Diario quotidiano del 23 febbraio 2017: IVA e nuovo modello di dichiarazione d’intento

Pubblicato il 23 febbraio 2017



1) Appalti pubblici monitorati dalla GdF
2) Importi massimi degli ammortizzatori sociali per l’anno 2017
3) Sospensione delle ritenute IRPEF a seguito degli eventi sismici
4) Contributi a fondo perduto per l'artigianato digitale
5) Si va verso la sospensione del servizio di compilazione delle pratiche Isee?
6) E’ valida la cartella di pagamento notificata da Equitalia con raccomandata
7) IVA: nuovo modello di dichiarazione d’intento, circolare Assonime
8) Inflazione: indice Istat al 1%
9) Fondo di previdenza del clero: aggiornato il contributo a carico degli iscritti
10) Come tassare i decreti ingiuntivi emessi a favore del fideiussore
penna oca1) Appalti pubblici monitorati dalla GdF 2) Importi massimi degli ammortizzatori sociali per l’anno 2017 3) Sospensione delle ritenute IRPEF a seguito degli eventi sismici 4) Contributi a fondo perduto per l'artigianato digitale 5) Si va verso la sospensione del servizio di compilazione delle pratiche Isee ? 6) E’ valida la cartella di pagamento notificata da Equitalia con raccomandata 7) IVA: nuovo modello di dichiarazione d’intento, circolare Assonime 8) Inflazione: indice Istat al 1% 9) Fondo di previdenza del clero: aggiornato il contributo a carico degli iscritti 10) Come tassare i decreti ingiuntivi emessi a favore del fideiussore

****

1) Appalti pubblici monitorati dalla GdF

Arriva la mappa dei rischi sugli appalti pubblici. Dal 1° marzo al 10 settembre, in via sperimentale, in quattro regioni (Calabria, Puglia, Sicilia, Campania) dovrebbe partire l’applicativo Mo.Co.P. (monitoraggio contratti pubblici) messo a punto dalla Guardia di Finanza per sorvegliare i contratti pubblici. La banca dati è il frutto del progetto di collaborazione con l’Autorità nazionale anticorruzione (Anac).

Il sistema, secondo quanto riporterebbe una circolare della GdF del 20 febbraio 2017, sarà utilizzato in un primo periodo in fase sperimentale nelle suddette quattro regioni. Si tratterebbe, quindi, di una piattaforma informatica con l’obiettivo di concentrare e rendere consultabili gli appalti aggiudicati dalle diverse stazioni appaltanti pubbliche e in questo modo sviluppare le analisi di rischio e di contesto. Confluiranno in questa nuova piattaforma, tra l’altro, dati dell’anagrafe tributaria, di Infocamere, della Banca dati nazionale dei contratti pubblici.

******

2) Importi massimi degli ammortizzatori sociali per l’anno 2017

L’Inps, con la circolare n. 36 del 21 febbraio 2017, ha comunicato la misura, in vigore dal 1° gennaio 2017, degli importi massimi dei trattamenti di integrazione salariale, dell’assegno ordinario e dell’assegno emergenziale per il Fondo del Credito, dell’assegno emergenziale per il Fondo del Credito Cooperativo, dell’indennità di disoccupazione NASpI, dell’indennità di disoccupazione agricola– nonché la misura dell’importo mensile dell’assegno per le attività socialmente utili.

Inoltre, la circolare ha fornito precisazioni sull’indennità di mobilità ordinaria e i trattamenti di disoccupazione speciale edile.

Trattamenti di integrazione salariale

Si riportano gli importi massimi mensili – già indicati nella circolare n. 48 del 14/3/2016 – dei trattamenti di integrazione salariale di cui al citato art. 3, comma 5, del decreto legislativo n. 148/15, la retribuzione lorda mensile, maggiorata dei ratei relativi alle mensilità aggiuntive, oltre la quale è possibile attribuire il massimale più alto.

Gli importi sono indicati, rispettivamente, al lordo ed al netto della riduzione prevista dall’art. 26 della legge 28 febbraio 1986, n. 41, che attualmente è pari al 5,84%:

Trattamenti di integrazione salariale

Retribuzione (euro)

Tetto

Importo lordo (euro)

Importo netto (euro)

Inferiore o uguale a 2.102,24

Basso

971,71

914,96

Superiore a 2.102,24

Alto

1.167,91

1.099,70

Si sottolinea inoltre che, in base al combinato disposto dell’art. 3 e del comma 1, lett. I e M, dell’art. 46 (abrogazione art. 1 L. 863/84 e art. 13 L. 223/91), per le integrazioni salariali relative a contratti di solidarietà, il trattamento ammonterà all’80% della retribuzione globale che sarebbe spettata al lavoratore per le ore di lavoro non prestate con il limite dei massimali che, quindi, si applicheranno anche ai trattamenti relativi ai contratti di solidarietà sottoposti alla nuova disciplina del D.Lgs. n. 148/2015.

