Il disagio dei Commercialisti di fronte ai tanti nuovi adempimenti della Legge di bilancio – Diario quotidiano del 9 novembre 2016

Pubblicato il 9 novembre 2016



1) Commercialisti: nel 2017 introdotti altri otto nuovi adempimenti obbligatori, e per un minimo errore si applica la sanzione di € 5.000,00
2) Legge di bilancio 2017: le misure agevolative illustrate dal direttore delle Entrate
3) Interposizione fittizia nella ASD: nullo l’avviso di accertamento che si avvale della verifica della GdF senza una sufficiente motivazione
4) Regione Sicilia: nuovi indirizzi PEC per le comunicazioni di lavoro accessorio
5) Istallazione di impianti GPS su auto aziendali: chiarimenti ministeriali
6) Guida della Fondazione Studi CDL sulla procedura delle dimissioni on-line per i consulenti
7) Comunicazioni per lavoro accessorio
8) Equitalia in sciopero nazionale
9) Patto di famiglia: chiarito l’inquadramento tributario e civilistico
10) Emendamenti al Decreto Legge Fiscale
diario-quotidiano-articoli-91) Commercialisti: nel 2017 introdotti altri otto nuovi adempimenti obbligatori, e per un minimo errore si applica la sanzione di € 5.000,00 2) Legge di bilancio 2017: le misure agevolative illustrate dal direttore delle Entrate 3) Interposizione fittizia nella ASD: nullo l’avviso di accertamento che si avvale della verifica della GdF senza una sufficiente motivazione 4) Regione Sicilia: nuovi indirizzi PEC per le comunicazioni di lavoro accessorio 5) Istallazione di impianti GPS su auto aziendali: chiarimenti ministeriali 6) Guida della Fondazione Studi CDL sulla procedura delle dimissioni on-line per i consulenti 7) Comunicazioni per lavoro accessorio 8) Equitalia in sciopero nazionale 9) Patto di famiglia: chiarito l’inquadramento tributario e civilistico 10) Emendamenti al Decreto Legge Fiscale   ****

1) Commercialisti: nel 2017 introdotti altri otto nuovi adempimenti obbligatori, e per un minimo errore si applica la sanzione di € 5.000,00

Basterà un minimo errore nelle nuove comunicazioni trimestrali Iva per comportare una sanzione minima di 5 mila euro. Questo a seguito di quanto viene previsto nel Decreto fiscale collegato alla manovra 2017 (D.L. 193/2016), in vigore dal 24 ottobre 2016, che introduce addirittura 8 nuovi obblighi a carico di professionisti e imprese con decorrenza dal 1° gennaio 2017.

È la denuncia fatta il 7 novembre 2016 dal coordinamento delle associazioni sindacali dei commercialisti (Adc-Aidc-Anc-Andoc-Unagraco-Ungdcec-Unico) in un comunicati stampa in cui si sottolinea che l’inasprimento sanzionatorio relativo alle nuove comunicazioni trimestrali dei dati Iva, appare in netto contrasto con altre disposizioni dello stesso collegato fiscale in cui, nello spirito di ridurre l’eccessivo peso di sanzioni e interessi di mora, si giustifica l’introduzione della definizione agevolata delle cartelle esattoriali.

Sul tema delle sanzioni il comunicato in oggetto fa riferimento alla nuova ipotesi sanzionatoria introdotta dal decreto legge 193/2016 in materia di omessa, incompleta o infedele comunicazione della nuova comunicazione trimestrale dei dati delle liquidazioni periodiche Iva. Sulla base della nuova sanzione introdotta nel comma 2-ter dell’articolo 11 del dlgs 471/1997 le fattispecie sopra descritte verranno infatti punite con una sanzione amministrativa da euro 5 mila a euro 50 mila. L’inserimento di sanzioni di una tale misura appare, secondo le valutazioni dei professionisti, eccessivamente sproporzionato rispetto a quella che a tutti gli effetti altro non è che una dichiarazione periodica su base infrannuale i cui dati sono destinati ad essere poi riassorbiti e nuovamente indicati all’Amministrazione finanziaria tramite la dichiarazione annuale.

