Diario quotidiano del 7 febbraio 2017 – Voluntary Disclosure bis: da oggi parte l’invio delle istanze

Pubblicato il 7 febbraio 2017



1) Voluntary disclosure bis: da oggi parte l’invio delle istanze
2) Organismi ADR: Prorogato il termine dell’iscrizione provvisoria all’elenco
3) Commercialisti: notizie di procedimenti penali a mezzo stampa comportano l’apertura del procedimento disciplinare
4) Spostamento del termine di conservazione digitale IVA
5) Notifica dell’avviso di accertamento: l’Agenzia deve provare l’avvenuta consegna dell’atto
6) Portale vendite pubbliche: accesso per 150 commercialisti
7) Scambio di informazioni tra Agenzia Entrate e Federazione Italiana Pallacanestro
8) Ecco come regolarizzare le violazioni sul plafond Iva
9) Fondo di solidarietà per il sostegno del reddito: come accedere alle prestazioni
10) I dirigenti dell’INPS possono rilasciare le procure speciali alle liti agli avvocati del ruolo professionale
Voluntary Disclosure1) Voluntary disclosure bis: da oggi parte l’invio delle istanze 2) Organismi ADR: Prorogato il termine dell’iscrizione provvisoria all’elenco 3) Commercialisti: notizie di procedimenti penali a mezzo stampa comportano l’apertura del procedimento disciplinare 4) Spostamento del termine di conservazione digitale IVA 5) Notifica dell’avviso di accertamento: l’Agenzia deve provare l’avvenuta consegna dell’atto 6) Portale vendite pubbliche: accesso per 150 commercialisti 7) Scambio di informazioni tra Agenzia Entrate e Federazione Italiana Pallacanestro 8) Ecco come regolarizzare le violazioni sul plafond Iva 9) Fondo di solidarietà per il sostegno del reddito: come accedere alle prestazioni 10) I dirigenti dell’INPS possono rilasciare le procure speciali alle liti agli avvocati del ruolo professionale *****

1) Voluntary disclosure bis: da oggi parte l’invio delle istanze

Approvate in via definitiva con Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate le specifiche tecniche per la trasmissione delle istanze per aderire alla nuova procedura di collaborazione volontaria (“voluntary-bis”) e integrate le istruzioni del modello di domanda. Si completa, quindi, il pacchetto oggi 7 febbraio 2017, quando si aprono i canali per la trasmissione telematica delle istanze.

Lo dice l’Agenzia delle entrate, con il comunicato stampa n. 29 del 3 febbraio 2017.

Voluntary bis, ok alle specifiche tecniche

Pronto il kit delle Entrate per consentire l’invio delle istanze di adesione. In particolare oggi sono state approvate definitivamente le specifiche tecniche per la trasmissione e integrate le istruzioni del modello di istanza per una gestione più semplice delle imposte sostitutive, dell’Ivie e dell’Ivafe e della relativa sanzione. Nessuna modifica invece al modello, ma un nuovo layout allo scopo di renderne più agevole la stampa. Quest’ultimo è disponibile, insieme alle specifiche tecniche e alle istruzioni aggiornate, sul sito internet dell’Agenzia, www.agenziaentrate.it, nella sezione dedicata alla voluntary disclosure.

In apertura il canale per l’invio

A partire da martedì 7 febbraio 2017 si apre il canale telematico attraverso il quale i professionisti abilitati che rientrano nell’elenco contenuto nel Dpr n. 322/1998 e nei successivi decreti attuativi, compresi gli avvocati e gli iscritti nel registro dei revisori contabili, potranno inviare all’Agenzia delle Entrate le richieste di accesso alla procedura. I contribuenti che, per accedere alla collaborazione volontaria disciplinata dal Dl n. 193/2016, hanno nel frattempo inviato il “vecchio” modello approvato con provvedimento del Direttore dell’Agenzia n. 13193 del 30 gennaio 2015, a seguito dell’apertura del canale telematico dovranno provvedere a trasmettere il “nuovo” modello pubblicato sul sito delle Entrate. In questo caso, nel modello dovrà essere barrata la casella “Istanza trasmessa in precedenza”.

