Canoni di noleggio auto con maggior deducibilità per gli agenti – Diario quotidiano del 25 novembre 2016: è Legge il Decreto in materia fiscale (D.L. 193/2016)

Pubblicato il 25 novembre 2016



1) Ratificato lo scambio di informazioni fiscali tra l’Italia e il Cile
2) Redditometro: una piccola barca non origina l’accertamento fiscale
3) I costi di avvenuta transazione non si possono ammortizzare
4) Fisco: spese di noleggio auto equiparate all’acquisto per gli agenti di commercio
5) I Costi da black list non possono essere disconosciuti se è mancata la fase del contraddittorio preventivo
6) Fattura per il tax free shopping elettronica dal 2018
7) La fattura falsa rimane tale anche in presenza di pagamento con bonifico bancario
8) E’ Legge il Decreto in materia fiscale (D.L. 193/2016)
9) La legge “Dopo di noi” è operativa: firmato dai Ministri Poletti, Lorenzin e Padoan il decreto attuativo
10) Estetista: ecco come si acquisisce la qualifica professionale
11) Attacco informatico al sito dell’Agenzia delle entrate
12) Nuova disciplina sui termini di presentazione delle domande di Cassa integrazione salariale
13) Manuale per il datore di lavoro: obblighi e responsabilità, guida del CNDCEC
14) Definita la quota 2017 dovuta dalle imprese iscritte all'Albo degli autotrasportatori
banner-black-friday1) Ratificato lo scambio di informazioni fiscali tra l’Italia e il Cile 2) Redditometro: una piccola barca non origina l’accertamento fiscale 3) I costi di avvenuta transazione non si possono ammortizzare 4) Fisco: spese di noleggio auto equiparate all’acquisto per gli agenti di commercio 5) I Costi da black list non possono essere disconosciuti se è mancata la fase del contraddittorio preventivo 6) Fattura per il tax free shopping elettronica dal 2018 7) La fattura falsa rimane tale anche in presenza di pagamento con bonifico bancario 8) E’ Legge il Decreto in materia fiscale (D.L. 193/2016) 9) La legge “Dopo di noi” è operativa: firmato dai Ministri Poletti, Lorenzin e Padoan il decreto attuativo 10) Estetista: ecco come si acquisisce la qualifica professionale 11) Attacco informatico al sito dell’Agenzia delle entrate 12) Nuova disciplina sui termini di presentazione delle domande di Cassa integrazione salariale 13) Manuale per il datore di lavoro: obblighi e responsabilità, guida del CNDCEC 14) Definita la quota 2017 dovuta dalle imprese iscritte all'Albo degli autotrasportatori

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1) Ratificato lo scambio di informazioni fiscali tra l’Italia e il Cile

E’ stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 274 del 23 novembre 2016, la Legge n. 212 del 3 novembre 2016, che ratifica e dà esecuzione alla Convenzione tra il Governo italiano e il Governo del Cile per eliminare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire le evasioni e le elusioni fiscali, fatta a Santiago il 23 ottobre 2015.

La Convenzione viene applicata alle persone che sono residenti di uno o di entrambi gli Stati contraenti, in relazione alle imposte sul reddito prelevate per conto di uno Stato contraente, delle sue suddivisioni politiche o amministrative o dei suoi enti locali, qualunque sia il sistema di prelevamento.

In base alla Convenzione sono considerate imposte sul reddito tutte le imposte prelevate sul reddito complessivo o su elementi del reddito, comprese le imposte sugli utili derivanti dall’alienazione di beni mobili immobili, le imposte sull’ammontare complessivo degli stipendi e dei salari corrisposti dalle imprese, nonché le imposte sui plusvalori.

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2) Redditometro: una piccola barca non origina l’accertamento fiscale

Redditometro: illegittimo l’accertamento fiscale basato sul possesso di una barca di piccole dimensioni.

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 23794 del 23 novembre 2016, ha così respinto il ricorso dell’Agenzia delle entrate.

