Diario quotidiano del 15 dicembre 2016: deducibilità delle spese di sponsorizzazione sportive a rischio se non direttamente inerenti

Pubblicato il 15 dicembre 2016



1) Deducibilità delle spese di sponsorizzazione sportive a rischio
2) Niente riduzioni fiscali per l’albergo gestito dall’ente religioso
3) Ecotassa regionale: ricorso al giudice tributario
4) Ecobonus esteso ai condomini
5) Deduzioni fiscali per le erogazioni a Fondazioni: in G.U. l’elenco dei beneficiari
6) Immobili: è nullo l’affitto se manca la registrazione del contratto
7) TFR: ecco il coefficiente di rivalutazione di novembre 2016
8) Sciopero commercialisti: blocco delle prossime scadenze fiscali
9) Ammortizzatori in deroga, INPS interviene dopo il Ministero
10) Nuova versione di Pregeo 10: aggiornamento del catasto terreni più facile e immediato
11) Compliance e contrasto all’evasione: dal Fisco le linee guida 2017
12) Fissazione delle modalità di pagamento dell’accisa su alcuni prodotti
diario-quotidiano-articoli-71) Deducibilità delle spese di sponsorizzazione sportive a rischio 2) Niente riduzioni fiscali per l’albergo gestito dall’ente religioso 3) Ecotassa regionale: ricorso al giudice tributario 4) Ecobonus esteso ai condomini 5) Deduzioni fiscali per le erogazioni a Fondazioni: in G.U. l’elenco dei beneficiari 6) Immobili: è nullo l’affitto se manca la registrazione del contratto 7) TFR: ecco il coefficiente di rivalutazione di novembre 2016 8) Sciopero commercialisti: blocco delle prossime scadenze fiscali 9) Ammortizzatori in deroga, INPS interviene dopo il Ministero 10) Nuova versione di Pregeo 10: aggiornamento del catasto terreni più facile e immediato 11) Compliance e contrasto all’evasione: dal Fisco le linee guida 2017 12) Fissazione delle modalità di pagamento dell’accisa su alcuni prodotti *****

1) Deducibilità delle spese di sponsorizzazione sportive a rischio

Le spese di sponsorizzazione non possono essere dedotte come spese di pubblicità, ma soltanto come spese di rappresentanza e quindi soggette ai limiti previsti dalle norme ai fini delle imposte sui redditi, tranne che il contribuente riesca a fornire la prova che l’attività sponsorizzata possa essere ricondotta una diretta aspettativa di ritorno economico e commerciale a proprio favore.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza 24911 del 6 dicembre 2016.

La vicenda è scaturita dall’avviso di accertamento emesso dall’Agenzia delle entrate in rettifica del reddito di una Srl, esercente attività di costruzione e gestione di impianti di depurazione, per non avere ritenuto inerente le spese di pubblicità e promozione nei confronti del’associazione motociclistica A.S., trattandosi «di spese di sponsorizzazione che in quanto tali, vanno ricomprese nelle spese di rappresentanza».

La C.T.R. ha confermato tale recupero stante la mancata documentazione del relativo costo e oltretutto non essendo specificato nella fattura «né il tipo di consulenza tecnica né il luogo ove questa è avvenuta».

La Suprema Corte ha affermato che in tema di distinzione tra spese di rappresentanza e spese pubblicitarie, per la quale è necessaria una rigorosa verifica in fatto della effettiva finalità delle spese (Cass. 16812/2014), questa Corte, in ragione della diversità, anche strategica, degli obiettivi, ha affermato il principio che costituiscono spese di rappresentanza quelle affrontate per iniziative volte ad accrescere il prestigio e l'immagine dell'impresa al fine di potenziarne le possibilità di sviluppo; mentre vanno qualificate come spese di pubblicità o di propaganda quelle erogate per la realizzazione di iniziative tendenti alla pubblicizzazione di prodotti, marchi e servizi offerti dalla società al fine diretto di incrementare le vendite.

