Diario quotidiano del 24 gennaio 2017: ecco i nuovi bonus ristrutturazione e bonus bebè

Pubblicato il 24 gennaio 2017



1) Bonus ristrutturazione: ok se bonifici effettuati con carte di pagamento
2) Aumenti di capitale: pubblicate le istruzioni operative
3) Bonus bebè: Inps istruzioni integrate
4) Disponibile il simulatore Isee
5) Amministratori: compensi pignorabili interamente
6) Saldi del mastrino di cassa elevati: accertamento induttivo scontato
7) Palermo: nulli gli aumenti della Tarsu dal 2006
8) Modello F24: istituiti nuovi codici tributo
9) Successioni e volture catastali on line dal proprio computer
10) Agevolazioni per la nuova imprenditorialità: conti correnti vincolati per l’erogazione
diario-quotidiano-articoli-81) Bonus ristrutturazione: ok se bonifici effettuati con carte di pagamento 2) Aumenti di capitale: pubblicate le istruzioni operative 3) Bonus bebè: Inps istruzioni integrate 4) Disponibile il simulatore Isee 5) Amministratori: compensi pignorabili interamente 6) Saldi del mastrino di cassa elevati: accertamento induttivo scontato 7) Palermo: nulli gli aumenti della Tarsu dal 2006 8) Modello F24: istituiti nuovi codici tributo 9) Successioni e volture catastali on line dal proprio computer 10) Agevolazioni per la nuova imprenditorialità: conti correnti vincolati per l’erogazione ****

1) Bonus ristrutturazione: ok se bonifici effettuati con carte di pagamento

Spese per recupero del patrimonio edilizio e riqualificazione energetica. Ok ai bonifici disposti tramite Istituti di pagamento.

I bonifici effettuati tramite conti aperti presso “Istituti di pagamento” sono validi ai fini delle detrazioni per le spese di recupero del patrimonio edilizio o di riqualificazione energetica, così come quelli disposti attraverso banche e Poste.

L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n.9/E del 20 gennaio 2016, chiarisce che il requisito del pagamento tramite bonifico bancario o postale, necessario per l’accesso alle due agevolazioni, è rispettato anche quando il pagamento è emesso da conti accesi presso gli istituti di pagamento introdotti dal Dlgs n. 11/2010, vale a dire i soggetti diversi dalle banche autorizzati dalla Banca d’Italia a prestare sul mercato servizi come la gestione di un conto, l’esecuzione di pagamenti tramite bonifico, l’emissione e ricarica di carte di pagamento e money transfer.

Ok anche se il cliente dell’Istituto è il destinatario del bonifico

Analogamente, nel caso in cui il destinatario del bonifico con il riferimento all’agevolazione fiscale sia un cliente dell’istituto, affinché la detrazione sia valida occorre che siano assolti gli stessi adempimenti previsti a carico di banche e Poste italiane. L’istituto di pagamento dovrà quindi: versare le ritenute, certificare al beneficiario l’ammontare delle somme e delle ritenute effettuate e indicarle nella dichiarazione dei sostituti d’imposta insieme ai dati identificativi del destinatario del bonifico. A ciò si aggiunge l’obbligo di trasmettere in via telematica all’Amministrazione finanziaria i dati relativi al mittente, ai beneficiari della detrazione e ai destinatari dei pagamenti.

I requisiti necessari per l’Istituto di pagamento

Per consentire ai contribuenti che hanno ordinato il bonifico di fruire della detrazione è necessario che l’Istituto di pagamento abbia aderito alla Rete nazionale interbancaria e utilizzi la procedura “Trif”, funzionale sia alla trasmissione telematica dei flussi di informazioni tra gli operatori del sistema dei pagamenti per l’applicazione della ritenuta, sia alla trasmissione all’Amministrazione finanziaria dei dati relativi ai bonifici disposti.

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2) Aumenti di capitale: pubblicate le istruzioni operative

Pubblicate le istruzioni operative interassociative sugli aumenti di capitale iperdiluitivi.

ABI, ASSONIME e ASSOSIM, a esito dei lavori di un apposito tavolo tecnico, hanno pubblicato le Istruzioni operative per definire i principali profili procedurali per l’attuazione del cd. modello rolling per gli aumenti di capitale diluitivi delle società quotate, adottato dalla Consob il 27 aprile 2016 ad esito di un processo di consultazione del mercato cui Assonime aveva attivamente partecipato, entrato in vigore il 15 dicembre 2016.