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2) Organismi ADR: Prorogato il termine dell’iscrizione provvisoria all’elenco

Il termine massimo di validità dell’ iscrizione provvisoria all’elenco è prorogato dal 31 gennaio 2017 al 30 giugno 2017.

Il Decreto 1 febbraio 2017 è stato, infatti, pubblicato sul sito internet del Ministero dello sviluppo economico (ai sensi e per gli effetti dell’art. 32, comma 1, della legge 18 giugno 2009, n. 69).

Dunque, per gli organismi ADR, iscrizioni provvisorie valide fino al 30 giugno 2017.

Questo a seguito di quanto prevede l’istituzione presso le autorità competenti di elenchi degli organismi ADR deputati a gestire le controversie nazionali e transfrontaliere tra consumatore e professionista.

In virtù del decreto direttoriale 21 dicembre 2015 con il quale è stato istituito l’elenco degli organismi ADR e, in particolare, l’articolo 4 disciplinante l’iscrizione provvisoria al detto elenco;

Il Ministero dello sviluppo economico intende assicurare una diffusione quantitativa e qualitativa di organismi ADR conformi al decreto legislativo n. 130/2015, anche assicurando, per quanto possibile, procedure semplificate per l’iscrizione negli elenchi e la continuità operativa degli organismi ADR già attivi con risultati oggetto di riconoscimenti in sede amministrativa, basati sulle precedenti raccomandazioni europee nella stessa materia, che siano sostanzialmente conformi alle nuove disposizioni e si impegnino a rispettare immediatamente i requisiti essenziali ivi previsti ed a completare il loro adeguamento anche formale in tempi congrui e, comunque, entro il termine biennale previsto ai fini dell’autovalutazione di cui all’articolo 141-nonies, comma 4, del codice del consumo.

E considerato che il decreto del 26 settembre 2016, con il quale è stato prorogato al 31 gennaio 2017, il termine originariamente previsto per la validità delle iscrizioni provvisorie dal citato decreto direttoriale 21 dicembre 2015, per consentire al maggior numero possibile degli organismi attualmente operanti su tale base di presentare la richiesta di iscrizione definitiva e vederla esaminata in tempo utile a consentire la loro continuità operativa, anche alla luce delle indicazioni che verranno fornite a seguito dell’entrata in vigore della nuova disciplina di riordino del sistema camerale, di cui al Decreto Legislativo 25 novembre 2016, n. 219.

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3) Commercialisti: notizie di procedimenti penali a mezzo stampa comportano l’apertura del procedimento disciplinare

Commercialisti: Le notizie di procedimenti penali, apprese a mezzo stampa, comportano l’apertura del procedimento disciplinare a carico dell’imputato.

Lo precisa la nota informativa prot. 695 del 16 gennaio 2017 diramata dal Consiglio nazionale dei commercialisti.

Secondo tale nota, nel caso in cui l’Ordine professionale di competenza venga a conoscenza dagli organi di stampa di procedimenti penali conclusi in primo grado esistenti a carico di iscritti, “il Consiglio di Disciplina deve verificare la notizia, appresa a mezzo stampa, chiedendo informazioni all’Autorità giudiziaria. In caso di conferma della veridicità della notizia, il Consiglio di Disciplina dovrà aprire il procedimento disciplinare”.

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4) Spostamento del termine di conservazione digitale IVA

Occorre riunire il termine di chiusura del processo di conservazione di tutti i documenti a rilevanza tributaria alla data del 31 dicembre 2017.

