Diario quotidiano del 10 gennaio 2017: dichiarazione di successione ora tutto on line

Pubblicato il 10 gennaio 2017



1) Dichiarazione di successione: tutto on line
2) F24: dall'1 gennaio 2017 codici tributo soppressi, ecco quelli cui confluiscono
3) L’Iva è falcidiabile nel concordato preventivo senza transazione fiscale
4) Voluntary-bis: bozza della relazione di accompagnamento
5) Venditore occasionale di tartufi: ecco il codice tributo per versare la ritenuta con F24
6) Modello Irap 2017, online la bozza con le novità: più tempo per inviare la dichiarazione integrativa a favore
7) Patent box, firmati i primi 4 accordi: agevolati marchi, brevetti, disegni, modelli e know how
8) Al via il Milleproroghe
9) Gestione Separata INPS: istanze di inserimento, sostituzione e chiusura del Legale rappresentante
10) Sport e non profit - Asd: le proposte di emendamento del Cndcec
11) Assistenza fiscale: online la nuova Carta dei servizi
12) Regole di determinazione del canone Rai dovuto per il 2017: Circolare esplicativa delle Entrate
13) Corrispettivi giornalieri da trasmettere in via telematica: decreto in G.U.
14) Usufrutti, rendite e vitalizi: adeguamento delle modalità di calcolo
15) Variazioni colturali anno 2016: aggiornata la banca dati catastale
16) Voluntary-bis: approvato il nuovo modello con le istruzioni
diario-quotidiano-articoli-91) Dichiarazione di successione: tutto on line 2) F24: dall'1 gennaio 2017 codici tributo soppressi, ecco quelli cui confluiscono 3) L’Iva è falcidiabile nel concordato preventivo senza transazione fiscale 4) Voluntary bis: bozza della relazione di accompagnamento 5) Venditore occasionale di tartufi: ecco il codice tributo per versare la ritenuta con F24 6) Modello Irap 2017, online la bozza con le novità: più tempo per inviare la dichiarazione integrativa a favore 7) Patent box, firmati i primi 4 accordi: agevolati marchi, brevetti, disegni, modelli e know how 8) Al via il Milleproroghe 9) Gestione Separata INPS: istanze di inserimento, sostituzione e chiusura del Legale rappresentante; altra prassi INPS 10) Sport e non profit - Asd: le proposte di emendamento del Cndcec 11) Assistenza fiscale: online la nuova Carta dei servizi 12) Regole di determinazione del canone Rai dovuto per il 2017: Circolare esplicativa delle Entrate 13) Corrispettivi giornalieri da trasmettere in via telematica: decreto in G.U. 14) Usufrutti, rendite e vitalizi: adeguamento delle modalità di calcolo 15) Variazioni colturali anno 2016: aggiornata la banca dati catastale 16) Voluntary bis: approvato il nuovo modello con le istruzioni ****

1) Dichiarazione di successione: tutto on line

Il nuovo modello, da compilare e trasmettere online all’Agenzia, consentirà di provvedere agli adempimenti con una sola operazione, direttamente dal web. Si parte dal 23 gennaio 2017.

Sbarca in rete il software per effettuare le successioni con un click. Online il nuovo modello di dichiarazione di successione e domanda di volture catastali.

Dal 23 gennaio 2017 i contribuenti potranno presentare la dichiarazione di successione e domanda di volture catastali direttamente online, grazie ai servizi telematici delle Entrate. Per farlo, basta utilizzare l’applicativo disponibile sul sito internet dell’Agenzia, installare sulla propria postazione di lavoro il software di compilazione (in modalità stand alone) SuccessioniOnLine, compilare il file, allegare i documenti, salvare, accedere ai servizi telematici ed inviare.

Grazie a questa novità, sarà possibile visualizzare la dichiarazione presentata non solo sul cassetto fiscale del dichiarante, ma anche in quello dei coeredi e dei chiamati.

Il nuovo modello di successione e domanda di volture catastali, approvato con un Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 27 dicembre 2016, realizza un importante passo verso la semplificazione degli adempimenti amministrativi e sarà opzionale fino al 31 dicembre 2017 e obbligatorio dal 1° gennaio 2018.

Le principali novità

Con il nuovo modello è possibile effettuare le volture catastali in modo automatico, senza necessità di ulteriori adempimenti, e rendere le dichiarazioni sostitutive di atto notorio mediante la compilazione di specifici quadri del modello, invece di allegare ciascun documento. Inoltre il software consente di effettuare il calcolo automatico delle somme da versare in autoliquidazione, dovute per le formalità ipocatastali, e pagare le somme dovute mediante addebito sul conto corrente.

Tra i punti di forza di questo nuovo processo vi è anche la funzione, a disposizione degli uffici territoriali dell’Agenzia, di visualizzare le dichiarazioni di successione inviate telematicamente da tutti contribuenti, e quindi la possibilità per i contribuenti di richiedere le copie conformi della dichiarazione presso qualsiasi ufficio dell’Agenzia.

Dove e come si presenta

Il software è disponibile gratuitamente per il download sul sito internet delle Entrate. La dichiarazione può essere presentata tramite i servizi telematici dell’Agenzia, utilizzando le proprie credenziali di accesso, oppure tramite un intermediario abilitato o un ufficio territoriale dell’Agenzia delle Entrate competente per la lavorazione.

Tutti i documenti utili alla dichiarazione dovranno essere allegati al modello in formato PDF/A o TIFF.

Doppio binario per tutto il 2017

La nuova modalità di presentazione della dichiarazione di successione e domanda di volture catastali sarà utilizzabile a partire dal 23 gennaio 2017.

Fino al 31 dicembre 2017, in alternativa all’utilizzo del modello SuccessioniOnLine, è possibile continuare a presentare presso l’ufficio competente dell’Agenzia la dichiarazione di successione utilizzando il vecchio modello in formato cartaceo.

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 245 del 27 dicembre 2016)

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2) Modello F24: dall'1 gennaio 2017 codici tributo soppressi, ecco quelli cui confluiscono

Dal 1° gennaio 2017 vengono soppressi alcuni codici tributo molto utilizzati dai sostituti d’imposta per il versamento delle ritenute, per andare a confluire in altri codici tributo già esistenti e nel Modello F24.

A ciò ha provveduto l’Agenzia delle entrate, con la risoluzione n. 13/E del 17 marzo 2016.

Tra i più usati il codice 1038 (ritenute su provvigioni agenti di commercio) che confluisce nel codice tributo 1040 ed il codice 1004 (ritenute sul collaboratori) che confluisce nel codice tributo 1001.

Codici tributo da utilizzare fino a: 31/12/2016

Codici tributo da utilizzare da: 1/1/2017

1004

1013

1033

1685

1686

1001

1059

1301

1693

1694

1301

1054

1613

1687

1688

1601

1055

1689

1690

1913

1901

1056

1691

1920

1692

1916

1920

1038

1040

3815

3802

111E

100E

122E

192E

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3) L’Iva è falcidiabile nel concordato preventivo senza transazione fiscale

L’Iva è falcidiabile nel concordato preventivo senza transazione fiscale: lo hanno dichiarato, con la sentenza n. 26988 del 27 dicembre 2016, le Sezioni unite civili della Cassazione, modificando l’orientamento espresso nel corso degli ultimi anni da singole sezioni della medesima Corte suprema, cui si erano uniformati nel corso del tempo anche molti giudici di merito. I termini della querelle hanno riguardato l’articolo 182-ter della Legge fallimentare, che disciplina la transazione fiscale.

Peraltro, il principio di infalcidiabilità dell’IVA oggetto della pronuncia della Cassazione n. 26988/2016 è stato recentemente soppresso dall’art. 1, comma 81 della L. 232/2016, che ha sostituito l’art. 182-ter del RD 267/42.

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4) Voluntary bis: bozza della relazione di accompagnamento

Voluntary bis, pronto il format della relazione di accompagnamento. E’ disponibile in bozza sul sito delle Entrate.

