Diario quotidiano del 16 febbraio 2017: il cambio di residenza rende nulla la cartella esattoriale notificata al vecchio indirizzo

Pubblicato il 16 febbraio 2017



1) Piattaforma Sister: ampliati i servizi offerti dalle Entrate
2) ENASARCO: ecco minimali e massimali 2017
3) Il cambio di residenza rende nulla la cartella esattoriale notificata al vecchio indirizzo
4) Spese per la sicurezza: dal prossimo 20 febbraio partono le richieste per il bonus fiscale
5) F24: istituita la causale contributo “EBLE”
6) L’Ade approva le specifiche tecniche dei vari Modelli Redditi 2017
7) Depositi bilanci nel Registro delle Imprese chiusi al 31 dicembre 2016
8) Stabile organizzazione: attività preparatorie e ausiliarie
9) Nuovo spesometro incassa il sì alla riduzione degli invii per il 2017
10) Processo tributario telematico: dal 15 febbraio 2017 nelle regioni di Basilicata, Campania e Puglia
11) Tavolo sull’antiriciclaggio: Commercialisti, incontro proficuo con il MEF
diario-quotidiano-articoli-7Indice: 1) Piattaforma Sister: ampliati i servizi offerti dalle Entrate 2) ENASARCO: ecco minimali e massimali 2017 3) Il cambio di residenza rende nulla la cartella esattoriale notificata al vecchio indirizzo 4) Spese per la sicurezza: dal prossimo 20 febbraio partono le richieste per il bonus fiscale 5) F24: istituita la causale contributo “EBLE” 6) L’Ade approva le specifiche tecniche dei vari Modelli Redditi 2017 7) Depositi bilanci nel Registro delle Imprese chiusi al 31 dicembre 2016: pronta la guida Cndcec/Unioncamere 8) Stabile organizzazione: attività preparatorie e ausiliarie 9) Nuovo spesometro incassa il sì alla riduzione degli invii per il 2017 10) Processo tributario telematico: esteso dal 15 febbraio 2017 nelle regioni di Basilicata, Campania e Puglia 11) Tavolo sull’antiriciclaggio: Commercialisti, incontro proficuo con il MEF

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1) Piattaforma Sister: ampliati i servizi offerti dalle Entrate Piattaforma Sister, sempre più servizi. Adesso è possibile richiedere via web anche certificati ipotecari e copie di note e titoli. Si amplia il pacchetto dei servizi telematici a disposizione sulla piattaforma web Sister. Infatti, gli utenti privati convenzionati alla consultazione telematica delle banche dati ipotecaria e catastale possono ora richiedere direttamente online, a tutti i Servizi di pubblicità immobiliare, anche i certificati ipotecari e le copie di note o titoli. Cosa c’è di nuovo su Sister - Le ultime funzioni messe a disposizione nella piattaforma web dedicata ai servizi catastali e ipotecari consentono in particolare di: - richiedere certificati generali o speciali; - richiedere copia delle note o dei titoli informatizzati; - ricevere il documento firmato digitalmente dal conservatore; - pagare i relativi tributi e scaricare le ricevute di pagamento. Come si presenta la richiesta via web La richiesta, che va sottoscritta con firma digitale, può essere compilata tramite il software UniCert, che l’Agenzia delle Entrate fornisce gratuitamente sul proprio sito internet, seguendo il percorso Home > Cosa devi fare > Consultare dati catastali e ipotecari > Certificato ipotecario e rilascio di copia > Software. In alternativa, è possibile effettuare la richiesta anche utilizzando altri programmi, purché conformi alle specifiche tecniche richieste per Unicert. (Agenzia delle entrate, comunicato n. 35 del 14 febbraio 2017) ****** 2) ENASARCO: ecco minimali e massimali 2017 Per l’anno 2017, gli importi dei minimali contributivi e dei massimali provvigionali sono così determinati: Agente plurimandatario, il massimale provvigionale annuo per ciascun rapporto di agenzia è pari a 25.000 euro, mentre il minimale contributivo annuo per ciascun rapporto di agenzia è pari a 418 euro; Agente monomandatario, il