La rottamazione frettolosa...

Con 162 voti favorevoli, 86 voti contrari e un astenuto il D.L. 193 del 24 ottobre 2016 è stato convertito in Legge. Al Senato è stata posta la questione di fiducia, pertanto, il testo è stato convertito con le sole modifiche apportate dalla Camera dei Deputati.
Tra le novità, già evidenziate sugli organi di stampa, spiccano quelle relative alla cosiddetta rottamazione delle cartelle, in particolare l’aumento del numero delle rate e l’allargamento ai carichi affidati, non si fa più riferimento ai ruoli, agli agenti della riscossione nel 2016; si tratta degli aspetti che interessano di più i contribuenti/debitori.
Infatti, entro il 28 febbraio 2017, l’agente della riscossione, con posta ordinaria (quindi con scarsa certezza della consegna nei termini), avviserà il debitore dei carichi affidati nell’anno 2016 per i quali, alla data del 31 dicembre 2016, gli risulta non ancora notificata la cartella di pagamento ovvero inviata l’informazione di cui all’articolo 29, comma 1, lettera b, ultimo periodo, del D.L. 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, ovvero notificato l’avviso di addebito di cui all’articolo 30, comma 1, del medesimo D.L. n. 78 del 2010.
Tra l’altro, con somma solerzia e con spirito di collaborazione verso il contribuente, con l’introduzione del comma 3-bis è stato previsto che l’agente della riscossione fornisca ai debitori i dati necessari a individuare i carichi definibili presso i propri sportelli e nell’area riservata del proprio sito internet istituzionale.
Sul punto sarebbe stata necessaria una maggior chiarezza dal parte del Legislatore, si pensi ad esempio ai carichi affidati dalle 16 le Casse di previdenza privata che, avendo affidato la riscossione a Equitalia, sono estremamente critiche sulla possibilità della rottamazione, piuttosto che fare ancora una volta “a scarica barile” su Equitalia per l’individuazione dei carichi definibili (sulla base di quali linee guida per i casi dubbi non si sa, poiché la Legge non brilla per chiarezza propria).
Ormai con l’apposizione della fiducia nulla è più modificabile e tanto rimane. Per eventuali ulteriori modifiche e correzioni rimane aperta la finestra della Legge di bilancio.
In questo panorama, si deve rilevare che vi è stato sì l’allargamento da quattro a cinque rate, ma questo porterà reali benefici?
In primo luogo, la norma specifica che dal “1 agosto 2017” sulle rate sono dovuti “gli interessi nella misura di cui all’articolo 21, primo comma, del decreto del Presidente della Repubblica n. 602 del 1973”; pertanto, considerando che la prima delle cinque rate avrà come scadenza luglio 2017, solo per essa non dovrà essere calcolato alcun tipo di interesse. Attualmente il tasso d’interesse è il 4,5% annuo.
Ma rimanendo in tema di rateazione la norma specifica: “Fermo restando che il 70 per cento delle somme complessivamente dovute deve essere versato nell’anno 2017 e il restante 30 per cento nell’anno 2018, è effettuato il pagamento, per l’importo da versare distintamente in ciascuno dei due anni, in rate di pari ammontare, nel numero massimo di tre rate nel 2017 e di due rate nel 2018”.
Una lettura superficiale porta a valorizzare solamente il dato delle cinque rate: “in rate di pari ammontare, nel numero massimo di tre rate nel 2017 e di due rate nel 2018”.
Ma in realtà vi è molto di più da considerare perché, in primis, si specifica che “il 70 per cento delle somme complessivamente dovute deve essere versato nell’anno 2017 e il restante 30 per cento nell’anno 2018” dove nel termine complessivamente si dovrà, o si dovrebbe, considerare tutto quello che la normativa prevede, ivi compresi gli interessi a cui si accennava?
Stando così le cose, non è un pagamento in rate costanti, ma in rate in diminuzione, dove quelle da pagarsi nel 2017, avranno un importo maggiore rispetto a quelle relative al 2018; pertanto le rate saranno “di pari …

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