In particolare la sezione tributaria ha confermato il verdetto con il quale la Ctr di Bologna aveva annullato l'atto impositivo spiccato a carico di un contribuente, proprietario di una piccola imbarcazione. L'uomo si era difeso dalle contestazioni dell'ufficio sostenendo che la sua non poteva essere considerato natante da diporto e che, inoltre, condivideva la casa con i genitori. I motivi erano sembrati sufficienti ai giudici di merito per invalidare l'atto impositivo con una pronuncia poi resa definitiva dai Supremi giudici.

Per la Cassazione, infatti, non ha alcun pregio il motivo presentato dalla difesa del fisco sulla qualificazione giuridica data dalla Ctr al natante posseduto dal contribuente, da cui essa avrebbe tratto la conseguenza giuridica della sua irrilevanza ai fini della ricostruzione del reddito, in quanto «tali classificazioni sono estranee alle norme tributarie». Contrariamente a quanto ritenuto dall'Agenzia delle entrate, la Ctr ha attentamente motivato su tutti gli elementi induttivi addotti dall'Ufficio, compreso quello relativo al natante (correttamente considerato le unità da diporto «scafi di lunghezza compresa tra 2,5 e 24 metri, distinte in natanti se inferiori a mt. 10; imbarcazioni se superiori a mt. 10»).

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3) I costi di avvenuta transazione non si possono ammortizzare

I costi sostenuti a seguito di un accordo transattivo non sono capitalizzabili nell’attivo dello stato patrimoniale del bilancio, poiché non hanno utilità pluriennale. Dunque, tali costi non possono essere ammortizzati. Si tratta di una spesa che deve essere rilevata contabilmente tra le sopravvenienze passive.

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 23827 del 23 novembre 2016, sugli aspetti contabili dopo che un’azienda era stata colpita un accertamento fiscale (IRES e IRAP).

Nel caso di specie, una società, operante nel settore delle acque oligominerali, aveva stipulato con una società di distribuzione un accordo transattivo, che prevedeva la reciproca rinuncia a crediti e, a fronte del riacquisto del magazzino di bottiglie

L’Amministrazione finanziaria aveva recuperato a tassazione la relativa quota di ammortamento, poiché la rinuncia al credito, convenuta in sede transattiva, non era qualificabile come costo di sviluppo di mercato.

Difatti, come ha stabilito la Commissione tributaria regionale, la rinuncia al credito, tanto più perché avvenuta nell’ambito della transazione, doveva essere intesa come mera sopravvenienza passiva, da imputare interamente al periodo d’imposta in cui l’evento era sopravvenuto.

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4) Fisco: spese di noleggio auto equiparate all’acquisto per gli agenti di commercio

Canoni di noleggio auto con maggior deducibilità per agenti e rappresentanti: il Disegno di legge di bilancio 2017 incrementa a 5.164,57 il costo massimo fiscalmente riconosciuto: tra le misure fiscali contenute nel Ddl di bilancio 2017, viene previsto l’innalzamento del limite annuo alla deducibilità fiscale dei canoni per noleggio a lungo termine degli autoveicoli utilizzati da agenti o rappresentanti di commercio. Come è noto, per i veicoli di cui alla lettera b) del comma 1 dell’art. 164 del TUIR, vale a dire quelli non esclusivamente strumentali, esiste un doppio limite di deducibilità. In particolare, si tratta di un limite di deducibilità percentuale, pari all’80% per agenti e rappresentanti (20% in generale) e un limite al valore fiscalmente riconosciuto.

L’attuale versione dell’art. 164 comma 1 lett. b) del TUIR stabilisce che gli agenti o rappresentanti di commercio possono dedurre dal proprio reddito il costo di acquisizione degli autoveicoli fino a un limite massimo di 25.822,84 euro, soglia più alta rispetto a quella riconosciuta a coloro che utilizzano la medesima tipologia di bene nell’esercizio di imprese, arti e professioni (pari a 18.075,99 euro).

