Diario quotidiano del 24 febbraio 2017: il riassunto del Decreto Milleproroghe

Pubblicato il 24 febbraio 2017



1) Quando è nulla l’iscrizione di ipoteca per cartelle notificate da oltre un anno?
2) Indice TFR di gennaio 2017
3) Niente attività commerciali per le società tra professionisti
4) Commercialisti: assegnate deleghe e nominati i membri del Comitato esecutivo
5) Bonus Sud: cumulo ampio
6) Milleproroghe è Legge: bilanci basati sulla sostanza, basta con le formalità
7) Modulo AP45: riconoscimento benefici per lavori particolarmente faticosi
8) Come applicare il contratto di rent to buy alle attività commerciali
9) Novità in tema di iperammortamento
10) Stop a nuove leggi fiscali improvvisate, arriva una nuova visione del commercialista
diario-quotidiano-articoli-91) Quando è nulla l’iscrizione di ipoteca per cartelle notificate da oltre un anno? 2) Indice TFR di gennaio 2017 3) Niente attività commerciali per le società tra professionisti 4) Commercialisti: assegnate deleghe e nominati i membri del Comitato esecutivo 5) Bonus Sud: cumulo ampio 6) Milleproroghe è Legge: bilanci basati sulla sostanza, basta con le formalità 7) Modulo AP45: riconoscimento benefici per lavori particolarmente faticosi 8) Come applicare il contratto di rent to buy alle attività commerciali 9) Novità in tema di iperammortamento 10) Stop a nuove leggi fiscali improvvisate, arriva una nuova visione del commercialista *****

1) Quando è nulla l’iscrizione di ipoteca per cartelle notificate da oltre un anno?

La Corte di cassazione, con la sentenza n. 4587 del 22 febbraio 2017, ha stabilito che è nulla l’iscrizione di ipoteca per cartelle notificate da oltre un anno, senza la preventiva intimazione di pagamento al contribuente.

La Suprema corte privilegia la fase dei rapporti trasparenti tra esattore e contribuente, accogliendo il ricorso di un consorzio.

In particolare la difesa della società aveva lamentato che «nel caso in cui Equitalia voglia iscrivere ipoteca su un immobile per cartelle notificate da oltre un anno, deve necessariamente notificare, antecedentemente a detta iscrizione, un'intimazione di pagamento al contribuente, a pena di illegittimità conseguente cancellazione della stessa ipoteca».

La tesi ha fatto breccia presso i giudici del Palazzaccio che di fatto hanno sottolineato come la contribuente non abbia fatto altro che far valere, e a ragione, il contraddittorio.

Ciò anche se con la sentenza n. 19667 del 2014 le Sezioni unite della stessa Cassazione hanno affermato che «l'iscrizione ipotecaria prevista dall'art. 77 del dpr 29 settembre 1973, n. 602 non costituisce atto dell'espropriazione forzata, ma va riferita ad una procedura alternativa all'esecuzione forzata vera e propria, sicché può essere effettuata anche senza la necessità di procedere alla notifica dell'intimazione di cui all'art. 50, secondo comma, del dpr n. 602, la quale è prescritta per l'ipotesi in cui l'espropriazione forzata non sia iniziata entro un anno dalla notifica della cartella di pagamento».

Per gli Ermellini, tuttavia, a questa ormai certa interpretazione va aggiunto che «l'amministrazione finanziaria prima di iscrivere l'ipoteca su beni immobili deve comunicare al contribuente che procederà alla suddetta iscrizione, concedendo al medesimo un termine – che può essere determinato, in coerenza con analoghe previsioni normative, in trenta giorni - per presentare osservazioni od effettuare il pagamento, dovendosi ritenere che l'omessa attivazione di tale contraddittorio endoprocedimentale comporti la nullità dell'iscrizione ipotecaria per violazione del diritto alla partecipazione al procedimento».

******

2) Indice TFR di gennaio 2017

Il TFR di gennaio a quota 0,34%. A gennaio il coefficiente di rivalutazione del trattamento di fine rapporto è 0,349327. L’indice dei prezzi al consumo calcolato dall’Istituto nazionale di statistica, con esclusione del prezzo dei tabacchi lavorati, è al valore di 100,6.

L'Istituto centrale di statistica ha reso noto che l’indice dei prezzi al consumo per il mese di gennaio 2017 è pari a 100,6 punti. L’incidenza percentuale della differenza rispetto all'indice in vigore al 31 dicembre 2016 è pari a 0,299103; il calcolo del coefficiente di rivalutazione si esegue sommando il 75% di tale valore con un tasso fisso dell’1,5% annuo, per cui si avrà un indice di rivalutazione del TFR pari a 0,349327.

******

3) Niente attività commerciali per le società tra professionisti

La STP deve potere esercitare attività solo professionali: i soci professionisti vanno quindi abilitati alle attività comprese nell’oggetto sociale.

Il CNDCEC, con il PO n. 11/2017, ha fornito alcuni chiarimenti in merito all’oggetto sociale delle società tra professionisti (STP) e, in particolare, sulla possibilità di costituire una STP adottando la forma di una società commerciale.

