In arrivo nuove misure per l’e-commerce – Vigilanza sulle A.S.D. – Conversione Decreto fiscale in G.U. – Diario quotidiano del 6 dicembre 2016

Pubblicato il 6 dicembre 2016



1) Decreto Legge fiscale: convertito in Legge 225/2016 pubblicata in G.U.
2) La “presunta” semplificazione fiscale “passo dopo passo”
3) Trasparenza delle pubbliche amministrazioni: nota di Assonime
4) Ratifica dell’Accordo sul tribunale unificato dei brevetti
5) Le spese sostenute dalla società di moda per il vitto e alloggio dei propri clienti sono spese di pubblicità
6) In arrivo nuove misure per l’E-commerce
7) Equitalia: attivato servizio pagopa
8) Vigilanza sulle società/associazioni sportive dilettantistiche: ecco le indicazioni operative dell’Ispettorato lavoro
9) Interpretazione autentica in materia di determinazione del reddito di lavoratori in trasferta e trasfertisti
10) Pronto il vademecum della disciplina antiriciclaggio
11) Canone Rai 2017: meglio presentare la dichiarazione di non detenzione della Tv entro il 20 dicembre 2016
12) Immobiliare, nel III trimestre 2016 ancora un rialzo delle compravendite (+17,8%)
diario-quotidiano-articoli-7 1) Decreto Legge fiscale, convertito in Legge 225/2016 pubblicata in G.U. 2) La “presunta” semplificazione fiscale “passo dopo passo” 3) Trasparenza delle pubbliche amministrazioni: nota di Assonime 4) Ratifica dell’Accordo sul tribunale unificato dei brevetti 5) Le spese sostenute dalla società di moda per il vitto e alloggio dei propri clienti sono spese di pubblicità 6) In arrivo nuove misure per l’E-commerce 7) Equitalia: attivato servizio pagopa 8) Vigilanza sulle società/associazioni sportive dilettantistiche: ecco le indicazioni operative dell’Ispettorato lavoro 9) Interpretazione autentica in materia di determinazione del reddito di lavoratori in trasferta e trasfertisti 10) Pronto il vademecum della disciplina antiriciclaggio 11) Canone Rai 2017: meglio presentare la dichiarazione di non detenzione della Tv entro il 20 dicembre 2016 12) Immobiliare, nel III trimestre 2016 ancora un rialzo delle compravendite (+17,8%) ****

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1) Decreto Legge fiscale, convertito in Legge 225/2016 pubblicata in G.U.

La Legge 1 dicembre 2016, n. 225 è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 282 del 2 dicembre 2016.

Si tratta della conversione in legge, con modificazioni, del Decreto Legge 22 ottobre 2016, n. 193, recante disposizioni urgenti in materia fiscale e per il finanziamento di esigenze indifferibili.

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2) La “presunta” semplificazione fiscale “passo dopo passo”

Semplificazione fiscale (o presunta che sia), ecco in particolare le disposizioni dell’art. 7-quater del D.L. 193/2016 (rubricato “Disposizioni in materia di semplificazione fiscale”), convertito in Legge n. 225 del 1 dicembre 2016, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 282 del 2 dicembre 2016.

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3) Trasparenza delle pubbliche amministrazioni: nota di Assonime

Osservazioni sull’applicazione dell’accesso civico e della disciplina sulla trasparenza alle società a partecipazione pubblica.

L’Anac ha recentemente sottoposto a consultazione pubblica uno schema di linee guida recanti indicazioni operative sulle esclusioni e i limiti all’accesso civico di cui all’articolo 5, comma 2, del decreto legislativo n. 33/2013. In una nota del 2 dicembre 2016 Assonime presenta alcune osservazioni riguardo al testo posto in consultazione e più in generale riguardo ai criteri di applicazione alle società a partecipazione pubblica delle disposizioni del decreto legislativo n. 33/2013 sulla trasparenza delle pubbliche amministrazioni, modificato dal decreto legislativo n. 97/2016.

