La valorizzazione degli immobili che vengono iscritti fra le immobilizzazioni

di Massimo Pipino

Pubblicato il 9 febbraio 2017

continuiamo a dedicare approfondimenti al bilancio delle società, analizzando i principi di corretta valorizzazione degli immobili che vengono iscritti fra le immobilizzazioni: i casi di acquisti o realizzazione in economia e di permuta o acquisizione a titolo gratuito

valutazioniMetodologie per la valorizzazione degli immobili che vengono iscritti fra le immobilizzazioni materiali in conseguenza di acquisti o realizzazione in economia

In riferimento a quelle che sono metodologie che possono essere impiegate per la valorizzazione delle cosiddette “immobilizzazioni materiali” il punto di riferimento normativo è dato dall’articolo 2426, comma 1, numero 1 del Codice civile, il quale stabilisce che le immobilizzazioni devono essere iscritte in bilancio al costo di acquisto o di produzione:  “Le immobilizzazioni sono iscritte al costo di acquisto o di produzione. Nel costo di acquisto si computano anche i costi accessori. Il costo di produzione comprende tutti i costi direttamente imputabili al prodotto. Può comprendere anche altri costi, per la quota ragionevolmente imputabile al prodotto, relativi al periodo di fabbricazione e fino al momento dal quale il bene può essere utilizzato; con gli stessi criteri possono essere aggiunti gli oneri relativi al finanziamento della fabbricazione, interna o presso terzi; le immobilizzazioni rappresentate da titoli sono rilevate in bilancio con il criterio del costo ammortizzato, ove applicabile”.

Nel costo di acquisto devono poi essere computati anche quelli che sono definibili come “costi accessori”.

Il costo di produzione invece deve essere comprensivo di tutti i costi che possono essere direttamente imputabili al prodotto. Nella posta di bilancio relativa al costo di produzione possono poi essere ricompresi anche altri e differenti costi, per la quota che può essere ragionevolmente imputata al prodotto stesso, costi che devono essere stati sostenuti nel corso del periodo durante il quale si è protratta la produzione del bene e fino al momento a partire dal quale il bene può essere impiegato, ivi compresi, eventualmente, gli oneri relativi al finanziamento della fabbricazione, avvenuta internamente o presso soggetti terzi (in edilizia ciò avviene tipicamente attraverso pattuizioni contrattuali dalla natura di appalto).

Avendo riguardo agli altri costi, nella relazione ministeriale di accompagnamento al Decreto Legislativo n. 127/1991 (“Attuazione delle direttive n. 78/660/CEE e 83/349/CEE in materia societaria, relative ai conti annuali e consolidati, ai sensi de