Come precisato dal Consiglio Nazionale, ai sensi dell’art. 10, comma 3 della L. 183/2011, le STP possono essere costituite, indifferentemente, utilizzando “i modelli societari regolati dai titoli V e VI del libro V del codice civile”.

Pertanto, si può ricorrere sia ai modelli personalistici – cioè società semplice, società in nome collettivo, società in accomandita semplice – sia a quelli capitalistici – quindi, società per azioni, società in accomandita per azioni, società a responsabilità limitata. A tali modelli, poi, si affianca anche quello relativo alle società cooperative.

All’adozione di un tipo societario consegue l’applicazione della relativa disciplina codicistica prevista, con gli adattamenti, però, stabiliti dalla normativa speciale contenuta nel citato art. 10 della L. 183/2011 e nel relativo decreto di attuazione di cui al DM 34/2013.

Incompatibilità per il socio della società di servizi con clienti terzi

L’incompatibilità può essere esclusa solo se il fatturato individuale prevale rispetto alla quota parte di fatturato della società allo stesso imputabile.

Viene quindi esclusa l’incompatibilità con l’iscrizione alla sezione A dell’Albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili per il socio accomandatario di una società di servizi, in cui l’iscritto ha un interesse economico prevalente ed eserciti il controllo della società, che abbia come unico cliente il professionista stesso. Se la società, invece, ha anche o solo clienti terzi, l’incompatibilità può essere esclusa solo se il fatturato individuale dell’iscritto prevale rispetto alla quota parte di fatturato della società di servizi allo stesso imputabile.

Il CNDCEC ha espresso tali considerazioni nel P.O. n. 25/2017, uno dei tanti sul tema dell’incompatibilità professionale pubblicati il 22 febbraio 2017. Gli altri riguardano la figura dell’agente in attività finanziaria, del consulente finanziario abilitato all’offerta fuori sede e del lavoratore subordinato a tempo pieno presso l’autorità portuale.

Altri PO del 22 febbraio 2017:

PRONTO ORDINI

22/02/2017: Oggetto sociale e svolgimento di attività commerciale (PO 11/2017)

22/02/2017: Composizione Consiglio di Disciplina (PO 07/2017)

22/02/2017: Agente in attività finanziaria (PO 333/2016)

22/02/2017: Socio accomandatario di un CED (PO 25/2017)

22/02/2017: Trasparenza ed anticorruzione -Adempimenti alla luce del D.lgs. 97/2016 (PO 362/2016)

22/02/2017: Consulente finanziario abilitato all’offerta fuori sede (PO 36/2017)

22/02/2017: Dipendente a tempo pieno presso Autorità portuale (PO 349/2016).

*******

4) Commercialisti: assegnate deleghe e nominati i membri del Comitato esecutivo

Nel corso della riunione del Consiglio nazionale, tenutasi il 22 febbraio 2017 a Roma, sono stati nominati anche i membri del Comitato esecutivo.

Sono state assegnate oggi le deleghe ai consiglieri nazionali dei commercialisti e sono stati nominati anche i membri del Comitato esecutivo.

Dopo la cerimonia di insediamento del CNDCEC presieduto da Massimo Miani, svoltasi la scorsa settimana presso il Ministero della Giustizia, e la nomina delle cariche di vertice e dei membri del Consiglio di disciplina, si va quindi completando il quadro delle funzioni spettanti ai singoli rappresentanti che potranno iniziare a lavorare ciascuno per la propria area di competenza. Queste le deleghe attribuite:

Revisione legale: Raffaele Marcello

Sistema di amministrazione e controllo: Raffaele Marcello e Massimo Scotton

Diritto societario: Massimo Scotton e Lorenzo Sirch

Procedure concorsuali e risanamento d’impresa: Andrea Foschi

Funzioni giudiziarie e metodi ADR: Valeria Giancola e Giuseppe Tedesco

No profit: Maurizio Postal

Finanza aziendale: Maurizio Giuseppe Grosso e Lorenzo Sirch

Fiscalità: Gilberto Gelosa e Maurizio Postal

Principi contabili e di valutazione: Raffaele Marcello e Andrea Foschi

Attività internazionale: Alessandro Solidoro

Università e tirocinio, Formazione: Sandro Santi

Politiche giovanili e di genere, Valorizzazione della professione: Marcella Galvani, Valeria Giancola e Andrea Foschi

Innovazione e organizzazione degli studi professionali: Maurizio Giuseppe Grosso

Deontologia: Giorgio Luchetta

Compensi ed onorari professionali: Giorgio Luchetta

Politiche comunitarie per lo sviluppo della professione: Marcella Galvani e Giuseppe Tedesco. Il presidente Massimo Miani terrà per sé le principali deleghe istituzionali (Rapporti con gli Ordini, Riforma dell’ordinamento professionale, Rapporti con le casse di previdenza) nonché quella all’Antiriciclaggio.