massimale provvigionale annuo per ciascun rapporto di agenzia è pari a 37.500 euro, mentre il minimale contributivo annuo per ciascun rapporto di agenzia è pari a 836 euro. Minimali e massimali 2017 Per l’anno 2017, gli importi dei minimali contributivi e dei massimali provvigionali sono così determinati: Plurimandatari Monomandatari Minimale 418,00 € 836,00 € Massimale 25.000 € 37.500 € Agente plurimandatario Ill massimale provvigionale annuo per ciascun rapporto di agenzia è pari a 25.000 euro (contributo massimo per mandato pari a 3.887,50 euro); il minimale contributivo annuo per ciascun rapporto di agenzia è pari a 418 euro. Agente monomandatario Il massimale provvigionale annuo per ciascun rapporto di agenzia è pari a 37.500 euro (contributo massimo per mandato pari 5.831,25 euro); il minimale contributivo annuo per ciascun rapporto di agenzia è pari a 836 euro. Questi importi sono stati aggiornati dalla Fondazione Enasarco a seguito della pubblicazione, da parte dell’ISTAT, del tasso di variazione annua dell’indice generale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati. Per il 2017 l'aliquota contributiva è fissata al 15,55% (di cui aliquota previdenza 12,55% e a titolo di solidarietà 3,00%) (ENASARCO, comunicato del 09 febbraio 2017) ****** 3) Il cambio di residenza rende nulla la cartella esattoriale notificata al vecchio indirizzo Problemi per la notifica della cartella se il contribuente si è trasferito e le Entrate sono già a conoscenza del nuovo indirizzo. Nulla la cartella delle Entrate notificata dall’Agente per la riscossione se il contribuente si è trasferito in un altro Comune e la sua nuova residenza è nota agli uffici dell’Agenzia delle Entrate. Lo ha, infatti, stabilito, con la sentenza n. 3597 del 10 febbraio 2017, la Corte di Cassazione che ha accolto il ricorso di un contribuente che aveva impugnato la sentenza della CTR, che, invece, aveva confermato la validità della cartella. Il contribuente si duoleva di essere venuto a conoscenza della pretesa impositiva dell’Agenzia soltanto con il fermo amministrativo, e ciò perché la cartella era stata notificata mediante deposito nella casa comunale, ex. art. 60, comma 1, lettera e) del D.P.R. n. 600/1973. Nel caso di specie, la notificazione, afferma la Suprema Corte, è stata eseguita mediante deposito nella casa comunale senza però che ne sussistessero tutti i presupposti. Segnatamente, dopo che il contribuente si era trasferito in Comune diverso da quello del deposito e dopo che tale circostanza dovesse considerarsi nota all’amministrazione finanziaria, in quanto iscritto (successivamente alla presentazione della dichiarazione dei redditi) presso l’anagrafe tributaria. Da questo semplice riscontro anagrafico sarebbe infatti emerso che il contribuente, alla data della notificazione, non risiedeva più nel Comune di esecuzione del deposito, essendosi trasferito. In definitiva, la Suprema Corte di cassazione ha accolto il ricorso del contribuente (Danilo B.). Svolgimento del giudizio e motivi della decisione Danilo B. (contribuente) propone cinque motivi di ricorso per la cassazione della sentenza n. 54/31/12 del 24 aprile 2012 con la quale la commissione tributaria regionale della Lombardia, in riforma della prima decisione, ha ritenuto legittimi la cartella di pagamento ed il conseguente preavviso di fermo amministrativo notificatigli dall'agente per la riscossione, in relazione ad un debito Irpef risultante in sede di controllo automatizzato della dichiarazione dei redditi 2004 (Modello Unico 2005). In particolare, la commissione tributaria regionale ha ritenuto che il fermo amministrativo in oggetto non fosse il primo atto impositivo portato a conoscenza del contribuente, in quanto successivo alla notificazione della prodromica cartella di pagamento. Regolarmente