Diario quotidiano del 20 dicembre 2016: la malattia cronica evita l’accertamento fiscale

Pubblicato il 20 dicembre 2016



1) Esonero dal canone RAI: invio dichiarazione a dicembre
2) Voluntary disclosure 2: on line la bozza del nuovo modello
3) Per l’associazione sportiva, l’esperienza dell’atleta evita il risarcimento del danno
4) La malattia cronica evita l’accertamento fiscale
5) Riforma dell’Iva: adottata la risoluzione
6) Sicurezza sociale: proposta la revisione delle norme
7) Credito d’imposta per ricerca e sviluppo: dal 2017 la misura del bonus è elevato dal 25% al 50%
8) Tassazione agevolata per i non residenti che rientrano fiscalmente in Italia
9) Ecco le misure del diritto camerale annuale 2017
10) Sisma 24 agosto: nuove risorse in G.U.
11) Al Mef firma dell’accordo CDP-FEI per favorire l’accesso al credito delle pmi
12) Dal CNDCEC una guida per investire negli USA
diario-quotidiano-articoli-81) Esonero dal canone RAI: invio dichiarazione a dicembre 2) Voluntary disclosure 2: on line la bozza del nuovo modello 3) Per l’associazione sportiva, l’esperienza dell’atleta evita il risarcimento del danno 4) La malattia cronica evita l’accertamento fiscale 5) Riforma dell’Iva: adottata la risoluzione 6) Sicurezza sociale: proposta la revisione delle norme 7) Credito d’imposta per ricerca e sviluppo: dal 2017 la misura del bonus è elevato dal 25% al 50% 8) Tassazione agevolata per i non residenti che rientrano fiscalmente in Italia 9) Ecco le misure del diritto camerale annuale 2017 10) Sisma 24 agosto: nuove risorse in G.U. 11) Al Mef firma dell’accordo CDP-FEI per favorire l’accesso al credito delle pmi 12) Dal CNDCEC una guida per investire negli USA *****

1) Esonero dal canone RAI: invio dichiarazione a dicembre

Canone 2017, chi non possiede la tv può comunicarlo entro il 31 gennaio: La dichiarazione viaggia tramite servizi telematici o con raccomandata.

C’è tempo fino al 31 gennaio 2017 per comunicare all’Agenzia delle Entrate che non si possiede l’apparecchio televisivo, presentando la relativa dichiarazione, ed evitare così di pagare il canone il prossimo anno. In considerazione del fatto che la prima rata per il canone Tv 2017 viene addebitata, come previsto dalla legge, già a gennaio, è consigliabile presentare la dichiarazione sostitutiva in via telematica entro la fine di dicembre (o tramite posta entro il 20 dicembre).

Come presentare la dichiarazione sostitutiva

Il modello di dichiarazione sostitutiva è disponibile sui siti internet dell’Agenzia delle Entrate, www.agenziaentrate.it e della Rai www.canone.rai.it e va presentato direttamente dal contribuente o dall’erede tramite un’applicazione web, disponibile sul sito internet dell’Agenzia, utilizzando le credenziali Fisconline o Entratel, oppure tramite gli intermediari abilitati (Caf e professionisti). Nei casi in cui non sia possibile l’invio telematico, il modello può essere spedito, insieme a un valido documento di riconoscimento, tramite servizio postale in plico raccomandato senza busta all’indirizzo: Agenzia delle Entrate Ufficio di Torino 1, S.A.T. – Sportello abbonamenti tv – Casella Postale 22 – 10121 Torino.

La dichiarazione sostitutiva può essere firmata digitalmente e presentata anche tramite posta elettronica certificata all’indirizzo cp22.sat@postacertificata.rai.it.

(Agenzia delle entrate, comunicato stampa n. 237 del 16 dicembre 2016)

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2) Voluntary disclosure 2: on line la bozza del nuovo modello

Riapertura dei termini di accesso alla voluntary disclosure: Sul sito dell’Agenzia la bozza del nuovo modello con le istruzioni. Gli operatori chiamati a comunicare osservazioni e suggerimenti.

Online sul sito dell’Agenzia delle Entrate la bozza di istanza e le istruzioni per l’adesione alla procedura di collaborazione volontaria introdotta dalla legge n. 186 del 2014, i cui termini sono stati riaperti dal Dl 193/2016 (“voluntary-bis”) con riferimento alle violazioni commesse entro il 30 settembre 2016. Aperta una consultazione per raccogliere i suggerimenti degli operatori, che potranno far pervenire le loro osservazioni alla casella di posta elettronica dc.acc.min@agenziaentrate.it.

