La dichiarazione integrativa a favore ora si può correggere entro 5 anni – Riaperta l’assegnazione beni ai soci – Diario quotidiano del 28 ottobre 2016

Pubblicato il 28 ottobre 2016



1) La dichiarazione integrativa a favore ora si può correggere entro 5 anni
2) Le novità sulla dichiarazione annuale e periodica IVA
3) Società agricola che produce energia fotovoltaica: esercizio dell’opzione per la tassazione su base catastale
4) Accertamenti ai fini dell’imposta di registro: i valori Omi sono solo presunzioni
5) Super-ammmortamenti dal prossimo anno preclusi per auto con deduzione limitata
6) Beni ai soci: riapertura dei termini al 30 settembre 2017
7) Modificata la disciplina delle note di variazione IVA
8) Trasmissione corrispettivi distributori automatici
9) Regime di cassa per imprese in contabilità semplificata
10) Vademecum Enasarco per agenti e ditte
typewriter-146256442387dIndice: 1) La dichiarazione integrativa a favore ora si può correggere entro 5 anni 2) Le novità sulla dichiarazione annuale e periodica IVA 3) Società agricola che produce energia fotovoltaica: esercizio dell’opzione per la tassazione su base catastale 4) Accertamenti ai fini dell’imposta di registro: i valori Omi sono solo presunzioni 5) Super-ammmortamenti dal prossimo anno preclusi per auto con deduzione limitata 6) Beni ai soci: riapertura dei termini al 30 settembre 2017 7) Modificata la disciplina delle note di variazione IVA 8) Trasmissione corrispettivi distributori automatici: possono essere stabiliti termini differiti, rispetto al 1° aprile 2017 9) Regime di cassa per imprese in contabilità semplificata 10) Vademecum ENASARCO per agenti e ditte ****

1) La dichiarazione integrativa a favore ora si può correggere entro 5 anni

La dichiarazione integrativa a favore per il 2011 si potrà correggere entro fine anno.

Questo a seguito del D.L. 193/2016 che è entrato in vigore il 24 ottobre 2016.

Dunque, le dichiarazioni integrative a favore dei redditi, IVA, IRAP e 770, sono possibili, da lunedì, in merito ai periodi di imposta precedenti al 2015 e fino al 2011 compreso, come conseguenza dell’entrata in vigore del citato D.L. 193/2016.

Pertanto, le dichiarazioni possono adesso essere integrate per correggere errori od omissioni entro la fine del «quinto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione» (cioè entro il termine stabilito per l'accertamento), non solo se a sfavore del contribuente, ma anche se a favore, cioè se si correggono errori che nel modello originario hanno «determinato l’indicazione di un maggior» reddito o, comunque, di un maggiore «debito d'imposta» ovvero «di un minore credito». È stata introdotta anche una norma che dà l’ok alle dichiarazioni IVA integrative prima possibili solo grazie alla prassi delle Entrate, in quanto erano previste solo dalle istruzioni del modello annuale IVA.

Dichiarazione integrativa a favore

In particolare, la dichiarazione a favore del contribuente può essere corretta anche dopo il termine della dichiarazione successiva, purché sia entro i termini dell’azione di accertamento. Questo secondo quanto viene disposto dall’art. 5 del D.L. n. 193 del 22 ottobre 2016, che interviene dopo la recente sentenza di Sezioni Unite n. 13378 del 30 giugno 2016. Infatti, la Suprema Corte aveva stabilito che non era possibile ritrattare la dichiarazione a favore del contribuente oltre il termine della dichiarazione successiva. Secondo i giudici di legittimità, la possibilità di rettificare entro i termini di decadenza dell’accertamento (rt. 2, comma 8, del D.P.R. 322/1998) andava interpretata come una possibilità concessa nei soli casi di sfavore per il contribuente.

Adesso, il legislatore ha dunque fatto si che “le dichiarazioni dei redditi, dell'imposta regionale sulle attività produttive e dei sostituti d'imposta possono essere integrate per correggere errori od omissioni, compresi quelli che abbiano determinato l'indicazione di un maggiore o di un minore reddito o, comunque, di un maggiore o di un minore debito d'imposta ovvero di un maggiore o di un minore credito, mediante successiva dichiarazione da presentare […] utilizzando modelli conformi a quelli approvati per il periodo d'imposta cui si riferisce la dichiarazione, non oltre i termini stabiliti dall'art. 43 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, e successive modificazioni”.