Nel corso della prossima riunione del Consiglio nazionale, inoltre, verranno assegnate le rimanenti deleghe, Economia degli enti locali ed Economia e fiscalità del lavoro, che nel frattempo verranno tenute sempre da Miani.

Il Consiglio nazionale ha individuato anche i sette componenti del Comitato esecutivo di cui, oltre al presidente, faranno parte il vicepresidente Davide Di Russo, il segretario Achille Coppola, il tesoriere Roberto Cunsolo insieme ai consiglieri Andrea Foschi, Raffaele Marcello e Sandro Santi.

Dopo l’attribuzione delle deleghe e la nomina dei membri del Comitato esecutivo – afferma Massimo Miani – siamo davvero pronti per realizzare il programma di mandato per costruire una professione seria, autorevole e competente. La rapidità dei mutamenti che agita il nostro tempo, infatti, impone di assumere tempestivamente e senza indugio scelte strategiche per il futuro della professione, sia rispondendo ai tanti problemi che affliggono la quotidianità dei nostri studi, sia pensando ad interventi di ampio respiro per aggiornare le nostre strutture istituzionali ai tempi che cambiano e lasciare alle future generazioni una realtà più solida ed efficiente”.

(Cndcec, comunicato 22-02-2017)

******

5) Bonus Sud: cumulo ampio

E’ caduto definitivamente il vincolo sulla cumulabilità del bonus investimenti con altre forme di incentivo, a valere sui medesimi beni agevolati.

Questo grazie all’approvazione definitiva del disegno di legge di conversione del Decreto legge per il Mezzogiorno (Dl 243/2016), avvenuta il 22 febbraio 2017 al Senato con 122 sì, 44 no e 50 astenuti.

Si tratta di una previsione ad ampio raggio che, come noto, comprende il cumulo anche con agevolazioni riconosciute a titolo de minimis.

La norma originaria, dettata dai commi 98 e seguenti dell’articolo 1 della Stabilità 2016, stabiliva espressamente che il bonus non poteva essere in nessun caso cumulato con altri aiuti di Stato, anche se rientranti nel regime de minimis, segnatamente ai medesimi costi ammissibili.

Nello specifico, il credito d’imposta matura in capo alle imprese richiedenti in funzione della loro dimensione, nel rispetto dei limiti e delle condizioni previste dalla Carta degli aiuti a finalità regionale.

Esso è, pertanto, pari al 20% della spesa ammissibile per le piccole imprese, al 15% per le medie imprese e al 10% per le grandi imprese. A questo punto, la misura concedibile del bonus assume una funzione molto importante. Difatti, la nuova disciplina del credito d'imposta, pur aprendo alla possibilità di cumulo, stabilisce comunque un tetto massimo alla fruizione congiunta di più agevolazioni sui medesimi beni, tetto fissato nel valore dell'intensità o dell'importo di aiuto più elevati consentiti dalle pertinenti discipline europee di riferimento. Nel caso delle zone di cui agli aiuti a norma dell'articolo 107, paragrafo 3, lettera a), del Tfue (Trattato sul funzionamento dell’Unione europea), essi sono stabiliti nel 45% per le piccole imprese, 35% per le medie e 25% per le grandi. Viceversa, per le aree di cui all'articolo 107, paragrafo 3, lettera a), del Tfue, essi sono stabiliti, rispettivamente, in misura pari al 30%, 20% e 10%.

******

6) Milleproroghe è Legge: bilanci basati sulla sostanza, basta con le formalità

Decreto sulle proroghe dei termini, approvato in via definitiva. Nella seduta del 23 febbraio 2017 la Camera, dopo aver esaminato gli ordini del giorno, ha approvato in via definitiva il disegno di legge, già approvato dal Senato: S. 2630 - Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 dicembre 2016, n. 244, recante proroga e definizione di termini. Proroga del termine per l’esercizio di deleghe legislative (C. 4304).

Scompare, a decorrere dal 2017, la comunicazione dei beni concessi in uso ai soci, gli spesometri diventano, sempre nel 2017, semestrali, il TUIR viene raccordato con le nuove norme sui bilanci, torna, anche se con alcune modifiche, il modello INTRASTAT: sono alcune delle novità introdotte dal decreto Milleproroghe (D.L. n. 244/2016) che diventano ufficiali dopo che la Camera dei Deputati ha approvato, in via definitiva, la conversione in legge.

Articolo 13-bis (Coordinamento della disciplina IRES e IRAP con le disposizioni di cui al decreto legislativo n. 139 del 2015)

L’articolo 13-bis, introdotto durante l’esame al Senato, estende le modalità di determinazione del reddito previste per i soggetti che adottano i principi contabili internazionali IAS/IFRS anche alle imprese che redigono il bilancio sulla base dei nuovi principi contabili nazionali redatti dall’Organismo italiano di contabilità (OIC), ad eccezione delle micro-imprese (comma 2, lettera a), n. 1), modificando l’articolo 83 del d.lgs. n. 917 del 1986, Testo unico delle imposte sui redditi, di seguito TUIR).

