Diario quotidiano del 2 febbraio 2017: pronti i nuovi studi di settore e i modelli di dichiarazione dei redditi

Pubblicato il 2 febbraio 2017

1) Dichiarazioni dei Redditi: modelli definitivi
2) Elenco aggiornato dei paesi con scambio informazioni fiscali automatico: Decreto in G.U.
3) Studi di settore definitivi: pubblicati i nuovi modelli più snelli
4) Redditi e modello Irap definitivi: ecco le novità
5) Studi di settore: approvata la modulistica per il 2016, ecco tutti i particolari
6) Nuovi schemi di bilancio con ripercussioni sulla base imponibile Irap
7) Tasse: con l’autotutela si estingue tutto, l’Ufficio non può fare risorgere l’atto annullato
8) L’Agenzia delle entrate non può revocare l’interpello
9) Agevolazioni piccola proprietà contadina: applicabilità agevolazioni anche ai proprietari di masi chiusi
10) Scioglimento coattivo della società: ecco gli adempimenti dichiarativi da porre in essere
CTverti1) Redditi 2017: modelli definitivi 2) Elenco aggiornato dei paesi con scambio informazioni fiscali automatico: Decreto in G.U. 3) Studi di settore definitivi: pubblicati i nuovi modelli più snelli 4) Redditi 2017 e modello Irap 2017 definitivi: ecco le novità 5) Studi di settore: approvata la modulistica per il 2016, ecco tutti i particolari 6) Nuovi schemi di bilancio con ripercussioni sulla base imponibile Irap 7) Tasse: con l’autotutela si estingue tutto, l’Ufficio non può fare risorgere l’atto annullato 8) L’Agenzia delle entrate non può revocare l’interpello 9) Agevolazioni piccola proprietà contadina: applicabilità agevolazioni anche ai proprietari di masi chiusi 10) Scioglimento coattivo della società: ecco gli adempimenti dichiarativi da porre in essere

1) Redditi 2017: modelli definitivi

Superato il periodo di prova: sono ora divenuti definitivi sei modelli. Arrivata l’ufficialità con la pubblicazione sul sito dell’Agenzia delle entrate dei vari provvedimenti.

Redditi Pf, Sp, Sc ed Enc; Irap e Cnm acquisiscono l’ufficialità. Con sei distinti provvedimenti del direttore dell’Agenzia, sono stati approvati gli ultimi sei modelli dichiarativi 2017, con le relative istruzioni. Le versioni definitive, dal 31 gennaio 2017 on line sul sito delle Entrate, ricalcano le versioni provvisorie.

Contestualmente ai modelli Redditi, trovano il via libera anche i modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione dei parametri da utilizzare per il periodo d’imposta 2016. Tra i tratti in comune, che hanno inciso sulla struttura dei modelli, la possibilità di presentare la dichiarazione integrativa a proprio favore nello stesso termine di quella pro Fisco (vale a dire entro i termini per l’accertamento). È pertanto scomparsa dal frontespizio di ciascun modello la casella specifica per l’integrativa a favore, non essendo più necessario distinguere il tipo di integrativa che si sta presentando.

Inoltre, considerando che il nuovo termine si applica anche alle integrative di annualità pregresse, per le quali non sono ancora spirati i termini di decadenza per l’accertamento, è stato eliminato il prospetto “Errori contabili” del quadro RS (nel modello Irap è invece sparita la sezione XII del quadro IS).

Infine, poiché è previsto che, nella dichiarazione relativa al periodo d’imposta in cui è presentata l’integrativa a favore, vada indicato il credito derivante dal minor debito o dal maggiore credito risultante dall’integrativa stessa, è stato predisposto il nuovo quadro DI (per Irap, la nuova sezione XVII).

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2) Elenco aggiornato dei paesi con scambio informazioni fiscali automatico: decreto in G.U.

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 24 del 30 gennaio 2017, il Decreto del MEF 17 gennaio 2017, recante modifiche all'elenco dei paesi con cui è possibile scambiare in automatico informazioni di carattere fiscale, sulla base dello standard elaborato dall’OCSE denominato 'Common reporting standard'.