perfezionatasi, quest'ultima, mediante deposito presso la casa comunale di L. P. T., in una data (24 maggio 2008) nella quale doveva ritenersi che il B. fosse ancora fiscalmente residente in quest'ultimo Comune, così come risultante dalla dichiarazione dei redditi da lui presentata. Resistono con controricorso l'agenzia delle entrate ed Equitalia Nord spa. Il contribuente (B.) ha depositato memoria ex art. 378 cpc. Il Collegio ha autorizzato, come da decreto del Primo Presidente in data 14 settembre 2016, la redazione della presente motivazione in forma semplificata. Con il secondo motivo di ricorso il B. lamenta - ex art.360, 1^ co. nn. 3 e 5 cod. proc. civ. - violazione degli articoli 58-60 D.P.R. 600/73 e 137 segg. cod. proc. civ., nonché omessa o insufficiente motivazione su un fatto decisivo per il giudizio. Ciò per non avere la commissione tributaria regionale rilevato che la notificazione in oggetto si era perfezionata (24 maggio 2008) successivamente al suo trasferimento anagrafico in Comune di Milano (18 febbraio 2008), risultante fin dal 7 aprile 2008 all'anagrafe tributaria (come da certificati anagrafici prodotti nel primo grado di giudizio). Con il quarto motivo di ricorso si deduce la violazione altresì dell'articolo 2697 cod. civ., nonché carente motivazione; per non avere la commissione tributaria regionale considerato che la notificazione in questione era avvenuta ben oltre il decorso dei 30 giorni di efficacia della variazione del domicilio del contribuente (nella specie: 18 febbraio 2008), secondo quanto disposto dal terzo comma dell'articolo 60 D.P.R. 600/73. Né una diversa conclusione poteva sostenersi sulla base del domicilio fiscale indicato nella dichiarazione dei redditi del 6 marzo 2008, tanto più che l'amministrazione finanziaria - alla data della notifica - era già a conoscenza del trasferimento di residenza a Milano. Con il quinto motivo di ricorso si deduce violazione dell'articolo 60 D.P.R. 600/73 e carenza motivazionale; per avere la commissione tributaria regionale ritenuto valida la notificazione della cartella in oggetto mediante deposito nella casa comunale, Ric. n. 28628/12 rg. - Ud.del 12 gennaio 2017 senza considerare che tale modalità di notificazione presupponeva - per il suo perfezionamento - l'invio al contribuente di avviso di avvenuto deposito mediante lettera raccomandata, nella specie mancante. Dunque, secondo la Cassazione, sono fondati, con assorbimento dell'ulteriori censure, il secondo e quarto motivo di ricorso (sopra illustrati). La notificazione in oggetto - la cui validità è stata contestata dal contribuente fin dal ricorso introduttivo - è stata eseguita mediante deposito nella casa comunale ai sensi dell'articolo 60, primo comma, lettera e) D.P.R. 600/73, senza però che ne sussistessero tutti i presupposti. Segnatamente, dopo che il B. si era trasferito in Comune diverso da quello del deposito; e dopo che tale circostanza dovesse considerarsi nota all'amministrazione finanziaria, in quanto iscritta (successivamente alla presentazione della dichiarazione dei redditi) presso l'anagrafe tributaria. Da questo semplice riscontro anagrafico sarebbe infatti emerso che il B., alla data della notificazione, non risiedeva più nel Comune di esecuzione del deposito (L. P. T.), essendosi trasferito a Milano fin dal 18 febbraio 2008 (come da risultanze in atti, anch'esse trascritte in ricorso). Né la notificazione in questione poteva ritenersi valida in forza del differimento di efficacia della variazione anagrafica di cui al terzo comma dell'articolo 60 cit.. Ciò perché essa, come è pacifico in causa, venne tentata il 29 aprile 2008 ma si perfezionò, appunto in esito al decorso di otto giorni dal deposito presso la casa comunale, soltanto il 24 maggio 2008; e, pertanto, oltre il termine di 30 giorni dalla