Online la bozza dello schema di relazione da inviare alle Entrate a corredo della richiesta di adesione alla “nuova” collaborazione volontaria. La domanda di accesso alla procedura, i cui termini sono stati riaperti dal Dl n. 193/2016, deve essere infatti accompagnata da una relazione contenente le informazioni necessarie a ricostruire gli investimenti o le attività finanziarie detenute all’estero e a determinare i maggiori imponibili, oltre che dalla relativa documentazione. Prosegue, anche in questo caso, la fase di consultazione, aperta in occasione della pubblicazione della bozza del modello di istanza, per raccogliere i suggerimenti degli operatori, che potranno far pervenire le loro osservazioni alla casella di posta elettronica dc.acc.min@agenziaentrate.it

Contenuto della relazione

La relazione, secondo lo schema pubblicato oggi sul sito dell’Agenzia, è strutturata in due sezioni. Una “introduzione”, in cui deve essere fornito un quadro generale di tutte le violazioni oggetto di emersione, delle modalità e dei momenti in cui sono state realizzate e commesse, specificando se la collaborazione volontaria ha ad oggetto anche contanti o valori al portatore, e un “prospetto di riconciliazione”, di raccordo tra i documenti presentati e quanto riportato nel modello. In particolare, la relazione deve contenere le informazioni necessarie per determinare, in maniera analitica e per ogni annualità d’imposta oggetto della procedura:

- l’ammontare degli investimenti e delle attività di natura finanziaria costituite o detenute all’estero, anche indirettamente o per interposta persona, i redditi che sono serviti per costituirli o acquistarli, i redditi che derivano dalla loro dismissione o dal loro utilizzo a qualunque titolo;

- l’ammontare delle attività e dei redditi oggetto di emersione nelle ipotesi di assenza di violazioni degli obblighi di monitoraggio fiscale;

- gli eventuali maggiori imponibili con riferimento a: imposte sui redditi e relative addizionali, imposte sostitutive, imposta regionale sulle attività produttive, imposta sul valore degli immobili all’estero e imposta sul valore delle attività finanziarie all’estero, contributi previdenziali nonché imposta sul valore aggiunto e ritenute.

Nella relazione devono inoltre essere fornite adeguate informazioni sui soggetti che presentano un collegamento in relazione alle attività estere oggetto della procedura.

La documentazione da inviare

Contestualmente, deve essere trasmessa tutta la documentazione utile alla ricostruzione, da parte dell’Agenzia delle Entrate, degli investimenti e delle attività finanziarie detenute all’estero e alla determinazione dei maggiori imponibili. Relazione e documentazione devono poi essere trasmesse via pec all’indirizzo indicato nella ricevuta rilasciata dopo la presentazione del modello.

La documentazione deve essere inviata entro il 30 settembre 2017.

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 246 del 28 dicembre 2016)

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5) Venditore occasionale di tartufi: ecco il codice tributo per versare la ritenuta con F24

Dovrà essere indicato, nella delega di pagamento F24, quello già in uso per il prelievo sui redditi di lavoro autonomo e sui compensi per l’esercizio di arti e professioni.

Nuovo regime fiscale, dal prossimo 1° gennaio, per i raccoglitori occasionali di tartufi, non identificati ai fini Iva: sui compensi loro corrisposti per le cessioni di tali beni, i sostituti d’imposta dovranno operare una ritenuta d’acconto che, secondo quanto comunica l’Agenzia delle entrate con la risoluzione 123/E del 28 dicembre 2016, deve essere versata con il codice tributo “1040”, da esporre, nella sezione “Erario” dell’F24, in corrispondenza della colonna “importi a debito versati”. Si tratta, come è noto, del codice tributo già in uso per il versamento delle ritenute sui redditi di lavoro autonomo e compensi per l’esercizio di arti e professioni.

Inoltre, nei campi “rateazione/regione/prov./mese rif.” e “anno di riferimento” del modello, dovranno essere inseriti, rispettivamente, il mese e l’anno d’imposta per cui si effettua il versamento, nei formati “00MM” (il primo) e “AAAA” (il secondo).

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6) Modello Irap 2017, online la bozza con le novità: più tempo per inviare la dichiarazione integrativa a favore

Disponibile, a partire dal 29 dicembre 2016, sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate, www.agenziaentrate.gov.it, la bozza di dichiarazione Irap da utilizzare per il periodo imposta 2016 con le relative istruzioni. Fanno il loro ingresso nel nuovo modello l’aumento della deduzione per i soggetti di minori dimensioni, l’esenzione dall’imposta per il settore agricolo e della pesca, l’estensione ai lavoratori stagionali della deduzione del costo residuo per il personale dipendente.

Esenzione per il settore agricolo e della pesca

Tra le novità viene prevista una generale disciplina di esonero dal tributo per i settori agricolo e della pesca. Sono stati eliminati, pertanto, dalla tabella delle aliquote Irap, i codici che consentivano l’inserimento dell’aliquota ridotta per il settore agricolo. Non sono più presenti, per lo stesso motivo, i campi nei quali il contribuente era tenuto a specificare il valore della produzione soggetto all’aliquota del settore agricolo.

Cresce la deduzione forfettaria per i soggetti di minori dimensioni

La legge di stabilità 2016 ha rideterminato l’entità delle deduzioni forfettarie; in particolare, è stato previsto un incremento di queste ultime con riferimento alle società in nome collettivo e in accomandita semplice (ed equiparate), alle persone fisiche esercenti attività commerciali, alle persone fisiche e alle società semplici esercenti arti e professioni. L’importo delle predette deduzioni è aumentato, a seconda degli scaglioni di valore della produzione, di 5 mila euro, di 3.750 euro, di 2.500 euro e di 1.250 euro.

Deduzione del costo residuo del personale dipendente anche per gli stagionali

La deduzione del costo residuo per il personale dipendente (pari alla differenza tra il costo complessivo per il personale dipendente con contratto a tempo indeterminato e le deduzioni spettanti per il medesimo), viene estesa anche ai lavoratori stagionali impiegati per almeno centoventi giorni per due periodi d’imposta, a decorrere dal secondo contratto stipulato con lo stesso datore di lavoro, nell’arco temporale di due anni a partire dalla data di cessazione del precedente contratto. La deduzione spetta nella misura del 70 per cento della differenza sopra citata.

Rettifiche/riprese di valore dei crediti per banche e assicurazioni

Per le banche e gli altri enti finanziari e per le imprese assicurative viene previsto che le rettifiche e le riprese di valore nette per deterioramento dei crediti (nel caso di banche) e le perdite, le svalutazioni e le riprese di valore nette per deterioramento dei crediti (nel caso di imprese di assicurazione) sono integralmente deducibili (o imponibili nel caso di riprese di valore) nel periodo d’imposta di iscrizione in bilancio; limitatamente al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2015, le rettifiche, le perdite, le svalutazioni e le riprese di valore nette erano deducibili nella misura del 75% del loro ammontare. L’eccedenza relativa al 2015, unitamente alle rettifiche e riprese di valore nette iscritte in bilancio dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2013 e non ancora dedotte, sono deducibili a partire dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2016. Per consentire l’indicazione di tale eccedenza sono stati previsti due appositi campi nella sezione II (banche ed altri soggetti finanziari) e nella sezione III (imprese di assicurazioni) del quadro IC.

Riflessi dell’eliminazione dell’area straordinaria nel conto economico

Il decreto legislativo n. 139/2015 ha modificato gli schemi di stato patrimoniale e di conto economico, intervenendo sugli articoli 2424 e 2425 del Codice Civile. Fra le variazioni apportate al conto economico, assume particolare rilevanza l’eliminazione dell’area straordinaria. Tutti i costi e i ricavi straordinari iscritti alle voci E20 e E21, rispettivamente proventi e oneri straordinari, dovranno essere riclassificati nell’ambito degli altri elementi di costo e di ricavo. Le plusvalenze e le minusvalenze derivanti dalla cessione di immobili che non costituiscono beni strumentali, precedentemente classificate tra i suddetti componenti straordinari, ma comunque rilevanti ai fini Irap, saranno contabilizzate nella voce A5 “altri ricavi e proventi” o B14 “oneri diversi di gestione” del conto economico. Essendo tali voci già ricomprese tra quelle rilevanti ai fini Irap sono stati eliminati dal modello i righi relativi alle plusvalenze e alle minusvalenze derivanti dalla cessione dei predetti beni.

Più tempo per l’invio della dichiarazione integrativa a favore

L’articolo 5 del decreto legge n. 193/2016, intervenendo sull’articolo 2, comma 8, del DPR n. 322/1998, estende il termine entro cui il contribuente può presentare la dichiarazione in proprio favore, equiparandola, sotto tale profilo, alla dichiarazione integrativa in favore dell’Amministrazione, ovvero entro i termini stabiliti dall’articolo 43 del DPR n. 600/1973. Per questo motivo, nel riquadro “Tipo di dichiarazione” del frontespizio è stata eliminata la casella “Dichiarazione integrativa a favore”, in quanto, nell’ipotesi di presentazione di una dichiarazione integrativa, non è più necessario segnalare se trattasi di integrativa a favore o a sfavore. Il nuovo termine si rende applicabile anche alle dichiarazioni integrative di annualità pregresse per le quali non siano ancora spirati i termini di decadenza per l’accertamento con la conseguente eliminazione della sezione XII “Errori contabili” del quadro IS.

