Il Decreto Legge fiscale 193/2016 comma per comma (convertito nella L. 225/2016)

1) Decreto Legge fiscale, convertito in Legge 225/2016 pubblicata in G.U.
La Legge 1 dicembre 2016, n. 225 è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 282 del 2 dicembre 2016.
Si tratta della conversione in legge, con modificazioni, del Decreto Legge 22 ottobre 2016, n. 193, recante disposizioni urgenti in materia fiscale e per il finanziamento di esigenze indifferibili.
Ecco la sintesi delle disposizioni di natura fiscale:
Soppressione di Equitalia e istituzione di Agenzia delle entrate-Riscossione (articolo 1)
A decorrere dal 1° luglio 2017, Equitalia viene soppressa. A partire dalla stessa data, la funzione di riscossione nazionale è affidata all’Agenzia delle entrate, che la esercita tramite Agenzia delle entrate-Riscossione, nuovo ente pubblico economico strumentale, sottoposto all’indirizzo e alla vigilanza del ministro dell’Economia e delle finanze e al monitoraggio dell’Agenzia stessa.
Il nuovo ente può svolgere anche le attività di riscossione delle entrate tributarie o patrimoniali dei comuni e delle province e delle società da essi partecipate.
Nel rapporto con i contribuenti, il nuovo ente si conforma ai principi dello statuto dei diritti del contribuente, con particolare riferimento a quelli di trasparenza, leale collaborazione e tutela dell’affidamento e della buona fede, nonché agli obiettivi di cooperazione rafforzata fisco-contribuente, riduzione degli adempimenti, assistenza e tutoraggio del contribuente.
Disposizioni in materia di riscossione locale (articolo 2)
La norma proroga dal 31 dicembre 2016 al 30 giugno 2017 il termine di operatività delle vigenti disposizioni in materia di riscossione delle entrate locali. Fino a tale data, quindi, gli enti locali possono avvalersi di Equitalia per la riscossione delle proprie entrate.
A decorrere dal 1° luglio 2017, gli enti locali possono deliberare l’affidamento al nuovo ente preposto alla riscossione nazionale (Agenzia delle entrate-Riscossione) le attività di accertamento, liquidazione e riscossione, spontanea e coattiva, delle entrate, tributarie o patrimoniali, proprie e delle società da essi partecipate.
Modalità di versamento spontaneo delle entrate tributarie degli enti locali (articolo 2-bis)
La norma, aggiunta nel corso dell’iter di conversione, prevede che il versamento spontaneo delle entrate tributarie dei comuni e degli altri enti locali deve essere effettuato direttamente sul conto corrente di tesoreria dell’ente impositore. In alternativa, il versamento può essere effettuato mediante F24 o attraverso gli strumenti di pagamento elettronici resi disponibili dagli enti impositori.
La norma fa salve le disposizioni attualmente vigenti in materia di versamento di Imu e Tasi (in entrambi i casi il versamento deve essere effettuato mediante il modello F24 ovvero tramite apposito bollettino di conto corrente postale).
Infine, si prevede che per le entrate non tributarie, il versamento spontaneo deve essere effettuato esclusivamente sul conto corrente di tesoreria degli enti impositori o attraverso gli strumenti di pagamento elettronici resi disponibili dagli stessi (in questo caso, quindi, non è possibile pagare con F24).
Potenziamento della riscossione (articolo 3)
A partire dal 1° gennaio 2017, l’Agenzia delle entrate, per l’esercizio delle funzioni relative alla riscossione nazionale, potrà utilizzare le banche dati e le informazioni cui già è autorizzata ad accedere. Gli stessi dati e le medesime informazioni potranno essere utilizzate da Agenzia delle entrate-Riscossione per l’esercizio dei propri compiti istituzionali.
Misure per il recupero dell’evasione (articolo 4)
Dal 1° gennaio 2017, è abolito lo “spesometro” e sono introdotti due nuovi adempimenti con periodicità trimestrale:
– la comunicazione analitica dei dati delle fatture emesse e ricevute
– la comunicazione dei dati delle liquidazioni periodiche Iva
Comunicazione analitica dei dati delle fatture emesse e ricevute…

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