La CTR ha pertanto correttamente qualificato le indicate spese, sia con riferimento al materiale (orologi e portachiavi), non includibile tra le spese di pubblicità, in quanto estraneo all'attività della contribuente; sia in relazione alle spese per la diffusione del marchio della società nelle gare del campionato italiano di motociclismo, correttamente considerate spese di sponsorizzazione, anche sulla base dell'esame della documentazione (contratto stipulato con l'associazione motociclistica A.S.Top Racing). Le spese di sponsorizzazione costituiscono infatti, in via generale, spese di rappresentanza, deducibili nei limiti della norma menzionata (art. 74, comma 2, del d.P.R. n. 917 del 1986, oggi art. 108), salvo che il contribuente fornisca la prova, nella fattispecie insussistente, che all'attività sponsorizzata sia riconducibile una diretta aspettativa di ritorno economico e commerciale in proprio favore (Cfr. Cass. n. 21977/2015; n. 16596/2015; n. 3084/2016; n.8116/2016). In conclusione è stato rigettato il ricorso del contribuente.

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2) Niente riduzioni fiscali per l’albergo gestito dall’ente religioso

Anche se gestito dall’ente religioso, l’hotel deve pagare le imposte senza alcuna riduzione di sorta.

A tal proposito, la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 25586 del 13 dicembre 2016, ha stabilito che il riconoscimento dell’applicabilità della riduzione di imposta non può essere concesso secondo un criterio meramente soggettivo quale la qualifica dell’ente, ma è necessario considerare la natura dell’attività svolta in concreto dall’ente stesso. Nel caso esaminato dalla sezione tributaria della Suprema Corte, l’Agenzia delle Entrate aveva provato che l’attività di pensionato gestito da un ente religioso era una struttura ricettiva che costituiva di fatto un’attività alberghiera, aperta al pubblico gestita in modo imprenditoriale a prezzi che seguivano logiche di mercato. Pertanto la Corte ha cassato la sentenza di secondo grado della Commissione Tributaria, accogliendo il ricorso dell’Agenzia.

Non basta, quindi, istituire un ente religioso, solo al fine di potere fruire delle enormi agevolazioni fiscali loro concesse nell’esercizio della loro attività istituzionale, ma occorre, invece, indagare sul tipo di attività concretamente svolto dall’istituto religioso.

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3) Ecotassa regionale: ricorso al giudice tributario

Il giudice tributario è l’organo competente sulle controversie per l’ecotassa regionale dovuta dai gestori di stoccaggio dei rifiuti.

Per le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, ordinanza n. 25515 del 13 dicembre 2016, si tratta, infatti, di un tributo con le caratteristiche tipiche del prelievo fiscale. La questione è scaturita dall’avviso di accertamento emesso da una regione, per omesso pagamento del tributo speciale per il deposito in discarica di rifiuti solidi dovuto dalle società di gestione.

La società aveva impugnato l’atto impositivo innanzi alla Commissione tributaria provinciale, che respingeva il ricorso, ma, in sede d’appello, il giudice tributario rilevava il difetto di giurisdizione, atteso che le controversie afferenti l’ecotassa sarebbero state – secondo il collegio regionale – di competenza del giudice amministrativo, non rientrando i relativi atti tra quelli tassativamente impugnabili innanzi alle commissioni tributarie e rientrando gli stessi in un procedimento caratterizzato da ampia discrezionalità della Pubblica Amministrazione. Il TAR innanzi al quale era stato riassunto il giudizio, però, ha sollevato d’ufficio conflitto negativo di giurisdizione, ritenendo la controversia devoluta al giudice tributario.

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4) Ecobonus esteso ai condomini

Continua ancora per un anno, fino al 31 dicembre 2017, la detrazione del 65% delle spese relative ad interventi di riqualificazione energetica degli edifici prevista dall’art. 14, D.L. 63/2013, lettera a) n. 1 (cd. “ecobonus”). A prorogarla è stata la Legge di bilancio per il 2017 (articolo 1, commi 2-3) che rafforza la misura nei confronti dei condomini.

