Diario quotidiano del 14 dicembre 2016: le aliquote 2017 per la gestione separata INPS (in calo rispetto al 2016)

Pubblicato il 14 dicembre 2016



1) Riversamento acconto Iva: il provvedimento delle Entrate
2) Nuove partite Iva: scendono di oltre il 10%
3) Detassazione 2017 con nuovi valori
4) Scuola lavoro, arriva l’esonero contributivo di € 3.250
5) F24: dall'1 gennaio 2017, il codice tributo “3897” non è più utilizzabile per la compensazione
6) La società di comodo che si adegua è “protetta”
7) Direttiva sui diritti degli azionisti: accordo finale
8) L’iscrizione al REA costerà la metà
9) Gestione separata: in calo l’aliquota per il 2017
10) Agricoltura: esoneri Irpef e contributivi
diario-quotidiano-articoli-81) Riversamento acconto Iva: il provvedimento delle Entrate 2) Nuove partite Iva: scendono di oltre il 10% 3) Detassazione 2017 con nuovi valori 4) Scuola lavoro, arriva l’esonero contributivo di € 3.250 5) F24: dall'1 gennaio 2017, il codice tributo “3897” non è più utilizzabile per la compensazione 6) La società di comodo che si adegua è “protetta” 7) Direttiva sui diritti degli azionisti: accordo finale 8) L’iscrizione al REA costerà la metà 9) Gestione separata: in calo l’aliquota per il 2017 10) Agricoltura: esoneri Irpef e contributivi ****

1) Riversamento acconto Iva: il provvedimento delle Entrate

Banche, uffici postali e agenti della riscossione, dovranno riversare all’Erario entro il 30 dicembre 2016 (ore 14,50), tramite bonifici distinti, le somme ricevute dai contribuenti a titolo di acconto Iva, nei giorni 22, 23 e 27 dicembre 2016. Stesso termine, relativamente alle somme versate il giorno 27 dicembre, anche per agli altri istituti di pagamento convenzionati con l’Agenzia delle Entrate (iscritti all’albo ai sensi dell’articolo 114-septies del Tub).

Lo prevede il provvedimento del 12 dicembre 2016 dell’Agenzia delle Entrate.

In particolare, gli importi in questione “migrano” verso la Banca d’Italia – Sezione di Tesoreria dello Stato di Roma – Succursale, sulla contabilità speciale 1777, denominata “Agenzia delle entrate - fondi della riscossione”. Gli intermediari, per non perdere l’appuntamento, possono prenotare i bonifici da regolare entro quella data.

I dati sui versamenti effettuati dai contribuenti Iva il 23 dicembre e il 27 dicembre devono essere tramessi telematicamente all’Agenzia delle Entrate entro, rispettivamente, il 2 e il 3 gennaio 2017.

Gli acconti riscossi nei tre giorni interessati possono essere trasferiti alla Banca d’Italia anche con un bonifico cumulativo (invece che con bonifici distinti, come previsto ordinariamente dalla norma). In tal caso, la scadenza per l’invio all’Amministrazione finanziaria della relativa rendicontazione, è fissata al 30 dicembre 2016.

La Banca d’Italia dirigerà poi l’intero importo riversato sull’apposito capitalo del bilancio dello Stato eccetto che per la somma spettante alla Regione Sicilia.

Il dirottamento degli importi confluiti nella contabilità speciale 1777 non coinvolgerà, precisa il provvedimento, le somme riscosse con modello “F24 Enti pubblici” e regolate alla scadenza del 30 dicembre 2016, perché non relativi ad acconti Iva.

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2) Nuove partite Iva: scendono di oltre il 10%

Nel mese di ottobre sono state aperte 41.301 nuove partite Iva e, in confronto al corrispondente mese dell’anno precedente, si registra una flessione del 10,4%.

Pubblicati sul sito del dipartimento delle Finanze i dati relativi all’Osservatorio sulle partite Iva aggiornati allo scorso mese di ottobre. Dalla consueta sintesi, la chiave di lettura dei numeri fatti registrare dal terz’ultimo mese di quest’anno, che, a confronto con l’ottobre 2015, perde un po’ più del 10% in termini di nuovi avviamenti.