Applicazione della stessa percentuale per l’acquisto

Dunque, viene applicata la medesima percentuale di beneficio riconosciuta in caso di acquisto. Pertanto, con la modifica viene innalzato di 1.549,37 euro il limite di deducibilità dei costi di locazione e di noleggio per autoveicoli.

Gli agenti o rappresentanti di commercio potranno quindi dedurre dal proprio reddito tali costi fino a un limite massimo di 5.164,57 euro, rispetto alla soglia base di 3.615,20 euro. Il costo massimo fiscalmente deducibile sarà pari a 4.131,66 euro (80% di 5.164,57), più elevato rispetto a prima (80% di 3.615,20).

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5) I Costi da black list non possono essere disconosciuti se è mancata la fase del contraddittorio preventivo

I Costi da black list non possono essere disconosciuti se è mancata la fase del contraddittorio preventivo.

Lo afferma la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 23812 del 23 novembre 2016.

Dunque, per casi di disconoscimento dei costi relativi ad acquisti da soggetti residenti in Paesi a fiscalità privilegiata ricompresi nella c.d. black list, secondo la pronuncia della Corte suprema, l’omessa attivazione del contraddittorio endoprocedimentale conduce alla nullità dell’atto impositivo.

Il caso è scaturito dall’avviso di accertamento per maggiori imposte emesso nei confronti di una società, a seguito del disconoscimento dei costi riguardanti l’acquisto di pellami da un soggetto residente a Hong Kong. Il giudice suprema ha accolto il ricorso della società, dichiarando nullo l’avviso di accertamento per la mancata previa comunicazione al contribuente dell’invito, previsto dall’art. 110, comma 11, del TUIR, a fornire la prova della sussistenza delle condizioni specifiche di deducibilità dei costi.

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6) Fattura per il tax free shopping elettronica dal 2018

Le fatture relative a cessioni di beni di importo superiore a 154,94 euro, emesse nei confronti di viaggiatori residenti o domiciliati in Paesi extra Ue, dovranno essere trasmesse esclusivamente in modalità elettronica a partire dal 1° gennaio 2018. La novità è contenuta in un emendamento approvato nel disegno di legge di conversione del Dl 193/2016.

Il comma 2 stabilisce che, per assicurare l'interoperabilità tra il sistema di fatturazione elettronica e il sistema OTELLO e per permettere la piena operatività di tale sistema in tutto il territorio nazionale, le modalità e i contenuti semplificati della fatturazione di cui al comma precedente sono stabiliti con determinazione del direttore dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli, di concerto con il direttore dell'Agenzia delle entrate, in deroga a quanto previsto dall'art. 21, c. 2, del DPR IVA. Tale comma reca gli elementi essenziali che devono essere indicati in fattura (art. 21 in materia di Fatturazione delle operazioni").

O.T.E.L.L.O., acronimo di Online Tax Refund at Exit: Light Lane Optimization, è un progetto finalizzato alla digitalizzazione del processo per ottenere il “visto doganale” da apporre sulla fattura per avere diritto allo sgravio diretto o al rimborso successivo dell’IVA gravante sui beni acquistati sul territorio nazionale da soggetti domiciliati o residenti fuori dall’UE.

O.T.E.L.L.O. colloquiando attraverso messaggi XML scambiati via Web Service in tempo reale con gli attori del processo favorisce, oltre alla riduzione delle code per ottenere il visto doganale, l’efficacia e l’efficienza dei controlli basandoli sull’analisi del rischio che tiene conto delle caratteristiche oggettive e soggettive delle richieste di rimborso/sgravio.

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7) La fattura falsa rimane tale anche in presenza di pagamento con bonifico bancario

La fattura falsa rimane tale anche in presenza di pagamento con bonifico bancario.

In particolare, secondo la sentenza n. 23804 del 23 novembre 2016 della Corte di Cassazione, il pagamento mediante bonifico bancario non basta a dimostrare la veridicità e l’esistenza di una fattura.

