Diario quotidiano del 17 febbraio 2017: i Commercialisti revocano lo sciopero

Pubblicato il 17 febbraio 2017



1) L’App ‘’Bilancio Aperto’’ sulla contabilità dello Stato si arricchisce di “RGS informa”
2) Lavoro: per le comunicazioni obbligatorie dal 28 febbraio in vigore i nuovi standard tecnici
3) Imprese che hanno concluso accordi in sede governativa per l’accesso alla prosecuzione della CIGS
4) Studi di settore: fatte le specifiche tecniche
5) Commercialisti: sciopero saltato ma restano i Modelli Intrastat acquisti
6) Startup e PMI innovative: ecco i controlli fatti in sede d’iscrizione
7) Proroga del meccanismo dello “split payment anche a soggetti a cui sono esclusi
8) CNDCEC: Il nuovo presidente Miani è già “al lavoro”
9) Milleproroghe: ok Senato a fiducia con 153 sì
10) Nel processo tributario l’atto notorio non serve
La_fiumana_(Volpedo)1) L’App ‘’Bilancio Aperto’’ sulla contabilità dello Stato si arricchisce di “RGS informa” 2) Lavoro: per le comunicazioni obbligatorie dal 28 febbraio in vigore i nuovi standard tecnici 3) Imprese che hanno concluso accordi in sede governativa per l’accesso alla prosecuzione della CIGS 4) Studi di settore: fatte le specifiche tecniche 5) Commercialisti: sciopero saltato ma restano i Modelli Intrastat acquisti 6) Startup e PMI innovative: ecco i controlli fatti in sede d’iscrizione 7) Proroga del meccanismo dello “split payment anche a soggetti a cui sono esclusi 8) CNDCEC: Il nuovo presidente Miani è già “al lavoro” 9) Milleproroghe: ok Senato a fiducia con 153 sì 10) Nel processo tributario l’atto notorio non serve ****

1) L’App ‘’Bilancio Aperto’’ sulla contabilità dello Stato si arricchisce di “RGS informa”

L’App “Bilancio Aperto”, lanciata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze a luglio 2016 per rendere accessibili a tutti le informazioni sulla contabilità dello Stato, si arricchisce ora della rubrica “RGS Informa - Notizie e dati sui conti pubblici”. L’applicazione, realizzata dalla Ragioneria Generale dello Stato in collaborazione con Sogei, è disponibile gratuitamente su Google Play Store e su Apple Store ed è stata scaricata da più di 12mila persone. La nuova rubrica “RGS Informa” fornisce notizie relative al bilancio dello Stato e alla finanza pubblica, con link a canali informativi specifici gestiti dalla stessa RGS, dove sono disponibili dati ed informazioni di maggior dettaglio. Tra questi canali primo fra tutti è il Portale OpenBDAP che rende disponibili a tutti i cittadini importanti componenti informative della Banca Dati delle Amministrazioni Pubbliche (BDAP). La prima uscita di “RGS informa” è dedicata all’aggiornamento mensile sui pagamenti del bilancio dello Stato a dicembre 2016.

(Ministero dell’Economia, comunicato n. 25 del 14/02/2017)

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2) Lavoro: per le comunicazioni obbligatorie dal 28 febbraio in vigore i nuovi standard tecnici

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con il comunicato n. 930 del 10 febbraio 2017, informa che verranno aggiornati gli standard del sistema informativo delle comunicazioni obbligatorie, che comprende tutti i modelli in uso (UNI-Lav, UNI-Somm,…) del sistema nazionale per l’incontro domanda e offerta di lavoro e del programma Garanzia Giovani.

Gli aggiornamenti riguardano in particolare l’anagrafica dei Comuni (modifiche certificate da ISTAT e in vigore dal 1 gennaio 2017) e l’anagrafica dei Centri per l’Impiego (modifiche seguite ad una riorganizzazione dei servizi della Regione Emilia-Romagna).

Inoltre, nell’ambito del Flusso SAP, sono state implementate le specifiche riguardanti un nuovo servizio tramite il quale ricercare nel Nodo di Coordinamento Nazionale il codice della SAP attiva e la Regione titolare per uno specifico Codice Fiscale. Tale servizio sarà disponibile in ambiente di collaudo a partire dal 13 febbraio 2017.

La documentazione relativa ai nuovi standard tecnici verrà trasmessa tramite il sistema di distribuzione WeTransfer.