Aperte 41.301 nuove partite Iva in ottobre, circa 4mila meno dell’anno scorso. La flessione maggiore è stata segnata dalle persone fisiche e dalle società di persone (-12%), mentre le società di capitali hanno subito un calo più lieve (-3,5%).

Continuando la lettura in base alla distribuzione giuridica, delle nuove partite Iva aperte, il 70,6% sono state attivate da persone fisiche, il 23,6% da società di capitali, 5,1% da società di persone e il restante 0,7% è rappresentato da “non residenti” o catalogato sotto la voce “altre forme giuridiche”.

Se è vero che c’è stata una lieve flessione rispetto allo scorso anno, è pur vero che, invece, rispetto al mese precedente (settembre), si registra un incremento del numero di attività iniziate (vedi tabella) pari 1.547 nuove partite Iva, che rappresentano un aumento mensile del 3,9 per cento. Rispetto al mese di ottobre 2015, come già segnalato, si rileva un calo di avviamenti: più consistente per le persone fisiche e le società di persone (oltre il 12% in meno), più contenuto per le società di capitali (-3,5%).

In tema di distribuzione territoriale, i dati forniti dal Mef evidenziano una percentuale maggiore delle nuove partite Iva (pari al 40%) localizzata nelle regioni settentrionali, il 22,9% nelle regioni centrali e il 37,1% in quelle del Sud e Isole.

Un notevole incremento di avviamenti, rispetto allo stesso mese dell’anno scorso, si registra in Calabria (+35,5%), mentre sviluppi più contenuti si rilevano in Sardegna (+10%) e in Valle d’Aosta (+2,4%).

C’è da segnalare, però, che il dato di Calabria e Sardegna è influenzato dagli incrementi nel settore dell’agricoltura, che sono “presumibilmente” – sottolineano al Mef – dovuti all’emanazione dei bandi regionali legati al nuovo Programma di sviluppo rurale (Psr) 2014-2020, promosso dalla Commissione europea. Analogamente, nei mesi scorsi, sono stati riscontrati, in altre regioni del Mezzogiorno, aumenti di aperture di partita Iva nel settore dell’agricoltura, in relazione alla diversa tempistica dei bandi regionali anzidetti.

Significative flessioni, invece, si segnalano in Toscana (-29,4%), Basilicata (-23,2%) e Veneto (-20,3%).

Rispetto al mese di settembre, i dati di ottobre sono pressoché simili. La parte del leone è sempre della Lombardia, anche se con un numero leggermente inferiore, ma comunque superiore a 6mila. Seguono, in entrambi i periodi, Lazio e Campania, che però registrano lievi incrementi (più sostanzioso per la seconda) che consentono alla regione laziale di superare le 5mila nuove partite Iva.

In base alla classificazione per settore produttivo, il commercio continua a registrare il maggior numero di avviamenti di attività (23,8% del totale), seguito dall’agricoltura (12,8%) e dalle attività professionali (circa il 12%). Le cifre raggiunte in ottobre, confrontate con i dati dello stesso mese 2015, evidenziano incrementi principalmente nelle attività immobiliari (+11,8%) e nell’agricoltura (+2,6%).

Sempre il Mef, precisa che “il dato positivo delle attività immobiliari sembra legato, dopo il periodo di incertezza, al miglioramento delle aspettative nel settore”, almeno secondo i dati pubblicati dalla Banca d’Italia. Numeri in calo, invece, nei servizi alle imprese (-20,5%), nelle attività professionali (-18,9%) e nell’istruzione (-18,6%).

Per quanto riguarda le persone fisiche, la ripartizione è relativamente stabile: il 62,3% di aperture di partite Iva è appannaggio degli uomini. Inoltre, in base all’età, il 47,1% degli avviamenti è riferito a giovani fino a 35 anni, mentre il 33,7% a “meno giovani”, compresi tra i 36 e i 50 anni.