Si tratta, ormai, del pagamento di fatture inesistenti che è tipico delle truffe tramite le cartiere.

Nel caso di specie, ad una società veniva emesso

A seguito di un avviso di accertamento notificato ad una società per il recupero di costi indeducibili ed IVA indetraibile per le operazioni inesistenti intrattenute con una società “cartiera”, la medesima società ricorreva in Cassazione, sostenendo l’estraneità della società accertata rispetto a quella che era considerata una società cartiera, con cui il contribuente si sarebbe limitato ad intrattenere ordinari rapporti commerciali. A tal fine, la prova della realtà delle operazioni sarebbe stata data dal pagamento degli acquisti, ritenuti inesistenti, con il pagamento bancario delle merci acquistate. Ma la Suprema Corte non ha ritenute valide le motivazioni addotte dalla società poiché i pagamenti delle fatture contestate non possono essere in alcun modo ritenute titolo sufficiente a dimostrare l’effettività dell’operazione. Mentre, invece, l’inesistenza delle fatture false è stata accertata da indagini approfondite curate dalla Guardia di Finanza presso il contribuente e tutti i soggetti coinvolti. Dalla quale sono emersi indizi gravi, precisi e concordanti che legittimano l’accertamento. Infine, la falsità delle operazione è stata dimostrata da:

- mancanza di documenti che attestano il trasporto della merce e in generale che attestino l’effettività dell’operazione;

- mancata presentazione della dichiarazione da parte della società cartiera;

- cancellazione d’ufficio dal Registro delle imprese della società cartiera, per mancato compimento di atti di gestione per tre anni consecutivi.

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8) E’ Legge il Decreto in materia fiscale (D.L. 193/2016)

Con 162 si, 86 no e un astenuto, giovedì 24 novembre, l'Assemblea del Senato ha rinnovato la fiducia al Governo approvando definitivamente il disegno di legge di conversione in legge, con modificazioni, del Decreto legge 22 ottobre 2016, n. 193, recante disposizioni urgenti in materia fiscale e per il finanziamento di esigenze indifferibili (Atto Senato n. 2595), sul quale il Governo aveva posto la questione di fiducia.

Riscossione

Il Capo I, riguardante misure urgenti in materia di riscossione, dispone, a decorrere dal 1° luglio 2017, lo scioglimento di Equitalia e l'istituzione dell'Agenzia delle entrate Riscossione, quale ente pubblico economico sottoposto all'indirizzo e alla vigilanza del Ministro dell'economia e delle finanze.

Spesometro trimestrale

Il Capo II reca misure urgenti in materia fiscale. In particolare, l'articolo 4 prevede per i soggetti passivi IVA l'abrogazione dello spesometro (comunicazione dell'elenco clienti e fornitori) e l'introduzione di due nuovi adempimenti da effettuare telematicamente ogni tre mesi: la comunicazione analitica dei dati delle fatture emesse e ricevute; la comunicazione dei dati delle liquidazioni periodiche IVA.

Voluntary disclosure

L'articolo 7 riapre i termini per la procedura di collaborazione volontaria (voluntary disclosure) fino al 31 luglio 2017.

Abolizione degli studi di settore

L'articolo 7-bis abolisce gli studi di settore che sono sostituiti con indici sintetici di affidabilità fiscale.

Altre misure

Il Capo III riguarda il finanziamento di esigenze indifferibili (Fondo occupazione, missione in Libia, investimenti nella rete ferroviaria, accoglienza dei migranti, fondo per le PMI, tax credit per il cinema). In particolare, l'articolo 8 dispone l'incremento, per l'anno 2016, del Fondo sociale per occupazione e formazione nella misura di 592,6 milioni di euro, anche ai fini del finanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga.

L'articolo 9 autorizza fino al 31 dicembre 2016 la somma di 17.388.000 euro per l'operazione di supporto sanitario in Libia.

