I nuovi oneri amministrativi da Legge di bilancio faranno aumentare il costo dell'assistenza contabile? - Diario quotidiano del 15 novembre 2016

1) <b>Commercialisti: ecco quando non é dovuta l’Irap in presenza di altre attività</b>

2) Depositi Iva: ritorna tutto come prima ?

3) Tributaristi “doc”: autorizzati anche all’assistenza sull’attività stragiudiziale con le Entrate

4) Nuova Equitalia: varranno le norme dello Statuto del contribuente

5) I nuovi oneri amministrativi da Legge di bilancio faranno aumentare il costo dell’assistenza contabile?

6) Solo chi è in regola con il bollo auto potrà fare la revisione dei veicoli

7) Il bonus fiscale per le attività sportive sale a 600 euro e varrà anche per i maggiorenni

8) Tutto pronto per la “nuova” fatturazione elettronica dal 1° gennaio 2017

9) Fisco: parte il servizio “sms – se mi scordo” di Equitalia

10) Cessione d’albergo soggetto ad imposte di trascrizione proporzionali

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1) Commercialisti: ecco quando non é dovuta l’Irap in presenza di altre attività
La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 23104 del 11 novembre 2016, ha stabilito che i compensi, percepiti per lo svolgimento di altre attività (amministratore, sindaco e revisore di società) rispetto a quella tradizionale svolta dal Commercialista, non sono soggetti all’Irap purché:
– sia possibile scorporare le singole categorie di compensi e verificare per ciascuna attività svolta l’esistenza dell’autonoma organizzazione;
– nello svolgimento di tali attività il commercialista non si avvalga del proprio studio professionale caratterizzato dall’esistenza dell’autonoma organizzazione.
Nel caso di specie il contribuente ha vinto il ricorso in cassazione dimostrando che quasi tutta la parte del fatturato (98%) era relativa all’attività di amministratore, sindaco e revisore di società, mentre solo la restante parte (2%) si riferiva a quella tradizionale del professionista contabile/fiscale, tipica del Commercialista.
Invece, il giudice di merito aveva dato torto al Commercialista, ma è stato “bacchettato” dal giudice di legittimità, difatti, la motivazione della sentenza impugnata ai supremi giudici è apparsa carente sotto il profilo della descrizione del processo cognitivo attraverso il quale si è formato il giudizio di rigetto dell’appello del professionista/contribuente, essendosi la CTR limitata all’affermazione: “né può considerarsi suddivisibile l’attività del ricorrente in due contemporanee e distinte professioni, quanto meno per essere l’attività di membro di collegi sindacali espressamente prevista dall’ordinamento e dalla tariffa professionale dei dottori commercialisti”. La suddetta affermazione, ad avviso della Suprema Corte, trascura i rilievi fattuali introdotti in giudizio, “soprattutto laddove si precisa che i compensi per cariche sociali presso aziende terze inciderebbero per il circa il 98% delle entrate del contribuente”. In conclusione, il ricorso del professionista è stato accolto poiché fondato nel merito.
Iscrizione ipotecaria: I crediti contestati entrano nella soglia di 8 mila euro
La Corte di Cassazione, con la sentenza 23050 del 11 novembre 2016, ha stabilito che pure i crediti contestati dal contribuente, sempre se iscritti a ruolo, concorrono a raggiungere la soglia di 8 mila euro necessaria per l’iscrizione di ipoteca da parte di Equitalia. Smentendo la Ctr di Roma da cui l’iscrizione dell’ipoteca era stata ritenuta illegittima per il mancato raggiungimento della soglia. Infatti, in tema di iscrizione di ipoteca relativa a debiti tributari, per il raggiungimento della soglia minima di 8 mila euro a tal fine prevista dall’art. 77, dpr 602/73, occorre fare riferimento a tutti i crediti iscritti a ruolo, anche se oggetto di contestazione da parte del contribuente, atteso che, ai sensi degli art. 49 e 50 del dpr, il ruolo costituisce titolo esecutivo sulla base del quale il concessionario può procedere ad esecuzione forzata, ovvero può promuovere azioni cautelari conservative, nonché ogni altra azione …

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