La lettura secondo le classi di età, mostra, rispetto allo stesso mese del 2015, una diminuzione generale di nuove attività avviate, ma in particolare per quanto riguarda i giovani, che registrano un decremento pari al 13%.

I nati all’estero sono il 18,3% delle persone fisiche, mentre coloro che hanno aderito al regime forfettario in ottobre sono 13.161, pari al 31,9% del totale delle nuove aperture, con una diminuzione del 13,1% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

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3) Detassazione 2017 con nuovi valori

La legge di bilancio 2017 appena approvata (attesa in G.U.) prevede anche modifiche agli incentivi per i premi di produttività.

Lo rende noto il Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro con una nota del 12 dicembre 2016.

E’ previsto un rafforzamento della detassazione dei premi di produttività con l’incremento dell’importo soggetto alla tassazione del 10% che passa da 2mila a 3mila euro, che diventano 4mila (dagli attuali 2.500) nelle aziende in cui si prevede il coinvolgimento paritetico dei dipendenti nell’organizzazione del lavoro.

La fascia dei redditi che beneficia della detassazione del premio di produttività passa dagli attuali 50mila euro a 80mila euro. Spinta alla diffusione della contrattazione decentrata, quindi, per aumentare la produttività del lavoro e le retribuzioni dei lavoratori.

Inoltre, sono esclusi dalla base imponibile dei redditi da lavoro dipendente dei contributi e dei premi versati dal datore di lavoro a favore della generalità dei dipendenti per prestazioni, anche in forma assicurativa, aventi per oggetto il rischio di non autosufficienza nel compimento degli atti della vita quotidiana o i rischio di gravi patologie.

E’ stata introdotta anche una norma d’interpretazione autentica per chiarire che le misure di welfare possono anche essere previste da contratti nazionali, territoriali, interconfederali e aziendali.

Comma 160 (Detassazione dei premi di produttività)

Le norme, modificano alcuni commi dell’articolo 1 della legge 208/2015 (legge di stabilità per il 2016) in materia di premio di produttività; in particolare dispongono:

- l’innalzamento da 2.000 a 3.000 euro del limite di importo complessivo dei premi di risultato, la cui corresponsione è legata ad incrementi di produttività, assoggettati all’imposta sostitutiva sul reddito delle persone fisiche e delle addizionali regionali e comunali pari al 10% (modifica del comma 182 della L. 208/2015);

- il non assoggettamento all’imposta sostitutiva in argomento delle somme determinate secondo il valore normale di specifici beni , anche qualora gli stessi siano fruiti per scelta del lavoratore in sostituzione totale o parziale delle somme agevolabili di cui al comma 182; pertanto il lavoratore potrà scegliere in luogo dell’imposta sostitutiva sui premi in argomento, anche beni classificabili come benefit aziendali (es. autovetture aziendali, alloggi e prestiti) (modifica del comma 184 della L208/2015);

- l’esclusione da ogni forma di tassazione (ordinaria o sostitutiva) dei contributi alle forme pensionistiche complementari, dei contributi di assistenza sanitaria e del valore delle azioni, versati per scelta del lavoratore in sostituzione (totale o parziale) delle somme agevolabili con l’imposta sostitutiva in argomento, anche se eccedenti i limiti indicati per ciascuna forma di contribuzione o di valore dell’offerta delle azioni. Pertanto con la norma in esame sono resi assolutamente esenti da imposizione fiscale i contributi e le assegnazioni delle azioni in parola (introduzione del nuovo comma 184-bis della L. 208/2015);

- l’ampliamento della platea dei beneficiari delle disposizioni, mediante l’innalzamento da 50.000 a 80.000 euro del limite di reddito di lavoro dipendente individuato quale parametro di riferimento per l’applicazione delle disposizioni di cui ai commi da 182 185 (modifica del comma 186 della L208/2015);

- l’innalzamento del limite di importo complessivo dei premi di risultato da 2.500 a 4.000 euro per le aziende che coinvolgono pariteticamente i lavoratori nell’organizzazione del lavoro (modifica del comma 189 della L. 208/2015), parimenti assoggettati alla imposta sostitutiva di cui alla lettera a).