Detti importi massimi devono essere incrementati, in relazione a quanto disposto dall’art. 2, comma 17, della legge 28 dicembre 1995, n. 549, nella misura ulteriore del 20 per cento per i trattamenti di integrazione salariale concessi in favore delle imprese del settore edile e lapideo per intemperie stagionali.

Trattamenti di integrazione salariale – settore edile (intemperie stagionali)

Retribuzione (euro)

Tetto

Importo lordo (euro)

Importo netto (euro)

Inferiore o uguale a 2.102,24

Basso

1.166,05

1.097,95

Superiore a 2.102,24

Alto

1.401,49

1.319,64

La previsione degli importi massimi delle prestazioni, di cui all’art.3 comma 5, del Decreto Legislativo n. 148/15, non si applica ai trattamenti concessi per le intemperie stagionali nel settore agricolo, stante quanto disposto dall’art. 18, comma 2, del già richiamato Decreto Legislativo.

Fondo credito

a) Assegno ordinario

Si riportano i massimali mensili previsti dall’art. 10, co.2 del D.I. n. 83486/2014, per l’assegno ordinario, aggiornati per l’anno 2017 nonché le retribuzioni mensili di riferimento per l’applicazione degli stessi:

Massimali assegno ordinario

Retribuzione mensile lorda (euro)

Massimale (euro)

Inferiore a 2.126,33

1.154,85

Compresa tra 2.126,33 – 3.361,21

1.331,11

Superiore a 3.361,21

1.681,62

b) Assegno emergenziale

Si riportano i massimali mensili, previsti dall’art 12, co 3 del D.I. n. 83486/2014, per l’assegno emergenziale aggiornati per l’anno 2017, nonché le retribuzioni mensili di riferimento per l’applicazione degli stessi.

L’importo indicato in prima fascia, calcolato sull’80 per cento della retribuzione lorda mensile, è indicato al lordo e al netto della riduzione prevista dall’articolo 26 della legge 28 febbraio 1986, n. 41, che attualmente è pari al 5,84 per cento. Stante il disposto normativo di cui all’art. 12, comma 3, lett. a), tale riduzione è comunque applicabile esclusivamente nell’eventualità in cui la prestazione in pagamento risulti pari o superiore all’80 per cento della retribuzione teorica indicata dall’azienda nel flusso Uniemens:

Massimali assegno emergenziale

Retribuzione tabellare annua lorda (euro)

Importo al lordo della riduzione 5,84 (art. 26, L. 41/1986) (euro)

Importo al netto della riduzione 5,84 (art. 26, L. 41/1986) (euro)

Inferiore a 40.720,45

2.378,58

2.239,67

Compresa tra 40.720,45 – 53.578,73

2.679,45

Superiore a 53.578,73

3.750,21

Fondo credito cooperativo

a) Assegno emergenziale

Si riportano i massimali mensili previsti all’art 12, co 3 del D.I. n. 82761/2014, per l’assegno emergenziale aggiornati per l’anno 2017, nonché le retribuzioni mensili di riferimento per l’applicazione degli stessi.

L’importo indicato in prima fascia, calcolato sull’80 per cento della retribuzione lorda mensile, è indicato al lordo e al netto della riduzione prevista dall’articolo 26 della legge 28 febbraio 1986, n. 41, che attualmente è pari al 5,84 per cento. Tale riduzione è comunque applicabile esclusivamente nell’eventualità in cui la prestazione in pagamento risulti pari o superiore all’80 per cento della retribuzione teorica indicata dall’azienda nel flusso Uniemens:

Massimali assegno emergenziale Fondo del credito cooperativo

Retribuzione tabellare annua lorda (euro)

Importo al lordo della riduzione 5,84 (art. 26, L. 41/1986) (euro)

Importo al netto della riduzione 5,84 (art. 26, L. 41/1986) (euro)

Inferiore a 38.494,84

2.281,32

2.148,09

Quota compresa tra 38.494,84 – 53.690,17

3.068,44

Quota superiore a 53.690,17

3.568,87

Indennità di disoccupazione NASpI

Non essendo intervenute modifiche normative, ai sensi e per gli effetti dell’art. 4, comma 2, del decreto legislativo 4 marzo 2015 n. 22, la retribuzione da prendere a riferimento per il calcolo delle indennità di disoccupazione NASpI è pari, secondo i criteri già indicati nella circolare n. 94 del 12/05/2015, ad euro 1.195 per il 2017.