Le nuove disposizioni prevedono, infatti, la proroga dell’agevolazione fino al 31 dicembre 2021 per gli interventi sulle parti comuni condominiali o che interessano tutte le unità immobiliari del condominio. Per tali spese, riferite a specifici interventi dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2021, sono anche maggiorate le percentuali di detrazione che salgono al:

- 70%, per gli interventi che interessino l’involucro dell’edificio;

- 75%, per interventi finalizzati a migliorare la prestazione energetica invernale o estiva.

Ai condomini viene, inoltre, riconosciuta la possibilità di cedere la detrazione ai fornitori che hanno effettuato gli interventi nonché a soggetti privati, con la possibilità che il credito sia successivamente cedibile. Rimane esclusa la cessione ad istituti di credito ed intermediari finanziari.

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5) Deduzioni fiscali per le erogazioni a Fondazioni: in G.U. l’elenco dei beneficiari

Sono deducibili dal reddito del soggetto erogante (art. 1, comma 353, della legge 23 dicembre 2005, n. 266) i fondi trasferiti dalle società e dagli altri soggetti passivi dell’Ires, a titolo di contributo o liberalità, in favore delle fondazioni e associazioni regolarmente riconosciute, a norma del regolamento di cui al D.P.R. 10 febbraio 2000, n. 361, aventi per oggetto statutario lo svolgimento o la promozione di attività di ricerca scientifica, individuate, ai soli fini fiscali, nell’allegato, che forma parte integrante e sostanziale del presente decreto e può essere soggetto a revisione annuale.

È stato, infatti, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 290 del 13 dicembre 2016 l’elenco delle fondazioni e associazioni regolarmente riconosciute cui fa riferimento la disposizione della Stabilità 2006 (L. 266/2005). Tale norma riconosce l’integrale deducibilità dal reddito del soggetto erogante dei fondi trasferiti per il finanziamento della ricerca, a titolo di contributo o liberalità, dalle società e dagli altri soggetti passivi dell'IRES in favore di università, fondazioni universitarie, e di istituzioni universitarie pubbliche, degli enti di ricerca pubblici, delle fondazioni e delle associazioni regolarmente riconosciute, aventi per oggetto statutario lo svolgimento o la promozione di attività di ricerca scientifica. Dette associazioni e fondazioni, ai sensi della norma in commento, devono essere individuate con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, adottato su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze, del Ministro dell'istruzione, dell’Università e della ricerca e del Ministro della salute.

Da qui l’adozione del D.P.C.M. 31 ottobre 2016, pubblicato adesso in Gazzetta, che aggiorna il vecchio elenco allegato al D.P.C.M. 8 maggio 2007, delle associazioni e fondazioni nei confronti delle quali possono essere effettuate elargizioni deducibili dal reddito ai sensi della disposizione in commento.

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6) Immobili: è nullo l’affitto se manca la registrazione del contratto

E’ nulla la locazione di immobili se il contratto non viene registrato. Lo ribadisce la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 25503 del 13 dicembre 2016, secondo cui un contratto di locazione non registrato è da ritenere nullo ai sensi dell’articolo 1, comma 346, della Legge n. 311/2004.

La Suprema Corte mette in risalto come la prestazione compiuta in esecuzione di un contratto di locazione non registrato, e quindi nullo, costituisce un indebito oggettivo disciplinato dall’art. 2033 c.c., e non dall’art. 1458 del medesimo codice.

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7) TFR: ecco il coefficiente di rivalutazione di novembre 2016

L’indice Istat relativo al mese di novembre 2016 è pari a 100 %. Il coefficiente per rivalutare le quote di trattamento di fine rapporto è 1,445093%.

Prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati

Per adeguare periodicamente i valori monetari, ad esempio il canone di affitto o l’assegno dovuti al coniuge separato, si utilizza l’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI) al netto dei tabacchi. Tale indice si pubblica sulla Gazzetta Ufficiale ai sensi dell’art. 81 della legge 27 luglio 1978, n. 392.

