Diario quotidiano del 26 gennaio 2017: tutte le novità in tema di procedure esecutive e concorsuali

Pubblicato il 26 gennaio 2017



1) Quadro RS dei nuovi modelli dichiarativi “Redditi 2017”: eliminato il prospetto “Errori contabili”
2) Legge di bilancio 2017: novità fiscali in tema di procedure esecutive e concorsuali
3) Al curatore fallimentare l’azione di responsabilità contro gli amministratori “ampliata”
4) Condannato per evasione l’imprenditore che cede il complesso aziendale “vuoto”
5) Commercialisti: sciopero si o no?
6) Non sfugge all’Irap il professionista che si avvale di una società di servizi
7) Eventi sismici del 2016: sospensione degli adempimenti
8) Legge di bilancio 2017: disciplina IVA delle perdite su crediti
9) In G.U. il D.Lgs. sulle azioni di risarcimento del danno da violazioni antitrust
10) Aumentano i contributi previdenziali per i co.co.co.
diario-quotidiano-articoli-81) Quadro RS dei nuovi modelli dichiarativi “Redditi 2017”: eliminato il prospetto “Errori contabili” 2) Legge di bilancio 2017: novità fiscali in tema di procedure esecutive e concorsuali 3) Al curatore fallimentare l’azione di responsabilità contro gli amministratori “ampliata” 4) Condannato per evasione l’imprenditore che cede il complesso aziendale “vuoto” 5) Commercialisti: sciopero si o no ? 6) Non sfugge all’Irap il professionista che si avvale di una società di servizi 7) Eventi sismici del 2016: sospensione degli adempimenti 8) Legge di bilancio 2017: disciplina IVA delle perdite su crediti 9) In G.U. il DLgs sulle azioni di risarcimento del danno da violazioni antitrust 10) Aumentano i contributi previdenziali per i co.co.co. ***

1) Quadro RS dei nuovi modelli dichiarativi “Redditi 2017”: eliminato il prospetto “Errori contabili”

Modello Redditi Persone Fisiche 2017, sono già disponibili le bozze con le istruzioni. E’ scomparso il prospetto sugli “Errori contabili”. Proprio a seguito delle modifiche introdotte dal Dl n. 193/2016, sui termini entro cui è possibile presentare la dichiarazione integrativa a favore, inoltre, risultano ormai superate le indicazioni contenute nella circolare n. 31/E del 2013 dell’Agenzia, riguardante la correzione degli errori contabili in bilancio. Per questo motivo nel quadro RS dei nuovi modelli dichiarativi “Redditi 2017” è stato eliminato il prospetto “Errori contabili”.

Tra le altre novità l’agevolazione sui premi di produttività e il nuovo regime per lavoratori trasferiti in Italia. Più tempo per inviare la dichiarazione integrativa a favore.

Disponibili, a partire dal 24 gennaio 2017 sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate, bozza e istruzioni della dichiarazione Redditi Pf 2017, da utilizzare per il periodo d’imposta 2016. Tra le varie novità inserite nei modelli di quest’anno, come informa l’Agenzia delle entrate con il comunicato n. 16 del 24 gennaio 2017, rientrano l’agevolazione sui premi di risultato per i dipendenti del settore privato, i crediti derivanti da dichiarazioni integrative a favore presentate oltre il termine della dichiarazione successiva e il credito d’imposta per le erogazioni liberali in denaro verso gli istituti del sistema nazionale di istruzione (c.d. “School bonus”). Come già noto, da quest’anno il nome del modello di dichiarazione viene modificato da Unico a Redditi, poiché la dichiarazione Iva non può più essere presentata in forma unificata insieme alla dichiarazione dei redditi.

Premi di risultato, il Fisco promuove la produttività

Entra nel modello di dichiarazione la nuova tassazione agevolata per i dipendenti del settore privato che percepiscono premi di risultato d’importo non superiore a 2.000 euro. Il limite entro cui si può fruire dell’agevolazione sale invece a 2.500 euro se l’azienda coinvolge pariteticamente i lavoratori nell’organizzazione del lavoro. In particolare, se i premi di risultato sono percepiti in denaro, si applica un’imposta sostitutiva dell’Irpef e delle addizionali pari al 10%. Se i premi sono percepiti sotto forma di benefit o di rimborso di spese di rilevanza sociale sostenute dal lavoratore, invece, non si applica alcuna imposta.