Si consente a tali soggetti il pieno riconoscimento della rappresentazione di bilancio fondata sul principio della prevalenza della sostanza sulla forma mediante la disattivazione delle regole di competenza fiscale (articolo 109, commi 1 e 2, TUIR, come previsto dall’articolo 2, comma 1, del decreto MEF 1 aprile 2009, n. 48, in materia di determinazione del reddito dei soggetti tenuti alla adozione dei principi contabili internazionali), ovvero delle ipotesi in cui la rappresentazione di bilancio per ragioni di ordine fiscale cede il passo alla gestione degli effetti fiscali sulla base della natura giuridica delle operazioni (come nelle fattispecie aventi ad oggetto titoli partecipativi recata dall’articolo 3 del predetto DM n. 48/2009) al fine di garantire l’applicazione di istituti fiscali quali l’esenzione delle plusvalenze e l’esclusione dei dividendi (comma 2, lettera a), n. 2), che aggiunge un nuovo comma 1-bis all’articolo 83 Tuir). A tal fine, ai soggetti che adottano in nuovi OIC si applicano le disposizioni contenute nei decreti di attuazione dell’articolo 1, comma 59 della legge n. 244 del 2007 e dell’articolo 4, comma 7-quater del decreto legislativo n. 38 del 2005 in materia di principi contabili internazionali.

Coerentemente con le modifiche apportate dalle norme in esame, viene prorogato (comma 1) di 15 giorni il termine per la presentazione delle dichiarazioni dei redditi e delle dichiarazioni IRAP in favore delle imprese interessate dalle novità contabili in commento, con riferimento al periodo di imposta nel quale vanno dichiarati i componenti reddituali e patrimoniali rilevati in bilancio, a decorrere dall'esercizio successivo a quello in corso al 31 dicembre 2015.

Sono quindi apportate alcune modifiche di coordinamento al TUIR: si prevede che, ai fini della determinazione del ROL (risultato operativo lordo, cioè la differenza tra il valore e i costi della produzione) non si tenga conto dei componenti positivi e negativi derivanti da operazioni di trasferimento di azienda (comma 2, lettera b)); si introduce un unico limite di deducibilità delle spese relative a più esercizi, costituito dalla quota delle stesse imputabile a ciascun esercizio, ad eccezione delle spese di rappresentanza (lettera c)); si consente il rispetto del principio di previa imputazione a conto economico dei componenti negativi anche ai soggetti che adottano i nuovi OIC, con riferimento a quei componenti di reddito che non transitano più al conto economico, pur se rilevati nello stato patrimoniale (lettera d)); si introduce la possibilità di fare riferimento, ai fini fiscali, a tassi di cambio alternativi rispetto a quelli della BCE, purché si tratti di quotazioni fornite da operatori indipendenti con idonee forme di pubblicità (lettera e)); si disciplina il trattamento fiscale della nuova contabilizzazione degli strumenti finanziari derivati, che sono iscritti a bilancio al valore di fair value (lettera f)).

I commi 3 e 4 intervengono sulle modalità di determinazione della base imponibile, anche a fini IRAP, escludendo i componenti positivi e negativi derivanti da trasferimenti di azienda.

Ai sensi dei commi 5 e 6 le nuove norme decorrono dall’esercizio successivo a quello in corso al 31 dicembre 2015, anche ai fini IRAP. E’ previsto un regime transitorio per i derivati diversi da quelli iscritti in bilancio con finalità di copertura, la cui valutazione assume rilievo ai fini della determinazione del reddito al momento del realizzo.

Il comma 7 reca alcune norme speciali finalizzate a garantire, ai fini fiscali (anche a fini IRAP), la cristallizzazione delle rettifiche operate in sede di prima applicazione dei nuovi OIC. Le nuove norme si applicano anche in caso di successivo aggiornamento dei principi contabili nazionali da parte dell’OIC (comma 8).

Il comma 9 prevede un regime transitorio per le spese “fiscalmente capitalizzate” dai soggetti che redigono il bilancio in base ai principi contabili internazionali (cd. IAS/IFRS Adopter), i quali possono mantenere il precedente regime fiscale.

Il comma 10 autorizza il Ministro dell’economia e delle finanze ad adottare disposizioni di coordinamento per la determinazione della base imponibile dell’IRES e dell’IRAP in caso di approvazione o aggiornamento dei principi contabili nazionali.

Il comma 11 demanda a un decreto del Ministro dell’economia e delle finanze la revisione delle disposizioni, recate dal citato DM 1 aprile 2009, n. 48 e dal DM 8 giugno 2011 (recante disposizioni di coordinamento tra i principi contabili internazionali e le regole di determinazione della base imponibile dell'IRES e del'IRAP) per la determinazione della base imponibile IRES e IRAP dei soggetti IAS/IFRS Adopter ora applicabili anche ai soggetti che adottano i nuovi OIC, nonché, al comma 11, delle disposizioni recate dal DM 14 marzo 2012 concernente l’attuazione della disciplina dell’Aiuto alla Crescita Economica (ACE).

I commi 12 e 13 recano la copertura finanziaria degli oneri derivanti dalle modifiche al regime di deducibilità delle spese relative a più esercizi (comma 2, lettera c)).

