Il nuovo procedimento per la richiesta della Cassa Integrazione Ordinaria

di Patrizia Macrì

Pubblicato il 26 gennaio 2017



la richiesta di accesso alla Cassa Integrazione Ordinaria da parte del datore di lavoro: in questo articolo puntiamo il mouse sulle novità operative della procedura e sulle casistitiche in cui è possibile accedere a tale benificio 'previdenziale'

ctcircolaredellavoro

Con la circolare n. 139 dell1 agosto 2016 l'Inps ha fornito le istruzioni per l'accesso alla cassa integrazione ordinaria (CIGO) tenuto conto della nuova disciplina introdotta dal D.Lgs. n. 148 del 2015 e dal Decreto del Ministero del Lavoro n. 95442 del 15 aprile 2016.

L'Inps precisa per prima cosa che il nuovo procedimento di concessione della CIGO, che ha trovato applicazione a partire dalle domande presentate dal 29 giugno 2016, sarà a breve gestito esclusivamente con il sistema del Ticket, cioè attraverso un codice che servirà per la presentazione della domanda da parte dell'azienda.

Le principali novità previste dalla nuova procedura possono essere così riassunte:

  • la concessione della prestazione diviene di esclusiva competenza delle sedi Inps con conseguente soppressione delle Commissioni provinciali CIGO;

  • l'individuazione di criteri univoci e standardizzati per la valutazione delle domande;

  • l'introduzione dell’obbligo, posto a carico delle aziende richiedenti, di predisporre una relazione tecnica dettagliata in forma di dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, che indichi gli elementi che hanno spinto l’azienda a richiedere la CIGO

  • la facoltà concessa all’Inps di verificare attentamente le richieste tramite un supplemento istruttorio con conseguente richiesta di documentazione integrativa all’azienda richiedente.

N.B. Secondo quanto precisato dall’Inps la nuova procedura riguarda esclusivamente la procedura per la richiesta della concessione dell’integrazione salariale. La Cigo, infatti, era e resta un istituto a cui ricorrere nei casi di crisi di breve durata e natura transitoria già contemplati dall’art. 11 del D.lgs. 148/2015.

PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO

Il procedimento di concessione della Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria, che a breve verrà gestito esclusivamente con il sistema dei Ticket, prevede:

  • l’invio della domanda di prestazione e del flusso Uniemens da parte dell’azienda con associazione del Ticket in caso di evento di CIG;

  • la concessione della prestazione da parte delle Sedi Territoriali INPS;

  • l’abbinamento della stessa con i flussi informativi inviati;

  • il controllo dei dati sulle sospensioni inviati tramite Uniemens, il calcolo della prestazione autorizzabile e il pagamento della stessa, distinto tra diretto e anticipato dall’azienda (sistema a conguaglio).

L’elemento di maggiore rilevanza introdotto dalla nuova normativa riguarda la relazione tecnica da allegare alla domanda. In base all’art. 2 del decreto 95442/16, infatti, ai fini della concessione della CIGO l’azienda richiedente deve allegare alla domanda una relazione tecnica dettagliata in cui devono essere indicate le motivazioni che hanno causato la sospensione ovvero la riduzione dell’attività lavorativa nell’unità produttiva dimostrando, sulla base di elementi oggettivi attendibili, che la stessa continui ad operare sul mercato.

N.B. La relazione tecnica deve essere allegata anche alla richiesta di proroga della domanda originaria. Le richieste di proroga sono infatti considerate domande distinte e per la loro concessione devono essere presenti gli elementi probatori che confermino il persistere delle ragioni di integrazione presentate nella prima richiesta.

Al fine di avvalorare gli elementi probatori presentati nella relazione tecnica obbligatoria, l’azienda richiedente ha la facoltà di allegare ulteriore documentazione relativa, ad esempio, alla solidità finanziaria dell’impresa o a relazioni concernenti la situazione temporanea di crisi del settore, ecc.