Entrate al lavoro sulla “fase due”

Mentre si avvia a conclusione la lavorazione delle istanze presentate nel 2015, le Entrate si preparano quindi già ad accogliere le nuove domande e a gestirne la lavorazione. Nell’ottica della collaborazione tra Amministrazione e contribuenti, le Entrate invitano operatori e professionisti a prendere visione delle bozze pubblicate e a inviare le loro eventuali osservazioni alla casella di posta elettronica dedicata. Dopo questo periodo di consultazione, il modello definitivo sarà approvato, con Provvedimento del direttore dell’Agenzia, entro il prossimo 2 gennaio.

Come presentare la richiesta di regolarizzazione

Le domande potranno essere inviate fino al 31 luglio 2017. In attesa dell’apertura del canale telematico per la trasmissione del nuovo modello, coloro che intendono inviare l’istanza di collaborazione volontaria possono utilizzare il “vecchio” modello approvato con Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate n. 13193 del 30 gennaio 2015 e trasmetterlo esclusivamente per via telematica con le modalità previste al punto 4 del provvedimento. Inoltre, possono inviare via Pec, con le modalità indicate ai sensi del punto 7 del Provvedimento del 30 gennaio 2015, una prima relazione di accompagnamento con l’indicazione dei dati e delle informazioni non previste nell’attuale modello come, ad esempio, quelli relativi alle annualità 2014 e 2015.

Le bozze sono consultabili sul sito www.agenziaentrate.gov.it seguendo il percorso: Cosa devi fare > Richiedere > Collaborazione volontaria > Modello e istruzioni.

(Agenzia delle entrate, comunicato stampa n. 238 del 16 dicembre 2016)

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3) Per l’associazione sportiva, l’esperienza dell’atleta evita il risarcimento del danno

L’esperienza dell’atleta evita il risarcimento del danno per l’associazione sportiva.

In merito alle responsabilità che ricadono sui gestori di una palestra, il Tribunale di Velletri, con la sentenza n. 3688/16 del 13 dicembre 2016, stabilisce che l’atleta non può chiedere alcun risarcimento danni per l’infortunio conseguito a seguito di una manovra pericolosa se risulta che sia stato adeguatamente istruito a seguito di lunga esercitazione. Insomma, è esclusa ogni forma di responsabilità per la palestra dopo l’infortunio durante gli allenamenti o il saggio di danza. E ciò anche se la caduta avviene durante una figura acrobatica prevista nel balletto.

Tuttavia, compete agli organizzatori della palestra (nel caso di specie, esercente scuola di danza) dimostrare che l’allievo infortunatosi era stato preparato in modo adeguato a quella particolare allo spettacolo e che il passo, per quanto complicato, sia stato provato e riprovato con le compagnie sotto la vigilanza dell’istruttore.

La vicenda ha riguardato una ragazzina minorenne che, in una scuola di danza moderna, si è infortunata a seguito di una caduta.

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4) La malattia cronica evita l’accertamento fiscale

Niente accertamento fiscale (studi settoriali e quanto altro) per il contribuente che, per motivi di salute non riesce a mantenere il reddito degli anni precedenti.

Purché il malcapitato abbia conservato tutta la documentazione medica che attesta la sua sopravvenuta ridotta capacità lavorativa. Si deve trattare di una malattia gravemente invalidante. Questo poiché il contribuente deve provare, in sede di contraddittorio attivato dall’ufficio, “la sussistenza delle condizioni giustificative dello scostamento in rapporto all’applicabilità dello standard prescelto”.

L’Amministrazione finanziaria poi non può rigettare le difese del contribuente senza chiarire le ragioni per cui non le ha ritenute congrue. Dunque, l’Agenzia delle Entrate non può emettere un avviso di accertamento a seguito di controlli presuntivi, fatti con studi di settore o redditometro se prima non ha invitato il contribuente a difendersi personalmente o con scritti. E, qualora l’ufficio ritenga tali difese insufficienti, deve spiegare le ragioni per cui intende “andare avanti”. Stop, dunque, alle generiche contestazioni delle Entrate.

(Corte di Cassazione, ordinanza n. 25466 del 12 dicembre 2016)

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5) Riforma dell’Iva: adottata la risoluzione

I nuovi regimi agevoleranno le attività di imprenditori e professionisti. Il Parlamento europeo ha inoltre approvato il piano d’azione per combattere le frodi fiscali.

Il Parlamento europeo ha adottato la risoluzione sulla riforma dell’IVA. Punti centrali, la semplificazione e la lotta contro la frode fiscale. Secondo il relatore del provvedimento, David Casa (PPE), l’elaborazione di nuovi regimi IVA a livello europeo agevolerebbe le attività degli imprenditori e dei professionisti.

