Diario quotidiano del 19 dicembre 2016: a breve il processo tributario telematico verrà esteso in tutta Italia – modifiche start-up senza notaio

Pubblicato il 19 dicembre 2016



1) E’ in vigore il decreto di modifica dell’atto costitutivo senza ricorrere al notaio
2) Condanna alle spese del giudizio in base al principio di soccombenza virtuale
3) Gli uffici impositori devono valutare le osservazioni e le richieste avanzate dal contribuente entro 60 giorni dal rilascio del p.v.c.
4) Agevolazioni fiscali per l’imprenditore agricolo professionale
5) L’attività di mediazione può essere anche online
6) A breve il processo tributario telematico verrà esteso in tutta Italia: dopo Toscana, Umbria, Abruzzo, Molise, Liguria, Piemonte, Emilia Romagna e Veneto, ecco il nuovo calendario
7) Anche ai fini Irap l’obiettiva incertezza della normativa giustifica la mancata applicazione delle sanzioni
8) Certificazione Unica 2017: bozza già disponibile
9) Enti locali: arriva il parere sul bilancio di previsione 2017-2019
10) Fondo di solidarietà: assegno straordinario, durata massima fino a sette anni per il biennio 2016-2017
diario-quotidiano-articoli-91) Per le start-up è in vigore il decreto di modifica dell’atto costitutivo senza ricorrere al notaio 2) Condanna alle spese del giudizio in base al principio di soccombenza virtuale 3) Gli uffici impositori devono valutare le osservazioni e le richieste avanzate dal contribuente entro 60 giorni dal rilascio del p.v.c. 4) Agevolazioni fiscali per l’imprenditore agricolo professionale 5) L’attività di mediazione può essere anche online 6) A breve il processo tributario telematico verrà esteso in tutta Italia, dopo Toscana, Umbria, Abruzzo, Molise, Liguria, Piemonte, Emilia Romagna e Veneto ecco il nuovo calendario 7) Anche ai fini Irap l’obiettiva incertezza della normativa giustifica la mancata applicazione delle sanzioni 8) Certificazione Unica 2017: bozza già disponibile 9) Enti locali: arriva il parere sul bilancio di previsione 2017-2019 10) Fondo di solidarietà: assegno straordinario, durata massima fino a sette anni per il biennio 2016-2017 ****

1) Per le start up è in vigore il decreto di modifica dell’atto costitutivo senza ricorrere al notaio

Start-up in forma di S.r.l.: modifiche dell’atto costitutivo senza notaio.

Il decreto ministeriale (DM Svil. Econ. 28 ottobre 2016), in vigore dall'11 dicembre 2016, consente di modificare l’atto costitutivo di una start-up innovativa in forma di S.r.l. mediante un modello standard uniforme sottoscritto con firma digitale, senza necessità di ricorrere ad un notaio (in deroga all’art. 2480 c.c.).

Tale modalità è utilizzabile esclusivamente (art. 1 c. 2 DM Svil. Econ. 28 ottobre 2016):

1) per le modifiche statutarie che non comportano la perdita dei requisiti di start-up innovativa;

2) per la cancellazione della società dalla sezione speciale del registro delle imprese dedicata alle start-up innovative.

Ecco di seguito il procedimento da seguire.

DM Svil. Econ. 28 ottobre 2016

Procedimento

Il verbale modificativo dell’atto costitutivo deve essere:

redatto in modalità informatica in conformità al modello standard ministeriale e sulla base delle specifiche tecniche del formato elettronico elaborabile del modello (che saranno pubblicate sul sito internet del Ministero);

sottoscritto digitalmente dal presidente dell’assemblea e da ciascun socio che ha approvato la delibera, in caso di s.r.l. pluripersonale, oppure, in caso di s.r.l. unipersonale, dall’unico socio: se sottoscritto in modo diverso, non è iscrivibile nel registro delle imprese;

depositato telematicamente per l’iscrizione nella sezione ordinaria del registro delle imprese, entro 30 giorni dall’assemblea. Contestualmente, deve essere depositata anche la dichiarazione di attestazione del mantenimento dei requisiti di start-up sottoscritta dal legale rappresentante

artt. 1 e 2 c. 1

L’ufficio del registro delle imprese effettua alcune verifiche e, in caso di esito positivo iscrive provvisoriamente il verbale nella sezione ordinaria del registro delle imprese, con la dicitura «modifica di atto costitutivo di start-up a norma dell’art. 4 comma 10-bis del D.L. 24 gennaio 2015, n. 3, iscritta provvisoriamente in sezione ordinaria, in corso di iscrizione in sezione speciale». Tale dicitura verrà eliminata al momento dell’iscrizione della modifica nella sezione speciale.

