Diario quotidiano del 23 gennaio 2017: obblighi di formazione e sanzioni anche per i revisori legali

Pubblicato il 23 gennaio 2017

1) Albo revisori legali: sulla mancata formazione previste sanzioni “light”
2) Alle Onlus non spetta l’aliquota Iva agevolata del 10% prevista per l’uso domestico
3) Banca Dati delle Quotazioni Omi: online la versione aggiornata del Manuale
4) Elenchi intrastat dell’ultimo periodo del 2016
5) Lavoratori somministrati 2016: comunicazione obbligatoria entro il 31 gennaio 2017
6) Legge di Bilancio 2017: novità in materia di IVA
7) Determinate le retribuzioni convenzionali 2017 per i lavoratori all’estero
8) Stop alla cartella esattoriale che recupera il credito Iva non riportato nel modello dichiarativo
9) La cessione del terreno agricolo vuole l’Iva
10) Partite Iva: stop alla sanzione per l’omessa dichiarazione di cessazione
11) Task force JITSIC: ruolo degli intermediari fiscali “pro” evasione
12) Enti locali: arriva il parere sul bilancio di previsione 2017-2019
13) Nuovo pacchetto di misure europee in materia di protezione dei dati
14) Srl semplificate e Srl a capitale ridotto: dati relativi alle iscrizioni e cessazioni delle imprese nel 2016
diario-quotidiano-articoli-81) Albo revisori legali: sulla mancata formazione previste sanzioni “light” 2) Alle Onlus non spetta l’aliquota Iva agevolata del 10% prevista per l’uso domestico 3) Banca Dati delle Quotazioni Omi: online la versione aggiornata del Manuale 4) Elenchi intrastat dell’ultimo periodo del 2016 5) Lavoratori somministrati 2016: comunicazione obbligatoria entro il 31 gennaio 2017 6) Legge di Bilancio 2017: novità in materia di IVA 7) Determinate le retribuzioni convenzionali 2017 per i lavoratori all’estero 8) Stop alla cartella esattoriale che recupera il credito Iva non riportato nel modello dichiarativo 9) La cessione del terreno agricolo vuole l’Iva 10) Partite Iva: stop alla sanzione per l’omessa dichiarazione di cessazione 11) Task force JITSIC: ruolo degli intermediari fiscali “pro” evasione 12) Enti locali: arriva il parere sul bilancio di previsione 2017-2019 13) Nuovo pacchetto di misure europee in materia di protezione dei dati 14) Srl semplificate e Srl a capitale ridotto: dati relativi alle iscrizioni e cessazioni delle imprese nel 2016 ****

1) Albo revisori legali: sulla mancata formazione previste sanzioni “light”

Il MEF procederà ad irrogare a tutti i revisori legali che non adempiono agli obblighi previsti per l’aggiornamento professionale la sanzione amministrativa pecuniaria da € 50,00 a € 2.500,00.

Difatti, dal 2017 anche gli iscritti all’albo dei revisori legali (al pari dei commercialisti, avvocati, consulenti del lavoro e così via), sezione A e B (nella cui sezione sono iscritti anche coloro che non esercitano l’attività di revisore legale), devono osservare gli obblighi di formazione continua. Viceversa, per l’attività di revisione legale sulle eventuali violazioni sono previste le max sanzioni che vanno da 1.000 a 150 mila euro.

Tutto questo sulla base delle disposizioni contenute nel D.Lgs. 17 luglio 2016, n. 135 recante “Attuazione della direttiva 2014/56/Ue che modifica la direttiva 2006/43/CE concernente la revisione legale dei conti annuali e dei conti consolidati”, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 169/2016.

Resta aperta la questione di come rendere equivalente la formazione a carico degli iscritti nel Registro dei revisori con quella necessaria per essere iscritti nell’Albo commercialisti, onde evitare che il professionista iscritto sia nell’albo dei commercialisti sia nell’Albo dei revisori debba maturare almeno 150 (90 per i commercialisti + 60 per i revisori legali) crediti formativi per ogni triennio. Occorre, quindi, che sia stipulato al più presto l’accordo tra il CNDCEC/Mef al fine di assicurarne l’equivalenza.

Il Ministero dell’Economia e Finanze, con un comunicato inserito l’11 gennaio scorso sulla home page del proprio sito internet, ha, come è noto, ricordato ai diretti interessati l’avvio dell’imminente appuntamento che per molti si aggiungerà agli attuali “pesi” che ricadono sui commercialisti.

Si tratta dell’obbligo di formazione continua ex art. 5 D.Lgs. n. 39 del 2010. Adesso il Ministero dell’Economia e delle finanze rende noto di avere istituito, “senza oneri per la finanza pubblica né a carico della contribuzione annuale”, un apposito Comitato didattico-scientifico per la formazione dei revisori legali.

Nel triennio ogni iscritto deve conseguire almeno 20 crediti formativi per anno solare, per un totale di 60 in un triennio.

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2) Alle Onlus non spetta l’aliquota Iva agevolata del 10% prevista per l’uso domestico

Le ONLUS, quali enti non commerciali, qualora svolgano un’attività commerciale, devono considerarsi soggetti passivi IVA, a nulla rilevando le disposizioni del TUIR che agevolano, ai soli fini delle imposte sui redditi, gli enti non commerciali e/o le ONLUS stesse.

