Diario quotidiano del 19 gennaio 2017 – Equitalia pubblica nuove FAQ sulla rottamazione delle cartelle

Pubblicato il 19 gennaio 2017

1) Legge di Bilancio 2017: ecco le misure per le amministrazioni locali
2) Autotrasportatori: al via il versamento cumulativo della tassa automobilistica
3) Bonus prima casa: la cassa integrazione non è una causa di forza maggiore
4) Legge di Bilancio 2017: perdite fiscali di start up partecipate da società quotate
5) Quale compenso spetta al commercialista che abbia adempiuto solo in parte alla prestazione?
6) Anticipi di pensione
7) Definizione agevolata: disponibile il modulo AD2
8) Definizione agevolata: le faq di Equitalia
9) Entrate Tributarie Internazionali gennaio: il MEF pubblica il report di novembre 2016
10) Dichiarazione 770/2017: ecco il modello unificato definitivo
11) Certificazione unica 2017: pronto il modello definitivo
12) Dichiarazione IVA 2017: modello reso definitivo
diario-quotidiano-articoli-91) Legge di Bilancio 2017: ecco le misure per le amministrazioni locali 2) Autotrasportatori: al via il versamento cumulativo della tassa automobilistica 3) Bonus prima casa: la cassa integrazione non è una causa di forza maggiore 4) Legge di Bilancio 2017: perdite fiscali di start up partecipate da società quotate 5) Quale compenso spetta al commercialista che abbia adempiuto solo in parte alla prestazione? 6) Anticipi di pensione 7) Definizione agevolata: disponibile il modulo AD2 8) Definizione agevolata (rottmazione delle cartelle): le faq di Equitalia 9) Entrate Tributarie Internazionali gennaio: il MEF pubblica il report di novembre 2016 10) Dichiarazione 770/2017: ecco il modello unificato definitivo 11) Certificazione unica 2017: pronto il modello definitivo 12) Dichiarazione IVA 2017: modello reso definitivo *****

1) Legge di Bilancio 2017: ecco le misure per le amministrazioni locali

Legge di Bilancio 2017: principali interventi destinati alle amministrazioni locali esaminati da una nota di Assonime.

La legge di bilancio 2017 contiene molteplici interventi destinati alle amministrazioni locali. I più rilevanti riguardano: nuove regole sull’equilibrio di bilancio di regioni e enti locali; disposizioni concernenti la dotazione e l’utilizzo delle risorse finanziarie; specifiche norme destinate a favorire gli investimenti delle amministrazioni locali e infine misure che regolano i rapporti finanziari con autonomie speciali. In particolare:

- i commi 463-482 introducono le nuove regole del pareggio di bilancio per gli enti territoriali. Queste nuove regole sono la conseguenza delle modifiche recentemente introdotte (legge n. 163/2016) alla disciplina dell’equilibrio di bilancio di regioni e enti territoriali definita nella legge n. 243/2012 di attuazione dell’articolo 81, sesto comma della Costituzione (principio di pareggio del bilancio). Si stabilisce che a decorrere dal 2017 gli enti territoriali concorrono alla realizzazione degli obiettivi di finanza pubblica conseguendo, sia in fase previsionale che di rendiconto, un saldo non negativo, in termini di competenza, tra le entrate e le spese finali, in conformità all’identica disposizione contenuta nell’articolo 9 della legge n. 243/2012. Il mancato rispetto del saldo in pareggio prevede l’applicazione di un articolato sistema sanzionatorio. In caso di conseguimento dell’obiettivo si applica invece un sistema premiale;

- i commi 446-452 disciplinano, a decorrere dal 2017, la dotazione ed il riparto del Fondo di solidarietà comunale, che costituisce il fondo per il finanziamento dei comuni, con finalità anche perequative, alimentato con una parte del gettito Imu di spettanza ai comuni stessi;

- i commi 433-443 introducono diverse norme finalizzate ad agevolare la gestione contabile e finanziaria degli enti locali, tra cui principalmente: la possibilità di modificare il piano di riequilibrio finanziario pluriennale (comma 434), la facoltà di riformulare il piano triennale di copertura del disavanzo nei casi in cui ricorrano presupposti stabiliti dalle nuove disposizioni (comma 435), la previsione di un più ampio periodo temporale (dal triennio ora previsto al quinquennio) per l’effettuazione delle misure di riduzione delle spese correnti cui sono tenuti gli enti che accedano al fondo di rotazione per la stabilità finanziaria degli enti locali (comma 436);

- i commi da 485 a 508 perseguono l’obiettivo di sostenere gli investimenti delle amministrazioni locali attraverso l’assegnazione agli enti locali di spazi finanziari fino a complessivi 700 milioni l’anno (di cui 300 da destinare all’edilizia scolastica) ed alle regioni di spazi fino a complessivi 500 milioni annui per spese di investimenti, disciplinando al contempo i requisiti necessari per gli enti richiedenti per avere accesso alle risorse stanziate.

