Diario quotidiano del 30 gennaio 2017: tutte le novità sulla contribuzione INPS artigiani e commercianti

Pubblicato il 30 gennaio 2017



1) Bonus “prima casa”: ecco quando si evita la decadenza per la cessione anticipata
2) Coordinamento e programmazione dell’attività di vigilanza
3) Principi contabili internazionali: versione definitiva degli Ipsas
4) Credito ricerca e sviluppo: cumulo con altre agevolazioni
5) Scambio d’informazioni Italia – Liechtenstein: comunicato in G.U.
6) Benefici fiscali a favore delle vittime del dovere e dei loro familiari superstiti
7) Sviluppati i servizi telematici offerti dall’INPS ai CTU
8) Gestione Artigiani e Commercianti: imposizione contributiva, quarta emissione in corso anno d’imposta 2016
9) Gestione Artigiani e Commercianti: avvisi Bonari rata con scadenza Agosto e Novembre 2016
10) Notizie in breve
11) Importo dei contributi dovuti per l’anno 2017 per i lavoratori domestici
12) Contributi volontari anno 2017: lavoratori dipendenti non agricoli, lavoratori autonomi ed iscritti alla Gestione separata
13) Convenzione contro la manipolazione delle competizioni sportive
14) Consulta: voucher slegati da lavoro occasionale
diario-quotidiano-articoli-71) Bonus “prima casa”: ecco quando si evita la decadenza per la cessione anticipata 2) Coordinamento e programmazione dell’attività di vigilanza 3) Principi contabili internazionali: versione definitiva degli Ipsas 4) Credito ricerca e sviluppo: cumulo con altre agevolazioni 5) Scambio d’informazioni Italia – Liechtenstein: comunicato in G.U. 6) Benefici fiscali a favore delle vittime del dovere e dei loro familiari superstiti 7) Sviluppati i servizi telematici offerti dall’INPS ai CTU 8) Gestione Artigiani e Commercianti: imposizione contributiva, quarta emissione in corso anno d’imposta 2016 9) Gestione Artigiani e Commercianti: avvisi Bonari rata con scadenza Agosto e Novembre 2016 10) Notizie in breve 11) Importo dei contributi dovuti per l’anno 2017 per i lavoratori domestici 12) Contributi volontari anno 2017: lavoratori dipendenti non agricoli, lavoratori autonomi ed iscritti alla Gestione separata. 13) Convenzione contro la manipolazione delle competizioni sportive 14) Consulta: voucher slegati da lavoro occasionale *****

1) Bonus “prima casa”: ecco quando si evita la decadenza per la cessione anticipata

Il contribuente che vende, prima che siano trascorsi i cinque anni, l’immobile acquistato con i benefici “prima casa”, ed entro un anno dalla cessione costruisce un altro immobile ad uso abitativo su un terreno di cui il contribuente sia già proprietario al momento della cessione dell’immobile agevolato, non perde comunque l’agevolazione fiscale.

Lo ha chiarito l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 13/E del 26 gennaio 2017, con cui recepisce alcuni principi emersi alla luce di recenti pronunce della Corte di Cassazione.

Dunque, l’Amministrazione finanziaria, sulla base di un consolidato orientamento della Corte di cassazione, rivede la propria posizione e allarga le maglie della disciplina di favore.

Quando permane l’agevolazione “prima casa”

Come previsto dal Testo unico dell’imposta di registro, il trasferimento dell’immobile acquistato usufruendo dell’agevolazione prima casa, prima che siano decorsi cinque anni dall’acquisto, comporta la decadenza dal regime di favore, salvo che il contribuente, entro un anno dall’alienazione, proceda all’acquisto di un altro immobile ad uso abitativo classificabile in una categoria catastale diversa da A1, A8 e A9, da adibire a propria abitazione principale.

E’ adesso arrivato un nuovo chiarimento in materia di benefici “prima casa” da parte dell’Agenzia delle Entrate. E si tratta di una presa di posizione destinata ad avere positivi effetti sulla disciplina del regime fiscale di favore.

L’Agenzia, infatti, con la risoluzione n. 13/E/2017, rivede il proprio precedente orientamento ampliando l’ambito delle ipotesi in cui non si decade dall’agevolazione. Come noto, la disciplina relativa ai benefici “prima casa” (Nota II- bis, articolo 1, Tariffa parte I allegata al Dpr 131/1986) prevede, tra le cause di decadenza, il trasferimento dell’immobile comprato in regime agevolato prima che siano passati cinque anni dall’acquisto. Per evitare la decadenza (e, quindi, il pagamento delle imposte nella misura ordinaria, più una sanzione del 30%), il contribuente deve, entro un anno dalla cessione, acquistare un altro immobile da adibire a propria abitazione principale.

L’Amministrazione con precedenti documenti di prassi, peraltro, aveva chiarito che, in tal caso, l’agevolazione comunque si conserva se il contribuente, sempre entro un anno, compra un terreno su cui costruisce un immobile “non di lusso” utilizzabile come abitazione principale. Ciò anche se il fabbricato non sia stato ultimato, essendo sufficiente che si sia in presenza di un rustico comprensivo delle mura perimetrali e della copertura (risoluzione n. 44/E del 16 marzo 2004 e circolare n. 38/E del 12 agosto 2005, paragrafo 5.2). Questa “apertura” dell’Agenzia delle Entrate è stata oggetto di un’ulteriore interpretazione estensiva da parte della Corte di cassazione.

In diverse pronunce, infatti, i giudici di legittimità hanno ritenuto che, in caso di vendita infraquinquennale, per evitare la decadenza dai benefici è sufficiente che, entro un anno, il contribuente costruisca un nuovo immobile da adibire a propria abitazione principale, anche se il terreno su cui avviene l’edificazione fosse già di sua proprietà. Pertanto, secondo la Cassazione, ai fini del mantenimento dell’agevolazione, non assume alcuna rilevanza il momento in cui è stato acquistato il terreno su cui sorge il nuovo fabbricato (sentenze 27 novembre 2015, n. 24253; 12 marzo 2015, n. 8847; 1° luglio 2016, n. 13550; 16 settembre 2016, n. 18214).