Il Parlamento ha inoltre chiesto alla Commissione e agli Stati membri di considerare l’introduzione di una soglia di esenzione dell’IVA per le PMI unica, al fine di ridurre la burocrazia e i costi e facilitare l’accesso al mercato interno.

La risoluzione mira a trovare un equilibrio tra il mantenimento del gettito IVA ai livelli necessari per fornire una fonte di entrata sufficiente ed assicurarsi che tale gettito non soffochi le attività imprenditoriali.

Oltre a questa risoluzione, relativamente alla lotta contro le frodi fiscali, il Parlamento ha approvato il cosiddetto “Piano d’azione per l’Iva”, preparato dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sul riciclaggio di denaro, l’elusione fiscale e l’evasione fiscale (PANA). Il relatore Werner Langen (PPE) ha spiegato che il piano intende creare un sistema permanente e stabile per far pagare l’IVA e combattere le frodi. La relazione invita anche la Commissione europea a studiare attentamente l’impatto del meccanismo di inversione contabile, dove il cliente è responsabile del pagamento dell’IVA al posto del fornitore, per verificare se questa procedura semplifichi realmente la situazione per le piccole e medie imprese e riduca effettivamente le truffe all’imposta.

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6) Sicurezza sociale: proposta la revisione delle norme

Le modifiche alla legislazione comunitaria mirano a promuovere la mobilità dei lavoratori in Europa per ripristinare crescita economia e competitività. La commissaria Thyssen: “Abbiamo bisogno di regole chiare, eque e direttamente applicabili”.

Abbiamo bisogno della mobilità dei lavoratori per ripristinare crescita economica e competitività. La mobilità tuttavia deve esser basata su regole chiare, eque e direttamente applicabili”. Queste le parole della Commissaria per l’Occupazione, Affari sociali e inclusione, Marianne Thyssen, in merito alla proposta della Commissione europea di aggiornare le norme europee sulla sicurezza sociale. L’iniziativa era stata annunciata in occasione della presentazione del Programma di lavoro del 2016 della Commissione come misura fondamentale per promuovere la libertà di movimento dei lavoratori in Europa, tema prioritario nell’agenda dell’esecutivo europeo.

Lo scopo è modernizzare il sistema, considerando la realtà sociale ed economica dell’Unione e garantendo un’equilibrata distribuzione degli oneri finanziari tra gli Stati membri. Inoltre, secondo la Commissione europea, la proposta garantirà una maggiore trasparenza e certezza legale per i cittadini e le autorità pubbliche.

La revisione della normativa riguarda quattro aree: i sussidi di disoccupazione; prestazioni assistenziali a lungo termine (per le quali devono essere specificate chiaramente natura, condizioni e modalità di accesso); accesso ai contributi sociali da parte dei cittadini economicamente inattivi (beneficio che può esser loro negato dallo Stato ospitante); coordinamento in materia di sicurezza sociale per i lavoratori distaccati (rafforzando e chiarendo le procedure amministrative per facilitare la cooperazione tra le autorità nazionali).

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7) Credito d’imposta per ricerca e sviluppo: dal 2017 la misura del bonus è elevato dal 25% al 50%

La legge di bilancio 2017, attesa in G.U., apporta rilevanti modifiche al credito d’imposta per ricerca e sviluppo, che avranno effetto a decorrere dal periodo successivo a quello in corso al 31/12/2016.

Leggi qui la notizia

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8) Tassazione agevolata per i non residenti che rientrano fiscalmente in Italia

Una imposta forfetaria in Italia per i redditi prodotti all’estero: La legge di Bilancio 2017 introduce nel nostro ordinamento tributario un regime opzionale di tassazione vantaggiosa per le persone fisiche neo domiciliate in Italia, che in passato erano residenti all’estero e che decidono di rientrare nel Belpaese.

Lo scopo di questa iniziativa è di attrarre in Italia nuovi residenti ad alto reddito, generando appeal per gli investitori stranieri e nuove entrate per l’Erario, che prende spunto dal regime resident non domiciled inglese e da altri regimi presenti in altri Paesi comunitari, come Portogallo, Malta e UK.

Nuova formulazione dell’art. 24-bis

Il nuovo comma 8 dell’art. 24-bis del Tuir prevede che con decreto del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, di concerto con il Ministro dell’Interno, saranno “individuate forme di agevolazione nella trattazione delle domande di visto di ingresso e di permesso di soggiorno applicabili a chi trasferisce la propria residenza fiscale in Italia ai sensi dell'articolo 24-bis”. Si cerca quindi di attrarre in Italia persone fisiche ricche, cd. high net worth individuals.

Il regime di fatto è una deroga alla regola della tassazione su base mondiale (cd. world wide taxation) e, pertanto, è plausibile che esso in futuro possa essere censurato dalla stampa come già avvenuto nel Regno Unito.