Incentivi per chi si trasferisce in Italia

Altra novità rilevante riguarda i lavoratori che si sono trasferiti nel nostro Paese. Nel loro caso sarà soltanto il 70% del reddito di lavoro dipendente prodotto sul territorio nazionale a concorrere alla formazione del reddito complessivo da sottoporre a tassazione.

Per i terreni dei coltivatori diretti niente più ulteriore rivalutazione

Per i terreni posseduti e condotti da coltivatori diretti o imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola, ai fini della determinazione dei redditi dominicale e agricolo, non va più operata l’ulteriore rivalutazione che, nel 2015, si applicava nella misura del 10%.

Bonus mobili per giovani coppie

Si tratta dell’incentivo a favore delle giovani coppie (in cui almeno uno dei due componenti non ha più di 35 anni), sposate o conviventi da almeno tre anni, che nel 2015 o nel 2016 hanno acquistato un immobile da adibire ad abitazione principale: possono detrarre il 50% delle spese sostenute, fino a un tetto massimo di 16mila euro, per l’acquisto di mobili destinati all’arredo di quell’appartamento. Il bonus va fruito in 10 quote annuali di pari importo.

Prorogate le agevolazioni “potenziate” per i lavori in casa

Anche per il 2016 il “bonus ristrutturazioni” spetta nella misura maggiorata del 50% (in luogo dell’ordinario 36%) delle spese sostenute, fino all’importo massimo di 96mila euro per unità immobiliare, anziché i 48mila euro fissati dalla norma a regime.

Il “bonus mobili”, confermato anche per il 2016, vale il 50% delle spese sostenute, fino a un massimo di 10mila euro, per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici destinati all’arredo dell’immobile oggetto di interventi di recupero edilizio agevolati al 50%.

Confermata nella misura maggiorata del 65% anche la detrazione per i lavori di riqualificazione energetica degli edifici. Da segnalare, in questo ambito, una nuova tipologia di interventi ammessi all’agevolazione: l’acquisto, l’installazione e la messa in opera di dispositivi multimediali per il controllo a distanza degli impianti di riscaldamento, di produzione di acqua calda e di climatizzazione delle abitazioni (“bonus domotica”).

Spese per canoni di leasing per abitazione principale

Spazio nella dichiarazione di quest’anno per la detrazione del 19% dell’importo dei canoni di leasing pagati nel 2016 per l’acquisto di unità immobiliari da destinare ad abitazione principale ai contribuenti che, alla data di stipula del contratto, avevano un reddito non superiore a 55.000 euro. L’importo dei canoni di leasing per cui si può fruire della detrazione non può essere di importo superiore a 8.000 euro se, alla data di stipula del contratto, si hanno meno di 35 anni o di 4.000 euro se alla stessa data si hanno 35 anni o più. L’agevolazione spetta anche se nel 2016 sono stati pagati i prezzi di riscatto: in tal caso il prezzo del riscatto non può essere superiore a 20.000 euro se si aveva meno di 35 anni, a 10.000 euro se si aveva 35 anni o più.

Abitazioni energetiche”

Sconto fiscale per coloro che, nel 2016, hanno acquistato dall’impresa costruttrice un’abitazione di classe energetica A o B: possono detrarre dall’Irpef, fino a concorrenza del suo ammontare, il 50% della relativa Iva pagata, suddividendo il beneficio in 10 rate uguali.

Dispositivi multimediali per il controllo da remoto

Rientra tra le detrazioni ammesse nel modello di dichiarazione la detrazione del 65% delle spese sostenute nel 2016 per l’acquisto, installazione e messa in opera di dispositivi multimediali per il controllo da remoto degli impianti di riscaldamento e/o produzione acqua calda e/o climatizzazione delle unità abitative.

Credito d’imposta c.d. “School bonus”

Grazie ai nuovi modelli dichiarativi diventa possibile utilizzare il credito d’imposta per le erogazioni liberali in denaro destinate agli investimenti in favore di tutti gli istituti del sistema nazionale di istruzione, per la realizzazione di nuove strutture scolastiche, la manutenzione e il potenziamento di quelle esistenti e per il sostegno a interventi che migliorino l’occupabilità degli studenti.

Costi “black list”

Con l’abrogazione della disciplina di indeducibilità parziale per le spese e gli altri componenti negativi derivanti da operazioni intercorse con imprese residenti ovvero localizzate in Stati o territori aventi regimi fiscali privilegiati sono stati eliminati i righi per l’indicazione di dette spese e componenti negativi nei quadri di determinazione del reddito d’impresa.