Sulla base dell’orientamento della suprema Corte, quindi, l’Agenzia delle Entrate ha rivisto la propria precedente posizione e ha affermato che nell’ipotesi in cui, prima che siano decorsi cinque anni, venga venduto l’immobile acquistato con i benefici “prima casa”, non si decade dall’agevolazione se, entro un anno dalla cessione, su un terreno di cui si sia già proprietari, venga costruito un immobile a uso abitativo (di categoria catastale diversa da A1, A8 e A9), da adibire a propria abitazione principale, che il contribuente utilizzi come dimora abituale.

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2) Coordinamento e programmazione dell’attività di vigilanza

L’Ispettorato Nazionale del Lavoro, con la circolare n. 2 del 25 gennaio 2017, ha fornito ai propri ispettori le prime indicazioni operative circa i profili logistici, di coordinamento e di programmazione dell’attività di vigilanza.

Tali indicazioni, al fine di consentire l’adozione delle prime misure organizzative, potranno trovare applicazione dal 1° febbraio 2017, fermo restando il perfezionamento dell’iter procedimentale relativo al citato decreto interministeriale.

Programmazione dell’attività ispettiva

Le funzioni di programmazione e di coordinamento di tutta l’attività ispettiva sono assicurate dalla competente struttura centrale dell’Ispettorato nazionale del lavoro e, per quanto riguarda le singole realtà territoriali, dai Dirigenti delle diverse sedi dell’Ispettorato che, a tal fine, possono avvalersi del Coordinatore della vigilanza e dei “referenti” degli Istituti previdenziali.

Parallelamente al Coordinatore della vigilanza, gli Istituti provvedono infatti ad individuare uno o più “referenti” secondo i rispettivi ordinamenti (per l’INPS potranno pertanto coincidere con gli attuali RUO, mentre per l’INAIL con il personale, anche amministrativo, responsabile del coordinamento della vigilanza). Tali referenti saranno in numero adeguato a coprire ciascuna realtà territoriale e andranno comunicati sia alla Direzione centrale vigilanza, sia alla competente sede territoriale dell’Ispettorato.

Il coordinamento e l’uniformità delle soluzioni giuridiche adottate sono assicurate, oltre che dai Dirigenti dell’Ispettorato, dal Coordinatore della vigilanza, dai Responsabili di Area e – con riferimento alla vigilanza previdenziale e assicurativa – dai referenti della vigilanza INPS e INAIL, che condivideranno in apposite riunioni periodiche eventuali criticità riscontrate nell’esercizio dell’attività. Ferme restando le specificità della vigilanza assicurativa – nell’ambito della quale la liquidazione del verbale è rimessa alla competente sede dell’Istituto – eventuali problematiche interpretative potranno inoltre essere sottoposte alle valutazioni della sede centrale dell’Ispettorato o delle competenti sedi interregionali della stessa Agenzia. Al fine di una maggiore snellezza dell’azione ispettiva e delle relative procedure è pertanto da ritenersi superata, per tutto il personale ispettivo, la c.d. procedimentalizzazione già prevista dalla nota del Ministero del lavoro e delle politiche sociali del 12 giugno 2009, prot. n. 8716.

La fase di programmazione, di seguito indicata, dovrà evidentemente tenere conto delle richieste di intervento/segnalazioni comunque pervenute agli Istituti. Dette segnalazioni potranno rientrare nell’ambito della programmazione della vigilanza previdenziale o assicurativa ovvero, a seconda delle problematiche evidenziate, trasmesse al competente Ispettorato per essere inserite nella programmazione delle altre Aree.

Programmazione vigilanza previdenziale

Ferma restando ogni utile collaborazione tra le strutture centrali dell’Ispettorato e dell’Istituto, l’attività di vigilanza previdenziale va garantita attraverso uno stretto collegamento con le competenti sedi territoriali dell’INPS; ciò sia mediante una interlocuzione diretta tra i Dirigenti delle diverse Amministrazioni, sia mediante la figura del “referente” della vigilanza previdenziale (RUO), in raccordo con le Aree produttive dell’Istituto interessate dagli esiti della verbalizzazione.

Resta infatti ferma la necessità di garantire che l’attività ispettiva sia svolta in relazione ad obiettivi che l’Istituto provvede a selezionare attraverso una attività di intelligence – sia centrale che territoriale – che si avvale di numerose informazioni contenute nelle proprie banche dati nonché di richieste di intervento attinenti specificatamente la materia previdenziale. A tal proposito si segnala che è prossima alla sottoscrizione una convenzione tra Ispettorato e Istituti previdenziali avente ad oggetto, tra l’altro, l’accesso e l’utilizzo delle banche dati dei predetti Enti.

Ciò premesso – secondo le attuali procedure dell’Istituto – sulla base di tale attività di intelligence, il Direttore della competente sede dell’INPS, coadiuvato dal RUO, provvede all’assegnazione delle pratiche ispettive ai singoli funzionari tramite la procedura VG UNICO.

Nelle more della individuazione di diverse modalità procedurali – evidentemente collegate anche ad una evoluzione e cooperazione tra i sistemi informatici in uso al personale ispettivo – l’assegnazione delle pratiche – da effettuarsi su base plurisettimanale o mensile, sempre attraverso il sistema VG UNICO – dovrà essere preceduta da una fase di condivisione tra Dirigente dell’Istituto e Dirigente dell’Ispettorato.

La lista condivisa delle pratiche andrà quindi trasmessa dal Dirigente dell’Ispettorato o dal Coordinatore delegato, anche attraverso semplice e-mail, all’Istituto per procedere alla autorizzazione delle missioni, indicando i nominativi del personale ispettivo di provenienza ministeriale da affiancare al personale INPS in relazione agli accertamenti da effettuare.