L'articolo 10 conferma l'autorizzazione alla spesa di 320 milioni di euro per le infrastrutture ferroviarie. L'articolo 12 incrementa di 600 milioni di euro per l'anno 2016 le spese inerenti l'accoglienza per stranieri.

Il Capo IV riguarda la copertura finanziaria e l'entrata in vigore del decreto.

(Senato, nota del 24 novembre 2016)

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9) La legge “Dopo di noi” è operativa: firmato dai Ministri Poletti, Lorenzin e Padoan il decreto attuativo

La legge “Dopo di noi” che garantisce assistenza alle persone con disabilità gravi e prive del sostegno familiare diventa concretamente operativa. Il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, Giuliano Poletti, il Ministro della salute, Beatrice Lorenzin e il Ministro dell’economia e delle finanze, Pier Carlo Padoan, hanno firmato il decreto attuativo che fissa i requisiti per l’accesso alle prestazioni a carico dell’apposito Fondo istituito dalla legge e stabilisce la ripartizione tra le Regioni delle risorse per l’anno 2016 pari a 90 milioni di euro. Sul decreto era stata raggiunta l’intesa nella Conferenza Unificata. Il provvedimento giunge nel pieno rispetto dei tempi poiché la legge ‘Dopo di noi’, entrata in vigore il 25 giugno scorso, ha previsto sei mesi per il completamento del decreto attuativo. E’ il segnale della sensibilità e dell’impegno profuso da tutti i soggetti coinvolti per garantire un sostegno reale alle persone con disabilità, nel rispetto delle loro scelte, promuovendo l’inclusione sociale e favorendo percorsi di abilitazione e di sviluppo di competenza per la gestione della vita quotidiana.

(Ministero dell’Economia, Comunicato Stampa n. 197 del 23 novembre 2016)

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10) Estetista: ecco come si acquisisce la qualifica professionale

Attività di estetista, acquisizione della qualifica professionale: I tre anni di attività vanno riferiti al quinquennio che precede la formazione.

Il Ministero dello Sviluppo Economico, con il parere n. 366160 del 22 novembre 2016, ha chiarito che ai fini dell’accesso al corso di formazione professionale per il conseguimento della qualifica necessaria all’esercizio dell’attività di estetista, il periodo minimo (tre anni) di svolgimento dell’attività lavorativa qualificata, deve essere necessariamente ricompreso per intero, nei cinque anni precedenti la data di iscrizione al corso regionale di formazione.

Ecco di seguito il parere del Mise per esteso:

Ministero dello Sviluppo Economico - Parere 22 novembre 2016, n. 366160

<<Attività di estetista. Acquisizione della qualifica professionale.

Con messaggio di posta elettronica del 17 novembre u.s. è stato posto a questa Amministrazione un quesito concernente l’accesso al corso professionale per il conseguimento della qualifica professionale necessaria all’esercizio dell’attività di estetista.

Rappresentandosi il caso di una persona che per cinque anni, tra il 2008 ed il 2013, ha svolto attività lavorativa in qualità di «collaboratrice familiare nell’impresa estetica di cui è titolare la madre», si chiede se tale pregressa attività lavorativa consenta l’accesso ad un corso di formazione professionale avviato nel mese di ottobre 2016.

Come noto, le modalità di ottenimento dell’abilitazione professionale sono disciplinate, fatte salve le disposizioni transitorie di cui all’articolo 8, dal comma 1 dell’articolo 3 della legge 4 gennaio 1990, n. 1. Ai sensi della norma richiamata, con riferimento alla fattispecie oggetto del quesito, «la qualificazione professionale di estetista si intende conseguita, dopo l’espletamento dell’obbligo scolastico, mediante il superamento di un apposito esame teorico-pratico preceduto dallo svolgimento: (...) c) (...) di un periodo, non inferiore a tre anni, di attività lavorativa qualificata, a tempo pieno, in qualità di dipendente o collaboratore familiare, presso una impresa di estetista, accertata attraverso l’esibizione del libretto di lavoro o di documentazione equipollente, seguita dai corsi regionali di formazione teorica di cui alla lettera b). Il periodo di attività di cui alla presente lettera c) deve essere svolto nel corso del quinquennio antecedente l’iscrizione ai corsi di cui alla lettera b)».

