Diario quotidiano del 3 febbraio 2017: Telefisco 2017 in arrivo soluzione dei problemi sorti in relazione al bilancio civilistico e bilancio fiscale

1) Referendum abrogazione dei voucher

2) Sostegno per l’Inclusione Attiva (SIA): sottoscrizione dei progetti di presa in carico

3) Incubatori certificati di start-up innovative: definiti in nuovi requisiti per l’identificazione

4) Tasse universitarie: novità dalla Legge di bilancio

5) Voucher asilo nido: prorogata la domanda del beneficio

6) Sì alla delega al Governo sulle discipline relative alla crisi d’impresa

7) Successioni: on line tutorial Entrate su YouTube

8) Invio dati sanitari: proroga in G.U.

9) Aumenta il bonus Sud per l’acquisto di beni strumentali

10) Rinnovata l’intesa tra Entrate e FIGC per i controlli sulle società

11) Telefisco 2017: in arrivo soluzioni per i professionisti

12) Terremoto: via libera dal governo per accelerare la ricostruzione

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1) Referendum abrogazione dei voucher
Voucher: sì della Consulta sul Referendum abrogativo. La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 28 del 27 gennaio 2017, la dichiara ammissibile la richiesta di referendum popolare per l’abrogazione dei voucher. In particolare, secondo la Corte, l’evoluzione di tale istituto, nel trascendere i caratteri di occasionalità dell’esigenza lavorativa cui era originariamente chiamato ad assolvere, lo ha reso alternativo a tipologie regolate da altri istituti giuslavoristici e quindi non necessario.
La Corte è stata chiamata a pronunciarsi sull’ammissibilità della richiesta di referendum popolare per l’abrogazione degli articoli 48, 49 (modificati dal D.Lgs. n. 185/2016) e 50, del Decreto Legislativo 15 giugno 2015, n. 81, recante «Disciplina organica dei contratti di lavoro e revisione della normativa in tema di mansioni, a norma dell’art. 1, comma 7, della legge 10 dicembre 2014, n. 183.
In particolare, le disposizioni oggetto del quesito referendario disciplinano l’istituto del «lavoro accessorio», introdotto nell’ordinamento dagli articoli da 70 a 73 del Decreto Legislativo 10 settembre 2003, n. 276. Come noto, il citato articolo 70 definiva le prestazioni occasionali di tipo accessorio, come «attività lavorative di natura meramente occasionale rese da soggetti a rischio di esclusione sociale o comunque non ancora entrati nel mercato del lavoro, ovvero in procinto di uscirne, nell’ambito: a) dei piccoli lavori domestici a carattere straordinario, compresa l’assistenza domiciliare a bambini e alle persone anziane, ammalate o con handicap; b) dell’insegnamento privato supplementare; c) dei piccoli lavori di giardinaggio, pulizia e manutenzione di edifici e monumenti; d) della realizzazione di manifestazioni sociali, sportive, culturali o caritatevoli; e) della collaborazione con enti pubblici e associazioni di volontariato per lo svolgimento di lavori di emergenza, come quelli dovuti a calamità o eventi naturali improvvisi, o di solidarietà».
Il comma 2 dello stesso articolo 70 disponeva, poi, che la durata di tali attività lavorative non dovesse superare 30 giorni nel corso dell’anno solare e comunque dar luogo nello stesso anno a compensi superiori a 3 mila euro, sempre nel corso di un anno solare.
A sua volta l’articolo 71 stabiliva le caratteristiche soggettive dei prestatori di lavoro accessorio, individuandoli: nei disoccupati da oltre un anno, nelle casalinghe, studenti e pensionati, nei disabili e soggetti in comunità di recupero, nei lavoratori extracomunitari regolarmente soggiornanti in Italia, nei sei mesi successivi alla perdita del lavoro. Mentre l’articolo 72 introduceva innovative modalità di pagamento, prevedendo un carnet di buoni per prestazioni di lavoro accessorio del valore nominale di 7,50 euro, con un onere contributivo a fini previdenziali pari a 1 euro da versare alla Gestione separata Inps e di 0,50 euro all’Inail per fini assicurativi contro gli infortuni sul lavoro.
La disposizione prevedeva l’esenzione fiscale del compenso corrisposto al lavoratore e la sua non incidenza sullo stato di disoccupato o …

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