L’allarme contenuto nel suddetto comunicato stampa delle associazioni sindacali dei commercialisti, oltre che una provocazione, deriva dall’interpretazione letterale del nuovo sistema, poiché una comunicazione con dati errati, anche per un solo euro, costituirà ipotesi di infedele comunicazione con conseguente applicazione della sanzione minima appunto di euro 5 mila.

******

2) Legge di bilancio 2017: le misure agevolative illustrate dal direttore delle Entrate

Legge di bilancio 2017: Ecco le misure agevolative illustrate dalla Orlandi.

Nel DDL di Legge di bilancio per il 2017, sono presenti anche misure agevolative che riguardano sia le imprese sia i privati.

Con l’audizione del 7 novembre 2016 (si veda nel Diario quotidiano del 8 novembre 2016) presso le Commissioni Riunite Bilancio del Parlamento, il direttore dell’Agenzia delle entrate Orlandi ha illustrato le seguenti novità di natura fiscale contenute nel citato disegno di legge.

Credito d’imposta R&S

L’agevolazione viene incentivata:

- sia sotto il profilo della misura e dei tempi. Infatti, da un lato, il credito d’imposta è riconosciuto nella misura unica del 50% delle spese sostenute in eccedenza rispetto alla media degli investimenti in ricerca e sviluppo realizzati nei tre periodi d’imposta precedenti a quello in corso al 31 dicembre 2015 (“spese incrementali”), e, dall’altro, viene disposta la proroga di un anno (fino al periodo in corso al 31 dicembre 2020);

- sia sotto il profilo dei soggetti ammessi. Sono favorite le attività di ricerca e sviluppo svolte da imprese che operano sul territorio nazionale in base a contratti di committenza con imprese residenti o localizzate in altri Stati Ue, negli Stati aderenti all’accordo sul SEE ovvero in Stati inclusi nella lista di cui al decreto del Ministro delle finanze 4 settembre 1996.

Inoltre, emerge che:

- viene confermata l’ammissione al credito d’imposta delle spese relative a tutto il personale impiegato in attività di ricerca e sviluppo, sia altamente qualificato sia tecnico;

- tutte le spese incrementali ammissibili al credito d’imposta sono agevolabili nella misura del 50%;

- è stato aumentato il limite entro il quale può spettare il beneficio fiscale portandolo da 5 a 20 milioni di euro.

IRI

Trattasi di un regime impositivo opzionale – che sarà inserito nel nuovo articolo 55-bis del Tuir – per le imprese individuali e le società di persone commerciali in contabilità ordinaria che presenta le seguenti caratteristiche:

il reddito di impresa è assoggettato a tassazione separata con applicazione dell’aliquota prevista ai fini Ires nella misura del 24% a partire dal 2017; pertanto, esso non concorre alla formazione del reddito complessivo dell’imprenditore (o socio) ai fini Irpef. L’imposta rimane a carico della società/impresa;

la tassazione progressiva Irpef è operata solo all’atto del prelievo del reddito d’impresa. Non trova quindi applicazione l’imputazione per trasparenza dei redditi in capo ai soci;

la base imponibile IRI è calcolata applicando le ordinarie regole di determinazione del reddito di impresa, portando in deduzione le somme prelevate dall’imprenditore o dai collaboratori familiari o dai soci. L’ammontare dell’utile di esercizio e delle riserve di utili costituisce il limite massimo di prelevamenti possibili;

quindi, i prelievi assumono rilevanza fiscale sia per la società/impresa – che li deduce – sia per il socio/imprenditore – che li tassa con l’Irpef;

in costanza del regime IRI le perdite possono essere riportate senza limiti di tempo né di scomputo;

