Diario quotidiano del 13 dicembre 2016 – Trasmissione dei dati delle fatture e dei corrispettivi: dal 13 dicembre è possibile aderire alle opzioni

Pubblicato il 13 dicembre 2016

1) Equitalia: dal 9 dicembre 2016 con la nuova app Spid, più facile definizione agevolata
2) Trasmissione dei dati delle fatture e dei corrispettivi: dal 13 dicembre è possibile aderire alle opzioni
3) Tangenti: anche se regolarmente pagate, le fatture emesse a tale scopo restano false
4) In scadenza l’acconto Iva 2016: come funziona
5) Possibile emettere la nota di credito IVA solo dopo che la procedura concorsuale si é conclusa
6) Già operante la sospensione dei pagamenti Imu e Tasi
7) Accertamento induttivo al taxista se risulta incoerente
8) Arriva il saldo Imu-Tasi “fai da te”
9) Estensione dell’erogazione del voucher per l’acquisto di servizi di baby-sitting
10) Manifestazione dei Commercialisti a Roma del 14 dicembre 2016: chiarimenti dal CNDCEC
diario-quotidiano-articoli-71) Equitalia: dal 9 dicembre 2016 con l'app Spid, più facile definizione agevolata 2) Trasmissione dei dati delle fatture e dei corrispettivi: dal 13 dicembre è possibile aderire alle opzioni 3) Tangenti: anche se regolarmente pagate, le fatture emesse a tale scopo restano false 4) In scadenza l’acconto Iva 2016 5) Possibile emettere la nota di credito IVA solo dopo che la procedura concorsuale si é conclusa 6) Già operante la sospensione dei pagamenti Imu e Tasi 7) Accertamento induttivo al taxista se risulta incoerente 8) Arriva il saldo Imu-Tasi “fai da te” 9) Estensione dell’erogazione del voucher per l’acquisto di servizi di baby-sitting 10) Manifestazione dei Commercialisti a Roma del 14 dicembre 2016: chiarimenti dal CNDCEC ****

1) Equitalia: dal 9 dicembre 2016 con Spid, più facile definizione agevolata

Equiclick, la app di Equitalia per smartphone e tablet, diventa ancora più facile da usare. Da oggi, infatti, è possibile accedere ai servizi dell’area riservata anche attraverso Spid, il Sistema pubblico di identità digitale.

Un’ulteriore semplificazione utile anche in vista degli adempimenti previsti per i contribuenti che intendono aderire alla definizione agevolata delle cartelle. Attraverso Equiclick, così come tramite il portale www.gruppoequitalia.it, è possibile avere sempre sotto controllo la propria situazione, pagare cartelle e avvisi, sospendere la riscossione e individuare lo sportello più vicino. Inoltre è possibile ottenere la rateizzazione del proprio debito per importi fino a 60mila euro. Finora l’accesso all’area riservata di Equiclick poteva avvenire solo utilizzando le credenziali (codice fiscale, password e pin) fornite dall’Agenzia delle entrate. Con Spid, già attivo sul sito della società, si ampliano le modalità di utilizzo anche della App che, in pratica, consente ai contribuenti di avere i servizi del classico sportello di Equitalia in tasca.

In particolare, per coloro che sono interessati alla definizione agevolata prevista dal decreto legge 193/2016, diventa più semplice acquisire informazioni dall’area riservata di Equiclick, conoscere con precisione l’esistenza di eventuali debiti e quindi decidere di aderire ai benefici previsti dal provvedimento convertito con modificazioni dalla legge 225/2016 pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 2 dicembre.

Equiclick, lanciata a luglio e che ad oggi conta più di 20 mila download, è composta da due “aree”, la prima – open e senza password - non richiede credenziali per accedervi e, con la funzione “paga online”, permette di saldare cartelle e avvisi utilizzando carta di credito o prepagata. Inoltre, con la funzione “trova lo sportello”, si può individuare rapidamente l’ufficio di Equitalia più vicino, anche con gli orari di apertura al pubblico. Entrando nell’area riservata si può anche verificare in tempo reale la propria situazione relativa a cartelle e avvisi di pagamento. Qui è possibile, in modo semplice e veloce, selezionare dalla lista dei propri documenti quelli che si vogliono pagare, generare il codice del bollettino Rav con l’importo aggiornato e saldare il debito. Sempre all’interno dell’area riservata si può consultare la lista dei documenti rateizzabili e selezionarli, ottenere la rateizzazione e, se si vuole, cominciare subito a pagare, anche memorizzando le scadenze delle rate sul calendario dello smartphone o del tablet. Se si ritiene di non dover pagare gli importi richiesti, si ha la possibilità, nei casi previsti dalle norme, di inviare la domanda per sospendere la riscossione in attesa delle verifiche dell’ente creditore.

(Equitalia, comunicato del 9 dicembre 2016)

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2) Trasmissione dei dati delle fatture e dei corrispettivi: Dal 13 dicembre è possibile aderire alle opzioni

Dal 13 dicembre i contribuenti che intendono esercitare l’opzione per la memorizzazione e trasmissione dei corrispettivi o di quella per la trasmissione telematica dei dati delle fatture potranno farlo online tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate. Per consentire le operazioni di adeguamento, la piattaforma “Fatture e Corrispettivi” non sarà disponibile nella giornata di lunedì 12 dicembre e fino alle ore 10 dell’indomani.