Analogamente, l’importo massimo mensile di detta indennità, per la quale non opera la riduzione di cui all’art. 26 della legge n. 41 del 1986, non può in ogni caso superare, per il 2017, euro 1.300.

Indennità di disoccupazione agricola

Per quanto riguarda l’indennità di disoccupazione ordinaria agricola con requisiti normali, da liquidare nell’anno 2017 con riferimento ai periodi di attività svolti nel corso dell’anno 2016, trovano applicazione, in ossequio al principio della competenza, gli importi massimi stabiliti per tale ultimo anno.

Pertanto tali importi sono pari a quelli indicati nella circolare n. 48 del 14 marzo 2016 con riferimento ai trattamenti di integrazione salariale, vale a dire ad euro 1.167,91 (per ciò che riguarda il massimale più alto) e ad euro 971,71 (quanto al massimale più basso).

Assegno per attività socialmente utili

L’importo mensile dell’assegno spettante ai lavoratori che svolgono attività socialmente utili è pari, dal 1° gennaio 2017, ad euro 580,14. Anche a tale prestazione non si applica la riduzione di cui all’art. 26 della legge n. 41/86.

Precisazioni sull’indennità di mobilità ordinaria

Si ricorda che l’articolo 2, comma 71 della legge 28 giugno 2012 n. 92 ha disposto l’abrogazione, a decorrere dal 1 gennaio 2017, degli articoli da 6 a 9 della legge 23 luglio 1991 n. 223 che disciplinano la lista di mobilità, l’indennità di mobilità, il collocamento dei lavoratori in mobilità e la cancellazione del lavoratore dalle liste di mobilità.

Di conseguenza, i lavoratori oggetto di licenziamento collettivo licenziati a far data dal 31 dicembre 2016 non potranno più essere collocati in mobilità ordinaria, in quanto l’iscrizione nelle liste decorre dal 1° gennaio 2017, giorno successivo alla data di licenziamento.

Le procedure informatiche sono state aggiornate al fine di inibire la presentazione di domande telematiche con data di licenziamento successiva al 30 dicembre 2016.

Precisazioni sui trattamenti speciali di disoccupazione per l’edilizia

Si premette che il trattamento speciale di cui all’articolo 3, commi 3 e 4, del decreto legge 16 maggio 1994, n. 299, convertito con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1994 n. 451, è stato abrogato con decorrenza dal 1 gennaio 2017, ai sensi dell’articolo 2, comma 71, lettera f) della legge 28 giugno 2012 n. 92. Lo stesso art. 2 comma 71 ha disposto, alla lettera g), l’abrogazione, dal 1 gennaio 2017, del trattamento speciale dell’edilizia di cui agli articoli da 9 a 19 della legge 6 agosto 1975, n. 427. Infine, l’art. 2, comma 71, lett. c) della legge 28 giugno 2012 n. 92, ha abrogato il trattamento speciale per l’edilizia ex articolo 11, comma 2 della legge n. 223 del 1991.

Le procedure informatiche sono state aggiornate al fine di inibire la presentazione di domande telematiche con data di licenziamento successiva al 30 dicembre 2016.

******

3) Sospensione delle ritenute IRPEF a seguito degli eventi sismici

L’Inps ha pubblicato il messaggio n. 767 del 21 febbraio 2017, recante la “Sospensione delle ritenute IRPEF a seguito degli eventi sismici a far data dal 24 agosto 2016 – Decreto legge 17 ottobre 2016 n.189, convertito nella legge 15 dicembre 2016, n. 229, come modificato dal decreto legge 9 febbraio 2017, n. 8”.

La legge 15 dicembre 2016, n. 229 di conversione del decreto legge 17 ottobre 2016, n. 189 all’articolo 48, concernente “Proroga e sospensione di termini in materia di adempimenti e versamenti tributari e contributivi, nonché sospensione di termini amministrativi”, ha introdotto i seguenti commi 1-bis e 1-ter:

1-bis. I sostituti d'imposta, ovunque fiscalmente domiciliati nei Comuni di cui agli allegati 1 e 2, a richiesta degli interessati, non devono operare le ritenute alla fonte a decorrere dal 1° gennaio 2017 e fino al 30 settembre 2017. La sospensione dei pagamenti delle imposte sui redditi mediante ritenuta alla fonte si applica per le ritenute operate ai sensi degli articoli 23, 24 e 29 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600.

1-ter. Nei Comuni di Teramo, Rieti, Ascoli Piceno, Macerata, Fabriano e Spoleto, le disposizioni di cui al comma 1-bis si applicano limitatamente ai singoli soggetti danneggiati ai sensi dell'articolo 1, comma 1, del presente decreto.