Il provvedimento di concessione o di reiezione totale o parziale della CIGO deve contenere una congrua motivazione che menzioni gli elementi documentali e di fatto presi in considerazione e le ragioni che hanno determinato l’adozione del provvedimento. La sede territoriale competente ha la facoltà di avviare una richiesta di integrazione di dati e/o notizie necessari al completamento dell’istruttoria. Tali comunicazioni tra Ente e azienda dovranno essere effettuate tramite PEC o cassetto bidirezionale. La mancata risposta a tali richieste entro 15 giorni sarà un ulteriore indice di valutazione da evidenziare nella stesura della motivazione del provvedimento.

TRANSITORIETA’ DELL’EVENTO

In tutti i casi di richiesta di accesso alla CIGO, elemento fondamentale è la transitorietà dell’evento che deve essere valutato sotto il duplice aspetto della temporaneità dello stesso e della fondata previsione di ripresa dell’attività produttiva. Detti requisiti sussistono, infatti, solamente quando l’azienda preveda, già al momento della presentazione della domanda, la ripresa dell’attività lavorativa.

Per quanto concerne il concetto di temporaneità il nuovo procedimento amministrativo non modifica i parametri utili a rilevarne la sussistenza stabiliti nel tempo. In particolar modo occorre considerare, oltre alla durata temporale dell’evento, anche la sua eventuale riproposizione. La ciclicità delle sospensioni o riduzioni dell’attività produttiva indicano che l’evento non possa essere considerato “transitorio” dal momento che si ripropone costantemente nel tempo. Infatti, alle aziende che sono soggette a cicliche contrazioni dell’orario di lavoro in periodi ricorrenti causate da particolari caratteristiche del processo produttivo non può essere concesso l’accesso alla CIGO durante tali soste, siano e no le stesse a carattere stagionale.

Inoltre, il ripresentarsi dell’evento sospensivo dell’attività lavorativa con una certa ciclicità, può essere indice di una non ottimale organizzazione aziendale o di un esubero di personale, elementi che fanno venire meno anche il requisito di non imputabilità dell’evento. Quest’ultimo requisito infatti viene riscontrato non solo nell’involontarietà e nella mancanza di imperizia e negligenza dell’azienda, ma anche nella non riferibilità all’organizzazione o programmazione aziendale. La ciclicità delle sospensioni o delle riduzioni dell’attività produttiva, infatti, in molti casi non sono generati da eventi eccezionali, imprevisti e quindi non imputabili, ma, al contrario, essere frutto di esigenze che sono espresse dalla natura del ciclo del prodotto o della produzione.

In questi casi l’impossibilità di accedere all’integrazione salariale è legata al c.d. rischio d’impresa con conseguente e naturale imputabilità della sospensione all’azienda stessa.

RIPRESA DELL’ATTIVITA’ LAVORATIVA ED ESUBERI

La temporaneità dell’evento, come abbiamo visto, è requisito necessario ma non sufficiente per la concessione della CIGO. Un evento inizialmente giudicato temporaneo, potrebbe infatti comportare una stasi durevole o addirittura definitiva dell’attività lavorativa. Il Decreto Ministeriale n. 95442/16 stabilisce, pertanto, che sia necessaria la valutazione della ripresa dell’attività lavorativa; tale valutazione deve essere effettuata a priori con riferimento al momento della presentazione della domanda. Pertanto la previsione deve essere effettuata sulla base degli elementi informativi disponibili nel momento in cui ha avuto inizio la contrazione dell’attività lavorativa; le circostanze che si possono verificare durante o al termine del periodo per il quale è stata richiesta l’integrazione salariale e che possono impedire la continuazione dell’attività lavorativa non hanno alcuna rilevanza.

Al contrario, dovranno essere prese nella giusta considerazione, eventuali circostanze impeditive della ripresa che, seppur sopravvenute durante o al termine del periodo, costituiscono in realtà una conferma di una congiuntura aziendale preesistente alla richiesta dell’intervento previdenziale. Inoltre la ripresa dell’attività lavorativa deve essere riferita sempre all’azienda o all’unità produttiva nel suo complesso e non alla riammissione al lavoro dei lavoratori sospesi singolarmente considerati. Questi ultimi infatti hanno diritto a beneficiare della prestazione sino alla data dell’eventuale risoluzione del lavoro per dimissioni o licenziamento, sempre che tali eventi non nascondano in realtà un esubero di personale, evento che, come già detto, non consente l’accesso alla CIGO.

