Associazioni Sportive Dilettantistiche: la disciplina tributaria dei compensi corrisposti a terzi

asdI compensi per esercizio diretto di attività sportiva dilettantistica e per prestazioni amministrativo – gestionali

Premessa

La normativa contenuta nella l. n. 398/1991 e successive modifiche, proponendosi di incentivare esclusivamente lo sport dilettantistico e le prestazioni che ne promuovono l’attività, ha dettato una particolare disciplina in tema di erogazione dei compensi da parte di associazioni sportive dilettantistiche.

L’art. 90 della l. n. 289 del 2002 è intervenuto sulla normativa in questione, ampliando la categoria di redditi assoggettati alla disciplina dei compensi corrisposti da associazioni sportive dilettantistiche ed ha ampliato il limite entro il quale i compensi medesimi non concorrono alla formazione del reddito imponibile del percipiente.

La disposizione recata dall’art. 90 della l. n. 289/2002 costituisce, in considerazione dell’attività svolta dalle associazioni sportive dilettantistiche, una deroga, dal punto di vista strettamente tecnico, all’impianto fiscale relativo agli enti non commerciali.

In base alla suddetta disciplina, le associazioni sportive dilettantistiche, comprese quelle non riconosciute dal Coni o dalle Federazioni sportive nazionali, purché riconosciute dagli enti di promozione sportiva, che corrispondono indennità di trasferta, rimborsi forfetari di spesa, premi e compensi per l’esercizio diretto di attività sportive dilettantistiche e per rapporti di collaborazione coordinata e continuativa di carattere amministrativo-gestionale di natura non professionale, devono operare all’atto del pagamento, con obbligo di rivalsa, una ritenuta fissata per il primo scaglione di reddito, dalla normativa del t.u.i.r. in tema di determinazione dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, maggiorata delle addizionali di compartecipazione all’Irpef.

Le indennità di trasferta, i rimborsi forfetari di spesa e i premi e compensi predetti costituiscono, per il percipiente, redditi diversi, in base alla nor- mativa stabilita nel nuovo Capo VII del Titolo I del t.u.i.r.

Natura giuridica e fiscale dei compensi percepiti dai collaboratori

La disciplina dei compensi corrisposti dalle associazioni sportive dilettantistiche ai propri collaboratori si sostanzia nei punti seguenti:

  • soggetto erogatore: associazioni sportive dilettantistiche, comprese quelle non riconosciute dal Coni o dalle federazioni sportive nazionali, purché riconosciute dagli enti di promozione sportiva;

  • tipologia del compenso: indennità di trasferta, rimborsi forfetari di spesa, premi e compensi per l’esercizio diretto di attività sportiva dilettantistica e per rapporti di collaborazione coordinata e continuativa a carattere amministrativo-gestionale di natura non professionale;

  • disciplina fiscale: all’atto del pagamento, con obbligo di rivalsa, applicazione della ritenuta fissata per il primo scaglione di reddito, dalla normativa stabilita nel t.u.i.r., in tema di determinazione dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, maggiorata delle addizionali di com- partecipazione all’Irpef;

  • natura del compenso da parte del percettore: reddito diverso, in base alla normativa stabilita dall’art. 67 del t.u.i.r. (inserito nel Capo VII del Titolo I).

  • La disposizione prevista dall’art. 67, c. 1, lett. m, del t.u.i.r., in base alla quale le indennità di trasferta, i rimborsi forfetari di spesa, i premi e i compensi erogati nell’esercizio diretto di attività sportiva dilettantistica sono assimilati ai redditi diversi, si applica anche ai rapporti di collaborazione coordinata e continuativa di carattere amministrativo-gestionale di natura non professionale resi in favore di società e associazioni sportive dilettantistiche.

Il compenso corrisposto dai soggetti erogatori previsti dalla legge può, quindi, essere anche di natura amministrativo-gestionale.

Questi rapporti devono presentare le seguenti caratteristiche:

carattere amministrativo-gestionale.

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