art. 2 c. 2, 4 e 5

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2) Condanna alle spese del giudizio in base al principio di soccombenza virtuale

La condanna al pagamento delle spese di lite può essere legittimamente emessa anche d'ufficio ed anche quando il giudice dichiari cessata la materia del contendere, dovendosi in tal caso deliberare, come recentemente indicato anche dalla Corte di Cassazione con ordinanza 2719/2015, il fondamento della domanda secondo il principio della soccombenza virtuale". Lo dicono i giudici della CTR campana che sono giunti a tale conclusione decidendo su un appello proposto da un Comune avverso la sentenza che lo condannava alle spese, pur avendo, lo stesso, eccepito la propria carenza di legittimazione passiva e chiesto la cessazione della materia del contendere.

Sentenza del 03/11/2016 n. 9517/01 - Comm. Trib. Reg. per la Campania

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3) Gli uffici impositori devono valutare le osservazioni e le richieste avanzate dal contribuente entro 60 giorni dal rilascio del p.v.c.

L'art. 12, comma 7, L. n. 212 del 2000 afferma che il contribuente può comunicare, entro sessanta giorni dal rilascio della copia del processo verbale di chiusura delle operazioni da parte degli organi di controllo, osservazioni e richieste che devono essere valutate dagli uffici impositori. Da un lato il principio di cooperazione tra amministrazione e contribuente contenuto nella suddetta norma impone di valutare sempre tali osservazioni, dall'altro, in linea con quanto affermato dalla Suprema Corte nella sentenza n. 3583/2016, non esiste alcun obbligo per l'amministrazione di esplicitare tale valutazione nell'atto impositivo. Nel caso in esame, avendo l'Amministrazione finanziaria espressamente ammesso nell'avviso di accertamento di non aver valutato le memorie presentate dal contribuente, i giudici di appello, diversamente da quanto sostenuto in primo grado, ritengono violato l'art. 12, comma 7, L. n. 212 del 2000 e meritevole di accoglimento l'appello presentato dal contribuente.

Sentenza del 25/10/2016 n. 987/7 - Comm. Trib. Reg. per l'Abruzzo

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4) Agevolazioni fiscali per l’imprenditore agricolo professionale

Una società agricola aveva beneficiato di agevolazioni fiscali in seguito alla presentazione di una attestazione in cui un socio si impegnava entro 24 mesi ad acquisire i requisiti stabiliti dalla vigente normativa per la qualifica di imprenditore agricolo professionale (IAP). Successivamente, avendo la società ottenuto la qualifica di "IAP" sulla base dei requisiti posseduti da altro socio, l'agenzia delle entrate contestava il diritto di usufruire delle agevolazioni, poiché concesso sulla base dell'attestazione presentata dall'altro socio. I giudici di prime cure, ritenendo che il soggetto che deve risultare in possesso dei requisiti di IAP sia la società, quindi anche per il tramite dei requisiti posseduti dall'altro socio, avevano accolto il ricorso della società agricola. La CTR, ribaltando l'esito del primo grado, afferma, invece, che i benefici fiscali richiesti dalla società in relazione alla qualifica di IAP che un socio si impegna a conseguire entro la data fissata, possono spettare in via definitiva solo se tale determinato soggetto consegue detta qualifica.

Sentenza del 20/09/2016 n. 285/1 - Comm. Trib. Reg. Friuli Venezia-Giulia

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5) L’attività di mediazione può essere anche online

Se dalla gestione di un servizio on-line emerga inequivocabilmente l’aspetto di una attività di intermediazione, scatta, per il gestore del sito, l’obbligo di iscrizione nel Registro imprese, presso la Camera di commercio competente, in qualità di agente di affari in mediazione.