Per consentire ai sistemi informatici di adeguarsi, i nuovi standard tecnici e il nuovo servizio del Flusso SAP entreranno in vigore il giorno 28 febbraio 2017.

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3) Imprese che hanno concluso accordi in sede governativa per l’accesso alla prosecuzione della CIGS

La Direzione Generale degli ammortizzatori sociali e degli incentivi all’occupazione, del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ha emanato la circolare n. 3 del 13 febbraio 2017, con la quale fornisce le indicazioni operative – per le imprese che abbiano concluso e sottoscritto accordi in sede governativa entro il 31 luglio 2015 – per la presentazione delle domande per l’accesso alla prosecuzione dei trattamenti di integrazione salariale straordinaria, oltre i limiti di cui agli artt. 4, comma 1, e 22, commi 1, 3 e 4, del Decreto legislativo n. 148 del 2015, nonché i criteri per la reiterazione della riduzione contributiva di cui all’art. 6, comma 4, del Decreto Legge 1 ottobre 1996, n. 510, convertito, con modificazioni, dalla Legge 28 novembre 1996, n. 608.

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4) Studi di settore: fatte le specifiche tecniche

E’ stato firmato il Provvedimento di approvazione e sono in corso di pubblicazione sul sito internet dell’Agenzia le specifiche tecniche per la trasmissione telematica dei dati rilevanti ai fini degli studi di settore e dei parametri relativi al 2016. Dopo l’approvazione dei nuovi modelli 2017, si tratta quindi di un ulteriore tassello indispensabile per completare la marcia di avvicinamento al varo definitivo di Gerico.

Studi di settore al rush finale

In pratica, con il Provvedimento del 15 febbraio 2017, le Entrate approvano le specifiche tecniche (allegato 1) cui devono attenersi i soggetti che effettuano la trasmissione telematica dei dati rilevanti ai fini degli studi di settore, da dichiarare con il modello Redditi 2017. In veste definitiva trovano spazio nel Provvedimento anche le specifiche tecniche per la trasmissione telematica dei dati rilevanti per l’applicazione dei parametri (allegato 2 per gli esercenti arti e professioni; allegato 3 per gli esercenti attività d’impresa) e dei controlli di coerenza tra le informazioni dichiarate nel modello studi di settore e quelle dichiarate nel modello Redditi 2017 (allegato 4). Dunque, con il Provvedimento firmato oggi, che segue a distanza di appena due settimane quello di approvazione della modulistica definitiva, parte integrante del modello Redditi 2017, è ulteriormente arricchito il kit a disposizione dei contribuenti.

Modalità di trasmissione

La trasmissione dei dati all’Agenzia può essere effettuata direttamente, attraverso il servizio telematico Entratel o Internet (Fisconline) o tramite intermediari abilitati.

Niente studi di settore per i Comuni colpiti dal sisma

Adempimenti più snelli e procedure agevolate per i residenti nelle aree colpite dal terremoto. Infatti, tenuto conto delle criticità originate dagli effetti degli eventi sismici di agosto e ottobre 2016, nelle istruzioni “Parte generale” dei modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore viene previsto che, per il periodo d’imposta 2016, i soggetti con residenza o sede operativa in uno dei comuni individuati negli allegati 1 e 2 del decreto legge n. 189/2016, come convertito dalla legge 229/2016, che dichiarano, in ragione della specifica situazione di criticità soggettiva, la causa di esclusione relativa al periodo di non normale svolgimento dell’attività (codice “7”), non sono tenuti alla presentazione dei relativi modelli dichiarativi. Tenuto conto della scarsa significatività, in tali casi, dei dati degli studi di settore per le attività di controllo fiscale, gli esercenti attività di impresa o di lavoro autonomo aventi le caratteristiche in precedenza evidenziate non saranno interessati, oltre che dall’utilizzo dello strumento presuntivo in fase accertativa, anche dal relativo adempimento dichiarativo.

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 38 del 15 febbraio 2017)

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5) Commercialisti: sciopero saltato ma restano i Modelli Intrastat acquisti

Niente sciopero per i Commercialisti. L’astensione collettiva che era stata proclamata dal 27 febbraio al 7 marzo, a seguito della manifestazione del 14 dicembre scorso e che aveva avuto il via libera dell’autorità garante, è stata revocata.

