Diario quotidiano del 2 febbraio 2017: pronti i nuovi studi di settore e i modelli di dichiarazione dei redditi

Pubblicato il 2 febbraio 2017



1) Dichiarazioni dei Redditi: modelli definitivi
2) Elenco aggiornato dei paesi con scambio informazioni fiscali automatico: Decreto in G.U.
3) Studi di settore definitivi: pubblicati i nuovi modelli più snelli
4) Redditi e modello Irap definitivi: ecco le novità
5) Studi di settore: approvata la modulistica per il 2016, ecco tutti i particolari
6) Nuovi schemi di bilancio con ripercussioni sulla base imponibile Irap
7) Tasse: con l’autotutela si estingue tutto, l’Ufficio non può fare risorgere l’atto annullato
8) L’Agenzia delle entrate non può revocare l’interpello
9) Agevolazioni piccola proprietà contadina: applicabilità agevolazioni anche ai proprietari di masi chiusi
10) Scioglimento coattivo della società: ecco gli adempimenti dichiarativi da porre in essere
CTverti1) Redditi 2017: modelli definitivi 2) Elenco aggiornato dei paesi con scambio informazioni fiscali automatico: Decreto in G.U. 3) Studi di settore definitivi: pubblicati i nuovi modelli più snelli 4) Redditi 2017 e modello Irap 2017 definitivi: ecco le novità 5) Studi di settore: approvata la modulistica per il 2016, ecco tutti i particolari 6) Nuovi schemi di bilancio con ripercussioni sulla base imponibile Irap 7) Tasse: con l’autotutela si estingue tutto, l’Ufficio non può fare risorgere l’atto annullato 8) L’Agenzia delle entrate non può revocare l’interpello 9) Agevolazioni piccola proprietà contadina: applicabilità agevolazioni anche ai proprietari di masi chiusi 10) Scioglimento coattivo della società: ecco gli adempimenti dichiarativi da porre in essere

1) Redditi 2017: modelli definitivi

Superato il periodo di prova: sono ora divenuti definitivi sei modelli. Arrivata l’ufficialità con la pubblicazione sul sito dell’Agenzia delle entrate dei vari provvedimenti.

Redditi Pf, Sp, Sc ed Enc; Irap e Cnm acquisiscono l’ufficialità. Con sei distinti provvedimenti del direttore dell’Agenzia, sono stati approvati gli ultimi sei modelli dichiarativi 2017, con le relative istruzioni. Le versioni definitive, dal 31 gennaio 2017 on line sul sito delle Entrate, ricalcano le versioni provvisorie.

Contestualmente ai modelli Redditi, trovano il via libera anche i modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione dei parametri da utilizzare per il periodo d’imposta 2016. Tra i tratti in comune, che hanno inciso sulla struttura dei modelli, la possibilità di presentare la dichiarazione integrativa a proprio favore nello stesso termine di quella pro Fisco (vale a dire entro i termini per l’accertamento). È pertanto scomparsa dal frontespizio di ciascun modello la casella specifica per l’integrativa a favore, non essendo più necessario distinguere il tipo di integrativa che si sta presentando.

Inoltre, considerando che il nuovo termine si applica anche alle integrative di annualità pregresse, per le quali non sono ancora spirati i termini di decadenza per l’accertamento, è stato eliminato il prospetto “Errori contabili” del quadro RS (nel modello Irap è invece sparita la sezione XII del quadro IS).

Infine, poiché è previsto che, nella dichiarazione relativa al periodo d’imposta in cui è presentata l’integrativa a favore, vada indicato il credito derivante dal minor debito o dal maggiore credito risultante dall’integrativa stessa, è stato predisposto il nuovo quadro DI (per Irap, la nuova sezione XVII).

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2) Elenco aggiornato dei paesi con scambio informazioni fiscali automatico: decreto in G.U.

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 24 del 30 gennaio 2017, il Decreto del MEF 17 gennaio 2017, recante modifiche all'elenco dei paesi con cui è possibile scambiare in automatico informazioni di carattere fiscale, sulla base dello standard elaborato dall’OCSE denominato 'Common reporting standard'.

Scambio automatico informazioni elenco aggiornato

Il decreto MEF del 17 gennaio 2017 aggiorna l’elenco dei Paesi con i quali è attuabile lo scambio automatico di informazioni e le relative decorrenze sulla base del Common reporting standard, accordo multilaterale elaborato dall'Ocse.

Con questo provvedimento vengono modificati gli allegati “attuativi” dello scambio automatico obbligatorio di informazioni nel settore fiscale (allegato C e D al decreto 28 dicembre 2015), cosicché l’Amministrazione finanziaria italiana può aggiornare, dopo solo 18 mesi, la lista dei Paesi che dal 1° gennaio 2016, oppure 2017, stanno monitorando i contribuenti italiani presenti e attivi nelle loro giurisdizioni.