In tale fase si dovrà infatti tenere conto dell’affiancamento – ove possibile – di un ispettore di provenienza ministeriale ad uno o più ispettori INPS – anche in relazione alla complessità degli accertamenti – con la finalità di consentire anche un incremento degli obiettivi da sottoporre a vigilanza previdenziale.

Di tali pratiche occorrerà inoltre tenere traccia nell’applicativo SGIL, sul quale si potrà intervenire accedendo ad apposite funzionalità in via di definizione, per la creazione di un data base delle imprese sottoposte a vigilanza previdenziale.

I fascicoli delle pratiche resteranno presso le sedi degli Istituti che trasmetteranno copia del relativo verbale alla competente sede dell’Ispettorato.

Programmazione vigilanza assicurativa

Non particolarmente diversa è l’attuale gestione delle pratiche ispettive relative alla vigilanza assicurativa, se non per la circostanza che l’assegnazione delle stesse avviene su base regionale.

In tal caso, pertanto, sarà il Dirigente dell’Ispettorato ubicato sul capoluogo di Regione a garantire lo svolgimento delle procedure sopra indicate.

Anche in tal caso la programmazione e lo smistamento delle pratiche potrà avvenire con cadenza mensile e il Dirigente o il Coordinatore delegato, nel condividere la lista delle pratiche con il referente regionale dell’INAIL, dovranno tenere conto della sede dell’impresa oggetto di accertamenti al fine della individuazione del personale di provenienza ministeriale da affiancare al personale dell’Istituto.

Il Dirigente o il Coordinatore delegato dovranno pertanto comunicare – sempre a mezzo email – agli altri Dirigenti o Coordinatori degli Ispettorati territoriali interessati la lista delle aziende per le quali viene iniziata una nuova verifica ispettiva, affinché questi ultimi individuino nominativamente l’ispettore che provvederà all’affiancamento.

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3) Principi contabili internazionali: versione definitiva degli Ipsas

Arriva la versione tradotta in italiano dei Principi Contabili Internazionali per il Settore Pubblico (IPSAS) emanati dall’International Public Sector Accounting Standards Board (IPSASB) di IFAC, in particolare da IPSAS 3 a IPSAS 17. La traduzione dei testi, realizzata dal Consiglio nazionale, era stata sottoposta nei mesi scorsi ad una pubblica consultazione finalizzata a raccogliere suggerimenti e proposte sulla traduzione e sulla terminologia adottata, in linea con quanto previsto dalla Policy for Translating and Reproducing Standards Published by the International Federation of Accountants.

Assieme a questi documenti, sono state pubblicate nuovamente anche le traduzioni degli IPSAS, rese disponibili dal CNDCEC già dal marzo 2015, aggiornate alla terminologia definita con il prosieguo delle traduzioni. Il corpus di IPSAS nella versione italiana, autorizzata da IFAC, presenta quindi complessivamente i Principi contabili internazionali per il settore pubblico da IPSAS 1 a IPSAS 32, oltre all’IPSAS basato sul principio di cassa. In questa occasione, è stato inoltre pubblicato il glossario dei termini tecnici utilizzati negli IPSAS.

La pubblicazione dei documenti, messi gratuitamente a disposizione dei commercialisti, ma anche delle amministrazioni pubbliche e del mondo accademico, è stata deliberata dal Consiglio Nazionale nella seduta del 17 gennaio scorso. In questo processo di standard setting della contabilità del settore pubblico a livello internazionale, l’attività del Consiglio Nazionale si colloca in primo piano, sia nella fase di emanazione, con la partecipazione di un proprio rappresentante ai lavori dell’IPSASB, sia in fase di implementazione a livello europeo e nazionale, mediante la collaborazione con gli altri soggetti interessati, quali la Ragioneria Generale dello Stato, Eurostat e le federazioni europee della professione, Accountancy Europe (già FEE) e l’European Federation of Accountants and Auditors (EFAA).

(Consiglio nazionale dei commercialisti, nota del 23 gennaio 2017)

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4) Credito ricerca e sviluppo: cumulo con altre agevolazioni

Documento di prassi dell’Amministrazione finanziaria (R.M. n. 12/E del 25 gennaio 2017) sotto la lente di Assonime con la nota del 26 gennaio 2017.

Difatti, l’Agenzia delle entrate, con la citata risoluzione n. 12/E del 25 gennaio 2017, ha fornito indicazioni in merito alla cumulabilità del credito d’imposta per la ricerca e lo sviluppo previsto dall’art. 3 del d.l. n. 145/2013 (credito d’imposta) con altre agevolazioni.

A tal fine l’Agenzia delle entrate ribadisce anzitutto quanto già precisato in precedenti documenti di prassi (circolare n. 5/E del 2016 e risoluzione n. 66/E del 2016) e, cioè, che:

- l’art. 3 del d.l. n. 145/2013 non pone alcuna limitazione in merito alla cumulabilità del credito d’imposta con altre agevolazioni, sicché il credito d’imposta risulta fruibile anche in presenza di ulteriori incentivi aventi il medesimo ambito oggettivo, salvo diverse indicazioni previste da tali ulteriori agevolazioni; - l’unico limite è rappresentato dal fatto che in ogni caso l’importo risultante dal cumulo tra il credito d’imposta e l’ulteriore agevolazione non ecceda i costi sostenuti; - i costi agevolati devono essere assunti ai fini della determinazione del credito d’imposta spettante al lordo di ulteriori agevolazioni; solo dopo aver calcolato il credito d’imposta in questo modo occorre verificare che tale importo, sommato a quello relativo all’ulteriore agevolazione, non superi l’ammontare complessivo dei costi agevolati di competenza.