Per questo motivo i licenziamenti e/o le dimissioni devono essere sempre valutati nel loro complesso al fine di verificare se possa sussistere una gestione di eventuali esuberi di personale. E’ bene tenere presente, infatti, che questi eventi pur non avendo alcun effetto sull’efficacia dell’autorizzazione stessa e sulla spettanza delle integrazioni salariali fino alla data della risoluzione del rapporto di lavoro, devono essere attentamente valutati in occasione delle successive richieste di intervento al fine di verificare che le cause che portano ad una nuova richiesta di integrazione salariale sia effettivamente riconducibile ad una situazione temporanea e transitoria e non funzionale ad un ridimensionamento del personale.

Diverso, invece, il caso in cui, subito dopo un periodo di CIGO segua immediatamente una richiesta di CIGS. Occorre, infatti, tenere presente che i presupposti per il ricorso alla CIGO e quelli della CIGS sono differenti; pertanto la situazione che aveva portato l’azienda a richiedere l’intervento della CIGO potrebbe anche essere mutata ovvero essersi aggravata nel corso della sospensione. L’Ente previdenziale, nell’emettere il provvedimento di autorizzazione, dovrà quindi valutare le causa della nuova sospensione nel momento dell’inizio della stessa senza che sia possibile supporre, dalla successiva richiesta della cassa integrazione straordinaria, elementi per una eventuale valutazione retroattiva di non sussistenza del requisito di temporaneità a meno che, come più volte ribadito, non costituisca conferma di una congiuntura aziendale preesistente alla richiesta dell’intervento previdenziale.

N.B. Nei casi di richiesta di CIGO seguita da un periodo di CIGS è possibile autorizzare la CIGO o ritenere legittima l’autorizzazione già concessa anche nel caso in cui la ditta non ha ripreso l’attività produttiva prima di ricorrere alle integrazioni salariali straordinarie e indipendentemente dalla causale relativa a queste ultime.

Nei casi in cui un’azienda che abbia usufruito di un periodo di CIGO seguito da un periodo di integrazione salariale per contratto di solidarietà, intenda richiedere un ulteriore periodo di CIGO, si ritiene che il periodo coperto da contratto di solidarietà possa essere considerato al pari di una ripresa dell’attività lavorativa in quanto non c’è stata una sospensione a zero ore ma l’attività lavorativa è comunque proseguita anche se ad orario ridotto.

CIGO E CONTRATTI DI APPALTO

Nel caso in cui a richiedere l’integrazione salariale sia un’azienda appaltatrice a seguito della facoltà contrattualmente prevista di far sospendere i lavori, l’Ente previdenziale dovrà valutare caso per caso la situazione. In molti casi, infatti, nei contratti sono previste clausole in base alle quali il committente ha piena ed insindacabile facoltà di interrompere i lavori programmati per sopravvenute necessità o per eventi imprevisti. Sospensioni che generalmente non danno diritto all’impresa appaltatrice di chiedere compensi o indennizzi. In questi casi, pertanto, la sospensione dell’attività lavorativa non può essere integrabile dal momento che la stessa ha la caratteristica della prevedibilità perché già contemplata nel capitolato di appalto e per questo motivo connessa al rischio di impresa.

Tuttavia occorre anche tenere presente che potrebbero effettivamente verificarsi ipotesi in cui si rilevino di fatto circostanze del tutto imprevedibili, casi fortuiti o di forza maggiore che possono indurre l’azienda committente ad ordinare la sospensione dei lavori: in questi casi la sospensione dell’attività lavorativa può rientrare nelle casistiche integrabili in quanto l’eccezionalità dell’evento, oltre ad escludere la prevedibilità è tale da superare ogni connessione al rischio di impresa attribuibile alla ditta appaltatrice.