Nuova lista Paesi collaborativi

La lista dei Paesi cosiddetti “collaborativi”, che risultano ora impegnati nello scambio automatico di informazioni fiscali con l’Italia e con l’Unione europea si allarga di molto e vede la partecipazione di Paesi molto importanti. L'elenco arriva infatti a comprendere 81 paesi, anche se il numero non è ancora definitivo.

Tra i nuovi aggiunti, i paesi del Golfo (Arabia Saudita e Kuwait) e dell’estremo Oriente (Singapore e Malesia) oltre ad Israele e la Russia. Dal Sudamerica entrano paesi come il Brasile e Uruguay. Mentre a Nord, la Groenlandia.

Destinatari

I destinatari delle disposizioni di cui al decreto 17 gennaio 2017, sono gli intermediari finanziari italiani con riferimento ai rapporti intrattenuti con residenti di Stati con i quali è attuabile lo scambio automatico di informazioni.

In virtù dello scambio automatico di informazioni fiscali, l'Agenzia delle Entrate deve ricevere dall’estero, entro il 30 aprile di ogni anno, di dati “sensibili”.

Analogamente, gli intermediari domestici sono obbligati a trasmettere all'Agenzia delle Entrate per la successiva trasmissione alle amministrazioni fiscali straniere, oltre al nome, l'indirizzo, le generalità, la giurisdizione di residenza, il codice identificativo fiscale estero dei propri clienti non residenti, dati particolarmente sensibili come il numero del conto intrattenuto, il relativo saldo nonché tutti i redditi di natura finanziaria che si sono prodotti su detto rapporto.

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3) Studi di settore definitivi: pubblicati i nuovi modelli più snelli

Studi di settore nell’ottica della primissima semplificazione: debutto per i nuovi modelli, più snelli e con meno dati. Adempimenti ridotti per i contribuenti, 5.300 le variabili eliminate. Non si ferma la semplificazione degli studi di settore. Continua infatti la riduzione dei dati richiesti per la compilazione, con conseguente alleggerimento di quadri e variabili. Online i nuovi modelli, 193, da utilizzare per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore, relativi alle attività economiche nel settore delle manifatture, dei servizi, del commercio e alle attività professionali. Un provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate li approva infatti definitivamente, dal 31 gennaio 2017, nella loro veste finale. Anche quest’anno ulteriori passi avanti sono stati registrati in direzione d’una sempre maggiore semplificazione in particolare, si è dato corso ad una significativa attività volta a diminuire e comprimere le informazioni richieste nei modelli degli studi di settore, riducendole, fondamentalmente, solo a quelle necessarie per l’applicazione degli stessi e a quelle individuate per l’elaborazione dei nuovi indici di affidabilità.

Tale operazione ha comportato, nella quasi totalità dei casi, una consistente riduzione delle informazioni, circa 5.300 righi in meno nei modelli di quest’anno, con un evidente beneficio in termini di riduzione degli adempimenti per i contribuenti.

Studi di settore, grazie alla semplificazione quasi 1/4 delle informazioni non più necessarie – Dunque, studi di settore a dieta, in quanto a dati e numeri da inserire a cura dei contribuenti. In generale, infatti, si rileva una contrazione rispetto alla precedente annualità di più del 25% delle informazioni.

Focus sui nuovi modelli

Nel dettaglio, i modelli riguardano 50 studi per il settore delle manifatture, 53 studi per il settore dei servizi, 24 studi per i professionisti e 66 studi per il settore del commercio. Devono essere presentati dai contribuenti, cui si applicano gli studi di settore che, nel periodo d’imposta 2016, hanno esercitato in via prevalente una delle attività economiche nei diversi settori per le quali risultano approvati gli studi di settore, indicati nell’allegato 1 del provvedimento. I modelli vanno inviati per via telematica insieme alla dichiarazione annuale dei redditi. La trasmissione dei dati all’Agenzia delle Entrate deve essere effettuata direttamente, attraverso il servizio telematico Entratel o Fisconline, o tramite intermediari incaricati. I nuovi modelli contengono anche le informazioni relative ai correttivi crisi, individuate sulla base della metodologia presentata alla Commissione degli esperti nella seduta del 7 dicembre 2016.

Le altre novità

Al fine di semplificare ulteriormente la struttura della modulistica degli studi di settore, ed evitare possibili errori di compilazione, è proseguito il processo di omogeneizzazione delle informazioni presenti nei quadri A – Personale addetto all’attività - dei diversi studi. In particolare, per il periodo d’imposta 2016 sono state predisposte due sole strutture di quadro A: una per le attività esercitate in forma di impresa; una per le attività esercitate in forma di lavoro autonomo.

Naturalmente, entrambe le strutture sono state previste negli studi relativi ad attività che possono essere esercitate sia in forma di impresa che di lavoro autonomo (cosiddetti studi con “doppio quadro contabile”).

