Diario quotidiano del 14 febbraio 2017: niente questionario a sorpresa al contribuente in caso di accertamento

Pubblicato il 14 febbraio 2017



1) Quando è valida la notifica della cartella al portiere
2) Revisori Enti locali: fruibile da ieri il corso di formazione on line
3) Agevolazioni industria 4.0 per l’incremento degli investimenti
4) Per l’esenzione dall’IMU sulla prima casa non occorre che la residenza risulti nell’Anagrafe
5) Accertamento fiscale: niente domande a sorpresa al contribuente
6) E’ possibile svalutare il prezzo di un bene aziendale senza avere particolari ripercussioni fiscali
7) Record riscossione per Equitalia
8) Dichiarazione IMU/TASI per enti non commerciali: arriva la nuova versione del modulo di controllo
9) Fondo di garanzia prima casa: già ricevute 14.000 richieste
10) Istanza di adesione con raccomandata: validità della data di spedizione
diario-quotidiano-articoli-71) Quando è valida la notifica della cartella al portiere 2) Revisori Enti locali: fruibile da ieri il corso di formazione on line 3) Agevolazioni industria 4.0 per l’incremento degli investimenti 4) Per l’esenzione dall’IMU sulla prima casa non occorre che la residenza risulti nell’Anagrafe 5) Accertamento fiscale: niente questionario a sorpresa al contribuente 6) E’ possibile svalutare il prezzo di un bene aziendale senza avere particolari ripercussioni fiscali 7) Record riscossione per Equitalia 8) Dichiarazione IMU/TASI per enti non commerciali: arriva la nuova versione del modulo di controllo 9) Fondo di garanzia prima casa: già ricevute 14.000 richieste 10) Istanza di adesione con raccomandata: validità della data di spedizione *****

1) Quando è valida la notifica della cartella al portiere

In sede di notifica di una cartella di pagamento nelle mani del portiere, il messo notificatore deve prima riportare nella “relata” dei dati essenziali che dimostrano l’impossibilità di consegna dell’atto al contribuente interessato. Solo così la notificazione è ritenuta valida.

Difatti, la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 3595 del 10 febbraio 2017., ha stabilito che la notifica è nulla quando la relazione dell’ufficiale giudiziario è priva delle attestazioni sul mancato rinvenimento di altre persone legittimate a ricevere il plico.

Dunque, l’agente notificatore deve dare atto nella relata, oltreché del mancato rinvenimento del destinatario, delle ricerche delle altre persone preferenzialmente abilitate a ricevere l’atto.

Altrimenti tutta la procedura di notifica è nulla, con tutta felicitazione dal parte del contribuente (nel caso di specie, una società).

******

2) Revisori Enti locali: fruibile da ieri il corso di formazione on line

Realizzato nel 2016 dal Consiglio nazionale dei commercialisti, è condiviso con il Ministero degli Interni per l’iscrizione nell’Elenco dei revisori.

È fruibile dal 13 febbraio 2017, e fino al 30 novembre 2017, la seconda edizione del corso di formazione professionale a distanza in materia di ordinamento contabile degli Enti locali, realizzato nel 2016 dal Consiglio nazionale dei commercialisti in collaborazione con il Ministero degli Interni, la Ragioneria generale dello Stato e la Fondazione nazionale dei commercialisti.

Lo aveva reso noto lo stesso Consiglio nazionale attraverso la nota informativa n. 10/2017 (si veda nel diario quotidiano del 13 febbraio 2017). La frequenza del corso fornirà ai partecipanti i crediti formativi necessari per l’iscrizione all’Elenco dei revisori dei conti degli Enti locali.

La piattaforma e-learning garantirà la partecipazione gratuita non solo agli oltre 117mila iscritti all’Albo dei commercialisti, ma anche ai revisori degli Enti locali, ai revisori legali dei conti, ai funzionari degli Enti locali e delle Prefetture.