Successivamente con decreto legge 9 febbraio 2017, n. 8 il predetto comma 1-bis dell’art. 48 è stato testualmente modificato secondo la seguente formulazione: I sostituti d'imposta, indipendentemente dal domicilio fiscale, a richiesta degli interessati residenti nei comuni di cui agli allegati 1 e 2, non devono operare le ritenute alla fonte a decorrere dal 1° gennaio 2017 fino al 30 novembre 2017. La sospensione dei pagamenti delle imposte sui redditi, effettuata mediante ritenuta alla fonte, si applica alle ritenute operate ai sensi degli articoli 23, 24 e 29 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600 e successive modificazioni. Non si fa luogo a rimborso di quanto già versato.

Lo stesso decreto legge n. 8/2017 ha peraltro novellato il comma 11 dell’art. 48, secondo il quale La ripresa della riscossione dei tributi non versati per effetto delle sospensioni, disposte dal citato decreto ministeriale 1º settembre 2016 e dai commi 1-bis, 10 e 10-bis, avviene entro il 16 dicembre 2017 senza applicazione di sanzioni e interessi.

Le istanze

La sospensione delle predette ritenute alla fonte, per il periodo dal 1 gennaio 2017 al 30 novembre 2017, è applicabile a tutti i soggetti sostituiti dall’INPS che con apposita istanza dichiarino di trovarsi in una delle seguenti situazioni:

di avere avuto, alla data del 24 agosto 2016, la residenza nel territorio di uno dei seguenti Comuni colpiti dal sisma di cui all’allegato 1 dell’art. 1 del predetto Decreto Legge n. 189/2016. REGIONE ABRUZZO. Area Alto Aterno - Gran Sasso Laga: 1. Campotosto (AQ); 2. Capitignano (AQ); 3. Montereale (AQ); 4. Rocca Santa Maria (TE); 5. Valle Castellana (TE); 6. Cortino (TE); 7. Crognaleto (TE); 8. Montorio al Vomano (TE). REGIONE LAZIO. Sub ambito territoriale Monti Reatini: 9. Accumoli (RI); 10. Amatrice (RI); 11. Antrodoco (RI); 12. Borbona (RI); 13. Borgo Velino (RI); 14. Castel Sant'Angelo (RI); 15. Cittareale (RI); 16. Leonessa (RI); 17. Micigliano (RI); 18. Posta (RI). REGIONE MARCHE. Sub ambito territoriale Ascoli Piceno-Fermo: 19. Amandola (FM); 20. Acquasanta Terme (AP); 21. Arquata del Tronto (AP); 22. Comunanza (AP); 23. Cossignano (AP); 24. Force (AP); 25. Montalto delle Marche (AP); 26. Montedinove (AP); 27. Montefortino (FM); 28. Montegallo (AP); 29. Montemonaco (AP); 30. Palmiano (AP); 31. Roccafluvione (AP); 32. Rotella (AP); 33. Venarotta (AP). Sub ambito territoriale Nuovo Maceratese: 34. Acquacanina (MC); 35. Bolognola (MC); 36. Castelsantangelo sul Nera (MC); 37. Cessapalombo (MC); 38. Fiastra (MC); 39. Fiordimonte (MC); 40. Gualdo (MC); 41. Penna San Giovanni (MC); 42. Pievebovigliana (MC); 43. Pieve Torina (MC); 44. San Ginesio (MC); 45. Sant'Angelo in Pontano (MC); 46. Sarnano (MC); 47. Ussita (MC); 48. Visso (MC). REGIONE UMBRIA. Area Val Nerina: 49. Arrone (TR); 50. Cascia (PG); 51. Cerreto di Spoleto (PG); 52. Ferentillo (TR); 53. Montefranco (TR); 54. Monteleone di Spoleto (PG); 55. Norcia (PG); 56. Poggiodomo (PG); 57. Polino (TR); 58. Preci (PG); 59. Sant'Anatolia di Narco (PG); 60. Scheggino (PG); 61. Sellano (PG); 62. Vallo di Nera (PG). di avere avuto, alla data del 26 e del 30 ottobre 2016, la residenza nel territorio di uno dei seguenti Comuni colpiti dal sisma di cui all’allegato 2 del predetto Decreto Legge n. 189/2016: REGIONE ABRUZZO: 1. Campli (TE); 2. Castelli (TE); 3. Civitella del Tronto (TE); 4. Torricella Sicura (TE); 5. Tossicia (TE); 6. Teramo. REGIONE LAZIO: 7. Cantalice (RI); 8. Cittaducale (RI); 9. Poggio Bustone (RI); 10. Rieti; 11. Rivodutri (RI). REGIONE MARCHE: 12. Apiro (MC); 13. Appignano del Tronto (AP); 14. Ascoli Piceno; 15. Belforte del Chienti (MC); 16. Belmonte Piceno (FM); 17. Caldarola (MC); 18. Camerino (MC); 19. Camporotondo di Fiastrone (MC); 20. Castel di Lama (AP); 21. Castelraimondo (MC); 22. Castignano (AP); 23. Castorano (AP); 24. Cerreto D'esi (AN); 25. Cingoli (MC); 26. Colli del Tronto (AP); 27. Colmurano (MC); 28. Corridonia (MC); 29. Esanatoglia (MC); 30. Fabriano (AN); 31. Falerone (FM); 32. Fiuminata (MC); 33. Folignano (AP); 34. Gagliole (MC); 35. Loro Piceno (MC); 36. Macerata; 37. Maltignano (AP); 38. Massa Fermana (FM); 39. Matelica (MC); 40. Mogliano (MC); 41. Monsapietro Morico (FM); 42. Montappone (FM); 43. Monte Rinaldo (FM); 44. Monte San Martino (MC); 45. Monte Vidon Corrado (FM); 46. Montecavallo (MC); 47. Montefalcone Appennino (FM); 48. Montegiorgio (FM); 49. Monteleone (FM); 50. Montelparo (FM); 51. Muccia (MC); 52. Offida (AP); 53. Ortezzano (FM); 54. Petriolo (MC); 55. Pioraco (MC); 56. Poggio San Vicino (MC); 57. Pollenza (MC); 58. Ripe San Ginesio (MC); 59. San Severino Marche (MC); 60. Santa Vittoria in Matenano (FM); 61. Sefro (MC); 62. Serrapetrona (MC); 63. Serravalle del Chienti (MC); 64. Servigliano (FM); 65. Smerillo (FM); 66. Tolentino (MC); 67. Treia (MC); 68. Urbisaglia (MC). REGIONE UMBRIA: 69. Spoleto (PG). di avere avuto, a far data dal 24 agosto 2016, la residenza nel territorio di uno dei seguenti Comuni: Teramo, Rieti, Ascoli Piceno, Macerata, Fabriano e Spoleto e di aver subito a causa degli eventi sismici ivi verificatisi danni da cui sia derivata l'inagibilità del fabbricato o della casa di abitazione o dello studio professionale o dell’ azienda.