La lettera b), richiamata, fa riferimento agli «appositi corsi regionali, di almeno 300 ore, di formazione teorica, integrativi delle cognizioni pratiche acquisite presso l’impresa di estetista».

Si ritiene che la ratio della disciplina vigente, sopra brevemente cennata, sia volta ad assicurare che il percorso formativo che conduce all’acquisizione da parte dell’estetista della necessaria qualificazione professionale sia ricompreso in un lasso temporale tale da consentire una adeguata ed omogenea formazione teorico-pratica, che risulterebbe compromessa da una eccessiva dilatazione dei tempi e dalla conseguente separazione temporale dei percorsi formativi che la compongono.

Alla luce della lettera e della ratio della norma, pare dunque doversi concludere nel senso che il periodo di svolgimento dell’attività lavorativa qualificata, nel caso di specie effettuata nel ruolo di collaboratrice familiare, presso una impresa di estetista, debba essere necessariamente ricompreso per intero nei cinque anni precedenti la data di iscrizione al corso regionale di formazione professionale. In conclusione, presupposta nel caso all’esame la piena sussistenza degli ulteriori requisiti richiesti dalla norma (relativamente, ad esempio, all’avvenuto accertamento dell’effettuazione del predetto periodo lavorativo mediante esibizione di idonei documenti comprovanti), si deve quindi rilevare, venendo all’oggetto del quesito formulato, che il periodo di attività lavorativa qualificata svolta del soggetto interessato non risulta compiuto, nel senso anzidetto, nel termine prescritto di cinque anni antecedenti l’avvio del corso, e che conseguentemente non gli possa essere riconosciuta la possibilità di iscrizione ad esso.>>.

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11) Attacco informatico al sito dell’Agenzia delle entrate

Indisponibilità temporanea del sito internet dell’Agenzia delle Entrate.

L’Agenzia delle Entrate comunica che la funzionalità del proprio sito internet, www.agenziaentrate.gov.it, è stata difficoltosa nella tarda mattinata di oggi (24/11/2016, ndr) a causa di un attacco informatico esterno.

L’Agenzia delle Entrate si scusa per il disagio, assicurando che i servizi online sono ora nuovamente disponibili.

(Agenzia delle entrate, comunicato stampa n. 220 del 24 novembre 2016)

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12) Nuova disciplina relativa ai termini di presentazione delle domande di Cassa integrazione salariale ordinaria per eventi oggettivamente non evitabili

L’articolo 1, comma 13, della legge 10 dicembre 2014, n. 183, prevede che, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore dei decreti legislativi di cui al comma 10 dello stesso articolo, nel rispetto dei principi e criteri direttivi fissati dalla legge n. 183 del 2014, il Governo può adottare, con la medesima procedura, disposizioni integrative e correttive dei decreti medesimi, tenuto conto delle evidenze attuative nel frattempo emerse.

Il decreto legislativo n. 185 del 24 settembre 2016 pubblicato nella G.U. del 7.10.2016 nell’attuare la suddetta previsione stabilisce disposizioni integrative e correttive integrative, tra gli altri, del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148.

In attesa dell’adozione della circolare attuativa, al fine di consentire la tempestiva applicazione della nuova disciplina, introdotta con il suindicato decreto legislativo, relativa al termine di presentazione per le domande di CIGO concernenti gli eventi oggettivamente non evitabili, L’INPS, con il messaggio n. 4752 del 13 novembre 2016, fornisce le seguenti indicazioni.

Termine di presentazione della domanda per eventi oggettivamente non evitabili.

L’art. 2, comma 1 lett.a), del decreto legislativo 185 del 2016 prevede che all’articolo 15, comma 2, del D.Lgs. 148 del 2015 sono aggiunte in fine le seguenti parole: «fatte salve le domande per eventi oggettivamente non evitabili, per le quali si applica il termine della fine del mese successivo a quello in cui si è verificato l’evento».