Nel caso di specie l’istante aveva fruito di contributi comunitari riconosciuti in misura pari ad una percentuale dei costi c.d. diretti, dei costi cioè che ricadono nel medesimo ambito applicativo del credito d’imposta, e dei costi c.d. indiretti, degli oneri cioè per i quali non spetta il credito d’imposta. Ciò posto, l’istante chiedeva se “ai fini di una corretta verifica della cumulabilità del “credito di imposta per attività di ricerca e sviluppo” con gli altri finanziamenti pubblici, […] i contributi comunitari ricevuti rilevino esclusivamente per l’ammontare che sovvenziona i “costi diretti” o assumano rilevanza anche per l’ammontare che sovvenziona i “costi indiretti”. L’Amministrazione finanzia precisa opportunamente che ai fini della verifica della cumulabilità assumono rilevanza solo i costi c.d. diretti, quelli cioè che assumono rilevanza anche per il credito d’imposta, e che sarà onere del contribuente dimostrare che i c.d. costi indiretti non ricadono nell’ambito applicativo del credito d’imposta. Più precisamente, secondo l’Agenzia delle entrate “un’eventuale “problema di cumulo” potrebbe porsi in relazione alla concomitante applicazione del “credito di imposta per attività di ricerca e sviluppo” con i contributi comunitari che sovvenzionano i “costi diretti”, nella misura in cui questi ultimi coincidano (in tutto o in parte) con gli stessi costi ammissibili al credito di imposta, e non anche […] con riferimento ai contributi comunitari ricevuti per i “costi indiretti” che, in linea di massima, sovvenzionano costi non ammissibili al credito di imposta […]. Se la somma dell’importo dei contributi comunitari per i “costi diretti”, riferibile agli investimenti ammissibili nei termini dianzi specificati, e del credito di imposta risulta minore o uguale alla spesa ammissibile complessivamente sostenuta nel periodo di imposta per il quale l’istante intende accedere all’agevolazione, la società Alfa può beneficiare del credito di imposta per l’intero importo calcolato […]Sarà cura dell’interpellante evidenziare analiticamente i dati necessari per la verifica del cumulo, distinguendo innanzi tutto i “costi diretti” dai “costi indiretti” e individuando poi, nell’ambito di queste due categorie, i costi rilevanti e quelli irrilevanti ai fini del credito del credito di imposta, nonché l’importo dei contributi comunitari agli stessi rispettivamente riferibili”.

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5) Scambio d’informazioni Italia – Liechtenstein: comunicato in G.U.

Con il perfezionamento dello scambio delle notifiche, è entrato in vigore l'Accordo tra l’Italia e il Principato del Liechtenstein sullo scambio di informazioni in materia fiscale. L’accordo é in vigore dal 20 dicembre 2016.

Si è perfezionato lo scambio delle notifiche previsto per l’entrata in vigore dell’Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo del Principato del Liechtenstein sullo scambio di informazioni in materia fiscale. Lo ha reso noto il Ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale con comunicato pubblicato in Gazzetta Ufficiale. L’Accordo è entrato in vigore il giorno 20 dicembre 2016.

Con il perfezionamento dello scambio delle notifiche, è entrato in vigore l’Accordo tra l’Italia e il Principato del Liechtenstein sullo scambio di informazioni in materia fiscale. La ratifica è stata autorizzata con legge n. 210 del 3 novembre 2016.

(Ministero degli Affari esteri, comunicato 25 gennaio 2017 in G.U. n. 20 del 25 gennaio 2017)

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6) Benefici fiscali a favore delle vittime del dovere e dei loro familiari superstiti

I trattamenti pensionistici spettanti ai alle vittime del dovere e ai loro familiari superstiti sono stati esentati dall’IRPEF, nonché dalle addizionali regionali e comunali.

Lo ha chiarito l’Inps, con il messaggio n. 368 del 26 gennaio 2017, che si è soffermato sulla legge 11 dicembre 2016, n. 232 - legge di stabilità 2017 – all’art.1, comma 211, la quale ha esteso, a decorrere dal periodo di imposta 2017 ai trattamenti pensionistici spettanti alle vittime del dovere e ai loro familiari superstiti, di cui alla legge 13 agosto 1980, n. 466, alla legge 20 ottobre 1990, n. 302, e all'articolo 1, commi 563 e 564, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, i benefici fiscali di cui all'articolo 2, commi 5 e 6, della legge 23 novembre 1998, n. 407, e dell'articolo 3, comma 2, della legge 3 agosto 2004, n. 206, in materia di esenzione dall'imposta sui redditi.

Al riguardo, l’Inps ha precisato che, sui ratei di pensione del 2017, continueranno ad essere applicate le trattenute addizionali regionali e comunali relative al periodo di imposta 2016; come noto, infatti, tali tipologie di trattenute vengono prelevate, a saldo, nell’anno successivo a quello di riferimento.

L’esenzione fiscale ed il rimborso delle ritenute già operate verranno applicati d’ufficio, con lavorazione a livello centrale, a favore dei soggetti, titolari dei trattamenti pensionistici diretti o ai superstiti, individuati attraverso le informazioni disponibili presso questo Istituto.

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7) Sviluppati i servizi telematici offerti dall’INPS ai CTU

L’INPS, per migliorare la gestione relativa alle controversie in materia di invalidità civile, cecità civile, sordità civile, handicap e disabilità, disciplinati dalla Legge 12 giugno 1984, n. 222 utilizza la piattaforma, il “Portale dei servizi per il CTU” (di seguito Portale del CTU).

Il servizio permette di rispettare gli obblighi essenziali di comunicazione nello svolgimento di dette attività sanitarie previdenziali e assistenziali, tra il Consulente Tecnico d’Ufficio (medico CTU) e l’Istituto e ha reso disponibile, con la Circolare n.139 del 13 dicembre 2012, una specifica procedura informatica in grado di supportare e cadenzare operativamente lo svolgimento delle operazioni peritali già utilizzata dai consulenti per lo scambio, l’esame e la revisione in contraddittorio della documentazione, garantendo la tracciatura delle operazioni e la certezza dei rapporti intercorsi con l’Istituto.

L’INPS, con il messaggio 371 del 26 gennaio 2017, rende noto che al fine di agevolare ulteriormente il lavoro dei consulenti medici, a partire dal corrente mese di gennaio il Portale del CTU viene arricchito di una nuova, funzione relativa alla predisposizione dell’Agenda del professionista con “calendario” delle scadenze dei termini delle attività peritali.