Ai sensi del comma 12 detto onere è valutato in 18 milioni di euro per l'anno 2017, in 4,1 milioni di euro per l'anno 2018, in 2,8 milioni di euro per l'anno 2019 e in 0,6 milioni di euro per l'anno 2020 e vi si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per interventi strutturali di politica economica – FISPE.

Il comma 13 imputa alle medesime misure di cui al comma 2, lettera c) effetti finanziari positivi dal 2021, incrementando dunque il suindicato FISPE di 1,7 milioni di euro nel medesimo anno.

Tra le altre novità più rilevanti:

- riapre al 30 aprile 2017 il termine per l’esercizio della scelta sul regime fiscale di favore applicabile ai lavoratori che rientrano in Italia (art. 6, D.Lgs. n. 147/2015);

- si dispone una proroga dei termini vigenti (dal 31 gennaio al 28 febbraio dell’anno successivo al sostenimento di spese veterinarie) per l’invio al Sistema tessera sanitaria (STS), da parte dei veterinari iscritti agli Albi professionali, dei dati relativi alle predette spese - in relazione ad animali da compagnia e destinati alla pratica sportiva - sostenute da persone fisiche a partire dal 1° gennaio 2016;

- si estende all’anno 2017 la detrazione dell’IVA pagata per l’acquisto di immobili a destinazione residenziale di classe energetica A o B da parte delle imprese costruttrici;

- si proroga al 31 dicembre 2017 il termine entro il quale continuano ad applicarsi alla produzione combinata di energia elettrica e calore gli specifici coefficienti necessari a individuare i quantitativi di combustibile che, impiegati nei predetti impianti, possano ritenersi utilizzati per la produzione di energia elettrica e che sono dunque soggetti ad accisa agevolata;

- si ripristinano fino al 31 dicembre 2017 gli obblighi di comunicazione dei dati relativi agli acquisti intracomunitari di beni ed alle prestazioni di servizio ricevute da soggetti stabiliti in altro Stato membro dell'Unione europea, previsti dall'art. 50, comma 6, D.L. n. 331/1993, nel testo vigente alla data del 24 ottobre 2016 (data di entrata in vigore del D.L. n. 193/2016);

- viene sostituita la normativa concernente gli obblighi di comunicazione relativi ad operazioni intracomunitarie, nel senso di snellire gli adempimenti e limitare detti obblighi agli acquisti intracomunitari e se ne regola l’applicazione nel tempo (gli effetti decorrono dal 1° gennaio 2018);

- viene abrogata la disciplina delle comunicazioni al fisco e dei controlli dell’Agenzia delle entrate, relative alla concessione di beni d’impresa in godimento ai soci (art. 2, commi 36-sexiesdecies e 36-septiesdecies D.L. n. 138/2011);

- si abroga, a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2016, l’articolo 8, comma 2, della legge n. 431/1998; tale norma subordina la facoltà di usufruire dell'abbattimento al 30% dell’imponibile derivante da contratti di affitto a canone concordato all’indicazione nella dichiarazione dei redditi, da parte del locatore, degli estremi di registrazione del contratto di locazione, nonché quelli della denuncia dell'immobile ai fini dell'applicazione dell'ICI;

- si estende fino al 31 dicembre 2017 l’esclusione dalla base imponibile IRPEF dei sussidi occasionali, delle erogazioni liberali o dei benefici di qualsiasi genere, concessi sia da parte dei datori di lavoro privati a favore dei lavoratori residenti nei comuni colpiti dagli eventi sismici del 2016 (elencati negli allegati del D.L. n. 189/ 2016), sia da parte dei datori di lavoro privati operanti nei predetti territori a favore dei propri lavoratori, anche non residenti nei predetti comuni;

- i fabbricati ubicati nelle zone colpite dal sisma del 20 e del 29 maggio 2012(terremoti che colpirono l'Emilia-Romagna e altre regioni), distrutti od oggetto di ordinanze sindacali di sgombero in quanto inagibili totalmente o parzialmente sono esenti da IMU, fino alla loro definitiva ricostruzione e agibilità o comunque entro il 31 dicembre 2017;

- vengono estese dal 2015 al 2019 alcune agevolazioni fiscali per le zone franche urbane Emilia;

- per il primo anno di applicazione la trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate dei dati di tutte le fatture emesse e ricevute (nuovo spesometro) è effettuata su base semestrale. Il temine per la comunicazione analitica dei dati delle fatture relative al primo semestre è prorogato dal 25 luglio al 16 settembre 2017. Per la comunicazione relativa al secondo semestre si prevede il termine del mese di febbraio 2018. Per quanto riguarda l’adempimento relativo alla comunicazione dei dati delle liquidazioni periodiche IVA (ai sensi dell’art. 21-bis del D.L. n. 78/2010) rimangono ferme le scadenze trimestrali, previste dalla norma vigente;

- slitta dal 1° marzo 2017 al 1° novembre 2017 l’avvio dell’applicazione sperimentale della lotteria nazionale legata agli scontrini limitatamente agli acquisti di beni o servizi, fuori dall'esercizio di attività d'impresa, arte o professione, effettuati da persone fisiche residenti in Italia mediante strumenti che consentano il pagamento con carta di debito e di credito.