Eventi sismici succedutisi a partire dal 24 agosto 2016

Tra le criticità che possono alterare l’attività economica ordinaria, gli studi di settore tornano quest’anno a ricomprendere anche l’eventualità degli eventi sismici. In particolare, ad essere integrate sono le cause di esclusione relative al “periodo di non normale svolgimento dell’attività” con la fattispecie richiamata al paragrafo 8 della circolare n. 30/E del 19 settembre 2013.

L’elenco delle fattispecie riportate nelle istruzioni sono state, infatti, modificate con l’aggiunta specifica della lettera h): nel caso di eventi sismici, il periodo in cui si verificano le fattispecie analizzate al paragrafo 8 della circolare n. 30/E del 2013. La precisazione in argomento consente di chiarire che anche i soggetti interessati dagli eventi sismici del 2016 se ricadono nelle circostanze richiamate nella citata circolare, possono invocare la causa di esclusione dall’applicazione degli studi legata al “periodo di non normale svolgimento dell’attività”.

Negli studi di settore spazio ai voucher

Inoltre, nelle istruzioni relative al quadro A, è stato precisato che i prestatori di lavoro accessorio remunerati a voucher sono da riportare, rispettivamente, per le imprese, nel rigo A02 (“Dipendenti a tempo parziale, assunti con contratto di lavoro intermittente, di lavoro ripartito, con contratto di inserimento, a termine, lavoranti a domicilio, personale con contratto di somministrazione di lavoro”) e per il lavoro autonomo, nel rigo A02 (“Dipendenti a tempo parziale, assunti con contratto di inserimento, a termine, di lavoro intermittente, di lavoro ripartito; personale con contratto di somministrazione di lavoro”). In entrambi i casi è stato precisato che il numero delle giornate retribuite relativo al personale che ha prestato lavoro accessorio remunerato a voucher, da indicare nel rigo A02, deve essere comunque determinato dividendo per otto il numero complessivo di ore lavorate.

Dove trovare i modelli

Il testo del provvedimento è disponibile nella sezione Normativa e Prassi del sito internet www.agenziaentrate.gov.it, mentre i modelli sono consultabili sullo stesso sito seguendo il percorso: Cosa devi fare > Dichiarare > Studi di settore e parametri > Studi di settore.

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 26 del 31 gennaio 2017)

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4) Redditi 2017 e modello Irap 2017 definitivi: ecco le novità

Persone fisiche, Società di persone, di capitali, Enc, consolidato e Irap. Dal 31 gennaio 2017 sul sito dell’Agenzia i modelli definitivi 2017.

Sono disponibili sul sito dell’Agenzia delle Entrate, le versioni definitive dei modelli 2017 Redditi Persone Fisiche (Pf), Redditi Società di capitali (Sc), Redditi Società di persone (Sp), Redditi Enti non commerciali (Enc), il modello Consolidato nazionale e mondiale (Cnm) e il modello Irap, da utilizzare per il periodo d’imposta 2016.

A partire da quest’anno il nome del modello di dichiarazione viene modificato da Unico a Redditi, poiché la dichiarazione Iva non può più essere presentata in forma unificata insieme alla dichiarazione dei redditi.

Redditi Persone fisiche 2017, le novità

Nel modello di quest’anno rientrano l’agevolazione sui premi di risultato per i dipendenti del settore privato, i crediti derivanti da dichiarazioni integrative a favore presentate oltre il termine della dichiarazione successiva e il credito d’imposta per le erogazioni liberali in denaro verso gli istituti del sistema nazionale di istruzione (c.d. “School bonus”). Tra le varie proroghe si evidenzia fino al 31 dicembre 2016, quella relativa all'agevolazione fiscale che consente di detrarre dall'imposta lorda il 65% delle spese relative ad interventi di riqualificazione energetica degli edifici.

Spazio nella dichiarazione di quest’anno anche per la detrazione del 19% dell’importo dei canoni di leasing pagati nel 2016 per l’acquisto di unità immobiliari da destinare ad abitazione principale ai contribuenti che, alla data di stipula del contratto, possedevano un reddito non superiore a 55.000 euro.

Cosa entra e cosa esce nel reddito d’impresa

Diverse le novità che fanno il loro ingresso nei quadri dedicati al reddito d’impresa. In particolare, spazio alle “variazioni in diminuzione” dedicate alla maggiorazione del 40% (super ammortamento) e del 150% (iper ammortamento) del costo fiscalmente riconosciuto dei beni strumentali nuovi.