MODALITA’ DI PAGAMENTO DELLA PRESTAZIONE

Nella generalità dei casi l’azienda autorizzata all’integrazione salariale pone a conguaglio gli importi precedentemente anticipati ai lavoratori. Il pagamento diretto può essere ammesso solamente nei casi in cui siano provate le difficoltà finanziarie dell’azienda tramite la presentazione obbligatoria della documentazione prevista dalla circolare 197/15 alla sede Inps competente.

N.B. Il pagamento diretto della prestazione può essere richiesto dall’azienda anche all’atto della presentazione della domanda di CIGO e concessa con lo stesso provvedimento di accoglimento cui dovrà seguire l’invio della relativa modulistica (mod. SR41) da parte dell’azienda richiedente.

CAUSALI PREVISTE PER IL RICORSO ALLA CIGO

Diverse sono le causali che identificano le varie fattispecie per le quali è consentito il ricorso all'integrazione salariale. Si tratta di tipologie di eventi ormai noti agli operatori del settore, catalogati in base all'affinità di fattispecie. Le più comuni sono:

  • Mancanza di lavoro/commesse: le domande di CIGO per mancanza di lavoro/commesse sono caratterizzate dalla contrazione dell'attività lavorativa causata dalla significativa riduzione di ordini e commesse. Analoga fattispecie risulta essere quella che integra la causale crisi di mercato. Anche in questo caso, infatti, il ricorso alla CIGO è dovuto alla mancanza di lavoro o di ordini causata dall'andamento del mercato o del settore merceologico dell'azienda. Restano quindi validi gli stessi elementi di valutazione relativi alla mancanza di lavoro/commesse, ma nella crisi di mercato, ai fini della valutazione, si aggiunge l'analisi del contesto economico produttivo del settore o la congiuntura negativa che interessa il mercato di riferimento. Tuttavia il decreto ha precisato che, per entrambe le fattispecie in esame, non è possibile ricorrere all'integrazione nelle ipotesi di aziende che, alla data di presentazione dell'istanza, abbiano avviato l'attività produttiva da meno di un trimestre. Per le fattispecie in esame, l'integrabilità può, invece, essere dimostrata qualora nella relazione tecnica dettagliata venga data prova di un andamento involutivo degli ordini e delle commesse perdurante nel tempo tale da pregiudicare il regolare svolgimento dell'attività lavorativa. Nello specifico vengono considerati validi, ad esempio:

    • un significativo calo di ordini e commesse;

    • la diminuzione dei consumi energetici;

    • l'andamento involutivo e/o negativo del fatturato o del risultato operativo, o del risultato di impresa o un aumento dell'indebitamento rispetto alle due annualità precedenti l'anno in cui il periodo di integrazione è richiesto o al minor periodo in caso di azienda costituita da meno di due anni.

  • Fine cantiere, fine lavoro, fine fase lavorativa, perizia di variante e suppletiva: le domande di CIGO per le fattispecie che integrano le causali in commento si verificano per di più nel settore edilizio e sono legate alle modalità di svolgimento del lavoro in tale campo. In particolare, la fattispecie che integra la causale di fine cantiere o fine lavoro riguarda brevi periodi di sospensione dell'attività lavorativa tra la fine di un lavoro e l'inizio di un altro che, per esplicita previsione normativa, non devono essere superiori a tre mesi. La fine fase lavorativa è caratterizzata, invece, dalla sospensione dell'attività di lavoratori specializzati in una particolare lavorazione che, terminata la fase di lavoro cui sono addetti, rimangono inattivi in attesa di un nuovo reimpiego. L'ultima fattispecie che integra la causale perizia di variante e suppletiva riguarda le sospensioni dell'attività lavorativa causate da situazioni di imprevedibilità ed eccezionalità non imputabili alle parti o al committente. Anche in questo caso, per ottenere l'integrazione, l'azienda richiedente deve documentare le ragioni che hanno causato la contrazione dell'attività lavorativa descrivendo nella relazione tecnica dettagliata:

    • la prevista durata dei lavori nonché la fine degli stessi, per la causale fine cantiere o fine lavoro;

    • la descrizione dell'attività lavorativa per la causale fine fase lavorativa;

    • l'imprevedibilità della variante al progetto e la sua non imputabilità alle parti o al committente per la causale perizia di variante e suppletiva.