Importanti i numeri della prima edizione del corso, inaugurata a ottobre del 2015: oltre 8.300 utenti unici che hanno fruito di almeno un corso online e più di 56.000 crediti erogati in materia C.7 bis (Contabilità pubblica e gestione economica e finanziaria degli enti territoriali).

Il corso si articola in 18 moduli di circa un’ora, fruibili separatamente, ciascuno dei quali consentirà – dopo il superamento di un test – di acquisire un credito formativo professionale.

La fruizione dei singoli moduli sarà consentita a tutti i commercialisti che non abbiano già fruito del modulo nell’anno 2016, previo riconoscimento sulla base del codice fiscale (password primo accesso: fadcndcec). Il sistema erogherà online i test e la valutazione. L’attestazione della fruizione e dei crediti maturati verrà inviata automaticamente all’iscritto via email al termine di ciascun modulo (l’attestazione verrà anche archiviata nell’area dedicata ai certificati).

(CNDCEC, nota del 13 febbraio 2017)

*******

3) Agevolazioni industria 4.0 per l’incremento degli investimenti

La Legge di Bilancio 2017 ha prorogato alcune importanti misure per rilanciare la competitività delle imprese, soprattutto nell’ottica della digitalizzazione settore industria 4.0.

Il piano industria 4.0 contiene una serie di agevolazioni, non solo a carattere fiscale, per stimolare nuovi investimenti privati. Le principali novità riguardano il rifinanziamento della Nuova Sabatini per l’acquisto di beni strumentali d’impresa, e il potenziamento del credito d’imposta per le attività di ricerca e sviluppo, la cui intensità sale dal 25% al 50% per tutte le categorie di spesa.

Nel quadro degli incentivi rientrano poi la proroga del super-ammortamento al 140% per gli acquisti di beni materiali nuovi, e l’introduzione dell’iper-ammortamento al 250% per gli investimenti che concorrono alla digitalizzazione dell’impresa.

Potenziato anche il regime delle detrazioni fiscali per chi investe nel capitale di start-up innovative.

Super-iperammortamento

Viene prorogata fino al 31 dicembre 2017 (ovvero al 30 giugno 2018) la misura del superammortamento, consistente in una deduzione extracontabile del 40%, e parallelamente viene istituita una maggiorazione del 150% (iper-ammortamento) del costo fiscale ammortizzabile per gli investimenti in beni strumentali ad alto contenuto tecnologico.

Sono esclusi dal bonus i veicoli a deducibilità limitata e i veicoli concessi in uso ai dipendenti.

Iper-ammortamento

La neo agevolazione non spetta ai lavoratori autonomi. Sono interessati i beni strumentali (materiali e immateriali) ad elevato contenuto tecnologico acquistati da terzi o mediante leasing finanziario.

Il bene non deve mai essere stato utilizzato né dal cedente né da altri soggetti.

L’agevolazione spetta per gli investimenti effettuati entro il 31 dicembre 2017 ovvero fino al 30 giugno 2018, a condizione che gli investimenti si riferiscano a ordini accettati dal fornitore entro il 31.12.2017, e che entro la medesima data sia avvenuto il pagamento di almeno il 20%.

Per accedere al beneficio l’impresa è tenuta ad acquisire una dichiarazione del legale rappresentante ai sensi del D.P.R 28 dicembre 2000, n.445, o nel caso di acquisti superiori a 500.000 euro una perizia tecnica giurata rilasciata da un professionista abilitato o ente certificatore.

Credito d’imposta per R&S

Viene esteso fino al 31 dicembre 2020 il periodo utile per poter fruire del credito d’imposta (50% di tutte le spese incrementali rispetto alla media dei medesimi investimenti realizzati nel triennio 2012-2014) a fronte di investimenti in attività di ricerca e sviluppo.

Nuova Sabatini

Nell’ambito delle misure per il rilancio degli investimenti è stato prorogato fino al 31 dicembre 2018 il termine per la concessione di finanziamenti agevolati per l’acquisto di nuovi macchinari, impianti e attrezzature da parte delle piccole e medie imprese.