(Camera, nota del 23-02-2017)

******

7) Modulo AP45: riconoscimento benefici per lavori particolarmente faticosi

E’ stato pubblicato il modulo AP45 di domanda per il riconoscimento dei benefici relativi allo svolgimento di lavori particolarmente faticosi e pesanti in favore dei soggetti che perfezionano i prescritti requisiti entro il 31 dicembre 2018.

A tal proposito l’INPS, con il messaggio n. 794 del 23 febbraio 2017, afferma che con effetto dal 1° gennaio 2017, l’articolo 1, comma 206, lettera d), della legge n. 232 del 2016 ha modificato l’articolo 2, comma 1, del decreto legislativo n. 67 del 2011 prevedendo che, ai fini dell'accesso al beneficio in parola, il lavoratore deve trasmettere la relativa domanda e la necessaria documentazione entro il:

- 1° marzo 2017, qualora perfezioni i prescritti requisiti entro il 31 dicembre 2017;

- 1° maggio 2017, qualora perfezioni i prescritti requisiti dal 1° gennaio al 31 dicembre 2018.

Al riguardo l’istituto ricorda che, come previsto dal comma 4 del citato articolo 2, la presentazione della domanda di riconoscimento del beneficio oltre i termini di cui sopra comporta, in caso di accertamento positivo dei requisiti, il differimento della decorrenza del trattamento pensionistico anticipato pari a:

a) un mese, per un ritardo della presentazione inferiore o pari ad un mese;

b) due mesi, per un ritardo della presentazione superiore ad un mese ed inferiore a tre mesi;

c) tre mesi per un ritardo della presentazione pari o superiore a tre mesi.

La domanda di certificazione per il riconoscimento del beneficio e la relativa documentazione, devono essere presentate alla competente struttura territoriale dell’Istituto utilizzando la procedura telematica a disposizione dei cittadini o degli enti di patronato, fermo restando la possibilità di utilizzare il modulo AP45 reperibile sul sito internet www.inps.it nella sezione moduli.

Con successiva circolare saranno diramate le istruzioni operative per l’applicazione del decreto legislativo n. 67 del 2011, come modificato dall’articolo 1, commi da 206 a 208, della legge n. 232 del 2016, ai sensi del quale, dal 1° gennaio 2017, gli addetti alle lavorazioni particolarmente faticose e pesanti per almeno sette anni negli ultimi dieci di attività lavorativa, ovvero, per almeno metà della vita lavorativa complessiva, possono conseguire il trattamento pensionistico anticipato senza dover attendere l’apertura della c.d. finestra mobile dal perfezionamento dei requisiti pensionistici ai quali, in via transitoria, non si applicano gli adeguamenti alla speranza di vita previsti per gli anni dal 2019 al 2025.

(INPS, messaggio n. 794 del 23 febbraio 2017)

******

8) Come applicare il contratto di rent to buy alle attività commerciali

Il Notariato presenta il rent to buy di azienda: Applicare il contratto di rent to buy alle attività commerciali. L’innovativa formula contrattuale di rent to buy di azienda è stata presentata dal Notariato come risultato di una ricerca promossa dalla Fondazione Italiana del Notariato, in collaborazione con l’Ente Cassa di Risparmio di Firenze e dal Dipartimento di scienze giuridiche dell’Università di Firenze, con l’obiettivo di proporre il modello del rent to buy, regolamentato dal legislatore nel 2014 per il settore immobiliare, anche al trasferimento di azienda.

Il rent to buy di azienda consentirebbe attraverso il collegamento tra due contratti (in genere affitto di azienda e preliminare di cessione di azienda) di entrare subito nel godimento dei beni dell’azienda, inizialmente in affitto con pagamento di un canone periodico (fase “rent”), e successivamente diventarne proprietari (fase “buy”) in un periodo di tempo prefissato attraverso l’acquisto vero e proprio e il pagamento del relativo prezzo, dal quale vengono scomputati, in tutto o in parte, i canoni pagati in precedenza.

Vantaggi per chi compra:

si ottiene il godimento dei beni dell’azienda senza corrispondere fin da subito l’intero prezzo;

si ottiene più facilmente un finanziamento al momento dell’acquisto per il minor importo del prezzo ancora dovuto, in considerazione di quanto anticipato con i canoni.

Per chi vende:

si facilita l’alienazione dei beni che altrimenti potrebbero restare privi di acquirenti;

si consegue un immediato introito finanziario;

si alleggeriscono i costi di gestione, che possono essere addebitati al detentore.

L’operazione, dunque, presenta una serie di profili interessanti sia per le imprese sia per gli istituti finanziatori: la creazione per l’acquirente di uno “storico creditizio”; l’accantonamento di parte di quanto versato per l’affitto d’azienda come acconto prezzo; la possibilità di accantonare ulteriore liquidità con il proprio lavoro per l’acquisto finale; la posticipazione di tutti i costi e le imposte; la possibilità di vendere la propria azienda cedendo i contratti.

