulare un contratto del genere tra le stesse parti.

La sentenza in esame, infatti, stabilisce che “non è escluso, però, che s’instauri, tra la società e la persona fisica che la rappresenta e la gestisce, un autonomo, parallelo e diverso rapporto che assuma, secondo l’accertamento esclusivo del giudice del merito, le caratteristiche di un rapporto subordinato, parasubordinato o d’opera”. Pertanto la Corte nel richiamare la propria giurisprudenza con la sentenza n. 1545/17, pur affermando con decisione la teoria della immedesimazione organica e della specialità della natura del rapporto societario dell’amministratore in virtù della sua funzione, ribadisce la compatibilità di un suo diverso ruolo all’interno della stessa compagine societaria, regolato dal diritto del lavoro, purché effettivamente sussistente ed oggettivamente operante in concreto.

Le Sezioni unite pertanto, senza di fatto rivoluzionare l’approccio ontologico alla questione, ribadiscono la distinzione netta tra l’inquadramento della figura e del ruolo istituzionale dell’amministratore nel contesto societario, che non richiede ulteriori qualificazioni o regolamentazioni contrattuali, e l’eventualità che lo stesso possa intrattenere rapporti di diversa natura sempre con la società da lui amministrata. Solo in questa seconda ipotesi avrebbe significato la stipula di un diverso contratto, segnatamente di lavoro. E ciò soltanto nel caso in cui al ruolo istituzionale si accompagnino funzioni e compiti assegnati aventi natura diversa, che ben possono essere regolamentati secondo i canoni propri del diritto del lavoro, e dunque eventualmente anche ascrivibili alla galassia della parasubordinazione.

Riflessi fiscali e previdenziali della sentenza

Il compenso per l’incarico di amministratore è stato inquadrato a livello fiscale tra i redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente di cui all’art. 50, c.1, lett. c-bis), D.P.R. n. 917/1986 (T.u.i.r) e dal punto di vista previdenziale nella c.d. gestione separata Inps di cui all’art. 2, c. 26, Legge n. 335/1995, prevista per i collaboratori coordinati e continuativi. Il quadro giuridico tracciato dalla suprema Corte non muta questo impianto giuridico.

Qualora, invece, venisse instaurato un ulteriore rapporto di lavoro autonomo o subordinato, troverebbe applicazione la disciplina fiscale e contributiva dei rispettivi rapporti di lavoro.

(Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro, approfondimento del 13 marzo 2017)

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9) Quotazioni immobiliari: Disponibili i valori del 2° semestre 2016

Sono online dal 15 marzo 2017, sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate e consultabili anche tramite l’applicazione per smartphone “Omi Mobile”, le quotazioni immobiliari relative al secondo semestre 2016. La banca dati, disponibile gratuitamente, fornisce un’indicazione dei prezzi al metro quadro per diverse tipologie di immobili, con dati raggruppati per semestre, Provincia, Comune, zona OMI e destinazione d’uso.

Ricerche immediate anche tramite smartphone - Per conoscere la quotazione media al metro quadro di un immobile residenziale, commerciale, terziario o produttivo in una determinata zona, basta collegarsi sul sito www.agenziaentrate.gov.it, nella sezione dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare, e filtrare le informazioni in base al semestre e alla zona di riferimento. La ricerca può essere effettuata anche tramite navigazione su mappa, utilizzando il servizio GEOPOI®, il framework cartografico realizzato da Sogei. Inoltre, digitando sul browser del proprio smartphone o tablet l’indirizzo http://m.geopoi.it/php/mobileOMI/index.php è possibile accedere alla banca dati in mobilità e visualizzare, con un semplice tocco, le quotazioni relative alla posizione in cui ci si trova.

La banca dati apre al download - Da ottobre 2016 è attivo, inoltre, il servizio di download gratuito delle quotazioni immobiliari per gli utenti registrati a Fisconline ed Entratel, che potranno scaricare i dati a partire dal primo semestre 2016. Per avviare il download è richiesta, quindi, la registrazione ai servizi online dell’Agenzia, necessaria per garantire una maggiore sicurezza degli accessi.

Online anche i dati dei semestri precedenti - Sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate è possibile consultare anche le quotazioni dei semestri precedenti, a partire dal primo semestre 2014, seguendo questo percorso: Documentazione > Osservatorio del Mercato Immobiliare > Banche dati > Quotazioni immobiliari.

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 60 del 15 marzo 2017)

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10) Bonus sud ed occupazione giovani: al via l’invio telematico

Tutto ok per l’invio dei moduli telematici per la richiesta dell’incentivo “bonus sud” e dell’incentivo “occupazione giovani”.