il regime è fruibile da tutti i soggetti Irpef che svolgono attività di impresa a prescindere da qualsivoglia parametro dimensionale e, quindi, anche da soggetti che, per natura, sono ammessi al regime di contabilità semplificata o a regimi per i contribuenti minori. In questi ultimi casi, tuttavia, il regime è applicabile solo se i soggetti sono in contabilità ordinaria per opzione;

l’opzione per l’IRI ha una durata pari a cinque periodi di imposta e è rinnovabile. La scelta è effettuata nella dichiarazione dei redditi ed ha effetto dal periodo di imposta cui è riferita la dichiarazione;

le somme prelevate dall’imprenditore o socio da riserve costituite da utili già tassati per trasparenza sono fiscalmente irrilevanti. Per presunzione, si considerano distribuite prima le riserve formate antecedentemente l’ingresso nell’IRI;

possono optare per il nuovo regime anche le Srl in possesso dei requisiti per optare per piccola trasparenza.

Regime di cassa per i contribuenti in semplificata

È introdotto, per le imprese individuali e le società di persone in regime di contabilità semplificata, un regime di determinazione del reddito (Irpef) e del valore della produzione netta (Irap) fondato sul criterio di cassa, in sostituzione del criterio della competenza.

Super ammortamento

L’agevolazione viene:

prorogata. Sarà, infatti, possibile fruire del super ammortamento dei beni materiali strumentali nuovi acquistati dai contribuenti interessati entro il 31 dicembre 2017, o fino al 30 giugno 2018 a condizione che entro il 31 dicembre 2017 l’ordine risulti accettato dal venditore e siano stati pagati acconti pari ad almeno il 20%; la proroga non vale per i veicoli e i mezzi di trasporto, tranne che per quelli utilizzati esclusivamente come beni strumentali nell’attività di impresa;

rafforzata. È infatti introdotta una nuova disciplina ridenominata “iper ammortamento” che riguarda i beni materiali strumentali nuovi, acquistati nel medesimo arco temporale sopra indicato, che sono funzionali alla trasformazione tecnologica e/o digitale in chiave Industria 4.0; si tratta di beni ad elevatissima tecnologia, interconnessi e collegati ad internet, per i quali la maggiorazione è riconosciuta nella misura “rafforzata” del 150% del costo di acquisizione.

Detrazioni relative a immobili

Le agevolazioni per i lavori condominiali di risparmio energetico e antisismici di sono prorogate fino al 31 dicembre 2021. Il più ampio periodo di proroga è previsto anche per i lavori assimilati a quelli condominiali ma non anche per i lavori che interessano le singole unità abitative che vengono prorogati di un solo anno.

La misura della detrazione degli interventi finalizzati al risparmio energetico è confermata al 65% per gli interventi di riqualificazione energetica di singole unità abitative e di parti condominiali, mentre per gli interventi effettuati sulle parti comuni che comportano un risparmio energetico più significativo la percentuale di spesa detraibile è elevata:

al 70% nel caso di interventi che interessino l’involucro dell’edificio;

al 75% nel caso di interventi finalizzati a migliorare la prestazione energetica invernale e estiva e che conseguano determinati standard individuati in base al D.M. 26 giugno 2015 e asseverati da professionisti abilitati mediante la cd. APE.

La misura della detrazione per gli interventi antisismici sulle parti comuni è confermata al 65% (in luogo dell’ordinario 36%). Inoltre, la percentuale del bonus è aumentata per quelli più significativi:

al 70%, se dall’intervento deriva una riduzione del rischio sismico che determini il passaggio ad una classe di rischio inferiore;

all’80%, se dall’intervento deriva il passaggio a due classi di rischio inferiori.

Infine, viene prevista la cessione, sotto forma di credito d’imposta, della detrazione spettante per gli interventi di riqualificazione energetica e di consolidamento antisismico. I contribuenti interessati sono quelli che possiedono redditi esclusi dalla imposizione ai fini dell’Irpef o per espressa previsione o perché l’imposta lorda è assorbita dalle detrazioni ex articolo 13 Tuir.