Il plafond costituito presso Cassa Depositi e Prestiti viene pertanto incrementato a 7 miliardi di euro per il periodo 2017-2023.

Agevolazioni per start-up innovative

In tema di start-up e PMI innovative viene modificata la normativa sulle agevolazioni fiscali relative ad investimenti nel capitale di rischio di tali imprese. Le novità riguardano l’intensità dell’agevolazione, l’importo massimo di investimento ammissibile e il termine minimo di mantenimento.

Possono beneficiare degli incentivi sia le persone fisiche sia le persone giuridiche che investono direttamente, o anche indirettamente per il tramite di altre società, nel capitale di start-up innovative.

L’intensità degli incentivi è pari al 30% dell’investimento/conferimento effettuato sia per i soggetti IRPEF (detrazione d’imposta lorda) sia per i soggetti IRES (deduzione). La detrazione vale anche per gli investimenti in start-up a vocazione sociale e per quelle che sviluppano e commercializzano prodotti o servizi innovativi, le quali godevano già di una disciplina speciale (25% per la detrazione IRPEF, 27% per la deduzione IRES).

******

4) Per l’esenzione dall’IMU sulla prima casa non occorre che la residenza risulti nell’Anagrafe

Si può continuare a non pagare l’IMU sull’abitazione principale anche se questa non risulti, come prima casa, nell’Anagrafe del comune di residenza.

E’ quanto emerge dalla sentenza 885/07/2017 resa dalla Commissione tributaria provinciale di Palermo.

La decisione è decisamente interessante poiché, come è noto, l’esenzione dal IMU/ICI sulla prima casa vuole che la residenza nell’appartamento risulti palesemente negli archivi meccanografici del proprio comune.

Ma adesso la Ctp palermitana afferma che la prima casa è quella dove effettivamente si vive, nonostante la residenza formale all’anagrafe risulti in un'altra abitazione. Il contribuente ha, quindi, ha diritto alle agevolazioni fiscali previste normativamente.

I fatti risalgono a tre anni fa quando ad un contribuente vennero notificati tre distinti avvisi di accertamento per presunto mancato pagamento dell’ex Imposta Comunale sugli Immobili (ICI) rispettivamente per gli anni d’imposta 2007, 2008 e 2009 per l’immobile dove non risultava residente anagraficamente negli archivi del comune che ha emesso l’atto impositivo. Per provare di avere ragione, il contribuente ha esibito la concessione edilizia in sanatoria, il certificato di abitabilità, e le utenze idrica, energetica e telefonica che quotidianamente utilizzava assieme alla propria famiglia. Il giudice di merito si è poi soffermato sulla giurisprudenza di legittimità in tema di Ici, secondo la quale la prova dell’effettiva destinazione dell’immobile in cui un soggetto dichiara di risiedere abitualmente unitamente al proprio nucleo familiare, se pur diversa da quella dichiarata in anagrafe, ove venga dimostrata dallo stesso mediante prova contraria, diviene suscettibile di apprezzamento riservato alla valutazione del Giudice di merito che, per tale motivazione, ha annullato le tre cartelle di pagamento.

******

5) Accertamento fiscale: niente questionario a sorpresa al contribuente

Non è legittimo il comportamento dell’Agenzia delle entrate che sottopone, a sorpresa, il contribuente ad un interrogatorio e dalle sue risposte determina una serie di dati e informazioni poste a base della successiva rettifica.

Lo ha stabilito la Commissione tributaria provinciale di Reggio Emilia, con la sentenza 38/2/2017, secondo cui, in tale fattispecie, si è in presenza di una violazione del principio di affidamento e buona fede che è immanente in tutti i rapporti di diritto pubblico e costituisce uno dei fondamenti dello Stato di diritto nelle sue diverse articolazioni, limitandone l’attività legislativa e amministrativa. Con la conseguenza che le informazioni così acquisite dall’Amministrazione finanziaria non sono utilizzabili e il conseguente accertamento è invalido. Nel momento in cui i verificatori pongono quesiti al contribuente, questi può legittimamente riservarsi di rispondere nei termini previsti dalla legge (non meno di 15 giorni).