Lo chiede, espressamente all’Agenzia delle entrate, il comunicato unitario sindacale dei Commercialisti (ADC – AIDC – ANC – ANDOC – UNAGRACO – UNGDCEC – UNICO) con il comunicato stampa congiunto del 3 febbraio 2017, della serie, “Continuiamo a chiedere semplificazione e razionalizzazione!” (ma da “lassù”, ancora nessuno ascolta i Commercialisti).

Con la Legge di Stabilità 2015 è stata introdotta la Dichiarazione annuale IVA in forma autonoma, poi stata posticipata al 2017 in conseguenza dell’entrata in vigore del D.L. 193/2016 e del D.L. 244/2016. Pertanto il 2017 è il primo anno in cui la Dichiarazione annuale IVA dovrà essere presentata in forma autonoma, al di fuori dalla Dichiarazione dei redditi.

Venendo alle conseguenze di natura “digitale”, nel suddetto comunicato viene osservato che si è creata una nuova scadenza in via del tutto eccezionale e per il solo periodo di imposta 2016 nell’ambito del processo di conservazione digitale a norma dei documenti tributari. Infatti, la Dichiarazione annuale IVA 2017 dovrà essere trasmessa telematicamente entro il 28 febbraio 2017 pertanto i termini di chiusura del processo di conservazione digitale a norma, (ex art.3 co.3 del D.M.17/6/14) sono da effettuare “entro il termine previsto dall’art.7, co.4-ter, del D.L.357/94” ossia 3 mesi dalla presentazione della Dichiarazione annuale IVA, per cui entro la data del 31 maggio 2017 per i documenti a rilevanza tributaria IVA.

Per quanto sopra, viene perciò chiesto un intervento immediato dell’Agenzia delle Entrate che chiarisca ufficialmente che, solo per l’anno 2017, la predetta scadenza dei tre mesi è da intendersi con riferimento alla presentazione della Dichiarazione dei Redditi e non della Dichiarazione annuale IVA, ai fini della conservazione dei documenti a rilevanza fiscale in materia di IVA. Quindi riunendo il termine di chiusura del processo di conservazione di tutti i documenti a rilevanza tributaria alla data del 31 dicembre 2017.

L’anticipo nell’invio della dichiarazione IVA ha di fatto creato una nuova scadenza, sdoppiando quello che prima era un termine unico e, come se non bastasse, il termine del 31 maggio coincide con il periodo di maggior lavoro e stress per gli studi dei Dottori Commercialisti.

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5) Notifica dell’avviso di accertamento: l’Agenzia deve provare l’avvenuta consegna dell’atto

E’ nulla la notifica dell’avviso di accertamento se l’Agenzia delle entrate non ha prodotto la prova della consegna al legittimo destinatario della raccomandata informativa ma solo l’evidenza documentale della spedizione della stessa.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 2869 del 3 febbraio 2017 che ha ribaltato le decisioni dei giudici sottostanti (Ctp e Ctr).

Infatti, mentre le commissioni tributarie avevano dato torto al contribuente, la Suprema Corte ha, invece, accolto il ricorso presentato dal Sig. Fabio che si lamentava del fatto che la motivazione dell’atto fosse contraddittoria.

In merito alla notifica dell’avviso di accertamento che ha dato luogo alla emissione della cartella di pagamento, l’Agenzia delle Entrate riteneva che fosse esatto che <<l’invito al pagamento dell’Agenzia n. 100016/08 notificato qualche giorno prima (16/02/2008) venne consegnato nelle mani del contribuente. La regolarità della notifica dell'atto accertativo alla residenza dell'appellante in Ercolano alla Via "Della Barcaiola n. 4" cosi come risulta dall'interrogazione dellA.T. nonché dal certificato di residenza stato effettuato ai sensi dell'art. 140 c.p. presso la residenza anagrafica del contribuente mediante deposito presso la Casa Comunale di Ercolano con affissione del rituale avviso di deposito alla porta del contribuente e, infine, con l'invio dell'avviso a mezzo raccomandata del 05/03/2009.... ">>.ù