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2) Autotrasportatori: al via il versamento cumulativo della tassa automobilistica

Le aziende con flotte e camion di cui siano proprietarie, usufruttuarie, acquirenti con patto di riservato dominio ovvero utilizzatrici in leasing, possono effettuare un versamento cumulativo della tassa automobilistica di proprietà di tutti i detti mezzi. La Legge di Bilancio per il 2017 (art. 1, commi 38-39 della L. 232/2016) ha, infatti, ampliato la facoltà che era già riconosciuta in passato in relazione al pagamento della tassa dovuta per veicoli i concessi in locazione finanziaria da parte delle imprese concedenti.

L’art. 7 della Legge n. 99/2009 stabilisce infatti che, al fine di semplificare e razionalizzare la riscossione della tassa dovuta su veicoli concessi in locazione finanziaria, le singole Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano sono autorizzate a stabilire le modalità con le quali le imprese concedenti possono provvedere ad eseguire cumulativamente, in luogo dei singoli utilizzatori, il versamento delle tasse dovute per i periodi di tassazione compresi nella durata dei rispettivi contratti.

Dunque tale facoltà è adesso estesa anche in caso di proprietà, usufrutto e acquisto con patto di riservato dominio. Secondo quanto disposto dalla stessa manovra finanziaria i versamenti cumulativi dell’imposta dovranno essere fatti a ciascuna Regione o Provincia autonoma nelle quali i mezzi siano immatricolati, mentre, nel caso di locazione finanziaria, si fa riferimento al luogo di residenza dell’utilizzatore del veicolo.

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3) Bonus prima casa: la cassa integrazione non è una causa di forza maggiore

Vendere la casa poiché il contribuente è in cassa integrazione non rappresenta una causa di forza di maggiore. Per cui si perde il bonus prima casa se venduta prima che siano trascorsi cinque anni dall’acquisto.

Lo afferma la Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 678 del 12 gennaio 2017, che ha respinto il ricorso di due contribuenti che avevano impugnato la sentenza della CTR, a loro sfavorevole. In pratica, secondo gli Ermellini il collocamento in CIG per tredici mesi, addotto quale giustificazione per la vendita dell’immobile da parte dei due ricorrenti, non avrebbe potuto legittimare la cessione e, dunque, la coppia è destinata a perdere il beneficio “prima casa”.

Già la CTR era stata di questo parere, affermando a tal proposito che la contestazione dell’avviso di liquidazione per il recupero del bonus prima casa era illegittima: la tesi difensiva secondo cui la CIG aveva costretto i due contribuenti a vendere l’immobile non è stata considerata plausibile.

Invece, i coniugi avrebbero potuto dimostrare che a causa dei minori introiti non potevano più pagare il mutuo: ma la CTR aveva valutato l’eventuale sussistenza della forza maggiore, escludendo nella circostanza in esame che il caso della cassa integrazione applicata al contribuente potesse richiamare, in concreto, quell’esimente. Infatti, la cassa integrazione era temporanea e nessuno aveva dimostrato che il minor introito avrebbe impedito il pagamento delle rate. Dunque, la Corte di legittimità ha respinto il ricorso dei due malcapitati e ha ordinato la compensazione delle spese di lite.

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4) Legge di Bilancio 2017: perdite fiscali di start up partecipate da società quotate

I commi 76-80 dell’art. 1, Legge n. 232/2016 consentono la cessione delle perdite prodotte nei primi tre esercizi di attività di nuove aziende a favore di società quotate che detengano una partecipazione nell’impresa cessionaria pari almeno al 20%.

Perdite fiscali di Start Up partecipate da società quotate: cosa cambia

Al via la possibilità per le società quotate, che detengono partecipazioni in imprese che svolgono nuove attività produttive, di poter utilizzare le perdite fiscali di queste ultime. La novità è contenuta nella legge di Bilancio 2016 (commi da 76 a 80) e consente alle società quotate di acquisire le perdite fiscali, utilizzabili in diminuzione del reddito complessivo dei periodi d'imposta successivi entro il limite del reddito imponibile e per l’intero importo (art. 84 del T.U.I.R.), delle s