Periodo di riferimento: novembre 2016

Aggiornato: 14 dicembre 2016

Prossimo aggiornamento: 16 gennaio 2016

Indice generale FOI

100

Variazione % rispetto al mese precedente

0,0

Variazione % rispetto allo stesso mese dell’anno precedente

+0,1

Variazione % rispetto allo stesso mese di due anni precedenti

+0,1

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8) Sciopero commercialisti: blocco delle prossime scadenze fiscali

Sciopero a fine febbraio. I commercialisti vanno verso un’astensione di otto giorni dal 28 febbraio al 7 marzo, che di fatto riguarderà la dichiarazione Iva (in scadenza nel 2017 proprio il 28 febbraio) e le udienze presso le Commissioni tributarie di primo e secondo grado.

In migliaia si sono presentati a Roma a Piazza Santi Apostoli per annunciare il prossimo blocco dei primi adempimenti fiscali del prossimo anno (si tratta del primo sciopero in assoluto): Piazza gremita di professionisti (gli organizzatori parlano di almeno quattromila professionisti). Questo si è reso possibile per l’intervento (patrocinato dal CNDCEC) dei sette sindacati dei Dottori commercialisti ed esperti contabili che hanno contestato le recenti politiche tributarie del governo, tra le quali gli otto nuovi adempimenti per la comunicazione dei dati Iva introdotti dal decreto fiscale collegato alla manovra, che rappresentano un ulteriore vessazione per contribuenti e professionisti. Il Comitato Unitario Commercialisti (Adc, Aidc, Anc, Andoc, Unagraco, Ungdcec e Unico), ha così deciso di protestare contro la scarsa considerazione dell’esecutivo, chiedendo a voce alta dignità e rispetto per la categoria.

Si è parlato del blocco dell’invio delle prime dichiarazioni Iva di febbraio 2017 e delle udienze davanti alle commissioni tributarie. I commercialisti chiedono di essere riconosciuti come reali interlocutori del legislatore tributario e non semplici esecutori. Viene previsto uno sciopero imminente, se non verranno segnali da parte del governo.

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9) Ammortizzatori in deroga, INPS interviene dopo il Ministero

Il DLgs n. 185/16, recante disposizioni integrative e correttive al Jobs act, ha modificato il DLgs n. 148/15, aggiungendo all’art.44, dopo il comma 6, il comma 6-bis, con il quale è stata ampliata, sotto diversi profili rispetto alla previgente disciplina, la possibilità per le Regioni e le Province autonome di derogare ai criteri di cui agli artt.2 e 3 del decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze n. 83473 del 1 agosto 2014.

Il Ministero del lavoro sul tema ha emanato la circolare esplicativa n.34/16 ripresa nella circolare Inps n. 217/16. Lo precisa il Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro con una nota del 14 dicembre 2016.

Il comma 6-bis del Dlgs prevede che le Regioni e le Province autonome possono disporre l’utilizzo delle risorse ad esse attribuite in misura non superiore al 50% anche in deroga ai criteri introdotti dal D.I. n.83473 del 1 agosto 2014. La previgente disciplina prevedeva, invece, a tale fine, l’utilizzo di una quota delle risorse assegnate nell’annualità di riferimento non superiore al 5%.

L’attuale quota del 50% delle risorse assegnate alle Regioni e alle Province autonome, in continuità con la previgente disciplina, può essere integrata disponendo l’integrale copertura degli oneri connessi a carico delle finanze regionali e delle risorse assegnate alla Regione o alla Provincia autonoma nell’ambito dei Piani o Programmi coerenti con la specifica destinazione, ai sensi dell’art. 1, comma 253, della Legge n. 228/12.

La disciplina contenuta nel nuovo comma 6-bis è efficace anche con riferimento ai provvedimenti di assegnazione delle risorse alle Regioni e Province autonome già emanati per gli anni 2014, 2015 e 2016. Pertanto, quanto riferito alla originaria ripartizione 95% e fino al 5% dovrà essere letto, alla luce della novella normativa in argomento, come 50% per la decretazione ex artt. 2 e 3 del D.I. n. 83473 del 1 agosto 2014 e fino al 50% per la decretazione in deroga a quest’ultimi articoli.

