Diario quotidiano del 6 febbraio 2017: la gestione del credito IVA 2016 rimborso o compensazione?

1) Credito Iva 2016: rimborso o compensazione ?

2) Spese scolastiche: nuovi limiti per la detrazione fiscale

3) Quando l’adesione la sentenza di primo grado è una “motivazione”

4) Ok ai prestiti infruttiferi tra società collegate

5) Il richiamo al procedimento penale non raddoppia i termini di decadenza

6) Esonero contributivo totale per l’assunzione di studenti

7) Telefisco 2017: i chiarimenti cui seguirà la circolare Ade

8) Dogane: in arrivo semplificazioni sulle operazioni di transito

9) MISE: nuove regole per i Call center

10) INAIL: Linee di coordinamento e di programmazione dell’attività di vigilanza

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1) Credito Iva 2016: rimborso o compensazione?
Rimborso o compensazione del credito Iva nel 2017. Ecco le regole per il rimborso o l’utilizzo in compensazione del credito Iva 2016.
Coloro che presentano un credito che scaturisce dalla dichiarazione Iva annuale possono, alternativamente alla richiesta di rimborso, utilizzarlo in detrazione nelle liquidazioni periodiche del 2017, utilizzarlo in compensazione con il modello F24, a partire dall’1° gennaio 2017 per il pagamento di tributi, contributi o premi.
La richiesta a rimborso del credito emergente dalla Dichiarazione annuale IVA/2017 per l’anno 2016, possibile a partire dal 1° febbraio 2017, è disciplinata dall’art. 38-bis del D.P.R. 633/1972, che risulta ora modificata dalle disposizioni contenute nel neo Decreto Fiscale (D.L. 193/2016, convertito nella L. 225/2016), avendo raddoppiando il precedente limite portandolo da 15.000 a 30.000 euro, che riguarda esclusivamente la richiesta di rimborso del credito Iva.
Possibili alternativa in presenza di credito Iva
– riporto del credito all’anno successivo e scomputo dello stesso nelle relative liquidazioni periodiche;
– riporto del credito all’anno successivo e utilizzo dello stesso in compensazione;
– richiesta di rimborso.
Le predette alternative possono anche coesistere. Il credito può, infatti, essere in parte destinato alla compensazione (o detrazione) e in parte rimborsato.
Presentazione della Dichiarazione annuale Iva
Dal 2017 la Dichiarazione annuale Iva deve essere presentata in forma autonoma entro il 28 febbraio 2017 (e non più unificata con Unico/Redditi), in sostituzione della Comunicazione dati Iva, che non dovrà più essere trasmessa.
Questo significa rivedere oltre le scadenze, anche gli utilizzi dei crediti in compensazione e la tempistica delle richieste di rimborso.
Novità sulla domanda di rimborso
In virtù delle modifiche normative, dalle richieste di rimborso effettuate nel modello di dichiarazione annuale IVA/2017 per l’anno 2016 (e per quanto riguarda le istanze trimestrali, a partire dal modello TR relativo al primo trimestre 2017):
– è pari a 30.000 euro l’ammontare dei rimborsi eseguibili senza prestazione di garanzia e senza altri adempimenti, a eccezione della mera presentazione della Dichiarazione Iva annuale;
– è possibile ottenere i rimborsi di importo superiore a 30.000 euro senza prestazione della garanzia, presentando una dichiarazione annuale o un’istanza trimestrale munita di visto di conformità o sottoscrizione alternativa da parte degli organi di revisione, unitamente ad una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà attestante la sussistenza di determinati requisiti;
– è obbligatoria la garanzia per i rimborsi superiori a 30.000 euro solo nelle ipotesi di specifiche situazioni di rischio.
Rimborsi di importo fino a 30.000 euro
Per queste tipologie di rimborso non sono previsti particolari adempimenti, se non la compilazione dei relativi dati contenuti nel quadro VX del modello di Dichiarazione annuale Iva. L’Agenzia delle Entrate, con riferimento al calcolo della soglia (al tempo del chiarimento pari a 15.000 euro ma ora di 30.000 euro) ha precisato che tale limite è da intendersi riferito non alla singola richiesta, ma alla somma delle richieste di rimborso effettuate per l’…

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