Diario quotidiano del 13 febbraio 2017 - la cessione intracomunitaria non è legata al Vies

1) Attività finanziarie in Vaticano: istituiti i codici tributo per pagare l’Ivafe con F24

2) Movimenti bancari sospetti sul conto bancario personale dell’amministratore di una società

3) La cessione intracomunitaria non è legata al Vies

4) Pronta la nuova scheda per la scelta della destinazione del cinque per mille

5) Nuovi interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici: decreto in G.U.

6) Opzione ancora possibile con mod. 26 per la liquidazione dell’Iva di gruppo

7) Aggiornata la diminuzione del cambio per i residenti a Campione d’Italia

8) Osservatorio partite Iva: online i dati di dicembre 2016 ed il dato complessivo annuale per il 2016

9) Rallentamento sito internet delle Entrate

10) Disponibile il Software Intr@Web per la gestione delle dichiarazioni INTRA – anno 2017

11) MUD 2017: disponibili i tracciati record per la compilazione telematica

12) Revisori enti locali: al via i corsi di formazione a distanza organizzati dal Cndcec
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1) Attività finanziarie in Vaticano: istituiti i codici tributo per pagare l’Ivafe con F24
Vanno indicati nel modello di versamento unificato dai contribuenti che detengono proventi presso organismi localizzati nel territorio dello Stato Pontificio.
L’Agenzia delle entrate, con la risoluzione n. 17/E del 9 febbraio 2017, ha istituito i codici tributo per il pagamento, tramite modello F24, dell’imposta sul valore delle attività finanziarie detenute all’estero presso enti che operano professionalmente in Vaticano (convenzione del 1° aprile 2015 tra il governo della Repubblica italiana e la Santa sede).
In particolare, il rappresentante fiscale di tali enti deve riportare, nella sezione “Erario” dell’F24, in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a debito versati”, i codici:
– “1851”, per il saldo
– “1852”, per l’acconto.
Nel campo “anno di riferimento”, va indicato l’anno d’imposta per cui si effettua il versamento.
Per il codice tributo “1852”, nel campo “rateazione /regione prov./mese rif.”, deve essere esposto il mese cui si riferisce l’acconto (0006 per il primo, 0011 per il secondo).
Il rappresentante fiscale, in base alla provvista ricevuta, deve effettuare il versamento cumulativamente per tutti i soggetti rappresentati.
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2) Movimenti bancari sospetti sul conto bancario personale dell’amministratore di una società
I movimenti bancari sospetti sul conto del manager mettono l’impresa a rischio accertamento fiscale.
Il problema non si pone se, ad esempio, l’amministratore riesce a dimostrare che tali movimenti sono stati originati da vincite al gioco, rendite immobiliari o altri fattori estranei all’attività dell’impresa.
E’, dunque, illegittimo l’atto emesso dal Fisco nel momento in cui la società fornisce specifica e puntuale prova contraria rispetto a ogni singola movimentazione “sospetta” sui propri conti e su quello dell’amministratore.
In tal senso si è pronunciata la Corte di cassazione, con l’ordinanza n. 3447/2017.
La Commissione Tributaria Regionale Puglia aveva annullato un avviso di accertamento ai fini IRES, IVA e IRAP per l’anno d’imposta 2005 emesso nei confronti di una SRL.
Non contento di ciò, l’Erario ricorreva in cassazione. L’Ufficio aveva proceduto alla rettifica del reddito d’impresa basandosi unicamente sull’esame delle movimentazioni finanziarie sui conti intestati alla società e al socio amministratore; movimentazione che la CTR aveva ritenuto tutte debitamente giustificate, avendo parte contribuente allegato i documenti comprovanti l’origine e lo scopo di ogni singola operazione.
I giudici di secondo grado hanno, infatti, ritenuto idonea l’ingente documentazione prodotta dalla società, idonea provare non solo i singoli movimenti ma anche le fonti dei propri proventi. Ebbene, approdata in Cassazione, la controversia si è definitivamente chiusa a …

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