Ebbene, la Corte di Cassazione ha, invece, ritenuto che la suddetta motivazione sia chiaramente contraddittoria non solo perché indica, due diverse date della notifica dell'avviso di accertamento, quella del 03.03.2008 e quella del 05.03.2009 così determinando nel percorso argomentativo una insanabile incongruenza ma anche perché afferma, in netto contrasto con il principio costituzionale, fissato a garanzia del diritto al contraddittorio, con la sentenza n.3/2010, che il procedimento notificatorio a mezzo del servizio postale, si concluse positivamente con il semplice invio della raccomandata informativa.

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6) Portale vendite pubbliche: accesso per 150 commercialisti

Sul web del Min. Giustizia reso disponibile il Portale in via sperimentale. Per gli Ordini dei commercialisti rimane tempo fino al prossimo 10 febbraio per comunicare un nominativo.

I presidenti degli Ordini territoriali dei dottori commercialisti e degli esperti contabili avranno tempo fino al 10 febbraio 2017 per comunicare al Consiglio nazionale il nominativo di un professionista che potrà accedere alla versione beta del Portale delle vendite pubbliche, messa a punto dal Ministero della Giustizia. Il Cndcec lo ha reso noto attraverso la nota informativa n. 7/2017, comunicando ai presidenti degli Ordini che lo stesso Ministero ha inviato al Consiglio nazionale una comunicazione che contiene non solo l’individuazione delle specifiche tecniche relative al funzionamento del Portale delle vendite pubbliche, ma anche la possibilità di accesso per 150 commercialisti.

Le recenti modifiche apportate al processo esecutivo, infatti, hanno comportato l’obbligatorietà della pubblicazione di ciascun atto relativo alla procedura sul portale del Ministero della Giustizia in un’area pubblicata denominata “Portale delle vendite pubbliche”. Sono tenuti a tale obbligo pubblicitario coloro che svolgono funzioni di delegato e custode nelle vendite esecutive, di liquidatore nell’ipotesi di concordato preventivo con cessione di beni, di curatore nell’ipotesi di liquidazione in ambito concorsuale.

Entro il 10 febbraio, quindi, i presidenti degli Ordini locali potranno inviare all’indirizzo segreteriacommissioni@commercialisti.it i propri dati identificativi o, in alternativa, quelli di un professionista da loro delegato, anche componente del Consiglio dell’Ordine che rappresentano – insieme ad un indirizzo di posta elettronica ordinaria (non PEC) – al fine di procedere con la relativa trasmissione delle credenziali di accesso rilasciate dal Ministero.

(Consiglio nazionale dei commercialisti, comunicato del 6 febbraio 2017)

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7) Scambio di informazioni tra Agenzia Entrate e Federazione Italiana Pallacanestro

Insieme sul campo della legalità. Continua il gioco di squadra tra l’Agenzia delle Entrate e la Federazione Pallacanestro. Con le firme del direttore delle Entrate, Rossella Orlandi, e del presidente della FIP, Giovanni Petrucci, si rinnova il protocollo d’intesa per lo scambio di informazioni utili a verificare il corretto adempimento degli obblighi fiscali, contributivi e l’equilibrio finanziario delle società sportive professionistiche. Entro il 6 giugno, le Entrate forniranno alla FIP l’esito delle attività di verifica degli adempimenti tributari. In questo modo la FIP potrà utilizzare i dati per verificare l’equilibrio finanziario delle società professionistiche in vista della prossima stagione sportiva.