Scambio automatico informazioni elenco aggiornato

Il decreto MEF del 17 gennaio 2017 aggiorna l’elenco dei Paesi con i quali è attuabile lo scambio automatico di informazioni e le relative decorrenze sulla base del Common reporting standard, accordo multilaterale elaborato dall'Ocse.

Con questo provvedimento vengono modificati gli allegati “attuativi” dello scambio automatico obbligatorio di informazioni nel settore fiscale (allegato C e D al decreto 28 dicembre 2015), cosicché l’Amministrazione finanziaria italiana può aggiornare, dopo solo 18 mesi, la lista dei Paesi che dal 1° gennaio 2016, oppure 2017, stanno monitorando i contribuenti italiani presenti e attivi nelle loro giurisdizioni.

Nuova lista Paesi collaborativi

La lista dei Paesi cosiddetti “collaborativi”, che risultano ora impegnati nello scambio automatico di informazioni fiscali con l’Italia e con l’Unione europea si allarga di molto e vede la partecipazione di Paesi molto importanti. L'elenco arriva infatti a comprendere 81 paesi, anche se il numero non è ancora definitivo.

Tra i nuovi aggiunti, i paesi del Golfo (Arabia Saudita e Kuwait) e dell’estremo Oriente (Singapore e Malesia) oltre ad Israele e la Russia. Dal Sudamerica entrano paesi come il Brasile e Uruguay. Mentre a Nord, la Groenlandia.

Destinatari

I destinatari delle disposizioni di cui al decreto 17 gennaio 2017, sono gli intermediari finanziari italiani con riferimento ai rapporti intrattenuti con residenti di Stati con i quali è attuabile lo scambio automatico di informazioni.

In virtù dello scambio automatico di informazioni fiscali, l'Agenzia delle Entrate deve ricevere dall’estero, entro il 30 aprile di ogni anno, di dati “sensibili”.

Analogamente, gli intermediari domestici sono obbligati a trasmettere all'Agenzia delle Entrate per la successiva trasmissione alle amministrazioni fiscali straniere, oltre al nome, l'indirizzo, le generalità, la giurisdizione di residenza, il codice identificativo fiscale estero dei propri clienti non residenti, dati particolarmente sensibili come il numero del conto intrattenuto, il relativo saldo nonché tutti i redditi di natura finanziaria che si sono prodotti su detto rapporto.

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3) Studi di settore definitivi: pubblicati i nuovi modelli più snelli

Studi di settore nell’ottica della primissima semplificazione: debutto per i nuovi modelli, più snelli e con meno dati. Adempimenti ridotti per i contribuenti, 5.300 le variabili eliminate. Non si ferma la semplificazione degli studi di settore. Continua infatti la riduzione dei dati richiesti per la compilazione, con conseguente alleggerimento di quadri e variabili. Online i nuovi modelli, 193, da utilizzare per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore, relativi alle attività economiche nel settore delle manifatture, dei servizi, del commercio e alle attività professionali. Un provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate li approva infatti definitivamente, dal 31 gennaio 2017, nella loro veste finale. Anche quest’anno ulteriori passi avanti sono stati registrati in direzione d’una sempre maggiore semplificazione in particolare, si è dato corso ad una significativa attività volta a diminuire e comprimere le informazioni richieste nei modelli degli studi di settore, riducendole, fondamentalmente, solo a quelle necessarie per l’applicazione degli stessi e a quelle individuate per l’elaborazione dei nuovi indici di affidabilità.

Tale operazione ha comportato, nella quasi totalità dei casi, una consistente riduzione delle informazioni, circa 5.300 righi in meno nei modelli di quest’anno, con un evidente beneficio in termini di riduzione degli adempimenti per i contribuenti.

Studi di settore, grazie alla semplificazione quasi 1/4 delle informazioni non più necessarie – Dunque, studi di settore a dieta, in quanto a dati e numeri da inserire a cura dei contribuenti. In generale, infatti, si rileva una contrazione rispetto alla precedente annualità di più del 25% dell