L’agevolazione “Patent box” va nel quadro RF

In Redditi 2017, nel quadro di determinazione dei reddito d’impresa (quadro RF), è stato inserito un campo per l’indicazione della quota di reddito agevolabile relativa ai periodi di imposta compresi tra la data di presentazione dell’istanza di ruling e la data di sottoscrizione dell’accordo, al fine di consentire l’accesso al beneficio “Patent box” fin dal periodo d’imposta in cui è presentata l’istanza medesima.

Più tempo per l’invio della dichiarazione integrativa a favore

L’articolo 5 del Dl n. 193/2016, intervenendo sull’articolo 2, comma 8, del DPR n. 322/1998, ha esteso il termine entro cui il contribuente può presentare la dichiarazione in proprio favore, equiparandola, sotto questo profilo, alla dichiarazione integrativa in favore dell’Amministrazione, ovvero entro i termini stabiliti dall’articolo 43 del DPR n. 600/1973. Per questo motivo, nel riquadro “Tipo di dichiarazione” del frontespizio, è stata eliminata la casella “Dichiarazione integrativa a favore” in quanto, nell’ipotesi di presentazione di una dichiarazione integrativa, non è più necessario segnalare se trattasi di integrativa a favore o a sfavore. L’articolo 5 del decreto legge n. 193/2016 ha stabilito che, nella dichiarazione relativa al periodo d’imposta in cui è presentata la dichiarazione integrativa a favore, è indicato il credito derivante dal minor debito o dal maggiore credito risultante dalla dichiarazione integrativa. A tal fine è stato inserito nei modelli Redditi il nuovo quadro DI.

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2) Legge di bilancio 2017: novità fiscali in tema di procedure esecutive e concorsuali

Tra le varie novità fiscali della legge di bilancio 2017 (legge 11 dicembre 2016, n. 232), Assonime con una nota del 24 gennaio 2017 focalizza ulteriormente l’attenzione su aspetti che attengono nello specifico alle procedure esecutive e concorsuali e riguardanti, in particolare, la disciplina IVA delle perdite su crediti; l’istituto della transazione fiscale; il regime agevolato dei trasferimenti immobiliari nell’ambito di vendite giudiziarie.

Quanto alla disciplina IVA delle perdite su crediti, l’art. 1, comma 567, interviene sul testo dell’art. 26 del D.P.R. n. 633 del 1972, eliminando la possibilità – prevista dalla legge di bilancio per lo scorso anno e che sarebbe stata operativa a partire da quest’anno – di effettuare variazioni in diminuzione al momento in cui il cessionario o committente sia stato assoggettato a una procedura concorsuale. In sostanza, è stata ripristinata la disciplina previgente secondo cui le variazioni in diminuzione – e quindi i recuperi dell’IVA addebitata in via di rivalsa al momento della fatturazione e computata nelle liquidazioni del cedente o prestatore – possono essere operate solo al momento in cui la procedura ha avuto termine ed è risultata infruttuosa, rendendo la perdita definitiva per il creditore. Poiché la materia sarà oggetto di apposito approfondimento in una nostra circolare di prossima pubblicazione, merita in questa sede soltanto segnalare che altri aspetti della disciplina approvata con la legge di bilancio dello scorso anno sono stati confermati: si tratta, in particolare, della possibilità di effettuare variazioni in diminuzione nei casi in cui siano attivate clausole risolutive espresse collegate a mancati adempimenti dei cessionari o committenti in relazione a contratti ad esecuzione continuativa o periodica, nonché dell’individuazione dei criteri in base ai quali verificare l’infruttuosità delle procedure esecutive individuali.

L’art. 1, comma 81 della legge interviene, inoltre, sotto vari profili, sulla disciplina della transazione fiscale prevista dall’articolo 182-ter della legge fallimentare. In via generale, viene esteso l’ambito di applicazione dell’istituto e sono modificate le regole del voto sulla proposta di concordato preventivo, nonché quelle dell’adesione alla proposta di transazione fiscale. Per effetto delle nuove norme, possono essere ora oggetto di transazione sia i crediti chirografari sia quelli privilegiati, ancorché non iscritti a ruolo, purché il piano di concordato preventivo ne preveda la soddisfazione in misura non inferiore a quella realizzabile sul ricavato in caso di liquidazione, tenendo conto del valore di mercato dei beni attestato da un professionista in possesso dei requisiti di cui all’art. 67, comma 3, lett. d) l.f. In caso di transazione proposta nell’ambito di un accordo di ristrutturazione dei debiti ex art. 182-bis l.f. la relazione del professionista che accompagna la domanda di omologa dell’accordo deve contenere, in relazione ai crediti fiscali, anche la valutazione della convenienza del trattamento proposto rispetto alle alternative concretamente praticabili.