La consultazione era stata avviata sin dal 2009 a seguito dell’elevata volatilità dei prezzi negli aumenti di capitale iperdiluitivi, caratterizzati da un elevato rapporto tra il numero di azioni da emettere e il numero di azioni in circolazione e da una forte differenza tra il prezzo di sottoscrizione delle nuove azioni e il prezzo del titolo nell’ultimo giorno di negoziazione prima dell’avvio dell’aumento. Il modello cd. rolling adottato prevede l’introduzione di una finestra addizionale di consegna delle azioni in ciascuna giornata del periodo di offerta, anziché solo alla fine dello stesso; ciò per ovviare alla scarsità dei titoli ed eliminare le anomalie nella formazione dei prezzi.

Il documento di esito delle consultazioni definisce il modello rolling e descrive tutte le implicazioni derivanti dall’adozione di tale modello.

Con riferimento agli obblighi di pubblicità legale in capo agli emittenti, nella risposta alla consultazione Assonime aveva chiesto chiarimenti sulla compatibilità del nuovo sistema con la previsione dell’art. 2444 c.c. secondo cui l’emittente ha l’obbligo di depositare presso il registro delle imprese l’attestazione che l’aumento di capitale è stato eseguito entro trenta giorni dall’avvenuta sottoscrizione delle azioni di nuova emissione. Si trattava di verificare se, a fronte della molteplicità delle finestre di sottoscrizione, fosse sufficiente o meno il deposito di una sola attestazione e di un solo statuto aggiornato. A tale proposito, la Consob, nel documento di esito delle consultazioni, ha reso noto quanto chiarito dal Ministero dello sviluppo economico nel parere n. 222196 del 3 novembre 2015, ovvero che è sufficiente il deposito di una sola attestazione e di un solo statuto aggiornato. Ciò a condizione che la sottoscrizione delle nuove azioni venga depositata entro trenta giorni dalla prima finestra di sottoscrizione delle azioni (i medesimi chiarimenti sono contenuti in una successiva circolare del Ministero n. 291757 del 19 settembre 2016). Poiché, come si legge nel documento di esito delle consultazioni, per l’esercizio del diritto di opzione deve essere concesso un termine non inferiore a quindici giorni (art. 2441 c.c.) ma nella pratica le società quotate concedono un termine di tre settimane, tale periodo ricade comunque all’interno dei trenta giorni richiesti dall’art. 2444 c.c.. La Consob, nel comunicato stampa, ha altresì reso noto che le attività tecniche necessarie all’implementazione del modello prescelto avrebbero dovuto concludersi nell’arco di alcuni mesi, preannunciando la pubblicazione di un’apposita comunicazione in prossimità dell’entrata in funzione del nuovo modello che richiede le modifiche anche al Regolamento e alle Istruzioni di Borsa; le modifiche sono state successivamente apportate. Con la comunicazione n. 00088305 del 5 ottobre 2016 la Consob ha quindi fissato la data di entrata in vigore del modello rolling al 15 dicembre 2016. Successivamente all’adozione del modello rolling da parte della Consob, gli intermediari e gli emittenti, rappresentati dalla associazioni di categoria, ABI, ASSONIME e ASSOSIM, hanno elaborato Istruzioni operative per disciplinare alcuni profili relativi agli aumenti di capitale iperdiluitivi (modalità di comunicazione tra intermediari ed emittenti in caso di aumento di capitale iperdiluitivo e modalità di gestione degli aumenti citati in caso di azioni iscritte nell’elenco per il voto maggiorato).

Sostanzialmente con le Istruzioni operative si: i) prevedono le modalità di invio delle comunicazioni, ex art. 27 del Provvedimento congiunto Consob – Banca d’Italia del 22 febbraio 2008 e successive modificazioni in materia di gestione accentrata, in caso di aumento di capitale diluitivo, stabilendo che esse siano effettuate di regola per il tramite di un flusso informativo standardizzato (FIS); la comunicazione è unica per ogni data di sottoscrizione e fornisce evidenza di tale data. Non è quindi consentito inviare comunicazioni che accorpino più date di sottoscrizione in un unico FIS. Le comunicazioni possono essere inviate agli emittenti su base quotidiana oppure in unica soluzione alla fine dell’operazione; ii) stabilisce, richiamate le precedenti Istruzioni operative interassociative sul voto maggiorato, che, per gli aumenti di capitale diluitivi in caso di azioni iscritte nell’elenco per il voto maggiorato ex art. 127-quinquies Tuf, i soggetti sottoscrittori potranno optare per l’esercizio della modalità rolling esclusivamente con riferimento alle azioni regolari. Pertanto i sottoscrittori in possesso di diritti non regolari che volessero aderire all’aumento di capitale con modalità rolling devono procedere, per il tramite degli intermediari, al tramutamento nei diritti con ISIN regolare.