Il contenuto dell’accordo

Sulla base del protocollo, la FIP comunica all’Agenzia, l’elenco delle società sportive professionistiche completo di denominazione sociale e codice fiscale/partita Iva. Dal canto suo, l’Agenzia si impegna a controllare la regolare presentazione delle dichiarazioni relative al periodo d’imposta chiuso al 31 dicembre 2015, il pagamento dell’Ires, dell’Irap, dell’Iva e delle ritenute Irpef sui redditi di lavoro dipendente risultanti dalle dichiarazioni con periodo d’imposta chiuso al 31 dicembre 2015, il pagamento rateale delle somme dovute a seguito della liquidazione delle imposte e delle ritenute relative alle dichiarazioni con periodi d’imposta chiusi al 31 dicembre 2010, 2011, 2012, 2013 e 2014. Inoltre, verificherà l’avvenuto pagamento, anche rateale, delle imposte e delle ritenute relative ad atti divenuti definitivi, con cartelle notificate entro il 30 aprile 2017.

I dati viaggiano in assoluta sicurezza

Tutti gli scambi di informazioni avverranno in forma protetta e a prova di privacy. Entrate e FIP adotteranno, infatti, tutte le misure necessarie per assicurare la riservatezza dei dati e il loro trattamento avverrà sulla base delle disposizioni previste dal codice della privacy. Le informazioni saranno pertanto trattate in forma crittografata e protetta.

Il protocollo sarà valido fino alla data del 28 febbraio 2018, termine entro il quale sarà deciso un eventuale rinnovo per le successive stagioni sportive.

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 30 del 6 febbraio 2017)

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8) Ecco come regolarizzare le violazioni sul plafond Iva

Tutto confermato sulla querelle. Sono, infatti, ancora validi i precedenti documenti di prassi diramati sul caso.

Lo precisa l’Agenzia delle entrate, con la risoluzione n. 16/E del 6 febbraio 2017.

In particolare, la questione delle modalità di regolarizzazione della violazione in commento è stata più volte esaminata dal Fisco, mediante diversi documenti di prassi (nota n. 39186 del 10 marzo 1999, circolare n. 98/E del 17 maggio 2000, circolare n. 50/E del 12 giugno 2002, circolare n. 12/E del 19 febbraio 2008, circolare n. 12/E del 12 marzo 2010).

Adesso, nel neo parere, le Entrate sintetizzano quanto segue:

Restano ad oggi ancora validi i chiarimenti forniti con i citati documenti di prassi in merito alle procedure utilizzabili per regolarizzare della violazione di cui trattasi, riassumibili come segue (si tratta di procedure alternative tra loro, infatti, si può ricorrere alternativamente a una delle seguenti modalità):

- procedura a)

Richiesta al cedente/prestatore di effettuare le variazioni in aumento dell’Iva, ai sensi dell’art. 26 del DPR n. 633 del 1972; resta, comunque, a carico dell’acquirente il pagamento degli interessi e delle sanzioni, anche tramite l’istituto del ravvedimento di cui all’art. 13 del D.lgs. n. 472 del 1997.

- procedura b)

1. Emissione di un’autofattura, in duplice esemplare, contente gli estremi identificativi di ciascun fornitore, il numero progressivo delle fatture ricevute, l’ammontare eccedente il plafond e l’imposta che avrebbe dovuto essere applicata;

2. versamento dell’imposta e degli interessi;

3. annotazione dell’autofattura nel registro degli acquisti;

4. presentazione - in analogia con la procedura prevista dall’articolo, 6, comma 8, del D.lgs. n. 471 del 1997 - di una copia dell’autofattura al competente ufficio dell’Agenzia delle entrate (cfr circolare n. 50/E del 2002);

5. indicazione in dichiarazione di una posta a debito pari all’IVA assolta, al fine di evitare una doppia detrazione;

6. versamento, in caso di ravvedimento, della sanzione si cui all’art. 7, comma 4, del D.lgs. n. 471 del 1997, in misura ridotta ai sensi del citato art. 13 del D.lgs. n. 472 del 1997.

procedura c)

1. Emissione di un’autofattura (con le caratteristiche sopra richiamate) entro il 31 dicembre dell’anno di splafonamento;

2. assolvimento dell’IVA in sede di liquidazione periodica, mediante annotazione, entro il 31 dicembre del medesimo anno, della maggiore imposta e dei relativi interessi nel registro IVA delle vendite, nonché annotazione dell’autofattura anche nel registro Iva degli acquisti;

3. presentazione di una copia dell’autofattura al competente ufficio dell’Agenzia delle entrate;

4. versamento, in caso di ravvedimento, della sanzione prevista dall’art. 7, comma 4, del D.lgs. n. 471 del 1997.