Con riguardo alle regole del voto sulla proposta concordataria, le nuove norme richiedono che tale voto sia espresso dall’ufficio, previo parere conforme della competente direzione regionale, relativamente al credito tributario complessivo (a prescindere dall’iscrizione o meno a ruolo dei tributi). Il voto potrà essere espresso in sede di adunanza dei creditori o per lettera, telegramma, telefax o posta elettronica nei venti giorni successivi alla chiusura del verbale. L’adesione alla proposta di transazione fiscale dovrà, invece, essere espressa (a prescindere dall’iscrizione o meno a ruolo dei tributi) su parere conforme della competente direzione regionale, con la sottoscrizione dell’atto negoziale da parte del direttore dell’ufficio. L’atto dovrà essere sottoscritto anche dall’agente della riscossione in ordine al trattamento degli oneri di riscossione.

Sotto il profilo fiscale, poi, ulteriore novità di particolare rilievo è quella riguardante l’eliminazione del divieto di falcidiabilità dei debiti per IVA e delle ritenute operate e non versate contenuto nel citato art. 182-ter l.f.. Per quanto attiene in particolare alla falcidia dell’IVA, da più parti ormai si auspicava l’eliminazione del suddetto divieto a motivo del venir meno delle ragioni giustificative che ne erano poste alla base. In particolare, si veda la sentenza della Corte di Giustizia UE, sentenza del 7 aprile 2016, causa C-546/14, che ha affermato la piena legittimità della falcidia del credito IVA vantato dallo Stato nei confronti del debitore sottoposto a procedura concorsuale nonché, per la successiva giurisprudenza nazionale, la sentenza della Corte di Cassazione, SS.UU., n. 26988 del 27 dicembre 2016.

Infine, merita segnalare che con l’art. 1, comma 32, della legge di bilancio viene prorogato fino al 30 giugno 2017 il regime di tassazione agevolata ai fini delle imposte indirette per gli atti e i provvedimenti aventi ad oggetto il trasferimento della proprietà o di altri diritti reali immobiliari emessi nell’ambito di procedure esecutive e concorsuali a favore di soggetti che svolgono attività d’impresa, introdotto dal d.l. 14 febbraio 2016, n. 18. In base a tale regime questi trasferimenti scontano le imposte di registro, ipotecaria e catastale nella misura fissa di € 200,00 a condizione che l’acquirente si impegni a trasferire la proprietà o il diverso diritto sul bene entro un determinato termine, che viene esteso dalla legge di bilancio da due a cinque anni.

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3) Al curatore fallimentare l’azione di responsabilità contro gli amministratori “ampliata”

Il curatore fallimentare può esercitare sia in sede penale sia civile l'azione di responsabilità ammessa contro gli amministratori di qualsiasi società, anche in caso di bancarotta preferenziale per pagamenti eseguiti in violazione della parità di condizioni fra creditori. Le Sezioni unite civili sciolgono i dubbi sulla possibilità per il curatore di proporre azioni di responsabilità contro gli amministratori della società fallita che hanno fatto pagamenti “selezionati”. Nel caso esaminato la Corte d’appello aveva escluso la legittimazione del curatore di una Srl, per i pagamenti eseguiti in violazione della par condicio creditorum.

E’ questo il principio di diritto enunciato dalle Sezioni unite civili di Cassazione nel testo della sentenza n. 1641 del 23 gennaio 2017, e con la quale è stata decisa una questione di massima di particolare importanza che era stata loro sottoposta dalla Terza sezione civile della Corte di legittimità.

In particolare, la questione atteneva alla legittimazione del curatore fallimentare a esercitare l’azione di responsabilità nei confronti degli amministratori della società fallita che hanno eseguito pagamenti preferenziali.

La Suprema corte ha, in particolare, cassato, con rinvio, la sentenza con cui la Corte d’appello si era pronunciata sulle domande di risarcimento proposte da un fallimento di una Srl nei confronti degli amministratori della società fallita e di altra Srl in favore della quale erano stati eseguiti dei pagamenti contestati come “preferenziali” nell'ambito di un procedimento penale per bancarotta che si era concluso con il patteggiamento.

