Diario quotidiano del 27 febbraio 2017: le possibili novità in tema di antiriclaggio e copro oro – compensi a Caf e professionisti abilitati per l’assistenza sui Modelli 730

Pubblicato il 27 febbraio 2017



1) Ridotti i compensi a Caf e professionisti abilitati per l’assistenza sui Modelli 730
2) Via libera del Governo sui decreti antiriciclaggio e compro oro
3) Accertamento con redditometro non applicabile se l’immobile viene acquistato facendo debiti
4) Libro unico lavoro rinviato al 2018
5) Nuova dichiarazione per l’esonero del canone Rai
6) Non deve essere registrato il decreto dei compensi spettanti ai periti e consulenti del magistrato
7) L’Agenzia promuove le iniziative a basso impatto ambientale: dipendenti incentivati
8) Chiarimenti in materia di controlli sulle Start up e PMI innovative
9) L’Ispettorato nazionale del lavoro indica come coordinare l’attività di vigilanza
10) Chi soccombe deve pagare anche l’Iva sul compenso del difensore della controparte
pagamenti-commercialista-telematico-21) Ridotti i compensi a Caf e professionisti abilitati per l’assistenza sui Modelli 730/2016 2) Via libera del governo sui decreti antiriciclaggio e compro oro 3) Accertamento con redditometro non applicabile se l’immobile viene acquistato facendo debiti 4) Libro unico lavoro rinviato al 2018 5) Nuova dichiarazione per l’esonero del canone Rai 6) Non deve essere registrato il decreto dei compensi spettanti ai periti e consulenti del magistrato 7) L’Agenzia promuove le iniziative a basso impatto ambientale: dipendenti incentivati 8) Chiarimenti in materia di controlli sulle Start up e PMI innovative 9) L’Ispettorato nazionale del lavoro indica come coordinare l’attività di vigilanza 10) Chi soccombe deve pagare anche l’Iva sul compenso del difensore della controparte

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1) Ridotti i compensi a Caf e professionisti abilitati per l’assistenza sui Modelli 730/2016

Ridotti i compensi a Caf e professionisti abilitati per l’assistenza sui Modelli 730/2016.

Lo si legge nella nota pubblicata, con data 20-2-2017, sul sito di Entratel.

Compensi ai Caf e ai professionisti abilitati per l'assistenza fiscale relativa alle dichiarazioni - Mod. 730/2016

I compensi spettanti ai sensi dell'art. 38, comma 1, del decreto legislativo 9 luglio 1997 n. 241, per l'attività di assistenza fiscale prestata dai Caf e dai professionisti abilitati nell'anno 2016 sono erogati ai sensi del decreto 29 marzo 2007, pubblicato nella G.U. n. 118 del 23 maggio 2007.

La misura dei compensi è stata rimodulata dal decreto 29 dicembre 2014, adottato sulla base dell'articolo 7 del decreto legislativo 21 novembre 2014, n. 175, in relazione a ciascuna dichiarazione elaborata e trasmessa. In particolare, le misure stabilite dal citato decreto sono:

  • euro 13,60, euro 15,40 ed euro 16,90, per le attività svolte rispettivamente negli anni 2015, 2016 e a partire dal 2017, se la dichiarazione è trasmessa senza modifiche dei dati indicati nella dichiarazione precompilata ai sensi dell'art. 1 del decreto legislativo 21 novembre 2014, n. 175, nonché in caso di rifiuto del contribuente di fornire la delega per l'accesso alla propria dichiarazione precompilata. Il compenso indicato nel presente punto, ridotto del 25 per cento, è erogato per le dichiarazioni dei soggetti esonerati dall'obbligo di presentazione della dichiarazione dei redditi ai sensi dell'art. 1, quarto comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600 e che non devono far valere oneri o detrazioni o altri benefici;
  • euro 14,30, euro 16,60 ed euro 17,70, per le attività svolte rispettivamente negli anni 2015, 2016 e a partire dal 2017, se la dichiarazione è trasmessa con modifiche che comportano variazione dei dati indicati nella dichiarazione precompilata ai sensi dell'art. 1 del decreto legislativo 21 novembre 2014, n. 175. Lo stesso compenso in misura doppia è erogato per l'elaborazione e la trasmissione delle dichiarazioni in forma congiunta;
  • euro 16,20, euro 18,30 ed euro 18,30, per le attività svolte rispettivamente negli anni 2015, 2016 e a partire dal 2017, se la dichiarazione è trasmessa con modifiche che comportano integrazioni anche in aggiunta a variazione dei dati indicati nella dichiarazione precompilata ai sensi dell'art. 1 del decreto legislativo 21 novembre 2014, n. 175. Lo stesso compenso è erogato per l'elaborazione e la trasmissione delle dichiarazioni in caso di mancata predisposizione da parte dell'Agenzia delle entrate della dichiarazione precompilata salvo quanto previsto al primo punto nelle ipotesi di soggetti esonerati e di rifiuto del contribuente di fornire la delega.

