Breve esame degli adempimenti contabili e fiscali previsti per la fine dell’anno

di Massimo Pipino

Pubblicato il 19 dicembre 2016

siamo al termine del 2016: parte lo sprint agli adempimenti di fine anno! Acconto IVA, stampe dei registri, scritture contabili da effettuare, valori del magazzino, eventuali dichiarazioni tardive, omaggi di fine anno, compensi agli amministratori (vanno per cassa)... un ripasso degli adempimenti da attenzionare

faq-ctScopo del presente resumé è fornire un breve ma ragionato elenco di quelli che sono i principali adempimenti contabili e fiscali che imprenditori, lavoratori autonomi e loro consulenti si trovano tipicamente ad affrontare all’atto della chiusura dell’esercizio annuale.

Nella prima parte del lavoro verranno affrontati quelli che sono i principali adempimenti di natura contabile ovvero, essenzialmente, l’insieme delle procedure amministrativo-contabili che sono propedeutiche alla chiusura del bilancio d’esercizio, con un particolare approfondimento in merito alle rilevazioni relative al magazzino.

La seconda parte vuole invece offrire una panoramica dei principali adempimenti fiscali che si collocano in prossimità della chiusura dell’esercizio, con un approfondimento in merito alle procedure di stampa dei registri fiscali, alla presentazione delle dichiarazioni tardive ed alle regole fiscali per la corretta gestione degli omaggi natalizi.

Analisi degli adempimenti contabili previsti per imprese in contabilità ordinaria il cui esercizio sia coincidente con l’anno solare

Le imprese in contabilità ordinaria il cui esercizio sociale coincide con l’anno solare si trovano in queste settimane impegnate ad avviare la lunga fase costituita dalle procedure a carattere amministrativo e contabile che portano alla chiusura del bilancio d’esercizio.

Scopo di tali procedure è trasformare il cosiddetto bilancio di verifica, il cui scopo è quello di riepilogare i saldi di tutti i conti che sono stati movimentati nel corso dell’esercizio, nel bilancio d’esercizio, ossia in quello che è il documento contabile di sintesi che contrappone, nel rispetto dei principi contabili, primo fra tutti il principio della competenza, i ricavi realizzati con i costi che sono stati sostenuti per realizzarli, con ciò determinando quello che è il risultato dell’esercizio (nell’ambito del Conto economico) e la consistenza del patrimonio netto contabile alla data in cui viene chiuso l’esercizio stesso (nell’ambito dello Stato patrimoniale). Ciò che si pone come l’anello di congiunzione tra il bilancio di verifica ed il bilancio d’esercizio è un insieme eterogeneo di operazioni contabili, comunemente denominate scritture di assestamento, la cui funzione specifica, a seconda dei casi, è quella di integrare o, eventualmente, di rettificare le rilevazioni fatte nel corso dell’esercizio.

Tali scritture si caratterizzano per una più spiccata valenza che potremmo definire come soggettiva, poiché, spesso, finiscono per essere il frutto di valutazioni più che altro discrezionali che vengono effettuate dagli estensori del bilancio, in contrapposizione alle rilevazioni effettuate in corso d’anno, che sono invece una rappresentazione oggettiva delle vicende di carattere finanziario (incassi e pagamenti) o documentali (fatture emesse e ricevute) succedutesi nel corso dei dodici mesi precedenti. Prima di effettuare le scritture di assestamento è tuttavia buona prassi procedere con alcuni controlli preliminari il cui scopo consiste nella verifica delle rilevazioni che sono state effettuate nel corso dell’anno. Premesso che nell’ambito del presente lavoro non ci si vuole arrogare alcuna pretesa di esaustività, fra le principali verifiche preliminari che si ritiene opportuno suggerire di effettuare si ricordano:

  • la verifica del rigiro delle scritture di assestamento che sono state effettuate durante l’esercizio precedente: per esempio si ritiene sia opportuno accertare che i ratei e i risconti e le fatture da ricevere e da emettere stanziati nel precedente esercizio siano stati interamente rigirati nei relativi conti di appartenenza;

  • la verifica dell’imputazione del risultato dell’esercizio precedente: analogamente è opportuno verificare (in particolare per le società di capitali che redigono il bilancio d’esercizio secondo le disposizioni civilistiche di cui agli articoli 2423 e seguenti del Codice civile) che il risultato dell’esercizio precedente risulti essere stato correttamente destinato in conformità a quanto è stato deliberato da parte dei soci in sede di approvazione del bilancio;

  • la verifica della quadratura dei conti relativi alle immobilizzazioni con il registro dei cespiti (l’approssimarsi della fine dell’esercizio può inoltre essere il momento opportuno per valutare quale sia l’eventuale esistenza di cespiti non più utilizzati nell’ambito del processo produttivo, che può essere opportuno dismettere nel rispetto delle procedure per evitare la presunzione fiscale di cessione di cui al D.P.R. n. 441/1997);

  • la verifica dei movimenti di cassa: una particolare attenzione deve essere infine prestata ai movimenti della cassa contabile, la cui gestione è talvolta considerata dall’Agenzia delle Entrate come indicativa dell’attendibilità dell’intero sistema contabile. Per esempio, a costo di essere banali, è doveroso verificare la corrispondenza tra cassa contabile e giacenza effettiva, l’inesistenza di sbilanci giornalieri negativi o, ancora, l’opportuna esistenza di un separato conto denominato “cassa assegni” in cui annotare gli assegni bancari e circolari ricevuti da terzi e non ancora versati sui conti correnti. Massima attenzione deve inoltre essere prestata al limite di utilizzo del contante, che si ricorda essere stato elevato da euro 1.000 a euro 3.000 con decorrenza a partire dell’1 gennaio 2016, per non incorrere in violazioni della normativa sull’antiriciclaggio.

Una volta che sono state portate a termine queste doverose operazioni, qualificabili come di mera verifica di un insieme di fatti che già sono stati registrati, si può procedere con le vere e proprie scritture di assestamento, tipicamente suddivise in due macro categorie: di imputazione e di storno. Le rettifiche di imputazione consistono nell’