Diario quotidiano dell’11 gennaio 2017: guida alla gestione corretta della PEC – Bonus alberghi al via

Pubblicato il 11 gennaio 2017



1) Dimissioni online: interpello del ministero del lavoro
2) Dall'1 febbraio nuovo modello di dichiarazione per la “Tobin tax”
3) Istruzioni per la sospensione delle rate per la ricongiunzione per il sisma di ottobre 2016
4) Regime adempimento collaborativo: primi provvedimenti di ammissione
5) Diffusa bozza e istruzioni del modello 730/2017
6) Applicabilità della sanzione all’acquirente per mancato versamento dell’imposta da parte del Notaio
7) E’ inammissibile il ricorso notificato via PEC nelle regioni in cui non è stato attivato il PTT
8) Per la detraibilità dell’IVA non è necessaria la registrazione del contratto d’appalto
9) Gioco del Bingo a distanza: istituiti codici tributo per il Modello F24
10) Guida dei commercialisti sulla PEC
11) Revisione legale: contributo annuale 2017
12) Trattamento IVA del bunkeraggio di prodotti petroliferi
13) Entrate tributarie positive nel periodo gennaio-novembre
14) Bonus alberghi: al via la fase iniziale della procedura
15) Massimo Miani nuovo presidente dei Commercialisti italiani
16) Bando ISI agricoltura 2016: termine prorogato al 28 aprile
faq-ct1) Dimissioni online: interpello del ministero del lavoro 2) Dall'1 febbraio nuovo modello di dichiarazione per la “Tobin tax” 3) Istruzioni per la sospensione delle rate per la ricongiunzione per il sisma di ottobre 2016 4) Regime adempimento collaborativo: primi provvedimenti di ammissione 5) Diffusa bozza e istruzioni del modello 730/2017 6) Applicabilità della sanzione all’acquirente per mancato versamento dell’imposta da parte del Notaio 7) E’ inammissibile il ricorso notificato via PEC nelle regioni in cui non è stato attivato il PTT 8) Per la detraibilità dell’IVA non è necessaria la registrazione del contratto d’appalto 9) Gioco del Bingo a distanza: istituiti codici tributo per il Modello F24 10) Guida dei commercialisti sulla PEC 11) Revisione legale: contributo annuale 2017 12) Trattamento IVA del bunkeraggio di prodotti petroliferi 13) Entrate tributarie positive nel periodo gennaio-novembre 14) Bonus alberghi: al via la fase iniziale della procedura 15) Massimo Miani nuovo presidente dei Commercialisti italiani 16) Bando ISI agricoltura 2016: termine prorogato al 28 aprile ***

1) Dimissioni online: interpello del ministero del lavoro

Una violazione della legge n. 12 del 1979: L’Associazione Nazionale Commercialisti si è rivolta il 3 gennaio 2017 al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, indirizzando una lettera a Bruno Busacca, Responsabile della Segreteria Tecnica del Ministro, a seguito del parere espresso dalla Direzione generale per l’Attività Ispettiva del Ministero nell’interpello 24/2016 relativamente alle dimissioni online. Nell’interpello, infatti, il Ministro del Lavoro ha precisato che solamente i consulenti del lavoro, esclusi quindi gli altri soggetti previsti dall’art. 1 della legge 12/79, sono abilitati alla trasmissione telematica delle dimissioni per conto del lavoratore, secondo la procedura prevista dall’art. 26 del decreto legislativo 151/2015.

Nonostante la legge sia chiara nei suoi contenuti – scrive nella missiva il Presidente Marco Cuchel – purtroppo accade spesso che non siano rispettate le prerogative professionali dei commercialisti, con provvedimenti che ignorano la legge 12/1979 oppure ne danno interpretazioni arbitrarie che determinano l’esclusione degli iscritti all’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili da funzioni per le quali sono stati pienamente abilitati.”.     

Come già evidenziato in altre innumerevoli occasioni, afferma il Presidente Cuchel – abbiamo ritenuto, alla luce del recente parere espresso dal Ministero, di ribadire nuovamente che i commercialisti possono svolgere le funzioni in materia di lavoro al pari degli iscritti nell’albo dei consulenti del lavoro, conseguentemente ogni disparità di trattamento tra i soggetti riconosciuti e ricompresi nell’art. 1 della legge 12/1979 deve ritenersi illegittima.”.

La categoria è veramente stanca di dover rivendicare competenze professionali che, come nel caso della consulenza in materia di lavoro, sono sancite in modo inequivocabile dalla legge. Per questo – prosegue Cuchel – abbiamo ritenuto doveroso interessare la Segreteria Tecnica del Ministro, per chiedere una revisione di quanto espresso dal Ministero nell’interpello 24/2016.”.

E’ una situazione rispetto alla quale – conclude Cuchel – ci è sembrato altrettanto doveroso richiamare nuovamente l’attenzione del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili,  al cui Presidente Gerardo Longobardi abbiamo scritto oggi, per ribadire l’importanza di tutelare la categoria su questo tema, come pure per ribadire l’impegno che l’ANC intende portare avanti, con l’auspicio che lo stesso impegno sia anche del nostro Consiglio Nazionale, sia attuale che futuro.”.

(ANC, comunicato stampa del 2 gennaio 2017)

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2) Dal 1° febbraio nuovo modello di dichiarazione per la “Tobin tax”

E’ già disponibile, dallo scorso 4 gennaio, il nuovo modello per comunicare all’Agenzia delle Entrate i dati relativi all’imposta sulle transazioni finanziarie (Financial transaction tax – Ftt), introdotta dalla Stabilità 2013 (articolo 1, commi dal 491 a 500, legge 228/2012).