L’articolo 5 del decreto legge n. 193/2016 stabilisce inoltre che nella dichiarazione relativa al periodo d’imposta in cui è presentata la dichiarazione integrativa a favore è indicato il credito derivante dal minor debito o dal maggiore credito risultante dalla dichiarazione integrativa. A tal fine è stata prevista una nuova sezione (la numero XVII) nel quadro IS del modello.

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 249 del 29 dicembre 2016)

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7) Patent box, firmati i primi 4 accordi: agevolati marchi, brevetti, disegni, modelli e know how

Vanno a segno i primi quattro accordi Patent box, l’agevolazione fiscale per i redditi derivanti dall’utilizzo di beni immateriali introdotta dalla Legge di Stabilità 2015. A un anno dalla circolare dell’Agenzia delle Entrate con i primi chiarimenti sulla misura, finalizzata a promuovere la competitività delle imprese grazie a un carico fiscale più leggero sui redditi derivanti dall’utilizzo di beni immateriali, nei giorni scorsi l’Ufficio Accordi preventivi e controversie internazionali della direzione centrale Accertamento ha chiuso i primi quattro accordi preventivi con soggetti che presentano un volume di affari superiore a 300 milioni di euro. Due delle aziende interessate operano nel campo della moda mentre le altre sono attive nel settore della chimica e della produzione di beni finalizzati ad applicazioni nei settori dell’energia e delle telecomunicazioni. Per i prossimi 5 periodi d’imposta potranno contare sui benefici fiscali previsti dal regime di tassazione agevolata per i redditi derivanti dall’utilizzo di beni immateriali.

Oggetto dell’accordo

Gli accordi di Patent box hanno definito i metodi e i criteri di calcolo del contributo economico dei beni intangibili alla produzione del reddito d’impresa dei contribuenti per determinare la quota di reddito imponibile agevolabile e riguardano sia l’uso diretto del bene immateriale sia quello indiretto. Per la quantificazione del reddito agevolabile è stato utilizzato in tre casi il metodo Confronto di prezzo (Cup - Comparable uncontrolled price interno ed esterno) e in uno quello della ripartizione degli utili (Rpsm - Residual profit split). I beni immateriali agevolati sono stati sia marchi sia brevetti, disegni, modelli e know how.

Gli step

Le quattro aziende avevano presentato domanda entro il 31 dicembre 2015 e prodotto la documentazione integrativa nei termini previsti dalle indicazioni di prassi. Una volta esaminati i requisiti per l’ammissibilità alla procedura, a settembre 2016 è iniziata la fase di contraddittorio, che è terminata nei giorni scorsi.

Cos’è il Patent box

Il Patent box è un’agevolazione fiscale che prevede l’esclusione dalla tassazione di una quota del reddito derivante dall’utilizzo di software protetto da copyright, da brevetti industriali, da marchi d’impresa, da disegni e modelli, nonché da processi, formule e informazioni relativi ad esperienze acquisite nel campo industriale, commerciale o scientifico giuridicamente tutelabili. Sono escluse dalla formazione del reddito anche le plusvalenze derivanti dalla cessione degli stessi beni a condizione che almeno il 90% del corrispettivo derivante dalla loro cessione sia reinvestito, prima della chiusura del secondo periodo di imposta successivo a quello nel quale si è verificata la cessione, nella manutenzione o nello sviluppo di altri beni immateriali. Possono accedere all’agevolazione tutti i soggetti titolari di reddito d’impresa, inclusi i soggetti non residenti con stabile organizzazione nel territorio dello Stato, a condizione che siano residenti in Paesi con i quali è in vigore un accordo per evitare la doppia imposizione e con i quali lo scambio è effettivo.

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 250 del 29 dicembre 2016)

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8) Al via il Milleproroghe

Il Consiglio dei Ministri, nella seduta n. 7 del 29 dicembre 2016, ha approvato un decreto legge recante disposizioni urgenti in materia di proroga di termini previsti da disposizioni legislative. È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 304 del 30 dicembre 2016, il Decreto legge del 30 dicembre n. 244 sul rinvio dei termini.

Di seguito alcune delle principali proroghe:

Pubbliche amministrazioni

viene prorogata fino al 31 dicembre 2017 l’efficacia delle graduatorie dei concorsi pubblici per assunzioni a tempo indeterminato relative alle amministrazioni pubbliche soggette a limitazioni delle assunzioni;

vengono prorogati al 31 dicembre 2017 i contratti di lavoro a tempo determinato nonché i contratti di collaborazione coordinata e continuativa, anche a progetto;

vengono prorogati al 31 dicembre 2017 i contratti a tempo determinato per province e città metropolitane per i centri per l’impiego;

Editoria

è prorogato al 31 dicembre 2017 il termine a decorrere dal quale è obbligatorio assicurare la tracciabilità delle vendite e delle rese della stampa quotidiana e periodica. Il credito d’imposta previsto per sostenere l’adeguamento tecnologico degli operatori della rete, distributori ed edicolanti è conseguentemente riconosciuto per gli interventi di adeguamento tecnologico sostenuti sino al 31 dicembre 2017;

Lavoro e politiche sociali

viene prorogato per il 2017 l’intervento di integrazione salariale straordinaria per le imprese operanti in un’area di crisi industriale complessa;

istruzione, università e ricerca

vengono prorogati al 31 dicembre 2017 i contratti in essere di ricercatori a tempo determinato di tipo “b”;

Interno

sono differiti al 31 dicembre 2017 i termini in materia di esercizio in forma associata delle funzioni fondamentali dei piccoli comuni;

è differito al 31 marzo 2017 il termine per la deliberazione del bilancio annuale di previsione degli enti locali;

Sviluppo economico e comunicazione

per consentire alle stazioni appaltanti di determinare i piani di ricostruzione delle reti di distribuzione da includere nel bando di gara, sono ulteriormente prorogati di ventiquattro mesi i termini di pubblicazione dei bandi delle gare per l’affidamento del servizio di distribuzione di gas naturale negli ambiti in cui sono presenti comuni terremotati;

vengono differiti al 1° gennaio 2018 i termini per la riforma della struttura delle componenti tariffarie degli oneri di sistema elettrico applicate ai clienti diversi da quelli domestici;

vengono prorogati al 30 giugno 2017 i termini in materia di adeguamento delle modalità di misurazione e fatturazione dei consumi energetici;

giustizia

vengono prorogati al 31 dicembre 2017 i termini concernenti la durata dell’incarico del Commissario straordinario per il Palazzo di giustizia di Palermo e per l’investimento finalizzato alla realizzazione delle relative strutture e impianti di sicurezza;

Beni e attività culturali

sono prorogati gli incarichi di collaborazione per la partecipazione alle attività progettuali e di supporto al Grande Progetto Pompei. La norma interviene sulle disposizioni relative alle speciali modalità operative impiegate nella gestione degli interventi dell’area archeologica di Pompei, al fine di garantire la prosecuzione delle attività di tutela, recupero e valorizzazione del sito e delle aree limitrofe e di avviare il progressivo avvio del rientro nella complessiva gestione ordinaria del sito nell’ambito della Soprintendenza speciale per Pompei in tempi consoni con le particolari esigenze dell’area. In particolare si estende la proroga delle funzioni del Direttore generale di progetto e della relativa struttura di supporto all’Unità «Grande Pompei» (Aree archeologiche di Pompei, Ercolano e Torre Annunziata) così da assicurare il pieno ed efficace svolgimento dei compiti assegnati. In base alla medesima logica di continuità, si prevede altresì che la collaborazione dei componenti della segreteria tecnica di progettazione attivata presso la Soprintendenza speciale Pompei possa avere la durata di 36 mesi, così che tale struttura possa continuare ad operare a supporto della Soprintendenza stessa;

è autorizzata la ulteriore spesa di 10 milioni di euro per l’anno 2017 in favore delle fondazioni lirico sinfoniche;

Ambiente

viene prorogato fino al 31 dicembre 2017 il subentro del nuovo concessionario e il periodo in cui continuano ad applicarsi gli adempimenti e gli obblighi relativi alla gestione dei rifiuti antecedenti alla disciplina del Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti (Sistri). È altresì prorogato fino al subentro del nuovo concessionario e comunque non oltre il 31 dicembre 2017 anche il dimezzamento delle sanzioni concernenti l’omissione dell’iscrizione al Sistri e del pagamento del contributo per l’iscrizione stessa;

Economia e finanze

è prorogato al 31 dicembre 2017 il taglio del 10% degli emolumenti corrisposti dalla Pubblica Amministrazione ai componenti di organi di indirizzo, direzione e controllo, consigli di amministrazione e organi collegiali comunque denominati e ai titolari di incarichi di qualsiasi tipo nonché per i commissari di Governo e i commissari straordinari;

proroga di termini relativi a interventi in favore delle popolazioni colpite dal sisma del 2016 o da altre calamità naturali e a interventi emergenziali