Al riguardo si informa che questo Istituto sta predisponendo, in ambiente web, la procedura che consentirà l’acquisizione delle domande di sospensione per le tre tipologie di prestazioni interessate dal menzionato decreto legge, per le quali l’INPS svolge il ruolo di sostituto di imposta:

pensioni o assegni ad esse equiparate di cui all’art. 49 del DPR 22 dicembre 1986, n. 917;

prestazioni a sostegno del reddito;

retribuzioni.

Ciò posto, in attesa della realizzazione delle procedure di acquisizione delle domande, si allega il modello contenente le dichiarazioni da rendere ai sensi dell’articolo 46 del DPR 28 dicembre 2000, n.445 e da inoltrare alle Strutture di questo Istituto di territorialmente competenti.

Qualora siano già state presentate alle predette Strutture territoriali istanze a seguito della citata legge di conversione n. 229/2016 del decreto legge n. 189/2016, le stesse non possono essere acquisite in quanto devono essere presentate alla luce della vigente normativa.

Modalità di sospensione

La sospensione verrà effettuata, previa istruttoria delle istanze presentate, con le seguenti modalità:

a favore del soggetto richiedente direttamente sulla prestazione ovvero su ciascuna prestazione (nel caso di plurititolarità), assoggettata a ritenute IRPEF, di cui lo stesso risulti titolare;

a decorrere dalla prima rata utile successiva alla data di presentazione della domanda da parte del soggetto interessato e fino al mese di novembre 2017.

Rimborso delle ritenute già operate

In conformità a quanto testualmente contemplato dalla novella normativa - secondo cui “Non si fa luogo a rimborso di quanto già versato”- al fine di garantire l’efficacia dell’agevolazione normativa le ritenute relative alle prestazioni già pagate ai beneficiari (o comunque già estratte alla data della domanda), ma non ancora versate all’Agenzia delle Entrate alla data della domanda medesima, saranno oggetto di rimborso sulla prima rata utile.

Diversamente le imposte trattenute e già versate all’Agenzia delle Entrate non daranno luogo al rimborso.

Ripresa della riscossione

Si precisa che il comma 11 del predetto art. 48 prevede espressamente “La ripresa della riscossione dei tributi non versati per effetto delle sospensioni……..avviene entro il 16 dicembre 2017 senza applicazione di sanzioni e interessi”.