Nel corso dei controlli fiscali (tanto di quelli che si svolgono presso la sede del contribuente, tanto di quelli che avvengono presso gli uffici del Fisco) spesso i verificatori richiedono informazioni di vario tipo ai contribuenti. Spetta, infatti, agli ispettori che stanno eseguendo una verifica, presentare al contribuente una serie di domande per avere chiarimenti sulla sua situazione economica e reddituale, su eventuali movimentazioni sospette, su pagamenti ricevuti o effettuati, su documenti rivenuti presso la sua sede, ecc. Insomma, tutto ciò che può essere utile per verificare se vi è regolarità o evasione fiscale può formare oggetto di interrogatorio. Le risposte vengono così verbalizzate e, di solito, vengono poi utilizzate per giustificare l’accertamento fiscale. Ma tutto ciò può avvenire rispettando il diritto del contribuente di difesa e il principio di buona fede, elementi fondamentali del moderno Stato di diritto. Questo significa che è illegittimo il comportamento dell’agenzia delle entrate che sottopone al contribuente un interrogatorio a sorpresa, senza cioè prima avergli anticipato su cosa verteranno le domande. Per cui, in tali casi, le risposte date d’impulso dall’interessato, magari frettolosamente e solo per dimostrare la propria fede non possono invece essere utilizzate a base della successiva rettifica del reddito.

In particolare l’Agenzia delle entrate deve fornire al contribuente:

- un preavviso mediante raccomandata con avviso di ricevimento o con il messo notificatore;

- la possibilità di farsi rappresentare da un terzo delegato (che è un vero e proprio diritto del contribuente, non a discrezione dell’ufficio);

- la possibilità, a fronte delle richieste, di fornire risposte entro un termine non inferiore a 15 giorni.

Pertanto, se queste regole non vengono rispettate e solo una volta davanti all’ispettore, il contribuente riceve domande a sorpresa, questi può rifiutarsi di rispondere e riservarsi di farlo in un termine da assegnarsi, non inferiore a 15 giorni.

È molto importante, in ogni caso, rispondere alle domande del fisco o presentare i documenti di cui è stata richiesta l’esibizione (sia pure con le suddette regole) poiché, in caso contrario, tutto ciò che non viene eccepito e documentato in sede di confronto amministrativo, potrebbe poi non potere essere utilizzato in caso di ricorso davanti al giudice.

******

6) E’ possibile svalutare il prezzo di un bene aziendale senza avere particolari ripercussioni fiscali

E’ possibile svalutare il prezzo di un bene aziendale senza poi avere particolari ripercussioni fiscali. Nel caso di specie, se durante una compravendita immobiliare, risulta svalutato il prezzo del fabbricato è poi il Fisco che deve provare l’antieconomicità dell’operazione commerciale.

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2875 del 3 Febbraio 2017, ha, infatti, accolto il ricorso di una società disponendo la nullità di un avviso di accertamento IVA per l’assenza di prove oggettive da parte dell’Agenzia delle entrate, nonché la mancanza di un adeguato contraddittorio (anche in via anticipata rispetto all’emissione dell’avviso di accertamento).

Una società ha dovuto ricorrere contro un avviso di accertamento ai fini IVA, scaturito dalla contestazione di antieconomicità rispetto relativa ad una compravendita immobiliare.

Nel caso di specie, il prezzo versato per l’immobile è stato accertato dal Fisco in misura superiore rispetto a quello dichiarato a seguito di rivendita e quindi l’Amministrazione finanziaria ha proceduto a recuperare a tassazione la somma corrispondente all’IVA dovuta sull’importo della svalutazione contabilizzata in bilancio.

Eppure anche la CTR di Milano aveva ritenuto che la differenza negativa tra il prezzo di acquisto e quello di vendita rendeva l’operazione antieconomica, proprio come prospettato dall’Ufficio finanziario, e che la contribuente, al riguardo, non avesse fornito giustificazioni plausibili.