Predisposto uno schema più analitico per chi, residente o no nel territorio italiano, deve inviare all’amministrazione fiscale le informazioni sulle transazioni finanziarie effettuate.

Il prospetto, reso ufficiale con il provvedimento del 4 gennaio 2017, insieme con le relative istruzioni e le specifiche tecniche per la trasmissione telematica dei dati, sostituirà dal prossimo 1° febbraio quello attualmente in uso, approvato con provvedimento 27 dicembre 2013.

Devono presentare la dichiarazione gli intermediari e gli altri soggetti responsabili del versamento del tributo, individuati ai punti 1 e 2 del provvedimento 18 luglio 2013.

I non residenti possono avvalersi, per l’adempimento, di una stabile organizzazione in Italia (articolo 162 del Tuir) o di un rappresentante fiscale oppure possono provvedervi direttamente, dopo aver richiesto l’attribuzione del codice fiscale, anche mediante invio dall’estero, tramite raccomandata o altro mezzo equivalente da cui risulti con certezza la data di spedizione; in tale ultimo caso, la busta va indirizzata all’Agenzia delle Entrate – Centro operativo di Venezia, via Giorgio De Marchi 16 – 30175 Marghera (VE) e su di essa vanno indicati il codice fiscale del dichiarante e la dicitura “Contiene dichiarazione Modello FTT”.

Ricordiamo che la Tobin tax si applica: ai trasferimenti di proprietà di azioni e di altri strumenti finanziari partecipativi emessi da società residenti nel territorio dello Stato, nonché di titoli rappresentativi di tali strumenti (comma 491); alle operazioni su strumenti finanziari derivati e altri valori mobiliari (comma 492); alle negoziazioni ad alta frequenza (comma 495).

Gli importi da indicare nel modello vanno espressi con arrotondamento all’unità di euro secondo il criterio matematico: per eccesso, se la frazione decimale è pari o superiore a 50 centesimi di euro; per difetto, se inferiore a tale limite La dichiarazione non deve essere presentata, se l’imposta liquidata è di importo inferiore a 50 euro.

Nulla cambia sul versante delle date da ricordare; infatti, la dichiarazione Ftt continua ad avere cadenza annuale, con trasmissione telematica da effettuare entro il 31 marzo.

Le novità:

- nella sezione I, da nuovi campi in cui esporre il numero delle operazioni e gli imponibili relativamente agli strumenti finanziari derivati e alle operazioni ad alta frequenza;

- nella sezione II, dal campo in cui riportare il maggior credito derivante dalle dichiarazioni integrative “a favore” presentate con riferimento ad annualità pregresse;

- nella sezione III, dalla predisposizione di colonne distinte in cui evidenziare i dati relativi alle operazioni escluse ed esenti riguardanti le partecipazioni e i derivati, e dall’inserimento di ulteriori righi per descrivere specifiche fattispecie di esclusione/esenzione.

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3) Istruzioni per la sospensione delle rate per la ricongiunzione per il sisma di ottobre 2016

Istruzioni per la sospensione delle rate per la ricongiunzione per il sisma di ottobre 2016: L’INPS, con la circolare n. 1 del 4 gennaio 2017, ha fornito istruzioni per la sospensione dei termini di pagamento della rate di onere per ricongiunzione, riscatto, rendita vitalizia ex art. 13 della L. 1338/1962 in favore dei soggetti residenti nei Comuni colpiti dal sisma del 26 e del 30 ottobre 2016.

Analoghe istruzioni – che vengono confermate – erano state fornite con il messaggio n. 4974/2016 con riferimento ai soggetti residenti nei Comuni colpiti dal sisma del 24 agosto 2016.

La sospensione riguarda anche le rate di onere per riscatti, rendite e ricongiunzione (prima rata e successive). Il periodo di sospensione è neutro ai fini del pagamento, mentre dal 1° ottobre 2017 gli interessati sono rimessi nei termini conservando ovviamente il diritto a tutte le condizioni dell’originale piano di ammortamento.

La sospensione dei termini si applica a favore dei soggetti che alla data del 26 ottobre 2016 erano residenti nei Comuni colpiti dal terremoto indicati nell’allegato alla circolare n. 1/2017 (Comuni colpiti dal sisma del 26 e 30 ottobre 2016).

ISTRUZIONI OPERATIVE SISMA (allegato 2)

L'applicazione è disponibile su GP Pagato al seguente percorso:

Assicurato pensionato – Riscatti e Ricongiunzioni – Gestione evidenze prima emissione bollettini. Al primo accesso l'operatore deve chiedere di essere autorizzato, compilando il form disponibile nel menù Procedure – Servizi Portale Applicazioni – Email abilitazione.

Ricevuta la mail di ritorno degli amministratori, sarà possibile accedere all'applicazione seguendo il percorso:

PROCEDURE Riscatti e Ricongiunzioni

APPLICAZIONI Pratiche Sisma

SISMA funzione di Acquisizione Pratiche

funzione di Elenco Pratiche

Inseriti gli estremi di una pratica (tipo pratica/numero pratica), viene visualizzato un pannello contenente i dati anagrafici dell'assicurato e gli estremi della domanda.