variazione anagrafica ultima del 7 aprile 2008. Sulla base di tali elementi, doveva la commissione tributaria regionale rilevare l'invalidità della notificazione della cartella di pagamento, con conseguente fondatezza del motivo di opposizione proposto dal B. circa il fatto che questi venne a conoscenza della pretesa impositiva - in assenza di valida notificazione di atti prodromici - soltanto con il fermo amministrativo. Ne segue pertanto, in accoglimento del ricorso, la cassazione della sentenza impugnata. ****** 4) Spese per la sicurezza: dal prossimo 20 febbraio partono le richieste per il bonus fiscale Credito d’imposta per le spese di videosorveglianza, allarme e vigilanza. A partire dal 20 febbraio 2017 possibile inviare le richieste tramite il software sul sito delle Entrate. Da lunedì prossimo 20 febbraio e fino al 20 marzo, i contribuenti che hanno sostenuto spese per sistemi di videosorveglianza digitale, sistemi di allarme e di vigilanza potranno inviare le domande di accesso al credito d’imposta introdotto dalla Legge di Stabilità 2016. Il provvedimento delle Entrate del 14 febbraio 2017, infatti, chiarisce che la richiesta va inviata telematicamente all’Agenzia utilizzando l’apposito software gratuito “Creditovideosorverglianza” che sarà disponibile sul sito www.agenziaentrate.gov.it. Al canale telematico possono accedere tutte le persone fisiche che nel 2016 abbiano sostenuto spese per sistemi di videosorveglianza digitale o di allarme oppure spese connesse ai contratti stipulati con istituti di vigilanza a protezione di immobili non adibiti ad attività d’impresa o lavoro autonomo. Come accedere al credito d’imposta Per poter fruire dell’agevolazione è sufficiente collegarsi al sito dell’Agenzia e inviare la richiesta, autonomamente oppure tramite intermediario, con il software “Creditovideosorverglianza”. Nella domanda vanno indicati il codice fiscale del beneficiario e del fornitore del bene o servizio, nonché numero, data e importo delle fatture relative ai beni e servizi acquisiti, comprensivo dell’imposta sul valore aggiunto. Occorre inoltre specificare se la fattura è relativa ad un immobile adibito promiscuamente all’esercizio d’impresa o di lavoro autonomo e all’uso personale o familiare del contribuente. In questo caso il credito d’imposta spetterà nella misura del 50%. I contribuenti possono comunque presentare un’unica richiesta comprensiva dei dati di tutte le spese sostenute nel 2016 e, nel caso in cui siano presentate più istanze da un medesimo soggetto, sarà ritenuta valida l’ultima istanza presentata che sostituisce e annulla le precedenti domande. Un credito d’imposta da usare in compensazione L’agevolazione, istituita con la legge di Stabilità 2016, prevede il riconoscimento di un credito d’imposta alle persone fisiche che nel corso del 2016 abbiano sostenuto spese per l’installazione di sistemi di videosorveglianza digitale o di sistemi di allarme, nonché per le spese connesse ai contratti stipulati con istituti di vigilanza dirette alla prevenzione di attività criminali. Le spese devono riguardare immobili non utilizzati nell’attività d’impresa o di lavoro autonomo e, in caso di uso promiscuo, il credito spetta nella misura del 50%. Il beneficiario può utilizzare il credito d’imposta maturato in compensazione ai sensi dell’art. 17 del D.lgs. n. 241/1997, presentando il modello F24 esclusivamente tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle entrate. Le persone fisiche non titolari di reddito d’impresa o di lavoro autonomo possono utilizzare il credito spettante anche in diminuzione delle imposte dovute in base alla dichiarazione dei redditi. Misura del credito Il credito d’imposta è riconosciuto nella misura percentuale che sarà resa nota con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate da emanarsi entro il 31 marzo 2017, risultante dal rapporto tra l’ammontare delle risorse stanziate e il credito d’imposta complessivamente richiesto. ****** 5) F24: istituita la causale contributo “EBLE” L’Agenzia delle entrate, con la risoluzione n. 20/E del 15 febbraio 2017, ha istituito la causale contributo per la riscossione, tramite modello F24, dei contributi da destinare al finanziamento dell’Ente Bilaterale del Terziario “EBILTER”. La procedura di riscossione nasce dalla convenzione siglata dall’istituto nazionale di previdenza ed Ebilter. L’Ente bilaterale del terziario “Ebilter” ha affidato all’Inps, con la convenzione dello scorso 21 dicembre, la riscossione, tramite F24, dei contributi per il suo finanziamento. Procedura attuabile soltanto con la partecipazione attiva dell’Agenzia delle Entrate che, con la neo risoluzione ha istituito la causale contributo “EBLE”. La nuova denominazione trova la sua giusta collocazione nella sezione “Inps” della delega di pagamento, in corrispondenza, esclusivamente, della colonna “importi a debito versati”. Inoltre, nel campo “codice sede” deve essere indicato il codice della sede Inps competente, nel campo “matricola Inps/codice Inps/filiale azienda” la matricola Inps dell’azienda, mentre nel campo “periodo di riferimento” vanno inseriti il mese e l’anno di riscossione del contributo nella colonna “da mm/aaaa”; in bianco la colonna “a mm/aaaa”. ****** 6) L’Ade approva le specifiche tecniche dei vari Modelli Redditi 2017 L’Agenzia delle entrate, il 15 febbraio 2017, ha approvato le specifiche tecniche dei seguenti modelli, ai fini della trasmissione telematica: - modello di dichiarazione “Redditi 2017–SC” (con relativo provvedimento); - modello di dichiarazione “Redditi 2017–SP” (con relativo provvedimento); - modello “Consolidato nazionale e mondiale 2017” (con relativo provvedimento); - modello di dichiarazione “Redditi 2017–ENC” (con relativo provvedimento); - dichiarazione modello 770/2017, relativi all’anno di imposta 2016 (con relativo provvedimento); - modello di dichiarazione “Redditi 2017-PF” e dei dati riguardanti le scelte per la destinazione dell’otto, del cinque e del due per mille dell’IRPEF (con relativo provvedimento); - dati contenuti nelle dichiarazioni modelli 730/2017, nelle comunicazioni di cui ai modelli 730-4 e 730-4 integrativo nonché nella scheda riguardante le scelte della destinazione dell’otto, del cinque e del due per mille dell’IRPEF. Approvazione delle istruzioni per lo svolgimento degli adempimenti previsti per l’assistenza fiscale da parte dei sostituti d’imposta, dei CAF e dei professionisti abilitati (con relativo provvedimento). ****** 7) Depositi bilanci nel Registro delle Imprese chiusi al 31 dicembre 2016: pronta la guida Cndcec/Unioncamere Redazione dei bilanci, online la Guida 2017. Il manuale, versione 1.0 del 14 febbraio 2017, realizzato dall’Osservatorio permanente del sistema camerale e del Consiglio nazionale dei commercialisti, introduce il bilancio Xbrl anche per le micro-imprese L'edizione 2017 della Guida ai bilanci è online sul sito www.unioncamere.it e sul portale www.registroimprese.it. Il nuovo manuale operativo per il deposito del bilancio di esercizio delle società di capitale è stato realizzato dall’Osservatorio permanente del sistema camerale e del Consiglio nazionale dei commercialisti. La Guida contiene quest’anno anche l’introduzione del bilancio in formato Xbrl per le micro-imprese con relativi schemi quantitativi. Si tratta di un'importante semplificazione del procedimento amministrativo che consentirà di individuare e leggere con adeguato dettaglio anche le vicende finanziarie di questo specifico segmento di imprese, molto rappresentato nel nostro Paese. Dal 2010 per il deposito dei bilanci per le società di capitali e cooperative, relativamente