La società ha quindi dovuto ricorrere in cassazione che, peraltro, non solo ha accolto il ricorso del contribuente ma, particolarmente, la Suprema Corte ha dato ragione su tutta la linea, tanto da decidere la causa nel merito, con annullamento della ripresa fiscale.

La Cassazione, evidenziato che è prima mancata la fase del contradditorio tra Fisco/società (Legge 212/2000, la carta dei diritti fondamentali, ovvero lo statuto del contribuente), ha poi illustrato altri importanti principi riguardanti il diritto alla detrazione IVA, ritenendo illegittima la ripresa a tassazione perché, a fronte del dato certo dell’effettività dell’acquisto immobiliare in questione, spettava all’Ufficio finanziario provare l’antieconomicità “manifesta e macroscopica” dell’operazione oppure il carattere “abusivo o elusivo” della stessa, “cosicché ha errato la CTR che ha escluso la detraibilità di un costo sicuramente sostenuto dalla società contribuente peraltro assumendo l’esistenza di un danno erariale di fatto insussistente, essendo pacifica la regolarità, ai fini fiscali, dei passaggi fra prestatore e committente che non ha

cagionato alcuna perdita in danno all’erario.”

Infine, è stata dichiarata anche la condanna dell’Agenzia delle entrate al pagamento delle spese del giudizio.

******

7) Record riscossione per Equitalia

Record riscossione 2016, 8,7 miliardi. Ruffini, bene riforme governo, sistema fisco e nuova fiducia.

Dopo aver superato, due anni fa, quota 8 miliardi di euro, Equitalia nel 2016 fa segnare un risultato storico per la riscossione con oltre 8,7 miliardi e un incremento del 6,17% rispetto al 2015. Sono questi i numeri, resi noti da Equitalia SpA, relativi alla riscossione dello scorso anno. “I risultati – spiega l’amministratore delegato Ernesto Maria Ruffini – confermano che le riforme messe in atto dal governo in questi tre anni, l’impegno alla lotta all’evasione e al recupero delle risorse con nuovi strumenti, così come i nostri progetti per costruire un nuovo rapporto coi cittadini grazie anche all’impegno e alla professionalità dei dipendenti di Equitalia, vanno nella giusta direzione, anche se - conclude Ruffini - possiamo e dobbiamo migliorare”.

Un anno record per la mission della società pubblica che fa registrare saldi molto positivi sia al Centro Nord che nelle regioni del Centro Sud e un aumento complessivo di 509 milioni di euro rispetto al 2015, che diventano 1,3 miliardi sul 2014.

Dal 2010 è il risultato più consistente per la società guidata da giugno 2015 da Ernesto Maria Ruffini. Numeri su cui ha inciso la riforma messa in campo lo scorso anno che ha portato da tre ad una sola società di riscossione, ad un nuovo rapporto con i contribuenti e la digitalizzazione dei servizi, oltre a una maggiore produttività delle strutture della società. A trainare il saldo positivo ancora una volta è il Centro-Nord (dalla Toscana alla Valle d’Aosta) che fa segnare oltre 4,8 miliardi di euro, mentre nelle regioni del Centro-Sud (Umbria e Lazio comprese) la riscossione sfiora i 3,9 miliardi di euro. Numeri importanti e molto positivi anche per i due azionisti di riferimento, Agenzia delle entrate e Inps, e per i 6.700 enti creditori, erariali, enti locali, albi professionali, istituti di previdenza per i quali Equitalia opera. Ma veniamo al dettaglio. A beneficiare del risultato straordinario di Equitalia è innanzitutto l’Agenzia delle entrate per la quale sono stati riscossi 4,66 miliardi di euro, 414,6 milioni di euro in più rispetto al 2015 (+ 9,75%). Molto positivo anche il saldo della riscossione di Equitalia per conto di Inps che nel 2016 sfiora i 2,5 miliardi (+5,5%), 124 milioni di euro in più rispetto al 2015. In leggera flessione il dato relativo ai Comuni, per i quali sono stati riscossi nel 2016 530 milioni di euro, 20 in meno rispetto al 2015. Positivo il saldo per l’Inail, 117 milioni nel 2016 (+4,7%) così come fa segnare un incremento di 20 milioni di euro la riscossione nel 2016 per altri Enti (Regioni, casse previdenza e Camere di commercio). In calo di 34,6 milioni (-8,6%) il dato relativo agli altri Enti statali (ministeri, prefetture, altre genzie). Al primo posto tra le regioni (la Sicilia opera con una Società propria), è la Lombardia, con 1,84 miliardi di euro (+0,2%) seguita da Lazio, 1,28 miliardi di euro (+8,8%) e Campania con 875 milioni di euro e un incremento sul 2015 pari al 5,6 per cento. “I risultati – spiega l’amministratore delegato Ernesto Maria Ruffini – confermano che le riforme messe in atto dal governo in questi tre anni, l’impegno alla lotta all’evasione e al recupero delle risorse con nuovi strumenti, così come i nostri progetti per costruire un nuovo rapporto coi cittadini grazie anche all’impegno e alla professionalità dei dipendenti di Equitalia vanno nella giusta direzione, anche se - conclude Ruffini - possiamo e dobbiamo migliorare”.