Si ricorda che la procedura effettua controlli in merito al Comune di residenza e, in base allo stesso, individua il corretto periodo di sospensione dei termini di versamento (periodo dal 24 agosto 2016 al 30 settembre 2017 con riferimento ai Comuni colpiti dal sisma del 24 agosto 2016 – Msg. n.4974/2016; periodo dal 26 ottobre 2016 al 30 settembre 2017 con riferimento ai Comuni colpiti dal sisma del 26 e 30 ottobre 2016); consente esclusivamente l'inserimento di domande che siano in Notifica/Pagamento (codice esito: N, P, H).

Premendo il bottone "Conferma" la domanda viene memorizzata negli archivi centrali.

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4) Regime adempimento collaborativo: primi provvedimenti di ammissione

Cooperative compliance: siglati i primi accordi. L’istituto mira a rafforzare il rapporto di fiducia tra Fisco e imprese, prevedendo un confronto costante e preventivo per aumentare il livello di certezza su questioni rilevanti

Conclusa la fase di verifica dei requisiti da parte della direzione centrale Accertamento, arrivano i primi provvedimenti di ammissione, che danno il via concretamente alla cooperative compliance.

Ad inaugurare la lista degli ammessi al regime di adempimento collaborativo (articoli 3-7, Dlgs 128/2015), sono la Ferrero Spa e altre società del gruppo (l’elenco completo è sul sito dell’Agenzia delle Entrate).

Con l’entrata a regime della cooperative compliance, il nostro sistema tributario si allinea agli orientamenti prevalenti a livello internazionale. L’obiettivo dell’istituto è instaurare un rapporto di fiducia tra amministrazione e contribuente, aumentando il livello di certezza sulle questioni fiscali rilevanti. In particolare, è previsto un confronto costante e preventivo su elementi di fatto, finalizzato a una comune valutazione delle situazioni suscettibili di generare rischi fiscali.

La gestione, nella prima fase di applicazione, è affidata all’ufficio Cooperative compliance, appositamente istituito all’interno della direzione centrale Accertamento. Requisiti di accesso

La cooperative compliance prevede l’accesso volontario riservato a coloro, residenti e non residenti, che realizzano un volume di affari o di ricavi non inferiore a dieci miliardi di euro ovvero, se hanno partecipato al “Progetto pilota” avviato nel 2013, non inferiore a un miliardo di euro. Inoltre, a prescindere dal volume di affari o di ricavi, sono ammesse anche le società che intendono dare esecuzione alla risposta dell’Agenzia delle Entrate, fornita a seguito di istanza di interpello sui nuovi investimenti.

Verificata la presenza dei requisiti soggettivi, i contribuenti che vogliono aderire al regime “collaborativo” devono dimostrare di possedere un efficace sistema di controllo del rischio fiscale, inserito nel contesto del sistema di governo aziendale e controllo interno.

Verificati i requisiti, arrivano i provvedimenti: La società del gruppo Ferrero hanno ricevuto il “benestare” tramite provvedimenti di ammissione del direttore centrale Accertamento, emessi negli ultimi giorni dello scorso mese di dicembre, dopo la conclusione dell’iter di verifica dei requisiti di legge. A tal fine, è stata riscontrata la coerenza del sistema di rilevazione, misurazione, gestione e controllo del rischio fiscale del gruppo con i “requisiti essenziali” del Tax Control Framework previsti dalle norme, dal provvedimento 14 aprile 2016 e dai documenti Ocse in materia.

È solo l’inizio, presto il regime di adempimento collaborativo aprirà le porte ad altri rilevanti esponenti del panorama economico italiano; in particolare, al momento, l’amministrazione sta valutando le istanze di ammissione presentate da importanti multinazionali.

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 3 del 5 gennaio 2017)

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5) Diffusa bozza e istruzioni del modello 730/2017

Online la bozza e le istruzioni del modello 730/2017: Da quest’anno più spazio per le agevolazioni.

Dal 5 gennaio 2017 è disponibile sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate, www.agenziaentrate.gov.it, la bozza del 730/2017 con le relative istruzioni. Diverse le novità che entrano nel modello dichiarativo, tra cui l’agevolazione sui premi di risultato dei dipendenti del settore privato e il regime speciale previsto per i lavoratori impatriati.

Premi di risultato

Da quest’anno è prevista una tassazione agevolata per i dipendenti del settore privato che percepiscono premi di risultato d’importo non superiore a 2.000 euro o a 2.500 euro se l’azienda coinvolge pariteticamente i lavoratori nell’organizzazione del lavoro. In particolare, se i premi di risultato sono percepiti in denaro, si applica un’imposta sostitutiva dell’Irpef e delle addizionali pari al 10%; se i premi invece sono percepiti sotto forma di benefit o di rimborso di spese di rilevanza sociale sostenute dal lavoratore, non si applica alcuna imposta.

Regime speciale per i lavoratori rimpatriati

Per i lavoratori che si sono trasferiti in Italia concorre alla formazione del reddito complessivo soltanto il 70% del reddito di lavoro dipendente prodotto nel nostro Paese.

Agevolazioni previste dalla “legge dopo di noi”

Dal periodo d’imposta 2016, per le assicurazioni aventi per oggetto il rischio di morte finalizzate alla tutela delle persone con disabilità grave, l’importo massimo dei premi per cui è possibile fruire della detrazione del 19% è elevato a 750 euro. Sempre a partire dall’anno d’imposta 2016, è possibile fruire della deduzione del 20% di erogazioni liberali, donazioni e altri atti a titolo gratuito, complessivamente non superiori a 100.000 euro, a favore di trust o fondi speciali che operano nel settore della beneficienza.