Comma 161 (Esclusione dalla base imponibile dei premi versati contro il rischio di non autosufficienza)

Il comma in argomento modifica il vigente articolo 51, comma 2 del TUIR 917/1986 aggiungendo la lettera f-quater); con essa si dispone l’esclusione dalla base imponibile dei redditi da lavoro dipendente dei contributi e dei premi versati dal datore di lavoro a favore della generalità dei dipendenti per prestazioni, anche in forma assicurativa, aventi per oggetto il rischio di non autosufficienza nel compimento degli atti della vita quotidiana o i rischio di gravi patologie (c.d. “long term care” e “dread disease”).

Comma 162 (Norma di interpretazione autentica in materia di redditi esclusi dalla base imponibile)

La norma contenuta nel comma in esame reca l’interpretazione della disposizione di cui all’articolo 51, comma 2, lettera f) del TUIR 917/1986. Nello specifico l’esclusione dalla base imponibile a fini IRPEF dell’uso delle opere e dei servizi messi a disposizione dall’imprenditore, ed utilizzabili dalla generalità dei dipendenti per specifiche finalità di educazione, istruzione, ricreazione ed assistenzasi interpreta nel senso che è riconosciuta anche per quelle opere e servizi forniti dal datore di lavoro, del settore privato o pubblico in conformità a disposizioni di contratto collettivo nazionale di lavoro, di accordo interconfederale o di contratto collettivo territoriale.

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4) Scuola lavoro, arriva l’esonero contributivo di € 3.250

Il comma 308 dell’art.1 della Legge di bilancio 2017 introduce l’esonero dal versamento dei complessivi contributi previdenziali per i datori di lavoro del settore privato che assumano con contratto di lavoro a tempo indeterminato, anche in apprendistato (dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2018), per un periodo massimo di 36 mesi e nel limite di un importo di esonero di 3.250 euro su base annua (premi Inail esclusi).

E quanto comunica il Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro con una nota del 12 dicembre 2016.

Le assunzioni devono avvenire entro 6 mesi dall’acquisizione del titolo di studio, per studenti che abbiano svolto presso il medesimo datore di lavoro attività di alternanza scuola-lavoro (pari ad almeno il 30% del periodo complessivo svolto in alternanza scuola-lavoro), periodi di apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore, il certificato di specializzazione tecnica superiore o periodi di apprendistato in alta formazione.

Lavoro domestico e operai del settore agricolo sono esclusi.

Commi 308-313 (Esonero contributivo per l’alternanza scuola lavoro)

Il comma 308 riconosce l’esonero dal versamento dei complessivi contributi previdenziali per i datori di lavoro del settore privato in relazione alle nuove assunzioni con contratto di lavoro a tempo indeterminato, anche in apprendistato, decorrenti dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2018, per un periodo massimo di 36 mesi e nel limite di un importo di esonero di 3.250 euro su base annua, con esclusione dei contratti di lavoro domestico e di quelli relativi agli operai del settore agricolo. L’esonero, ferma restando l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche e ad esclusione dei premi e dei contributi dovuti all’INAIL, spetta ai datori di lavoro che assumano, entro sei mesi dall’acquisizione del titolo di studio, studenti che abbiano svolto presso il medesimo datore di lavoro attività di alternanza scuola-lavoro (pari ad almeno il 30% del periodo complessivo svolto in alternanza scuola-lavoro), periodi di apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore, il certificato di specializzazione tecnica superiore o periodi di apprendistato in alta formazione. La norma prevede, inoltre, che l’INPS, con le risorse disponibili a legislazione vigente, provveda al monitoraggio del numero di contratti incentivati e delle conseguenti minori entrate contributive, al fine di verificare il rispetto del limite massimo di spesa previsto dal comma 309.