Nella decisione impugnata, era stato affermato che il curatore del fallimento non fosse legittimato a proporre l’azione di responsabilità contro gli amministratori per i citati pagamenti preferenziali eseguiti in violazione del pari concorso dei creditori.

Per i giudici di secondo grado, infatti, l’azione in oggetto non poteva essere esperita dal curatore né ai sensi dell’articolo 2393 c.c. né dell’articolo 2394 c.c. in mancanza di una lesione del patrimonio sociale, di cui il pregiudizio subito dai creditori costituiva solo un mero riflesso.

Contro questa impostazione, la questione sollevata dal ricorrente fallimento atteneva alla possibilità di ricondurre a una “azione di massa” la domanda proposta dal curatore per ottenere il risarcimento dei danni cagionati dal fallito che aveva eseguito i pagamenti preferenziali.

Ribaltando le conclusioni della Corte d’appello, le Sezioni Unite civili hanno sottolineato come anche per la responsabilità da reato possa aversi una responsabilità concorrente, sia contrattuale che extracontrattuale, degli amministratori della società fallita, “in quanto a entrambe può essere ricondotto anche il danno lamentato ex articolo 185 c.p. e articolo 2043 c.c.”.

Proprio a questa concorrenza di titoli di responsabilità – ha concluso al Corte – corrisponde una legittimazione unitaria, sia in sede penale sia in sede civile, per tutte le azioni esercitabili nei confronti dei manager.

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4) Condannato per evasione l’imprenditore che cede il complesso aziendale “vuoto”

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 3082 del 23 gennaio 2017, stabilisce che l’ex amministratore di società può essere condannato per evasione Iva, dopo aver esposto in bilancio dei costi fittizi, se cede una “scatola vuota” senza attivo e indebitata con il fisco. Infatti, è del tutto irrilevante che a esporre in bilancio i costi fittizi sia il manager appena salito in carico. I giudici della terza sezione penale hanno confermato la responsabilità del manager e condiviso la decisione della Corte d’appello che aveva tenuto conto del fatto che, alla data di scadenza del termine per la presentazione della dichiarazione annuale Iva e delle imposte dirette, l’imprenditore era cessato dalla carica di amministratore della società, carica poi assunta dal coimputato.

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5) Commercialisti: sciopero si o no?

Il diritto di sciopero rappresenta una vera e propria novità per la categoria dei Dottori commercialisti e per gli Esperti contabili. La normativa di riferimento rappresentata dal Codice di autoregolamentazione delle astensioni collettive dalle attività svolte dai Dottori Commercialisti e dagli Esperti Contabili che è stato adottato in data 2 luglio 2014 dalle principali dalle sigle sindacali della categoria. La Commissione di garanzia in ottemperanza dell’art. 13 co. 1 lett. a) della L. 12.6.90 n. 146, ha infatti ritenuto idoneo in tutte le sue parti detto Codice in quanto coerente con le regole dettate da tale legge, oltre che con gli orientamenti specifici risultanti dalle delibere della Commissione stessa.

E’ ora trattativa tra commercialisti e “rappresentanti del governo” (Mef/Agenzia entrate). Questo poiché la Commissione di garanzia dell’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali ha dato il proprio via libera all’astensione collettiva dei commercialisti, proclamata dalle sette associazioni sindacali di categoria per il periodo compreso tra il 27 febbraio e il 6 marzo ( si tratta, quindi, di otto giorni di possibile astensione dal lavoro).

In particolare, il 24 gennaio 2017 i rappresentanti delle associazioni hanno avuto un primo colloquio con il Viceministro all’Economia, Luigi Casero, e la Direttrice dell’Agenzia delle Entrate, Rossella Orlandi, ai quali hanno presentato un documento di richieste che, se prese in considerazione (almeno qualcuna tra quelle più urgenti), potrebbero indurre i sindacati ad annullare lo sciopero.

Si tratta di richieste urgenti (con l’immediata esecuzione normativa) e altre più a lungo termine.

Intanto, si chiede lo spostamento delle scadenze per l’invio semestrale dello spesometro per il 2017 e la reintroduzione, a regime per il 2018, dello spesometro annuale (anziché trimestrale); la permanenza, in via opzionale, del regime semplificato per competenza per i prossimi cinque anni (con contabilità per cassa come regime naturale per le imprese minori); l’eliminazione della comunicazione dei beni ai soci; la posticipazione del termine per l’invio della dichiarazione annuale IVA (31 marzo per il 2017 e 30 settembre dal 2018); la ridefinizione del regime sanzionatorio connesso ai nuovi adempimenti relativi a spesometro e dichiarazioni IVA (niente sanzioni per il primo anno, ridotte a partire da quello successivo); e l’allungamento delle rateizzazioni (almeno 36 mesi con applicazione della sanzione del 10%) per la rottamazione delle cartelle.

