Lavori ultrannuali eseguiti sulla base di un contratti d’appalto: il nuovo OIC 23, le imprese di costruzione, la percentuale di completamento dei lavori

L’iscrizione nell’ambito dei documenti di bilancio dei lavori che sono stati eseguiti dall’impresa di costruzioni sulla base di un contratto d’appalto e per i quali sia stato previsto un tempo di realizzazione di durata ultrannuale (ovvero superiore ai 12 mesi) deve avvenire prioritariamente in base alla ”percentuale di completamento”, poichè questo è l’unico criterio che può essere ritenuto ammissibile in funzione dell’esigenza di una corretta rilevazione dei costi, dei ricavi conseguiti e del conseguente risultato di commessa nei vari esercizi nel corso dei quali si è avuta l’esecuzione dei lavori, in base allo stato d’avanzamento dell’opera.
OIC 23
In questo senso si è espressa la bozza di aggiornamento del principio contabile OIC n. 23, relativo alle modalità di contabilizzazione dei ”lavori in corso su ordinazione”, che è stata pubblicata dall’Organismo Italiano di Contabilità ed è attualmente oggetto di consultazione (e lo sarà sino al prossimo 20 settembre 2016). L’aggiornamento si è reso opportuno a seguito della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n. 205 dello scorso 4 settembre 2015 del D.Lgs. n. 139 del 18 agosto 2015, con cui è stata data attuazione alla Direttiva europea 2013/34/UE “relativa ai bilanci d’esercizio, ai bilanci consolidati e alle relative relazioni di talune tipologie di imprese, recante modifica della direttiva 2006/43/CE e abrogazione delle direttive 78/660/CEE e 83/349/CEE, per la parte relativa alla disciplina del bilancio di esercizio e di quello consolidato per le società di capitali e gli altri soggetti individuati dalla legge”, le cui disposizioni sono entrate in vigore dal 1° gennaio 2016 e trovano applicazione in riferimento ai bilanci relativi agli esercizi finanziari aventi inizio a partire da quella data. Di conseguenza, per i soggetti con esercizio coincidente con l’anno solare, le nuove regole hanno trovano applicazione a decorrere dal bilancio relativo all’esercizio 2016, ma è chiaro che, ai fini comparativi, anche il bilancio 2015 deve essere adeguato alle nuove prescrizioni.
Tra le considerazioni di carattere generale, la bozza di aggiornamento del principio OIC 23 richiama innanzitutto le disposizioni dell’articolo n. 2426 del Codice civile, in base al quale i lavori in corso su ordinazione possono essere iscritti in bilancio tenendo come riferimento i corrispettivi contrattuali maturati con ragionevole certezza (applicando, quindi, il metodo della ”percentuale di completamento” – nota 1), ovvero in base ai costi che sono stati sostenuti (applicando il diverso criterio della ”commessa completata” – nota 2). La norma civilistica, pertanto, lascia ampio margine di scelta tra i due metodi utilizzabili per l’iscrizione contabile delle opere realizzate su commessa, a prescindere da quella che è la durata presunta dei lavori.
Sul punto, il principio contabile OIC 23, anche nella versione in corso di aggiornamento, conferma l’opportunità di operare un distinzione tra la durata ultrannuale o meno dei lavori eseguiti su di una ordinazione effettuata da parte di terzi, al fine di applicare il metodo di contabilizzazione che risulta essere il più opportuno e corretto sotto il profilo della competenza economica. In particolare, per le opere che vengono realizzate in base ad una commessa (sia con committenti pubblici che con comittenti privati), con un tempo di esecuzione di durata ultrannuale (ossia superiore a 12 mesi), viene nuovamente indicato il metodo della ”percentuale di completamento” quale criterio fondamentale di contabilizzazione, in quanto consente di imputare il risultato economico della commessa (pari alla differenza tra i ricavi ed i costi riferibili all’appalto in corso di esecuzione) in tutti gli esercizi nei quali si protrae la realizzazione dei lavori, in base al loro concreto avanzamento, nel rispetto del principio di competenza. Ciò a differenza del cosiddetto metodo della ”commessa completata” che, benchè …

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