Il comma 309 riconosce il predetto contributo nel limite massimo di spesa pari a 7,4 milioni di euro per il 2017, 40,8 milioni di euro per il 2018, 86,9 milioni di euro per il 2019, 84 milioni di euro per il 2020, 50,7 milioni di euro per il 2021 e 4,3 milioni di euro per il 2022. Inoltre stabilisce che qualora dal monitoraggio delle domande presentate e accolte emerga il verificarsi di scostamenti, anche in via prospettica, del numero di domande rispetto alle risorse finanziarie così determinate, l’INPS non prende in esame ulteriori domande per l’accesso al beneficio.

Il comma 310 stabilisce che entro il 31 dicembre 2018 il Governo verifica i risultati del beneficio, al fine di una sua eventuale prosecuzione.

Il comma 311 specifica che le risorse (100 milioni annui a decorrere dal 2016) per l'implementazione dell'alternanza scuola lavoro e per attività di formazione scolastica in materia di sicurezza e salute sui luoghi di lavoro sono ripartite tra le istituzioni scolastiche del sistema nazionale di istruzione, senza più riferimenti al meccanismo generale di ripartizione delle risorse destinate alle istituzioni scolastiche.

Il comma 312, modificando la legge n. 296 del 2006, prevede la possibilità per il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca di condurre i controlli di I livello sulle spese sostenute dagli Istituti scolastici a valere sui Fondi europei avvalendosi di propri revisori dei conti.

Il comma 313 puntualizza che, nel programma operativo nazionale « Per la scuola – competenze e ambienti per l’apprendimento », relativo al periodo di programmazione 2014/2020, di cui alla decisione della Commissione europea n. 9952 del 17 dicembre 2014, per « istituzioni scolastiche » si intendono tutte le istituzioni scolastiche che costituiscono il sistema nazionale di istruzione, ai sensi dell’articolo 1, comma 1, della legge n. 62 del 2000.

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5) F24: dall'1 gennaio 2017, il codice tributo “3897” non è più utilizzabile per la compensazione

L’Agenzia delle entrate, con la risoluzione n. 114/E del 12 dicembre 2016, rende noto che, a decorrere dal 1° gennaio 2017, il codice tributo “3897” non è più utilizzabile per la fruizione in compensazione del credito d’imposta in argomento e che l’operatività del suddetto codice è limitata alla modalità di utilizzo “a debito”.

Ecco, quindi, la chiusura a credito del codice tributo “3897” - Credito d’imposta di cui alla legge regionale 17 novembre 2009, n. 11 - Regione Siciliana.

Con la risoluzione n. 118/E del 9 dicembre 2011, l’Agenzia aveva istituito il codice tributo “3897”, denominato “Credito d’imposta per nuovi investimenti e per la crescita dimensionale delle imprese - Regione Siciliana - L.R. n. 11/2009”, per consentire l’utilizzo in compensazione, tramite il modello F24, del credito d’imposta in argomento.

Adesso, con nota prot. n. 18671 del 31 agosto 2016, la Regione Siciliana ha richiesto di disattivare, dal 1° gennaio 2017, l’utilizzo a credito del citato codice tributo “3897”.

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6) La società di comodo che si adegua è “protetta”

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 25472 del 12 dicembre 2016, ha stabilito che non è legittima l’emissione diretta della cartella di pagamento se il contribuente si adegua al reddito minimo ma poi non versa.

La liquidazione automatica della dichiarazione, procedura che postula la diretta emanazione della cartella di pagamento, è legittima solo nel momento in cui si sia in presenza di un controllo cartolare della dichiarazione o di un semplice errore di calcolo.

Questo assioma vale quando il contribuente si adegua al reddito minimo derivante dall’art. 30 della L. 724 del 1994 (società di comodo), ma poi non esegue i versamenti.