è prorogato al 31 dicembre 2017 il termine di sospensione dei pagamenti delle rate dei mutui e di altri finanziamenti nei Comuni colpiti dal sisma del 2016, di cui al comma 1, lettera g, del decreto legge 17 ottobre 2016, n. 189;

è prorogata di ulteriori 6 mesi, limitatamente ai soggetti danneggiati che dichiarino l’inagibilità del fabbricato, casa di abitazione, studio professionale o azienda, la sospensione temporanea dei termini di pagamento delle fatture (gas, elettricità, acqua, assicurazioni, telefonia, RAI);

viene ampliata, nell’ambito del pareggio di bilancio, la possibilità di spesa per gli enti terremotati per l’anno 2017 per interventi finalizzati a fronteggiare gli eccezionali eventi sismici e la ricostruzione, finanziati con avanzo di amministrazione o da operazioni di indebitamento, per i quali gli enti dispongono di progetti esecutivi redatti e validati in conformità alla vigente normativa, completi del cronoprogramma della spesa;

in relazione alle esigenze connesse alla ricostruzione a seguito degli eventi sismici verificatisi a far data dal 24 agosto 2016, per l’anno 2017 è assegnato in favore dei Comuni interessati dagli eventi sismici un contributo straordinario a copertura delle maggiori spese e delle minori entrate per complessivi 32 milioni di euro;

viene rifinanziato per il 2017 il contributo straordinario per la ricostruzione in favore del Comune de L’Aquila.

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9) Gestione Separata INPS: istanze di inserimento, sostituzione e chiusura del Legale rappresentante; altra prassi INPS

L’Inps, con il messaggio n. 5270 del 29 dicembre 2016, comunica che dal 21 dicembre 2016 è disponibile, nel Cassetto Committenti Gestione Separata, la funzionalità che consente di aggiornare l’anagrafica dell’azienda committente attraverso la presentazione di una domanda d’inserimento, sostituzione e chiusura del Legale Rappresentante.

Si accede al servizio dal sito dell’Istituto www.inps.it, nell’ambito della sezione dedicata ai “Servizi online” autenticandosi con il PIN di accesso abbinato al proprio codice fiscale, selezionando dal menù principale Comunicazione bidirezionale > Istanze per legale rappresentante:

Lista Istanze L.R.;

Gestione Istanze L.R.

Gestione Istanze L.R.

La funzione è abilitata a:

inserire un nuovo Legale Rappresentante;

sostituire un soggetto in carica come Rappresentante Legale con un altro soggetto;

chiudere la carica di un Rappresentante Legale.

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Ottava procedura di salvaguardia, istruzioni operative

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ha emanato la circolare n. 41 del 29 dicembre 2016, con la quale fornisce le istruzioni operative per i competenti uffici territoriali in relazione alla ottava procedura di salvaguardia, prevista dalla Legge 11 dicembre 2016, n. 232 (“Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio 2017-2019”), pubblicata nella Gazzetta Ufficiale – Serie Generale – n. 297 del 21 dicembre 2016 (S.O. n. 70/L), volta a favore di 30.700 soggetti (lavoratori in mobilità, prosecutori volontari, cessati dal lavoro, fruitori di congedo per assistenza a figli disabili), penalizzati dall’innalzamento dei requisiti di accesso alla pensione operato dalla riforma pensionistica di cui al D.L. n. 201/2011.

La Circolare è corredata, tra l’altro, dal modello di istanza che dovrà essere presentata dai lavoratori rientranti nelle categorie dettagliatamente descritte dall’articolo 1, comma 214, della Legge 11 dicembre 2016, n. 232.

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Congedo parentale su base oraria per i lavoratori del settore privato

L’Inps, con la circolare n. 230 del 29 dicembre 2016, fornisce ulteriori chiarimenti in materia di congedo parentale su base oraria per i lavoratori del settore privato.

In particolare, in attesa di una più ampia revisione della materia che codifichi le diverse modalità di fruizione del congedo parentale ed i corrispondenti codici conguaglio, definisce la modalità transitoria di compilazione del flusso UniEmens.

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Assegni familiari e quote di maggiorazione di pensione per l’anno 2017

L’Inps, con la circolare n. 229 del 29 dicembre 2016, informa che dal 1° gennaio 2017 vengono rivalutati sia i limiti di reddito familiare ai fini della cessazione o riduzione della corresponsione degli assegni familiari e delle quote di maggiorazione di pensione, sia i limiti di reddito mensili per l’accertamento del carico ai fini dei diritto agli assegni stessi.

Le presenti disposizioni trovano applicazione nei confronti dei soggetti esclusi dalla normativa sull’assegno per il nucleo familiare, e cioè nei confronti dei coltivatori diretti, coloni, mezzadri e dei piccoli coltivatori diretti (cui continua ad applicarsi la normativa sugli assegni familiari) e dei pensionati delle gestioni speciali per i lavoratori autonomi (cui continua ad applicarsi la normativa delle quote di maggiorazione di pensione).

Nei confronti dei predetti soggetti (al pari di quelli cui si applica la normativa concernente l’assegno per il nucleo familiare), la cessazione del diritto alla corresponsione dei trattamenti di famiglia, per effetto delle vigenti disposizioni in materia di reddito familiare, non comporta la cessazione di altri diritti e benefici dipendenti dalla vivenza a carico e/o ad essa connessi.

Inoltre, l’Istituto precisa che gli importi delle prestazioni sono:

Euro 8,18 mensili spettanti ai coltivatori diretti, coloni, mezzadri per i figli ed equiparati;

Euro 10,21 mensili spettanti ai pensionati delle gestioni speciali per i lavoratori autonomi e ai piccoli coltivatori diretti per il coniuge e i figli ed equiparati;

Euro 1,21 mensili spettanti ai piccoli coltivatori diretti per i genitori ed equiparati

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Cessione quinto pensioni: aggiornamento tassi primo trimestre 2017

L’Inps, con il messaggio n. 5268 del 29 dicembre 2016, comunica che i tassi soglia TAEG da utilizzare per i prestiti estinguibili con cessione del quinto della pensione, concessi a pensionati da intermediari finanziari in regime di convenzionamento, variano come segue:

TASSI SOGLIA CONVENZIONALI PER CLASSE DI ETA’ DEL PENSIONATO E CLASSE DI IMPORTO DEL PRESTITO

Classi di età del pensionato

Fino a € 5.000,00

Oltre € 5.000,00

fino a 59 anni

8,58

8,36

60-69

10,18

9,96

70-79

12,78

12,56

Le classi di età comprendono il compleanno dell’età minima della classe; l’età deve intendersi quella maturata a fine piano di ammortamento.

Le suddette modifiche sono operative con decorrenza 1° Gennaio 2017.

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Modalità telematica di presentazione delle domande di riscatto di periodi contributivi

L’Inps, con la circolare n. 228 del 29 dicembre 2016, disciplina l’applicazione del regime telematico esclusivo per la presentazione delle domande di riscatto di periodi contributivi nelle gestioni dei dipendenti privati, inclusa la gestione PALS.

La presentazione telematica diventerà il canale esclusivo dall’1 aprile 2017. Fino a tale data le domande potranno essere presentate con le consuete modalità o attraverso il canale telematico. Successivamente al 31 marzo 2017 l’istanza presentata in forma diversa da quella telematica non sarà procedibile.

Le Sedi, se la mancata trasmissione telematica è determinata da eventi non imputabili all’Istituto, informeranno immediatamente e formalmente l’interessato circa l’improcedibilità della domanda fino alla trasmissione telematica della stessa. Diversamente, qualora si accerti che la causa inibente dell’invio telematico sia addebitabile al sistema informatico dell’Inps, le Sedi provvederanno alla protocollazione in entrata, alla relativa acquisizione e alle successive fasi gestionali.

Le tipologie di domande di riscatto non presenti nell’allegato 1 (ad esempio, domande di riscatto ex art. 13 della legge n.1338/1962 presentate dal datore di lavoro in favore del lavoratore), considerato il loro carattere residuale, continueranno ad essere presentate in modalità cartacea. Qualora sia verificata l’opportunità di estendere l’invio telematico ad altre tipologie di riscatto, le implementazioni dell’applicativo saranno rese note con successivi messaggi.

Le domande telematiche devono essere presentate attraverso uno dei seguenti canali:

WEB – servizi telematici accessibili direttamente dal cittadino tramite PIN attraverso il portale dell’Istituto;

Contact Center Multicanale– 803.164 (riservato all’utenza che chiama da telefono fisso) o al numero 06164164 (abilitato a ricevere esclusivamente chiamate da telefoni cellulari con tariffazione a carico dell’utente);

Patronati – attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi.