L’agenda prevede due funzioni distinte e complementari partendo dalle informazioni inserite nel Portale dal medico CTU stesso:

Agenda scadenzario

Agenda planning settimanale o mensile

In seguito con appositi Messaggi verrà comunicato il rilascio sul Portale di ulteriori importanti funzioni, attualmente in fase avanzata di perfezionamento.

Portale dei servizi per il CTU”: sviluppo servizi telematici disponibili ai CTU offerti dall’INPS

Come noto, all’interno del procedimento di Accertamento Tecnico Preventivo Obbligatorio (ATPO) introdotto dall’art. 445 bis del codice di procedura civile - controversie in materia di invalidità civile, cecità civile, sordità civile, handicap e disabilità, nonché di pensione di inabilità e di assegno di invalidità disciplinatidalla Legge 12 giugno 1984, n. 222 – e, più in generale, nei procedimenti giurisdizionali civili relativi a prestazioni sanitarie INPS previdenziali ed assistenziali, esistono alcuni obblighi essenziali di comunicazione nello svolgimento dell’attività peritale, tra il Consulente Tecnico d’Ufficio (medico CTU) e l’INPS.

In particolare:

il combinato disposto dell’art. 20, comma 5bis del D.L. 78/2009, convertito dalla L. 102/2009, con l’art. 38, comma 8 del D.L. 98/2011 convertito dalla L. 111/2011, stabilisce che il Consulente Tecnico d’Ufficio, nominato dal giudice, provvede ad inviare, entro 15 giorni dall'inizio delle operazioni peritali, anche in via telematica, apposita comunicazione al direttore della sede provinciale INPS competente o a suo delegato; alla successiva relazione peritale è allegato, a pena di nullità, il riscontro di ricevuta della predetta comunicazione e l'eccezione di nullità (in caso di mancanza della predetta notifica) è rilevabile anche d'ufficio dal giudice;

l’art. 195, comma 3, c.p.c. dispone che il Giudice, con ordinanza di cui all’art. 193 c.p.c., debba stabilire i termini entro i quali il C.T.U. deve trasmettere la bozza della propria relazione alle parti costituite, le quali, a loro volta hanno un termine per trasmettere osservazioni. Sempre la medesima ordinanza fissa, altresì, il termine entro il quale il consulente deve depositare in cancelleria la relazione.

L’Istituto, al fine di migliorare la prassi gestionale relativa agli adempimenti che scaturiscono dalle suddette previsioni normative, ha reso disponibile, con la Circolare n.139 del 13 dicembre 2012, una specifica procedura informatica in grado di supportare e cadenzare operativamente lo svolgimento delle operazioni peritali. Tale piattaforma, il “Portale dei servizi per il CTU” (di seguito Portale del CTU), viene già utilizzata dai consulenti per lo scambio, l’esame e la revisione in contraddittorio della documentazione peritale, garantendo la tracciatura delle operazioni e la certezza dei rapporti intercorsi con l’Istituto.

Allo stato attuale il Portale CTU offre i seguenti servizi professionali:

comunicazione inizio Operazione Peritale;

comunicazione della relazione CTU in bozza/definitiva;

consultazione delle osservazioni del medico Consulente Tecnico di Parte INPS;

consultazione dell’agenda pagamenti a beneficio del Medico CTU;

consultazione Certificazione Unica.

Il Portale CTU garantisce la sicurezza delle informazioni comunicate, in quanto tutti i documenti inseriti nella procedura (relazione in bozza e/o definitiva ed eventuali successive note a chiarimento) vengono protocollati e depositati su archivi di sicurezza interni all’Istituto e i dati sensibili propri del Portale stesso (dati anagrafici e professionali del Medico CTU, etc.) sono registrati in forma “crittografata”. Ciascun medico CTU può gestire e consultare solo ed esclusivamente i dati di propria competenza.

In particolare, in materia di contenzioso medico legale, è stato rilevato che la tempistica del procedimento di A.T.P.O., con scadenze molto ravvicinate, non consente di gestire in maniera precisa e puntuale tutti i passaggi per un corretto svolgimento del processo, soprattutto nella fase di acquisizione della bozza e della relazione definitiva della CTU, determinante per un eventuale dissenso. Pertanto, si rende necessario prefigurare, al fine della corretta e tempestiva informazione delle Operazioni peritali del personale medico e a tutela ed interesse della migliore difesa delle parti, una precisa canalizzazione del flusso informativo CTU/Ente.

Infatti, l’utilizzo della procedura Portale del CTU, là dove utilizzata, ha ragionevolmente migliorato lo svolgimento di tutto il processo: in tal modo si tende a risolvere disfunzioni procedurali e/o disallineamenti temporali che derivano anche dall’invio delle comunicazioni da parte dei CTU a indifferenziati e non univoci indirizzi e-mail dell’Ente.

Quanto sopra, anche nell’ottica di perseguire l’obiettivo, posto dall’Amministrazione, tendente a valorizzare le vie telematiche nei rapporti con la pubblica amministrazione, nel cui ambito trova corretta allocazione il riconoscimento del Portale del CTU, quale strumento privilegiato di comunicazione di informazioni giuridicamente rilevanti. Peraltro è opportuno sottolineare che il rinvio alla modalità telematica ai fini dell’assolvimento degli obblighi di legge da parte del CTU non può ritenersi mera opzione rimessa alla scelta del CTU ma deve ritenersi essere anche diritto dell’Istituto preferirla sino ad esigerla in ossequio al principio della necessaria digitalizzazione della PA (Codice Amministrazione digitale D.Lgs.82/05).