Tassazione agevolata

Più in particolare il regime prevede una tassazione agevolata opzionale per gli immigrati in Italia che vi trasferiscono la loro residenza fiscale ai sensi dell’articolo 2, comma 2, del Tuir e che non siano stati mai residenti in Italia ai sensi del Tuir per un periodo almeno pari a nove periodi d’imposta nel corso dei dieci precedenti l’inizio del periodo di validità dell’opzione.

Per tali soggetti residenti e neo domiciliati in Italia, l’agevolazione consiste nella possibilità, dietro specifica opzione, di tassare in modo forfetario in Italia i loro redditi prodotti fuori dall’Italia in costanza di opzione.

La tassazione avverrà mediante il pagamento di una imposta sostitutiva dell’Irpef calcolata forfetariamente nella misura di euro 100.000 per ciascun periodo d’imposta in cui è valido il regime. Tale importo potrà essere ridotto a euro 25.000 per ciascun periodo d’imposta per ciascuno dei familiari di cui all’art. 433 del codice civile.

Favorite le forme di ingresso in Italia

Saranno individuate specifiche forme di agevolazione nella trattazione delle domande di visto di ingresso e di permesso di soggiorno connesse con start-up innovative, con iniziative d’investimento, di formazione avanzata, di ricerca o di mecenatismo, da realizzare anche in partenariato con imprese, università, enti di ricerca e altri soggetti pubblici o privati italiani.

Esercizio dell’opzione e istanza di interpello

L’opzione per la tassazione forfetaria potrà essere esercitata dopo aver ottenuto risposta favorevole a specifica istanza di interpello presentata all’Agenzia delle Entrate, ai sensi dell’art. 11, co. 1, lettera b), della L. 212/2000, entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta in cui viene trasferita la residenza in Italia ed è efficace a decorrere da tale periodo d’imposta. Nell’opzione dovrà essere indicata la/le giurisdizione/i di ultima provenienza con indicazione degli Stati esteri i cui redditi saranno soggetti a tale imposta sostitutiva. L’Agenzia delle Entrate trasmetterà tali informazioni, attraverso gli idonei strumenti di cooperazione amministrativa, alle autorità fiscali di tali giurisdizioni.

L’opzione è revocabile e comunque cessa di produrre effetti decorsi 15 anni dal primo periodo d’imposta di validità dell’opzione.

Il dossier (stralcio)

Si modificano i vigenti incentivi per il rientro in Italia di docenti e ricercatori residenti all’estero, rendendo strutturale la misura che consente di abbattere, per un determinato periodo di tempo, la base imponibile a fini IRPEF e IRAP in favore dei predetti soggetti, e si introduce una specifica disciplina, all’interno delle norme in materia di immigrazione, volta a facilitare l’ingresso in Italia di potenziali investitori che intendano effettuare una donazione a carattere filantropico di almeno € 1 mln a sostegno di un progetto di pubblico interesse, nel settore, fra gli altri, della ricerca scientifica (art. 1, comma 148);

Articolo 1, commi 148-159 (Misure per l’attrazione degli investimenti)

I commi da 148 a 159, modificati durante l’esame presso la Commissione bilancio, recano una serie di agevolazioni fiscali e finanziarie volte ad attrarre investimenti esteri in Italia, introducendo una specifica disciplina, all’interno delle norme in materia di immigrazione, volta a facilitare l’ingresso in Italia di potenziali beneficiari di norme finanziarie di favore con l’obiettivo di attrarre investitori nel territorio dello Stato.

Inoltre, si interviene sugli incentivi per il rientro in Italia di docenti e ricercatori residenti all’estero, rendendo strutturale la misura che consente di abbattere, per un determinato periodo di tempo, la base imponibile a fini IRPEF e IRAP in favore dei predetti soggetti.

Viene esteso ai lavoratori autonomi l’abbattimento della base imponibile IRPEF attualmente spettante ai lavoratori altamente qualificati o specializzati che rientrano in Italia, innalzando anche la misura dell’agevolazione.

La normativa introduce un’imposta sostitutiva forfettaria sui redditi prodotti all’estero: le persone fisiche che trasferiscono la residenza fiscale in Italia possono optare per l’applicazione di una imposta sostitutiva sui redditi prodotti all’estero, calcolata forfettariamente, a specifiche condizioni.

Al fine di favorire l’ingresso di significativi investimenti in Italia, anche preordinati ad accrescere i livelli occupazionali con decreto del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, di concerto con il Ministro dell’interno, sono individuate forme di agevolazione nella trattazione delle domande di visto d’ingresso e di permesso di soggiorno applicabili a chi trasferisce la propria residenza fiscale in Italia.