Spariscono, invece, i righi dedicati ai cosiddetti “costi black list”, a seguito dell’abrogazione della disciplina di indeducibilità parziale per le spese e gli altri componenti negativi derivanti da operazioni intercorse con imprese residenti ovvero localizzate in Stati o territori a fiscalità privilegiata. Infine, per quanto riguarda le persone fisiche e le società di persone, arrivano in Redditi 2017 l’agevolazione Branch exemption e il bonus domotica, oltre ad un’imposta sostitutiva in caso di assegnazione o cessione dei beni ai soci, quest’ultima prevista solo per le società. Sono state inoltre recepite le novità per l’Ace (“aiuto alla crescita economica”) introdotte dalla legge di bilancio per il 2017, che ha modificato le modalità di determinazione dell’agevolazione riconosciuta a imprese individuali, società in nome collettivo e in accomandita semplice in regime di contabilità ordinaria, equiparandole a quelle previste per le società di capitali e per gli enti commerciali.

Irap 2017

Trovano spazio nel nuovo modello Irap 2017 l’aumento della deduzione per i soggetti di minori dimensioni, l’esenzione dall’imposta per il settore agricolo e della pesca, l’estensione ai lavoratori stagionali della deduzione del costo residuo per il personale dipendente.

Più tempo per l’invio della dichiarazione integrativa a favore

L’articolo 5 del Dl n. 193/2016, intervenendo sull’articolo 2, comma 8, del DPR n. 322/1998, ha esteso il termine entro cui il contribuente può presentare la dichiarazione in proprio favore, equiparandola, sotto tale profilo, alla dichiarazione integrativa in favore dell’Amministrazione, ovvero entro i termini stabiliti dall’articolo 43 del DPR n. 600/1973. E’ stata, quindi eliminata la casella “Dichiarazione integrativa a favore” nel riquadro “Tipo di dichiarazione” del frontespizio dal momento che, in caso di presentazione di una dichiarazione integrativa, non è più necessario segnalare se sia a favore o a sfavore. L’articolo 5 del Dl n. 193/2016 ha stabilito, inoltre, che, nella dichiarazione relativa al periodo d’imposta in cui è presentata la dichiarazione integrativa a favore, è indicato il credito derivante dal minor debito o dal maggiore credito risultante dalla dichiarazione integrativa. A tal fine è stato inserito nei modelli Redditi il nuovo quadro DI.

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 25 del 31 gennaio 2017)

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5) Studi di settore: approvata la modulistica per il 2016, ecco tutti i particolari

Studi di settore: la modulistica da utilizzare per l’annualità 2016: Novità anche nelle istruzioni di “Redditi 2017” per individuare analiticamente i casi di inutilizzabilità degli Sds, in fase di accertamento, per il periodo cui si riferisce la dichiarazione.

Pronti i modelli per comunicare i dati rilevanti ai fini dell'applicazione degli studi di settore per il periodo di imposta 2016. L'approvazione è arrivata con provvedimento 31 gennaio 2017 del direttore dell'Agenzia delle Entrate. Il notiziario telematico dell’Agenzia delle entrate (www.fiscoggi.it) ha illustrato le seguenti principali novità relative a tale modulistica, osservando, preliminarmente, che risultano modificate le "Istruzioni comuni ai quadri RE - RF - RG" dei modelli di dichiarazione Redditi 2017, con la sostituzione della causa di esclusione dall'applicazione degli studi di settore identificata con il codice "12", relativo a tutte le fattispecie rientranti nei casi previsti dagli articoli 2 e 5 del Dm 11 febbraio 2008 (inutilizzabilità, in fase di accertamento, delle risultanze degli studi di settore per il periodo di imposta cui si riferisce la presente dichiarazione), con le cause di esclusione da "12" a "15".

La parte generale

In relazione alla parte generale delle istruzioni degli studi di settore risultano effettuate le seguenti modifiche:

- sono state aggiornate le cause di non accertabilità per tener conto delle modifiche introdotte al Dm 11 febbraio 2008 dal Dm 22 dicembre 2016, finalizzate a gestire anche il nuovo regime forfetario introdotto dall'articolo 1, commi da 54 a 89, della legge 190/2014

- sono state integrate le ipotesi di cause di esclusione relative al "periodo di non normale svolgimento dell'attività" con l'esemplificazione relativa agli eventi sismici, richiamata al paragrafo 8 della circolare 30/2013. La precisazione in argomento chiarisce che anche i soggetti interessati dagli eventi sismici del 2016, se ricadono nelle circostanze richiamate nella citata circolare, possono ritenere applicabile la causa di esclusione legata al "periodo di non normale svolgimento dell'attività".

Le istruzioni comuni

In continuità, invece, con la struttura adottata per la modulistica degli studi di settore afferente i periodi di imposta 2013, 2014 e 2015, anche per il 2016 sono previste istruzioni comuni relative ai quadri:

- A (personale)

- F (dati contabili impresa)

- G (dati contabili lavoro autonomo)

- T (congiuntura economica)

- X (altre informazioni rilevanti)

- V (ulteriori dati specifici), richiamabili, salvo pochissime eccezioni, per la totalità dei modelli degli studi di settore.