Scompare solo la comunicazione dei beni concessi in godimento dalle imprese ai soci e ai familiari dell’imprenditore. Ma restano, sembra, fino al 31 dicembre 2017 gli obblighi di invio dei dati relativi agli acquisti intracomunitari di beni e servizi, nel testo vigente alla data del 24 ottobre 2016.

REVOCA ASTENSIONE COLLETTIVA – COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO 15.02.2017

Pubblicato il 16 febbraio 2017

ADC – AIDC – ANC – ANDOC – UNAGRACO – UNGDCEC – UNICO

COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO

<<Le associazioni nazionali dei commercialisti proclamano la revoca dell’astensione collettiva della categoria esprimendo soddisfazione per i risultati raggiunti con le misure contenute nel Milleproroghe: dallo spesometro semestrale per l’anno 2017 all’eliminazione delle comunicazioni dei beni ai soci; dall’eliminazione dei dati dei contratti di locazione all’adeguamento della normativa fiscale ai nuovi bilanci.

L’esecutivo ha inoltre manifestato aperture su temi quali il riconoscimento del ruolo del commercialista, la semplificazione e il riordino del sistema fiscale, la rimodulazione delle sanzioni per gli errori formali e altre questioni come lo spesometro annuale e non più semestrale a partire dal 2018 e la scadenza per la dichiarazione annuale IVA a settembre e non aprile, sempre a partire dal 2018. A ciò si aggiungono i risultati raggiunti sul tavolo dell’Antiriciclaggio che ha preso il via nella giornata di oggi.

Le associazioni di categoria vigileranno per verificare la reale concretizzazione delle aperture ricevute, sottolineando come si tratti di un risultato storico, mai raggiunto in precedenza in termini di interlocuzione con le istituzioni.>>.

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6) Startup e PMI innovative: ecco i controlli fatti in sede d’iscrizione

Startup e PMI innovative: ecco i controlli fatti in sede d’iscrizione nella sezione speciale del Registro delle imprese.

Il Ministero dello Sviluppo Economico, con la circolare n. 3696 del 14 febbraio 2017, ha fornito alle Camere di Commercio le istruzioni per i controlli da effettuare in sede di iscrizione delle Start up e delle PMI innovative nella sezione speciale del Registro delle imprese (verifiche preventive) e durante la vigenza dello status speciale di Startup innovativa e PMI innovativa (verifiche dinamiche).

In particolare, nella terza parte del documento sono riportare delle Tabelle sinottiche contenenti una rappresentazione schematica dei pareri rilasciati dal MISE; vengono inoltre indicate le tempistiche delle relative verifiche da parte delle Camere di Commercio.

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7) Proroga del meccanismo dello “split payment" anche a soggetti a cui sono esclusi

IVA – Richiesta del Governo italiano alla Commissione UE della proroga, e dell’estensione, del meccanismo dello “split payment”.

Con la lettera del 7 febbraio 2017 (prot. N. 781 IR) il Ministro dell’economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan – nell’ambito della manovra di aggiustamento dei conti pubblici da 3,4 milioni di euro, messa in agenda per evitare il rischio dell’apertura di una procedura d’infrazione contro l’Italia – ha trasmesso alla Commissione europea una richiesta formale, da parte del Governo italiano, per la proroga per un ulteriore triennio, e cioè, fino al 31 dicembre 2020, dell’autorizzazione all’applicazione del regime dello “split payment” (in scadenza il 31 dicembre 2017), in considerazione dei risultati molto soddisfacenti forniti dal regime in questione sul versante delle entrate erariali. Nella stessa lettera, inoltre, il Governo italiano ha chiesto alla Commissione europea la possibilità di poter estendere l’applicazione dello “split payment” anche a soggetti, e tipologie di operazioni, che sono attualmente esclusi dalla disciplina nazionale di tale regime.

In proposito, si ricorda che la legge di stabilità per il 2015 (Legge 23 dicembre 2014, n. 190) ha introdotto, nel D.P.R. n. 633 del 1972, l’art. 17-ter, che prevede un nuovo sistema di liquidazione dell’IVA in relazione alle forniture di beni o di servizi, effettuate nei confronti di determinate categorie di enti pubblici espressamente indicati nella stessa norma, denominato “scissione dei pagamenti” (o “split payment”).