School bonus

Per le erogazioni liberali di ammontare fino a 100.000 euro effettuate nel corso del 2016 in favore degli istituti del sistema nazionale d’istruzione è riconosciuto un credito d’imposta pari al 65% delle erogazioni effettuate, che sarà ripartito in 3 quote annuali di pari importo.

Spese arredo immobili giovani coppie

Alle giovani coppie, anche conviventi di fatto da almeno 3 anni, in cui uno dei due componenti non ha più di 35 anni e che nel 2015 o nel 2016 hanno acquistato un immobile da adibire a propria abitazione principale, è riconosciuta la detrazione del 50% delle spese sostenute, entro il limite di 16.000 euro, per l’acquisto di mobili nuovi destinati all’arredo dell’abitazione principale.

Spese per canoni di leasing per abitazione principale

È riconosciuta la detrazione del 19% dell’importo dei canoni di leasing pagati nel 2016 per l’acquisto di unità immobiliari da destinare ad abitazione principale ai contribuenti che, alla data di stipula del contratto, avevano un reddito non superiore a 55.000 euro. L’importo dei canoni di leasing per cui si può fruire della detrazione non può essere di importo superiore a 8.000 euro se, alla data di stipula del contratto, si hanno meno di 35 anni o di 4.000 euro se alla stessa data si hanno 35 anni o più. L’agevolazione spetta anche se nel 2016 sono stati pagati i prezzi di riscatto: in tal caso il prezzo del riscatto non può essere superiore a 20.000 euro se si aveva meno di 35 anni, a 10.000 euro se si aveva 35 anni o più.

Iva pagata nel 2016 per l’acquisto di abitazioni in classe energetica A o B

A chi lo scorso anno ha acquistato un’abitazione di classe energetica A o B è riconosciuta la detrazione del 50% dell’Iva pagata nel 2016.

Dispositivi multimediali per il controllo da remoto

È riconosciuta la detrazione del 65% delle spese sostenute nel 2016 per l’acquisto, installazione e messa in opera di dispositivi multimediali per il controllo da remoto degli impianti di riscaldamento e/o produzione acqua calda e/o climatizzazione delle unità abitative.

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 4 del 5 gennaio 2017)

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6) Applicabilità della sanzione all’acquirente per mancato versamento dell’imposta da parte del Notaio

L'Agenzia delle Entrate di Campobasso, con appello proposto avverso la sentenza di primo grado, lamentava il mancato riconoscimento del vincolo di solidarietà passiva tra notaio e acquirente del cespite, atteso che "nonostante la qualità pubblicistica del professionista, il contribuente è comunque tenuto a controllare che la somma versata a titolo di imposta al notaio fosse da questi correttamente ed effettivamente versata all'Erario".

La CTR, concludendo in senso opposto a quanto stabilito dai primi giudici, ritiene, invece che, nonostante il notaio sia responsabile d'imposta, i soggetti obbligati al pagamento del tributo restano le parti sostanziali dell'atto.

In tal senso si è infatti espressa a più riprese la Suprema Corte: prima con la sentenza 13653/2009, poi con l'Ordinanza 5016/2015 ed infine con le sentenze 9952/2015 e 12755/2016.

(Sentenza del 06/12/2016 n. 619/2 - Comm. Trib. Reg. per il Molise)

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7) E’ inammissibile il ricorso notificato via PEC nelle regioni in cui non è stato attivato il PTT

La CTP di Treviso aveva dichiarato inammissibile il ricorso notificato a mezzo posta elettronica certificata dal contribuente ritenendo che: "in assenza di indirizzi tecnici del Ministero che fissi le regole per l'utilizzo della PEC nel processo tributario, resta valido l'art. 16 paragrafo 4 dpr 68/2005".Nella stessa direzione anche la decisione dei giudici di appello i quali hanno ribadito che il sistema di notificazione via pec, comunque alternativo alla modalità ordinaria, è ammesso per ora nelle sole regioni dove è stato avviato il processo tributario telematico.

(Sentenza del 15/11/2016 n. 1215/2 - Comm. Trib. Reg. per il Veneto)

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8) Per la detraibilità dell’IVA non è necessaria la registrazione del contratto d’appalto

L'Agenzia delle Entrate di Barletta-Andria-Trani procedeva al recupero dell'IVA sulla fattura di manutenzione riferita ai lavori eseguiti presso lo studio di un avvocato, non riconoscendone la detraibilità. All'impugnazione dell'avviso di accertamento da parte del professionista faceva seguito la sentenza della CTP di Bari secondo la quale non poteva riconoscersi la detraibilità dell'IVA sui lavori di manutenzione dello studio in quanto il contratto di appalto non era registrato. I giudici della CTR hanno invece ritenuto meritevole di accoglimento l'appello proposto dal contribuente poiché nessuna norma prevede che la mancata registrazione di un contratto d'appalto possa essere presupposto di negazione della detraibilità dell'imposta, essendo quest'ultima subordinata alla sussistenza del solo requisito dell'inerenza del bene o del servizio all'attività svolta.