Dunque, le note sigle ADC, AIDC, ANC, ANDOC, UNAGRACO, UNGDCEC, UNICO che hanno indetto il primo sciopero della storia della categoria, protestano contro le novità fiscali introdotte dalla Legge di Bilancio 2017 e dal D.L. 193/2016, ad essa collegato, che hanno introdotto nuovi adempimenti che gravano sui professionisti. Secondo i proponenti, tali novità fiscali “hanno disatteso le aspettative di semplificazioni aggravando gli adempimenti e disconoscendo ancora una volta il rispetto dello Statuto del contribuente”.

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6) Non sfugge all’Irap il professionista che si avvale di una società di servizi

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 1820 del 24 gennaio 2017, ha stabilito che se il professionista si avvale in maniera non occasionale di una società di servizi, erogandole significativi compensi per le sue prestazioni, deve pagare l’IRAP.

La Suprema Corte mette così i sigilli sul ricorso proposto dall’Agenzia delle Entrate, affermando che la sentenza della CTR favorevole ad un ingegnere non andava bene.

I Giudici di merito avevano accolto il gravame del contribuente sostenendo che la presenza di beni strumentali non eccedenti il minimo indispensabile – quali un pc, alcuni mobili d’ufficio e un’autovettura – non configurava il requisito dell’autonoma organizzazione.

E tuttavia le Entrate lamentavano gli ingenti compensi che l’ingegnere aveva corrisposto ad una società di servizi, indice – secondo il Fisco – di una “costante e non occasionale ricorso alla collaborazione di terzi”. La Cassazione ha dato ragione all’Agenzia delle entrate osservando preliminarmente come la ormai fondamentale sentenza di Sezioni Unite (n. 9451/2016) definisca circoscriva il cosiddetto requisito dell’autonoma organizzazione. E tuttavia, “in tema di IRAP, l’impiego non occasionale di lavoro altrui, costituente una delle possibili condizioni che rende configurabile un’autonoma organizzazione, sussiste se il professionista eroga elevati compensi a terzi per prestazioni afferenti l’esercizio della propria attività”. Il caso era proprio quello dell’ingegnere: egli aveva impiegato negli anni in modo non occasionale una società di servizi retribuita a percentuale, erogandole significativi compensi per le sue prestazioni.

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7) Eventi sismici del 2016: sospensione degli adempimenti

Sospensione degli adempimenti in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici del 2016.

L’Inail, con la circolare n. 5 del 24 gennaio 2017, che segue la precedente (n. 41/2016), ha fornito ulteriori indicazioni operative riguardanti la sospensione degli adempimenti e dei versamenti dei premi assicurativi per i soggetti colpiti dal sisma del 26 e del 30 ottobre 2016 operanti nei Comuni.

I Comuni colpiti dal sisma del 24 agosto 2016 indicati nell’allegato 1 del decreto legge 17 ottobre 2016, n. 189, sono i seguenti:

REGIONE ABRUZZO

Area Alto Aterno – Gran Sasso Laga:

Campotosto (AQ); Capitignano (AQ); Montereale (AQ); Rocca Santa Maria (TE); Valle Castellana (TE); Cortino (TE); Crognaleto (TE); Montorio al Vomano (TE). REGIONE LAZIO

Sub ambito territoriale Monti Reatini:

Accumoli (RI); Amatrice (RI); Antrodoco (RI); Borbona (RI); Borgo Velino (RI); Castel Sant’Angelo (RI); Cittareale (RI); Leonessa (RI); Micigliano (RI); Posta (RI).

REGIONE MARCHE

Sub ambito territoriale Ascoli Piceno-Fermo:

Amandola (FM); Acquasanta Terme (AP); Arquata del Tronto (AP); Comunanza (AP); Cossignano (AP); Force (AP); Montalto delle Marche (AP); Montedinove (AP); Montefortino (FM); Montegallo (AP); Montemonaco (AP); Palmiano (AP); Roccafluvione (AP); Rotella (AP); Venarotta (AP).