agli aspetti legati all’obbligo di redazione del prospetto contabile, va utilizzato il formato Xbrl previsto con D.P.C.M. 10 dicembre 2008 (Gazzetta Ufficiale n. 304 del 31 dicembre 2008). Lo standard informatico non pone alcun vincolo sui valori da inserire: sono da rispettare i soli vincoli dettati dal codice civile. La tassonomia da utilizzare per la formazione delle istanze Xbrl per il 2017 è pertanto la versione “2016-11-14”, disponibile sul sito dell’Agenzia per l’Italia Digitale e scaricabile dal sito di XBRL Italia all’indirizzo http://it.xbrl.org/pubblicata-tassonomia-pci_2016-11-14-definitiva/. L’obbligo di presentazione dei bilanci chiusi il 31 dicembre 2016 o successivamente per tutte le imprese di capitali che redigono il bilancio secondo le disposizioni civilistiche, nel formato elettronico elaborabile, è assolto esclusivamente nel rispetto delle nuove tassonomie. La nuova tassonomia è caratterizzata da diverse novità, legate alle modifiche introdotte con il d.lgs. 139/2015 di recepimento della direttiva 34/UE/2013. La principale di queste riguarda l’introduzione del bilancio per le micro-imprese con relativi schemi quantitativi. Inoltre, il rendiconto finanziario diventa prospetto quantitativo a se stante e non più tabella di nota integrativa come nella precedente versione tassonomica. Il bilancio prodotto sarà pertanto completo di prospetti contabili e nota integrativa per il solo bilancio di esercizio nelle due forme, ordinario e abbreviato. In questo modo le incongruenze tra gli stessi valori del prospetto contabile riportati nelle tabelle della nota integrativa, dovute spesso a banali errori di inserimento dei dati, non si potranno più verificare, assicurando un grado di correttezza del bilancio sempre maggiore, con tutti gli evidenti vantaggi sia per chi redige il bilancio sia per chi ne fruisce. Questa versione della tassonomia consente di rendere corrispondente il bilancio in formato Xbrl al bilancio approvato in assemblea, riducendo drasticamente la necessità di doppio deposito. Infine, per evitare contraddizioni, si raccomanda agli utenti nella fase di redazione delle note integrative per i Consorzi e per i contratti di rete di eliminare i riferimenti al bilancio di esercizio, laddove non pertinenti, e di utilizzare invece la dicitura più corretta di "Situazione Patrimoniale". (CNDCEC, nota del 15 febbraio 2017) ****** 8) Stabile organizzazione: attività preparatorie e ausiliarie L'Agenzia delle entrate conferma che un centro di immagazzinamento e di distribuzione non configura, ai fini delle imposte sui redditi e dell'IRAP, una "stabile organizzazione" dell'impresa non residente che ne ha la disponibilità, qualora presso il medesimo centro risultino «depositati, esposti o consegnati solo prodotti di proprietà» della medesima impresa. Il documento del 15 febbraio della Fondazione nazionale commercialisti, con ampi richiami alla dottrina prevalente, illustra con puntualità la nozione di SO ripresa dal modello OCSE, evidenziandone certezze e criticità. Principi di redazione dei modelli di organizzazione, gestione e controllo. Ex D.Lgs. 231/2001 Con questo documento prosegue l’iniziativa editoriale che vede la proficua collaborazione tra il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (CNDCEC) e la Fondazione Nazionale dei Commercialisti (FNC). Si tratta di un progetto finalizzato, tra l’altro, a porre l’attenzione su tematiche spesso sottovalutate dagli operatori del settore come, ad esempio, la pianificazione d’impresa, la redazione dei business plan, il controllo di gestione, ecc. La responsabilità degli enti prevista dal D.Lgs. 231/2001 si colloca senz’altro nel solco delle tematiche sopra accennate. Il presente documento nasce dall’esigenza di offrire una risposta di categoria alle istanze dei molti colleghi, che