Diario quotidiano dell'8 febbraio 2017: ecco la circolare per la fattura elettronica tra privati

1) Impresa di ristorazione, se controllata ha poche chance di evadere

2) Bonus prima casa: requisito della “utilizzabilità” degli ambienti

3) Condotta antieconomica: prova in salita per il Fisco

4) Violazioni sui crediti Iva: quando non è illecito penale

5) Applicazione delle detrazioni per carichi di famiglia per i pensionati residenti all’estero

6) Trasmissione dei dati di tutte le fatture: primi chiarimenti delle Entrate

7) Credito d’imposta per calamità: definite le modalità di fruizione

8) Voluntary disclosure bis: pronto il software di compilazione

9) Il trattamento degli emolumenti spettanti agli amministratori: nota operativa della Fondazione di ragioneria

10) MIUR/CNDCEC: tirocinio contestuale agli studi, conteggio crediti formativi attribuiti all’esame di laurea

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1) Impresa di ristorazione, se controllata ha poche chance di evadere
Via libera alla ricostruzione dei ricavi sulla base del consumo di tovaglioli e acqua minerale.
E’ legittimo l’accertamento dei ricavi di una impresa di ristorazione fondato sulla base del consumo unitario dei tovaglioli utilizzati. Questo il principio enunciato dalla Suprema Corte nella sentenza 25129/2016 nella quale ha altresì rilevato che anche il consumo di acqua minerale può costituire valido elemento per la ricostruzione del volume di affari della società contribuente. La CTR Lazio aveva ritenuto che la ricostruzione presuntiva dei ricavi eseguita dall’Ufficio ai sensi del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, art. 39, comma 1, lett. d), era sorretta da un apparato probatorio insufficiente e poco attendibile. La Corte di Cassazione, nel cassare la sentenza, ha invece chiarito che il mancato assolvimento da parte dell’Ufficio di un ulteriore onere probatorio appare in definitiva del tutto immotivato.
(Corte di cassazione, sentenza del 07/12/2016 n. 25129/5)
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2) Bonus prima casa: requisito della “utilizzabilità” degli ambienti
Requisito della “utilizzabilità” degli ambienti come parametro idoneo a definire “di lusso” una abitazione.
La Corte di Cassazione, con sentenza n. 21812/2016, ha affermato che, in tema di imposta di registro, per stabilire se una abitazione sia di lusso e quindi esclusa dall’agevolazione per l’acquisto della prima casa, occorre fare riferimento alla nozione di “superficie utile complessiva” di cui al DM Lavori Pubblici 2 agosto 1969 art. 6, in base la quale è il requisito della “utilizzabilità” degli ambienti, a prescindere dalla loro abitabilità, a costituire il parametro idoneo alla configurazione di una abitazione come “lussuosa”. Nel caso in esame, sulla base degli esiti della perizia disposta dal C.T.U. nella quale era stata conteggiata una “superficie utile complessiva” ben superiore al limite che, ai sensi del summenzionato art. 6 del citato DM del 2 agosto 1969, qualifica una abitazione come “di lusso”, sia la CTP che la CTR di Firenze hanno confermato la decadenza dell’agevolazione “prima casa”, disponendo di conseguenza l’applicazione dell’IVA ordinaria del 21%.
(Sentenza del 02/01/2017 n. 8/17 – Comm. Trib. Reg. per la Toscana)
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3) Condotta antieconomica: prova in salita per il Fisco
Detrazione Iva ad alta resistenza. La Corte di cassazione, con la sentenza n. 2875 del 3 febbraio 2017, ha deciso che l’acquisto ritenuto antieconomico dal fisco non legittima il recupero dell’Iva in quanto il diritto alla detrazione non può essere negato solo sul presupposto che il costo sostenuto sia eccessivo. L’amministrazione, infatti, dovrebbe contestare, con elementi oggettivi, la falsità dell’operazione. Trattandosi di una rettifica Iva, il fisco è tenuto all’obbligo del contraddittorio preventivo prima di emettere l’atto la cui violazione comporta l’invalidità se il contribuente dimostra le ragioni che avrebbe fatto valere. In merito al principio di neutralità, spetta al fisco valutare la congruità dei costi e dei ricavi. A ciò consegue la possibilità di negare …

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