(Equitalia, nota del 13 febbraio 2017)

******

8) Dichiarazione IMU/TASI per enti non commerciali: arriva la nuova versione del modulo di controllo

Dichiarazione IMU/TASI per Enti Non Commerciali: Con un comunicato il Mef annuncia l’arrivo di una nuova versione del modulo di controllo.

Il Ministero dell’Economia e finanze rende noto che dal 13 febbraio 2017 sarà disponibile la nuova versione 2.0.7 del modulo di controllo delle Dichiarazioni IMU-TASI ENC che accetta esclusivamente il tracciato record di cui alle Specifiche Tecniche versione 1/2015 del 3 giugno 2015. A partire dalla stessa data, pertanto, sarà dismessa la versione 2.0.6 del suddetto modulo

(Mef, nota del 13 febbraio 2017)

******

9) Fondo di garanzia prima casa: già ricevute 14.000 richieste

Tra gennaio 2015 e dicembre 2016 il “Fondo di garanzia prima casa”, istituto dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, reso operativo grazie ad un protocollo d’intesa con ABI (Associazione bancaria italiana) e che vede la collaborazione di 167 banche e intermediari finanziari aderenti all’iniziativa, ha ricevuto 14.000 richieste di accesso alle garanzie statali per un valore dei mutui superiore a 1,6 miliardi di euro. Di essi, oltre 1,2 miliardi sono già stati concessi e 387 milioni sono in attesa di essere erogati.

Il Fondo di garanzia, partito con una dotazione di 650 milioni di euro, si conferma un utile strumento di accesso al credito per l’acquisto dell’abitazione principale. Ad oggi le richieste sono giunte in prevalenza da giovani di età inferiore a 35 anni (il 63%), pur se non sussistono limiti di età per l’accesso ad esso.

Il MEF e l’ABI sottolineano come il Fondo rappresenti un importante esempio di collaborazione tra banche e istituzioni pubbliche, al servizio delle famiglie che aspirano ad acquistare l’abitazione principale. Le banche che utilizzano le garanzie del Fondo non possono richiedere ulteriori garanzie ai mutuatari, oltre a quella ipotecaria.

Il ”Fondo di garanzia prima casa” prevede il rilascio di garanzie a copertura del 50% della quota capitale dei mutui ipotecari (fino a 250.000 euro) erogati per l’acquisto (anche con interventi di ristrutturazione e per l’accrescimento dell’efficienza energetica), degli immobili adibiti a prima casa. La garanzia può essere richiesta per l’acquisto di immobili di qualsiasi metratura, purché non di lusso, da soggetti, senza alcun limite di reddito e di età, che alla data di presentazione della domanda non risultino proprietari di altri immobili ad uso abitativo, salvo quelli ricevuti per successione o che siano in uso a titolo gratuito a genitori o fratelli.

