La nuova IRI – IMPOSTA SUL REDDITO D’IMPRESA – che rischia di stravolgere contabilità e dichiarazioni del futuro

di Gianfranco Antico

Pubblicato il 12 novembre 2016

una delle proposte più interessanti della Legge di bilancio 2017 è la nascita dell'IRI: metodo di determinazione delle imposte che riscrive le regole del TUIR per quanto riguarda i piccoli imprenditori e società, rendendo possibile suddividere il reddito d'impresa da quello effettivamente distribuito all'imprenditore o soci: in questo approfondimento puntiamo il mouse sulla nuova gestione contabile che presiede all'utilizzo dell'IRI e al suo intersecarsi col regime della trasparenza fiscale e dell'agevolazione ACE
consulenza_1Il prelievo proporzionale previsto dalla nuova imposta sul reddito d’impresa (IRI), di cui all’art. 68, del DDL di Stabilità 2017, è applicabile fino al momento in cui gli utili prodotti rimangono nell’azienda sotto forma di riserve. Gli eventuali prelievi degli utili e delle riserve effettuati dall’imprenditore individuale (o la distribuzione da parte della società di persone) saranno sottoposti a tassazione ordinaria, con l’applicazione dell’IRPEF progressiva. E’ questo il principio di fondo della nuova imposta, la cui ratio è quella di incentivare la capitalizzazione delle piccole imprese. Il reddito dell’impresa viene, quindi, scisso da quello dell’imprenditore ed allineato a quello dell’IRES (24% dal 2017).  

La nuova imposta sul reddito d’impresa

L’art. 68, del DDL di Stabilità 2017, introduce, con il comma 1, per le imprese individuali e le società di persone in regime di contabilità ordinaria, la possibilità