Pertanto, il riferimento contenuto nella circolare ministeriale n. 34/16 circa l’utilizzo delle risorse assegnate per gli anni 2014, 2015 e 2016, con esclusione delle risorse già oggetto di decretazione, “indipendentemente dall’anno di finanziamento di riferimento, seguendo l’ordine cronologico degli interventi concessi”, verrà applicato dall’Istituto nel rispetto della preventiva chiusura delle annualità pregresse come sopradescritto.

Provvedimenti concessori di ammortizzatori sociali in deroga con effetti di durata anche ulteriore rispetto al 31 dicembre 2016

Per quanto riguarda la mobilità in deroga si evidenzia che tale prestazione è sostanzialmente un’estensione ad una platea di beneficiari più ampia della mobilità ordinaria, dalla quale mutua diversi aspetti della disciplina. In caso di concessioni di provvedimenti di mobilità in deroga con data di inizio del trattamento successiva al 31 dicembre 2016, non sono più in vigore le norme che disciplinano la prestazione.

Conseguentemente, le Regioni e Province autonome possono concedere provvedimenti di mobilità in deroga con effetti di durata oltre la data del 31 dicembre 2016 solo nel caso in cui il trattamento in argomento abbia inizio entro la fine dell’anno 2016, oppure con decorrenza successiva al 31 dicembre 2016, purché la mobilità in deroga sia consecutiva esclusivamente alla fruizione di un precedente intervento di mobilità ordinaria scaduto dopo il 31 dicembre 2016.

La circolare INPS n. 217/16 prende in esame anche gli ammortizzatori sociali in deroga che hanno inizio entro la fine dell’anno 2016 e gli ammortizzatori sociali in deroga la cui decorrenza sia successiva al 31 dicembre 2016.

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10) Nuova versione di Pregeo 10: aggiornamento del catasto terreni più facile e immediato

Dal 19 dicembre Pregeo 10 si rinnova e rende più semplice la predisposizione degli atti di aggiornamento cartografico da parte dei tecnici professionisti. Con la circolare n. 44/E del 14 dicembre 2016, l’Agenzia delle Entrate illustra le funzionalità introdotte nella nuova versione di Pregeo, il software utilizzato per l’aggiornamento del catasto terreni, dà istruzioni agli uffici e detta le regole per la predisposizione di particolari atti di aggiornamento da parte dei professionisti. Tra le funzionalità nuove di zecca rientrano ad esempio la possibilità di scaricare automaticamente gli archivi della Tabella Attuale dei Punti Fiduciali e una procedura per importare i dati misurati con tecnologia satellitare GPS nel formato Pregeo. Per assicurare una transizione graduale al nuovo sistema, la vecchia versione del software rimarrà comunque disponibile fino al 28 aprile 2017.

Come funziona la procedura informatica - Pregeo 10 permette ai tecnici professionisti di inviare telematicamente le istanze di aggiornamento all’Agenzia delle Entrate in qualunque momento della giornata, senza doversi recare presso gli sportelli. La procedura riconosce automaticamente le variazioni catastali e, conseguentemente, la natura dell’atto a partire dalla proposta di aggiornamento, dall’estratto di mappa e dal modello per il trattamento dei dati censuari e procede all’aggiornamento automatico degli archivi del catasto terreni.

Nuove funzionalità - La prossima release di Pregeo 10 rende ancora più facile la predisposizione degli atti di aggiornamento da parte degli operatori del settore. Infatti con la nuova versione è possibile attivare le seguenti funzioni:

- download diretto, via web, degli archivi della Tabella Attuale dei Punti Fiduciali (TAF) e delle Mutue Distanze misurate tra Punti Fiduciali (DIS);

- export nel formato di interscambio “Autodesk DXF” dei risultati dell’elaborazione di un libretto delle misure;

-procedura per l’import, nel libretto delle misure, nel formato Pregeo, dei dati misurati con tecnologia satellitare GPS a partire dai formati di export dei software di post processing dei ricevitori satellitari più diffusi (Leica,Trimble, Topcon);

- procedura in ambiente grafico interattivo che consente di riscontrare la corretta corrispondenza tra l’identificativo letterale assegnato alle particelle derivate nel modello per il trattamento dei dati censuari e la relativa superficie con gli identificativi assegnati nella proposta di aggiornamento, con la possibilità di modificare, se necessario, l’identificativo letterale provvisorio nel modello censuario;

- procedura che consente, durante la fase di elaborazione del libretto delle misure, di visualizzare graficamente l’Estratto di mappa nel formato raster sovrapposto allo schema del rilievo sul terreno; lo schema del rilievo sul terreno sovrapposto all’Estratto di mappa nel formato alfa-numerico; i valori delle grandezze misurate indirettamente.