Premi di risultato e welfare aziendale

Le imprese che incrementano la propria produttività possono erogare premi di risultato assoggettati all’imposta sostitutiva del 10% in luogo della ordinaria tassazione progressiva.

Dal 2017 potranno fruire di tale agevolazione i lavoratori del settore privato che hanno un reddito di lavoro dipendente non superiore a 80.000 euro, e non più di 50.000. Inoltre, l’importo del premio di produttività agevolabile è elevato da 2.000 a 3.000 euro ovvero, in caso di coinvolgimento paritetico dei lavoratori nell’organizzazione aziendale, da 2.500 a 4.000 euro.

È altresì prevista la possibilità di includere nella gamma dei benefit che il lavoratore può richiedere in sostituzione del premio anche l’utilizzo di autovetture aziendali, la locazione di fabbricati e la concessione di prestiti a tassi agevolati, nel rispetto dei limiti ordinariamente previsti per la esclusione di tali utilità dal reddito di lavoro dipendente,

Regime per le persone fisiche che si trasferiscono in Italia

L’opzione per il regime consente di non applicare il regime della tassazione sul reddito mondiale e quindi di non assoggettare a tassazione ordinaria i redditi prodotti all’estero, ma solo i redditi prodotti nel nostro Paese.

Per i redditi prodotti all’estero si applica un’imposta sostitutiva dell’Irpef pari a euro 100.000, ridotta a euro 25.000 per ogni familiare che trasferisce la residenza in Italia ed esercita la medesima opzione.

L’opzione è revocabile e comunque cessa di produrre effetti decorsi 15 anni dal primo periodo d’imposta di validità. Gli effetti dell’opzione cessano in caso di omesso o parziale versamento dell’imposta sostitutiva. La revoca o la decadenza dal regime precludono l’esercizio di una nuova opzione.

È altresì prevista un’agevolazione ai fini delle imposte indirette: per le successioni aperte e le donazioni effettuate nei periodi d’imposta di validità dell’opzione esercitata dal dante causa, l’imposta sulle successioni e donazioni è dovuta limitatamente ai beni e ai diritti esistenti in Italia al momento della successione o della donazione.

******

3) Interposizione fittizia nella ASD: nullo l’avviso di accertamento che si avvale della verifica della GdF senza una sufficiente motivazione

L’ASD, tra le attività accessorie, può essere anche conduttrice di una “casa per ferie”: Non è facile contestare l’interposizione fittizia ad un’associazione sportiva dilettantistica che le attività accessorie risulta esercitare l’attività di “casa per ferie”. E’ stato così rigettato l’avviso di accertamento emesso dall’Agenzia delle entrate.

La Corte di cassazione, con la sentenza n. 22433 del 4 novembre 2016, ha confermato la decisione della Commissione tributaria regionale che era stata favorevole alla contribuente (presidente dell’ASD).

Diversamente da quanto sostenuto dall’Amministrazione finanziaria, la gestione della casa per ferie era riconducibile all’Associazione ed andava considerata come attività accessoria della medesima, utile per il raggiungimento delle sue finalità istituzionali.

Peraltro, la contribuente, presidente dell’associazione sportiva dilettantistica, affiliata alla F.I.S.E., aveva ottenuto in comodato, in conformità a quanto previsto dall’art. 4 dello statuto dell’associazione, oltre all’uso di scuderie, di boxes ed altro, anche di tredici camere in cui il Comune di Roma aveva autorizzato l’esercizio di “casa per ferie - e che l’ASD aveva regolarmente inserito i ricavi conseguiti dall’affitto delle camere ai soci tra le poste attive di bilancio.

L’avviso di accertamento emesso dalle Entrare era stato preceduto da una verifica fiscale effettuata dalla Guardia di Finanza che presupponeva “l’interposizione fittizia della predetta associazione sportiva rispetto all’attività imprenditoriale effettivamente e direttamente svolta dalla contribuente”.