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Domande di pensione: ottava salvaguardia

L’Inps, con il messaggio n. 5266 del 29 dicembre 2016, comunica che il sistema di gestione delle domande di pensione è stato aggiornato con la tipologia di domanda relativa alle pensioni di vecchiaia e anzianità ai sensi dell’articolo 1 commi da 212 a 221 della Legge 232/2016 (ottava salvaguardia).

I cittadini possono accedere ai servizio on line – Domanda di Prestazioni previdenziali: Pensione, Ricostituzione, Ratei matur. Nella sezione delle DICHIARAZIONI è possibile selezionare dal menù a tendina:

nel campo GRUPPO, la dicitura Anzianità/Anticipata/Vecchiaia;

nel campo PRODOTTO, la dicitura Pensione di anzianità/anticipata oppure Pensione di vecchiaia;

nel campo TIPO, la dicitura Legge 232/2016;

nel campo TIPOLOGIA l’unica opzione disponibile in funzione delle scelte effettuate (pensione di anzianità automatica in salvaguardia – legge 232/2016, ovvero pensione di vecchiaia automatica in salvaguardia – legge 232/2016).

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Gestione Artigiani e Commercianti INPS: imposizione contributiva, 4° emissione in corso anno d’imposta 2016

L’Inps, con il messaggio n. 5206 del 23 dicembre 2016, comunica che è stata ultimata l’elaborazione dell’imposizione contributiva per tutti i soggetti iscritti alla gestione nel corso dell’anno 2016 e non già interessati da imposizione contributiva.

A seguito della predetta attività sono stati predisposti i modelli “F24” necessari per il versamento della contribuzione dovuta secondo le disposizioni della circolare n°15/2016.

Detti modelli F24 sono disponibili, in versione precompilata, nel Cassetto Previdenziale per Artigiani e Commercianti alla sezione Posizione assicurativa – Dati del modello F24, dove è possibile consultare anche il prospetto di sintesi degli importi dovuti con le relative scadenze e causali di pagamento.

Inoltre, nel rispetto di quanto comunicato con Circolare n° 24 del 8.2.2013, che precisa che “l’Istituto, a partire dall’anno 2013, non invierà più le comunicazioni contenenti i dati e gli importi utili per il pagamento della contribuzione dovuta…”, le comunicazioni di cui trattasi saranno disponibili, sempre nel Cassetto, anche alla sezione Comunicazione bidirezionale – Modelli F24, con la riproduzione della stessa lettera che prima del 2013 veniva spedita a mezzo posta.

E’ previsto, inoltre, l’invio di email di alert ai titolari di posizione assicurativa, ovvero loro intermediari delegati, per i quali si è in possesso di recapito email.

L’accesso ai Servizi del Cassetto Previdenziale per Artigiani e Commercianti avviene tramite PIN del soggetto titolare di posizione contributiva, ovvero di un suo intermediario in possesso di delega in corso di validità.

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Messaggio INPS 4973 del 06/12/2016. Rinvio decorrenza

Con riferimento al messaggio n. 4973 del 06/12/2016, avente ad oggetto “Implementazioni per la compilazione dei flussi delle denunce retributive e contributive individuali UNIEMENS – Flussi di regolarizzazione” , si comunica che la decorrenza, inizialmente prevista a partire dal giorno 03/01/2017, è differita al giorno 01/02/2017.

Messaggio INPS n. 5274 del 30/12/2016

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Decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze 7 dicembre 2016 “Modifica del saggio di interesse legale”, pubblicato sulla G.U. n. 291 del 14 dicembre 2016.

Variazione allo 0,1% del saggio di interesse legale dal 1° gennaio 2017. Riflessi sul calcolo delle somme aggiuntive per omesso o ritardato versamento dei contributi previdenziali e assistenziali. Interessi legali sulle prestazioni pensionistiche-

Circolare INPS n. 231 del 30/12/2016

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Eventi sismici del 2016. Art. 45 del decreto legge 17 ottobre 2016 n. 189, convertito con modificazioni dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229, recante interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dai sismi-

Circolare INPS n. 235 DEL 30/12/2016

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Conguaglio di fine anno 2016 dei contributi previdenziali e assistenziali

Nell’ambito della presente circolare si forniscono chiarimenti e precisazioni sulle operazioni di conguaglio di fine anno per i datori di lavoro privati non agricoli che utilizzano la dichiarazione contributiva UniEmens-

Circolare n. 237 DEL 30/12/2016

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Ordinanze-ingiunzioni: dal 1° gennaio inammissibile il ricorso amministrativo

A decorrere dalla data di piena operatività dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, individuata nel 1° gennaio 2017 da apposito decreto interministeriale, vengono fornite le istruzioni operative necessarie per la corretta trattazione dei ricorsi amministrativi avverso le ordinanze ingiunzione e gli atti di accertamento emessi in materia lavoristica e previdenziale, nonché per la gestione delle eventuali giacenze.

(Ispettorato nazionale del lavoro, circolare n. 4 del 29 dicembre 2016).

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10) Sport e non profit - Asd: le proposte di emendamento del Cndcec

Il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili (“Cndcec”), con un documento pubblicato sul proprio sito internet il 29 dicembre 2016, ha colto assai positivamente la volontà del legislatore di rivedere in maniera organica la disciplina del Terzo settore nonché, contestualmente, seppur con un percorso normativo parallelo (proposte di legge C1425 e C1680) la specifica normativa dell’attività sportiva e delle associazioni sportive dilettantistiche (Asd).

Il progetto in esame è stato seguito dal Consiglio nazionale dei commercialisti sin dal principio, anche tramite l’apposita Commissione “No-profit”.

A tale proposito, viene rircodato che il Cndcec aveva già inviato nel novembre 2014 una serie di considerazioni per la revisione delle attuali previsioni, cui tutt’oggi è possibile riferirsi per quanto attiene agli aspetti di carattere generale, come, tra gli altri, la responsabilità degli enti, la rendicontazione,l’amministrazione e il controllo, la fiscalità. Il testo dei commenti, allora inviati e presentati in apposita audizione alla Commissione Cultura e finanza presso la Camera dei deputati, è inviato insieme al presente contributo.

Pertanto, in una logica auspichiamo costruttiva, inviamo ulteriori considerazioni e più dettagliate proposte di emendamento su: forfetizzazione dell'Iva per i proventi da sponsorizzazioni di società e associazioni sportive dilettantistiche; ambito di applicazione delle agevolazioni, ; definizione ai fini della fruizione delle agevolazioni.

Deduzione spese sponsor

Tra gli emendamenti proposti, quello rivolto a garantire coerenza tra i principi generali, stabiliti dalle norme vigenti che trattano della deducibilità fiscale delle spese sostenute per sponsorizzazioni erogate prevalentemente alle associazioni e società sportive dilettantistiche, e l'interpretazione eterogenea emergente dalla prassi (Circolare Agenzia delle Entrate 21/E del 22 aprile 2003) e dalla giurisprudenza (Cass. 27 aprile 2012 n. 6548).

L'articolo 90 comma 8 della L. 289/2002 in materia di “disposizioni per l'attività sportiva dilettantistica” sancisce che “Il corrispettivo in denaro o in natura in favore di società, associazioni sportive dilettantistiche e fondazioni costituite da istituzioni scolastiche, nonché di associazioni sportive scolastiche che svolgono attivitànei settori giovanili riconosciuta dalle Federazioni sportive nazionali o da enti di promozione sportiva costituisce, per il soggetto erogante, fino ad un importo annuo complessivamente non superiore a 200.000 euro, spesa di pubblicità, volta alla promozione dell'immagine o dei prodotti del soggetto erogante mediante una specifica attività del beneficiario, ai sensi dell'articolo 74 comma 2 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986 n. 917”.

Ove il Legislatore avesse voluto intendere trattarsi di spese di rappresentanza avrebbe utilizzato tale esplicita locuzione, in ciò rimandando alla deducibilità ridotta ed ai vincoli previsti per tali oneri dal secondo comma, secondo periodo, dell'articolo 108 del D.P.R.917/86.

La precisa affermazione con cui, invece, la norma sopra riportata identifica la natura di spese di pubblicità, in ciò rimandando inequivocabilmente al secondo comma, primo periodo, del medesimo articolo 108, rende l'evidenza della piena e inderogabile deducibilità dell'onere sostenuto, a scelta del contribuente, “nell'esercizio di sostenimento o in quote costanti nell'esercizio stesso e nei 4 successivi”, indipendentemente che trattasi di “promozione dell'immagine o dei prodotti del soggetto erogante”.

Ciononostante il Giudice ha ritenuto, in tempi successivi, di dover intervenire a distinguere tra sponsorizzazione e pubblicità secondo canoni che, invece, il comma 8 dell'articolo 90 della L. 289/2002 aveva definitivamente superato nell'ambito delle somme erogate a favore di associazioni e società sportive, col risultato di confliggere con la normativa vigente e di generare dubbi interpretativi ed applicativi da cui il potenziale rischio di innesco di contenzioso.