L'articolo 1 del decreto ministeriale 1 settembre 2016 ha confermato la misura dei suddetti compensi, mentre l'articolo 2 ha stabilito che le risorse da destinare all'erogazione degli stessi non possono eccedere per l'anno 2016 il limite di € 276.897.790,00 e qualora per effetto dei compensi unitari, l'importo complessivo di quanto dovuto risulti superiore all'anzidetto limite di spesa annuale, gli importi spettanti a ciascun avente diritto sono proporzionalmente ridotti. Pertanto, in applicazione dell'articolo 2, del citato decreto ministeriale, ai fini della fatturazione l'importo totale dei compensi deve essere ridotto del 23,95% così come comunicato dal Ministero dell'Economia e delle Finanze - Dipartimento delle Finanze con nota n. 989, del 14 febbraio 2017.

Il compenso non spetta:

per le dichiarazioni integrative, rettificative, annullate e duplicate;

per le dichiarazione elaborate e trasmesse dai soggetti non abilitati a prestare assistenza fiscale nei confronti dei lavoratori dipendenti e dei pensionati.

Si rammenta che l'assistenza fiscale relativa alla presentazione del modello 730 può essere prestata solo dai professionisti iscritti nell'Albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili e nell'albo dei consulenti del lavoro, che abbiamo preventivamente presentato alla Direzione regionale competente in ragione del proprio domicilio fiscale, la comunicazione prevista dall'art. 21 del DM 31 maggio 1999, n. 164, corredata dalla prescritta documentazione. Qualunque variazione (compresi il rinnovo della polizza assicurativa e relativa quietanza) relativa alla predetta comunicazione deve essere comunicata all'Agenzia delle entrate entro trenta giorni dalla data in cui si verifica. In assenza di tali requisiti, il compenso non spetta. A breve sarà resa disponibile sul sito Entratel, per ciascun intermediario, in conformità a quanto previsto dall'art. 2, comma 2, del citato decreto 29 marzo 2007, un'attestazione del numero delle dichiarazioni "730" elaborate e trasmesse per le quali spetta il compenso. I Caf e i professionisti abilitati inviano la fattura elettronica al Dipartimento delle Finanze – Direzione Agenzie ed Enti della Fiscalità – Ufficio VI (C.F. 80207790587). Il codice univoco ufficio del predetto ufficio è il seguente: E0BOHC. Per poter emettere fattura elettronica, qualora non sia stato ancora effettuato, è necessario accreditarsi al Sistema di Interscambio secondo le Regole tecniche di cui all'Allegato B del D.M. n. 55 del 3 aprile 2013. Sul sito www.fatturapa.gov.it sono consultabili le informazioni relative alla fatturazione elettronica e alla procedura di accreditamento al Sistema di Interscambio (S.d.i.). Sono inoltre reperibili le modalità operative per la compilazione delle fatture, che tengono conto delle innovazioni introdotte dalla legge di stabilità 2015 in materia di "split-payment".

Di seguito si forniscono chiarimenti sui criteri adottati per l'individuazione delle dichiarazioni ai fini dei compensi sulla base del decreto 29 dicembre 2014 e della circolare n. 11 del 23 marzo 2015.

Dichiarazione senza modifiche (accettata)

La dichiarazione si considera senza modifiche (accettata) se è trasmessa senza modifiche dei dati indicati nella dichiarazione precompilata ovvero con modifiche che non incidono sulla determinazione del reddito o dell'imposta. Sono considerate tali le seguenti operazioni:

indicazione o modifica dei dati anagrafici del contribuente, ad eccezione del comune di domicilio fiscale, che potrebbe incidere sulla determinazione delle addizionali regionale e comunale all'Irpef;

indicazione o modifica dei dati identificativi del soggetto che effettua il conguaglio;

indicazione o modifica del codice fiscale del coniuge non fiscalmente a carico (aggiunta/modifica della riga 1, col 4 del quadro dei familiari, in presenza di zero nella casella mesi a carico)

compilazione del quadro I per la scelta dell'utilizzo in compensazione, totale o parziale, dell'eventuale credito che risulta dal modello 730 (aggiunta del quadro I)

scelta di non versare o di versare in misura inferiore a quanto calcolato da chi presta assistenza fiscale gli acconti dovuti, mediante la compilazione dell'apposito rigo del quadro F del modello 730 e richiesta di suddivisione in rate mensili delle somme dovute a titolo di saldo e acconto nei casi consentiti dalla normativa vigente, mediante la compilazione dell'apposito rigo del quadro F del modello 730. (aggiunta/modifica del quadro F, rigo F6).

Dichiarazione con modifiche

La dichiarazione si considera modificata se è trasmessa con modifiche che comportano variazione dei dati indicati nella dichiarazione precompilata, ad esempio è variato l'importo di un onere già presente nella dichiarazione precompilata. Dichiarazione con integrazioni

La dichiarazione si considera integrata se è trasmessa con integrazione di dati in aggiunta a quelli indicati nella dichiarazione precompilata, ad esempio viene inserito un onere che nella dichiarazione precompilata non era presente.