sono impegnati in questa area sia come consulenti, sia come componenti di collegi sindacali e di organismi di vigilanza, sia infine come consulenti tecnici nella valutazione di idoneità dei Modelli 231 in sede giudiziaria. Pur in assenza di un vero e proprio obbligo normativo, infatti, lo sviluppo di modelli organizzativi sta diventando sempre più una scelta indispensabile per offrire garanzie di trasparenza e affidabilità ai differenti stakeholder nazionali ed internazionali. Il volume è disponibile all'interno del "Portale delle Conoscenze" (sezione "Strumenti di lavoro" voce "Volumi"). Si ricorda che per accedere al portale è richiesta una procedura di registrazione dell’utente, che può essere rapidamente eseguita attraverso il seguente sito: www.retedelleconoscenzefnc.it Disclosure di sostenibilità: decreto legislativo n. 254/2016 sulla comunicazione di informazioni di carattere non finanziario e sulla diversità Nuove disposizioni in materia di disclosure non finanziaria sono state introdotte nel nostro ordinamento dal decreto legislativo 30 dicembre 2016, n. 254, che ha recepito la direttiva 2014/95/UE riguardante la comunicazione di informazioni di carattere non finanziario di imprese e gruppi di grandi dimensioni. La struttura di questo documento redatto il 15.02.2017 dalla FNC e le osservazioni proposte sono articolate non in funzione della sequenza degli articoli del decreto ma nell’ottica di associare ai vari soggetti coinvolti, tanto nella rendicontazione quanto nel controllo della stessa, le specifiche attività da porre in essere, le relative modalità di esecuzione e le potenziali sanzioni cui si può incorrere, nell’ambito dell’adempimento al disposto normativo. Tax compliance, evasione fiscale e bene comune - con un pensiero ad Ezio Vanoni Vanoni è stato forse uno degli scienziati sociali che meglio ha tentato di costruire il rapporto basato sulla fiducia, tra il cittadino e la comunità. In altre parole Vanoni 70 anni fa già immaginava la necessità di una tax compliance, termine che oggi è sulla bocca di tutti. Con il termine inglese compliance si intende l’attività ed il controllo di conformità aziendali alle disposizioni normative, ai regolamenti, alle procedure ed ai codici di condotta presenti all’interno del sistema in cui l’impresa di riferimento è inserita. Sotto il profilo tributario la tax compliance rappresenta una delle missioni aziendali principali, che naturalmente deve andare in parallelo con quella dell’Agenzia delle Entrate la quale, da parte sua, ha lo scopo di raggiungere un’azione di prevenzione e contrasto all’evasione fiscale selettiva ed efficace, insieme ad una particolare attenzione al rapporto con i contribuenti onesti, che deve essere sempre più semplice e rassicurante. (Fondazione nazionale dei commercialisti, note del 15 febbraio 2017) ****** 9) Nuovo spesometro incassa il sì alla riduzione degli invii per il 2017 Il nuovo spesometro incassa il sì alla riduzione degli invii per il 2017. Gli ambulanti, dopo una giornata di proteste di piazza, ottengono l’allungamento a tutto il 2018 delle concessioni già scadute e lo stop alla proposta del Pd di far salve le attività dei Comuni che volevano bandire già a partire da marzo le prime gare per il rinnovo dei diritti di occupazione. E al quarto tentativo la spunta anche la norma per la semplificazione dei bilanci delle imprese, che consentirà di determinare le imposte dovute e contiene la proroga di 15 giorni per trasmettere la dichiarazione Redditi Sc e quella per l’Irap. Per quanto riguarda, invece, gli Intrastat acquisti (non previsti dalla direttiva Ue) viene confermato l’invio per tutto il 2017 in attesa di studiare semplificazioni perché la parte statistica riguarda solo una parte dei soggetti obbligati. Detrazione Iva al 50% per le nuove case: c'è