In base a tale sistema, l’imposta relativa alle fatture emesse nei confronti dei suddetti enti pubblici non è più liquidata dal soggetto passivo IVA cedente o prestatore, ma dall’ente pubblico cessionario o committente. Il nuovo sistema dello “split payment”, come noto, è stato adottato dal legislatore nazionale come misura di contrasto all’evasione dell’IVA, e, in particolare, quella tipologia di evasione che si realizza quando i soggetti IVA applicano il tributo, in via di rivalsa, sulle operazioni poste in essere, ma, una volta incassata l’imposta dal cessionario o committente, non la versano all’Erario. Proprio per contrastare anche tale forma di evasione la direttiva comunitaria 2006/112/CE del 28 novembre 2006, che attualmente disciplina il sistema comune dell’IVA, prevede la possibilità per gli Stati membri di derogare al sistema ordinario di applicazione del tributo – basato sul meccanismo della rivalsa-detrazione – consentendo di adottare il sistema dell’inversione contabile ovvero altri sistemi di applicazione del tributo, diversi da quello ordinario, purchè appositamente autorizzati dal Consiglio dell’Unione europea. Non rientrando il sistema dello “split payment” fra quelli derogatori espressamente previsti dalla direttiva IVA, per la sua applicazione è stato necessario acquisire un’apposita autorizzazione da parte del Consiglio dell’Unione europea (per dare immediata attuazione a tale misura antievasiva, tuttavia, la legge n. 190 del 2014, nelle more del rilascio dell’autorizzazione, aveva previsto l’efficacia della misura a decorrere dal 1° gennaio 2015). L’autorizzazione è stata concessa dal Consiglio europeo con la decisione 14 luglio 2015, n. 2015/1401/UE; l’Organo comunitario, peraltro, pur riconoscendo la legittimità e l’utilità della deroga – riguardando essa un particolare settore economico (forniture di beni e servizi alle pubbliche amministrazioni) in cui in Italia erano stati riscontrati fenomeni di evasione fiscale – ne aveva però limitato temporalmente l’efficacia, concedendola solo per il periodo dal 1° gennaio 2015 al 31 dicembre 2017.

(Assonime, nota del 13 febbraio 2017)

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8) CNDCEC: Il nuovo presidente Miani è già “al lavoro”

Consiglio nazionale dei commercialisti: Il nuovo presidente Miani si é insediato.

La cerimonia si è svolta presso il Ministero della Giustizia, alla presenza del Ministro Andrea Orlando e del sottosegretario Federica Chiavaroli.

Con una cerimonia svoltasi presso il Ministero della Giustizia, alla presenza del Ministro Andrea Orlando e del sottosegretario Federica Chiavaroli, si è insediato oggi il nuovo Consiglio nazionale dei Dottori commercialisti e degli Esperti contabili. Il nuovo presidente della categoria è Massimo Miani, risultato vincitore nelle elezioni dello scorso 9 gennaio che lo vedevano contrapposto al presidente uscente, Gerardo Longobardi. Miani, 55 anni, a lungo presidente dell'Ordine dei commercialisti di Venezia e consigliere nazionale dal 2014 ad oggi, è il primo presidente eletto al termine del periodo transitorio – chiusosi il 31 dicembre 2016 – introdotto con la riforma del 2005, che aveva portato alla fusione tra l’Albo dei Dottori commercialisti e quello dei Ragionieri. Il suo mandato scadrà nel 2020.

Nel corso della cerimonia di insediamento sono state elette anche le altre cariche del Consiglio nazionale. Davide di Russo è stato confermato Vicepresidente, mentre Achille Coppola e Roberto Cunsolo sono stati confermati rispettivamente Segretario e Tesoriere.

Entrano a far parte del nuovo consiglio anche Antonio Borrelli, Andrea Foschi, Marcella Galvani, Gilberto Gelosa, Valeria Giancola, Maurizio Grosso, Giuseppe Laurino, Giorgio Luchetta, Raffaele Marcello, Francesco Muraca, Maurizio Postal, Sandro Santi, Massimo Scotton, Remigio Sequi, Lorenzo Sirch, Alessandro Solidoro e Giuseppe Tedesco.

Nella prima riunione del Consiglio nazionale sono poi stati nominati i 6 membri del Consiglio di disciplina, ossia Remigio Sequi (Presidente), Giuseppe Laurino (Segretario), Antonio Borrelli, Maurizio Grosso, Giorgio Luchetta e Francesco Muraca.