Tale intervento dovrebbe semplificare ulteriormente la modulistica degli studi e agevolare, di conseguenza, i contribuenti e gli intermediari interessati.

In particolare, anche per evitare, si ritiene, possibili errori di compilazione, è proseguito il processo di omogeneizzazione delle informazioni presenti nei quadri A dei diversi studi.

Per il periodo di imposta 2016 risultano, pertanto, predisposte due sole strutture di quadro A:

- una per le attività esercitate in forma di impresa

- una per le attività esercitate in forma di lavoro autonomo, mentre sono previste entrambe le strutture negli studi relativi ad attività che possono essere esercitate sia in forma di impresa che di lavoro autonomo (cosiddetti studi con "doppio quadro").

L’intervento in precedenza citato ha avuto effetti, in termini di semplificazione, anche sulle istruzioni ai quadri A che, come evidenziato in precedenza, risultano per il 2016 contenute in un unico file e richiamate nelle istruzioni specifiche dei singoli studi.

Nelle istruzioni relative al quadro A è, inoltre, precisato che i prestatori di lavoro accessorio remunerati a voucher sono da riportare: per le imprese, nel rigo A02 ("Dipendenti a tempo parziale, assunti con contratto di lavoro intermittente, di lavoro ripartito, con contratto di inserimento, a termine, lavoranti a domicilio, personale con contratto di somministrazione di lavoro"); per il lavoro autonomo, nel rigo A02 ("Dipendenti a tempo parziale, assunti con contratto di inserimento, a termine, di lavoro intermittente, di lavoro ripartito; personale con contratto di somministrazione di lavoro"). In entrambi i casi, viene precisato che il numero delle giornate retribuite relativo al personale che ha prestato lavoro accessorio remunerato a voucher deve essere determinato dividendo per otto il numero complessivo di ore lavorate.

In relazione invece ai quadri F e G relativi agli "Elementi contabili" si rileva, tra l'altro, quanto segue:

- risultano modificate le istruzioni dei singoli righi in modo da ottenere una sola struttura del quadro F, utilizzabile per tutti gli studi di settore per l'attività d'impresa. Tale attività ha comportato l'inserimento in un unico documento delle specifiche modalità di compilazione di alcuni righi relativi a determinati studi di settore. Al riguardo, si osserva che, fino allo scorso anno, gli studi di settore WG40U, WG54U, WG72B, WG90U, WG93U e WM81U, in ragione delle loro specificità, prevedevano delle istruzioni alla compilazione del quadro F separate e diverse rispetto alle istruzioni uniche previste per tutti gli altri studi

- a fronte della eliminazione della sezione dei componenti straordinari del Conto economico disposta dal Dlgs 139/2015, è stata prevista la possibilità di indicare facoltativamente nel rigo F05 "Altri proventi e componenti positivi" anche i proventi straordinari non più classificabili nella voce E20 del Conto economico, atteso che tale voce non risulta significativa ai fini dell'applicazione degli studi. A tal fine, nelle istruzioni del rigo F26 "Proventi straordinari" è stato aggiunto il seguente periodo: "Al riguardo si ricorda che il decreto legislativo n. 139/2015, ha previsto l'eliminazione della macroclasse E) del conto economico, relativa all'area straordinaria, pertanto, qualora i contribuenti abbiano provveduto ad individuare tali proventi in conformità alle modalità seguite nella compilazione del quadro RF e RG del modello Redditi, gli stessi possono essere indicati nel rigo F05 - Altri proventi (in tal caso tali proventi non saranno indicati nel presente rigo)"

- è stato previsto l'aggiornamento dei righi F40 e G23 per tener conto del nuovo regime forfetario previsto dall'articolo 1, commi da 54 a 89, della legge 190/2014

- ai righi F33 e G18 ("Iva sulle operazioni imponibili") è stato chiarito che nella "particolare ipotesi in cui l'importo risulti negativo, deve essere indicato il valore zero". Al riguardo, si osserva che il software Gerico (vedasi Gerico 2016, periodo d'imposta 2015) non consente di inserire un valore negativo all'interno di tali campi.

La modulistica per gli studi di settore approvata presenta, così come quella per l'annualità 2015, anche i quadri T finalizzati a raccogliere le informazioni necessarie per l'applicazione dei correttivi crisi.

In merito, si rileva che la Commissione degli esperti per gli studi di settore, prevista dall'articolo 10, comma 7, della legge 146/1998, nella seduta del 7 dicembre 2016, ha formulato parere favorevole in merito alla metodologia in quella occasione presentata. In particolare, è stato previsto che una valutazione definitiva in merito a tale metodologia sarà effettuata, da parte dell'Organo collegiale, in una successiva riunione.