Dichiarazione senza delega

La dichiarazione si considera senza delega, in caso di rifiuto del contribuente di fornire la delega per l'accesso alla propria dichiarazione precompilata e si rileva dal prospetto di liquidazione del modello 730 – casella "Sostituto, Caf o professionista non delegato" barrata.

Dichiarazione in assenza di precompilata

La dichiarazione si considera presentata in assenza di precompilata, in caso di mancata predisposizione da parte dell'Agenzia delle entrate della dichiarazione precompilata. Dichiarazione congiunta

Nel caso di presentazione della dichiarazione in forma congiunta, in base a quanto disposto dal decreto del 29 dicembre 2014, il compenso corrisponde a quello previsto per la dichiarazione trasmessa con modifiche che comportano variazione dei dati indicati nella dichiarazione precompilata, in misura doppia. Detto compenso spetta anche in caso di dichiarazione presentata in forma congiunta da parte di due soggetti esonerati dall'obbligo di presentazione della dichiarazione (circolare n. 11 del 23 marzo 2015). La dichiarazione viene considerata congiunta nel caso in cui la casella posta nel frontespizio e denominata "dichiarazione congiunta" risulta barrata ed è presente il codice fiscale del coniuge sulla dichiarazione dello stesso.

Dichiarazione dei soggetti esonerati

Ai fini della verifica dell'obbligo di presentazione della dichiarazione da parte del contribuente, sono state verificate le condizioni di esonero di seguito rappresentate.

Dichiarazioni con presenza del solo quadro A e/o B: PL/2016, la somma dei righi 1+2+3+6+7 = inferiore o uguale a 186.

Dichiarazione con presenza del solo quadro B: colonna 2 "utilizzo" con codice 1 o 5.

Dichiarazioni con presenza dei soli quadri A, B, C, D, E e FA in presenza delle seguenti condizioni desumibili dal prospetto di liquidazione PL del modello 730: IRPEF imposta lorda rigo 16 – rigo 21 – rigo 22 – rigo 23 – rigo 24 – rigo 25 - rigo 26 – rigo 27 – rigo 59 < 11 e

- se rigo 68 col.1 = zero e

- se rigo 92 col.7 = zero e rigo 92 col. 6 <=10 e

- se rigo 93 col.7 = zero e rigo 93 col. 6 <=10 e

- se rigo 96 entrambe le colonne a zero e

- se rigo 97 col. 7 = zero e

- se rigo 99 col. 7 = zero e rigo 99 col. 6 <=10 e

- se rigo 100 col. 7 = zero e

- se rigo 101 col. 7 = zero e

- se rigo 102 col. 7 = zero e rigo 102 col. 6 <=10 e

- se nella dichiarazione non sono presenti righi D6 e D7 nel quadro D e

- se nel PL risultano verificate tutte le due condizioni di seguito riportate:

il rigo 67 col. 1 è = a zero

nei righi da 91 a 93 e 99, colonna 3, non sono presenti importi.

Ai fini della classificazione delle dichiarazioni secondo le tipologie descritte sono state individuate prima le dichiarazioni congiunte e successivamente le dichiarazioni singole, secondo la sequenza di seguito indicata:

dichiarazioni dei soggetti esonerati

dichiarazioni senza delega

dichiarazioni in assenza di precompilata

dichiarazioni con integrazioni

dichiarazioni con modifiche

dichiarazioni senza modifiche.

(Nota servizio Entratel del 20 febbraio 2017)

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2) Via libera del Governo sui decreti antiriciclaggio e compro oro

Nella riunione del 24 febbraio 2017, il Consiglio dei Ministri ha approvato, in esame preliminare, due decreti legislativi che dettano disposizioni in materia di antiriciclaggio e disciplinano l’attività dei “Compro oro”.

Tra le novità di maggior rilievo della bozza (peraltro, suscettibile di modifiche) è stato riscritto, rispetto alla versione messa in consultazione dal ministero dell'economia a dicembre 2016, l'articolo 58, cioè il sistema sanzionatorio per l'inosservanza delle disposizioni relative all'obbligo di segnalazione di operazione sospetta. Il meccanismo sanzionatorio scelto è quello di applicare una sanzione amministrativa pecuniaria che vada dall'1 al 40% del valore dell'operazione non segnalata o anche segnalata in ritardo. Mentre nella versione precedente la sanzione aveva un minimo e un massimo edittale rispettivamente di 30 mila e 300 mila euro. La sanzione è applicata anche al personale dei soggetti obbligati responsabili in via esclusiva o concorrente dell'omessa o tardiva segnalazione.

Inoltre, viene introdotta una sorta di recidiva antiriciclaggio che prevede un importo massimo di sanzione pari almeno ad un milione di euro o al doppio del vantaggio conseguito se determinato o determinabile.

Le omissioni rispetto a un provvedimento dell'Uif (Unità di informazione finanziaria) sono punite con sanzione amministrativa pecuniaria da 5 mila a 200 mila euro.