Pertanto le trattenute che saranno oggetto di sospensione ed eventuale rimborso dovranno essere prelevate in unica soluzione sulle prestazioni in pagamento entro la predetta data del 16 dicembre 2017.

Nelle ipotesi di incapienze resta fermo l’obbligo dei sostituiti di versare i residui debiti d’imposta direttamente all’Agenzia delle Entrate.

******

4) Contributi a fondo perduto per l'artigianato digitale

Le reti di imprese ed i consorzi che vogliono investire nell'artigianato digitale possono fare domanda al Ministero dello Sviluppo Economico dal 1° marzo 2017 per ottenere finanziamenti a tasso zero e contributi a fondo perduto.

Le agevolazioni sono state stabilite dalla Legge di Stabilità 2014, poi modificate dalla manovra finanziaria del 2015 e del 2016 ed entrate in vigore con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del 29.12.2016 del decreto n.303 del Mise. Condizione necessaria per le reti d'impresa quella di essere costituite da almeno 5 aziende, di cui il 50% costruito da microimprese o imprese artigiane, e di investire in progetti riguardanti lo sviluppo di attività innovative per l'artigianato digitale, da realizzare in collaborazione con Università o istituti di ricerca, partendo da un minimo di 100 mila euro fino ad un massimo di 800 mila euro.

Rimborsabile il 50% delle spese ammissibili riguardanti l'acquisto di beni strumentali nuovi; componenti informatiche strettamente funzionali al programma; personale dipendente distaccato. Le domande per i contributi a fondo perduto potranno essere inviate, assieme alla documentazione richiesta, all’indirizzo di Pec Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. dalle ore 10.00 del 1° marzo alle ore 12.00 del 20 marzo 2017.

(Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro, nota del 22 Febbraio 2017)

******

5) Si va verso la sospensione del servizio di compilazione delle pratiche Isee?

La Consulta nazionale dei Caf,associazione alla quale aderisce la quasi totalità dei centri di assistenza fiscale, starebbe valutando la possibilità di sospendere il servizio di compilazione delle pratiche Isee a partire dai primi giorni di marzo. Come avverte una nota della stessa Consulta “Se nei prossimi giorni non arriveranno le risposte attese dall’Inps e dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, l’assemblea dei soci della Consulta deciderà modalità e tempi dell’interruzione del servizio”.

Sono quasi due mesi che i Caf assicurano il servizio Isee a milioni di nuclei familiari, in assenza di un rapporto convenzionale con l’Inps; questa situazione sta determinando un preoccupante stato di incertezza nello svolgimento delle attività, che pone problemi di tenuta economica e finanziaria da parte dei Caf, privi della copertura assicurata dalla convenzione con l’Inps”.

Oltre all’aspetto economico ce n’è uno concernente la privacy. Senza una convenzione valida, infatti, avevano sottolineato i rappresentanti della Consulta, i Caf non sono autorizzati a raccogliere i dati sensibili dei contribuenti e a trattarli per conto dell’Inps.

******

6) E’ valida la cartella di pagamento notificata da Equitalia con raccomandata

E’ valida la cartella di pagamento notificata direttamente da Equitalia tramite raccomandata A/R.

Inoltre, non incide il fatto che non venga riportata l’aliquota degli interessi di mora.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 4376 del 21 febbraio 2017.

Dunque, la notifica della cartella esattoriale può avvenire anche mediante invio diretto, da parte del concessionario, di lettera raccomandata con avviso di ricevimento.

Veniva contestato, sulla base di una possibile interpretazione dell’art. 26 del D.P.R. n. 602/1973, l’individuazione espressa delle persone abilitate a procedere alla notificazione della cartella esattoriale.

Per conseguenza, Equitalia sarebbe stata esclusa dal’'elenco dei soggetti giuridici abilitati ad effettuare la notifica di atti tramite raccomandata postale e senza l’intervento di un soggetto qualificato dalla normativa.

Ma non è così per la Suprema Corte, che, richiamando il proprio consolidato orientamento e in particolare la sentenza n. 12351/2016, ha stabilito che la notifica può essere eseguita direttamente da parte dell’esattore mediante raccomandata con avviso di ricevimento.

In tal senso deve essere interpretato il contenuto del citato articolo 26. Inoltre, secondo la Cassazione la cartella di Equitalia è valida anche se priva delle modalità di calcolo degli interessi di mora.