I medesimi Ministri provvedono ad individuare analoghe forme di agevolazione nella trattazione delle domande connesse con start-up innovative, riguardanti iniziative d’investimento, di formazione avanzata, di ricerca o di mecenatismo, da realizzare anche in partenariato con imprese, università, enti di ricerca ed altri soggetti pubblici o privati italiani.

Ingresso e soggiorno per investitori

Il comma 148 introduce una specifica disciplina, all’interno delle norme in materia di immigrazione, volta a facilitare l’ingresso in Italia di potenziali investitori.

A tal fine viene inserito l’articolo 26-bis nel testo unico immigrazione, di cui al D.Lgs. n. 286 del 1998 che consente l’ingresso e il soggiorno nello Stato per periodi superiori a tre mesi, al di fuori delle quote di cui all’articolo 3, comma 4, agli stranieri che intendono effettuare:

a) un investimento di almeno 2 milioni di euro in titoli emessi dal governo italiano, da mantenere per almeno 2 anni;

b) un investimento di almeno 1 milione di euro in strumenti rappresentativi del capitale di una società costituita e operante in Italia, mantenuto anche esso per almeno 2 anni; durante l’esame parlamentare l’agevolazione è stata estesa anche agli investimenti di importo inferiore, ossia di almeno euro 500.000, se effettuati in start-up innovative iscritte nell’apposita sezione speciale del registro delle imprese;

c) una donazione a carattere filantropico di almeno 1 milione di euro a sostegno di un progetto di pubblico interesse, nei settori della cultura, istruzione, gestione dell’immigrazione, ricerca scientifica, recupero di beni culturali e paesaggistici.

Si osserva che non risulta alcuna definizione normativa circa il carattere filantropico di una donazione.

Sono richieste le seguenti, ulteriori condizioni per i soggetti predetti. Essi devono:

1) dimostrare di essere titolari e beneficiari effettivi degli importi corrispondenti agli investimenti o donazioni di cui alle lettere a), b) e c), importo che deve essere in ciascun caso disponibile e trasferibile in Italia;

2) presentare una dichiarazione scritta in cui si impegnano a utilizzare i fondi predetti per effettuare un investimento o una donazione filantropica, secondo i criteri delle richiamate lettere a), b) e c), entro tre mesi dalla data di ingresso in Italia;

3) dimostrare di avere risorse sufficienti, in aggiunta rispetto ai fondi di cui sono titolari e beneficiari (di cui al numero 1) e in misura almeno superiore al livello minimo previsto dalla legge per l'esenzione dalla partecipazione alla spesa sanitaria, per il proprio mantenimento durante il soggiorno in Italia.

In proposito è opportuno ricordare che in Italia l'immigrazione dei cittadini stranieri non appartenenti all'Unione europea è regolata secondo il principio della programmazione dei flussi. Ogni anno il Governo, sulla base della necessità di manodopera interna, stabilisce il numero di stranieri che possono entrare nel nostro Paese per motivi di lavoro.

In particolare, la gestione dei flussi di immigrazione è realizzata attraverso una serie di strumenti, tra cui il decreto annuale sui flussi, che determina la quota di ingressi per lavoro subordinato e autonomo consentita nell'anno di riferimento (art. 3, comma 4, T.U.).

Il T.U. immigrazione, prevede accanto a questa procedura ordinaria, la possibilità di assumere al di fuori delle quote fissate dal decreto flussi, e attraverso procedure semplificate, lavoratori appartenenti a specifiche categorie, tra cui: dirigenti; professori universitari; traduttori ed interpreti; artisti e personale artistico e tecnico per spettacoli; sportivi professionisti; giornalisti corrispondenti; infermieri professionali (art. 27).

Successivamente, in attuazione della normativa comunitaria, sono state introdotte specifiche agevolazioni in ordine all'ingresso e al soggiorno di alcune categorie di stranieri quali:

- volontari (art. 27-bis, introdotto dal D.Lgs. 154/2007 recante attuazione della direttiva 2004/114/UE, relativa alle condizioni di ammissione dei cittadini di Paesi terzi per motivi di studio, scambio di alunni, tirocinio non retribuito o volontariato);

- ricercatori (art. 27-ter introdotto dal D.Lgs. 17/2008 recante attuazione della direttiva 2005/71/UE relativa ad una procedura specificamente concepita per l'ammissione di cittadini di Paesi terzi a fini di ricerca scientifica);

- lavoratori altamente qualificati destinatari della c.d. Carta blu UE (art. 24-quater introdotto dal D.Lgs. 108/2012 recante attuazione della direttiva 2009/50/UE sulle condizioni di ingresso e soggiorno di cittadini di Paesi terzi che intendano svolgere lavori altamente qualificati);

- dirigenti, lavoratori specializzati e lavoratori in formazione, nell'ambito di trasferimenti intra-societari (art. 24-quinquies introdotto dallo schema di D.Lgs. recante attuazione della direttiva 2014/66/UE).