(Consiglio nazionale dei commercialisti, nota del 15 febbraio 2017)

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9) Milleproroghe: ok Senato a fiducia con 153 sì

Milleproroghe: ok Senato a fiducia con 153 sì, 99 i no, nessun astenuto. Testo passato alla Camera.

L'Aula di Palazzo Madama ha approvato con 153 voti favorevoli il decreto legge Milleproroghe per il quale il governo ha chiesto la fiducia. Il testo ora é passato all'esame della Camera. I voti contrari sono stati 99, nessun astenuto.

Con 153 voti favorevoli e 99 contrari, l'Assemblea ha rinnovato la fiducia al Governo, approvando il maxiemendamento intermante sostitutivo dell'articolo unico del ddl n. 2630 di conversione in legge del decreto legge 30 dicembre 2016, n. 244, recante proroga e definizione di termini. Il testo passa alla Camera.

Il cosiddetto milleproroghe è composto da 16 articoli. L'articolo 1 contiene disposizioni di proroga termini in materia di pubbliche amministrazioni. L'articolo 2 reca disposizioni in materia di editoria e durata in carica del consiglio nazionale e dei consigli regionali dell'ordine dei giornalisti. Gli articoli da 3 a 13 fissano rispettivamente proroghe in materia di lavoro e politiche sociali; istruzione, università e ricerca; interno; sviluppo economico e comunicazione; salute; difesa, infrastrutture e trasporti; giustizia; beni e attività culturali; ambiente; economia e finanze. L'articolo 14 dispone proroghe relative a interventi emergenziali. Gli articoli 15 e 16 riguardano le variazioni di bilancio e l'entrata in vigore del decreto.

Numerose le modifiche introdotte tra le quali: l'autorizzazione ad assumere 887 unità nel ruolo iniziale della polizia penitenziaria; norme specifiche per le assunzioni da parte dell'Istituto superiore di sanità; la proroga per l'assunzione di personale presso l'Autorità garante della concorrenza e del mercato; la proroga del programma statistico nazionale 2014-2016; il differimento dell'entrata in vigore di una disposizione sul riordino dei contributi alle imprese editrici; il differimento al 1° gennaio 2018 della decorrenza di alcune norme in materia di collocamento obbligatorio; la proroga del termine per l'adeguamento alla normativa antincendio per gli asilo nido e per le strutture turistico-alberghiere; la proroga al 2018 delle concessioni in scadenza dei commercianti ambulanti; la proroga del mandato dei delegati nei consigli di rappresentanza militare; il rinvio dell'adozione di norme sul servizio abusivo di taxi e sul noleggio con conducente; la proroga dell'albo dei trasportatori e del contratto di servizio RFI. Per i magistrati assegnati in prima sede, si è subordinato il trasferimento ad altra sede o l'assegnazione ad altre funzioni ad un periodo di permanenza triennale. Sono state poi inserite misure in tema di sport, fondazioni lirico-sinfoniche, sviluppo di distretti turistici; una disposizione in materia di quote rosa nei consorzi di tutela; la proroga della disciplina di coltivazione, produzione e commercio del vino; la proroga dei termini dell'accordo di prestito NAB tra l'Italia e il Fondo monetario internazionale; disposizioni di coordinamento della disciplina IRES e IRAP; la proroga delle graduatorie per le assunzioni nei Comuni dell'Abruzzo colpiti dal terremoto del 2009.

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10) Nel processo tributario l’atto notorio non serve

La dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà non ha efficacia probatoria nel processo tributario.

La Corte di Cassazione afferma che nel contenzioso tributario la dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà, così come l'autocertificazione in genere, è priva di efficacia probatoria, anche in base a quanto previsto dal Decreto Legislativo n. 546 del 1992, articolo 7, comma 4, "giacché, eludendo il divieto di giuramento e prova testimoniale, finirebbe per introdurre un mezzo di prova, non solo equipollente a quello vietato, ma anche costituito al di fuori del processo." La Suprema Corte, con tale orientamento, accoglie il motivo di appello dell'Amministrazione secondo il quale non può ritenersi provata, sulla base di una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà resa da un terzo, una circostanza volta a escludere una voce positiva di reddito ascritta dall'ufficio in capo a un contribuente.

(Corte di cassazione, Sentenza n. 701/5 del 13/01/2017)

Vincenzo D’Andò