Nella fase del successivo contenzioso la Ctp accoglieva il ricorso dell’Agenzia delle entrate, mentre, invece, in secondo grado, la Ctr ribaltava la decisione dando ragione al presidente dell’Associazione sportiva per difetto di motivazione, oltre all’insufficienza degli elementi probatori, in seno all’avviso di accertamento stesso.

Peraltro, ha osservato la massima Corte, “la valutazione degli elementi probatori è attività istituzionalmente riservata al giudice di merito, non sindacabile in cassazione se non sotto il profilo della congruità della motivazione del relativo apprezzamento”.

Quindi, tutti i motivi di ricorso, evidenziati dall’Agenzia in cassazione, sono stati dichiarati inammissibili ed inoltre, la stessa amministrazione è stata condannata anche al pagamento delle spese processuali.

******

4) Regione Sicilia: nuovi indirizzi PEC per le comunicazioni di lavoro accessorio

L’Assessorato Regionale della Famiglia, delle Politiche Sociali e del Lavoro della Regione Sicilia, con la nota n. 56044 del mese di novembre 2016, ha cambiato gli indirizzi e-mail da utilizzare per la trasmissione delle comunicazioni per le prestazioni di lavoro accessorio.

Questi i nuovi indirizzi e-mail:

Ispettorato territoriale del lavoro di Agrigento:

voucher.ispettorato.agrigento@regione.sicilia.it

Ispettorato territoriale del lavoro di Caltanisetta:

voucher.ispettorato.caltanisetta@regione.sicilia.it

Ispettorato territoriale del lavoro di Catania:

voucher.ispettorato.catania@regione.sicilia.it

Ispettorato territoriale del lavoro di Enna:

voucher.ispettorato.enna@regione.sicilia.it

Ispettorato territoriale del lavoro di Messina:

voucher.ispettorato.messina@regione.sicilia.it

Ispettorato territoriale del lavoro di Palermo:

voucher.ispettorato.palermo@regione.sicilia.it

Ispettorato territoriale del lavoro di Ragusa:

voucher.ispettorato.ragusa@regione.sicilia.it

Ispettorato territoriale del lavoro di Siracusa:

voucher.ispettorato.siracusa@regione.sicilia.it

Ispettorato territoriale del lavoro di Trapani:

voucher.ispettorato.trapani@regione.sicilia.it

******

5) Istallazione di impianti GPS su auto aziendali: chiarimenti ministeriali

L’Ispettorato nazionale del Lavoro, con la circolare n. 2 del 7 novembre 2016, ha fornito indicazioni operative sull’installazione ed utilizzazione di impianti satellitari GPS montati su autovetture aziendali, ai sensi dell’art. 4, commi 1 e 2, Legge n. 300/1970.

In particolare, l’Ispettorato del Lavoro chiarisce se gli impianti siano da considerare strumenti utilizzati dal lavoratore per rendere la prestazione lavorativa e come tali esclusi dalle condizioni e dalle procedure previste dalla normativa.

In linea di massima, l’Ispettorato ritiene che i sistemi di geolocalizzazione rappresentino un elemento “aggiunto” agli strumenti di lavoro, non utilizzati in via primaria ed essenziale per l’esecuzione dell’attività lavorativa ma, per rispondere ad esigenze ulteriori di carattere assicurativo, organizzativo, produttivo o per garantire la sicurezza del lavoro.

Ne consegue che, in tali casi, la fattispecie rientri nel campo di applicazione di cui al comma 1 dell’art. 4 Legge n. 300/1970 e pertanto le relative apparecchiature possono essere installate solo previo accordo stipulato con la rappresentanza sindacale ovvero, in assenza di tale accordo, previa autorizzazione da parte dell’Ispettorato nazionale del lavoro (art. 4, comma 1, della Legge n. 300/1970, come modificato dall’art. 5, comma 2, D.Lgs. n. 185/2016).