Chiarire il concetto di “collaborazioni amministrativo-gestionali”

Altro emendamento che viene proposto potrebbe costituire il fondamento del riordino delle attività sportive non professionistiche per via dei concetti posti dietro all'articolato che vengono sospinti all'esterno fino ad assumere valenza di interpretazione autentica, quella stessa che più volte gli enti previdenziali (Inail, exEnpals, Inps) hanno provato a dare tramite proprie circolari poi rivelatesi non sempre coerenti e coordinate fra loro e che in ogni caso non sono riuscite a regimentare l'ambito nel quale si proponevano di intervenire, semplicemente per il fatto in sé dell'imperfezione di un sistema in cui l'input interpretativo derivi dallo stesso ente destinatario del gettito contributivo e non sia preceduto da una norma.

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11) Assistenza fiscale: online la nuova Carta dei servizi

Assistenza fiscale, ipotecaria e catastale: patto di qualità con i contribuenti. Online la nuova Carta dei servizi che detta gli standard nazionali. In rete i risultati delle indagini di customer 2016

E’ dal 30 dicembre 2016 online la nuova Carta dei servizi, in linea con le indicazioni contenute nella Convenzione con il ministero dell’Economia e delle Finanze per il triennio 2016-2018. Il documento, approvato con provvedimento del Direttore dell’Agenzia, fissa gli impegni che l’Amministrazione si assume nei confronti dei contribuenti e contiene una dettagliata descrizione dei servizi fiscali, ipotecari e catastali, i canali di accesso e, per alcuni servizi, i rispettivi tempi di erogazione e di attesa. Dal 1° gennaio 2017 sarà questo documento a sancire, per tutto il territorio nazionale, un rinnovato patto con i cittadini basato sulla qualità dei servizi, sul rispetto e sulla trasparenza. Gli utenti potranno confrontare la prestazione ricevuta con gli standard dichiarati nella Carta. Nel quadro del nuovo rapporto Fisco-Contribuenti si aggiunge dunque un ulteriore strumento finalizzato a favorire la fiducia reciproca e a promuovere la compliance attraverso servizi ancora più accessibili, tempestivi e, in definitiva, all’altezza delle aspettative dei destinatari.

I contenuti della carta

La Carta dei servizi è strutturata in due parti: una “parte generale” in cui sono enunciati gli obiettivi e i valori di riferimento, sono descritti i principali servizi offerti e indicate le informazioni utili per richiedere assistenza; e una seconda parte, le “schede servizio”, in cui sono illustrati in modo dettagliato i servizi forniti ai cittadini. Nelle schede servizio è presente una sezione contenente gli indicatori e gli impegni assunti. La nuova edizione della Carta è anche frutto dell’analisi dei risultati delle indagini di customer satisfaction condotte negli ultimi anni sui servizi web e di assistenza telefonica. Anche per questa edizione della Carta è stato acquisito il parere del Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti, che opera presso il Ministero dello Sviluppo Economico.

Una mappa a 360° dei servizi e degli standard di qualità

La Carta dei servizi, completamente rinnovata in questa terza edizione, prevede nuovi standard di qualità che rispondono all’obiettivo di assegnare al cittadino un ruolo sempre più centrale, rimodulando di conseguenza le attività di assistenza. L’Agenzia si impegna, quindi, a rispettare nuovi indicatori, come per esempio quello che rileva l’accessibilità dell’ufficio territoriale calcolato sui tempi medi annuali di accesso ai singoli servizi a livello di direzione provinciale, e quello che indica l’accessibilità e tempestività dei servizi telematici.

La nuova Carta ha l’ambizione di essere un documento dinamico, in continua evoluzione, che rappresenta uno strumento concreto per migliorare progressivamente gli standard e la soddisfazione dei contribuenti.

I risultati delle indagini di customer satisfaction 2016

Dal 30 dicembre 2016 sono anche online, nella sezione “qualità dei servizi” del sito internet www.agenziaentrate.it i risultati delle indagini sulla soddisfazione dei contribuenti realizzate nel 2016. La customer ha riguardato l’assistenza telefonica e i servizi di assistenza forniti dagli uffici che per primi hanno realizzato iniziative di integrazione nei front office “area Entrate e area Territorio”.

Dove trovare la carta

La Carta dei servizi è pubblicata sul sito internet dell’Agenzia, www.agenziaentrate.it.

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 251 del 29 dicembre 2016)

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Sempre più dialogo tra Agenzia delle Entrate e Contribuenti

Nel 2016 accelerazione da primato nell’utilizzo dei servizi online. Locazioni online +60%, dichiarazione precompilata +43%, Civis quasi 1 mln di utenti serviti. Più di 3 milioni gli appuntamenti prenotati sul sito dell’Agenzia in meno di 3 anni

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 252 del 29 dicembre 2016)

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12) Regole di determinazione del canone Rai dovuto per il 2017: Circolare esplicativa delle Entrate

Canone tv nella bolletta elettrica: pronte le regole valide per il 2017. L’Agenzia delle Entrate specifica e chiarisce i criteri per individuare le utenze residenziali addebitabili e per determinare l’importo dovuto nei vari casi per il prossimo anno. L’Agenzia delle entrate con la circolare n. 45/E del 30 dicembre 2016 fornisce chiarimenti sul canone tv per il 2017, con riferimento all’individuazione delle utenze elettriche addebitabili e alla definizione degli importi dovuti, in modo da consentire ad Acquirente unico Spa di fornire alle imprese elettriche tutte le informazioni necessarie.

L’addebito del canone in bolletta

Il presupposto dell’obbligo di pagamento del canone tv è costituito dalla detenzione di un apparecchio televisivo. La legge di stabilità 2016 ha introdotto una nuova modalità di riscossione mediante addebito sulle fatture per la fornitura di energia elettrica. A tal fine, è stata prevista la presunzione di detenzione di un apparecchio televisivo nel caso in cui esista un’utenza per la fornitura di energia elettrica nel luogo in cui un soggetto ha la sua residenza anagrafica. Coloro che sono titolari di utenza elettrica “residenziale”, quindi, pagano il canone in dieci rate mensili, addebitate sulle fatture emesse dall’impresa che fornisce il servizio.

Nell’ambito del nuovo sistema di riscossione del canone, l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione delle imprese elettriche, per il tramite del Sistema informativo integrato istituito presso l’Acquirente unico Spa, l’elenco dei soggetti esenti o che abbiano presentato la dichiarazione sostitutiva per superare la presunzione di detenzione e fornisce ogni dato utile a individuare i soggetti obbligati e le utenze su cui procedere all’addebito.

Individuazione delle utenze residenziali

Ai fini del pagamento, quindi, è necessario provvedere all’individuazione delle “utenze addebitabili”, sulla base della coincidenza del luogo di fornitura rispetto alla residenza (articolo 3, comma 1, regolamento adottato con decreto ministeriale n. 94 del 13 maggio 2016). La circolare precisa che tali utenze sono individuate:

- direttamente dai contratti della tipologia “clienti residenti” (clienti domestici cui si applicano le tipologie tariffarie D1, D2 o D3, per i contratti conclusi dal 2016), per cui l’utente ha dichiarato all’impresa elettrica la propria residenza nel luogo di fornitura

- dai contratti della tipologia “altri clienti domestici” (clienti domestici cui si applica la tipologia tariffaria D3 per contratti conclusi fino al 2015), per cui la coincidenza del luogo di fornitura dell’energia rispetto alla residenza è individuata in base alle informazioni disponibili nel sistema informativo dell’Anagrafe tributaria in sede di allineamento delle banche dati (articolo 2, comma 1, regolamento).

Presenza di più utenze residenziali

Nel caso in cui per un medesimo soggetto la coincidenza del luogo di fornitura dell’energia rispetto alla residenza risulti contemporaneamente verificata per più forniture (anche in seguito all’allineamento delle banche dati), il canone è comunque addebitato su una sola fornitura (in applicazione del principio generale in base al quale lo stesso è, in ogni caso, dovuto una sola volta in relazione agli apparecchi televisivi detenuti, nei luoghi adibiti a propria residenza o dimora, dallo stesso soggetto e dai soggetti appartenenti alla stessa famiglia anagrafica).

In particolare:

- se la coincidenza si verifica per due (o più) contratti di fornitura rientranti tutti nella tipologia “clienti residenti”, l’addebito avviene sulla fattura relativa alla fornitura attivata più di recente

- se, invece, la coincidenza si verifica per due (o più) contratti di fornitura, rientranti uno nella tipologia “clienti residenti” e l’altro (o gli altri) nella tipologia “altri clienti domestici”, si considera addebitabile la fornitura della tipologia “clienti residenti” indipendentemente dalla data di attivazione.