La revisione del sistema sanzionatorio tocca i minimi e massimi edittali previsti per le pene amministrative. Per le violazioni dell'adeguata verifica dell'obbligo di astensione «ai soggetti che, in violazione delle disposizioni in materia di adeguata verifica della clientela», omettono di acquisire e verificare i dati identificativi, le sanzioni sono fissate in un minimo di 3 mila euro e in un massimo di 50 mila (nel testo in consultazione il massimo era fissato a 80 mila euro). Nel caso di violazioni ripetute è previsto l'aumento delle sanzioni sino al triplo. Stessa previsione per l'inosservanza degli obblighi di conservazione.

Esenzioni

In deroga alle stesse disposizioni del decreto legislativo, la disciplina antiriciclaggio non si applica ai professionisti in qualità di curatori fallimentari e commissario giudiziale con riferimento al fallito e alle altre parti in causa.

All'articolo 17 è aggiunto un comma 8 che prevede che gli obblighi di adeguata verifica della clientela non si osservano in relazione allo svolgimento dell'attività di mera redazione e trasmissione o di sola trasmissione delle dichiarazioni e degli adempimenti di amministrazione del personale (preparazione di buste paga e cedolini).

Viene, inoltre, aggiunta l'esenzione nel caso in cui il professionista si limiti a esaminare la posizione giuridica del cliente o a espletare i compiti di difesa. L'esenzione è estesa anche all'attività di consulenza fino al momento di conferimento dell'incarico. Le ulteriori esenzioni saranno poi fissate da un decreto del ministero dell'economia su proposta del comitato di sicurezza finanziaria: così dispone l'articolo 4 del provvedimento. Infine tra le novità arriva anche il trattamento ai fini privacy dei dati raccolti ai fini antiriciclaggio.

Compro oro, registro e tracciabilità

Arriva la tracciabilità per l'attività dei compro oro. L'esercizio dell'attività della compravendita e della permuta dell'oro sarà subordinata all'iscrizione degli operatori in un registro. Il registro sarà tenuto dall'Organismo degli agenti e dei mediatori creditizi (Oam).

L'iscrizione è subordinata all'invio di una istanza e la permanenza al versamento di un contributo annuale.

Ogni operazione superiore ai 1.000 euro dovrà essere effettuata attraverso mezzi di pagamento tracciabili. I compro oro dovranno predisporre una scheda con i dati del cliente, la descrizione delle caratteristiche dell'oggetto, l'indicazione della quotazione dell'oro e dei metalli preziosi, rilevati da una fonte affidabile e indipendente, e alla qualità del suo stato, la fotografia in digitale. I dati dovranno essere conservati per cinque anni. Gli operatori di compro oro sono tenuti all'invio delle segnalazioni di operazioni sospette.

Chiunque svolge l'attività di compro oro senza essere iscritto nel registro degli operatori sarà punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni e con una multa da 2 mila a 10 mila mila euro. Previste sanzioni anche nel caso in cui non ottemperino agli obblighi di comunicazioni all'Organismo tenuto al registro.

Il compito di vigilanza è affidato alla Guardia di finanza.

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3) Accertamento con redditometro non applicabile se l’immobile viene acquistato facendo debiti

Accertamento con redditometro non applicabile se l’immobile è stato acquistato facendo debiti, nel caso di specie, pagando l’immobile con cambiali.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 4748 del 23 febbraio 2017.

In particolare, viene affermato che l’acquisto di un immobile mediante l’emissione di cambiali non determina un incremento patrimoniale che giustifichi un accertamento attraverso il redditometro poiché il pagamento di un corrispettivo con cambiali non può essere assimilato ad un pagamento in contanti perché le cambiali costituiscono una promessa di pagamento futuro di una somma di denaro di cui il soggetto al momento dell’emissione non dispone.

Con l'unico mezzo dedotto -ex art. 360, primo comma, n. 3, cod. proc. civ.- la ricorrente lamenta violazione/falsa applicazione dell'art. 38, d.P.R. 600/1973 in particolare perché la CTR non ha tenuto conto del fatto che l'incremento patrimoniale che principalmente ha basato l'atto impositivo impugnato (acquisto abitazione) non le ha comportato alcun esborso.

Ebbene secondo la Suprema Corte la censura del contribuente è fondata.

La massima Corte ha, infatti, ribadito che «Ai fini dell'accertamento del reddito con il metodo sintetico di cui all'art. 38, quarto e quinto comma, del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600 (nel testo, vigente "ratione temporis", tra la legge 30 dicembre 1991, n. 413 e il d.l. 31 maggio 2010, n. 78, conv. nella legge 30 luglio 2010, n. 122) non è sufficiente l'acquisto di un bene attraverso il mero accollo di un debito, che, non costituendo un modo di estinzione dell'obbligazione diverso dall'adempimento, ma solo una modificazione soggettiva del rapporto obbligatorio dal lato passivo, non comporta un'attuale erogazione di spesa per incrementi patrimoniali e, dunque, non costituisce effettiva ed attuale espressione di capacità economica» (Sez. 5, Sentenza n. 19030 del 10/09/2014, Rv. 631973), essendo peraltro ancor più pertinente al caso di specie l'arresto ulteriore contenuto in Sez. 5, n. 15289/2015 (non massimata sul punto) laddove è affermato che «Ai fini dell'accertamento del reddito con il metodo sintetico di cui all'art 38, quarto e quinto comma, del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600 "ratione temporis vigente", non è sufficiente l'acquisto di un bene, ove lo stesso sia stato pagato in parte in contanti ed in parte con emissione di cambiali;