Nel quadro X sono invece contenute le informazioni utili per rettificare il peso di alcune variabili. Analogamente a quanto previsto nella modulistica 2014 e 2015, vi è sostanzialmente un unico documento che contiene le istruzioni relative alla compilazione di tale quadro; le istruzioni relative agli specifici modelli, infatti, riportano la seguente indicazione: "Per quanto riguarda le istruzioni relative alla compilazione di tale quadro si rinvia al documento "Istruzioni quadro X" che fa parte integrante delle presenti istruzioni".

Nel quadro V risultano contenute le informazioni utili ai fini delle diverse modalità applicative degli studi nei confronti di determinati soggetti, individuati dal Dm 11 febbraio 2008.

In particolare, in tale quadro, risulta possibile indicare se il soggetto rientra nelle seguenti fattispecie:

- cooperativa a mutualità prevalente

- redazione del bilancio secondo i principi contabili internazionali

- applicazione del nuovo regime forfetario agevolato e del regime fiscale di vantaggio per l'imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità nel periodo d'imposta precedente.

In tal modo, risulta possibile indicare la corretta posizione delle imprese interessate ai fini dell'attività di accertamento. Tali contribuenti, infatti, pur dovendo fornire i dati rilevanti ai fini dell'applicazione degli studi di settore, non possono essere accertati sulla base delle risultanze dell'applicazione degli studi stessi, per effetto di quanto previsto dall'articolo 5 del Dm 11 febbraio 2008. Tali risultanze potranno essere utilizzate soltanto ai fini della selezione delle posizioni da sottoporre a controllo.

Per quanto riguarda le relative istruzioni, analogamente a come operato negli ultimi due anni, risulta previsto un unico documento, richiamabile per la maggior parte degli studi di settore.

La semplificazione dei modelli

Si osserva una significativa attività di semplificazione delle informazioni richieste nei modelli degli studi di settore, atteso che risultano ridotte, fondamentalmente, solo a quelle necessarie per l'applicazione degli stessi (con l'eccezione, ovviamente, di quelle contenute nei quadri Z "Dati complementari", previsti, si presume, in vista dell'elaborazione dei nuovi indici di affidabilità introdotti dall'articolo 7-bis del Dl 193/2016). Tale semplificazione risulta in linea con l'impegno in materia assunto dal Governo e con gli obiettivi di politica fiscale 2016-2018 contenuti nell'Atto di indirizzo del ministro dell'Economia e delle finanze.

L'intervento in argomento risulta aver comportato, nella quasi totalità dei casi, una consistente riduzione delle informazioni richieste, con un beneficio in termini di riduzione degli adempimenti per i contribuenti.

In generale, emerge una contrazione nei dati richiesti, rispetto alla precedente annualità 2015, di circa 5.300 variabili.

Gli accorpamenti e i questionari

Si segnala, infine, la presenza di due ulteriori aspetti di novità. Il primo riguarda la riduzione del numero di studi di settore attraverso l'accorpamento di alcuni di essi.

Si fa, in particolare, riferimento agli studi di settore del commercio al dettaglio ambulante, a quelli degli intermediari e a quelli relativi alla nobilitazione di tessili; al riguardo si riporta, di seguito, una tabella di raccordo esplicativa, che riporta, nella prima colonna, gli studi applicabili per il periodo d'imposta 2015 e, nella seconda, quelli applicabili nel 2016.

PERIODO DI IMPOSTA 2015

PERIODO DI IMPOSTA 2016

WM03A WM03B WM03C WM03D

WM03U

WG61A WG61B WG61C WG61D WG61E WG61F WG61G WG61H

YG61U

WD06U WD13U

YD13U

Il secondo aspetto riguarda la presenza di talune attività per le quali viene richiesta la presentazione del modello studi di settore "per la sola acquisizione dei dati" e, quindi, in relazione alle quali gli esiti dell'applicazione degli studi stessi non rilevano ai fini dell'accertamento.

Ecco la tabella esplicativa che prevede, nella prima colonna, i codici attività per i quali è prevista la comunicazione dei dati e, nella seconda, il riferimento al modello dello studio di settore interessato.

CODICE DELL'ATTIVITÀ ESERCITATA PER IL 2016 IN VIA PREVALENTE

MODELLO STUDIO DI SETTORE

"23.51.00 - Produzione di cemento", "23.52.10 - Produzione di calce", "23.52.20 - Produzione di gesso", "23.62.00 - Fabbricazione di prodotti in gesso per l'edilizia", "23.64.00 - Produzione di malta", "23.65.00 - Fabbricazione di prodotti in fibrocemento"

WD29U

"22.11.20 - Rigenerazione e ricostruzione di pneumatici"

WD30U

"28.99.92 - Fabbricazione di giostre, altalene ed altre attrezzature per parchi di divertimento", "29.10.00 - Fabbricazione di autoveicoli", "29.20.00 - Fabbricazione di carrozzerie per autoveicoli, rimorchi e semirimorchi", "30.91.11 - Fabbricazione di motori per motocicli"; "30.91.12 - Fabbricazione di motocicli", "30.92.10 - Fabbricazione e montaggio di biciclette (incluse parti e accessori)"

WD32U

"32.13.09 - Fabbricazione di bigiotteria e articoli simili n.c.a."

