Rottamazione dei ruoli e procedure concorsuali: il punto della situazione

comm.tel-rottamaz.cartelleLa rottamazione dei carichi affidati all’Agente della riscossione sta generando sempre più dubbi in fase di applicazione pratica della sanatoria. Tali dubbi spesso nascono dal cattivo coordinamento fra la norma sulle rottamazioni prevista dal DL 193/2016 e le norme ordinarie che possono regolare il rapporto fra il contribuente debitore ed Equitalia.

In un recente convegno a Roma, Equitalia ha risposto ad alcune domande poste dai Commercialisti in materia di rottamazione effettuata in concomitanza di procedure concorsuali, sia di fallimento che di procedure minori, come concordati e accordi di ristrutturazione dei debiti.

Segnaliamo i due quesiti che hanno riscosso un certo interesse.

FAQ 1

D) E’ possibile la presentazione dell’istanza da parte di un curatore fallimentare?

R) Sì. Nell’ambito della procedura fallimentare legittimato a presentare la dichiarazione di adesione è il Curatore, preventivamente autorizzato dal Giudice Delegato e con il parere favorevole del Comitato dei creditori.

FAQ 2

D) È prevista espressamente la possibilità di rottamare i ruoli già oggetto di accordi di ristrutturazione dei debiti del debitore in stato di sovraindebitamento ex L. n. 3/2012, ma tale legge è riferibile solo alle persone fisiche e alle microimprese non assoggettabili a fallimento. Può essere rottamato per analogia anche il debito già oggetto di un accordo di ristrutturazione stipulato ai sensi degli artt. 182 bis e ter della Legge fallimentare da una società assoggettabile a fallimento?

R) Per quanto riguarda l’istituto dell’accordo di ristrutturazione ex art. 182 bis riteniamo che gli Enti creditori dei carichi oggetto dell’eventuale richiesta di definizione debbano essere prontamente informati dal debitore in ordine alla volontà di avvalersi della definizione affinché gli stessi valutino l’opportunità di eventuali modifiche all’atto di transazione sottoscritto.

Breve nota

Tralasciamo la domanda relativa alla possibilità di rottamazione per i fallimenti, che apre numerosi scenari, primo fra tutti la convenienza per una procedura come quella fallimentare ad iniziare una procedura di rottamazione, oltre alle problematiche relative pagamento dei debiti della procedura al di fuori delle regole del privilegio e delle tempistiche di legge previste per la liquidazione dell’attivo.

La FAQ sugli accordi di ristrutturazione dei debiti apre un’interessante prospettiva. La procedura di rottamazione nasce da una Legge speciale che prevale sulla Legge Generale, almeno questa è l’interpretazione più gettonata: pertanto, l’opzione per la rottamazione dei ruoli travolgerebbe, secondo questa interpretazione, la normale procedura della Legge Fallimentare. In questo caso, se la rottamazione appare più conveniente di una transazione fiscale già accettata, il debitore può, secondo Equitalia, avvalersi della procedura più economica di rottamazione.

Equitalia suggerisce un confronto con gli enti impositori prima di iniziare una rottamazione in pendenza di accordo di transazione fiscale già raggiunto.

Segnaliamo, tuttavia, che un’eventuale rottamazione (ancorchè più economica della transazione fiscale) può modificare in modo sostanziale il piano relativo all’accordo di ristrutturazione dei debiti, sia perché modifica gli importi che vanno pagati al creditore Equitalia, sia perché le tempistiche di pagamento che non possono che essere quelle previste dal citato DL 193/2016.

Forse più che un chiarimento da parte di Equitalia, sarebbe servito, e servirebbe, un chiarimento dell’ente impositore…

Data la situazione, ed i dubbi connessi, vi è il rischio che un ricorso non ben ponderato alla rottamazione, benchè interessante dal punto di vista economico delle procedura possa creare problemi dal punto di vista del rispetto della normativa e dello svolgimento della procedura concorsuale.

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