La responsabilità solidale negli appalti, sia in ambito pubblico che in ambito privato

Con il presente lavoro si intende offrire al lettore una panoramica complessiva delle diverse sfaccettature del concetto di “responsabilità solidale” applicato alla contrattualistica dell’appalto di lavori, così come definito dall’articolo 1655 del Codice civile, sia in ambito pubblico che in ambito privato. La materia in commento ha subito nel tempo una notevole serie di modifiche, a partire soprattutto dall’articolo 29, comma 2, del Decreto Legislativo 10 settembre 2003, n. 276 (“Attuazione delle deleghe in materia di occupazione e mercato del lavoro, di cui alla legge 14 febbraio 2003, n. 30”) con cui il legislatore è intervenuto a modificare l’articolo 3 della Legge n. 1369/1960, dall’articolo 35, commi 28, 28-bis e 28-ter del Decreto Legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito con modificazioni, in Legge n. 248/2006, con cui il legislatore ha allargato la solidarietà tra appaltatori e subappaltatori per le ritenute fiscali operanti nei confronti dei dipendenti di quest’ultimo per il periodo di cinque anni dalla cessazione del rapporto, sino ad arrivare ai più recenti interventi abrogativi contenuti nell’articolo 28 del D.Lgs. 21 novembre 2014, n. 175 , al comma 1 (vedi nota n. 1).
La definizione generale del concetto di “responsabilità solidale”
La fattispecie definita come “responsabilità solidale”, ai sensi dell’articolo 29, comma 2, del Decreto Legislativo 10 settembre 2003, n. 276 “Attuazione delle deleghe in materia di occupazione e mercato del lavoro, di cui alla legge 14 febbraio 2003, n. 30” (secondo cui “In caso di appalto di servizi il committente imprenditore o datore di lavoro è obbligato in solido con l’appaltatore, entro il limite di un anno dalla cessazione dell’appalto, a corrispondere ai lavoratori i trattamenti retributivi e i contributi previdenziali dovuti”) si concretizza nel caso in cui due o più soggetti si trovino ad essere congiuntamente obbligati per una stessa prestazione e, di conseguenza, al creditore viene riconosciuta la facoltà di rivolgersi indifferentemente ad uno dei debitori il cui adempimento libera gli altri. Ai sensi di quanto viene diposto dall’articolo 1292 del Codice civile, infatti (secondo cui si ha obbligazione solidale passiva quando “più debitori sono obbligati tutti per la medesima prestazione, in modo che ciascuno può essere costretto all’adempimento per la totalità e l’adempimento da parte di uno di loro libera gli altri….) ciascun debitore può essere costretto all’adempimento per la totalità della prestazione prevista contrattualmente e, in tal caso, l’adempimento dell’obbligazione debitoria da parte di un coobbligato libera tutti gli altri. Il debitore che ha pagato l’intero debito, ha però la facoltà di rivalersi verso gli altri, ripetendo da ciascuno solo la parte per cui esso è obbligato (si tratta della cd. “azione di regresso”). L’istituto della responsabilità solidale mira a rafforzare la posizione propria del creditore in quanto tale, attribuendo al creditore medesimo la facoltà di chiedere l’adempimento della prestazione ad uno qualunque dei suoi debitori. Nell’ambito degli appalti (e verrebbe da aggiungere anche nell’ambito strettamente connesso dei subappalti, più precisamente, il regime della responsabilità solidale tende a rafforzare la tutela patrimoniale dei lavoratori che risulta essere garantita non solamente dal loro diretto datore di lavoro, ma anche da tutti coloro che rientrano nella struttura produttiva dell’appalto in base ad esigenze puramente organizzative ed economiche.
La responsabilità solidale negli appalti
Per responsabilità solidale negli appalti di lavori, reponsabilità che è di natura contributiva, retributiva ed assicurativa (ma è stata anche fiscale), si intende la fattispecie in cui il committente, imprenditore o datore di lavoro, è obbligato in solido con l’appaltatore, nonché con eventuali ulteriori subappaltatori, a corrispondere ai …

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