WD33U

"18.11.00 - Stampa di giornali", "18.20.00 - Riproduzione di supporti registrati"

WD35U

"17.11.00 - Fabbricazione di pasta-carta", "17.12.00 - Fabbricazione di carta e cartone", "17.22.00 - Fabbricazione di prodotti igienico-sanitari e per uso domestico in carta e ovatta di cellulosa"

WD47U

"61.90.20 - Posto telefonico pubblico ed Internet Point"

VG99U

"81.30.00 - Cura e manutenzione del paesaggio (inclusi parchi, giardini e aiuole)", "81.29.10 - Servizi di disinfestazione"

WG70U

"03.21.00 - Acquacoltura in acqua di mare, salmastra o lagunare e servizi connessi", "03.22.00 - Acquacoltura in acque dolci e servizi connessi"

WG90U

"66.19.50 - Servizi di trasferimento di denaro (money transfer)"

WG91U

"71.20.10 - Collaudi e analisi tecniche di prodotti"

VK30U

(Agenzia delle entrate, notiziario del 31 gennaio 2017)

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6) Nuovi schemi di bilancio con ripercussioni sulla base imponibile Irap

Queste le sensazioni rilevate in dottrina dopo l’avvenuta pubblicazione della modulistica definitiva pubblicata il 31 gennaio 2017 sul sito delle Entrate.

Come è noto, il Dlgs 139/2015 ha modificato la struttura degli schemi di bilancio eliminando, tra l’altro, la sezione straordinaria del conto economico (voci E.20 ed E.21). L’eliminazione delle poste straordinarie ha effetti nella determinazione della base imponibile Irap, considerato che il Dlgs 446/1997 stabilisce che l’imponibile Irap è determinato come differenza tra il valore e i costi della produzione (con l’esclusione di alcune specifiche componenti) «così come risultanti dal conto economico». A seguito del Dlgs 139, le componenti straordinarie verranno riclassificate nella parte «ordinaria» del conto economico e – in assenza di una indicazione normativa che ne preveda l’esclusione – ciò comporta la rilevanza Irap di tali componenti.

Ad esempio, le plusvalenze e le minusvalenze derivanti dalla cessione di immobili che non costituiscono beni strumentali, precedentemente classificate nell’area straordinaria, ma comunque rilevanti ai fini Irap (articolo 5 del Dlgs 446/97), devono essere contabilizzate nella parte alta del conto economico, rispettivamente in A5 «altri ricavi e proventi» o B14 «oneri diversi di gestione». Poiché tali voci sono rilevanti ai fini Irap, sono stati eliminati dal modello i righi relativi alle «riprese» delle plusvalenze (IC 47 nel modello Irap 2015) e minusvalenze (IC 54) derivanti dalla cessione di immobili non strumentali, poiché la relativa inclusione nella base imponibile avviene per effetto del principio di derivazione.

Secondo detto parere dottrinale, anche se le istruzioni non affrontano esplicitamente il punto, la riclassificazione delle componenti straordinarie nella parte «ordinaria» del conto economico – in assenza di una norma fiscale che ne preveda l’esclusione – comporta la rilevanza Irap di tali componenti, incluse le plusvalenze o minusvalenze derivanti da cessione d’azienda.

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7) Tasse: con l’autotutela si estingue tutto, l’Ufficio non può fare risorgere l’atto annullato

L’appello dell’Ufficio non può far rivivere l’atto annullato in autotutela: L'Amministrazione Comunale non può far rivivere tramite appello un provvedimento precedentemente annullato dallo stesso in autotutela. Quest'ultima aveva infatti affermato di avere erroneamente ricompreso nel provvedimento emesso in autotutela anche una annualità per la quale il provvedimento di sgravio non poteva essere concesso. I giudici cagliaritani, citando la giurisprudenza di legittimità (sent. 1643/2013), che conferma la totale inesistenza del provvedimento annullato in autotutela anche se pende giudizio, affermano che il comune può far rivivere il provvedimento solo adottando un ulteriore atto da notificare autonomamente al contribuente.