Volture e switch

Ai fini dell’addebito del canone, l’ipotesi della voltura (vale a dire la disattivazione di una fornitura elettrica in capo a un cliente uscente con la contestuale attivazione di una nuova fornitura in capo a un cliente entrante) deve essere trattata in termini di disattivazione di un’utenza e di attivazione di una nuova.

Le volture che intervengono a seguito del decesso del titolare della fornitura elettrica non comportano di per sé modifiche nell’addebito, a meno che il soggetto subentrante non sia a sua volta già titolare di un’utenza addebitabile (e fatta in ogni caso salva la sussistenza di cause di non addebito). Anche lo “switch” (cioè, la chiusura di un contratto di fornitura con un’impresa elettrica e la sottoscrizione di un nuovo contratto con un’altra impresa elettrica da parte dello stesso soggetto) non ha di per sé conseguenze sull’addebito del canone che, in tal caso, continuerà a essere addebitato sulla nuova fornitura. Importo annuo del canone e numero di rate

Per il 2017, l’importo annuo del canone tv è di 90 euro. Il pagamento avviene in dieci rate mensili addebitate, come detto, sulla bolletta elettrica, avente scadenza del pagamento successiva alla scadenza delle rate (ai fini dell’inserimento in fattura, le rate del canone si intendono scadute il primo giorno di ciascuno dei mesi da gennaio a ottobre).

I titolari di utenza elettrica residenziale già attiva al 1° gennaio 2017 pagheranno, quindi, dieci rate da 9 euro ciascuna.

Invece, coloro che attiveranno un’utenza nel corso dell’anno pagheranno un numero di rate variabile in funzione del mese di attivazione, secondo quanto specificato nella tabella presente nella circolare (ad esempio, chi attiverà l’utenza ad aprile 2017 dovrà pagare 7 rate da 9,98 euro ciascuna, per un totale di 69,86 euro). In un’altra tabella, inoltre, è indicato l’importo delle rate nell’ipotesi in cui il canone sia dovuto solo per il primo semestre del 2017.

Infine, la circolare esamina una serie di casi particolari in relazione a specifici eventi legati all’attivazione e alla disattivazione delle utenze elettriche residenziali, indicando per ciascuno di essi le regole per la determinazione dell’importo delle rate da addebitare (ad esempio, nel caso di un soggetto che al 1° gennaio 2017 è titolare di un’utenza residente e che in corso d’anno cambia la tipologia, passando a non residente, il canone è dovuto solo per i mesi in cui la fornitura è stata di tipo residente).

Dichiarazioni sostitutive

Ai fini della determinazione degli importi del canone da addebitare nelle fatture, bisogna tener conto delle dichiarazioni sostitutive presentate dai contribuenti (anche, eventualmente, in qualità di erede in relazione alle utenze elettriche intestate a una persona deceduta).

Dichiarazione di non detenzione

Coloro che, pur essendo titolari di un’utenza elettrica residente, non possiedono apparecchi televisivi, per superare la presunzione di detenzione e, quindi, non pagare il canone, devono presentare la dichiarazione di non detenzione, compilando il quadro A del modello di dichiarazione sostitutiva pubblicato sul sito dell’Agenzia delle Entrate. Tale dichiarazione ha validità annuale. Per essere esonerati dal pagamento del canone tv per tutto il 2017, la dichiarazione deve essere presentata entro il 31 gennaio 2017. La dichiarazione presentata dal 1° febbraio 2017 al 30 giugno 2017 esonera dal pagamento del canone solo per il secondo semestre del 2017 (luglio-dicembre). Dichiarazione di sussistenza di altra utenza elettrica addebitata Ugualmente non si procede all’addebito del canone, nel caso in cui sia stata presentata la dichiarazione sostitutiva per comunicare che il canone non deve essere addebitato su nessuna delle utenze elettriche intestate al dichiarante in quanto esso è dovuto in relazione all’utenza elettrica intestata a un altro componente della stessa famiglia anagrafica (quadro B del modello). Tale dichiarazione può essere presentata in qualunque momento dell’anno, ha effetto dal 1° gennaio dell’anno di presentazione e non deve essere ripresentata annualmente, salvo il caso in cui vengano meno i presupposti precedentemente dichiarati.

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13) Corrispettivi giornalieri da trasmettere in via telematica: decreto in G.U.

Definite le caratteristiche tecniche e l’efficacia della certificazione che deve essere emessa da chi opta per la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei dati.

Sulla Gazzetta Ufficiale del 29 dicembre 2016 è stato pubblicato il decreto 7 dicembre 2016, con il quale il Mef ha individuato la tipologia di documento (e le relative caratteristiche tecniche) ritenuta idonea a rappresentare, anche ai fini commerciali, le operazioni oggetto di trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi giornalieri.

Destinatari del decreto sono i soggetti esercenti il commercio al minuto e le attività assimilate che optano per la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate dei dati dei corrispettivi giornalieri relativi alle cessioni di beni e alle prestazioni di servizi effettuate. Tale facoltà è stata prevista dal Dlgs 127/2015 (articolo 2, comma 1), in attuazione di una specifica norma della legge delega fiscale (legge 23/2014), nell’ottica di una riduzione degli adempimenti amministrativi e contabili a carico dei contribuenti. L’opzione è esercitabile a partire dal prossimo 1° gennaio dai commercianti al minuto che effettuano cessioni di beni e prestazioni di servizi verso clienti privati.

Le specifiche tecniche degli strumenti necessari ai fini della memorizzazione e dell’invio telematico dei dati, le modalità per l’esercizio dell’opzione, le informazioni da trasmettere, il formato e i termini di trasmissione sono stati definiti dal provvedimento 28 ottobre 2016 dell’Agenzia delle Entrate.

Emissione del documento commerciale

I commercianti al minuto, che abbiano esercitato la predetta opzione, documentano le cessioni di beni e le prestazioni di servizi con un documento commerciale, salvo che non sia emessa la fattura o la fattura semplificata. Il documento commerciale è emesso, secondo le modalità stabilite dal provvedimento 28 ottobre 2016, su un idoneo supporto cartaceo avente dimensioni tali da assicurare al destinatario la sua leggibilità, gestione e conservazione nel tempo. Tuttavia, previo accordo con il destinatario, può essere emesso in forma elettronica, garantendone l’autenticità e l’integrità.

Caratteristiche del documento

Il documento commerciale deve contenere almeno le seguenti indicazioni:

data e ora di emissione

numero progressivo

ditta, denominazione o ragione sociale, nome e cognome, dell’emittente

numero di partita Iva dell’emittente

ubicazione dell’esercizio

descrizione dei beni ceduti e dei servizi resi (per i prodotti medicinali, in luogo della descrizione, può essere indicato il numero di autorizzazione alla loro immissione in commercio)

ammontare del corrispettivo complessivo e di quello pagato.

Efficacia ai fini commerciali

Ai fini commerciali, il documento certifica l’acquisto effettuato dall’acquirente nella misura da esso risultante e costituisce titolo per l’esercizio dei diritti di garanzia contro i vizi della cosa venduta oppure dei diritti derivanti da altre tipologie di garanzie eventualmente previste dalla legge o da specifiche clausole contrattuali.

Validità del documento ai fini fiscali: caratteristiche ed efficacia

Il documento commerciale, per poter essere considerato valido ai fini fiscali, deve contenere, oltre ai dati indicati in precedenza (articolo 2) anche il codice fiscale o il numero di partita Iva dell’acquirente.

L’emissione del documento commerciale valido ai fini fiscali è obbligatoria se è espressamente richiesta dall’acquirente non oltre il momento di effettuazione dell’operazione cui si riferisce.

Il documento valido ai fini fiscali è considerato idoneo:

ai fini delle imposte sui redditi, per la deduzione delle spese sostenute per gli acquisti di beni e servizi

per la deduzione e la detrazione degli oneri rilevanti ai fini Irpef

per l’applicazione della disciplina della “fattura differita” (articolo 21, comma 4, lettera a, Dpr 633/1972).

Infine, il documento commerciale valido ai fini fiscali si considera compreso nella definizione di “documento fiscale” per l’applicazione della normativa in materia di trasmissione telematica delle spese sanitarie al Sistema tessera sanitaria per la dichiarazione dei redditi precompilata (in ogni caso, resta fermo quanto stabilito in materia di opposizione alla trasmissione delle spese sanitarie). Decorrenza

Le disposizioni del decreto hanno effetto a partire dal 1° gennaio 2017.