Ministero sviluppo economico - parere 24 novembre 2016, n. 370305

Chiarimenti su servizio on-line: In riferimento alla richiesta inoltrata in data 18 novembre 2016 a mezzo e-mail, concernente "il possibile inquadramento della gestione di un servizio on-line quale esercizio di attività mediatizia ex lege 3 febbraio 1989, n. 39, con conseguente obbligo, per il gestore del sito, di iscrizione al competente R.I. camerale in qualità di agente di affari in mediazione".

In proposito viene spiegato quanto segue: nell’attività come ivi descritta sembra effettivamente ravvisarsi un esercizio di attività mediatizia ex lege n. 39/1989, poiché il gestore del sito in questione non si limiterebbe unicamente ad elencare asetticamente ai propri clienti le caratteristiche e la professionalità dei professionisti/artigiani iscritti nel sito stesso, senza influenzare la loro scelta od intervenire "professionalmente" nel loro rapporto con questi ultimi, bensì opererebbe prima una valutazione di merito tra dette caratteristiche, incrociandole con l'esigenza dei propri clienti, per poi fornire a costoro il servizio richiesto, cioè metterli in contatto con lo specifico professionista/artigiano individuato; tutto ciò dietro percepimento di un compenso prestabilito sulla conclusione dell'affare, che altro non sembra che una sorta di provvigione mediatizia per aver messo in contatto i due soggetti.

Pertanto, al contrario di quanto emergeva nella specifica richiesta alla quale era riferito il parere ministeriale n. 20229 del 27.1.2016 (a cui viene fatto riferimento nel quesito in esame), si ritiene, in sostanza, che nel caso così come prospettato emerga inequivocabilmente l’aspetto di un'attività di intermediazione che va ad incrociare le esigenze del singolo cliente del gestore del sito on-line e le prestazioni professionali dei professionisti inseriti nel suo database.

In questo caso, infatti il gestore in questione va ad esercitare quell'influenza mediatizia tra il suo cliente/richiedente il servizio ed il prestatore di servizi, per la quale è chiamato a svolgere valutazioni di merito sulle offerte poste in piattaforma e sugli utilizzatori della stessa.

Stante quanto sopra, l'avviso ministeriale è, per quanto di competenza, favorevole ad un inquadramento dell'attività di cui trattasi tra quelle degli agenti di affari in mediazione di cui alla richiamata legge n. 39/1989.

In aggiunta a quanto sopra rappresentato, c’è infine da evidenziare che il soggetto in questione, così come descritto nel quesito, si troverebbe a svolgere indubitabilmente attività imprenditoriale per la quale, pertanto, si troverebbe ad essere obbligatoriamente tenuto all’iscrizione al competente Registro delle Imprese camerale.

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6) A breve il processo tributario telematico verrà esteso in tutta Italia

Nel 2017 il processo tributario telematico si estenderà a tutto il territorio nazionale. Per l’anno 2016, il piano della estensione del processo tributario telematico (PTT) è stato portato a termine con l’attivazione del PTT nelle Commissioni tributarie presenti nelle regioni Toscana, Umbria, Abruzzo, Molise, Liguria, Piemonte, Emilia Romagna e Veneto.

Con il Decreto del Direttore Generale delle finanze del 15 dicembre 2016, si prevede di completare nel 2017 l’estensione del PTT a tutte le Commissioni tributarie presenti nelle restanti regioni, secondo il seguente calendario:

- Campania, Puglia e Basilicata – 15 febbraio 2017;

- Lazio, Lombardia e Friuli Venezia Giulia – 15 aprile 2017;

- Calabria, Sicilia e Sardegna – 15 giugno 2017;

- Marche, Val d’Aosta e Province autonome di Trento e Bolzano – 15 luglio 2017.

Saranno significativi i vantaggi per tutti gli operatori del settore in termini di riduzione di costi, semplificazione e celerità degli adempimenti processuali, con effetti indiretti anche sulla durata del processo tributario.

Il Dipartimento delle finanze prosegue nella diffusione dei servizi telematici a beneficio dei cittadini e degli operatori del settore.