Tale integrazione ha effetti diretti sia sulla prestazione di integrazione salariale ordinaria, sia sulla prestazione dell’assegno ordinario garantito dai Fondi di solidarietà al quale, in virtù del richiamo stabilito dall’art. 30, c. 1, del D.lgs 148 del 2015, si applica nei limiti della compatibilità la disciplina della cassa integrazione guadagni ordinaria.

a. Integrazioni salariali ordinarie (CIGO)

Dal punto di vista operativo, pertanto, potranno essere presentate entro la fine del mese successivo a quello in cui si è verificato l’evento le domande di CIGO aventi le causali contrassegnate dai seguenti codici evento, relativi appunto ad eventi oggettivamente non evitabili (EONE):

1 Motivi meteorologici-Settore industria

2 Motivi meteorologici-Settore edilizia

3 Incendi, crolli o alluvioni

4 Impraticabilità dei locali anche per ordine della pubblica autorità

La suddetta norma si applica alle domande presentate dall’8 ottobre 2016, data di entrata in vigore del D.Lgs. n. 185 del 24 settembre 2016. L’estensione del termine di presentazione della domanda di CIGO per le sopra elencate casistiche realizza una significativa semplificazione in termini procedurali a carico delle aziende.

Le aziende, infatti, potranno presentare un’unica domanda per tutti gli eventi oggettivamente non evitabili che si verificano nel corso di un determinato mese entro la fine del mese successivo, superando così la precedente disciplina che prevedeva anche per questi eventi oggettivamente non evitabili il termine di 15 giorni di presentazione della domanda dall’inizio di ogni singolo evento di sospensione o riduzione.

Esempi. Per eventi meteo di sospensione accaduti il 3, il 6 e il 25 ottobre 2016, il termine di presentazione dell’unica domanda per tutti e tre gli eventi scade il 30 novembre 2016, a seguito della introduzione della nuova disciplina. La sospensione per gli eventi meteo accaduti nei giorni del 5 e 11 novembre 2016 può essere richiesta in un’unica domanda entro il 31 dicembre 2016.

Circa la connessa problematica dell’allegazione dei bollettini meteo, si evidenzia che il maggior arco temporale messo a disposizione dalla riforma e la suddetta possibile unificazione in un’unica istanza di più eventi meteo, facilita e semplifica i connessi adempimenti probatori; il bollettino meteo infatti potrà interessare un maggior arco temporale e le aziende potranno avere a disposizione un tempo più congruo per ottenere questa documentazione probatoria. b. Fondi di solidarietà bilaterali

Come accennato in premessa, l’integrazione all’art. 15, c. 2, del D.lgs 148/2015 ha riflessi anche sulla disciplina dell’assegno ordinario garantita dai Fondi di solidarietà bilaterali.

Nello specifico, a differenza della cassa integrazione guadagni ordinaria, potranno essere presentate entro la fine del mese successivo a quello in cui si è verificato l’evento le domande di assegno ordinario per le causali relative ad eventi oggettivamente non evitabili relativamente a:

1. incendi, crolli o alluvioni;

2. impraticabilità dei locali anche per ordine della pubblica autorità

Ciò in virtù del fatto che, in linea generale, per i Fondi di solidarietà costituiti ex art. 26 del D.lgs 148/2015 e per espressa disposizione normativa per il Fondo di integrazione salariale (art. 29, c. 3), le intemperie stagionali non sono eventi integrabili.

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13) Manuale per il datore di lavoro: obblighi e responsabilità, guida del CNDCEC

Il Consiglio nazionale dei commercialisti, il 24 novembre 2016, ha pubblicato sul proprio sito internet (www.cndcec.it) il memorandum n. 13/2016 titolato: Manuale per il datore di lavoro: obblighi e responsabilità DLgs 81/2008.