Dal 15 marzo 2017 é possibile inviare i moduli telematici per la richiesta dell’incentivo “bonus sud” e dell’incentivo “occupazione giovani”

Con la circolare n. 40 del 28 febbraio 2017 e la circolare n. 41 del 1° marzo 2017 sono state fornite le indicazioni per l’applicazione degli incentivi all’assunzione di lavoratori registrati al “Programma Operativo Nazionale Iniziativa Occupazione Giovani” e di soggetti disoccupati ai sensi dell’articolo 19 del d.lgs. n. 150/2015 effettuate in Regioni “meno sviluppate” o “in transizione”, rispettivamente previsti dal Decreto Direttoriale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n. 394 del 2 dicembre 2016 e successive rettifiche e dal Decreto Direttoriale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali n. 367 del 16 novembre 2016 e successive rettifiche. A decorrere dal 15 marzo 2017, all’interno dell’applicazione “DiResCo - Dichiarazioni di Responsabilità del Contribuente”, sono stati resi disponibili i moduli di istanza on-line “OCC.GIOV.” e “B.SUD” per l’inoltro delle domande preliminari di ammissione ai benefici e la prenotazione delle risorse relative agli incentivi. Le istanze che perverranno nei 15 giorni successivi al rilascio dei moduli non verranno elaborate entro il giorno successivo all’inoltro, ma saranno oggetto di un’unica elaborazione cumulativa posticipata. Tale elaborazione riguarderà sia le istanze cui si applica il criterio speciale di priorità secondo l’ordine cronologico di decorrenza dell’assunzione sia le istanze cui si applica il criterio generale di priorità secondo l’ordine cronologico di invio dell’istanza stessa. Pertanto, le istanze relative alle assunzioni effettuate tra il 1° gennaio 2017 e il 14 marzo 2017 (rispettivamente, primo giorno di decorrenza degli incentivi e giorno anteriore al rilascio dei modulo) dovranno essere inviate entro il 30 marzo 2017. Per tali richieste la verifica delle disponibilità dei fondi sarà effettuata secondo l’ordine cronologico di decorrenza dell’assunzione. Per le istanze relative alle assunzioni effettuate a decorrere dal 15 marzo 2017 la verifica delle disponibilità dei fondi sarà effettuata secondo il criterio generale, costituito dall’ordine cronologico di presentazione dell’istanza stessa. Successivamente al 30 marzo 2017 sarà comunque possibile inviare istanze per assunzioni effettuate tra il 1° gennaio 2017 e il 14 marzo 2017; per tali istanze la verifica delle disponibilità dei fondi sarà, tuttavia, effettuata secondo il criterio generale, costituito dall’ordine cronologico di presentazione dell’istanza stessa. Contestualmente all’elaborazione cumulativa posticipata, sarà resa disponibile la funzionalità di inoltro dell’istanza di conferma per la definitiva ammissione al beneficio. L’elaborazione dell’istanza di conferma in senso positivo da parte dell’Istituto costituirà definitiva ammissione al beneficio. L’agevolazione potrà essere fruita mediante conguaglio/compensazione operato sulle denunce contributive (UniEmens o DMAG, per gli operai agricoli) a partire dal mese di competenza aprile 2017, secondo le indicazioni già contenute nelle circolari n. 40/2017 e 41/2017. (INPS, messaggio numero 1171 del 15 marzo 2017)

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11) Altre novità del giorno: i documenti della FNC

La Fondazione nazionale dei commercialisti, il 15 marzo 2017, ha pubblicato sul proprio sito internet i seguenti documenti:

- Giustizia tributaria: qualche concreta proposta per migliorare

- Dinamiche del credito alle PMI e riflessioni operative

- Le imposte indirette sui trust: la Cassazione torna sui suoi passi

- Un “ingiustificato” passo indietro del legislatore in tema di note di variazione in diminuzione IVA nel caso di assoggettamento del cessionario/committente ad una procedura concorsuale

- Il distacco transnazionale dei lavoratori e la cooperazione amministrativa internazionale alla luce della nuova Direttiva europea

- Gli effetti della crisi sul lavoro dipendente e sul lavoro indipendente: occupazione e redditi

- Osservatorio Economico - Febbraio 2017

Altra prassi INPS

L’INPS ha pubblicato sul web il 15 marzo 2017:

- Messaggio n. 1182: Articolo 1, commi 222 e 223 della legge 11 dicembre 2016, n. 232 “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio 2017-2019”– Regime sperimentale donna.

- Circolare n. 59: Operatività delle Direzioni di coordinamento metropolitano e delle Direzioni regionali nella fase sperimentale – attivazione procedura di interpello per il reperimento delle risorse.

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12) Dal CNDCEC l’indagine conoscitiva sulle semplificazioni possibili nel settore fiscale

Il 15 marzo il Consiglio nazionale dei commercialisti sul proprio sito ha pubblicato i contenuti dell’audizione del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili del 8 marzo 2017, in commissione parlamentare per la semplificazione fiscale.

(CNDCEC, nota informativa n. 13 del 15 marzo 2017)

Vincenzo D’Andò