Viene, infine affermato (in conformità con i chiarimenti resi con la circolare 50/E del 2002, secondo cui la presentazione dell’autofattura al competente ufficio costituisce l’adempimento finale della procedura di regolarizzazione) che tale obbligo può essere assolto anche in un momento successivo alla liquidazione/versamento dell’imposta, e al conseguente esercizio del diritto alla detrazione mediante annotazione dell’autofattura nel registro degli acquisiti, purché la consegna avvenga entro il termine di presentazione della dichiarazione IVA nella quale sono riepilogati i risultati delle singole liquidazioni periodiche ed è determinata l’imposta a debito o a credito relativa all’anno in cui la violazione è stata regolarizzata. La presentazione in ufficio dell’autofattura in un momento successivo all’esercizio della detrazione, purché entro il termine della presentazione della dichiarazione IVA, non pregiudica, infatti, il controllo da parte dell’Agenzia delle entrate della posizione del cessionario, autore della violazione, senza alcuna conseguenza sulla posizione del cedente.

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9) Fondo di solidarietà per il sostegno del reddito: come accedere alle prestazioni

Fondo intersettoriale di solidarietà per il sostegno del reddito, dell’occupazione e della riconversione e riqualificazione professionale del personale dipendente dalle imprese assicuratrici e delle società di assistenza. Prestazioni ordinarie: modalità di accesso e disciplina.

L’INPS, con la circolare n. 25 del 6 febbraio 2017, illustra la disciplina del Fondo di solidarietà per il sostegno del reddito, dell’occupazione e della riconversione e riqualificazione professionale del personale dipendente dalle imprese assicuratrici e delle società di assistenza di cui al D.Interm. 78459/2014. Il Fondo assicura una tutela a sostegno del reddito, sia in costanza di rapporto di lavoro, a seguito di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa, sia in caso di cessazione dello stesso, a favore dei lavoratori dipendenti dalle imprese assicuratrici e delle società di assistenza.

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10) I dirigenti dell’INPS possono rilasciare le procure speciali alle liti agli avvocati del ruolo professionale

I Direttori centrali, regionali di livello dirigenziale generale e metropolitani dell’Istituto previdenziale, sono titolari ex lege - ai sensi dell’ art. 16, lett. f) del d.lgs. 165/2001 - ciascuno per il proprio ambito di competenza, della rappresentanza processuale e, quindi, del potere di rappresentare in giudizio l’Istituto nelle controversie afferenti alle Strutture cui sono preposti.

Ne consegue che è loro attribuito anche il potere di rilasciare le procure speciali alle liti agli avvocati del ruolo professionale, laddove questi ultimi non possano spendere la procura generale loro conferita dal Presidente.

Lo afferma l’INPS, con il messaggio n. 579 del 6 febbraio 2017, diramato sull’espletamento dell’attività gestionale da parte dei dirigenti e rappresentanza processuale dell’Istituto: Istruzioni operative.