Per scaricare lo studio:

http://elibrary.fondazionenotariato.it/indice.asp?pub=54&mn=3

******

9) Novità in tema di iperammortamento

Conversione in legge del d.l. n. 243/2016: Ecco le novità in tema di iperammortamento spiegate da Assonime con la nota del 23/02/2017.

La legge di conversione del d.l. 243/2016, definitivamente approvata ieri e in corso di pubblicazione, introduce importanti innovazioni in merito all’agevolazione di cui all’art. 1, commi 8-13, della l. n. 232/2016, meglio conosciuta come ipermmortamento.

L’agevolazione si sostanzia:

- in una maggiorazione del 150% degli ammortamenti relativi ai beni materiali “funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese secondo il modello Industria 4.0” di cui all’allegato A della l. n. 232/2016;

- in una maggiorazione del 40% degli ammortamenti relativi ai beni immateriali inclusi nell’allegato B della l. n. 232/2016 a condizione di aver effettuato investimenti agevolati di cui al punto precedente.

Il d.l. 243/2016, quale risultante in seguito alle modifiche apportate in sede di conversione, interviene su alcuni aspetti.

In primo luogo interviene sul regime degli oneri documentali previsto dall’art. 1, comma 11, della l. n. 232/2016 per dimostrare che i beni acquisisti dell’impresa rientrano nel novero di quelli indicati dai citati allegati A e B. Con particolare riferimento ai beni aventi un costo di acquisizione superiore a 500,000 euro, infatti, viene precisato che, al fine di dimostrare, che “il bene possiede caratteristiche tecniche tali da includerlo negli elenchi di cui all’allegato A o all’allegato B annessi alla presente legge ed è interconnesso al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura”, in alternativa alla perizia giurata i contribuenti possono produrre “un attestato di conformità rilasciato da un ente di certificazione accreditato”.

In secondo luogo il d.l. 243/2016 apporta modifiche anche al novero (e alle caratteristiche) dei beni individuati dai citati allegati A e B. In particolare:

- all’allegato A, sezione “Beni strumentali il cui funzionamento è controllato da sistemi computerizzati o gestito tramite opportuni sensori e azionamenti”, sostituisce la voce: “macchine utensili e impianti per la realizzazione di prodotti mediante la trasformazione dei materiali e delle materie prime” con la seguente: “macchine e impianti per la realizzazione di prodotti mediante la trasformazione dei materiali e delle materie prime”. Come si legge nella nota di lettura n. 162 del “servizio del bilancio del Senato”, “La modifica è volta a correggere un errore ed evitare incertezze applicative. Le macchine cui fa riferimento la voce […] sono macchine aventi lo scopo di operare sui materiali con l’impiego di appropriati utensili. Non si tratta quindi tecnicamente di "macchine utensili";

- qualifica i "dispositivi, strumentazione e componentistica intelligente per l’integrazione, la sensorizzazione e/o l’interconnessione e il controllo automatico dei processi utilizzati anche nell’ammodernamento o nel revamping dei sistemi di produzione esistenti" – prima inclusi nel novero delle caratteristiche “aggiuntive” che i beni di cui all’allegato A dovevano possedere per poter essere considerati beni agevolati – quali beni autonomamente agevolati a titolo di “beni funzionali alla trasformazione tecnologica e/o digitale delle imprese in chiave industria 4.0”.

- elimina dal novero delle caratteristiche “aggiuntive” che “i beni strumentali il cui funzionamento è controllato da sistemi computerizzati o gestito tramite opportuni sensori e azionamenti” devono possedere, quella relativa alla dotazione “di filtri e sistemi di trattamento e recupero di acqua, aria, olio, sostanze chimiche e organiche, polveri con sistemi di segnalazione dell’efficienza filtrante e della presenza di anomalie o sostanze aliene al processo o pericolose, integrate con il sistema di fabbrica e in grado di avvisare gli operatori e/o di fermare le attività di macchine e impianti”. A regime dunque, i citati beni devono essere dotati di “almeno due tra le seguenti caratteristiche per renderle assimilabili o integrabili a sistemi cyber fisici: 1. sistemi di tele manutenzione e/o telediagnosi e/o controllo in remoto; 2. monitoraggio continuo delle condizioni di lavoro e dei parametri di processo mediante opportuni set di sensori e adattività alle derive di processo; 3. caratteristiche di integrazione tra macchina fisica e/o impianto con la modellizzazione e/o la simulazione del proprio comportamento nello svolgimento del processo (sistema cyberfisico), dispositivi, strumentazione e componentistica intelligente per l’integrazione, la sensorizzazione e/o l’interconnessione e il controllo automatico dei processi utilizzati anche nell’ammodernamento o nel revamping dei sistemi di produzione esistenti.

******

10) Stop a nuove leggi fiscali improvvisate, arriva una nuova visione del commercialista

Contro una legiferazione fiscale non programmata: verso la nuova visione del commercialista.