(Assonime, nota del 20 gennaio 2017)

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3) Bonus bebè: Inps istruzioni integrate

Bonus bebè: Inps integra istruzioni. Nuove istruzioni arrivano dall’INPS per il bonus bebè. L’INPS con il messaggio n. 261 del 19 gennaio 2017 fornisce nuove istruzioni e precisazioni sull’assegno di natalità.

Per le attestazioni ISEE con omissioni o difformità sul patrimonio mobiliare,la procedura di gestione delle domande è stata implementata con una nuova funzionalità volta ad intercettare automaticamente le attestazioni ISEE riportanti omissioni o difformità sui rapporti finanziari.

Benché la domanda di assegno si presenti di regola una sola volta, solitamente nell’anno di nascita o di adozione del figlio, è necessario tuttavia che il richiedente l’assegno, per ciascun anno di spettanza del beneficio, rinnovi la DSU.

L’ISEE corrente consente di aggiornare i dati reddituali di una DSU già presentata, a causa di una modifica della situazione lavorativa di un componente che ha determinato una variazione della situazione reddituale complessiva del nucleo.

E’ possibile presentare domanda di assegno in presenza di un ISEE corrente entro il bimestre di validità dello stesso se tale indicatore non è superiore alla soglia di legge di 25.000 euro annui. In tal caso la procedura determina l’importo dell’assegno in base al valore dell’ISEE corrente fino alla presentazione di una nuova DSU.

Se dai controlli sull’ISEE risultano omissioni o difformità tra i dati autodichiarati e le informazioni presenti nell’anagrafe dei rapporti, l’Agenzia rende disponibile all’INPS tali anomalie evidenziando nelle annotazioni dell’attestazione ISEE le specifiche delle omissioni/difformità, la data in cui è avvenuto il controllo, il protocollo della DSU ed i codici fiscali dei componenti il nucleo a cui si riferisce l’anomalia riscontrata. Con particolare riferimento al patrimonio mobiliare, qualora uno dei componenti del nucleo, nel compilare la DSU, abbia omesso o esposto in modo non corretto uno o più rapporti finanziari, nelle predette annotazioni verrà riportata la lista completa di tutti rapporti finanziari riferiti a quel componente.

In fase di invio della domanda di assegno di natalità l’utente può indicare, tra le modalità di pagamento attraverso le quali ricevere le rate di assegno, il bonifico domiciliato allo sportello postale oppure l’accredito su un conto con iban (circolare n. 93/2015). L’utente che opta per tale seconda modalità è tenuto a presentare anche il mod. SR163 (“Richiesta di pagamento delle prestazioni a sostegno del reddito”), salvo che tale modello non sia stato già presentato all’INPS in occasione di altre domande di prestazione.

In caso di parto gemellare e/o adozione plurima, va presentata un’autonoma domanda per ogni figlio nato o adottato.

Per quanto non espressamente indicato il rinvio è alle istruzioni contenute nelle Circolari n. 93/2015 e n. 214/2016 e nei Messaggi 4845/2015, 5145/2015, 6015/2015 e 4255/2016.

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4) Disponibile il simulatore Isee

Disponibile dal 20 gennaio 2017 il simulatore Isee dell’INPS: E’ stato rilasciato sul sito dell’INPS un nuovo applicativo che consente il calcolo simulato dell’Isee ordinario. Questa procedura offre la possibilità al cittadino di avere, in tempo reale, un indicatore che simula il valore Isee in assenza della presentazione della Dsu. Il nuovo applicativo fornisce uno strumento di guida e di orientamento che permette all’utente di comprendere la situazione economica del proprio nucleo familiare, al fine di valutare in anticipo il potenziale accesso alle prestazioni sociali agevolate.