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4) Ratifica dell’Accordo sul tribunale unificato dei brevetti

Con la legge 3 novembre 2016, n. 214, (GU n. 275 del 24 novembre 2016), è stata data ratifica ed esecuzione all’Accordo internazionale istitutivo di un Tribunale unificato dei brevetti per la composizione delle controversie relative ai brevetti europei e ai brevetti europei con effetto unitario, firmato a Bruxelles da 24 Stati membri tra cui l’Italia, il 19 febbraio 2013.

La legge prevede anche una modifica legislativa derivante dalla ratifica dell’Accordo e relativa alla competenza delle sezioni specializzate in materia di proprietà industriale e intellettuale di cui al decreto legislativo n. 168/2003. In particolare viene esclusa la competenza delle sezioni specializzate per le azioni di merito e cautelari per le quali l’Accordo prevede la competenza esclusiva del Tribunale unificato dei brevetti.

L’Accordo istitutivo del Tribunale unificato dei brevetti fa parte di un pacchetto sul brevetto europeo approvato dal Parlamento europeo nel dicembre 2012 che comprende anche due regolamenti sull’istituzione di una tutela brevettuale unitaria e sul relativo regime linguistico. L’entrata in vigore dei due regolamenti è vincolata all’entrata in vigore dell’Accordo che a sua volta avverrà solo successivamente alla ratifica di almeno tredici Stati membri tra cui devono esserci necessariamente la Francia, la Germania e il Regno Unito. Includendo l’Italia, allo stato attuale sono state depositate dodici ratifiche tra cui la Francia.

A questo proposito secondo le conclusioni del Consiglio competitività dell’Unione Europea tenutosi il 28 e il 29 novembre 2016, il Regno Unito ha confermato la volontà di iniziare i lavori preparatori per la ratifica dell’Accordo sul Tribunale unificato. Questa conferma apre la via all’effettiva operatività dell’intero pacchetto sul brevetto europeo entro il 2017.

Il Tribunale comprenderà un Tribunale di primo grado, una Corte d’appello e una Cancelleria. Il Tribunale di primo grado sarà composto da una divisione centrale con sede a Parigi e sedi tematiche a Londra e Monaco e da una o più divisioni locali richieste dagli Stati contraenti e istituite sul loro territorio. L’Italia ospiterà a Milano una divisione locale di cui il Ministro della Giustizia ha già individuato la sede con un comunicato del 7 ottobre 2016 .

(Assonime, nota del 02/12/2016)

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5) Le spese sostenute dalla società di moda per il vitto e alloggio dei propri clienti sono spese di pubblicità

La spesa sostenuta dalla casa di moda per la presentazione dei capi campionario ad una clientela selezionata sono di natura pubblicitaria.

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 24227 del 29 novembre 2016, ha stabilito che le spese sostenute dalla società di moda per il vitto e alloggio dei propri clienti in occasione di sfilate per promuovere il proprio campionario, devono essere classificate come spese di pubblicità e non di rappresentanza, e sono, quindi, interamente deducibili dal reddito d’impresa.

L’Agenzia delle entrate, a seguito di un processo verbale di costatazione redatto dalla Guardia di Finanza, notificava ad una società, operante nel settore dell’abbigliamento, un avviso di accertamento per il periodo di imposta 2002.

In particolare, l’Ufficio contestava un maggiore reddito di impresa ai fini del’ex IRPEG, una maggior valore della produzione ai fini IRAP e ed un maggior imponibile ai fini IVA.

La contribuente proponeva ricorso in Ctp che veniva parzialmente accolto. La Commissione tributaria regionale, successivamente, annullava integralmente l’atto impositivo, rigettando l’appello dell’Ufficio ed accogliendo l’appello incidentale della società.

In particolare, i giudici hanno affermato, tra l’altro, che le spese di vitto ed alloggio sostenute dalla società per gli agenti ed i clienti erano totalmente deducibili dal reddito d’impresa, poiché si trattava di spese di pubblicità e non di rappresentanza.

