Diario quotidiano del 4 novembre 2016: tante novità sulla Legge di bilancio in fase di approvazione (i Commercialisti chiedono l’abolizione dello spesometro trimestrale)

Pubblicato il 4 novembre 2016

1) Divieto di partecipazione a più STP per i soci di investimento
2) CNDCEC in audizione alla Camera per chiedere l’abolizione dello spesometro trimestrale
3) Normativa antiriciclaggio: guida agli adempimenti redatta dal CNDCEC
4) Definizione agevolata delle cartelle esattoriali
5) Commercialista amministratore, sindaco e revisore di società: l’Irap non è dovuta lo stesso
6) L’iscrizione alla gestione commercianti INPS non è automatica
7) DURC online: indicazioni operative
8) Detassazione dei premi di produttività e welfare aziendale: circolare di Assonime
9) Manovra 2017: proroga ristrutturazione edilizia, riqualificazione energetica e antisismica, acquisto mobili
10) Iva sul “corrispettivo di disponibilità” per costruzione/gestione in project financing di un presidio ospedaliero
11) Scissione societaria di una Sas affrancata dal sospetto dell’abuso del diritto
12) CIG in deroga - Settore Appalti di pulizie nelle scuole - Verbali di Accordo in Sede Governativa
13) Audizione del direttore dell’Agenzia delle entrate alla Camera: ecco cosa ha detto Rossella orlandi
14) Modello relativo al soggetto depositario delle scritture contabili: criticità e conseguenti proposte di modifica del CNDCEC
diario-quotidiano-articoli-91) Divieto di partecipazione a più STP per i soci di investimento 2) CNDCEC in audizione alla Camera per chiedere l’abolizione dello spesometro trimestrale 3) Normativa antiriciclaggio: guida agli adempimenti redatta dal CNDCEC 4) Definizione agevolata delle cartelle esattoriali 5) Commercialista amministratore, sindaco e revisore di società: l’Irap non è dovuta lo stesso 6) L’iscrizione alla gestione commercianti INPS non è automatica 7) DURC online: indicazioni operative 8) Detassazione dei premi di produttività e welfare aziendale: circolare di Assonime 9) Manovra 2017: proroga ristrutturazione edilizia, riqualificazione energetica e antisismica, acquisto mobili 10) Iva sul “corrispettivo di disponibilità” per costruzione/gestione in project financing di un presidio ospedaliero 11) Scissione societaria di una Sas affrancata dal sospetto dell’abuso del diritto 12) CIG in deroga - Settore Appaltidi pulizie nelle scuole - Verbali di Accordo in Sede Governativa 13) Audizione del direttore dell’Agenzia delle entrate alla Camera 14) Modello relativo al soggetto depositario delle scritture contabili: criticità e conseguenti proposte di modifica del CNDCEC ****

1) Divieto di partecipazione a più STP per i soci di investimento

Il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, in risposta a un quesito dell’Ordine dei commercialisti di Ancora, con il PO 241/2016, ha precisato che per i soci di capitale è vietata la partecipazione a più Stp.

Questo poiché la Legge n. 183/2011 all’articolo 10 comma 6 dispone che “la partecipazione a una società è incompatibile con la partecipazione ad altra società tra professionisti”. Il Dm 34/2013 aggiunge che “l’incompatibilità si determina anche nel caso della società multidisciplinare e si applica per tutta la durata dell'iscrizione della società all’ordine di appartenenza”. La regola dell’incompatibilità, secondo il Cndcec, deve applicarsi per tutte le categorie di soci. Per cui è escluso che un socio professionista di una stp possa partecipare in qualità di socio di capitale di altra Stp.

Per ultimo, il Cndcec ricorda poi lo studio del Consiglio nazionale del notariato 224/2014/I e la circolare 33/IR dell’Istituto di ricerca dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, dove si afferma che tali disposizioni, non operando alcuna distinzione tra socio professionista e non, “inducono a ritenere che la regola dell’incompatibilità debba applicarsi nei confronti di tutte le categorie di soci”. Alla luce di ciò, viene escluso che un socio professionista di una Stp possa partecipare in qualità di socio di capitale ad altra Stp.

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2) CNDCEC in audizione alla Camera per chiedere l’abolizione dello spesometro trimestrale

Decreto Legge fiscale: Commercialisti, via lo spesometro trimestrale. Si tratta di un obbligo di comunicazione analitica che non è previsto da nessun Paese evoluto (comunitario e non comunitario).

Si è svolta l’audizione alla Camera dei deputati da parte del Consiglio nazionale dottori commercialisti ed esperti contabili con cui è stata richiesta anche la drastica riduzione delle sanzioni.