Solo in casi del tutto particolari – qualora i sistemi di localizzazione siano installati per consentire la concreta ed effettiva attuazione della prestazione lavorativa (e cioè la stessa non possa essere resa senza ricorrere all’uso di tali strumenti), ovvero l’installazione sia richiesta da specifiche normative di carattere legislativo o regolamentare (es. uso dei sistemi GPS per il trasporto di portavalori superiore a euro 1.500.000,00, ecc.) – si può ritenere che gli stessi finiscano per “trasformarsi” in veri e propri strumenti di lavoro e pertanto si possa prescindere, ai sensi di cui al comma 2 dell’art. 4 della Legge n. 300/1970, sia dall’intervento della contrattazione collettiva che dal procedimento amministrativo di carattere autorizzativo previsti dalla legge.

*******

6) Guida della Fondazione Studi CDL sulla procedura delle dimissioni telematiche per conto dei lavoratori

La Fondazione dei Consulenti del Lavoro ha pubblicato, l’8 novembre 2016, una nuova guida, dedicata ai Consulenti del Lavoro, con la quale fornisce le modalità operative per coloro che intendano effettuare, in qualità di intermediari, l’invio on line delle dimissioni per conto dei lavoratori.

I Consulenti del Lavoro sono stati inseriti tra i soggetti che possono inviare telematicamente le dimissioni per conto dei lavoratori dall’8 ottobre 2016 (data di entrata in vigore del Dlgs n. 185/16) e l’operatività è diventata effettiva dal 24 ottobre 2016.

È ora quindi possibile per i lavoratori dipendenti affidare agli studi dei Consulenti del Lavoro le proprie dimissioni per tutti gli adempimenti telematici conseguenti a tale atto.

Come si ricorderà, al 12 marzo 2016, a seguito del Jobs Act e del decreto ministeriale relativo, è cambiata radicalmente la procedura di invio delle dimissioni e della risoluzione consensuale del rapporto di lavoro. Da cartacee con successiva convalida, infatti, oggi i lavoratori dipendenti possono presentare le proprie dimissioni solo on line, su modello predefinito, in modo autonomo con il PIN Inps, oppure senza PIN tramite soggetti abilitati, tra i quali, appunto, i Consulenti del Lavoro.

Fondazione studi ha predisposto a giugno 2016 una prima guida dedicata ai lavoratori e utile, sia per effettuare tutte le procedure in modo autonomo, sia per rivolgersi agli intermediari. La guida, aggiornata ad ottobre 2016, inserendo i Consulenti del Lavoro tra i soggetti abilitati contiene le regole normative e di prassi su data decorrenza, preavviso, deroghe.

******

7) Comunicazioni per lavoro accessorio

Con il lavoro accessorio può essere svolta ogni tipo di attività, nella generalità dei settori, da parte di qualsiasi soggetto, purché essa non dia luogo ad un compenso annuale superiore ad un limite massimo (stabilito dalla legge: artt. 48-50 D.Lgs. 81/2015). La corresponsione del compenso del lavoratore avviene con un buono prepagato (c.d. “voucher“), convertibile in denaro.

Per fini di tracciabilità di questo tipo di voucher e per contrastare eventuali comportamenti elusivi, il c.d. “Decreto correttivo” del Jobs Act (D.Lgs. 185/2016) ha introdotto per il committente imprenditore o professionista una doppia forma di comunicazione all’INPS e all’Ispettorato del lavoro.

Dal canto suo, il Ministero del Lavoro, con la nota n. 20137 del 2 novembre 2016, ha fornito ulteriori chiarimenti in merito alle nuove disposizioni in materia di lavoro accessorio ed in particolare sulle modalità e i contenuti della nuova comunicazione obbligatoria delle prestazioni lavoro accessorio.

Tra i chiarimenti è stato precisato che se il prestatore di lavoro accessorio svolge l’attività per l’intera settimana, i datori di lavoro non agricoli possono effettuare una sola comunicazione indicando le giornate interessate, il luogo e l’ora di inizio e fine della prestazione di ogni singola giornata.