Legittimo il sequestro degli immobili conferiti nel 6rust familiare

La Corte di Cassazione, con la sentenza 8041 del 20 febbraio 2017, ha deciso che è legittimo il sequestro conservativo dei beni conferiti in trust se i suddetti beni:

- continuano a rimanere nella disponibilità del disponente;

- che conserva la piena disponibilità dei beni.

Indagini finanziarie nei confronti di imprese e liberi professionisti

La Corte di cassazione (n. 2432/2017) è del parere che l’art. 32, comma 1, n. 2, del DPR n. 600/1973 contenga una presunzione legale che si suddivide in due parti.

La prima parte, per effetto della quale le operazioni bancarie non giustificate legittimano la rettifica delle dichiarazioni, è applicabile a tutti i contribuenti (persone fisiche, imprenditori, liberi professionisti).

La seconda parte si riferisce ai soli titolari di partita iva con la conseguenza che la presunzione varrebbe nei confronti degli imprenditori sia per i prelevamenti sia per i versamenti non giustificati, mentre nel caso dei liberi professionisti la stessa presunzione è valida soltanto per i versamenti, per effetto della sentenza della corte costituzionale n. 228/2014 e poi del D.L. n. 193/2016.

******

7) IVA: nuovo modello di dichiarazione d’intento, circolare Assonime

La circolare di Assonime n. 5 del 22 febbraio 2017 esamina il contenuto del nuovo modello da utilizzarsi per trasmettere all’Agenzia delle entrate le dichiarazioni d’intento, che attestano la volontà degli esportatori abituali di acquistare o importare beni e servizi senza applicazione dell’IVA.

Nella circolare, inoltre, sono fornite alcune indicazioni sulle modalità da osservare nel caso in cui si renda necessario modificare il contenuto delle dichiarazioni d’intento e nell’ipotesi in cui si intenda regolarizzare acquisti in sospensione d’imposta effettuati oltre il limite consentito.

Per ulteriori particolari si veda nel diario quotidiano del 22 febbraio 2017.

******

8) Inflazione: indice Istat al 1%

Indice Istat al 1%. Nel mese di gennaio 2017, l'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registra un aumento dello 0,3% rispetto al mese precedente e dell'1,0% nei confronti di gennaio 2016 (la stima preliminare era +0,9%), mostrando segni di accelerazione (era +0,5% a dicembre).

Il rialzo dell'inflazione è dovuto alle componenti merceologiche i cui prezzi presentano maggiore volatilità. Si tratta in particolare della netta accelerazione della crescita tendenziale dei Beni energetici non regolamentati (+9,0%, da +2,4% del mese precedente) e degli Alimentari non lavorati (+5,3%, era +1,8% a dicembre), cui si aggiunge il ridimensionamento della flessione dei prezzi degli Energetici regolamentati (-2,8%, da -5,8%).

A gennaio, infatti, l'"inflazione di fondo", al netto degli energetici e alimentari freschi, rallenta, seppur di poco, portandosi a +0,5%, da +0,6% del mese precedente; al netto dei soli Beni energetici, invece, si porta a +0,8% (da +0,7% di dicembre).

Su base annua la crescita dei prezzi dei beni accelera in misura significativa (+1,2%, da +0,1% di dicembre) mentre quella dei servizi rallenta (+0,7%, da +0,9% del mese precedente). Di conseguenza, rispetto a dicembre, il differenziale inflazionistico tra servizi e beni torna negativo dopo 46 mesi portandosi a meno 0,5 punti percentuali.

L'inflazione acquisita per il 2017 risulta pari a +0,7%.

I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona aumentano dell'1,1% su base mensile e dell'1,9% su base annua (era +0,6% a dicembre).

I prezzi dei prodotti ad alta frequenza di acquisto aumentano dello 0,9% in termini congiunturali e registrano una crescita su base annua del 2,2%, dall'1,0% del mese precedente.

L'indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) diminuisce dell'1,7% su base congiunturale e aumenta dell'1,0% in termini tendenziali (la stima preliminare era +0,7%), da +0,5% di dicembre. La flessione congiunturale è in larga parte da ascrivere ai saldi invernali dell'abbigliamento e calzature, di cui l'indice NIC non tiene conto.

L'indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), al netto dei tabacchi, registra un aumento dello 0,3% su base mensile e dello 0,9% nei confronti di gennaio 2016.

Indice dei prezzi al consumo per le rivalutazioni monetarie

I prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati

Per adeguare periodicamente i valori monetari, ad esempio il canone di affitto o l’assegno dovuti al coniuge separato, si utilizza l’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI) al netto dei tabacchi. Tale indice si pubblica sulla Gazzetta Ufficiale ai sensi dell’art. 81 della legge 27 luglio 1978, n. 392.