siffatto acquisto, invero, per la detta parte (e cioè per la parte del corrispettivo pagata con cambiali) non comporta un'attuale erogazione di spesa per incrementi patrimoniali e, dunque, non costituisce effettiva ed attuale espressione di capacità economica; il pagamento di un corrispettivo con cambiali non può infatti essere assimilato ad un pagamento in contanti, in quanto le cambiali costituiscono una promessa di pagamento futuro di una somma di denaro di cui il soggetto al momento dell'emissione non dispone (in senso conforme, sia pure per diversa ipotesi, Cass. 19030/2014)».

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4) Libro unico lavoro rinviato al 2018

E’ stato prorogato al 1° gennaio 2018 l’obbligo di assunzione di un lavoratore disabile per le aziende nella fascia 15-35 dipendenti. È questa una delle principali novità in materia di lavoro previste del decreto legge Milleproroghe 244/2016 approvato in via definitiva dal Parlamento.

Libro unico del lavoro

Viene prorogata di un ulteriore anno, e cioè dal 2017 al 2018, la decorrenza dell’obbligo di tenuta telematica del libro unico del lavoro presso il ministero.

Si tratta della previsione introdotta dall’articolo 15 del Dlgs 151/2015, che originariamente fissava l’inizio dell’obbligo a partire dal 2017, e che subordinava lo stesso all’adozione di un apposito decreto ministeriale del Lavoro contenente le modalità tecniche e organizzative per rendere l’obbligo operativo.

Poiché dal 2015 a oggi nessun decreto è stato adottato, né sono pervenute indicazioni anche amministrative da parte del Lavoro, era presumibile la proroga dell’obbligo, che è stata fissata al 2018.

Collocamento obbligatorio

In particolare il Dl, modificando l’articolo 3 del Dlgs 151/2015 (decreto semplificazioni 2015 facente parte del pacchetto Jobs act), fa slittare dal 2017 al 2018 il termine per adempiere all’obbligo di assunzione di un disabile da parte delle aziende con almeno 15 dipendenti.

Il Dlgs semplificazioni 2015 aveva infatti abrogato la disciplina transitoria prevista dall’articolo 2, comma 2, del Dpr 333/2000 per le aziende della fascia occupazionale “computabile” 15-35 dipendenti in base alla quale l’obbligo di assunzione scattava dopo 12 mesi dalla sedicesima assunzione, e fermo restando il termine degli ulteriori 60 giorni per adempiere dopo l’insorgenza dell’obbligo.

Pertanto, in base alla previsione dell’articolo 3 del Dlgs 151/2015, era stato eliminato dal 1° gennaio 2017 il regime di gradualità dell’assunzione, il cui obbligo conseguentemente sarebbe scattato in automatico, salvo il termine dei 60 giorni entro cui adempiere. Pertanto le aziende con 15 dipendenti al 31 dicembre 2016 avrebbero dovuto procedere all’assunzione del disabile entro il 1° marzo 2017.

Proprio in prossimità della scadenza, il Milleproroghe ha concesso alle aziende di questa fascia un ulteriore anno per attivare l’effettivo ingresso di un lavoratore disabile. L’obbligo pertanto decorre dal 2018, con la conseguenza che l’assunzione dovrà essere fatta decorrere non oltre il termine del 1° marzo 2018 (cioè nei 60 giorni successivi dall’insorgenza dell’obbligo stesso).

Infortuni

Slitta di 6 mesi, e cioè dal 12 aprile al 12 ottobre 2017, il nuovo obbligo di denuncia ai soli fini statistici degli infortuni con assenza di almeno un giorno (escluso quello dell’evento), previsto dall’articolo 18, comma 1, lettera r, del Dlgs 81/2008.

Si tratta della notifica, da effettuare entro 48 ore dalla ricezione del certificato medico, che riguarda quegli infortuni che, per la durata ridotta (da 1 a 3 giorni escluso l’evento), sono esclusi dall’obbligo della denuncia di infortunio standard prevista dall’articolo 53 del Dpr 1124/1965.

Il Milleproroghe, intervenendo sul comma 1 bis dell’articolo 18 del Dlgs 81/2008, ha così modificato la decorrenza della “mini denuncia Inail”, spostandola da 6 a 12 mesi dall’entrata in vigore del decreto istitutivo del Sistema informativo nazionale per la prevenzione nei luoghi di lavoro (il Sinp).

Poiché il Sinp è stato istituito con decreto 183 del 25 maggio 2016, in vigore dal 12 ottobre 2016, da quella data scattano gli attuali 12 mesi (ex 6 mesi), al termine del quale l’obbligo si considera vigente (quindi dal 12 ottobre 2017). Probabilmente questo ulteriore termine di 6 mesi è necessario all’amministrazione per adeguare tutte le complesse procedure informatiche attraverso cui adempiere al nuovo obbligo di denuncia telematica.