Sub ambito territoriale Nuovo Maceratese:

Acquacanina (MC); Bolognola (MC); Castelsantangelo sul Nera (MC); Cessapalombo (MC); Fiastra (MC); Fiordimonte (MC); Gualdo (MC); Penna San Giovanni (MC); Pievebovigliana (MC); Pieve Torina (MC); San Ginesio (MC); Sant’Angelo in Pontano (MC); Sarnano (MC); Ussita (MC); Visso (MC). REGIONE UMBRIA

Area Val Nerina:

Arrone (TR); Cascia (PG); Cerreto di Spoleto (PG); Ferentillo (TR); Montefranco (TR); Monteleone di Spoleto (PG); Norcia (PG); Poggiodomo (PG); Polino (TR); Preci (PG); Sant’Anatolia di Narco (PG); Scheggino (PG); Sellano (PG); Vallo di Nera (PG).

I Comuni colpiti dal sisma del 26 e del 30 ottobre 2016 indicati nell’allegato 2 del decreto legge 17 ottobre 2016, n. 189, sono i seguenti:

REGIONE ABRUZZO

Campli (TE); Castelli (TE); Civitella del Tronto (TE); Torricella Sicura (TE); Tossicia (TE); Teramo.

REGIONE LAZIO

Cantalice (RI); Cittaducale (RI); Poggio Bustone (RI); Rieti; Rivodutri (RI). REGIONE MARCHE

Apiro (MC); Appignano del Tronto (AP); Ascoli Piceno; Belforte del Chienti (MC); Belmonte Piceno (FM); Caldarola (MC); Camerino (MC); Camporotondo di Fiastrone (MC); Castel di Lama (AP); Castelraimondo (MC); Castignano (AP); Castorano (AP); Cerreto D’esi (AN); Cingoli (MC); Colli del Tronto (AP); Colmurano (MC); Corridonia (MC); Esanatoglia (MC); Fabriano (AN); Falerone (FM); Fiuminata (MC); Folignano (AP); Gagliole (MC); Loro Piceno (MC); Macerata; Maltignano (AP); Massa Fermana (FM); Matelica (MC); Mogliano (MC); Monsapietro Morico (FM); Montappone (FM); Monte Rinaldo (FM); Monte San Martino (MC); Monte Vidon Corrado (FM); Montecavallo (MC); Montefalcone Appennino (FM); Montegiorgio (FM); Monteleone (FM); Montelparo (FM); Muccia (MC); Offida (AP); Ortezzano (FM); Petriolo (MC); Pioraco (MC); Poggio San Vicino (MC); Pollenza (MC); Ripe San Ginesio (MC); San Severino Marche (MC); Santa Vittoria in Matenano (FM); Sefro (MC); Serrapetrona (MC); Serravalle del Chienti (MC); Servigliano (FM); Smerillo (FM); Tolentino (MC); Treia (MC); Urbisaglia (MC). REGIONE UMBRIA

Spoleto (PG).

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8) Legge di bilancio 2016: disciplina IVA delle perdite su crediti

La legge di bilancio ha modificato la disciplina IVA delle perdite su crediti, eliminando la possibilità – prevista dalla legge di bilancio per lo scorso anno con effetto dal 1° gennaio del 2017 – di effettuare variazioni in diminuzione al momento in cui il cessionario o committente viene assoggettato a una procedura concorsuale. In sostanza, è stata confermata la disciplina in vigore fino al 31 dicembre 2016, secondo cui le variazioni in diminuzione, e quindi i recuperi dell’IVA addebitata in via di rivalsa al momento della fatturazione e computata nelle liquidazioni del cedente o prestatore, possono essere operate solo al momento in cui la procedura ha avuto termine e sia risultata infruttuosa, rendendo la perdita definitiva per il creditore

(Assonime, circolare n. 1 del 25 gennaio 2017)

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9) In G.U. il DLgs sulle azioni di risarcimento del danno da violazioni antitrust

Pubblicato il decreto legislativo sulle azioni di risarcimento del danno da violazioni antitrust.

Il decreto legislativo 19 gennaio 2017, n. 3 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 15 del 19 gennaio 2017) contiene la nuova disciplina delle azioni di risarcimento del danno causato da violazioni delle norme europee e nazionali a tutela della concorrenza, in attuazione della direttiva 2014/104/UE.