(Sentenza del 26/05/2016 n. 1330/10 - Comm. Trib. Reg. per la Puglia)

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9) Gioco del Bingo a distanza: istituiti codici tributo per il Modello F24

Sono entrati in vigore a partire dal 2 gennaio 2017 e gli importi non possono essere compensati con crediti derivanti da altri tributi e contributi. Ridenominato il “5212”

Sono stati istituiti dall’Agenzia delle entrate con la risoluzione 117/E del 21 dicembre 2016. Detti codici andranno utilizzati nel modello di versamento F24 Accise nella “Sezione Accise/Monopoli e altri versamenti non ammessi in compensazione” in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a debito versati” per pagare: l’imposta unica sul gioco a distanza, le somme della liquidazione a distanza, le sanzioni e interessi di mora sul ravvedimento e le imposte, gli interessi e sanzioni da accertamento.

L’imposta è stata stabilita, dalla legge 208/2015, nella misura del 20% delle somme “non restituite al giocatore”.

Per il versamento dell’imposta unica sono istituiti i codici tributo 5447 e 5448 per la regione Sicilia.

Quattro sono i codici da utilizzare a seguito della liquidazione automatizzata: il 5449 per imposta e interessi, il 5450 per le sanzioni, il 5451 per imposta e interessi della regione Sicilia e il 5452 per sanzioni della regione Sicilia.

Ancora quattro codici tributo sono istituiti per sanzioni e interessi di mora afferenti l’istituto del ravvedimento. Si tratta del codice 5453 per le sanzioni, del codice 5454 per gli interessi di mora e dei codici 5455 e 5456 rispettivamente per la sanzione e gli interessi di mora di competenza della regione Sicilia.

Per imposte, interessi e sanzioni da accertamento riguardanti le somme dovute per il Bingo a distanza sono istituiti i seguenti codici tributo: 5457 per l’imposta, 5458 per gli interessi, 5459 per la sanzione e i corrispettivi codici 5460, 5461, 5462 il primo per l’imposta, il secondo per gli interessi e il terzo per la sanzione di competenza siciliana.

Infine viene ridenominato il codice tributo 5212, istituito con la risoluzione 4/2010, come segue.

compenso per il controllore centralizzato del gioco del bingo effettuato con partecipazione a distanza.

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10) Guida dei commercialisti sulla PEC

Dal Consiglio nazionale dei commercialisti il vademecum sulla PEC. Con tale documento il CNDCEC si è soffermato, peraltro, sulle recenti novità in tema di notifica delle cartelle esattoriali.

Il CNDCEC ha pubblicato il 5 gennaio 2017 un vademecum sull’utilizzo della PEC (posta elettronica certificata), fornendo un quadro normativo ed operativo di ausilio per un uso più consapevole di tale strumento tecnologico nell’attività professionale.

Il documento “tocca” tutte le varie tematiche connesse alla PEC: dalla definizione, ai soggetti obbligati al possesso di indirizzo PEC, al funzionamento, alla validità ed efficacia, alle modalità di conservazione delle ricevute, ed, infine, alle più recenti novità in tema di notifica delle cartelle esattoriali (art. 26 del DPR 602/73) e di prospettive legislative con particolare riferimento al regolamento Ue n. 910/2014 (c.d. regolamento “eIDAS”) sull’identità digitale.

Si parte dalla definizione di PEC, contenuta all’art. 1, comma 1, lett. v-bis) del CAD (di cui al DLgs. 82/2005), ai sensi del quale la PEC costituisce un “sistema di comunicazione in grado di attestare l’invio e l’avvenuta consegna di un messaggio di posta elettronica e di fornire ricevute opponibili ai terzi”. Per fruire della PEC, occorre avvalersi dei gestori inclusi nell’elenco pubblico tenuto dall’AGID ex art. 14 del DPR 68/2005.

L’obbligo di dotarsi di un indirizzo PEC riguarda, in particolare, le imprese (costituite in forma societaria e individuali), i professionisti iscritti in albi ed elenchi istituiti con legge statale, le Pubbliche Amministrazioni, tra le quali rientrano ad esempio le amministrazioni dello Stato, gli istituti e scuole di ogni ordine e grado, le istituzioni universitarie, le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e loro associazioni (art. 16, commi 6-8 del DL 185/2008 e art. 5, comma 1 del DL 179/2012).

Con riguardo alla validità ed efficacia della PEC, viene precisato che si tratta di uno specifico tipo di posta elettronica, idoneo ad attribuire al messaggio trasmesso il valore legale tradizionalmente riconosciuto alla raccomandata con avviso di ricevimento, in quanto è in grado di attestare l’invio e l’avvenuta consegna di un messaggio di posta elettronica e di fornire ricevute opponibili ai terzi. Però la PEC, rispetto alla raccomandata, che fornisce unicamente la prova dell’invio di una comunicazione ma non del suo contenuto, consente in alcuni casi di rilasciare anche la dimostrabilità del contenuto del messaggio inviato (e degli allegati eventualmente presenti).

Infine, per le modalità di conservazione dei messaggi di PEC, l’obbligo viene ricondotto, in primo luogo, agli artt. 2214 e 2220 c.c., ai sensi dei quali, rispettivamente, l’imprenditore deve conservare “ordinatamente per ciascun affare gli originali delle lettere, dei telegrammi e delle fatture ricevute, nonché le copie delle lettere, dei telegrammi e delle fatture spedite”; è disposta la conservazione decennale per “le fatture, le lettere e i telegrammi ricevuti e le copie delle fatture, delle lettere e dei telegrammi spediti”.

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11) Revisione legale: contributo annuale 2017

L’importo del contributo annuale di iscrizione per l’anno 2017, determinato dal decreto del Ministro dell’economia e delle finanze del 5 dicembre 2016, è pari ad euro 26,85, da versare in un’unica soluzione entro il 31 gennaio 2017. Il pagamento potrà essere effettuato utilizzando i servizi del sistema pagoPA®, tramite gli strumenti di pagamento elettronico resi disponibili dalla piattaforma, direttamente dal sito web della revisione legale o presso gli intermediari autorizzati.