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In Gazzetta i decreti di approvazione degli studi di settore

Sono stati pubblicati sul Supplemento Ordinario n. 14 della Gazzetta Ufficiale n. 303 del 29 dicembre 2016, i Decreti MEF datati 22 dicembre 2016, con i quali sono stati approvati gli studi di settore relativi ad attività manifatturiere, commerciali, professionali e del comparto servizi, applicabili, ai fini dell’accertamento, a decorrere dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2016. Inoltre, sono stati aggiornati gli indicatori territoriali specifici.

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Privacy: rinnovate le autorizzazioni generali per dati sensibili e giudiziari

Il Garante per la protezione dei dati personali ha rinnovato le autorizzazioni al trattamento dei dati sensibili e giudiziari, che sono efficaci dal 1° gennaio 2017 fino al 24 maggio 2018, data di applicazione del regolamento UE 2016/679 in materia di protezione dati. I provvedimenti riguardano i rapporti di lavoro, i dati sulla salute e la vita sessuale, le associazioni e le fondazioni, i liberi professionisti, le attività creditizie, assicurative, il settore turistico, l'elaborazione dei dati effettuata per conto terzi, gli investigatori privati e il trattamento dei dati di carattere giudiziario.

Rinnovate le autorizzazioni generali per i dati sensibili e giudiziari, con efficacia dal 1° gennaio 2017 fino al 24 maggio 2018. Le nuove autorizzazioni sostanzialmente rispecchiano quelle in scadenza e apportano le necessarie integrazioni derivanti da modifiche normative intervenute nei settori considerati.

Il Garante per la privacy ha rinnovato, inoltre, l'autorizzazione generale al trattamento di dati genetici e quella relativa al trattamento dei dati personali effettuato per scopi di ricerca scientifica, anch'esse efficaci fino al 24 maggio 2018.

(G.U. Serie Generale n. 303 del 29-12-2016)

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14) Usufrutti, rendite e vitalizi: adeguamento delle modalità di calcolo

Il DM del 7 dicembre 2016 ha dimezzato il tasso legale di interesse portandolo, dall’anno in corso, allo 0,1%; di conseguenza, cambiano le modalità di calcolo dei diritti di usufrutto a vita e delle rendite o pensioni, ai fini delle imposte di registro e sulle successioni e donazioni.

E’ quindi arrivato il Decreto 23 dicembre 2016 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 305 del 31 dicembre 2016, che riporta la consueta tabella dei coefficienti aggiornati, in vigore dal 1° gennaio 2017.

Si tratta di un passaggio obbligato previsto dall’articolo 3, comma 164, della legge 662/1996.

I nuovi moltiplicatori devono essere applicati agli atti pubblici formati, agli atti giudiziari pubblicati o emanati, alle scritture private autenticate e a quelle non autenticate presentate per la registrazione, alle successioni aperte e alle donazioni fatte a partire dal primo giorno del nuovo anno. Questi i nuovi valori:

Età beneficiario (anni compiuti)

2017 (nuovo coefficiente)

2016 (vecchio coefficiente)

da 0 a 20

950

475

da 21 a 30

900

450

da 31 a 40

850

425

da 41 a 45

800

400

da 46 a 50

750

375

da 51 a 53

700

350

da 54 a 56

650

325

da 57 a 60

600

300

da 61 a 63

550

275

da 64 a 66

500

250

da 67 a 69

450

225

da 70 a 72

400

200

da 73 a 75

350

175

da 76 a 78

300

150

da 79 a 82

250

125

da 83 a 86

200

100

da 87 a 92

150

75

da 93 a 99

100

50

Un esempio di utilizzo dei coefficienti è rappresentato dall’acquisto della sola nuda proprietà di una casa, con mantenimento dell’usufrutto a vita da parte del vecchio proprietario.

In tal caso, la base imponibile da sottoporre a tassazione per il trasferimento della nuda proprietà è data dalla differenza tra il valore della piena proprietà e quello dell’usufrutto (articolo 48 del Dpr 131/1986).

Quest’ultimo dato si ottiene moltiplicando la rendita annua dell’immobile (cioè, il valore della piena proprietà) per il tasso di interesse legale dello 0,1% e per il coefficiente corrispondente all’età dell’usufruttuario.

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15) Variazioni colturali anno 2016: aggiornata la banca dati catastale

L’Agenzia ha ufficializzato l’elenco dei comuni per i quali è stata portata a termine l’operazione di revisione sulla base delle dichiarazioni presentate all’Agea durante l’anno

Sono pubblici gli elenchi delle particelle interessate nel 2016 da aggiornamento catastale per intervenuta variazione colturale.

Aggiornamento banche dati del Catasto terreni anno 2016

Pubblicato in Gazzetta l’elenco dei Comuni interessati dalle variazioni colturali

È disponibile dal 31 dicembre in Gazzetta Ufficiale l’elenco dei Comuni per i quali è stato completato l’aggiornamento catastale sulle particelle di terreno che, nel corso del 2016, hanno subito variazioni colturali.

Variazione delle colture e aggiornamento catastale

Chi effettua una variazione della coltura praticata su un terreno, rispetto a quanto presente nelle banche dati del Catasto, ha l’obbligo, infatti, di dichiarare all’Agenzia delle Entrate tale variazione. Questo adempimento non è necessario se la coltura viene dichiarata correttamente a un Organismo pagatore riconosciuto dalla normativa comunitaria. Contestualmente alla presentazione della richiesta per l’erogazione dei contributi agricoli, sono infatti fornite anche le informazioni censuarie necessarie per l’aggiornamento delle banche dati catastali. In tal caso, il predetto aggiornamento è effettuato direttamente dall’Agenzia delle Entrate, sulla base degli elenchi che l’Agea (Agenzia per le erogazioni in agricoltura) predispone a partire dalle dichiarazioni dei contribuenti.

Guida alla consultazione

Oltre all’elenco dei Comuni interessati, disponibile nella Gazzetta Ufficiale dello scorso 31 dicembre (Serie Generale n. 305), l’elenco delle particelle catastali variate può essere consultato sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate, nella sezione Cosa devi fare > Aggiornare dati catastali e ipotecari > Variazioni colturali.

Nei 60 giorni successivi alla data di pubblicazione in Gazzetta, gli elenchi potranno essere consultati anche presso gli Uffici Provinciali - Territorio dell’Agenzia delle Entrate e presso i Comuni interessati.

Cosa fare in caso di incoerenza

I soggetti che riscontrassero delle incoerenze nell’attribuzione delle qualità di coltura possono presentare una richiesta di rettifica in autotutela. Il modello da inoltrare all’Ufficio Provinciale - Territorio dell’Agenzia delle Entrate di competenza è disponibile anche sul sito www.agenziaentrate.it, nella sezione Strumenti > Modelli > Modelli servizi catastali e ipotecari > Catasto terreni. Resta salva la possibilità di proporre ricorso, entro centoventi giorni, innanzi alla Commissione tributaria provinciale territorialmente competente. Si ricorda inoltre che dal 1° gennaio 2016, il ricorso produce anche gli effetti di un reclamo e può contenere una proposta di mediazione.

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 2 del 2 gennaio 2017)

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16) Voluntary bis: approvato il nuovo modello con le istruzioni

Pronto il modello definitivo con le istruzioni per aderire alla procedura di collaborazione volontaria, i cui termini sono stati riaperti dal Dl n. 193/2016. Un provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate, pubblicato il 2 gennaio 2017, ha infatti approvato il nuovo modulo di richiesta di adesione alla voluntary disclosure insieme alle relative istruzioni.

Come e quando presentare la richiesta

Il modello sarà presentato online tramite Entratel o Fisconline, utilizzando il software “Richiesta di accesso alla procedura di collaborazione volontaria”, che sarà reso disponibile gratuitamente sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate.

La data di apertura del canale telematico per la trasmissione del modello sarà comunicata mediante pubblicazione sul sito internet www.agenziaentrate.gov.it.

In attesa dell’apertura del canale telematico per l’invio del nuovo modello, coloro che intendono inviare l’istanza di accesso alla nuova procedura di collaborazione volontaria, possono utilizzare il “vecchio” modello di istanza approvato con Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate n. 13193 del 30 gennaio 2015 e trasmetterlo esclusivamente per via telematica con le modalità previste al punto 4 del citato provvedimento.

Inoltre possono inviare via Pec, con le modalità indicate ai sensi del punto 7 del Provvedimento del 30 gennaio 2015, una prima relazione di accompagnamento con l’indicazione dei dati e delle informazioni non previste nell’attuale modello come, ad esempio, quelli relativi alle annualità 2014 e 2015.

Dove si trova il modello

Il nuovo modello e le istruzioni sono disponibili sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate, www.agenziaentrate.it, nella sezione “Modelli”.

(Agenzia delle entrate, comunicato del 2 gennaio 2017)

Vincenzo D’Andò