L’indicatore simulato si basa solo su informazioni autodichiarate dall’interessato e rispetto a quello vero è meno articolato, nel senso che alcune informazioni (tipo i redditi netti dei singoli componenti del nucleo) vanno fornite in modo aggrevato.

Il simulatore dell’Isee è ad accesso libero, cioè non è necessario avere il codice Pin richiesto per i servizi online dell’Inps.

E’ necessario conoscere alcuni dati, come il valore a fini Imu degli immobili posseduti, indicare il più alto tra il saldo sui conti correnti e depositi al 31 dicembre o tra la giacenza media nel corso dell’anno, devono essere inserite nell’elaboratore anche altre forme di patrimonio mobiliare. E per fare ciò con una buona attendibilità occorre comunque conoscere le regole per il calcolo dell’Isee previste dal decreto del presidente del Consiglio dei ministri 159/2013 e le indicazioni contenute nelle guide per la compilazione della Dsu.

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5) Amministratori: compensi pignorabili interamente

La Corte di Cassazione, sezioni unite, con la sentenza n. 1545 del 20 gennaio 2017, ha stabilito che i compensi dell'amministratore unico e dei consiglieri delle spa sono pignorabili in misura piena e non nel limite del quinto, previsto dall’art. 409 n. 3 del Codice di procedura civile.

Dunque, i creditori della società possono rivalersi sui vertici societari pignorandone gli interi compensi. Ribaltato l’orientamento affermato nella sentenza del 1994.

I massimi giudici hanno precisato che “tra i rapporti societari deve necessariamente comprendersi il rapporto tra società e amministratori, data l'essenzialità del rapporto di rappresentanza in capo a questi ultimi come rapporto che, essendo funzionale, secondo la figura della c.d. immedesimazione organica, alla vita della società, consente alla stessa di agire. In altri termini, tale rapporto è rapporto di società perché serve ad assicurare l'agire della società, non assimilabile, in quest'ordine di idee, né ad un contratto d'opera né tanto meno a un rapporto di tipo subordinato o parasubordinato”.

La Suprema Corte ha, infine, affermato: “l'amministratore unico o il consigliere d'amministrazione di una società per azioni sono legati da un rapporto di tipo societario che, in considerazione dell'immedesimazione organica che si verifica tra persona fisica ed ente e dell'assenza del requisito della coordinazione non è compreso in quelli previsti dal n. 3 dell'art. 409 cpc. Né deriva che i compensi spettanti ai predetti soggetti per le funzioni svolte in ambito societario sono pignorabili senza i limiti previsti dal quarto comma dell'art. 545 cpc”.

In conclusione, la Cassazione ha respinto la sentenza con la quale il Tribunale di Ancona concedeva la limitata pignorabilità dei compensi dell’amministratore unico di una SpA nei confronti del quale era stata avvia una procedura di esecuzione forzata.

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6) Saldi del mastrino di cassa elevati: accertamento induttivo scontato

Via libera all’accertamento induttivo da parte dell’Amministrazione finanziaria nel momento in cui presso l’azienda, in sede di ispezione della contabilità, venga rinvenuto un saldo di cassa elevato, anche se la contabilità sia formalmente regolare.

Lo rimarca la Corte di Cassazione con la sentenza n. 1530 del 20 gennaio 2017.

Nel caso di specie è emersa la notevole sproporzione dell’utile rispetto al volume d’affari del contribuente, nonché la presenza di un comportamento antieconomico tenuto dai vertici aziendali rilevato dal conto cassa. Si ricorda, al riguardo, che, nella giurisprudenza di legittimità è già assodato il principio per cui la sussistenza di un saldo negativo di cassa, implicando che le voci di spesa sono di entità superiore a quella degli introiti registrati, oltre a costituire un’anomalia contabile, fa presumere l’esistenza di ricavi non contabilizzati in misura almeno pari al disavanzo (Cass. n. 123/2017).

Se la cassa negativa è sintomatica di ricavi non contabilizzati, anche una cassa eccessivamente positiva può manifestare altrettanto. Nel caso di specie, infatti, il conto cassa era caratterizzato da un elevato numero di operazioni, tutte generiche, che portavano ad un saldo periodico positivo anche particolarmente elevato (oltre 200 mila euro), ma parallelamente il conto bancario presentava rilevanti saldi negativi e, ciononostante, venivano ugualmente effettuati prelevamenti, circostanza incongruente con l’ampia disponibilità di cassa, senza che, per contro, sussistessero impegni tali da giustificare il movimento.