In particolare la rappresentanza processuale compete:

- ai Dirigenti preposti alle Direzioni centrali dell'INPS - in base alle rispettive competenze per materia, senza limiti di importo in ordine al valore economico dei giudizi - nei giudizi e/o procedimenti in cui l'Istituto promuove o resiste a una lite avanti alle Autorità Giudiziarie di ogni ordine e grado (ivi compresi i TAR);

- ai Dirigenti preposti alle Direzioni regionali e alle Direzioni metropolitane dell'INPS - in base alle rispettive competenze per materia e territorio, senza limiti di importo in ordine al valore economico dei giudizi - nei giudizi e/o procedimenti in cui l'Istituto promuove o resiste a una lite avanti i Tribunali Amministrativi Regionali, ad eccezione delle Direzioni Regionali Trentino Alto Adige e Valle d’Aosta. Con riferimento a queste ultime Direzioni regionali, la procura speciale sarà rilasciata dal Direttore centrale competente per materia.

Resta di competenza esclusiva del Presidente il conferimento delle procure alle liti, in ordine ai:

a) procedimenti afferenti a questioni relative alle attività di indirizzo politico-amministrativo dell'Istituto, dovendo intendersi per tali:

- i procedimenti avanti i Tribunali Amministrativi Regionali ed il Consiglio di Stato aventi ad oggetto l'impugnazione espressa di deliberazioni del Consiglio di Indirizzo e Vigilanza, di determinazioni del Presidente o del Commissario Straordinario e del Direttore Generale, di regolamenti dell’Istituto a carattere generale;

- i procedimenti avanti la Corte Costituzionale;

- i procedimenti avanti la Corte di Giustizia Europea;

b) procedimenti che, per la loro complessità, coinvolgono, per materia, trasversalmente più Direzioni centrali dell’Istituto.

Restano di competenza del Presidente - nei procedimenti penali a carico di dipendenti e/o Organi dell’Istituto - il conferimento, previo parere tecnico del Coordinamento generale legale, delle procure speciali alle liti per la costituzione di parte civile, per la nomina del difensore dell’Istituto quando lo stesso risulta persona offesa, del difensore della parte civile nonché la nomina dei difensori nei giudizi penali dinanzi alla Corte di Cassazione.

Rimane, altresì, di competenza esclusiva del Presidente, il conferimento delle procure alle liti agli Avvocati del libero Foro, nei casi e con le modalità previsti dal vigente Regolamento per l’affidamento degli incarichi all’esterno.

Per la costituzione di parte civile nei procedimenti penali non di competenza del Presidente, in applicazione delle disposizioni speciali di cui all’art. 122, co. 2, c.p.p., la procura speciale per la costituzione di parte civile nonché la nomina del difensore della persona offesa e della parte civile potranno essere conferite, previo parere tecnico del Coordinamento Generale Legale o del Coordinatore legale di sede, dal dirigente della sede o della Direzione metropolitana nella circoscrizione in cui si procede.

L’Istituto previdenziale fornisce istruzioni operative, attuative degli artt. 5, 36 e 37 del Regolamento di organizzazione dell’INPS.

Attività negoziale dei dirigenti

Ai dirigenti, con esclusivo riferimento agli ambiti di competenza individuati e alle funzioni previste dal Regolamento di Organizzazione e Ordinamento delle Funzioni Centrali e Periferiche dell’Istituto, compete il potere, ratione muneris, in virtù dell’atto con il quale ognuno è stato preposto alla direzione dell’Ufficio di appartenenza, di stipulare gli atti negoziali (ivi compresi i mutui ipotecari) spendendo il nome dell’Istituto, senza la necessità del rilascio di alcuna procura speciale da parte del Presidente.

I dirigenti preposti alle Strutture che si trovino a svolgere attività negoziale, dovranno pertanto dimostrare, in sede di stipula, il proprio potere di rappresentare l’ente – in virtù del rapporto di immedesimazione organica - fornendo la prova che l’atto che si va a compiere rientra nella sfera delle loro attribuzioni.

A tal fine l’INPS precisa che il Regolamento di Organizzazione e l’Ordinamento delle Funzioni Centrali e Periferiche dell’Istituto sono pubblicati sul sito istituzionale, nell’apposita sezione denominata “Amministrazione trasparente”, sotto-sezione “Provvedimenti”.

Vincenzo D’Andò