La procedura per la distruzione delle merci obsolete, uno degli adempimenti scomodi di fine anno - Diario quotidiano del 18 novembre 2016

1) Procedura per la distruzione delle merci

2) La grave crisi aziendale non evita la confisca per equivalente

3) Anche in presenza di ipoteca “errata” Equitalia non paga i danni

4) Sanatoria delle cartelle esattoriali

5) Riproposta la voluntary disclosure

6) Presunzioni fiscali: il limite dei 5mila euro sui prelevamenti mensili non vale per i professionisti

7) Studi di settore aboliti ma restano le incognite

8) Sulle nuove comunicazioni periodiche IVA confermate le sanzioni più miti

9) Torna il pagamento in forma cartacea del modello F24

10) Dichiarazione integrativa a favore

11) Dichiarazione Iva omessa? Niente problemi, l’Agenzia avvia la “compliance”

12) E’ compatibile il credito di imposta con il regime della “tonnage tax”?

13) Iva sulla somministrazione di alimenti o bevande tramite distributori automatici a capsule o cialde

14) In arrivo una decontribuzione totale per il Sud?

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1) Procedura per la distruzione delle merci
Con l’approssimarsi della fine dell’anno, si ripropone la questione della distruzione delle merci oramai obsolete. La materia è regolata dal D.P.R. n. 441 del 1997.
In particolare, l’art. 2 di tale decreto, in vigore dal 01/01/2016 (modificato dalla Legge n. 208 del 28/12/2015) regola la non operatività della presunzione di cessione.
La presunzione non opera per le seguenti fattispecie, purché siano rispettate i previsti adempimenti.
Distruzione dei beni
La distruzione dei beni o la trasformazione in beni di altro tipo e di più modesto valore economico viene provata:
a) da comunicazione scritta da inviare, almeno cinque giorni prima dell’operazione, agli uffici (Agenzia delle entrate e Guardia di Finanza), mediante raccomandata A/R, indicando luogo, data e ora in cui verranno poste in essere le operazioni, le modalità di distruzione o di trasformazione, la natura, qualità e quantità, nonchè l’ammontare complessivo, sulla base del prezzo di acquisto, dei beni da distruggere o da trasformare e l’eventuale valore residuale che si otterrà a seguito della distruzione o trasformazione dei beni stessi. Tale comunicazione non va inviata qualora la distruzione venga disposta da un organo della pubblica amministrazione;
b) dal verbale redatto da pubblici funzionari, da ufficiali della Guardia di finanza o da notai che hanno presenziato alla distruzione o alla trasformazione dei beni, ovvero, nel caso in cui l’ammontare del costo dei beni distrutti o trasformati non sia superiore a euro 10.000, da dichiarazione sostitutiva di atto notorio (ai sensi della legge 4 gennaio 1968, n. 15). Dal verbale e dalla dichiarazione devono risultare data, ora e luogo in cui avvengono le operazioni, nonchè natura, qualità, quantità e ammontare del costo dei beni distrutti o trasformati;
c) da DDT, progressivamente numerato, relativo al trasporto dei beni eventualmente risultanti dalla distruzione o trasformazione.
Cessioni gratuite alle Onlus
Le cessioni gratuite alle Onlus, ovvero quelle previste dall’articolo 10, n. 12), del DPR 26 ottobre 1972, n. 633, sono provate con le seguenti modalità:
a) comunicazione scritta da parte del cedente agli uffici dell’amministrazione finanziaria e ai comandi della Guardia di finanza di competenza, con l’indicazione della data, ora e luogo di inizio del trasporto, della destinazione finale dei beni, nonchè dell’ammontare complessivo, sulla base del prezzo di acquisto, dei beni gratuitamente ceduti. La comunicazione deve pervenire ai suddetti uffici almeno cinque giorni prima della consegna e può non essere inviata qualora l’ammontare del costo dei beni stessi non sia superiore a 15.000 euro o si tratti di beni facilmente deperibili;
b) emissione del documento previsto dal dpr 14 agosto 1996, n. 472, progressivamente numerato;
c) dichiarazione sostitutiva di atto notorio ai sensi della legge 4 gennaio 1968, n. 15, con la quale l’ente ricevente attesti natura, qualità e quantità dei …

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