Il Fondo di garanzia prima casa, così come il Fondo di solidarietà per la sospensione delle rate dei mutui che si rivolge alle famiglie in difficoltà economiche, è stato oggetto della campagna #casaconviene (http://www.mef.gov.it/casaconviene/) realizzata dal MEF con la collaborazione di tutte le altre istituzioni coinvolte, pubbliche e private. Le 167 banche e intermediari finanziari aderenti al Fondo di garanzia (che rappresentano più del 70% in termini di sportelli bancari) sono impegnati a promuovere una informazione capillare sull’iniziativa. La lista è consultabile presso il sito di Consap, la Concessionaria servizi assicurativi pubblici, che gestisce il Fondo, dal quale è possibile scaricare anche l’apposito modulo di domanda.

(Mef, nota del 11 febbraio 2017)

******

10) Istanza di adesione con raccomandata: validità della data di spedizione

L’istanza di accertamento con adesione può essere presentata anche via posta e, in tal caso, ai fini della tempestività della stessa, vale la data di spedizione e non di ricevimento.

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 3335 del 08 febbraio 2017, ha stabilito che è regolare la spedizione a mezzo posta raccomandata in busta chiusa, pur se priva di qualsiasi indicazione relativa all'atto in esso racchiuso, anziché in plico senza busta, se non sono contestati il contenuto della busta e la riferibilità alla parte.

L’Agenzia delle entrate ha notificato alla società Srl l’avviso di accertamento di maggiori ricavi sulla base del processo verbale di constatazione da cui era emersa l'erroneità di dati inseriti nella comunicazione ai fini degli studi di settore. La società ha presentato due istanze di accertamento con adesione a mezzo invii in busta con posta raccomandata, entrambe oggetto di rigetto per inammissibilità. La Commissione tributaria regionale ha accolto l’appello della Srl, ritenendo applicabile alla presentazione dell’accertamento con adesione il disposto dell'art. 20 del DLgs. n. 546 del 1992 circa la possibilità di invio mediante plico raccomandato, la mera irregolarità dell’uso della busta in luogo del plico stante la mancanza di contestazione sul contenuto da parte dell’Agenzia, nonché il principio di scissione degli effetti delle comunicazioni, valendo la data di invio quale data di presentazione, con conseguente applicabilità della sospensione di 90 giorni per l'’impugnazione dell’atto impositivo, cui ulteriormente è conseguita la tempestività del ricorso innanzi alla commissione provinciale; nel merito, ha ritenuto fondate le lamentele della società. Avverso questa decisione l’Agenzia ha proposto ricorso per cassazione, sostenendo che la tempestività dell’istanza andrebbe riferita solo alla data del pervenimento all’Ufficio e quindi oltre il termine previsto per l’adesione; conseguentemente, non si applicherebbe la sospensione di 90 giorni del termine di impugnazione dell'avviso e il ricorso introduttivo del primo grado sarebbe irrimediabilmente tardivo; inoltre, la retroazione alla data di spedizione della presentazione si avrebbe ove l’istanza fosse stata trasmessa con plico raccomandato senza busta, come ivi previsto a tutela di esigenze di certezza, mentre nel caso di specie l’invio era avvenuto con busta.

La Suprema Corte ha spiegato che la spedizione a mezzo posta raccomandata in busta chiusa, pur se priva di qualsiasi indicazione relativa all’atto in esso racchiuso, anziché in plico senza busta, costituisce una mera irregolarità se il contenuto della busta e la riferibilità alla parte non siano contestati.

In conclusione, avuto riguardo alla data di spedizione dell’istanza quale momento determinativo dell’impedimento della decadenza dalla possibilità di avanzare istanza di accertamento con adesione, discende l’effetto sospensivo e, quindi, la tempestività del ricorso introduttivo come ritenuto dalla commissione regionale la cui decisione, dunque, resiste al ricorso dell’Amministrazione finanziaria.

Vincenzo D’Andò