la proroga Via libera alla proroga al 31 dicembre 2017 della detrazione Iva al 50% per l'acquisto di case in classe energetica A e B cedute dalle imprese costruttrici. Lo prevede un emendamento al decreto legge Milleproroghe approvato in commissione Affari costituzionali al Senato. «La detrazione di cui al è pari al 50 per cento dell'imposta dovuta sul corrispettivo d'acquisto ed è ripartita in dieci quote costanti nell'anno in cui sono state sostenute le spese e nei nove periodi d'imposta successivi». ****** 10) Processo tributario telematico: esteso dal 15 febbraio 2017 nelle regioni di Basilicata, Campania e Puglia Processo tributario telematico: avvio del piano di estensione per l’anno 2017. Dal 15 febbraio 2017 il processo tributario telematico (PTT), già attivo da dicembre 2015 nelle Regioni di Toscana e Umbria, e da ottobre 2016 nelle regioni di Abruzzo e Molise, Piemonte e Liguria, Emilia Romagna e Veneto, si estende alle Commissioni tributarie presenti nelle regioni di Basilicata, Campania e Puglia. Sarà possibile, attraverso il portale dedicato "www.giustiziatributaria.gov.it" accedere al sistema informativo della Giustizia Tributaria (S.I.Gi.T. - PTT) per il deposito telematico degli atti e documenti processuali già notificati alla controparte. Inoltre, i giudici tributari, i contribuenti, i professionisti e gli enti impositori, previamente registrati, potranno consultare da casa o dai propri uffici il fascicolo processuale contenente tutti gli atti e documenti del contenzioso a cui sono interessati. La digitalizzazione comporta vantaggi notevoli per tutti gli attori del processo tributario in termini di semplificazione degli adempimenti processuali e di durata del contenzioso. Entro il prossimo mese di luglio 2017 il processo tributario telematico sarà esteso a tutte le restanti regioni. In particolare, sarà attivo dal 15 aprile nelle Commissioni tributarie di Friuli-Venezia Giulia, Lazio e Lombardia; dal 15 giugno in quelle della Calabria, Sardegna e Sicilia e dal 15 luglio nelle Commissioni tributarie delle Marche, Val D’Aosta, Trento e Bolzano (Ministero dell’Economia, nota del 15 febbraio 2017) ****** 11) Tavolo sull’antiriciclaggio: Commercialisti, incontro proficuo con il MEF Miani: “Positiva l’esclusione di dichiarazioni fiscali e buste paga dalla normativa”. Revisione degli oneri formali a carico degli studi professionali, delimitazione dell’ambito soggettivo e oggettivo di applicazione degli obblighi di adeguata verifica della clientela, riduzione dell’entità delle sanzioni minime e massime: sono alcune delle principali richieste formulate dal Consiglio Nazionale dei Commercialisti nel corso della prima riunione del tavolo tecnico sull’antiriciclaggio tenutosi oggi a Roma presso il MEF, alla presenza del Viceministro Luigi Casero. All’incontro, oltre alla delegazione dei Commercialisti guidata dal Presidente della categoria, Massimo Miani erano presenti anche i rappresentanti dei Consigli nazionali degli Avvocati, dei Notai e dei Consulenti del lavoro. “Prendiamo atto con soddisfazione - afferma Miani - dell’apertura, da parte del Ministero, alle istanze delle professioni destinatarie degli obblighi antiriciclaggio, emersa nel corso della riunione. Auspichiamo che ora le osservazioni già da tempo formulate alla bozza del decreto di recepimento della quarta direttiva antiriciclaggio vengano ampiamente recepite nel testo definitivo. Per il momento – conclude Miani - registriamo favorevolmente quanto annunciatoci da Casero in merito al reinserimento della norma che esclude dall’applicazione degli obblighi di adeguata verifica le attività aventi ad oggetto la mera redazione e trasmissione delle dichiarazioni fiscali e gli adempimenti in materia di amministrazione del personale”. (CNDCEC, nota del 15 febbraio 2017) Vincenzo D’Andò