In conformità al suddetto principio, con le Determinazioni Presidenziali n.75/2010, n.127/2011, n.277/2011, n.95/2012, l’Istituto ha già intrapreso un processo di telematizzazione alla luce del D.lgs. 82/2005, Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD), nonché dell’art.8, comma 5, del Decreto Legge 31 maggio 2010, n.78 convertito con modificazioni, dalla Legge 30 luglio 2010, n.122, il quale prevede l’estensione e il potenziamento dei servizi telematici dell’amministrazione finanziaria e degli enti previdenziali.

Con la circolare n. 100 del 13/6/2016, contenente le istruzioni operative per la gestione del contenzioso inerente all’Accertamento Tecnico Preventivo Obbligatorio, è stata effettuata una rivisitazione dell’assetto operativo del contenzioso in materia di invalidità civile e ATPO, soprattutto alla luce della nuova giurisprudenza della Corte Costituzionale, con la quale la Corte medesima ha definitivamente statuito la piena legittimità costituzionale dell’articolo 445 bis del c.p.c.. Nella medesima circolare, in merito allo sviluppo delle funzionalità del Portale tese alla incentivazione dell’utilizzo da parte dei Consulenti, in un’ottica di progressiva esclusività, è stato già anticipato al punto 3 ultimo capoverso che: “con successivo messaggio Hermes saranno fornite le indicazioni per il progressivo utilizzo del Portale del CTU quale unico strumento telematico di scambio di informazioni medico legali”.

In seguito è stato emanato il messaggio Hermes n. 3034 del 12/7/2016 avente ad oggetto il “Flusso telematico delle comunicazioni obbligatorie del medico CTU all’INPS - Utilizzo del Portale del CTU”, cui si rinvia per le indicazioni necessarie tendenti all’avvio della realizzazione sul Portale del CTU della specifica canalizzazione del flusso informativo CTU/Ente, tramite la disattivazione di tutte le caselle di posta elettronica ordinarie eventualmente dedicate all’invio delle comunicazioni dei medici CTU al Direttore di sede e assicurare, in tal modo, la più ampia diffusione dell’utilizzo del Portale da parte dei suddetti professionisti.

Conseguentemente, al fine di favorire lo sviluppo progettuale del Portale CTU e per supportare accessi e usabilità del medesimo Portale, con la presente circolare viene implementata la procedura informatica attualmente in uso, ferma restando la necessità del monitoraggio e verifica di un periodo di reale utilizzo - stabilito in prima battuta in sei mesi – finalizzato più che altro a far conoscere le potenzialità di questo strumento ai possibili fruitori.

Sviluppi della procedura “Portale dei servizi per il CTU” e indicazioni operative

Al fine di agevolare ulteriormente il lavoro dei consulenti medici, a partire dal corrente mese di gennaio il Portale del CTU viene arricchito della nuova, importante funzione relativa alla predisposizione dell’Agenda del professionista con “calendario” delle scadenze dei termini delle attività peritali.

L’agenda prevede due funzioni distinte e complementari partendo dalle informazioni inserite nel Portale dal medico CTU stesso:

Agenda scadenzario

Ricerca incrociata con estrazione multiparametrica degli adempimenti (Operazioni Peritali, Relazioni in bozza, Osservazioni, Relazioni Definitive) completa o parziale, per periodo, puntuale, settimanale o mensile;

Agenda planning settimanale o mensile

Visualizzazione degli adempimenti previsti per la settimana/mese richiesti.

Si ritiene che tali funzioni offrano al CTU delle significative opportunità per rendere più agevole il lavoro del consulente, tramite la messa in evidenza delle scadenze collegate ai vari adempimenti.

Inoltre, nell’ottica di tendere al progressivo miglioramento del contesto procedurale disponibile al CTU, verranno rilasciate sul Portale in oggetto ulteriori importanti funzioni, attualmente in fase avanzata di perfezionamento, quali:

- Sviluppo di strumenti di supporto al CTU nella fatturazione elettronica che consentiranno, per tutte le consulenze tecniche d’ufficio transitate attraverso il Portale, l’estensione di Proposta di fattura

Nel Portale sarà presente una nuova funzione, “Proposta Fatturazione Elettronica”, che consentirà al medico CTU, tramite la compilazione del modulo automatizzato predisposto nell’applicazione, di ottenere il file xml per l’invio della fattura (previa validazione con firma digitale) al Sistema di Interscambio (SDI), oltre al file .pdf con la simulazione della fattura stessa, per ciascuna prestazione svolta relativamente alle Operazioni Peritali (OO.PP.).

- Utilizzo delle funzioni di archiviazione cloud di dati

Per ciascuna Operazione Peritale censita sul Portale CTU dal medico, lo strumento consente di allegare digitalmente gli elaborati peritali relativi al contenzioso. La funzionalità di archiviazione comporta un risparmio sui tempi necessari allo scambio degli elaborati tra il medico CTU e l’Istituto, oltre che custodire nel tempo gli elaborati stessi per successive consultazioni, rappresentando così, di fatto, un archivio sempre disponibile e a costo zero per il Consulente.

La progressiva disponibilità di tali implementazioni verrà comunicata con appositi messaggi Hermes.

(INPS, messaggio n. 371 del 26 gennaio 2017)

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8) Gestione Artigiani e Commercianti: imposizione contributiva, quarta emissione in corso anno d’imposta 2016

L’INPS, con il messaggio n. 376 del 26 gennaio 2017, comunica che è stata ultimata l’elaborazione dell’imposizione contributiva per tutti i soggetti iscritti alla gestione nel corso dell’anno 2016 e non già interessati da imposizione contributiva.

E questo a seguito dellla circolare n. 15 del 29.01.2016 avente ad oggetto “La contribuzione dovuta per l’anno 2016 dagli Artigiani e dagli Esercenti attività commerciali”.

A seguito della predetta attività sono stati predisposti i modelli “F24” necessari per il versamento della contribuzione dovuta secondo le disposizioni di cui alla citata circolare n. 15/2016.

Detti modelli F24 sono disponibili, in versione precompilata, nel Cassetto Previdenziale per Artigiani e Commercianti alla sezione Posizione assicurativa – Dati del modello F24, dove è possibile consultare anche il prospetto di sintesi degli importi dovuti con le relative scadenze e causali di pagamento.