(Comm. Trib. Reg. per la Sardegna, sentenza del 29/12/2016 n. 406/4)

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8) L’Agenzia delle entrate non può revocare l’interpello

La revoca dell’interpello non è possibile dopo che l’atto è stato posto in essere. I giudici genovesi hanno rigettato l'appello proposto dall'Agenzia delle Entrate in un contenzioso relativo all'esenzione ai fini IVA della cessione del diritto di superficie tra Comune e Azienda Speciale. Nel caso di specie questi ultimi, prima di stipulare l'atto di cessione del diritto di superficie di alcuni immobili del comune, presentavano regolare interpello all'Agenzia delle Entrate al fine di conoscere il regime IVA applicabile. L'Agenzia delle Entrate, in un primo tempo, rispondeva che ai sensi dell'art. 118 del D.Lgs. 267/2000 l'operazione poteva avvenire in regime di esenzione IVA, in seguito, dopo la stipula dell'atto di cessione tra gli enti, revocava il parere emesso, ritenendo non confermata tale esenzione in ambito comunitario. Sul punto è intervenuta la sentenza della CTR ligure, la quale, dopo aver confermato l'esclusione dal campo Iva della cessione in argomento, ha affermato che la revoca dell'interpello non ha effetto se interviene dopo che l'atto è già stato posto in essere.

(Comm. Trib. Reg. per la Liguria, sentenza del 03/01/2017 n. 1/1)

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9) Agevolazioni piccola proprietà contadina: applicabilità agevolazioni anche ai proprietari di masi chiusi

Registro e ipocatastali “di favore” anche ai proprietari di masi chiusi. L’Agenzia delle Entrate, fornisce con la risoluzione 15/E del 1° febbraio 2017, la corretta interpretazione della disposizione della Stabilità 2016, che ha esteso l’ambito applicativo delle agevolazioni per la piccola proprietà contadina.

Non è necessario essere coltivatori diretti o imprenditori agricoli professionali “certificati” per usufruire del trattamento fiscale soft previsto per la piccola proprietà contadina. Questo, infatti, spetta anche ai proprietari di masi chiusi, purché coltivino abitualmente il terreno agricolo.

La norma di riferimento (articolo 2, comma 4-bis, Dl 194/2009) disciplina le agevolazioni per la piccola proprietà contadina, stabilendo che gli atti di trasferimento a titolo oneroso di terreni agricoli e relative pertinenze, a favore di coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali, iscritti nella relativa gestione previdenziale e assistenziale, sono soggetti all’imposta di registro e a quella ipotecaria in misura fissa (attualmente, 200 euro ciascuna) e all’imposta catastale nella misura dell’1 per cento.

In seguito, l’articolo 1, comma 906, legge 208/2015 (Stabilità 2016), ha esteso i benefici anche agli atti di trasferimento a titolo oneroso di terreni agricoli e relative pertinenze posti in essere a favore di proprietari di masi chiusi, sempreché da loro abitualmente coltivati.

Il nuovo periodo, dunque, stabilisce requisiti soggettivi per l’accesso all’agevolazione alternativi a quelli disciplinati dal primo periodo e relativi a coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali.

La norma richiede, comunque, l’abituale coltivazione del maso ed è, quindi, ispirata alla ratio di favorire gli acquisti di terreni agricoli da parte di persone che abbiano come propria attività principale l’agricoltura.

Pertanto, la risoluzione chiarisce che le agevolazioni tributarie per la piccola proprietà contadina (imposte di registro e ipotecaria in misura fissa e imposta catastale all’1%), in relazione agli atti di trasferimento a titolo oneroso di terreni agricoli e relative pertinenze, spettano anche ai proprietari di masi chiusi che li coltivano abitualmente, a prescindere dalla circostanza che rivestano la qualifica di coltivatore diretto o imprenditore agricolo professionale e siano iscritti nella relativa gestione previdenziale e assistenziale.

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10) Scioglimento coattivo della società: ecco gli adempimenti dichiarativi da porre in essere

Si applica l’art. 183 del TUIR anche ai casi di scioglimento per atto dell’autorità di vigilanza.

Lo precisa l’Agenzia delle entrate con la risoluzione n. 14/E del 1 febbraio 2017, emessa a seguito di una istanza d’interpello posta dal Commissario liquidatore della società sugli adempimenti dichiarativi da porre in essere in conseguenza dello scioglimento della società, disposto dall’Autorità di vigilanza, ai sensi dell’articolo 2545 septiesdecies, del codice civile.

Viene ricordato, in particolare, che l'art. 183 del TUIR (D.P.R. n. 917/86), in materia di fallimento e liquidazione coatta, dispone che, ai fini delle imposte sul reddito, l'intera fase del procedimento costituisce un "unico periodo d'imposta", quale che sia la sua durata ed anche in caso di esercizio provvisorio.

Il dubbio interpretativo dell'istante riguardava la possibilità di applicare il medesimo principio anche al distinto istituto dello "Scioglimento per atto dell'autorità" (art. 2545 septiesdecies c.c.).

Nel caso di specie, è stato chiarito che nel caso di liquidazione amministrativa, conseguente allo scioglimento di una cooperativa disposto dall’autorità di vigilanza, l’intera fase del procedimento costituisce un unico periodo d’imposta e, quindi, è possibile presentare un’unica dichiarazione dei redditi.

Vincenzo D’Andò