Impianti elettrici e scariche atmosferiche: adempimenti del datore di lavoro

PREMESSA

Il D.M. n. 37/2008 prevede che l’installatore che realizzi un nuovo impianto di protezione da scariche atmosferiche o impianto di messa a terra o di installazioni elettriche in luoghi pericolosi debba rilasciare una “dichiarazione di conformità alla regola dell’arte” dell’impianto stesso. Nella pratica, pertanto, il datore di lavoro, alla messa in servizio degli impianti di messa a terra, di protezione da scariche atmosferiche e di installazioni in luoghi pericolosi  deve darne comunicazione all’ARPAV e all’ISPELS inviando copia della dichiarazione di conformità rilasciata dall’installatore. La comunicazione deve essere effettuata solamente nel caso in cui gli impianti vengano installati in ambienti di lavoro, pubblici o privati, per i quali si configuri un’attività lavorativa cui sia applicabile il D.Lgs. 81/2008 e s.m.i. (presenza di lavoratori subordinati e/o soggetti equiparati) e deve pervenire all’ASL/ARPAV e al Dipartimento ISPESL competente per territorio entro 30 giorni dalla data di messa in servizio dell’impianto. Successivamente gli impianti di messa a terra, di protezione da scariche atmosferiche e di installazioni elettriche in luoghi pericolosi devono essere periodicamente verificati come previsto dall’art. 86 del D.Lgs. 81/2008 secondo le modalità previste dal D.P.R. 462/2001.

 

VALUTAZIONE DEL RISCHIO ELETTRICO E DI FULMINAZIONE

Il primo adempimento che il datore di lavoro deve assolvere nel caso abbia necessità di utilizzare impianti di messa a terra consiste nella valutazione dei rischi a cui verranno esposti i lavoratori ed elaborare un documento conclusivo. Per quanto riguarda l’impiantistica elettrica, il datore di lavoro deve valutare i relativi rischi rispettando quanto stabilito all’art. 80 del D.Lgs. 81/2008, ossia tenendo conto dei:

contatti diretti ed indiretti;
innesco e propagazione incendi dovuti a sovratemperature ed archi elettrici;
innesco di esplosioni;
fulminazione diretta o indiretta;
sovratensioni;
altre condizioni di guasto ragionevolmente prevedibili.

Tutte le su indicate valutazioni nonché le relative misure tecnico organizzative adottate per eliminare o ridurre i rischi individuati devono essere riportate nel “Documento di valutazione dei rischi”.

 

N.B. E’ bene tenere presente che la valutazione dei rischi deve essere effettuata in ogni caso, indipendentemente, cioè, dal fatto che gli impianti elettrici siano nuovi o vecchi ovvero considerati sicuri e con o senza relativa dichiarazione di conformità.

 

Inoltre il datore di lavoro è tenuto anche ad effettuare la valutazione dei rischi di esplosione eventualmente presenti in azienda e redigere un Documento sulla protezione contro le esplosioni secondo quanto stabilito all’art. 294 del D.Lgs. 81/2008.

 

IMPIANTI SOGGETTI A COMUNICAZIONE

Per quanto riguarda gli impianti di messa a terra, sono soggetti a comunicazione e a verifica periodica quelli facenti parte di sistemi di protezione da contatti indiretti ove la protezione sia effettuata mediante interruzione automatica dell’alimentazione. Non sono soggetti, invece, ad obbligo di denuncia gli impianti di terra realizzati esclusivamente per ragioni funzionali ed i sistemi di protezione dai contatti indiretti che non si basano sull’interruzione automatica dell’alimentazione. In riferimento, invece, alle attività e alle lavorazioni per cui vi è obbligo di effettuare la protezione da scariche atmosferiche, a seguito dell’abrogazione del D.P.R. 547/1955 non vi è più alcun riferimento ad uno specifico elenco di attività come precedentemente previsto (tabella A e B del D.P.R. 689/1959). Tuttavia, come stabilito dall’art. 80 del D.lgs. 81/2008 il datore di lavoro deve effettuare una Valutazione del rischio di fulminazione diretta e indiretta per tutti gli ambienti in cui si svolgano attività di lavoro. Nel caso in cui, una volta effettuata la valutazione, risulti che il rischio da fulminazione sia inferiore …

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