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7) Direttiva sui diritti degli azionisti: accordo finale

Direttiva sui diritti degli azionisti: accordo finale. Il 7 dicembre 2016, il Consiglio, il Parlamento Europeo e la Commissione hanno raggiunto un accordo sulla proposta di modifica della Direttiva sugli azionisti, presentata nell’aprile del 2014. Il testo dell’accordo (non ancora disponibile) prevede, in particolare: i) il diritto delle società di identificare i propri azionisti. Lo Stato membro, tuttavia, può prevedere che la richiesta di identificazione si applichi solo agli azionisti che detengono una certa percentuale di azioni o diritti di voto che non può superare lo 0,5%;

ii) il diritto degli azionisti di ottenere, se non già disponibile, la conferma che il loro voto in Assemblea Generale sia stato registrato e conteggiato;

iii) obblighi di trasparenza per gli investitori istituzionali, gli asset manager e i proxy advisors;

iv) il voto vincolante sulla politica di remunerazione. Tuttavia, gli Stati membri possono prevedere che il voto sia consultivo ma, in caso di voto negativo, la società deve presentare una politica di remunerazione modificata alla successiva AG. Gli Stati membri possono consentire alla società, in circostanze eccezionali e a precise condizioni, di derogare temporaneamente alla politica di remunerazione; v) il voto consultivo sulla relazione sulla remunerazione. Tuttavia, gli Stati membri possono consentire alle PMI, in alternativa al voto, di tenere una discussione all’AG come punto separato dell’ordine del giorno;

vi) disposizioni sulla trasparenza e l’approvazione delle operazioni con parti correlate (OPC). In particolare:

- la definizione di “material transaction” è rimessa agli Stati membri;

- le società hanno l’obbligo di annunciare pubblicamente le material transaction con parti correlate;

- gli Stati membri possono prevedere che l’annuncio sia accompagnato da una relazione sulla correttezza e ragionevolezza dell’operazione. Tale relazione può essere preparata da un terzo indipendente; dall’organo di amministrazione o di controllo della società; o dal comitato di revisione o altro comitato composto per la maggior parte da amministratori indipendenti. La parte correlata non può partecipare alla preparazione della relazione;

- l’OPC deve essere approvata dall’AG o dall’organo di amministrazione o di controllo della società, attraverso procedure che garantiscano un’adeguata protezione degli interessi della società e degli azionisti che non siano parte correlata;

- l’operazione approvata dagli organi della società può essere sottoposta al voto dell’AG;

- il direttore o l’azionista che siano “parte correlata” non possono partecipare all’approvazione o al voto dell’OPC. Tuttavia, lo Stato membro può consentire il voto dell’azionista qualora le disposizioni nazionali assicurino un’adeguata tutela degli interessi della società o degli azionisti che non siano parte correlata; - alcune operazioni sono escluse dall’applicazione delle disposizioni sulle OPC, ad esempio, le operazioni ordinarie concluse a condizioni di mercato, o quelle tra una società e una sua controllata.

Il testo deve ora essere formalmente adottato dalla Commissione parlamentare per gli affari legali (JURI) il 31 gennaio prossimo ed essere adottato in plenaria a Marzo, prima di essere formalmente adottato dal Consiglio.

(Assonime, nota del 13 dicembre 2016)

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8) L’iscrizione al REA costerà la metà

Il Ministero dello Sviluppo economico, con nota n. 359584 del 11 novembre 2016, ha definito gli importi del diritto annuale camerale per il 2017 ridotti del 50%, ai sensi dell'art. 28, comma 1, D.L. n. 90/2014.

Il diritto si applicherà in misura fissa, per le imprese iscritte o annotate nella sezione speciale (impresa individuale 44,00), per le imprese individuali iscritte nella sezione ordinaria (100,00 euro) e per i soggetti Rea (15,00 euro). In misura correlata alla base imponibile individuata dal fatturato (che per la prima fascia è pari a 100,00 euro) per tutte le altre imprese (società di capitali, società di persone e società cooperative).

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9) Gestione separata: in calo l’aliquota per il 2017

La legge di bilancio 2017 appena approvata (attesa in G.U.) prevede anche un abbassamento dell’aliquota per gli iscritti alla gestione separata, purché non iscritti ad altre gestioni.

Sarà applicata nella misura del 25%. Lo evidenzia il Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro, con la nota del 13 dicembre 2016.