Viene chiarito anche che nelle ipotesi in cui non siano state effettuate né la dichiarazione di inizio di attività da parte del committente nei confronti dell’INPS né la comunicazione alla sede territoriale competente dell’Ispettorato nazionale del lavoro si procede esclusivamente con la contestazione della maxi sanzione per lavoro nero.

Dall’8 ottobre 2016, i committenti che intendono avvalersi di prestazioni di lavoro accessorio devono effettuare le comunicazioni anche per il tramite dei consulenti del lavoro e degli altri professionisti abilitati (L. 12/79).

Le comunicazioni possono riguardare cumulativamente anche una pluralità di lavoratori, purché riferite allo stesso committente e purché i dati riferiti a ciascun lavoratore siano dettagliatamente ed analiticamente esposti.

Modifiche o integrazioni

Eventuali modifiche o integrazioni delle informazioni già trasmesse devono essere inviate non oltre i 60 minuti prima delle attività cui si riferiscono.

Ogni variazione e/o modifica che comporta una violazione dell’obbligo di comunicare entro 60 minuti dall’inizio della prestazione il nome, il luogo e il tempo di impiego del lavoratore si risolve in una mancata comunicazione e, pertanto, può essere sanzionata.

Violazione degli adempimenti

Il committente che viola gli obblighi relativi:

alla sola comunicazione all’Ispettorato del lavoro è passibile di una sanzione amministrativa da € 400 ad € 2.400 in relazione a ciascun lavoratore per cui è stata omessa la comunicazione, senza poter avvalersi della procedura di diffida (art. 13 D.Lgs. 124/2004);

sia alla comunicazione all’Ispettorato del lavoro che alla dichiarazione di inizio attività all’INPS, è soggetto alla maxisanzione per lavoro nero.

******

8) Equitalia in sciopero nazionale

Equitalia: 14 novembre 2016 sciopero nazionale indetto dai sindacati.

Equitalia informa che, a causa dello sciopero nazionale indetto dalle organizzazioni sindacali, per tutta la giornata di lunedì 14 novembre non saranno garantiti i servizi agli sportelli.

(Equitalia, comunicato del 8 novembre 2016)

******

9) Patto di famiglia: chiarito l’inquadramento tributario e civilistico

La Fondazione Nazionale Commercialisti propone il documento del 31 ottobre 2016 a dieci anni dall’introduzione del patto di famiglia con la Legge n. 55/2006.

L’analisi dell’assoggettamento a tributo della stipula del patto di famiglia implica, soprattutto, l’analisi della cessione di azienda e di partecipazioni sociali, per quanto attiene all’imposizione diretta (ovverosia le norme sul reddito d’impresa e sui redditi diversi in merito a ricavi, plusvalenze e sopravvenienze) e l’analisi dell’imposta sulle donazioni in alternatività con l’imposta di registro e con l’imposta sul valore aggiunto, per quanto concerne quella indiretta.

In assenza di una specifica normativa tributaria, questo lavoro è condotto assimilando il patto di famiglia a una donazione modale, nel solco delle teorie proposte dall’amministrazione finanziaria e dalla giurisprudenza di merito.

Contratto tipico per garantire il passaggio generazionale

Le norme sul patto di famiglia sono state inserite nel libro II, titolo IV, del C. C., dedicato alla divisione della massa ereditaria.

Attraverso questo contratto tipico, difatti, un imprenditore o un detentore di partecipazioni societarie può trasferire in tutto o in parte l’azienda o le quote a uno o più discendenti. Questi ultimi a loro volta sono obbligati a liquidare, in proporzione al valore dell’azienda, le “virtuali” quote di legittima che potrebbero essere vantate dagli altri successibili se la successione, il cui oggetto sarebbe la sola azienda, si aprisse al momento della stipula del contratto.