Nello stesso arco temporale, peraltro, la società da un lato restituiva per cassa ai soci quasi 400 mila euro per rimborso finanziamenti (infruttiferi), mentre, dall’altra parte, gli stessi soci erogavano altre cospicue somme (quasi 100 mila euro) per nuovi finanziamenti, incrementando, al contempo di oltre 50 mila euro il capitale sociale, ed inoltre, pur in presenza di una così elevata liquidità derivante dal finanziamento dei soci, la società contraeva un mutuo per oltre 300 mila euro, senza che, anche in questo caso, l’operazione trovasse giustificazione economica nelle attività intraprese.

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7) Palermo: nulli gli aumenti della Tarsu dal 2006

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 1640 del 20 gennaio 2017, ha stabilito che gli aumenti Tarsu deliberati a Palermo negli anni successivi al 2006 sono nulli. In tal modo, la Suprema Corte ha accolto il ricorso presentato da una Congregazione delle Suore di carità contro una cartella esattoriale di circa 50 mila euro che riguardava il 2008.

I giudici hanno ribadito l’incidenza della sentenza del Tar che annulla gli aumenti della tassa sulla spazzatura nel 2006 anche per gli anni successivi ritenendo il ricorso della Congregazione “manifestatamente fondato” e cassando la sentenza impugnata con condanna alle spese del Comune di Palermo.

La sentenza è importante per gli effetti che può avere sul contenzioso Tarsu del Comune di Palermo, infatti, sull’ente, pende un ingentissimo numero di ricorsi contro quegli aumenti che si trascinarono sino al 2012, quando venne introdotta la Tia e poi la Tari.

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8) Modello F24: istituiti nuovi codici tributo

Codici tributo per il versamento delle entrate da demanio marittimo: L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 11/E del 23 gennaio 2017, ha istituito i codici tributo per il versamento, tramite il modello "F24 Versamenti con elementi identificativi", delle entrate da demanio marittimo, in attuazione di quanto previsto dal decreto del Ministero dell’economia e delle finanze del 19 novembre 2015.

Due diversi documenti di prassi dell’Agenzia delle Entrate istituiscono, rispettivamente, la causale contributo da indicare nel modello F24 per consentire la riscossione delle somme destinate al finanziamento dell’Ente bilaterale nazionale sicurezza antincendio, installazione, manutenzione, progettazione e formazione - Ebsa (risoluzione n. 10/E/2017) e i codici tributo da esporre nell’“F24 Elide” per versare le entrate da demanio marittimo (risoluzione n. 11/E/2017).

Causale per l’Ebsa

EBFC” è la causale contributo per il versamento degli importi destinati al finanziamento dell’Ebsa, che deve essere esposta nella sezione “INPS”, in corrispondenza, esclusivamente, della colonna “importi a debito versati”. Vanno inoltre indicati:

nel campo “codice sede”, il codice della sede Inps competente

nel campo “matricola INPS/codice INPS/filiale azienda”, la matricola Inps dell’azienda

nel campo “periodo di riferimento”, nella colonna “da mm/aaaa”, il mese e l’anno di riscossione del contributo (la colonna “a mm/aaaa” non deve essere compilata).

Codici tributo per il demanio

Il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 19 novembre 2016, d’intesa con il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e l’Agenzia del Demanio, ha disposto, a decorrere dal 1° gennaio 2017, l’utilizzo del modello “F24 Versamenti con elementi identificativi” (F24 Elide) per i versamenti delle entrate da demanio marittimo, in attuazione di quanto previsto dal Dm 19 novembre 2015, che ha decretato l’estensione delle modalità di versamento ex articolo 17 del Dlgs 241/1997 (ossia attraverso l’apposita delega di pagamento) alle entrate da demanio marittimo.

A tale scopo, sono stati istituiti i codici tributo:

MA11”, per i canoni derivanti dall’uso di beni demaniali marittimi

MA12”, per gli indennizzi in caso di occupazione abusiva di beni del demanio marittimo e realizzazione, su detti beni, di opere inamovibili in difetto assoluto di titolo abilitativo o in presenza di titolo abilitativo che, per il suo contenuto, è incompatibile con la destinazione e disciplina del bene demaniale

MA13”, per la quota di canoni demaniali marittimi di spettanza regionale.