Lavoratori rimpatriati

Viene altresì posticipato al 30 aprile 2017 il termine (scaduto il 29 giugno 2016) entro cui i lavoratori rimpatriati dall’estero entro il 31 dicembre 2015, in possesso dei requisiti richiesti dall’articolo 2 della legge 238/2010, possono scegliere, in base all’articolo 16, comma 4, del Dlgs internazionalizzazione 147/2015, di applicare fino al 31 dicembre 2017 il regime agevolativo previsto dalla legge 238/2010 (esenzione fiscale del 70% del reddito se maschio e 80% se femmina).

Considerata la retroattività degli effetti di questa norma, sarà comunque necessario per i sostituti che devono riconoscere lo sconto sul reddito, un preciso chiarimento da parte dell’amministrazione finanziaria.

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5) Nuova dichiarazione per l’esonero del canone Rai

Cambia di nuovo la dichiarazione sostitutiva per chiedere l’esonero del canone televisivo (o cd. canone Rai).

Lo ha fatto l’Agenzia delle entrate con un provvedimento che è stato pubblicato il 24 febbraio 2017 sul proprio sito internet.

Canone TV: online la nuova dichiarazione sostitutiva

È in rete la nuova dichiarazione sostitutiva che va utilizzata per comunicare all’Agenzia delle Entrate la data a decorrere dalla quale non deve più addebitato il canone Tv sulla propria bolletta perché pagato da altro componente della stessa famiglia anagrafica, in relazione all’utenza elettrica a quest’ultimo intestata.

La vecchia dichiarazione potrà comunque essere ancora utilizzata per altri 60 giorni dalla pubblicazione del provvedimento.

Si tratta del nuovo modello necessario per comunicare all’Agenzia delle entrate da quale data il canone Tv non deve essere più addebitato sulla propria bolletta perché pagato da altro componente della stessa famiglia anagrafica, in relazione all’utenza elettrica a quest’ultimo intestata.

L’Agenzia delle Entrate, in particolare, modifica il quadro B del modello, concedendo la possibilità di indicare la data a partire dalla quale decorre la situazione rappresentata.

Inoltre, nella dichiarazione è stato inserito un quadro separato per consentire agli abbonati di comunicare la variazione dei presupposti di una precedente dichiarazione sostitutiva.

Periodo transitorio

Fino al sessantesimo giorno dalla data di pubblicazione del provvedimento odierno, sarà ancora possibile presentare la dichiarazione sostitutiva con il vecchio modello.

L’autocertificazione viaggia online/cartacea

Come è noto il modello va trasmesso direttamente dal contribuente o dall’erede tramite un’applicazione web disponibile sul sito dell’Agenzia, utilizzando le credenziali Fisconline o Entratel, oppure tramite gli intermediari abilitati. Nei casi in cui non sia possibile l’invio telematico, è anche prevista la presentazione attraverso il servizio postale, in plico raccomandato senza busta, all’indirizzo: Agenzia delle Entrate Ufficio di Torino 1, S.A.T. – Sportello abbonamenti tv – Casella Postale 22 – 10121 Torino. L’autocertificazione deve essere accompagnata da un valido documento di riconoscimento.

(Agenzia delle entrate, provvedimento n. 39345 del 24 febbraio 2017)

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6) Non deve essere registrato il decreto dei compensi spettanti ai periti e consulenti del magistrato

Non deve essere registrato il decreto dei compensi agli ausiliari del magistrato.

Dunque, registrazione solo volontaria per il decreto dei compensi agli ausiliari del magistrato.

Il decreto di pagamento delle spettanze agli ausiliari del magistrato non è soggetto all’obbligo di registrazione, in quanto non costituisce un provvedimento che interviene nel merito del giudizio. La registrazione può essere richiesta volontariamente dalla parte che ne abbia interesse.

Gli atti giudiziari per i quali l’obbligo sussiste in termine fisso sono solo quelli tassativamente elencati nell’articolo 8 della tariffa, parte prima, allegata al Dpr 131/1986

Il decreto di pagamento delle spettanze agli ausiliari del magistrato (articolo 168 del Dpr 115/2002 - Testo unico in materia di spese di giustizia) è un provvedimento di volontaria giurisdizione privo del carattere della decisorietà, per il quale, pertanto, non sussiste obbligo di registrazione.

Qualora la parte ne abbia interesse, può richiederla volontariamente (articolo 8 del Dpr 131/1986).

Questo è il parere delle Entrate, contenuto nella risoluzione 23/E del 24 febbraio 2017.

Il chiarimento è stato richiesto da una direzione provinciale dell’Agenzia delle entrate che ha manifestato il dubbio se i provvedimenti normativi siano assimilabili, per contenuto e procedimento, ai decreti ingiuntivi e ricadenti, pertanto, nell’articolo 8 della tariffa del Tur (Dpr 131/1986) con aliquota proporzionale del 3% o dell’1%, anche se il contenuto e la forza giuridica dell’atto sono assolutamente analoghi al decreto di ingiunzione (quindi 3%).