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6) In arrivo nuove misure per l’E-commerce

Lo scorso 1° dicembre si è appreso che la Commissione Ue ha proposto un pacchetto di misure ad hoc per agevolare gli adempimenti Iva per le imprese di e-commerce elettronico che operano nell'Unione europea. Lo scopo delle nuove proposte è quello di consentire ai consumatori ed alle imprese, in particolare le Start up e le PMI, di acquistare e vendere più facilmente beni e servizi online.

Dunque, la Commissione Ue ha dato il via libera:

- all’allineamento dell'Iva sugli e-book e sui quotidiani online con quella dei libri cartacei;

- ad uno sportello unico online per ridurre gli adempimenti delle imprese venditrici;

- all’eliminazione dell'esenzione sulle piccole importazioni

ad una serie di snellimenti per le Start up.

Sportello unico

Attualmente chi vende online deve effettuare l’iscrizione Iva in tutti gli stati membri in cui i clienti possono acquistare. La proposta ora annunciata punta alla creazione di uno “one stop shop”, già esistente per le vendite di servizi elettronici, che consentirà alle imprese di presentare solo una dichiarazione trimestrale Iva per tutto il territorio Ue.

Start-up

Sarà introdotta una nuova soglia annuale di 10 mila euro per le vendite online al di sotto della quale le imprese che vendono all’estero potranno continuare ad applicare le norme Iva nazionali. Una seconda soglia annuale di 100 mila euro sarà prevista per le pmi, con norme semplificate per l’individuazione della sede dei clienti. Applicabilità già dal 2018 per i servizi elettronici ed entro il 2021 per i beni venduti online.

Piccole spedizioni

Stop all’esenzione Iva sui piccoli pacchi importati nell’Ue di valore inferiore a 22 euro. La soppressione avviene per due motivi: primo, con 150 milioni di pacchi importati ogni anno il sistema è suscettibile di frodi (per esempio l’indicazione nella documentazione di viaggio di importi inferiori a quelli effettivi); secondo, le imprese europee si ritrovano ora in una situazione di evidente svantaggio, dovendo applicare l’Iva anche sulle vendite sotto soglia (a differenza dei concorrenti extra-Ue).

Pubblicazioni digitali

Stop alla disparità Iva tra e-book, quotidiani elettronici e i loro equivalenti in formato cartaceo. Previo ok degli stati membri, i governi nazionali potranno allineare le aliquote.

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7) Equitalia: attivato servizio pagopa

Ecco come pagare online cartelle e avvisi: Dal 2 dicembre 2016 Equitalia ha attivato il servizio PagoPA, il sistema dei pagamenti elettronici della pubblica amministrazione, che consente al contribuente di poter scegliere con quale istituto finanziario effettuare il versamento dopo aver confrontato costi e modalità.

Come funziona

Dall’homepage del sito www.gruppoequitalia.it bisogna entrare nell’area “Cittadini” o “Imprese”, selezionare “Pagamenti” e poi “Paga online”. Con la app Equiclick si accede al servizio selezionando “Paga cartelle e avvisi”. Successivamente il contribuente sceglie se saldare con i dati del bollettino Rav o con il numero delle cartelle e degli avvisi di pagamento. A questo punto interviene la novità: si viene indirizzati sulla piattaforma PagoPA, dove si può selezionare da un elenco la banca o un altro istituto finanziario disponibile, confrontando il costo delle operazioni e le relative modalità di pagamento (es, bonifico, carta di credito). Una volta effettuata l’operazione, il contribuente riceve direttamente via email copia della ricevuta.

L’iniziativa si inserisce nel percorso di miglioramento del rapporto fisco contribuenti che ha portato già diverse innovazioni. Tra queste, il servizio “Se Mi Scordo” che avvisa i contribuenti, con un sms sul cellulare o tramite email, dell’arrivo di una nuova cartella o della scadenza delle rate; i nuovi servizi sul portale www.gruppoequitalia.it, l’esordio dell’app Equiclick per smartphone e tablet, l’orario prolungato degli sportelli anche al pomeriggio in alcune grandi città; l’attivazione di “Pronto Equitalia”, il numero telefonico unico 06.0101, a disposizione da tutti i telefoni fissi e mobili.

