Credito d’imposta per spese di vigilanza e videosorveglianza: al via le pratiche


sherlockA partire dal 20 febbraio e fino al 20 marzo 2017 i contribuenti che hanno sostenuto spese per sistemi di videosorveglianza digitale, sistemi di allarme e di vigilanza finalmente potranno inviare le domande per poter accedere al credito d’imposta introdotto dalla Legge di Stabilità 2016. Il provvedimento Agenzia Entrate emanato il 14 febbraio chiarisce e conferma che la richiesta va inviata esclusivamente in via telematica all’Agenzia utilizzando l’apposito software gratuito denominato “Creditovideosorverglianza”, disponibile sul sito www.agenziaentrate.gov.it. Al canale telematico possono accedere tutte le persone fisiche che nel 2016 abbiano sostenuto spese per sistemi di videosorveglianza digitale o di allarme oppure spese connesse ai contratti stipulati con istituti di vigilanza a protezione di immobili non adibiti ad attività d’impresa o lavoro autonomo. Ricordiamo che , il Ministero dell’Economia e delle finanze, con decreto dello scorso 6 dicembre 2016 pubblicato sulla GU n.298 del 22-12-2016 ha definito i criteri per l’accesso al credito d’imposta relativo alle spese per impianti di allarme/videosorveglianza e per attività di vigilanza.

Beneficiari agevolazione

L’agevolazione di cui al presente decreto spetta alle persone fisiche per le spese sostenute nell’anno 2016 per l’installazione di sistemi di videosorveglianza digitale o di sistemi di allarme, nonché quelle connesse ai contratti stipulati con istituti di vigilanza, dirette alla prevenzione di attività criminali. Le spese sono ammissibili al credito d’imposta a condizione che siano state sostenute in relazione ad immobili non utilizzati nell’esercizio dell’attività d’impresa o di lavoro autonomo. Per le spese relative all’immobile adibito promiscuamente all’esercizio d’impresa o di lavoro autonomo e all’uso personale o familiare del contribuente il credito d’imposta è ridotto del 50%.

Riconoscimento agevolazione

Per il riconoscimento del credito è necessario presentare una specifica istanza, in via telematica, all’Agenzia delle Entrate. Per inoltrare la richiesta è sufficiente collegarsi al sito dell’Agenzia autonomamente oppure tramite intermediario utilizzando il software “Creditovideosorverglianza”. Nella domanda vanno indicati il codice fiscale del beneficiario e del fornitore del bene o servizio, nonché numero, data e importo delle fatture relative ai beni e servizi acquisiti, comprensivo dell’imposta sul valore aggiunto. Occorre inoltre specificare se la fattura è relativa ad un immobile adibito promiscuamente all’esercizio d’impresa o di lavoro autonomo e all’uso personale o familiare del contribuente. In questo caso il credito d’imposta spetterà nella misura del 50%. I contribuenti possono comunque presentare un’unica richiesta comprensiva dei dati di tutte le spese sostenute nel 2016 e, nel caso in cui siano presentate più istanze da un medesimo soggetto, sarà ritenuta valida l’ultima istanza presentata che sostituisce e annulla le precedenti domande. Nell’istanza va indicato l’ammontare delle spese agevolabili sostenute nel corso dell’anno 2016. Il MEF evidenzia che il credito in esame non è assolutamente cumulabile con altre agevolazioni di carattere fiscale aventi ad oggetto le spese di cui si discute.

Fruizione del credito

Il credito deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta 2016 e può essere utilizzato in compensazione, ai sensi dell’art. 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, a partire dalla data di pubblicazione del provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate a cui di cui al comma 2, dell’art. 3, concernente l’individuazione della percentuale di utilizzo del credito d’imposta medesimo.

Il relativo modello F24 va presentato solo telematicamente, tramite i servizi telematici offerti dall’Agenzia delle Entrate, pena il rifiuto dell’operazione di versamento. In alternativa, le persone fisiche che non sono titolari di redditi d’impresa o di lavoro autonomo possono utilizzare il credito spettante in diminuzione delle imposte dovute in base alla dichiarazione dei redditi.

L’eventuale ammontare del credito d’imposta non utilizzato potrà essere fruito nei periodi di imposta successivi senza alcun limite temporale .

Misura del credito

Il credito d’imposta è riconosciuto nella misura percentuale che sarà resa nota con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate da emanarsi entro il 31 marzo 2017, risultante dal rapporto tra l’ammontare delle risorse stanziate e il credito d’imposta complessivamente richiesto.

Controlli

L’Agenzia delle entrate, ove accerti che l’agevolazione sia in tutto o in parte non spettante, procede al recupero del relativo importo secondo le disposizioni di cui all’art. 1, commi da 421 a 423, della legge 30 dicembre 2004, n. 311. Per quanto non espressamente disciplinato dal presente decreto, si applicano le disposizioni in materia di liquidazione, accertamento, riscossione e contenzioso previste per le imposte sui redditi.

18 febbraio 2017

Giovanna Greco


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