Orto-immagini digitali e approvazione automatica - A partire dall’anno in corso nel sistema informatico del Catasto sono state rese disponibili le orto-immagini di nuova generazione, dotate di una risoluzione maggiore. La circolare di oggi chiarisce che, a seguito dell’approvazione e registrazione automatica degli atti di aggiornamento cartografici, gli uffici dovranno porre in essere un confronto tra la rappresentazione cartografica dello stato dei luoghi riprodotta nella proposta di aggiornamento e quello interpretabile dalle orto-immagini citate. Se in seguito al confronto emergono differenze oggettive, l’atto di aggiornamento dovrà essere sottoposto a un successivo collaudo sul terreno da parte dei funzionari degli uffici.

Rilascio dell’estratto di mappa digitale in via telematica - Nel documento di prassi l’Agenzia chiarisce che per il rilascio dell’estratto di mappa digitale o per l’approvazione di atti d’aggiornamento in via telematica, in esenzione dei tributi speciali catastali e/o dell’imposta di bollo, non è obbligatorio allegare alcuna documentazione. Per gli uffici sarà sufficiente la dichiarazione del tecnico professionista al momento della richiesta del servizio, in cui viene indicata la norma che consente l’esenzione.

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 234 del 14 dicembre 2016)

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11) Compliance e contrasto all’evasione: dal Fisco le linee guida 2017

La direzione Accertamento scrive agli uffici: favorire l’adempimento spontaneo, avviare i controlli sulla voluntary 2, concentrare risorse sulle posizioni meno trasparenti.

---> Leggi qui l'approfondimento

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12) Fissazione delle modalità di pagamento dell’accisa su alcuni prodotti

D.M. dell’8.11.2016 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale - Serie Generale - n.280 del 30.11.2016 – Fissazione delle modalità di pagamento dell’accisa su alcuni prodotti, relativamente alle immissioni in consumo avvenute nel periodo dal 1° al 15 del mese di dicembre 2016 -

L’Agenzia delle Dogane, il 14 dicembre 2016, ha pubblicato la nota n. 139422/RU del 12 dicembre 2016.

Per determinare le modalità e i termini di pagamento dell’accisa su alcuni prodotti energetici, sull’alcole etilico e sulle bevande alcoliche, relativamente alle immissioni in consumo avvenute nel periodo dal 1° al 15 dicembre 2016, è stato emanato il D.M. 8.11.2016, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale – Serie Generale – n. 280 del 30.11.2016.

L’articolo 1 del predetto Decreto prevede che i pagamenti dell’accisa sull’alcole etilico, sulle bevande alcoliche e sui prodotti energetici diversi dal gas naturale, dal carbone, dalla lignite e dal coke, relativi alle immissioni in consumo effettuate nel periodo dal 1° al 15 del mese di dicembre 2016, sono effettuati, nel medesimo anno, entro:

a) il 19 dicembre, se eseguiti con l’utilizzo del modello unificato F/24 di cui all’art.17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n.241, con esclusione della compensazione di eventuali crediti;

b) il 27 dicembre, se eseguiti direttamente in Tesoreria o tramite conto corrente postale.

E’ possibile utilizzare il modello F/24 per effettuare i pagamenti in scadenza al 27 dicembre 2016 ai sensi del comma 6 dell’art.28 della legge 23.12.2000, n.388 dell’accisa sul gas naturale, dell’accisa sul carbone, lignite e coke, dell’imposta di consumo sugli oli lubrificanti e bitumi di petrolio, della tassa sulle emissioni di anidride solforosa e di ossidi di azoto.

Restano fermi i termini e le modalità di pagamento fissati per l’accisa sull’energia elettrica.

Vincenzo D’Andò