Secondo le Entrate, essendo il decreto in esame un provvedimento di volontaria giurisdizione, cioè privo del carattere della decisorietà e non idoneo a incidere sulla posizione giuridica delle parti processuali, non è riconducibile alla previsione normativa dell’articolo 8 della tariffa, parte I.

Ne consegue che, non trattandosi di provvedimento che interviene nel merito del giudizio, sulla base di quanto previsto dall’articolo 2 della tabella, non c’è obbligo di registrare il decreto di pagamento delle spettanze agli ausiliari del magistrato. Ovviamente, se la parte vi ha interesse, potrà richiedere volontariamente la registrazione del provvedimento.

(Agenzia delle entrate, risoluzione n. 23/E del 24 febbraio 2017)

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7) L’Agenzia promuove le iniziative a basso impatto ambientale: dipendenti incentivati

Da quest’anno verranno incentivati i dipendenti delle Entrate a condividere l’auto per raggiungere l’ufficio e ad utilizzare gli apparecchi multifunzione di rete al posto delle stampanti individuali.

M’illumino di meno” 2017: L’Agenzia spegne le luci e promuove iniziative a basso impatto ambientale.

Per il decimo anno consecutivo l’Agenzia delle Entrate aderisce a “M’illumino di meno”, la campagna di sensibilizzazione sui consumi energetici e la mobilità sostenibile ideata e promossa dalla trasmissione Caterpillar di Rai Radio2. Come negli anni precedenti, oggi alle 18 negli uffici dell’Agenzia si spegneranno le luci e tutti i dispositivi elettrici.

L’impegno green dell’Agenzia - Le Entrate confermano l’impegno per lo sviluppo sostenibile grazie a diverse azioni messe in atto per ridurre il proprio impatto ambientale. Un esempio è l’acquisto di energia prodotta esclusivamente da fonti rinnovabili (attivando l’Opzione Verde delle Convenzioni Consip Energia Elettrica). Una scelta ha consentito di ridurre le emissioni di anidride carbonica nell’aria per circa 30.800 tonnellate.

Grazie ai distributori di bevande a consumo libero all’interno delle mense aziendali, invece, è stato possibile ridurre l’utilizzo della plastica e delle lattine, che avrebbero avuto ripercussioni anche sul trasporto. In particolare l’iniziativa, realizzata in 4 mense dell’Agenzia, ha comportato una riduzione della produzione del 99% dei rifiuti per circa 5.200 kg, nonché la riduzione del trasporto del 96%, circa 220 tonnellate di merce. Queste misure hanno evitato l’emissione di circa 8.000 kg di CO2, con un risparmio di 6.900 kg di petrolio.

I 46 refrigeratori di acqua di rete microfiltrata posizionati in alcuni uffici dell’Agenzia, forniti gratuitamente nell’ambito del servizio di installazione e gestione dei distributori automatici di bevande e snack, hanno consentito di evitare l’utilizzo di 14mila bottiglie in Pet da mezzo litro.

Le nuove proposte - Quest’anno le Entrate si impegneranno a incentivare i dipendenti a condividere l’automobile per raggiungere l’ufficio e a utilizzare gli apparecchi multifunzione di rete al posto delle stampanti individuali. Da diverso tempo l’Agenzia ha intrapreso un processo di condivisione delle stampanti passando da un apparecchio a persona a uno per stanza. Alcune realtà organizzative, inoltre, stanno già sperimentando la condivisione degli apparecchi multifunzione al posto delle stampanti di stanza, in modo che un’apparecchiatura venga utilizzata da circa 5 stanze, cioè da almeno 20 persone.

(Agenzia delle entrate, comunicato stampa n. 43 del 24 febbraio 2017)

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8) Chiarimenti in materia di controlli sulle Start up e PMI innovative

Assonime con la nota 22/02/2017 si sofferma sulla circolare n. 3696/C del Ministero dello Sviluppo Economico, recante chiarimenti in materia di controlli sulle Start up e PMI innovative.

Il Ministero dello Sviluppo Economico, con la circolare n. 3696/C del 14 febbraio 2017, ha dato alcune indicazioni sulle questioni relative ai controlli che le Camere di commercio devono effettuare. Tali verifiche devono essere effettuate sia al momento dell’iscrizione della start up o della PMI innovativa (c.d. verifica preventiva) sia durante la vigenza dello status di start up e PMI innovativa (c.d. verifica dinamica).

La circolare è divisa in tre parti. La prima è dedicata alle start up innovative costituite per atto pubblico, con la firma digitale o elettronica avanzata autenticata. Tra i chiarimenti contenuti nella circolare, il Mise dedica particolare attenzione alle verifiche relative alle società costituite secondo la giurisdizione di uno dei Paesi dell’Unione o dell’Accordo sullo spazio economico europeo che, secondo la disciplina, al fine di poter godere del regime di start up innovativa devono avere una sede produttiva o filiale in Italia. La Circolare specifica che l’accertamento di queste condizioni (esistenza della sede secondaria o dell’unità locale) è demandato alle Camere di Commercio che potranno verificarle attraverso la consultazione del registro delle imprese. Riguardo ai controlli in itinere, la Circolare invita le Camere di Commercio a segnalare “con ragionevole anticipo” le diverse scadenze al fine di assicurare loro “un’opzione di continuità di iscrizione nelle sezioni speciali del registro delle imprese”.