Il comma 2 dell’articolo 26-bis demanda l’individuazione della procedura per l’accertamento dei predetti requisiti (su richiesta dello straniero) ad un decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’interno e il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, da emanarsi entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge. Inoltre stabilisce che lo straniero debba presentare i seguenti documenti:

a) copia del documento di viaggio in corso di validità con scadenza superiore di almeno tre mesi a quella del visto richiesto;

b) documentazione comprovante la disponibilità della somma minima necessaria ad effettuare investimenti e donazioni (di cui al comma 1, lettera c), numero 1) dell’articolo 26-bis), e che la somma in questione può essere trasferita in Italia;

c) certificazione della provenienza lecita dei medesimi fondi

d) dichiarazione scritta contenente l’impegno a utilizzare i fondi per lo scopo di legge (effettuare un investimento o una donazione filantropica, di cui al comma 1, numero 2)), che contenga una descrizione dettagliata delle caratteristiche e del destinatario/destinatari dell’investimento o donazione.

Ai sensi del comma 3 si prevede che l’autorità amministrativa individuata con le disposizioni attuative delle norme in esame (di cui al comma 1: rectius comma 2), all’esito di una valutazione positiva della documentazione ricevuta, trasmette il nulla osta alla rappresentanza diplomatica o consolare competente per territorio che, compiuti gli accertamenti di rito, rilascia il visto di ingresso per investitori con l’espressa indicazione “visto investitori”.

Durante l’esame parlamentare all’articolo 26-bis è stato aggiunto un comma 3-bis il quale, ferma restando l'applicazione della disciplina antiriciclaggio (D.Lgs. n. 231 del 2007), dispone che per la preliminare verifica sulla sussistenza delle condizioni per il rilascio del richiamato nulla osta l'autorità amministrativa trasmette tempestivamente all'Unità di informazione finanziaria le comunicazioni che attestano la provenienza lecita dei fondi.

Unitamente a tali comunicazioni sono trasmessi ogni altra informazione, documento o atto disponibili sul soggetto che intende avvalersi della procedura per ottenere il visto per investitori, i quali siano ritenuti utili ai fini della verifica.

Con le norme attuative (di cui al comma 2 dell’articolo 26-bis) sono altresì disciplinate le forme e le modalità di attuazione delle predette verifiche preliminari, da concludere entro quindici giorni dalla trasmissione della richiamata documentazione, del relativo scambio di informazioni e della partecipazione richiesta agli organi di cui all'articolo 8, comma 2, del medesimo decreto legislativo n. 231 del 2007.

Il comma 4 dispone il rilascio, al titolare del visto per investitori, di un permesso di soggiorno biennale conforme alla normativa nazionale, recante la dicitura “per investitori” e revocabile anche prima della scadenza quando l’autorità amministrativa competente comunica alla questura che lo straniero non ha effettuato l’investimento o la donazione entro tre mesi dalla data di ingresso in Italia.

Per effetto delle modifiche parlamentari, si precisa che detto visto è revocato anche quando il soggetto interessato ha dismesso l'investimento prima della scadenza del termine di due anni.

Si dispone (comma 5) che il permesso di soggiorno “per investitori” è rinnovabile per periodi ulteriori di tre anni, previa valutazione positiva, da parte dell’autorità amministrativa competente, della documentazione comprovante che la somma da destinare a investimenti o donazioni filantropiche è stata interamente impiegata entro tre mesi dalla data di ingresso in Italia e che risulta ancora investita negli strumenti finanziari individuati dalla legge.

Per il rinnovo del permesso di soggiorno (comma 6), l’autorità amministrativa competente, all’esito di una valutazione positiva della documentazione ricevuta, trasmette il nulla osta alla questura della provincia in cui il richiedente dimora che provvede al rinnovo del permesso di soggiorno.

Infine (comma 7), secondo le ordinarie regole relative all’immigrazione, - ai sensi dell’articolo 29, comma 4 del Testo Unico - è consentito l’ingresso, al seguito dello straniero detentore del visto per investitori, dei familiari con cui è consentito il ricongiungimento ai sensi dello stesso dell’articolo 29 T.U. Ad essi è rilasciato un visto per motivi familiari ai sensi dell’articolo 30 T.U.

Il T.U. immigrazione prevede la possibilità di esercitare il diritto all’unità familiare attraverso l’istituto del ricongiungimento dei familiari residenti all’Estero, dietro richiesta dello straniero già soggiornante nel nostro Paese e previa disponibilità di un alloggio, di un reddito minimo annuo non inferiore all’assegno sociale e di una assicurazione sanitaria.