Addio carta: Con il processo tributario telematico viene da un lato consentito alle parti di utilizzare la Posta elettronica certificata (Pec) per la notifica dei ricorsi e degli appelli e dall'altro di poter effettuare il successivo deposito in via telematica nella commissione tributaria competente tramite l'apposito applicativo Ptt. Senza più la necessità, quindi, di doversi recare fisicamente presso le segreterie oppure di ricorrere alle notifiche convenzionali, con un risparmio di tempo e di costi per contribuenti e uffici. Ciò a patto che la parte in causa si sia registrata preventivamente al Sigit, il sistema informativo della giustizia tributaria.

Quando la facoltà diventa obbligo: La strada telematica è una facoltà a disposizione del contribuente, che può legittimamente continuare a utilizzare le modalità tradizionali (ufficiale giudiziario, posta o deposito a sportello).

Tuttavia, come chiarito dalla circolare n. 2/2016 della Direzione giustizia tributaria del Dipartimento finanze, la parte resistente può sempre optare per le modalità telematiche, anche laddove la controparte abbia deciso di adottare la forma cartacea. Tuttavia, una volta effettuata l'opzione in primo grado per una delle due modalità, questa dovrà essere mantenuta anche nel giudizio di appello (salva l'ipotesi in cui venga sostituito il difensore, che contempla invece la possibilità di una nuova opzione).

L'esito dei depositi: Oltre ad abbattere le spese, il processo telematico consente anche una maggiore tempestività nelle notifiche, riducendo al minimo il rischio del mancato perfezionamento delle stesse. Una volta effettuata la validazione e inviato il ricorso e gli allegati, infatti, il sistema rilascia una ricevuta sincrona nella duplice modalità a video e tramite Pec. Dopodiché il «cervellone» del Mef procede a una serie di controlli automatici (presenza di virus, integrità dei file ecc.) al fine di accertare che non vi siano errori bloccanti. Da qui l'iscrizione della causa a ruolo, comunicando l'esito al ricorrente o al suo difensore. Qualora siano presenti anomalie meno gravi, secondo quanto precisato dalla circolare n. 2/Df del 2016, i documenti vengono accettati comunque e la problematica viene comunicata alla parte depositante.

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7) Anche ai fini Irap l’obiettiva incertezza della normativa giustifica la mancata applicazione delle sanzioni

Il giudice tributario può decidere di non fare applicare sanzioni al contribuente che si trova in stato di incertezza normativa.

Per cui anche se è dovuta l’Irap vanno disapplicate le sanzioni irrogate dall’Agenzia delle entrate al contribuente.

Lo stabilisce la Corte di Cassazione con la sentenza n. 25853/2016.

Un commercialista ha ricevuto una cartella derivante dal controllo automatizzato con la quale era richiesta l’Irap, oltre interessi e sanzioni calcolata sul reddito professionale dichiarato.

Il provvedimento è stato impugnato dinanzi al giudice tributario che in primo grado confermava l’illegittimità della pretesa erariale. Il collegio di appello, invece, ha riformato integralmente la decisione rilevando che il professionista non aveva fornito la prova dell’assenza del presupposto impositivo.

Il contribuente ha presentato ricorso in Cassazione lamentando, in estrema sintesi, un’omessa pronuncia da parte della Ctr sull’irregolarità della procedura automatizzata utilizzata dall’Ufficio, sul rigetto delle prove fornite con il ricorso introduttivo ed anche sulla richiesta di disapplicazione delle sanzioni.

La Suprema corte ha ritenuto fondata solo la doglianza in tema di sanzioni. I giudici di legittimità hanno innanzitutto ricordato la violazione della norma tributaria può essere sanzionata solo quando esista un’obiettiva incertezza giuridicamente rilevante.

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8) Certificazione Unica 2017: bozza già disponibile

E’ passata al 31 marzo il termine per la consegna al lavoratore. Disponibile dal 15 dicembre 2016 sul sito dell’Agenzia delle Entrate www.agenziaentrate.gov.it la bozza della Certificazione Unica 2017 relativa ai redditi 2016. Per la consegna del modello al soggetto che percepisce le somme i sostituti d’imposta avranno tempo fino al 31 marzo (e non più fino al 28 febbraio), mentre rimane ferma la scadenza del 7 marzo per la trasmissione telematica delle certificazioni uniche da parte dei datori di lavoro e degli enti pensionistici. Fanno il loro ingresso nuove sezioni per l’inserimento dei premi di risultato e per la gestione dei rimborsi di beni e servizi non soggetti a tassazione.