Nella sezione “Contribuente” del modello F24 Elide, si dovranno inserire i dati anagrafici e il codice fiscale di chi effettua il versamento. Nella sezione “Erario ed altro”, andranno riportati:

nel campo “codice ufficio”, il codice della direzione regionale dell’Agenzia del Demanio

nel campo “tipo”, la lettera “R”

nel campo “elementi identificativi”, il codice identificativo della concessione demaniale (11 caratteri), seguito dal numero della rata in pagamento (2 caratteri) e dall’anno della rata (4 caratteri), ovvero gli estremi dell’atto di accertamento in caso di indennizzi dovuti per occupazione sine titulo, entrambi generati dal Sistema informativo demanio marittimo e riportati nei modelli di pagamento precompilati

nel campo “codice tributo”, il codice tributo

nel campo “anno di riferimento”, l’anno cui si riferisce il pagamento.

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9) Successioni e volture catastali on line dal proprio computer

SuccessioniOnline debutta sul sito dell’Agenzia delle entrate. Un unico click per presentare dichiarazione di successione e domanda di volture catastali.

Dal 23 gennaio 2017 la dichiarazione di successione può essere presentata direttamente da casa, tramite i servizi telematici delle Entrate. È infatti disponibile sul sito internet dell’Agenzia il software di compilazione SuccessioniOnLine, con il quale i contribuenti in possesso del codice Pin possono compilare e inviare la dichiarazione dal proprio pc.

Con il nuovo modello di successione, approvato il 27 dicembre 2016 con un Provvedimento del Direttore, l’Agenzia compie un ulteriore passo verso la semplificazione e la digitalizzazione. La presentazione telematica vale infatti anche come domanda di volture catastali e non sarà quindi più necessario rivolgersi agli Uffici provinciali-Territorio dell’Agenzia delle Entrate per perfezionare la pratica. Inoltre, il calcolo delle imposte in autoliquidazione è automatico ed è possibile versare il dovuto direttamente con addebito in conto corrente.

I vantaggi della dichiarazione di successione online

Sicuro vantaggio di chi sceglie SuccessioniOnline è la possibilità di effettuare le volture catastali in modo automatico, senza gli ulteriori adempimenti amministrativi previsti nella procedura tradizionale.

L’applicativo consente di rendere le dichiarazioni sostitutive di atto notorio mediante la compilazione di specifici quadri del modello, evitando di dover allegare ciascun documento. Non solo: il software calcola automaticamente le somme da versare in autoliquidazione, dovute per le formalità ipocatastali, che è possibile pagare con addebito sul conto corrente.

Infine, grazie al passaggio al canale telematico, gli uffici territoriali dell’Agenzia potranno visualizzare le dichiarazioni di successione inviate telematicamente da tutti i contribuenti. Diventa perciò possibile richiedere copie conformi presso qualsiasi ufficio dell’Agenzia. In ogni caso, la dichiarazione di successione presentata sarà disponibile sia nel cassetto fiscale del dichiarante, sia in quello di coeredi e chiamati.

Come funziona Successioni OnLine

L’applicativo, gratuito, è disponibile in modalità stand alone sul sito internet delle Entrate. È sufficiente compilare un file editabile, che costituisce la versione digitale della dichiarazione di successione, allegare i documenti richiesti dal sistema, salvare e presentare il modello tramite i servizi telematici dell’Agenzia, utilizzando le proprie credenziali di accesso, oppure tramite un intermediario abilitato o un ufficio territoriale delle Entrate competente per la lavorazione.

Tutti i documenti utili alla dichiarazione dovranno essere allegati al modello in formato PDF/A o TIFF.

Per tutto il 2017, doppia strada per le successioni - Fino al 31 dicembre 2017, in alternativa all’utilizzo del modello SuccessioniOnLine, è possibile continuare a presentare presso l’ufficio competente dell’Agenzia la dichiarazione di successione utilizzando il vecchio modello in formato cartaceo. Dal 1° gennaio 2018, invece, la via telematica diventerà l’unica percorribile.