Periodo di riferimento: gennaio 2017 Aggiornato: 22 febbraio 2017 Prossimo aggiornamento: 15 marzo 2017

Indice generale FOI*

100,6

Variazione % rispetto al mese precedente

+0,3

Variazione % rispetto allo stesso mese dell’anno precedente

+0,9

Variazione % rispetto allo stesso mese di due anni precedenti

+1,2

(*) Indice generale FOI (base di riferimento 2015=100, il coefficiente di raccordo con la precedente base 2010=100 è 1,071)

******

9) Fondo di previdenza del clero: aggiornato il contributo a carico degli iscritti

Fondo di previdenza del clero secolare e dei ministri di culto delle confessioni religiose diverse dalla cattolica. Arriva l’aggiornamento del contributo a carico degli iscritti.

L’Inps ha pubblicato la circolare n. 37 del 22 febbraio 2017 riguardante:

- Aggiornamento del contributo dovuto per l’anno 2015; indicazioni su pagamenti con modalità MAV, pagamenti cumulativi, bonifico sulla contabilità speciale della Sede di Terni e sul conto bancario della Sede.

- Esatta determinazione del dovuto mensile in adempimento cumulativo e nuova modalità di “notifica del dovuto tramite lista”

- Precisazioni su rimborsi, adempimenti cumulativi, decorrenza dell’obbligo contributivo, adempimenti a cui sono tenute le Curie.

- Recupero delle differenze contributive dovute per i periodi pregressi

******

10) Come tassare i decreti ingiuntivi emessi a favore del fideiussore

Sono disponibili le modalità di tassazione (imposta proporzionale nella misura del 3%, senza che si applichi il principio di alternatività Iva/registro) dei decreti ingiuntivi emessi a favore del fideiussore, precedentemente escusso dal creditore, che abbia agito in via di regresso nei confronti del debitore principale.

Questo si è reso possibile mediante la risoluzione dell’Agenzia delle entrate n. 22/E del 22 febbraio 2017, scaturita dall’istanza di interpello posta sulla questione della tassazione con imposta proporzionale di registro, ai sensi dell’articolo 8, comma 1, lettera b), della Tariffa, Parte prima, allegata al DPR 26 aprile 1986, n. 131 (TUR), dei decreti ingiuntivi recanti “condanna al pagamento di somme a favore del fideiussore precedentemente escusso dal creditore del rapporto obbligatorio principale, quest’ultimo ricadente in ambito IVA”.

Sul caso, dopo avere esposto la linea tenuta dalla Cassazione, l’Agenzia delle entrate ha affermato che ai fini dell’individuazione del corretto trattamento fiscale da applicare in materia di imposta di registro alla statuizione di condanna contenuta in un decreto ingiuntivo ottenuto dal fideiussore nei confronti del debitore principale nell’ambito dell’azione di regresso, assume rilievo esclusivamente la circostanza che trattasi di provvedimento monitorio, recante una “condanna al pagamento di somme o valori”, con applicazione dell’imposta proporzionale nella misura del 3%, ai sensi dell’articolo 8 della tariffa, parte I, senza che sussista l’applicazione del principio di alternatività Iva/registro.

La Corte di Cassazione nella sentenza n. 20266 del 9 ottobre 2015 ha affermato il principio secondo il quale, il decreto ingiuntivo ottenuto dal garante escusso dal creditore garantito nei confronti del debitore principale è soggetto a registrazione con aliquota proporzionale al valore della condanna, in quanto il garante medesimo, a seguito del pagamento, non fa valere corrispettivi o prestazioni soggette all’Iva. Con la citata sentenza, la Cassazione ha superato la posizione espressa in alcune pronunce di tenore contrario depositate nel corso dell’anno 2014 (ordinanza 19 giugno 2014, n. 140, nonché 15 luglio 2014, n. 16192; 16 luglio 2014, n. 16308, 16307 e 16306; 24 luglio 2014, n. 16977, 16976 e 16975). Nel nuovo orientamento giurisprudenziale viene, preliminarmente, affermato che la complessiva operazione è scindibile in più rapporti, distinti e autonomi, quali quello:

- tra creditore e debitore principale

- tra creditore e garante (che viene escusso)

- tra garante e debitore.

Poiché il pagamento da parte del garante escusso segna l’esecuzione della polizza fideiussoria e, quindi, l’esaurimento della prestazione di garanzia rilevante, nel caso di specie non viene a essere coinvolto il principio di alternatività tra l’Iva, cui è assoggettata la prestazione di garanzia (tale rapporto, infatti, è soggetto a Iva, seppure in regime di esenzione, ai sensi dell’articolo 10 del DPR 633/1972), e l’imposta di registro.

Vincenzo D’Andò