In alcuni casi possono essere presentati o richiesti ulteriori documenti quali:

  • copia del contratto con il committente per la fattispecie che integra la causale fine cantiere/fine lavoro;

  • il verbale del direttore dei lavori attestante la fine fase lavorativa per la fattispecie che integra la relativa causale;

  • la documentazione probante o dichiarazione della pubblica autorità circa l'imprevedibilità della variante per le richieste motivate da perizia di variante e suppletiva.

N.B. L'integrabilità della fattispecie Fine cantiere/fine lavoro può essere accertata nel caso in cui il periodo tra la fine di un lavoro e l'inizio di un altro, non sia superiore a 3 mesi, conseguentemente le soste superiori non sono integrabili.

Per quanto riguarda la fattispecie "fine fase lavorativa", questa risulta essere integrabile nel caso in cui la sospensione non coinvolga l'intera maestranza ma solamente lavoratori specializzati in una particolare lavorazione che, terminata la fase di lavoro cui sono addetti, rimangono inattivi in attesa di un nuovo impiego. Infine, l'integrabilità della fattispecie "Perizia di variante e suppletiva" è dimostrata quando la sospensione non sia dovuta alla necessità di variare i progetti originari o di ampliarli per esigenze della committenza sopraggiunte in corso d'opera, ma da situazioni di accertata imprevedibilità ed eccezionalità non imputabile alle parti o al committente.

  • Mancanza di materie prime/componenti: le richieste di CIGO che integrano la fattispecie in commento riguardano le sospensioni dell'attività lavorativa causate da mancanza, non imputabile all'azienda, di materie prime o di componenti necessari alla produzione. In questi casi, l'azienda richiedente, dovrà documentare con la relazione tecnica dettagliata, tanto le modalità di stoccaggio seguite, quanto la data dell'ordine delle materie prime o delle componenti. L'integrabilità, infatti, sarà dimostrata dalle ricerche di mercato effettuate rimaste senza esito a fronte di oggettive e sopravvenute impossibilità di reperimento delle materie stesse. Al contrario, la domanda non sarà accolta in caso di inadempienza contrattuale o di inerzia del datore di lavoro.

  • Eventi meteo: Riguardo le richieste di CIGO dovute a sospensione dell'attività lavorativa per eventi meteorologici l'azienda richiedente deve documentare le ragioni che hanno determinato la contrazione dell'attività lavorativa specificando nella relazione tecnica dettagliata l'attività e/o la fase lavorativa in atto al verificarsi dell'evento nonché descrivendo sommariamente le conseguenze che l'evento stesso ha determinato. Alla relazione tecnica vanno allegati i bollettini meteo rilasciati da organi accreditati. Qualora l'azienda richiedente sia un'impresa industriale che svolge attività di impiantistica non al coperto, la stessa è tenuta a provare che, per le particolari modalità in cui viene espletata, in presenza di detti eventi non è possibile la normale prosecuzione dell'attività, senza un aumento dei costi, prolungamento dei tempi di lavoro, pregiudizio per la qualità dei prodotti o dei servizi resi. Tale onere probatorio consente di qualificare gli eventi meteo come oggettivamente non evitabili. L'Inps ha individuato i criteri interpretativi generali per stabilire in maniera unanime quali eventi possono essere considerati rilevanti ai fine della concessione dell'integrazione salariale. In linea generale vengono ritenuti incidenti sul regolare svolgimento del lavoro, in rapporto alla stagione nonché all'orario in cui si è verificato l'evento, le precipitazioni:

    • tra i 2 mm. e i 3 mm. per i lavori di costruzione veri e propri, compresivi delle fasi concernenti le armature, la messa in opera di carpenteria e di prefabbricati, l'impianto e il disarmo dei cantieri;

    • di 1,5 mm. per lavori di escavazione, fondazioni, movimento terra, lavori stradali, arginamento fiumi. In questo caso deve essere valutata anche la quantità di pioggia caduta nei giorni precedenti;

    • di 1 mm. per lavori esterni di intonacatura, verniciatura, pavimentazione e impermeabilizzazione. Anche in questi casi deve essere presa in considerazione la pioggia dei giorni precedenti.