Comma 165 (Abbassamento aliquota contributiva iscritti alla gestione separata)

Il comma dispone che, a decorrere dall’anno 2017, per i lavoratori autonomi, titolari di posizione fiscale ai fini dell'imposta sul valore aggiunto, iscritti alla gestione separata di cui all'articolo 2, comma 26, della legge n. 335 del 1995, che non risultino iscritti ad altre gestioni di previdenza obbligatoria né pensionati, l'aliquota contributiva sia stabilita al 25%, anziché al 29% previsto per il 2017 e al 33% previsto per il 2018.

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10) Agricoltura: esoneri Irpef e contributivi

La Legge di bilancio 2017 prevede che per gli anni 2017, 2018 e 2019, non concorrano alla formazione della base imponibile ai fini dell'imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) e delle relative addizionali i redditi dominicali e agrari relativi a terreni dichiarati dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola. Inoltre, in relazione alle nuove iscrizioni nella previdenza agricola di coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali di età inferiore a 40 anni, ferma restando l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche, è riconosciuto (per un periodo massimo di 36 mesi) l’esonero dal versamento totale dell’accredito contributivo per l’invalidità, la vecchiaia ed i superstiti.

Comma 44 (Abolizione IRPEF imprenditori agricoli e coltivatori diretti)

La disposizione prevede che, con riferimento agli anni di imposta 2017, 2018 e 2019, non concorrano alla formazione della base imponibile ai fini dell'imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) e delle relative addizionali i redditi dominicali e agrari relativi a terreni dichiarati dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali (come individuati dall'art. 1, D.Lgs. n. 99 del 2004) iscritti nella previdenza agricola.

Si evidenzia che la stima è stata effettuata con l'utilizzo di un modello di microsimulazione IRPEF. Tale strumento dovrebbe condurre, se correttamente implementato ed impostato, ad una quantificazione la più attendibile e prudenziale della fattispecie.

Sarebbe comunque utile:

a) poter chiarire se il valore di base imponibile (560 mln di euro) sia stato attualizzato per il triennio di riferimento;

b) avere indicazione delle aliquote applicate ;

c) conoscere se ed in che termini il carattere temporaneo della misura possa riflettersi in termini di impatto sistematico sulla tassazione di settore, al fine di escludere l'esistenza di eventuali distorsioni associate.

Si riscontra che la stima degli effetti di cassa a titolo di IRPEF è stata costruita in applicazione del criterio storico. Considerato che si tratta di un regime di maggior favore per il contribuente ed in conseguenza dell'adozione del criterio delle scelte razionali, in ottica prudenziale, andrebbero imputati, anche soltanto in parte, effetti finanziari anche sull'esercizio 2017 in conseguenza dell'ipotesi di avvenuta adozione del metodo previsionale per la determinazione dell'IRPEF dovuta .

Commi 344-347 (Esonero contributivo in agricoltura)

Il comma 344,in relazione alle nuove iscrizioni nella previdenza agricola di coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali di età inferiore a 40 anni, dispone, ferma restando l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche, il riconoscimento, per un periodo massimo di 36 mesi, dell’esonero dal versamento del 100% dell’accredito contributivo per l’invalidità, la vecchiaia ed i superstiti. Tale esonero è stato poi esteso dalla Camera dei deputati alle iscrizioni di soggetti di età inferiore a quaranta anni che nell’anno 2016 hanno effettuato l’iscrizione nella previdenza agricola limitatamente alle aziende ubicate nei territori montani e nelle zone agricole svantaggiate. Per i successivi dodici mesi, l’esonero è riconosciuto nel limite del 66% e, per un ulteriore periodo di dodici mesi, nel limite del 50%. Tale esonero non è cumulabile con altri esoneri o riduzioni delle aliquote di finanziamento previsti dalla normativa vigente. L’INPS provvede, con le risorse disponibili a legislazione vigente, al monitoraggio del numero di nuove iscrizioni e delle minori entrate contributive.

Il comma 345 prevede che l’esonero è riconosciuto nel limite massimo delle norme europee sul de minimis.

(Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro, nota del 13 dicembre 2016)

Vincenzo D’Andò