(Equitalia, comunicato del 2 dicembre 2016)

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8) Vigilanza sulle società/associazioni sportive dilettantistiche: ecco le indicazioni operative dell’Ispettorato lavoro

L’Ispettorato nazionale del Lavoro, con la lettera circolare prot. n. 1 del 1° dicembre 2016, ha fornito delle indicazioni operative sul trattamento, ai fini previdenziali, dei compensi erogati dalle associazioni sportive dilettantistiche e dalle società sportive dilettantistiche.

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9) Interpretazione autentica in materia di determinazione del reddito di lavoratori in trasferta e trasfertisti

Trasfertismo e trasferta – il Legislatore ha fornito l’interpretazione autentica: Con l’art. 7-quinquies della Legge n. 225 del 1 dicembre 2016, che ha convertito, con modificazioni, il D.L. n. 193/2016 (c.d. decreto fiscale), il Legislatore ha fornito l’interpretazione autentica dei concetti di trasferta e trasfertismo, particolarmente importanti in alcuni settori ove l’attività viene svolta continuamente fuori sede come, in particolare, nell’impiantistica ed in edilizia.

Questo è il testo:

il comma 6 dell’art. 51 del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, si interpreta nel senso che i lavoratori rientranti nella disciplina ivi dettata sono quelli per i quali sono presenti contestualmente le seguenti condizioni:

a) la mancata indicazione nel contratto e/o lettera di assunzione della sede di lavoro; b) lo svolgimento di una attività lavorativa che richiede la continua mobilità del dipendente; c) la corresponsione al dipendente, in relazione allo svolgimento dell’attività lavorativa in luoghi variabili e diversi, di una indennità o maggiorazione di retribuzione in misura fissa, attribuiti senza distinguere se il dipendente si è effettivamente recato in trasferta e dove la stessa si è svolta.

Ai lavoratori cui, a seguito della mancata contestuale presenza delle condizioni di cui al comma 1, non si renda applicabile la disposizione di cui al comma 6 del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986 n. 917, è riconosciuto il trattamento previsto per le indennità di trasferta di cui al comma 5 del suddetto articolo 51“.

Trattandosi di interpretazione autentica, la norma incide su procedimenti ispettivi, amministrativi e giudiziali in corso ove, per effetto di una interpretazione giurisprudenziale anche della Cassazione, fatta propria dagli organi di vigilanza dell’INPS e del Ministero del Lavoro, molte indennità e compensi economici dati a titolo di trasferta, sono stati ricondotti a “trasfertismo” con una incidenza contributiva e previdenziale pari al 50%. Ora, ciò sarà possibile (la norma è entrata in vigore il 2 dicembre 2016) soltanto con la presenza contestuale delle tre condizioni sopra descritte ai punti a, b, c..

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10) Pronto il vademecum della disciplina antiriciclaggio

Il Consiglio Nazionale Forense ha reso disponibile, in questi giorni, il vademecum antiriciclaggio, ai fini della disciplina antiriciclaggio, redatto per gli avvocati, ma utile ed interessante anche per altre categorie di professionisti. Infatti, di taglio pratico, contiene uno schema di registro cartaceo, uno schema di informativa al cliente e pure un modello di valutazione del rischio.

La Commissione antiriciclaggio del Consiglio nazionale forense ha messo a punto delle linee guida contenenti indicazioni e prime risposte in merito agli adempimenti prescritti dal Decreto legislativo n. 231/2007 e successive modifiche ed integrazioni.

I chiarimenti sugli adempimenti antiriciclaggio per gli avvocati sono resi in forma di FAQ e sono accompagnati, in allegato, anche da uno schema di registro cartaceo, uno schema di informativa al cliente ed un modello di valutazione del rischio.

Tra le indicazioni, viene specificato quali siano le disposizioni antiriciclaggio che si applicano agli avvocati, quali le principali fonti normative, quali i particolari obblighi a carico dei legali.