Nel caso di specie, pertanto, le ONLUS che gestiscono residenze sanitarie, pongono in essere un’attività decommercializzata ai soli fini dell’IRES ma rilevante ai fini dell’IVA, seppure esente ai sensi dell’art. 10, n. 21, del DPR. n. 633 del 1972.

Conseguentemente, in linea con l’orientamento espresso nella circolare n. 82 del 1999, l’Agenzia delle entrate, con la risoluzione n. 8/E del 19 gennaio 2017, ritiene che le stesse non possano fruire dell’aliquota agevolata del 10% sui contratti di somministrazione di energia elettrica prevista “per uso domestico” ai sensi del n. 103 della parte III della tabella A, allegata al DPR 633/72.

L’amministrazione finanziaria si è espressa sul regime Iva applicabile ai contratti per la fornitura di energia elettrica stipulati con Onlus che gestiscono residenze sanitarie assistenziali (Rsa), negando la possibilità di fruire dell’aliquota agevolata al 10%, poiché si tratta di un’attività decommercializzata ai soli fini dell’Ires, ma rilevante ai fini dell’Iva, seppure esente. Il chiarimento arriva come risposta all’interpello presentato da una società che stipula contratti per la fornitura di energia elettrica con fondazioni iscritte all’anagrafe delle Onlus, le quali, agendo in regime di accreditamento e convenzionamento presso la Regione o altri enti locali, gestiscono Rsa, attività per la quale percepiscono anche un corrispettivo dagli ospiti.

Secondo l’istante, l’operazione va assoggettata all’aliquota del 10%, prevista per la fornitura di energia elettrica “per uso domestico” dal n. 103 della tabella A, parte III, allegata al Dpr 633/1972. La soluzione interpretativa prospettata è supportata da varie motivazioni, ad esempio dal fatto che nella citata disposizione normativa si parla genericamente di uso domestico, senza prevedere alcuna esclusione di tipo soggettivo; inoltre, la circolare ministeriale 82/1999 ha specificato che il concetto di uso domestico non vale solo per le abitazioni a carattere familiare, ma anche per analoghe strutture a carattere collettivo, come caserme, scuole, asili, case di riposo. Infine, l’ulteriore caratteristica della esclusiva finalità di solidarietà sociale senza fini di lucro perseguita dalla Onlus dovrebbe dirimere ogni dubbio.

Il parere dell’Agenzia è diverso, avendo ravvisato un elemento ostativo alla tassazione agevolata: infatti, benché le Rsa – come le case di riposo – soddisfino il requisito della residenzialità in quanto forniscono accoglimento, prestazioni sanitarie, assistenziali e di recupero a persone anziane prevalentemente non autosufficienti, manca il secondo requisito individuato dalla stessa circolare 82/1999, ossia il non utilizzo dell’energia elettrica somministrata “nell’esercizio di imprese o per effettuare prestazioni di servizi, rilevanti ai fini Iva, anche se in regime di esenzione”.

Nel caso in esame, invece, le attività gestite dalle Onlus sono decommercializzate ai soli fini delle imposte sui redditi (articolo 150 del Tuir), mentre rientrano nell’ambito applicativo dell’Iva, pur risultando esenti ai sensi dell’articolo 10, n. 21, del Dpr 633/1972. Le Onlus, infatti, qualificati enti non commerciali, se svolgono un’attività commerciale, sono da considerare soggetti passivi Iva. Non possono, quindi, fruire dell’aliquota del 10% sui contratti di somministrazione di energia elettrica prevista per l’uso domestico.

L’Agenzia, infine, precisa che la prassi dell’amministrazione è in linea con i principi comunitari dell’Iva, secondo i quali le disposizioni di favore (come l’applicazione di un’aliquota ridotta) devono necessariamente essere interpretate in modo restrittivo dagli Stati membri.

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3) Banca Dati delle Quotazioni Omi: online la versione aggiornata del Manuale

Disponibile dal 19 gennaio 2017 sul sito dell’Agenzia delle Entrate la versione aggiornata del Manuale Operativo che definisce le regole per la formazione e la gestione della Banca Dati dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare (BDQ Omi).

Gli obiettivi del Manuale

Il documento ha lo scopo di definire le istruzioni tecniche per la formazione e la gestione della Banca Dati delle Quotazioni Omi. La pubblicazione delle metodologie e dei processi mira, altresì, a garantire la trasparenza dell’operato dell’Agenzia nei confronti di altre organizzazioni, enti e privati cittadini. Oltre a rappresentare un importante strumento di ausilio per le attività di stima effettuate dall’Amministrazione finanziaria, la Banca Dati Omi ha acquisito, negli anni, una considerevole rilevanza esterna, essendo utilizzata sia da istituzioni pubbliche che dagli operatori del mercato immobiliare. Ai maggiori dettagli contenutistici della nuova versione si accompagna un restyling del testo, anche grafico e tipografico, con l’obiettivo di agevolarne la consultazione.

I contenuti

La prima parte, dedicata ad u