Inoltre, nel rispetto di quanto comunicato con circolare n. 24 del 8.2.2013, che precisa che “l’Istituto, a partire dall’anno 2013, non invierà più le comunicazioni contenenti i dati e gli importi utili per il pagamento della contribuzione dovuta…”, le comunicazioni di cui trattasi saranno disponibili, sempre nel Cassetto, anche alla sezione Comunicazione bidirezionale – Modelli F24, con la riproduzione della stessa lettera che prima del 2013 veniva spedita a mezzo posta.

E’ previsto, inoltre, l’invio di email di alert ai titolari di posizione assicurativa, ovvero loro intermediari delegati, per i quali si è in possesso di recapito email.

L’accesso ai Servizi del Cassetto Previdenziale per Artigiani e Commercianti avviene, come di consueto, tramite PIN del soggetto titolare di posizione contributiva, ovvero di un suo intermediario in possesso di delega in corso di validità.

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9) Gestione Artigiani e Commercianti: avvisi Bonari rata con scadenza Agosto e Novembre 2016

L’INPS, con il messaggio n. 381 del 26 gennaio 2017, comunica l’inizio delle elaborazioni per l’emissione degli avvisi bonari relativi alla rata in scadenza ad agosto e novembre 2016 per i lavoratori autonomi iscritti alle gestioni degli artigiani e commercianti (che segue la circolare n. 98 del 14 giugno 2013).

Gli avvisi bonari saranno a disposizione del contribuente all’interno del Cassetto previdenziale Artigiani e Commercianti (di cui al messaggio n. 5769 del 02/04/2012) al seguente indirizzo: Cassetto Previdenziale per Artigiani e Commercianti – Posizione Assicurativa – Avvisi Bonari.

Come di consueto sarà predisposta anche la relativa comunicazione che di solito veniva spedita, visualizzabile al seguente indirizzo: Cassetto Previdenziale per Artigiani e Commercianti – Posizione Assicurativa – Avvisi Bonari generalizzati.

E contestualmente sarà inviata una email di alert ai titolari della posizione contributiva e ai loro intermediari, che abbiano fornito tramite il Cassetto il loro indirizzo di posta elettronica.

Qualora l’iscritto avesse già effettuato il pagamento, potrà comunicarlo utilizzando l’apposito servizio presente al seguente indirizzo: Cassetto Previdenziale per Artigiani e Commercianti – Sezione Comunicazione bidirezionale – Comunicazioni – Invio quietanza di versamento.

In caso di mancato pagamento l’importo dovuto verrà richiesto tramite avviso di addebito con valore di titolo esecutivo.

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10) Notizie in breve

Ecco di seguito brevi notizie:

Orlandi, dichiarazioni Iva: sullo stop alle sanzioni serve un intervento di legge

Sull’eventuale stop alle sanzioni per l’invio ritardato delle dichiarazioni Iva a causa dello sciopero dei commercialisti è necessario un intervento legislativo. Il clima con i sindacati della categoria nell’ultimo incontro al Mef è stato costruttivo anche se alcune richieste sono strettamente politiche. A precisarlo è stato il direttore dell’Agenzia delle entrate, Rossella Orlandi, a margine del convegno “La collaborazione tra Fisco e contribuente” organizzato a Roma da Igs (istituto per il governo societario) e Luiss business school.

A tenere banco è stata la protesta dei commercialisti che hanno ufficialmente proclamato uno sciopero di otto giorni a partire dalla mezzanotte del 26 febbraio. Un’astensione che riguarderà la scadenza per l’invio telematico della dichiarazione Iva, che per quest’anno è prevista per il 28 febbraio. Alla domanda se l’Agenzia potesse emettere un provvedimento amministrativo sulla remissione in termini, Orlandi ha spiegato che “occorre un intervento legislativo”. Tuttavia, la linea del dialogo con i commercialisti resta aperta.

Sentenze esecutive: decreto in dirittura d’arrivo

Nel corso del question time del 26 gennaio 2017 in Commissione Finanze della Camera la sottosegretaria al Mef, Paola De Micheli ha annunciato l’imminente emanazione del decreto sulle modalità di concessione delle garanzie in presenza di sentenze immediatamente esecutive anche se non definitive. Il Dlgs 546/92 all’articolo 69 dice che le sentenze di condanna al pagamento di somme in favore del contribuente sono immediatamente esecutive, ma se l’importo supera i 10mila euro, il pagamento può essere subordinato dal giudice alla presentazione di una idonea garanzia. Per disciplinare la concessione di tali garanzie, era previsto un decreto del Mef. Questa nuova norma è entrata in vigore il 1° giugno 2016, ma a causa di una disposizione transitoria fino all’emanazione del decreto ministeriale resta applicabile la previgente disposizione.

Lettere d’intento: valore “presunto” per acquisti detassati

L’esportatore abituale che invia la lettera d’intento al proprio fornitore per effettuare acquisti detassati fino a un certo ammontare indica un valore presunto, e non un dato puntuale. In questo senso pare doversi intendere quanto chiarito dalle Entrate in risposta al parlamentare Filippo Busin al question time del 26 gennaio 2017 alla commissione Finanze della Camera. In merito al corretto importo del plafond da indicare nelle singole lettere d’intento da inviare ai fornitori le Entrate confermano che questo importo corrisponde all’ammontare fino a concorrenza del quale si intende utilizzare il plafond. Nel campo 2 del modello, dove si indica l’ammontare spendibile su più operazioni, il dato corrisponde a “un valore presunto”, pari alla quota parte del proprio plafond. L’importo, dunque, non costituisce un dato puntuale, ma “indicativo” oltre al quale le operazioni devono essere assoggettate a Iva da parte del fornitore. Frodi Iva: prescrizione più salda