Obblighi a carico dei legali

Viene così illustrato come, in estrema sintesi, spettino agli avvocati gli obblighi:

- di identificazione del cliente e del cosiddetto titolare affettivo;

- di registrazione e conservazione dei dati relativi al cliente;

- di effettuare segnalazioni all’Uif qualora l’avvocato sappia, sospetti o abbia motivi ragionevoli per sospettare che siano in corso o che siano state compiute o tentate operazioni di riciclaggio o di finanziamento al terrorismo;

- di formare il personale e i collaboratori;

- di segnalare trasferimenti di denaro contante effettuato a qualsiasi titolo tra soggetti diversi per importi pari o superiori a 3mila euro.

E’, inoltre, precisato che tali obblighi non riguardano le prestazioni eseguite in ambito giudiziale, nelle attività di recupero crediti, relativamente alle cause di separazione o divorzio.

Nella premessa alle FAQ viene, inoltre, segnalato come, in vista del recepimento, entro il 26 giugno 2017, della Quarta direttiva antiriciclaggio, sia probabile una modifica del Decreto legislativo 231 che, seppure non determinerà una riforma complessiva della Legge attuale, “introdurrà ulteriori rigidità nella gestione degli adempimenti a carico degli avvocati”.

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11) Canone Rai 2017: meglio presentare la dichiarazione di non detenzione della Tv entro il 20 dicembre 2016

Canone tv 2017, c’è tempo fino al 31 gennaio per presentare la dichiarazione di non detenzione dell’apparecchio televisivo ma è preferibile anticipare i tempi I cittadini che non sono in possesso di un apparecchio televisivo hanno tempo fino al 31 gennaio 2017 per comunicarlo all’Agenzia delle Entrate, presentando il modello di dichiarazione sostitutiva disponibile online per il caso di non detenzione dell’apparecchio.

Tuttavia, visto che la prima rata per il canone tv dell’anno 2017 scatta già a partire dal prossimo gennaio, per evitare il primo addebito e di dover richiedere il rimborso, è preferibile presentare la dichiarazione sostitutiva in via telematica entro la fine di dicembre (o entro il 20 dicembre se viene presentata per posta).

Come presentare la domanda

Il modello di dichiarazione sostitutiva è disponibile sui siti internet dell’Agenzia delle Entrate, www.agenziaentrate.it e della Rai www.canone.rai.it e va presentato direttamente dal contribuente o dall’erede tramite un’applicazione web, disponibile sul sito internet delle Entrate, utilizzando le credenziali Fisconline o Entratel rilasciate dall’Agenzia, oppure tramite gli intermediari abilitati (Caf e professionisti). Nei casi in cui non sia possibile l’invio telematico, è prevista la presentazione del modello, insieme a un valido documento di riconoscimento, tramite servizio postale in plico raccomandato senza busta all’indirizzo: Agenzia delle Entrate Ufficio di Torino 1, S.A.T. – Sportello abbonamenti tv – Casella Postale 22 – 10121 Torino.

La dichiarazione sostitutiva può essere firmata digitalmente e presentata anche tramite posta elettronica certificata all’indirizzo cp22.sat@postacertificata.rai.it.

Il modello di non detenzione ha validità annuale, e quindi va presentato ogni anno se ne ricorrono i presupposti. Per ulteriori informazioni è possibile consultare la specifica sezione dedicata al canone tv sui siti internet dell’Agenzia delle Entrate e della Rai.

La dichiarazione di non detenzione

La Legge di Stabilità 2016 ha introdotto, da quest’anno, la presunzione di detenzione dell’apparecchio tv nel caso in cui esista un’utenza elettrica nel luogo in cui una persona abbia la propria residenza anagrafica e ha previsto che, per i titolari di una utenza elettrica di tipo residenziale, il pagamento del canone tv per uso privato avvenga mediante addebito sulla bolletta elettrica, in 10 rate mensili, da gennaio a ottobre di ogni anno.

Per superare questa presunzione ed evitare quindi l’addebito in fattura, i cittadini che non possiedono l’apparecchio televisivo devono presentare una dichiarazione sostitutiva all’Agenzia delle Entrate, con cui dichiarano che in nessuna delle abitazioni per le quali il dichiarante è titolare di un’utenza elettrica è detenuto un apparecchio tv (da parte del dichiarante stesso o di altro componente della famiglia anagrafica).

