Diario quotidiano del 30 gennaio 2017: tutte le novità sulla contribuzione INPS artigiani e commercianti

1) Bonus “prima casa”: ecco quando si evita la decadenza per la cessione anticipata

2) Coordinamento e programmazione dell’attività di vigilanza

3) Principi contabili internazionali: versione definitiva degli Ipsas

4) Credito ricerca e sviluppo: cumulo con altre agevolazioni

5) Scambio d’informazioni Italia – Liechtenstein: comunicato in G.U.

6) Benefici fiscali a favore delle vittime del dovere e dei loro familiari superstiti

7) Sviluppati i servizi telematici offerti dall’INPS ai CTU

8) Gestione Artigiani e Commercianti: imposizione contributiva, quarta emissione in corso anno d’imposta 2016

9) Gestione Artigiani e Commercianti: avvisi Bonari rata con scadenza Agosto e Novembre 2016

10) Notizie in breve

11) Importo dei contributi dovuti per l’anno 2017 per i lavoratori domestici

12) Contributi volontari anno 2017: lavoratori dipendenti non agricoli, lavoratori autonomi ed iscritti alla Gestione separata.

13) Convenzione contro la manipolazione delle competizioni sportive

14) Consulta: voucher slegati da lavoro occasionale

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1) Bonus “prima casa”: ecco quando si evita la decadenza per la cessione anticipata
Il contribuente che vende, prima che siano trascorsi i cinque anni, l’immobile acquistato con i benefici “prima casa”, ed entro un anno dalla cessione costruisce un altro immobile ad uso abitativo su un terreno di cui il contribuente sia già proprietario al momento della cessione dell’immobile agevolato, non perde comunque l’agevolazione fiscale.
Lo ha chiarito l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 13/E del 26 gennaio 2017, con cui recepisce alcuni principi emersi alla luce di recenti pronunce della Corte di Cassazione.
Dunque, l’Amministrazione finanziaria, sulla base di un consolidato orientamento della Corte di cassazione, rivede la propria posizione e allarga le maglie della disciplina di favore.
Quando permane l’agevolazione “prima casa”
Come previsto dal Testo unico dell’imposta di registro, il trasferimento dell’immobile acquistato usufruendo dell’agevolazione prima casa, prima che siano decorsi cinque anni dall’acquisto, comporta la decadenza dal regime di favore, salvo che il contribuente, entro un anno dall’alienazione, proceda all’acquisto di un altro immobile ad uso abitativo classificabile in una categoria catastale diversa da A1, A8 e A9, da adibire a propria abitazione principale.
E’ adesso arrivato un nuovo chiarimento in materia di benefici “prima casa” da parte dell’Agenzia delle Entrate. E si tratta di una presa di posizione destinata ad avere positivi effetti sulla disciplina del regime fiscale di favore.
L’Agenzia, infatti, con la risoluzione n. 13/E/2017, rivede il proprio precedente orientamento ampliando l’ambito delle ipotesi in cui non si decade dall’agevolazione.
Come noto, la disciplina relativa ai benefici “prima casa” (Nota II- bis, articolo 1, Tariffa parte I allegata al Dpr 131/1986) prevede, tra le cause di decadenza, il trasferimento dell’immobile comprato in regime agevolato prima che siano passati cinque anni dall’acquisto. Per evitare la decadenza (e, quindi, il pagamento delle imposte nella misura ordinaria, più una sanzione del 30%), il contribuente deve, entro un anno dalla cessione, acquistare un altro immobile da adibire a propria abitazione principale.
L’Amministrazione con precedenti documenti di prassi, peraltro, aveva chiarito che, in tal caso, l’agevolazione comunque si conserva se il contribuente, sempre entro un anno, compra un terreno su cui costruisce un immobile “non di lusso” utilizzabile come abitazione principale. Ciò anche se il fabbricato non sia stato ultimato, essendo sufficiente che si sia in presenza di un rustico comprensivo delle mura perimetrali e della copertura (risoluzione n. 44/E del 16 marzo 2004 e circolare n. 38/E del 12 agosto 2005, paragrafo 5.2). Questa “apertura” dell’Agenzia delle Entrate è …

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