Prescrizione nelle frodi Iva: Con un’ordinanza del 26 gennaio 2017 la Corte Costituzionale ha chiamato in causa la Corte di giustizia europea per avere una risposta sulla forza cogente sia del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea sia della sentenza Taricco con la quale, l’8 settembre del 2015, la stessa corte Ue aveva considerato inefficace la disciplina italiana della prescrizione, in particolare per quanto riguarda il regime della sospensione: a venire compromessa sarebbe la possibilità di infliggere sanzioni effettive e dissuasive per i casi di truffa Iva. La Consulta chiede ai magistrati comunitari di chiarire se l’esigenza di disapplicazione è compatibile con una base legale sufficientemente determinata e quando la prescrizione, come in Italia, è parte del diritto penale sostanziale e soggetta al principio di legalità. Di più, se la disapplicazione deve essere imposta anche se in contrasto con i principi supremi dell’ordine costituzionale dello Stato membro

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11) Importo dei contributi dovuti per l’anno 2017 per i lavoratori domestici

Restano invariate rispetto all’anno scorso le fasce retributive su cui calcolare i contributi dovuti all’Inps per il lavoro domestico. È lo stesso istituto di previdenza a comunicarlo nella circolare 13/2017 con cui ha fornito l’aggiornamento annuale riferito al 2017.

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diario-quotidiano-articoli-612) Contributi volontari anno 2017: lavoratori dipendenti non agricoli, lavoratori autonomi ed iscritti alla Gestione separata.

L’INPS ha pubblicato la circolare n. 12 del 27 gennaio 2017.

Versamenti volontari dei lavoratori dipendenti non agricoli.

L’ISTAT ha comunicato la variazione percentuale nell’indice dei prezzi al consumo, per le famiglie degli operai e degli impiegati, verificatasi tra il periodo gennaio 2015 - dicembre 2015 ed il periodo gennaio 2016 - dicembre 2016 pari al- 0,1%.

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13) Convenzione contro la manipolazione delle competizioni sportive

Adesione alla Convenzione del Consiglio d’Europa sulla manipolazione di competizioni sportive, fatta a Magglingen il 18 settembre 2014.

Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Angelino Alfano e del Ministro per lo sport Luca Lotti, il 27 gennaio 2017, ha approvato un Disegno di legge per l’adesione dell’Italia alla Convenzione del Consiglio d’Europa sulla manipolazione di competizioni sportive, fatta a Magglingen il 18 settembre 2014.

Nello specifico, la Convenzione mira a:

-prevenire conflitti di interesse tra gli operatori delle scommesse sportive e gli organizzatori;

-incoraggiare le autorità di controllo delle scommesse sportive a lottare contro la frode, limitando o sospendendo, se necessario, la possibilità di effettuare scommesse sportive;

-lottare contro le scommesse sportive illecite, consentendo la chiusura o la limitazione dell’accesso agli operatori coinvolti e il blocco dei flussi finanziari tra questi ultimi e i consumatori.

In attuazione di quanto previsto dalla Convenzione, il ddl identifica nell’Agenzia delle dogane e dei monopoli l’Autorità nazionale per la regolamentazione delle scommesse sportive. Viene inoltre introdotta una specifica disposizione in merito alla confisca dei beni che costituiscono il prodotto, il profitto o il prezzo del reato e viene sanzionata la responsabilità da reato della persona giuridica a vantaggio della quale ha agito il reo. Si prevede poi che le organizzazioni sportive e gli organizzatori delle competizioni adottino e implementino regole più rigide per combattere la corruzione. Infine, vengono previste adeguate garanzie per informatori e testimoni.

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14) Consulta: voucher slegati da lavoro occasionale

Manca riferimento come requisito strutturale dell'istituto. L’Agenzia Ansa con una nota del 27 gennaio 2017 riporta la seguente notizia:

Nella disciplina che regola i voucher, i buoni lavoro, "viene a mancare qualsiasi riferimento alla occasionalità della prestazione lavorativa quale requisito strutturale dell'istituto". Così la Consulta nelle motivazioni sull'ammissibilità del referendum proposto dalla Cgil, replicando alla posizione che vede la norma come costituzionalmente necessaria, in quanto relativa alla materia del lavoro occasionale, che deve trovare obbligatoriamente una disciplina.

Il quesito, spiega la Consulta, "contrariamente all'assunto della Presidenza del Consiglio dei ministri, non inerisce a disposizioni cui possa essere attribuito il carattere di norma costituzionalmente necessaria, in quanto relativa alla materia del lavoro occasionale, che deve trovare obbligatoriamente una disciplina normativa. L'evoluzione dell'istituto, nel trascendere i caratteri di occasionalità dell'esigenza lavorativa cui era originariamente chiamato ad assolvere, lo ha reso alternativo a tipologie regolate da altri istituti giuslavoristici e quindi non necessario".

La Corte sottolinea come, attraverso gli interventi normativi, "la originaria disciplina del lavoro accessorio, quale attività lavorativa di natura meramente occasionale, limitata, sotto il profilo soggettivo, a particolari categorie di prestatori, e, sotto il profilo oggettivo, a specifiche attività, ha modificato la sua funzione di strumento destinato, per le sue caratteristiche, a corrispondere ad esigenze marginali e residuali del mercato del lavoro". Una modifica che per la Corte "appare già emblematicamente attestata dal cambiamento della denominazione della rubrica del Capo II del d.lgs. n. 276 del 2003 in cui risultano inserite le originarie previsioni normative ('Prestazioni occasionali di tipo accessorio rese da particolari soggetti') rispetto a quella recata dal Capo VI del d.lgs. n. 81 del 2015, ('Lavoro accessorio'), nel quale sono inseriti gli articoli di cui si chiede l'abrogazione referendaria, in quanto viene a mancare qualsiasi riferimento alla occasionalità della prestazione lavorativa quale requisito strutturale dell'istituto".

Infine il quesito, sottolinea, "rispetta anche le indicazioni della giurisprudenza costituzionale relative alla chiarezza, omogeneità e univocità".

(Ansa, nota del 27 gennaio 2017)

Vincenzo D’Andò