Nei prossimi giorni saranno recapitati, all’indirizzo elettronico comunicato da ciascun iscritto al Registro dei revisori legali, appositi avvisi per il pagamento del contributo. Per ulteriori informazioni sulle modalità di pagamento, è possibile visitare la sezione “Contributi Annuali”.

Si ricorda, infine, l’obbligo di accreditamento all’Area riservata nella quale è possibile, tra l’altro, consultare lo stato dei pagamenti pregressi, scaricare copia dell’avviso di pagamento ed aggiornare i propri dati anagrafici e di contatto, incluso l’indirizzo di Posta Elettronica Certificata (PEC) che ciascun iscritto è tenuto a comunicare in attuazione dell’articolo 27, comma 2, del decreto legislativo 17 luglio 2016, n. 135.

Contributo annuale per gli iscritti al registro dei revisori legali

Al fine di garantire la copertura delle spese necessarie allo svolgimento delle funzioni attribuite al Ministero dell’economia e delle finanze dal decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 39, i revisori legali e le società di revisione legale iscritti al Registro dei revisori legali sono tenuti al versamento di un contributo annuale di iscrizione.

Per l’anno 2017, come indicato nel Decreto del Ministro dell’economia e delle finanze del 5 dicembre 2016, pubblicato nella G.U. - Serie generale - n. 295 del 19 dicembre 2016, l’entità del contributo annuale, comprensivo delle spese di produzione degli avvisi di pagamento, è pari ad euro 26,85 da versare in un’unica soluzione entro il 31 gennaio 2017.

L’importo del contributo annuale non è frazionabile in rapporto alla durata di iscrizione nell’anno.

Chi é tenuto al pagamento

Sono tenuti al pagamento del contributo i revisori legali e le società di revisione legale che risultano iscritti nelle sezioni «A» e «B» del Registro alla data del 1° gennaio di ogni anno.

Avviso di pagamento

Il Ministero dell’economia e delle finanze, per il tramite di Consip, invia a tutti gli iscritti un avviso di pagamento che sarà trasmesso all’indirizzo elettronico (PEC o PEO) comunicato al Registro dei revisori legali, ovvero a mezzo posta.

L’avviso di pagamento è disponibile anche on-line. Nel caso, dunque, di mancata ricezione dell’avviso, l’iscritto potrà accedere all’Area riservata del portale con le proprie credenziali personali, selezionare la voce “contribuzione annuale” e scaricare l’avviso di pagamento relativo all’anno 2017 mediante l’apposita funzionalità.

Modalità di versamento del contributo

I revisori potranno effettuare il pagamento del contributo annuale tramite i servizi del sistema pagoPA®, disponibili:

sul sito web della revisione legale (www.revisionelegale.mef.gov.it), accedendo alla propria area riservata alla voce “contribuzione annuale” e scegliendo tra gli strumenti disponibili: carta di credito o debito o prepagata, oppure il bonifico bancario o il bollettino postale nel caso si disponga di un conto corrente presso banche, Poste e altri prestatori di servizio di pagamento aderenti all’iniziativa. Il servizio è sempre attivo eccetto dalle ore 00:30 alle 01:30 per manutenzione giornaliera.

presso le banche, Poste e altri prestatori di servizio di pagamento aderenti all’iniziativa tramite i canali da questi messi a disposizione (come ad esempio: tabaccherie e ricevitorie autorizzate, home banking, ATM, APP da smartphone, sportello, ecc). L’elenco degli operatori abilitati a ricevere pagamenti tramite pagoPA® è disponibile alla pagina http://www.agid.gov.it/agenda-digitale/pubblica-amministrazione/pagamenti-elettronici/pspaderenti-elenco. Per poter effettuare il pagamento occorre utilizzare il Codice Avviso di Pagamento oppure il QR Code o i Codici a Barre presenti sulla stampa dell'avviso.

Il pagamento potrà essere altresì effettuato mediante bonifico bancario, utilizzando il seguente IBAN IT57E0760103200001009776848, intestato a Consip S.p.A, riportando nella causale il “Codice di avviso di pagamento” contenuto nell’avviso di pagamento, il codice fiscale ed il numero di iscrizione del revisore, oppure compilando, con i suddetti dati, il bollettino PA bianco “TD 123”, disponibile presso gli Uffici Postali sul C/C postale n. 1009776848 intestato a Consip S.p.A..

Omissione del contributo annuale

Nel caso di omesso o ritardato versamento del contributo annuale sono dovuti gli interessi nella misura legale, con decorrenza dalla scadenza e sino alla data dell’effettivo versamento, nonché gli oneri amministrativi connessi alla correlata attività di riscossione.

Fermo restando l’obbligo di corrispondere i contributi dovuti, nei casi di omesso o ritardato versamento del contributo annuale il Ministero dell’economia e delle finanze può adottare i provvedimenti sanzionatori di cui all’articolo 24-ter del decreto legislativo n. 39 del 2010, come modificato dal decreto legislativo 17 luglio 2016, n. 135.

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12) Trattamento IVA del bunkeraggio di prodotti petroliferi

Iva sul “bunkeraggio” di prodotti petroliferi: Non imponibile il rifornimento anche se svolto dall’intermediario.