Per le precipitazioni nevose valgono le stesse indicazioni, mentre la nebbia e la foschia, di solito, non sono considerate idonee a determinare una contrazione del lavoro. Tuttavia se questi fenomeni si presentano con una certa intensità ed eccezionalità oppure si verificano quando l'azienda richiedente sta effettuando lavorazioni particolari come ad esempio lavori di manutenzione e segnaletica orizzontale stradale, possono essere presi in considerazione per la concessione del trattamento integrativo. Anche le temperature eccezionalmente elevate, generalmente superiori ai 35/40°, possono costituire motivo che dà titolo all'intervento, tenuto conto del tipo di lavoro e della fase lavorativa in atto;

  • sciopero di un reparto/sciopero di altra azienda: sono considerate fattispecie che consentono il ricorso all'integrazione la sospensione dell'attività lavorativa dovuta a sciopero e picchettaggio di maestranze non sospese dall'attività lavorativa all'interno della medesima impresa o di sciopero di altra impresa la cui attività è strettamente collegata all'impresa richiedente la cassa integrazione. Tuttavia, al fine di dimostrare l'integrabilità della fattispecie in commento, è necessario provare, con la relazione tecnica dettagliata, che lo sciopero non ha riguardato il reparto per il quale è stata richiesta la CIGO e che dallo stesso è derivata la mancata evasione di ordini ovvero, in caso di sciopero di altra impresa, il collegamento dell'attività con quest'ultima;

  • incendi, alluvioni, sisma, crolli, mancanza di energia elettrica, impraticabilità dei locali, anche per ordine di pubblica autorità, sospensione dell'attività per ordine di pubblica autorità per cause non imputabili all'azienda e/o ai lavoratori: il decreto n. 95442/16, all'articolo 8, raggruppa un insieme di fattispecie per le quali la sospensione o riduzione dell'attività lavorativa sono dovute dalla forza maggiore o ordine di pubblica autorità. Si tratta di incendi, alluvioni, sismi, crolli, mancanza di energia elettrica, impraticabilità dei locali anche per ordine di pubblica autorità e sospensione dell'attività per ordine di pubblica autorità non imputabili all'azienda e/o ai lavoratori. In alcuni di questi casi, oltre alla consueta relazione descrittiva dell'evento, potrebbe essere necessario produrre anche verbali e attestazioni delle competenti autorità che provino la natura dell'evento. In caso di mancata fornitura dell'energia elettrica deve inoltre risultare che la stessa sia stata imprevista ed imprevedibile.

N.B. Si precisa che i provvedimenti giudiziali e amministrativi di urgenza ancorché provvisori escludono l'integrabilità della casuale.

  • Guasti ai macchinari, manutenzione straordinaria: Le fattispecie dovute a sospensione dell'attività per guasto dei macchinari o per effetto della revisione e sostituzione di impianti con carattere di eccezionalità ed urgenza che non rientra nella normale manutenzione, rientrano tra quelle integrabili. A tal fine, però, deve risultare dalla relazione tecnica allegata all'istanza, la non imputabilità degli eventi all'azienda e/o ai lavoratori e deve quindi essere documentata la puntuale effettuazione della manutenzione secondo la normativa vigente. In caso di guasto ai macchinari l'azienda è anche tenuta a produrre l'attestazione rilasciata dall'azienda che ha svolto l'intervento, specificando la tipologia di intervento effettuato e la non prevedibilità del guasto. Per la manutenzione straordinaria nell'attestazione deve risultare l'eccezionalità dell'intervento non riferibile ad attività di manutenzione ordinaria e programmabile.

Patrizia Macrì

26 Gennaio 2017