È, inoltre, possibile, ai sensi dell’articolo 29, comma 4, l’ingresso del familiare al seguito di uno straniero con idoneo titolo di soggiorno o di visto di ingresso, a condizione che ricorrano i requisiti di disponibilità di cui sopra (alloggio, reddito e assicurazione sanitaria).

Durante l’esame parlamentare è stato introdotto il comma 7-bis, che prevede una nuova ipotesi di reato che si realizza ove, nell'ambito della procedura di richiesta del “visto investitori”, siano esibiti o trasmessi atti o documenti falsi ovvero siano forniti dati e notizie non rispondenti al vero. In tali ipotesi si prevede la reclusione da un anno e sei mesi a sei anni. In relazione alla certificazione sulla provenienza lecita dei fondi per l’investimento, si applicano i reati di riciclaggio, impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita e di autoriciclaggio ove ne ricorrano i presupposti di legge (articoli 648-bis, 648-ter, 648-ter.1 del codice penale), nonché del reato di trasferimento fraudolento di valori (articolo 12-quinquies del D.L 8 giugno 1992, n. 306).

Rientro in Italia di ricercatori residenti all’estero

Il comma 149 modifica la vigente disciplina degli incentivi per il rientro in Italia di ricercatori e docenti residenti all’estero, rendendo strutturale la misura che consente, per un determinato periodo di tempo, di abbattere la base imponibile a fini IRPEF e IRAP.

Tale norma, introdotta originariamente dall’articolo 3 del decreto-legge n. 269 del 2003 è stata da ultimo riproposta dall’articolo 44 del decreto-legge n. 78 del 2010, da ultimo modificato per effetto dell’articolo 1, comma 14 della legge di stabilità 2015 (legge n. 190 del 2014).

L’articolo 44 richiamato prevede un’agevolazione fiscale, operante ai fini IRPEF e IRAP, per incentivare i ricercatori e i docenti residenti all’estero ad esercitare in Italia la loro attività. Essa consiste nell’esclusione dalla formazione del reddito di lavoro dipendente o autonomo, a fini IRPEF (e dalla base imponibile IRAP, ai sensi del comma 2), del novanta per cento degli emolumenti percepiti dai docenti e dai ricercatori che, ove siano in possesso di titolo di studio universitario o equiparato e non occasionalmente residenti all'estero, abbiano svolto documentata attività di ricerca o docenza all'estero presso centri di ricerca pubblici o privati o università per almeno due anni continuativi e che, a partire dal 31 maggio 2010 (data di entrata in vigore del D.L. n. 78 del 2010) ed entro i sette anni solari successivi, vengono a svolgere la loro attività in Italia, acquisendo conseguentemente la residenza fiscale nel territorio dello Stato. Tali emolumenti non concorrono altresì alla formazione del valore della produzione netta dell’imposta regionale sulle attività produttive. Ai sensi del comma 3 del predetto articolo 44, le disposizioni agevolative trovano applicazione a decorrere dal 1° gennaio 2011, nel periodo d’imposta in cui il ricercatore diviene fiscalmente residente nel territorio dello Stato e nei tre periodi d’imposta successivi, sempre che permanga la residenza fiscale in Italia.

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9) Ecco le misure del diritto camerale annuale 2017

Il Ministero dello Sviluppo Economico, con la nota n. 359584 del 15 novembre 2016, ha definito la misura del diritto annuale per i soggetti che si iscrivono nel Registro delle Imprese e nel R.E.A. a decorrere dal 1° gennaio 2017.

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10) Sisma 24 agosto: nuove risorse in G.U.

È in vigore la legge n. 229/2016, di conversione del decreto n.189/2016, con la quale il Governo ha stanziato maggiori risorse in favore delle popolazioni colpite dal sisma del 24 agosto 2016.

La Legge, pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 294 del 17 dicembre 2016, prevede interventi a favore delle micro, piccole e medie imprese situate nelle zone colpite dal terremoto e per la ripresa delle attività economiche già presenti nei territori dei Comuni colpiti. Con l'abrogazione del decreto-legge 11 novembre 2016, n. 205 restano in ogni caso validi gli atti ed i provvedimenti adottati, facendo salvi gli effetti prodottisi ed i rapporti giuridici sorti sulla base del medesimo decreto-legge.

In particolare, vengono concessi finanziamenti agevolati a tasso zero fino a 30mila euro, rimborsabili in 10 anni, e per una copertura al 100% degli investimenti e finanziamenti agevolati a tasso zero fino a 600mila euro, rimborsabili in 8 anni, e sempre per una copertura totale degli investimenti per favorire la nascita nuove imprese (micro, piccole e medie dimensioni) nei settori dell'artigianato, dell'industria, dei servizi alle persone, del commercio, del turismo e della trasformazione dei prodotti agricoli.

(Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro, nota del 19 dicembre 2016)

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11) Al Mef firma dell’accordo CDP-FEI per favorire l’accesso al credito delle pmi

È stato firmato il 16 dicembre 2016, al Ministero dell’Economia e delle Finanze, l’accordo tra la Cassa Depositi e Prestiti (CDP) e il Fondo Europeo per gli Investimenti (FEI – gruppo BEI) per dare sostegno alle piccole e medie imprese nell’accesso al credito. L’accordo, che si colloca nell’ambito del piano europeo per gli investimenti (Il cosiddetto ‘piano Juncker’) è stato sottoscritto, alla presenza del ministro Pier Carlo Padoan e del vicepresidente della Commissione europea, Jyrki Katainen, dall’amministratore delegato di CDP, Fabio Gallia, e dal presidente del FEI, nonché vice presidente delle BEI, Dario Scannapieco.

L’accordo attiva la piattaforma di investimento “EFSI Thematic Investment Platform for Italian SMEs” che, attraverso un sistema di garanzie e iniziative di risk-sharing, consentirà di sviluppare investimenti da parte delle piccole e medie imprese pari ad oltre 6 miliardi di euro. Sottolineando l’importanza dell’iniziativa, il ministro Padoan ha ricordato che ‘’gli investimenti sono la principale leva di cui disponiamo per favorire la crescita economica e creare occupazione’’ e le iniziative come quella prevista nell’accordo siglato oggi ‘’rappresentano il modo migliore per portare i finanziamenti al tessuto produttivo diffuso delle piccole e medie imprese italiane’’.

Il vicepresidente della Commissione europea Katainen ha precisato che ‘’il governo italiano è di forte supporto al piano Juncker’’ e che ‘’l’accordo di oggi dimostra come il piano di investimenti stia dando risultati alle PMI italiane, garantendo loro margine di manovra finanziario per investire nel futuro, creare posti di lavoro e crescita’’.

Secondo i dati aggiornati sull’utilizzo del piano Juncker in Italia, resi disponibili dalla BEI, risulta che sono state approvate 68 operazioni per 4,3 miliardi di euro che hanno attivato investimenti pari a 28,5 miliardi.

(MEF, nota del 16 dicembre 2016)

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12) Dal CNDCEC una guida per investire negli USA

Il volume, redatto da Cndcec e Fnc, è dedicato alle piccole e medie imprese che guardano al mercato nordamericano.

La Commissione Internazionalizzazione del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, in occasione della Missione organizzata dal Consiglio Nazionale a New York, nei giorni dal 7 al 10 novembre 2016, ha predisposto, unitamente alla Fondazione Nazionale dei Commercialisti, la “Guida agli investimenti Italia – Usa”, rivolta a tutti gli iscritti e dedicata all’Internazionalizzazione delle piccole e medie imprese verso il mercato nordamericano.

Con la pubblicazione della Guida, che fa seguito a quella realizzata in occasione della Missione negli Emirati Arabi Uniti, la Commissione ha inteso fornire uno strumento operativo utile ai commercialisti, finalizzato a concretizzare un primo approccio al Paese, propedeutico ad un percorso di consulenza rivolto ai loro clienti.

La Guida, redatta in italiano e in inglese, è strutturata in due parti, di cui una parte dedicata alla presentazione del Paese USA ed un’altra, rivolta agli investitori esteri, che descrive sinteticamente il sistema Italia.

La pubblicazione inizia con la presentazione dei Paesi sotto l’aspetto politico, economico e finanziario, evidenziandone le principali caratteristiche, con particolare riferimento ai temi fiscali e societari, connessi alla realizzazione di un’iniziativa imprenditoriale negli stessi Paesi e ai principali incentivi riservati dai due Paesi agli investitori e alle aziende.

La Guida è inoltre arricchita con tabelle economico-finanziarie, estratte da fonti ufficiali quali Istat, Banca d’Italia e MAECI, finalizzate a fornire una rappresentazione sintetica del Paese attraverso i principali indicatori economico finanziari.

Vengono altresì approfonditi i rapporti commerciali tra i due Paesi, tenuto conto che l’Italia, nel 2015, è stato il decimo partner degli Stati Uniti, con un aumento delle esportazioni di oltre il 4%.

Altro materiale relativo alla missione di novembre degli Usa è scaricabile dal sito del Cndcec.

(Consiglio nazionale dei commercialisti, nota del 19 dicembre 2016)

Vincenzo D’Andò