La cessione di carburante effettuata dalla società petrolifera al trader e la contestuale cessione effettuata da quest’ultimo a favore dell’armatore sono non imponibili ai fini Iva ai sensi dall’articolo 8-bis, primo comma, lett. d), del Dpr n. 633/1972, coerentemente con la nuova normativa doganale e alla luce del recente orientamento della giurisprudenza europea. Questo è il chiarimento fornito dalla risoluzione n. 1/E/2016 diramata dall’Agenzia delle Entrate il 9 gennaio 2017.

Cos’è il “bunkeraggio”

Quando una nave necessita di carburante, l’armatore contatta un intermediario, indicandogli la nave, la quantità (approssimativa) di carburante necessario e il porto (o eventualmente i porti) in cui la nave sarà ormeggiata e disponibile per il rifornimento. L’intermediario sceglie, a sua volta, un fornitore ed effettua un ordine di carburante da consegnare a bordo della nave. Nell’ambito di questa operazione si verificano due distinti e contestuali trasferimenti di proprietà del carburante: il primo, a favore dell’intermediario, e il secondo da parte dell’intermediario all’armatore, con consegna diretta effettuata dalla compagnia petrolifera direttamente nel serbatoio della nave.

Il trattamento ai fini Iva

Sia le cessioni effettuate dalla società petrolifera al trader che quelle a favore dell’armatore sono riconducibili alla disciplina prevista dall’articolo 8-bis, primo comma, lett. d), del Dpr n. 633/1972. Questa norma prevede, infatti, la non imponibilità ai fini Iva delle operazioni di scambio relative a specifici beni e prestazioni di servizi, senza altra condizione per ottenere il beneficio, indipendentemente dalla circostanza che le predette operazioni costituiscano esportazione agli effetti doganali. La risoluzione chiarisce, in particolare, che la non imponibilità delle cessioni di carburante effettuate in favore dell’armatore delle navi adibite alla navigazione in alto mare è applicabile anche al contestuale trasferimento della proprietà del carburante dalla società petrolifera all’intermediario. Ciò a condizione che la consegna del carburante sia effettuata dalla società petrolifera - su indicazione dell’intermediario - direttamente nel serbatoio della nave e che questa circostanza sia attestata dallo svolgimento delle prescritte formalità doganali.

Plafond assicurato per società cedente e intermediario

Sia la cessione del carburante dalla società cedente al trader, sia la successiva cessione da quest’ultimo all’armatore finale concorrono alla formazione del plafond, ossia della facoltà di acquistare senza applicazione dell’Iva da parte del soggetto cedente. Nella prima cessione, la società che fornisce il carburante maturerà un plafond “libero”, ovvero corrispondente all’intero importo della cessione effettuata in favore dell’intermediario. Con il passaggio dall’intermediario all’armatore, invece, il plafond maturato dal trader cedente sarà in parte “vincolato”, nei limiti cioè dell’acquisto effettuato dalla società fornitrice di carburante, e in parte “libero”, per l’importo corrispondente al ricarico operato sulla cessione dello stesso carburante nei confronti dell’armatore della nave.

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13) Entrate tributarie positive nel periodo gennaio-novembre

Nei primi undici mesi del 2016 gli introiti, accertati in base al criterio della competenza giuridica, sono in aumento di 14.999 milioni di euro, rispetto allo stesso periodo del 2015 (+3,9%)

I primi undici mesi del 2016 le entrate tributarie accertate in base al criterio della competenza giuridica sono all’insegna del segno +. Ammontano, infatti a 404.189 milioni di euro, in aumento del 3,9% (+14.999 milioni di euro) rispetto all’analogo periodo del 2015.

Senza tener conto dei versamenti dell’imposta di bollo, che dal 2016 hanno una diversa modalità di riscossione, e di quelli del canone televisivo che, rispetto agli anni precedenti, è stato versato a partire da agosto – il cui incasso, attualmente, risulta di 2.050 milioni di euro – le entrate tributarie del periodo, in realtà, aumentano del 4 per cento.

Il dettaglio sulle cifre è online sul sito del dipartimento Finanze, che ha pubblicato oggi il consueto Bollettino mensile delle entrate tributarie relative al periodo gennaio-novembre 2016, corredato dalla Nota tecnica, che riassume i principali contenuti, e dalle Appendici statistiche con la guida normativa.

Il primato spetta sempre alle imposte dirette

Anche in questo periodo il palmares spetta alle imposte dirette che, con un’entrata globale di 224.533 milioni di euro, si aggiudicano più della metà del gettito complessivo dei primi undici mesi dell’anno, registrando un aumento pari al 3,1% (+6.763 milioni di euro) rispetto all’analogo periodo del 2015. Ovviamente il contributo più consistente è dato dall’Irpef che fa registrare un “incasso” di 164.806 milioni di euro (+2,3% pari a +3.776 milioni di euro) per effetto soprattutto dell’andamento positivo delle ritenute da lavoro dipendente (+2,2% pari a +2.878 milioni di euro).

Un cospicuo contributo arriva anche dal gettito Ires che registra un incremento di 1.903 milioni di euro (+5,8%) rispetto allo stesso periodo del 2015. Il risultato è dovuto all’andamento positivo dei versamenti in autoliquidazione che ha compensato le minori entrate previste per le agevolazioni concesse con la Stabilità 2016 e per il potenziamento dell'agevolazione Ace (Aiuto alla crescita economica) introdotta dal decreto “Salva Italia”.