Il legislatore si è premunito di modificare la norma che prevede il divieto dei patti successori, ovverosia di quei patti che permettono di disporre dell’eredità fintantoché il de cuius è in vita e che acquisteranno efficacia al momento della scomparsa di quest’ultimo, contenuta nell’art. 458 del C. C., rubricato: “Divieto di patti successori”. Ne risulterebbe che il patto di famiglia è un patto successorio e rappresenterebbe un'eccezione a detto divieto.

Valutazione di azienda

Il processo per governare il passaggio generazionale deve esser pianificato e strutturato in maniera preventiva seguendo quelle che vengono definite le regole per il passaggio generazionale nelle imprese familiari.

La valutazione da parte di un professionista esperto ed indipendente delle partecipazioni e/o dell’intera azienda è quanto mai opportuna per trovare il consenso di tutte le parti coinvolte dal patto di famiglia ed al fine di evitare successive rivendicazioni o conflitti.

*******

10) Emendamenti al Decreto Legge Fiscale

L’attenzione viene puntata su quegli emendamenti che provano a riscrivere la norma del Dl fiscale sulla dichiarazione integrativa, sulle semplificazioni per dogane e accise e sull’estensione del ravvedimento anche ai tributi doganali e alle accise.

Sono, infatti, all’esame delle Commissioni Bilancio e Finanze della Camera gli emendamenti presentati dalla maggioranza al Decreto legge fiscale.

L’intenzione è quella di chiudere il provvedimento al più presto, così da consegnare, verosimilmente, il DL collegato alla Manovra di bilancio 2017 all’Aula di Montecitorio per il 10 novembre.

Dichiarazione integrativa a favore anche per l’Iva

La principale novità sul tema è contenuta nell’emendamento che apre anche all’Imposta sul valore aggiunto la dichiarazione integrativa a favore. Così, analogamente alle imposte dirette e all’Irap, anche per quanto riguarda l’Iva viene sancito che il credito maturato dall’integrativa a favore può essere chiesto a rimborso o speso in compensazione con debiti maturati a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in cui è stata presenta la dichiarazione integrativa.

Inoltre, non viene fissato alcun limite alla compensazione nel caso di errori contabili sulla competenza e viene chiarito espressamente che il contribuente può far valere le situazioni a proprio favore anche in sede di accertamento e contenzioso.

Trasformazione Equitalia e rottamazione cartelle

Gran parte dell'esame parlamentare resta incentrato sui temi più propriamente fiscali, come la trasformazione di Equitalia in ente pubblico economico e la rottamazione delle cartelle. A tal proposito, sono stati presentati alcuni emendamenti che vogliono abolire l’aggio o che almeno vogliono dimezzarlo è comunque si ripropone di rivedere insieme alle rateizzazioni anche il sistema sanzionatorio e l’aggio. Quest’ultimo infatti dovrebbe essere cancellato – a partire dal 1° luglio 2017 - contestualmente alla trasformazione di Equitalia.

Per quanto riguarda la rottamazione delle cartelle, questa viene estesa anche all’anno 2016 ed, inoltre, sarà allargata anche ai comuni che non utilizzano Equitalia come società di riscossione.

Dogane e accise

Alcuni emendamenti sono finalizzati ad introdurre semplificazioni tra gli adempimenti, tra cui anche quelli che riguardano le Dogane e le accise.

Alcune norme riguardano, infatti, modifiche al testo unico delle accise; tra queste quelle che vedono l’introduzione del contraddittorio preventivo anche in materia di accertamento delle accise: Entro 60 giorni dalla notifica del Pvc il contribuente può presentare osservazioni e richieste prima della notifica dell’avviso di pagamento. Analogamente, un altro emendamento prevede la dilazione in due rate per il pagamento delle imposte da parte dei titolari di depositi fiscali in difficoltà. Tra le ipotesi, infine, la chiusura delle liti pendenti per violazioni in materia di accisa su prodotti energetici, alcol e bevande contestate prima del 1° aprile 2010.

Vincenzo D’Andò