Come aderire alle opzioni

A partire dal 13 dicembre 2016 i contribuenti potranno optare per la trasmissione dei dati delle fatture emesse e ricevute, che resterà valida per tutto il 2017 e per i 4 anni successivi. Le opzioni possono essere esercitate accedendo alla piattaforma “Fatture e corrispettivi”, dal sito internet delle Entrate, utilizzando le proprie credenziali Fisconline o Entratel, la propria Carta Nazionale dei Servizi oppure attraverso Spid, il Sistema Pubblico di Identità Digitale.

Quest’anno, il primo in cui è possibile aderire, ci sarà più tempo per esercitare le opzioni: la scelta, infatti, potrà essere effettuata entro il 31 marzo 2017, con riferimento alle fatture e ai corrispettivi relativi alle operazioni effettuate nel periodo d’imposta 2017 e nei 4 successivi.

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 233 del 9 dicembre 2016)

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3) Tangenti: anche se regolarmente pagate, le fatture emesse a tale scopo restano false

Sono sempre false le fatture per pagare tangenti. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 52321 del 9 dicembre 2016, ha deciso che le fatture emesse a fronte di consulenze non svolte ed aventi il fine di creare una provvista occulta per coprire il pagamento di tangenti configurano il reato di emissione di fatture false, a nulla rilevando che le somme in questione siano state regolarmente pagate e mai restituite e anche riportate in contabilità. La pronuncia scaturisce da un procedimento penale relativo a reati contro la Pubblica Amministrazione commessi da alcuni imprenditori. In tale contesto, venivano emesse delle fatture per operazioni inesistenti per occultare il pagamento di una tangente.

Inoltre, sussisteva il reato di evasione fiscale che concorreva con quello di occultare il pagamento della tangente, poiché i documenti emessi erano tali da costituire un costo deducibile per l’impresa che li aveva ricevuti.

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4) In scadenza l’acconto Iva 2016

In prossimità di fine anno, come è noto, si approssima la scadenza dell’acconto Iva per il 2016.

A tal fine, ricordiamo di seguito i punti principali dell’adempimento.

In particolare, i soggetti passivi ai fini Iva devono eseguire, entro il prossimo 27.12.2016, il versamento inerente all’acconto Iva per l’anno di imposta 2016.

Acconto Iva

La norma di riferimento che regola il versamento dell’acconto Iva è contenuta nell'art. 6, L. 29.12.1990, n. 405, che nella sua attuale formulazione prevede «entro il giorno 27 del mese di dicembre, l'obbligo di versare un importo pari all'88% del versamento effettuato, o che avrebbe dovuto essere effettuato, con riferimento all'ultimo mese o trimestre dell'anno cui si riferisce l'acconto».

Tale adempimento è richiesto (salvo alcune specifiche eccezioni) alla gran parte dei titolari di partita Iva, i quali, sostanzialmente, sono chiamati a effettuare una liquidazione straordinaria e ad anticipare, di fatto, l’imposta dovuta per l’ultimo periodo di liquidazione dell’anno 2015 (mese di dicembre per i contribuenti mensili, mesi da ottobre a dicembre per i contribuenti trimestrali).

Più in particolare, i soggetti passivi Iva sono tenuti al pagamento, entro il prossimo 27.12.2016, di quanto dovuto «a titolo di acconto» in relazione alle liquidazioni periodiche di chiusura, ossia alle liquidazioni periodiche finali inerenti all’anno d’imposta 2015, riguardanti l'ultimo mese o l'ultimo trimestre dell'anno: si tratta, nello specifico, delle liquidazioni relative al mese di dicembre (per i contribuenti mensili), al trimestre ottobre-dicembre (per i contribuenti trimestrali ordinari), al quarto trimestre per i contribuenti trimestrali cd. «speciali» di cui all’art. 73, co. 1, lett. e) e all’art. 74, co. 4, D.P.R. 26.10.1972, n. 633 (autotrasportatori, distributori di carburante, imprese di somministrazione acqua, gas, energia elettrica, ecc.).

Il pagamento delle somme dovute a titolo di acconto Iva deve essere effettuato, esclusivamente con modalità telematiche (direttamente o tramite incaricati abilitati) utilizzando il modello di pagamento F24.

L’acconto Iva, che non è dovuto nel caso in cui risulti di importo inferiore a euro 103,29, non può essere rateizzato e deve essere versato in un'unica soluzione, senza applicare alcuna maggiorazione a titolo di interessi.

I codici tributo da utilizzare per il versamento dell’acconto tramite il Mod. F24 sono specifici a seconda della periodicità con cui il contribuente ha effettuato le liquidazioni periodiche nel corso dell'anno d'imposta 2015 e, precisamente, il contribuente può utilizzare, alternativamente, uno dei seguenti codici:

- codice 6013 per i contribuenti che effettuano la liquidazione dell’Iva mensilmente;

- codice 6035 per i contribuenti che effettuano la liquidazione dell’Iva trimestralmente.

L’acconto Iva può essere oggetto di «compensazione orizzontale», ossia il contribuente può avvalersi dell’istituto della compensazione di cui all’art. 17, D.Lgs 9.7.1997, n. 241, con altre imposte. Pertanto, i contribuenti che hanno a disposizione crediti riportabili nel Mod. F24 (relativi ad altre imposte, tributi, contributi o anche il credito Iva emerso in sede di dichiarazione annuale) possono utilizzarli per compensare l'importo dovuto a titolo di acconto Iva.

L’importo versato a titolo di acconto Iva dovrà essere scomputato dal debito dell’ultima liquidazione Iva dell’anno 2016 e più precisamente:

- verrà detratto all’Iva da versare per il mes