Premi di risultato

Entra nel nuovo modello una sezione ad hoc per gestire le somme erogate per premi di risultato. La legge di Stabilità 2016 ha, infatti, previsto, a decorrere dal 2016, l’applicazione di un’imposta sostitutiva dell’Irpef e delle addizionali del 10% per i premi di risultato; il beneficio riguarda, inoltre, la partecipazione agli utili d’impresa da parte dei lavoratori. Possono fruire dell’agevolazione i titolari di reddito di lavoro dipendente, del settore privato, di importo non superiore a 50mila euro nell’anno precedente a quello in cui le somme agevolate sono state percepite.

Lavoratori “impatriati” e rimborsi

Tra le novità compaiono, inoltre, appositi campi per gestire il regime speciale, introdotto dal D.lgs. n. 147/2015, relativo ai redditi di lavoro dipendente prodotti in Italia da lavoratori che trasferiscono la residenza nel territorio dello Stato e che concorrono alla formazione del reddito complessivo limitatamente al 70 per cento del suo ammontare. È stata infine introdotta una nuova sezione per gestire i dati relativi ai rimborsi di beni e servizi non soggetti a tassazione effettuati dal datore di lavoro.

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 236 del 15 dicembre 2016)

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9) Enti locali: arriva il parere sul bilancio di previsione 2017-2019

Il documento, messo a disposizione dal Consiglio nazionale dei commercialisti, è redatto in collaborazione con Ancrel

Il Consiglio nazionale dei commercialisti ha reso disponibile la relazione dell'organo di revisione degli Enti locali sulla proposta di bilancio di previsione e pluriennale 2017- 2019.

Il documento, redatto in collaborazione con l’Associazione Nazionale Certificatori e Revisori Enti Locali (Ancrel), è aggiornato sulla base della normativa vigente. Il documento è composto di un testo word con traccia della relazione dell'organo di revisione e dalle tabelle excel per l'inserimento dei dati. I consiglieri nazionali delegati alla materia, Marcello Marchetti e Giovanni Gerardo Parente, precisano che esso rappresenta soltanto una traccia per la formazione della relazione da parte dell'organo di revisione.

(CNDCEC, nota del 16 dicembre 2016)

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10) Fondo di solidarietà: assegno straordinario, durata massima fino a sette anni per il biennio 2016-2017

Il decreto interministeriale n. 97220 del 23 settembre 2016, pubblicato nella GU n. 266 del 14/11/2016, ha modificato il Regolamento del Fondo di solidarietà del personale del credito ordinario nella parte relativa alla durata massima dell’assegno straordinario.

Come è noto, ai sensi dell’art. 5, comma 1, lettera b, del decreto interministeriale n. 83486 del 28 luglio 2014, il personale dipendente delle aziende di credito coinvolto in processi di ristrutturazione o riorganizzazione aziendale, compreso quello con qualifica di dirigente, può essere ammesso a fruire dell’assegno straordinario per maturare i requisiti minimi per la fruizione del trattamento pensionistico (il più prossimo tra quello anticipato o di vecchiaia) a carico della gestione previdenziale obbligatoria di appartenenza entro un periodo massimo di cinque anni dalla data di risoluzione del rapporto di lavoro.

L’art. 12 del decreto legge n. 59 del 3 maggio 2016, convertito nella legge n. 119 del 30 giugno 2016 recante: "Disposizioni urgenti in materia di procedure esecutive e concorsuali, nonché a favore degli investitori in banche in liquidazione" (GU n. 153 del 2 luglio 2016) ha previsto che, limitatamente agli anni 2016 e 2017, ferma restando la modalità di finanziamento prevista dall'art. 33, comma 3, del decreto legislativo n. 148 del 14 settembre 2015, la durata massima dell’assegno straordinario aumenti da cinque a sette anni.

Pertanto, ai sensi del citato decreto del 23 settembre 2016, per le nuove decorrenze di assegno straordinario comprese nel biennio indicato in oggetto (ultima decorrenza ammessa 1° dicembre 2017 con risoluzione del rapporto di lavoro il 30 novembre 2017), il periodo massimo individuale di permanenza nel Fondo è pari a ottantaquattro mesi (7 anni).

(INPS, messaggio n. 5100 del 16 dicembre 2016)

Vincenzo D’Andò