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 14 del 23 gennaio 2017)

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10) Agevolazioni per la nuova imprenditorialità: conti correnti vincolati per l’erogazione

Il Ministro dello Sviluppo Economico ha pubblicato la circolare direttoriale n. 5415 del 20 gennaio 2017, con la quale individua i termini e le modalità per l’erogazione delle agevolazioni in favore della nuova imprenditorialità.

In particolare, la circolare individua i termini e le modalità per l’erogazione delle agevolazioni sulla base di fatture di acquisto non quietanzate tramite l’utilizzo di conti correnti vincolati.

Misure per l’autoimprenditorialità - Nuove imprese a tasso zero

Il decreto 8 luglio 2015 n. 140 ha introdotto una radicale modifica degli incentivi per l'autoimprenditorialità (Titolo I del decreto legislativo n. 185/2000).

Le principali novità sono:

si rivolge non solo ai giovani fino a 35 anni, ma anche alle donne indipendentemente dall’età

è applicabile non più nelle sole aree svantaggiate ma in tutto il territorio nazionale

non prevede l’erogazione di contributi a fondo perduto, ma solo la concessione di mutui agevolati a tasso zero, per investimenti fino a 1,5 milioni di euro (per singola impresa)

possono presentare la domanda di accesso alle agevolazioni le imprese costituite al massimo da 12 mesi

possibilità di presentazione della domanda anche da parte di persone fisiche che intendono costituire una società.

Sono agevolabili, fatti salvi alcuni divieti e limitazioni previsti dal regolamento comunitario sugli aiuti d’importanza minore, cosiddetti de minimis, le iniziative che prevedono programmi d’investimento non superiori a 1,5 milioni di euro relativi a:

produzione di beni nei settori dell’industria, dell’artigianato, della trasformazione dei prodotti agricoli;

fornitura di servizi, in qualsiasi settore;

commercio e turismo;

attività riconducibili anche a più settori di particolare rilevanza per lo sviluppo dell’imprenditorialità giovanile, riguardanti:

la filiera turistico-culturale (intesa come attività finalizzate alla valorizzazione e alla fruizione del patrimonio culturale, ambientale e paesaggistico, nonché al miglioramento dei servizi);

l’innovazione sociale (intesa come produzione di beni e fornitura di servizi che creano nuove relazioni sociali ovvero soddisfano nuovi bisogni sociali, anche attraverso soluzioni innovative).

Le agevolazioni sono concesse, sulla base di una procedura valutativa con procedimento a sportello, ai sensi e nei limiti del sopra citato regolamento de minimis, che prevede, in particolare, che le imprese possono beneficiare delle agevolazioni fino al limite massimo di 200 mila euro, tenuto conto di eventuali ulteriori agevolazioni già ottenute dall’impresa a titolo di de minimis nell’esercizio finanziario in corso alla data di presentazione dell’istanza e nei due esercizi finanziari precedenti.

L’impresa beneficiaria deve garantire la copertura finanziaria del programma di investimento apportando un contributo finanziario, attraverso risorse proprie ovvero mediante finanziamento esterno, in una forma priva di qualsiasi tipo di sostegno pubblico, pari al 25% delle spese ammissibili complessive.

Con circolare direttoriale 9 ottobre 2015 n. 75445 sono stati definiti i termini e le modalità per la presentazione delle domande di agevolazione.

Le domande di agevolazione, corredate dei piani di impresa e della documentazione possono essere presentate al Soggetto gestore a partire dal giorno 13 gennaio 2016 (vedi comunicato stampa 12 ottobre 2015).

Con circolare direttoriale 28 ottobre 2015 n. 81080 è stato rettificato un mero errore materiale contenuto nella circolare del 9 ottobre 2015, n.75445.

Alcuni chiarimenti interpretativi e precisazioni relativi alle indicazioni operative contenute nella circolare direttoriale 9 ottobre 2015 n. 75445 sono stati forniti con circolare direttoriale 23 dicembre 2015 n. 100585.

Modalità di erogazione

Infine, con circolare direttoriale 20 gennaio 2017, n. 5415 sono state stabilite, successivamente alla sottoscrizione della convenzione tra MISE e ABI, le specifiche modalità per l’erogazione delle agevolazioni sulla base di fatture di acquisto non quietanzate tramite l'utilizzo dei conti correnti vincolati previsti dall'art. 11, comma 7, del regolamento 8 luglio 2015, n. 140.

Vincenzo D’Andò