La sicurezza sul lavoro non è solo un insieme di norme di legge da osservare per evitare sanzioni ma, soprattutto, un bene prezioso di tutti che deve essere tutelato con azioni adeguate messe in atto in primo luogo dal datore di lavoro, finalizzate ad eliminare i rischi sul lavoro e garantendo che il lavoratore possa tutti i giorni tornare a casa senza aver riportato infortuni o subito effetti nocivi.

È da questo impegno comune e dalla serietà con cui lo si affronta che dipende anche il progresso civile di una società oltreché la possibilità per ogni azienda di maturare nel corso del tempo un vantaggio competitivo

In passato la sicurezza nei luoghi di lavoro era un compito esclusivo del datore di lavoro. Con l’avvento del D.Lgs. 19 settembre 1994, n.626, e da ultimo con il nuovo D.Lgs. 9 aprile 2008, n.81, modificato dal D.Lgs. 3 agosto 2009, n. 106, è stata invece affermata la nuova cultura della prevenzione dei rischi, basata sul concetto fondamentale che tutti i soggetti aziendali – quindi anche lo stesso lavoratore – devono attivamente cooperare tra di loro, al fine di favorire il radicamento di un nuovo modo di fare sicurezza incentrato, in particolare, su diversi elementi fondamentali: il ruolo attivo del lavoratore, la priorità dell’informazione e la formazione, lo sviluppo di un processo sistematico di valutazione dei rischi e dell’organizzazione aziendale della sicurezza. Pertanto si è passati dal concetto di sicurezza come mero obbligo a quello più enfatizzante di sicurezza valore.

Il D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81, pertanto, prevede anche altri soggetti chiamati a collaborare all’interno dell’impresa con il datore di lavoro, ossia oltre al lavoratore:

- responsabile del servizio di prevenzione e protezione (RSPP): persona in possesso delle capacità e dei requisiti professionali di cui all’articolo 32 designata dal datore di lavoro, a cui risponde, per coordinare il servizio di prevenzione e protezione dai rischi (SPP);

- addetto al servizio di prevenzione e protezione: persona in possesso delle capacità e dei requisiti professionali di cui all’articolo 32, facente parte del servizio di prevenzione e protezione;

- medico competente: medico in possesso di uno dei titoli e dei requisiti formativi e professionali di cui all’articolo 38 del D.Lgs. 81/2008, che collabora, secondo quanto previsto all’articolo 29, comma 1, con il datore di lavoro ai fini della valutazione dei rischi ed è nominato dallo stesso per effettuare la sorveglianza sanitaria e per tutti gli altri compiti di cui al presente decreto;

- rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS): persona eletta o designata per rappresentare i lavoratori per quanto concerne gli aspetti della salute e della sicurezza durante il lavoro;

- preposto: persona che, in ragione delle competenze professionali e nei limiti di poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dell’incarico conferitogli, sovrintende all’attività lavorativa e garantisce l’attuazione delle direttive ricevute, controllandone la corretta esecuzione da parte dei lavoratori ed esercitando un funzionale potere di iniziativa (es. capi reparto, capi squadra, capi ufficio, ecc.).

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14) Definita la quota 2017 dovuta dalle imprese iscritte all'Albo degli autotrasportatori

L’importo da versare per l’anno 2017, come per l’anno precedente, si compone di una quota fissa e di una ulteriore quota dovuta, da ogni impresa, in relazione alla dimensione numerica del proprio parco veicolare e per ogni veicolo di massa complessiva superiore a 6.000 chilogrammi. Il versamento, per le imprese iscritte all’Albo nazionale degli autotrasportatori alla data del 31 dicembre 2016, deve essere effettuato entro la predetta data. Per le imprese con sede principale nei comuni interessati dagli eventi sismici del 2016, il termine di versamento è prorogato al 30 giugno 2017

(Ministero Infrastrutture e Trasporti - delibera n. 11 del 11 novembre 2016).

Vincenzo D’Andò