Nuovo affondo del Consiglio nazionale dei commercialisti sul decreto fiscale. Dopo la contrarietà espressa nei giorni scorsi, prima con una lettera inviata al ministro Padoan e poi con una dura presa di posizione formalizzata nel corso di una riunione tenutasi al Mef alla presenza del viceministro Casero, la categoria ha ribadito la sue proposte di modifica nel corso di un’audizione tenutasi lo scorso 2 novembre presso la Commissioni riunite Bilancio e Finanze della Camera, alla quale hanno partecipato il presidente nazionale, Gerardo Longobardi e il consigliere nazionale delegato alla fiscalità, Luigi Mandolesi. “Condividiamo la necessità di contrastare il fenomeno dell’evasione e delle frodi nel settore dell’IVA”, ha detto Longobardi, “anche attraverso l’anticipazione dei controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate. Ma esprimiamo la nostra ferma e forte contrarietà all’introduzione dello spesometro trimestrale. Un obbligo del genere non è previsto in nessun Paese ad economia avanzata”. “Le esigenze di anticipazione dei controlli”, ha spiegato Longobardi, “sono già soddisfatte dal nuovo obbligo di comunicazione dei dati delle liquidazioni periodiche IVA, da effettuarsi con cadenza trimestrale, che permetterà un riscontro più veloce della correttezza e della tempestività dei versamenti e delle compensazioni effettuate dai contribuenti, senza obbligare l’intera platea dei cinque milioni di soggetti titolari di partita IVA ad una comunicazione analitica, ogni trimestre, dei dati di tutte le fatture emesse e ricevute che costituirebbe un obbligo oltremodo sovradimensionato rispetto alle pur legittime finalità di controllo e di contrasto all’evasione”.

Per il leader dei commercialisti, un obbligo di comunicazione analitica con periodicità così ravvicinata non è previsto da nessuno dei Paesi ad economia avanzata, comunitario e non, e contraddice sia le raccomandazioni fatte all’Italia da Fondo Monetario Internazionale e Ocse, sia quanto deciso dallo stesso Governo in sede di attuazione della delega fiscale, che ha previsto che lo spesometro trimestrale sia soltanto opzionale. “Senza dire”, ha continuato , “che l’aggravio degli adempimenti che derivano dallo spesometro trimestrale contraddice filosofia e finalità del tavolo sulle semplificazioni fiscali voluto dal MEF, al quale abbiamo fornito il nostro fattivo contributo negli ultimi due anni”. Proprio su quest’ultimo aspetto, il documento consegnato dai commercialisti in audizione chiede il “recepimento integrale del pacchetto di semplificazioni fiscali da tempo concordato al tavolo sulle semplificazioni, sul quale lo stesso Ministero si è detto più volte pubblicamente d’accordo nel corso degli ultimi mesi”.

I commercialisti chiedono dunque l’abolizione dello spesometro trimestrale o, in alternativa, che l’obbligo comunicativo sia previsto con una periodicità semestrale lasciando, in ogni caso, la possibilità, prevista con l’attuale spesometro annuale, di effettuare la comunicazione in forma semplificata, aggregando i dati delle operazioni per singolo cliente/fornitore. I commercialisti propongono anche di estendere indistintamente a tutti i soggetti obbligati allo spesometro, le premialità oggi previste per chi esercita l’opzione prevista dalla delega.

Assolutamente necessario”, inoltre, è per Longobardi “un intervento di drastica riduzione del regime sanzionatorio introdotto”. “In particolare”, ha affermato, “per quanto concerne la comunicazione dei dati delle fatture proponiamo di eliminare la sanzione di 25 euro (con un massimo di 25.000 euro) commisurata alla singola fattura i cui dati siano stati omessi o erroneamente trasmessi, sostituendola con la sanzione unica da euro 500 a euro 1.000 nei casi di omessa trasmissione della comunicazione o di sua incompleta, inesatta o irregolare compilazione, analogamente a quanto previsto per le violazioni relative ai modelli INTRASTAT, prevedendo peraltro la riduzione alla metà della predetta sanzione nel caso in cui la comunicazione sia regolarmente effettuata con un ritardo non superiore a quindici giorni, fermi restando gli ulteriori benefici in termini sanzionatori in caso di utilizzo dell’istituto del ravvedimento operoso”. “Analogo regime sanzionatorio”, ha concluso, “dovrebbe essere previsto anche per l’omessa, incompleta o infedele comunicazione delle liquidazioni periodiche IVA: un differente trattamento per adempimenti similari aventi le medesime finalità non sarebbe giustificabile”.

(CNDCEC, comunicato del 2 novembre 2016)

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3) Normativa antiriciclaggio: guida agli adempimenti redatta dal CNDCEC

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Tra le attività di natura cautelare, che vedono tra i destinatari anche i Commercialisti, rientra la prevenzione dell’utilizzo del sistema finanziario a scopo di finanziamento del terrorismo, richiamato dall’art.2 del d.lgs. 21/11/2007, n.231, ed ancor prima dal d.lgs. 22/6/2007, n. 109.

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4) Definizione agevolata delle cartelle esattoriali

L’amministratore delegato e presidente di Equitalia, Ernesto Maria Ruffini, durante l’audizione svoltasi il 2 novembre 2016 davanti alle commissioni riunite bilancio e finanze della camera per i lavori relativi alla conversione in legge del Decreto legge 193/2016, ha fornito chiarimenti in merito alla definizione agevolata delle cartelle esattoriali.

Ambito di applicazione

Il Decreto legge contiene all’articolo 6 una misura di particolare rilevanza per una significativa platea di contribuenti, in quanto consente la definizione agevolata dei carichi affidati agli agenti della riscossione negli anni compresi tra il 2000 e il 2015, a prescindere dall’ente titolare del cre