Si è svolto ieri (23 febbraio 2017) a Palermo, presso l’hotel San Paolo Palace, il convegno nazionale dei commercialisti organizzato dalle note sigle sindacali e patrocinato dal Ordine dei commercialisti di Palermo, oltre che dal Consiglio nazionale.

Ecco di seguito gli argomenti, più di rilievo, che sono stati trattati:

Sciopero dei commercialisti, la revoca è un «segno di responsabilità»

Un «segno di responsabilità». Così i Presidenti delle sette sigle sindacali ADC, ANC, ANDOC, UNAGRACO, UNGDCEC, UNICO che avevano indetto il primo sciopero dei commercialisti, hanno commentato la marcia indietro che ha portato alla revoca dello stesso. La revoca «non significa “resa” ma “esercizio di fiducia” nei confronti dei nostri interlocutori. Tale decisione non è stata presa “a cuor leggero” e non può, strumentalmente, essere utilizzata per asserire che, con essa, sia stata “gettata la spugna”», ha commentato il Presidente di UNICO.

Le riunioni con il Governo, a detta degli stessi propositori «mai così frequenti nella storia della categoria» come in questi giorni, hanno portato ad alcuni risultati concreti: «la possibilità di presentazione del modello F24 in forma cartacea, senza compensazioni, per tutti i soggetti non titolari di partita IVA; l’eliminazione delle dichiarazioni Black list per il 2016; l’eliminazione della comunicazione dei beni ai soci; la possibilità di presentare le dichiarazioni integrative a favore allineate con la presentazione delle integrative a sfavore; la forte riduzione delle sanzioni per gli errori e le omissioni relative agli adempimenti di spesometro e comunicazioni IVA; l’invio semestrale per l’anno 2017 dello spesometro; l’adeguamento della normativa fiscale a quella per la redazione dei bilanci; l’eliminazione degli estremi dei contratti di locazione dai modelli dichiarativi».

I sindacati hanno anche richiesto il riconoscimento della categoria, un intervento urgente sull’antiriciclaggio, è stata ottenuta la promessa di correzioni di norme fiscali inutilmente disagevoli. «Revocare lo sciopero è il segno della nostra responsabilità dimostrata al mondo della politica, alle istituzioni che governano la nostra categoria ed ai contribuenti».

Nuova figura del commercialista

Il CNDCEC, secondo il neo Presidente Miani, punta alla modifica dell’ordinamento professionale, al centro le specializzazioni.

Il nuovo corso parte da una riforma complessiva della professione che passi soprattutto dalla valorizzazione delle specializzazioni. “A breve, come è trapelato, apriremo un tavolo al ministero della Giustizia per la modifica del nostro ordinamento e l’introduzione delle specializzazioni professionali”.

I punti da attuare:

- riforma dell’ordinamento e riorganizzazione della struttura del Consiglio nazionale;

- rafforzamento dei contenuti specifici della Professione;

- miglioramento dei servizi agli Ordini e agli Iscritti;

- sviluppo e tutela della Professione.

Per questo, archiviata la fase emergenziale della trattativa sullo sciopero definitivamente revocato, adesso il Consiglio nazionale commercialisti ora guidato da Miani partirà alla realizzazione dei punti in programma, incominciando proprio dal tavolo alla Giustizia per puntellare l’organizzazione della professione. L’idea è quella di modificare la legge che sancisce la nascita dell’Ordine dei commercialisti per contrastare la proliferazione di albi, quello dei commercialisti e dei revisori contabili, registri ed elenchi che “mirano a includere soggetti che esercitano funzioni che già sono ricomprese nelle competenze proprie della nostra Professione (esecuzioni immobiliari, revisori legali, amministratori giudiziari, revisori enti locali, curatori fallimentari, esperti valutatori)”.

L’obiettivo è la difesa del sistema ordinistico, visto come il solo in grado di assicurare le garanzie deontologiche legate ai percorsi formativi, agli obblighi di aggiornamento e alla vigilanza ministeriale. Insomma, tutto per proiettarsi verso il futuro, provando a immaginare, come ha recentemente ricordato anche il viceministro dell’Economia Luigi Casero, quale possa essere il ruolo del commercialista nel 2020-2025. Secondo Miani, per evitare che il processo venga subito dalla categoria e per favorire – al contrario – politiche incisive in grado di anticipare quelli che saranno i cambiamenti irrevocabili, occorre puntare “decisamente al riconoscimento e alla valorizzazione delle specializzazioni”. La consapevolezza dell’allargamento delle aree di intervento dei professionisti dei conti – dai rapporti con i privati cittadini a quelli con le imprese, con enti pubblici e istituzioni, fino alla tutela dell’interesse pubblico – spinge il Consiglio, come emerge dalla linee programmatiche, ad ampliare le competenze dei propri iscritti per permettere di “accogliere le opportunità offerte da potenziali nuove aree di attività”.

Per farlo, si deve investire sulle scuole di alta formazione, sulle specializzazioni e sull’aggiornamento professionale.

Vincenzo D’Andò