La seconda parte è dedicata alle PMI innovative. Tra le verifiche preventive, il Mise ai fini dell’individuazione del tipo societario ha incaricato le Camere di Commercio alla verifica dei criteri indicati nella raccomandazione 2003/361/CE, relativi al fatturato e totale di bilancio e al numero degli addetti. Si sofferma poi sulla verifica della presenza del bilancio certificato. Tra le verifiche in itinere, la Circolare invita le Camere a verificare la coerenza della dichiarazione della PMI sul mantenimento dei requisiti.

Nella terza parte sono illustrate delle tabelle sinottiche sui pareri rilasciati dal Mise in materia di start up e PMI innovative e i tipi di controlli cui sono incaricate le Camere di commercio.

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9) L’Ispettorato nazionale del lavoro indica come coordinare l’attività di vigilanza

L’Ispettorato Nazionale del Lavoro con la lettera circolare n. 2 del 22 febbraio 2017 (lettera che segue la circolare n.2/17) fornisce ulteriori indicazioni operative agli ispettori sui profili logistici, di coordinamento e di programmazione dell’attività di vigilanza.

Notificazione degli atti relativi ad accertamenti di carattere previdenziale e assicurativo

D’intesa con INPS e INAIL in data 21 febbraio è stata sottoscritta apposita convenzione con l’INPS, nell’ambito della quale è affrontata tale problematica che sarà sviluppata con successive note di chiarimento. L’assenza del logo INL sulle buste non appare ostativa alla corretta notificazione degli atti.

Riguardo all’indicazione della sede dove far pervenire le cartoline di ritorno, andranno indicate le competenti sedi di INPS e INAIL in quanto i fascicoli delle pratiche resteranno presso le sedi degli Istituti che trasmetteranno copia del relativo verbale alla competente sede dell’Ispettorato.

Modulistica

L’INL, l’INPS e l’INAIL stanno elaborando tutta la modulistica necessaria allo svolgimento delle attività da parte di tutto il personale ispettivo. Trattasi non soltanto del verbale unico di accertamento, ma del verbale di primo accesso, del verbale di sospensione dell’attività imprenditoriale, dei verbali di acquisizione di dichiarazioni ecc. Inoltre, nulla è cambiato in ordine al contenzioso amministrativo relativo agli accertamenti di carattere previdenziale e assicurativo.

Attività di vigilanza previdenziale e assicurativa da parte del personale ex ministero del lavoro

E’ già stato previsto che un contingente di personale di provenienza ministeriale sarà adibito, a rotazione, allo svolgimento di una attività di vigilanza previdenziale e assicurativa. Lo svolgimento di tale attività dovrà avere luogo contestualmente alle iniziative di formazione che gli Istituti stanno avviando, affinché possano essere alternati periodi formativi in aula e giornate di “affiancamento”. Analoghe iniziative formative saranno programmate per il personale ispettivo INPS e INAIL.

(Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro, nota del 24 febbraio 2017)

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10) Chi soccombe deve pagare anche l’Iva sul compenso del difensore della controparte

La parte soccombente deve pagare anche l’Iva sul compenso del difensore della controparte.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 4674 del 23 febbraio 2017, con la quale è stato accolto il ricorso incidentale promosso da un condominio, parte vittoriosa in una causa promossa ai fini dell’annullamento di una delibera condominiale.

In particolare, la Suprema corte ha accolto il ricorso incidentale, che lamenta l’esclusione, nella sentenza impugnata, del rimborso Iva dalle spese processuali liquidate dalla Corte di appello in favore del Condominio, ritenuto “soggetto IVA”.

In proposito, il giudice di legittimità ha evidenziato che tra le spese processuali che la parte soccombente deve essere condannata a rimborsare al vincitore rientra anche la somma dovuta da quest'ultimo al proprio difensore a titolo di I.V.A., costituendo tale imposta una voce accessoria, di natura fiscale, del corrispettivo dovuto per prestazioni professionali relative alla difesa in giudizio. L'eventualità che la parte vittoriosa, per la propria qualità personale, possa portare in detrazione l'I.V.A. dovuta al proprio difensore non incide su detta condanna della parte soccombente, trattandosi di una questione rilevante solo in sede di esecuzione, poiché la condanna al pagamento dell'I.V.A. in aggiunta ad una data somma dovuta dal soccombente per rimborso di diritti e di onorari deve intendersi in ogni caso sottoposta alla condizione della effettiva doverosità di tale prestazione aggiuntiva (ovvero “se dovuta”). In tal senso v. tra le altre Cass. . 3968 del 19/02/2014 e n. 1406/07.

La Corte di appello non poteva quindi escludere la voce suddetta. Pertanto , la Corte di cassazione ha stabilito che al Condominio resistente spetta l’Iva sulle spese liquidate dal giudice di appello nella sentenza impugnata.

Vincenzo D’Andò