Nessuna presunzione fiscale per i prelievi fino a 5mila euro (e altri aggiornamenti dalla Legge di Bilancio) – Diario quotidiano del 28 novembre 2016

Pubblicato il 28 novembre 2016

1) Dividendi dalle controllate black list: meno vincoli per il credito d’imposta
2) Modello F24: istituiti codici tributo per le sanzioni light sul canone RAI
3) Nessuna presunzione fiscale per i prelievi fino a 5mila euro
4) Il nuovo regime di cassa per le imprese in contabilità semplificata
5) Accertamento da studi di settore nullo anche se il contribuente abbia aderito
6) Una nuova strategia aziendale giustifica la produzione di redditi bassi
7) L’Impresa familiare è sempre soggetta all’Irap
8) Notifiche degli atti fiscali via PEC dal prossimo 1 luglio
9) Legge di bilancio: la manovra prosegue al Senato
10) Andamento del mercato immobiliare locale: sul sito delle Entrate le analisi relative al primo semestre 2016
11) Agricoli: Rilevazione delle retribuzioni O.T.D. e O.T.I.
12) Le nuove comunicazioni periodiche IVA: circolare della Fondazione studi CDL
13) IPSAS: parte la consultazione sulle bozze di traduzione dei principi contabili internazionali dal CNDCEC
comm.tel-leggi.bilancio-21) Dividendi dalle controllate black list: meno vincoli per il credito d’imposta 2) Modello F24: istituiti codici tributo per le sanzioni light sul canone RAI 3) Nessuna presunzione fiscale per i prelievi fino a 5mila euro: attenzione, vale anche per i versamenti 4) Il nuovo regime di cassa per le imprese in contabilità semplificata 5) Accertamento da studi di settore nullo anche se il contribuente abbia aderito 6) Una nuova strategia aziendale giustifica la produzione di redditi bassi 7) L’Impresa familiare è sempre soggetta all’Irap 8) Notifiche degli atti fiscali via PEC dal prossimo 1° luglio 9) Legge di bilancio: la manovra prosegue al Senato 10) Andamento del mercato immobiliare locale: sul sito delle Entrate le analisi relative al 1° semestre 2016 11) Agricoli: Rilevazione delle retribuzioni O.T.D. e O.T.I. 12) Le nuove comunicazioni periodiche IVA: circolare della Fondazione studi CDL 13) IPSAS: parte la consultazione sulle bozze di traduzione dei principi contabili internazionali dal CNDCEC

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1) Dividendi dalle controllate black list: meno vincoli per il credito d’imposta

Meno vincoli sui dividendi dalle controllate black list: Doppia chance per usufruire del credito d’imposta “indiretto”.

Dividendi black list ad impatto morbido grazie alla possibilità di recuperare le imposte versate all’estero ricorrendo al credito d’imposta “indiretto” anche nel caso in cui tali dividendi siano percepiti da una società controllante intermedia estera. dell’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 108/E del 24 novembre 2016, relativa al “Credito per le imposte pagate all’estero da società residenti in Stati o territori a regime fiscale privilegiato, attribuito al socio controllante residente al momento della tassazione integrale degli utili provenienti da tali società (art. 3 d.lgs. 14 settembre 2015, n. 147 - art. 89, comma 3, del tuir)”, chiarisce, infatti, che tale credito spetta anche se il socio italiano non abbia percepito direttamente i dividendi della società controllata localizzata in un Paese a regime fiscale privilegiato, ma questi siano stati distribuiti ad una società controllante intermedia, a sua volta residente all’estero, i cui redditi siano tassati in Italia ai sensi della disciplina sulle Controlled Foreign Corporations (CFC).

Il credito d’imposta “indiretto”

Il credito d’imposta indiretto, introdotto dal decreto internazionalizzazione, spetta al socio di controllo per le imposte pagate all’estero da società partecipate localizzate in Paesi a regime fiscale privilegiato, qualora gli utili da queste provenienti concorrano integralmente alla formazione della base imponibile del socio medesimo. Si tratta di un credito “indiretto”, in quanto è riconosciuto in ragione delle imposte pagate all’estero non dal contribuente beneficiario del credito stesso, ma dalla società partecipata dalla quale provengono gli utili tassati in Italia, a condizione che quest’ultima svolga un’effettiva attività economica nel mercato di insediamento.

La spettanza del credito “indiretto” in capo alla controllante intermedia estera - Il documento di prassi evidenzia che i redditi di una CFC, imputati per trasparenza al socio italiano, sono determinati sulla base delle norme applicabili alle imprese residenti, al fine di garantire l’equivalenza della base imponibile del reddito estero rispetto a quella del reddito prodotto in Italia. Pertanto, anche gli eventuali dividendi provenienti da un Paese a regime fiscale privilegiato percepiti dalla CFC sono assoggettati a tassazione secondo le regole previste dall’articolo 89, comma 3, del TUIR. L’applicazione di questa disposizione comporta che i dividendi in esame concorrano integralmente alla formazione del reddito della CFC imponibile in Italia e, al contempo, che a quest’ultima debba essere riconosciuto il credito “indiretto” in ragione delle imposte assolte dalla società partecipata sugli utili maturati durante il periodo di possesso della partecipazione, sempre a condizione che per tale società risulti dimostrata la sussistenza della prima esimente di cui all’articolo 167, comma 5, lettera a) del TUIR.

Le modalità di fruizione del credito “indiretto” da parte della CFC

Ai fini della determinazione del credito “indiretto” sono applicabili, in quanto compatibili, le disposizioni dettate dall’articolo 165 del TUIR in materia di foreign tax credit. Come precisato dalla risoluzione n. 108/E, nel caso in cui tale credito sia fruito in sede di tassazione separata dei redditi di una CFC in Italia, il medesimo dovrà essere calcolato secondo le modalità previste dall’articolo 165, comma 1, del TUIR previa ricostruzione dell’utile lordo, e spetta fino a concorrenza della quota d’imposta italiana relativa al reddito estero (nella fattispecie, i dividendi), corrispondente al rapporto tra quest'ultimo e il reddito complessivo della CFC, coerentemente con la circostanza che è quest’ultima a fruire del credito indiretto e con la modalità di tassazione separata prevista per i redditi della stessa. Per le medesime ragioni, l’ammontare del credito così determinato è scomputabile esclusivamente dalle imposte dovute sul reddito della CFC, risultanti dal quadro RM della dichiarazione dei redditi.

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2) Modello F24: istituiti codici tributo per le sanzioni light sul canone RAI

Istituiti i codici tributo per il versamento, tramite modello F24, delle sanzioni e degli interessi, in caso di ravvedimento, per omesso, parziale o tardivo riversamento del canone di abbonamento alla televisione per uso privato da parte delle imprese elettriche, nonché per l’omessa, tardiva o incompleta trasmissione dei dati all’Agenzia delle entrate.

L’Agenzia delle entrate, con la risoluzione n. 107/E del 24 novembre 2016, per consentire alle imprese elettriche, in caso di ravvedimento, il versamento tramite modello F24 delle sanzioni e dei relativi interessi, si istituiscono i seguenti codici tributo:

3411” denominato “Omesso, parziale o tardivo riversamento delle somme riscosse a titolo di canone TV, da parte delle imprese elettriche – articolo 1, comma 155, legge 28 dicembre 2015, n. 208 – RAVVEDIMENTO – SANZIONE”;

3412” denomina