Il riconoscimento ai fini fiscali della qualifica di ONLUS

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 11350 del 31.05.2016, ha chiarito quando e come una Onlus può essere considerata tale ai fini fiscali.
Nel caso di specie la CTR del Piemonte, in parziale riforma della sentenza di primo grado, aveva, tra l’altro, ritenuto illegittime le riprese a tassazione in punto di IVA e IRAP operate dall’Agenzia delle Entrate per l’anno 2003 nei confronti di una Onlus, che, con provvedimento della Direzione Regionale delle Entrate, era stata cancellata dall’Anagrafe delle ONLUS ed era conseguentemente decaduta da ogni agevolazione.
I giudici di secondo grado, respingendo il gravame dell’ufficio ed accogliendo quello della parte, constatato che le attività della Onlus consistevano nell’erogazione di prestazioni socio-sanitarie nei confronti di persone anziane spesso ospedalizzate, anche se economicamente non svantaggiate, di tossicodipendenti, di migranti e di senza dimora, aveva ricordato, in merito alla ripresa in punto di IVA, che “lo stato di bisogno economico non è una condizione indispensabile per poter accedere al beneficio dell’esenzione dell’IVA ex art. 10, n. 27 ter, D.P.R. 633/72”, e ciò perché l’art. 10, c. 2, Dlgs. 460/97, allorché definisce le finalità di solidarietà sociale, non richiede la contemporanea sussistenza di tutte le condizioni da esso menzionate, bastando che ne ricorra anche una sola ai fini della considerazione dello stato di svantaggio.
E poiché dunque “la condizione di anziano rende di per sé il soggetto disagiato indipendentemente dalle sue condizioni economiche”, secondo la CTR, non si poteva escludere che la Onlus, per le peculiari attività svolte e per l’assoluta mancanza di fini di lucro, potesse essere comunque inquadrata tra gli enti aventi finalità di assistenza sociale e potesse perciò godere per esse dell’esenzione dall’IVA.
Del pari anche la ripresa in punto di IRAP, a giudizio della CTR, risultava nella specie ingiustificata, dal momento che l’art. 3 Dlgs. 446/97 non assoggetta a tassazione gli enti di cui all’art. 73, c. 1, lett e, D.P.R. 917/86, laddove “nel caso che ne occupa l’associazione rientra certamente tra i soggetti compresi nella lett. c) del comma I dell’art. 73 del Tuir per cui non può essere assoggettabile all’IRAP”.
La detta sentenza veniva impugnata dall’Agenzia delle Entrate, la quale evidenziava che la CTR, richiamandosi alla disciplina delle Onlus e, segnatamente, alla nozione di solidarietà sociale che figura nell’art. 10, c. 2, D.1g. 460/97, aveva, per un verso, mostrato di “applicare la disciplina dettata esclusivamente in riferimento ad attività statutarie svolte da enti che rivestono la qualifica di Onlus”, nonostante però che, a seguito del citato provvedimento direttoriale, l’associazione fosse stata privata in via definitiva di tale qualifica, e, dall’altro, aveva riconosciuto l’esenzione dall’IVA, presupponendo la sussistenza di finalità di assistenza sociale in capo all’associazione sulla base di una disciplina inapplicabile (non essendo essa più inclusa tra le Onlus), quando viceversa, per disporre l’esenzione dall’IVA, avrebbe dovuto puntualmente accertare, in concreto, il fine solidaristico dell’attività svolta.
Il motivo di impugnazione, secondo i giudici di legittimità, era fondato.
La Corte ricorda infatti innanzitutto che la resistente, già fruente del regime di agevolazione previsto per le organizzazioni non lucrative di utilità sociale dall’art. 10 D.lgs. 469/97, a seguito delle verifiche disposte dal locale ufficio dell’Agenzia delle Entrate sulle attività da essa disimpegnate, in esito alle quali era stato acclarato lo svolgimento di attività diverse da quelle previste dall’art. 10 anzidetto, era stata fatta oggetto di un duplice provvedimento da parte dell’amministrazione finanziaria: uno con cui ne era stata disposta la cancellazione dell’anagrafe delle ONLUS con conseguente decadenza dal regime di favore e l’altro consistente nell’avviso di accertamento, che, in conseguenza di …

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