Tendenza non proprio positiva, invece, per le entrate riguardanti le imposte sostitutive sui redditi da capitale e sulle plusvalenze, che hanno registrato una diminuzione del 55,8% mentre l’imposta sostitutiva sul valore dei fondi pensione comporta una riduzione di 430 milioni di gettito (-38,8%) dovuto al forte calo, nel 2016, dei rendimenti dei prodotti finanziari che sono oggetto di investimenti da parte dei fondi pensione.

Infine, va evidenziato che rispetto all’analogo periodo del 2015, cresce del 10,8% l’imposta sulle riserve matematiche del ramo vita assicurazioni e del 31,3% la ritenuta sugli utili distribuiti dalle persone giuridiche.

Imposte indirette

Continua la crescita delle imposte indirette che fanno registrare un gettito globale di 179.656 milioni di euro in aumento del 4,8% (+8.236 milioni di euro) rispetto allo stesso periodo del 2015.

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14) Bonus alberghi: al via la fase iniziale della procedura

La procedura di accesso per beneficiare del credito d’imposta a favore della riqualificazione degli alberghi (Tax credit) ha preso il via. Infatti, dalle 10.00 del 9 gennaio 2017 e fino alle 16.00 del 27 gennaio 2017 il legale rappresentante dell'impresa, dopo essersi registrato, può procedere alla compilazione e caricamento dell'istanza.

Il bonus è riferito ai costi sostenuti nel 2016 (periodo d'imposta 2016 - modello unico 2017), ed è pari al 30% dei costi agevolabili, fino a un massimo di 200 mila euro. Deve essere ripartito in 3 quote annuali di pari importo ed è utilizzabile esclusivamente in compensazione.

A beneficiarne sono le imprese alberghiere aperte al pubblico esistenti al 1° gennaio 2012, che forniscono alloggio, eventualmente vitto e altri servizi accessori, in camere situate in uno o più edifici. Rimangono esclusi: i campeggi, i villaggi turistici, le aree di sosta, i parchi vacanza, i bed and breakfast, gli affittacamere per brevi soggiorni, le case e gli appartamenti per vacanze, gli ostelli della gioventù, i rifugi di montagna, le colonie marine e montane, gli alloggi connessi alle aziende agricole.

Tra gli interventi ammessi vi sono quelli per la ristrutturazione edilizia, anche di manutenzione straordinaria e di restauro e risanamento conservativo, per l’eliminazione delle barriere architettoniche, per l’incremento dell'efficienza energetica, per l’acquisto di mobili e componenti d'arredo nuovi per gli alberghi.

Come ottenere il Tax credit

La domanda per partecipare al beneficio deve essere presentata in forma telematica, utilizzando il Portale dei Procedimenti (https://procedimenti.beniculturali.gov.it/procedimenti/concorsi/pagepubliclogin.aspx).

Dopo che il legale rappresentante ha compilato e caricato l’istanza dalle ore 10.00 del 9 gennaio 2017 fino alle ore 16.00 del 27 gennaio 2017, vi sarà un click day per l'invio telematico della domanda che inizierà alle 10.00 del 2 febbraio 2017 per terminare alle 16.00 del 3 febbraio 2017.

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15) Massimo Miani nuovo presidente dei Commercialisti italiani

Massimo Miani è il nuovo presidente dei commercialisti italiani fino al 2020. Questo a seguito dell’esito delle elezioni che si sono tenute il 9 gennaio 2017, negli Ordini locali della categoria, i cui vertici erano stati rinnovati nel novembre dello scorso anno. Una vittoria ampia quella ottenuta dal professionista veneziano sul suo sfidante, il presidente uscente Gerardo Longobardi (di Roma). Il passaggio successivo alla tornata elettorale è l'invio, da parte degli Ordini, degli esiti delle votazioni al ministero della Giustizia che, attraverso una commissione elettorale, li vaglierà prima della loro pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. Nato a Venezia, Miani ha già ricoperto la carica di presidente dell’Ordine del capoluogo veneto e di consigliere nazionale.

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16) Bando ISI agricoltura 2016: termine prorogato al 28 aprile

Bando ISI agricoltura 2016: Prorogati termini scadenza bando. Con il Bando ISI agricoltura 2016 l’INAIL ha messo a disposizione 45 milioni di euro a fondo perduto per il sostegno al miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza nelle micro e piccole imprese operanti nel settore della produzione agricola primaria dei prodotti agricoli.

Adesso, a seguito delle modifiche apportate all’Avviso ISI agricoltura 2016, il termine di scadenza della chiusura della procedura informatica per la compilazione delle domande è stato prorogato alle ore 18:00 del 28 aprile 2017.

Inoltre:

- il termine di acquisizione del codice identificativo per l’inoltro online è prorogato al 5 maggio 2017;

- la comunicazione relativa alle date di inoltro online è prorogata al 12 giugno 2017;

- il termine per richiedere chiarimenti e informazioni sull’Avviso al Contact Center è prorogato alle ore 12:00 del 20 aprile 2017.

Inserimento del progetto: Entro le ore 18.00 del 28 aprile 2017, nella sezione “accedi ai servizi online” del sito INAIL, le imprese registrate avranno a disposizione un’applicazione informatica per la compilazione della domanda, che consentirà di:

- effettuare simulazioni relative al progetto da presentare;

- verificare il raggiungimento della soglia di ammissibilità;

- salvare la domanda inserita;

- effettuare la registrazione della propria domanda attraverso l’apposita funzione presente in procedura tramite il tasto “INVIA”.

Vincenzo D’Andò