Il decreto è suddiviso in sette Capi rispettivamente dedicati a: disposizioni generali (artt. 1 e 2); esibizione delle prove (artt. 3-6); effetto delle decisioni dell’autorità di concorrenza, termini di prescrizione delle azioni e responsabilità in solido (artt.7-9); trasferimento del sovrapprezzo (artt. 10-13); quantificazione del danno (art. 14); composizione consensuale delle controversie (artt. 15 e 16); disposizioni ulteriori, transitorie e finali (artt. 17-20).

Tra le novità di maggiore impatto per il nostro ordinamento si segnalano le seguenti:

- il giudice, su istanza motivata di parte, potrà ordinare alla controparte o a un terzo l’esibizione di specifici elementi di prova o rilevanti categorie di prove che rientrano nella loro disponibilità, secondo un criterio di proporzionalità e con accorgimenti a tutela delle informazioni riservate; vincoli più stringenti sono previsti per l’esibizione di prove contenute nel fascicolo di un’autorità garante della concorrenza, in modo da salvaguardare l’efficacia del public enforcement e degli strumenti premiali utilizzabili dalle autorità di concorrenza per la scoperta e l’accertamento dei cartelli (leniency e settlements);

- la violazione del diritto della concorrenza constatata da una decisione definitiva dell’AGCM o da una sentenza del giudice amministrativo passata in giudicato sarà ritenuta definitivamente accertata ai fini dell’azione risarcitoria, limitatamente alla natura della violazione e alla sua portata materiale, personale, temporale e territoriale;

- nel caso di cartelli, l’esistenza del danno causato dalla violazione antitrust sarà presunta, salva prova contraria dell’autore della violazione;

- il giudizio risarcitorio potrà essere sospeso dal giudice sino a due anni, su istanza delle parti, quando queste ultime hanno avviato una procedura di composizione consensuale della controversia.

In occasione del recepimento della direttiva è stato modificato l’articolo 1 della legge n. 287/1990, in modo da superare il principio cosiddetto della “barriera unica” per la determinazione delle norme applicabili alle fattispecie rilevanti sotto il profilo concorrenziale. L’AGCM è ora quindi legittimata ad applicare anche parallelamente, in relazione a uno stesso caso, gli articoli 101 e 102 TFUE e gli articoli 2 e 3 della legge n. 287/1990 in materia di intese restrittive della libertà di concorrenza e di abuso di posizione dominante.

Come richiesto dalla legge delega, il decreto legislativo n. 3/2017 ha infine operato una revisione della competenza delle sezioni specializzate in materia di impresa, concentrando il private enforcement del diritto antitrust presso le sezioni specializzate di Milano, Roma e Napoli.

Il decreto legislativo entrerà in vigore il prossimo 3 febbraio. Per espressa previsione, le disposizioni procedurali in esso contenute (articolo 3, sull’ordine di esibizione; articolo 4, sull’esibizione delle prove contenute nel fascicolo di un’autorità garante della concorrenza; articolo 5, sui limiti nell’uso delle prove ottenute solo grazie all’accesso al fascicolo di un’autorità garante della concorrenza; comma 2 dell’articolo 15, che prevede la sospensione del processo in caso di avvio di una procedura di composizione processuale della controversia) si applicheranno ai giudizi risarcitori promossi successivamente al 26 dicembre 2014.

(Assonime, nota del 25 gennaio 2017)

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10) Aumentano i contributi previdenziali per i co.co.co.

Co.co.co., contributi più alti ed indennità di disoccupazione cancellata: dall'1 gennaio 2017, con la nuova legge di bilancio, sono entrate in vigore le nuove norme per i collaboratori coordinati e continuativi. Si tratta dell’aumento dell’aliquota contributiva per i committenti che si avvalgono di questo tipo di collaborazioni e della cancellazione della Dis-Coll, l’indennità di disoccupazione che era stata prorogata fino al 31 dicembre 2016 dalla manovra di stabilità dello scorso anno, per i collaboratori coordinati e continuativi, anche a progetto, privi di partita Iva.

Guardando più da vicino l’aumento dei contributi da versare alla Gestione Separata Inps, l’aliquota si attesta al 32,72%, di cui il 10,9% ricade sul collaboratore ed il 21,81% sul committente, e continuerà a salire anche nel 2018. A differenza, invece, dell’aliquota contributiva per i professionisti iscritti alla stessa gestione, diminuita di 2 punti percentuali, e dell’aliquota per i collaboratori che pagano la gestione separata ma sono iscritti ad altra gestione previdenziale o per i pensionati, rimasta invariata.

(Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro, nota del 25 gennaio 2017)

Vincenzo D’Andò