Si tratta di una dichiarazione sostitutiva che se non veritiera comporta delle sanzioni anche penali (articoli 75 e 76 del DPR n.445/2000).

E’ preferibile anticipare la presentazione

La dichiarazione sostitutiva ha validità per l’anno in cui è stata presentata: tuttavia, poiché l’addebito della prima rata di canone tv partirà già dal mese di gennaio 2017, è consigliabile presentare la dichiarazione di non detenzione entro il mese di dicembre (entro fine mese per la presentazione telematica, entro il 20 dicembre per la presentazione tramite posta) per essere sicuri di evitare eventuali addebiti in bolletta e di dover presentare, successivamente, un’istanza di rimborso.

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 228 del 5 dicembre 2016)

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12) Immobiliare, nel III trimestre 2016 ancora un rialzo delle compravendite (+17,8%)

Bene gli uffici (+31,1%), i capannoni (+24,5%) e i negozi (+23,3%): Genova, Milano, Bologna e Torino al top nel mercato delle abitazioni.

Continua la tendenza al rialzo del mercato immobiliare italiano, che nel terzo trimestre del 2016 registra un incremento del 17,8%. In alcuni settori, infatti, i tassi di crescita viaggiano a doppia cifra già da inizio anno: nel periodo luglio-settembre il terziario raggiunge quota +31,1%, oltre il doppio rispetto al trimestre precedente, così come il commerciale, che passa da un +12,9% a un +23,3%, mentre il residenziale segna un aumento del 17,4%. Anche il produttivo guadagna un buon 24,5%.

È questa la fotografia del mercato del mattone italiano che emerge dalla Nota trimestrale dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate, disponibile da oggi sul sito internet www.agenziaentrate.it.

I numeri del settore residenziale

Nel terzo trimestre 2016, il mercato delle abitazioni continua a crescere in tutte le aree del Paese, grazie soprattutto al permanere dei tassi di interesse sui mutui particolarmente bassi e al contesto economico nel suo complesso, anche se la crescita è generalmente rallentata rispetto al trimestre precedente. Ancora una volta è il Nord che fa da traino, con un incremento pari al 22,3%, mentre il Centro e il Sud si assestano rispettivamente a +15,2% e +10%. Inoltre, in questo trimestre la crescita è stata superiore nei Comuni non capoluogo (+17,9%) rispetto ai capoluoghi (+16,4%).

Genova domina tra le grandi città

Anche nelle grandi città italiane permane un deciso segno positivo per le compravendite di abitazioni: Genova ha registrato il maggior incremento, con una crescita pari al 25%; seguono Milano (+23,9%), Bologna (+21,5%), Torino (+20,4%) e Firenze (+13,3%). Una crescita più contenuta caratterizza, invece, il mercato residenziale di Napoli (+2,4%), Palermo (+5,8%) e Roma (+8,9%).

Uffici, negozi e capannoni

Tra i settori non residenziali la tendenza al rialzo più significativa è quella che interessa il settore terziario, che raggiunge il 31,1%, ma anche gli altri settori migliorano notevolmente, con percentuali superiori al 20. Particolarmente significativa è la crescita del comparto commerciale, che tocca quota 23,3%, con il picco al Nord (+28,6%), mentre il comparto produttivo (che comprende capannoni e industrie) conferma la decisa tendenza al rialzo, dopo la forte accelerazione del semestre precedente, seppure il tasso scenda di circa 4 punti (da +28,7% a +24,5%).

Ulteriori dettagli

La Nota trimestrale Omi relativa al terzo trimestre 2016, completa di tabelle e grafici di dettaglio sull’andamento del mercato del mattone, può essere scaricata dal sito internet dell’Agenzia delle Entrate, www.agenziaentrate.it, seguendo questo percorso: Documentazione > Osservatorio del mercato immobiliare > Pubblicazioni > Note trimestrali.

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 229 del 5 dicembre 2016)

Vincenzo D’Andò