La disciplina delle dichiarazioni integrative viene dunque riscritta, modificando l’art. 2, commi 8 ed 8-bis, del D.P.R. 322/1998: Quindi, adesso la dichiarazione potrà essere integrata entro i termini di decadenza dell’azione di accertamento, con la precisazione che l’eventuale credito derivante dal minor debito o dal maggiore credito risultante dalle dichiarazioni potrà essere usato in compensazione, ma se l’integrativa verrà presentata oltre il termine di presentazione della dichiarazione relativa al periodo successivo, tale credito potrà essere usato per il solo versamento dei debiti maturati partendo dal periodo di imposta successivo a quello in cui è stata presentata l’integrativa.

Dichiarazione integrativa IVA

Per l’IVA, invece, vengono stabilite regole diverse. Le dichiarazioni di imposta sul valore aggiunto, infatti, potranno essere integrate per la correzione di errori o di omissioni, non oltre i termini dell’azione di accertamento (art. 57 del D.P.R. 633/1972). Potrà però essere compensabile o scomputabile in detrazione il solo credito derivante dalla dichiarazione integrativa inviata entro il termine della presentazione della dichiarazione dell’anno solare successivo.

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2) Le novità sulla dichiarazione annuale e periodica IVA

Conferma per la dichiarazione annuale IVA che si presenta in forma autonoma. Mentre si allungano i tempi di presentazione per tale dichiarazione annuale ma solo tra due anni (ovvero nel 2018 entro il 30 aprile per l’anno 2017). Il decreto fiscale collegato alla legge di Bilancio 2017 da un lato ribadisce che la dichiarazione IVA relativa al 2016 deve essere presentata in forma autonoma entro il mese di febbraio 2017; dall’altro, per le dichiarazioni annuali IVA da presentarsi con riferimento all’anno 2017 e seguenti, dispone un lasso temporale più ampio per la presentazione, compreso tra il 1° febbraio e il 30 aprile dell’anno successivo. Viene confermata l’abrogazione dell’invio della comunicazione annuale dati IVA (cd. comunicazione sintetica).

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3) Società agricola che produce energia fotovoltaica: esercizio dell’opzione per la tassazione su base catastale

La società agricola, che produce energia fotovoltaica, può esercitare l’opzione per la tassazione dei redditi su base catastale, purché le stessa risulti che svolga esclusivamente attività agricola: Occorre anche che nella propria denominazione sociale risulti indicato “società agricola”.

Difatti, l’Agenzia delle entrate, con la risoluzione 98/E del 27 ottobre 2016, ha precisato che la società agricola, che nell’ambito della propria attività produce energia fotovoltaica, può esercitare l’opzione per la tassazione dei redditi su base catastale, indipendentemente dai limiti entro i quali tale attività è ritenuta connessa ai fini fiscali, a condizione che fin dall’inizio del periodo d’imposta la stessa svolga esclusivamente attività agricola e abbia nella propria ragione o denominazione sociale indicato “società agricola”.

L’istante è una società agricola (articolo 2 del Dlgs 99/2004), che nell’ambito della propria attività gestisce un impianto fotovoltaico producendo energia elettrica. Tale attività, fino al 2015, generava un volume d’affari superiore a quello proveniente da quella agricola principale, pertanto, la stessa società non la riteneva “connessa” sulla base dei parametri individuati dal ministero per le Politiche agricole, alimentari e forestali, riportate dall’Agenzia nella circolare 32/E del 2009.

A decorrere dal 2016, l’impresa afferma che il volume d’affari derivante dalla produzione di energia sarà inferiore a quello dell’attività agricola principale, conseguentemente chiede di sapere se, ai fini dell’esercizio dell’opzione per la tassazione del reddito su base catastale (articolo 1, comma 1093, della legge 296/2006), possa considerare tale produzione un’attività agricola connessa, fin dall’inizio del periodo d’imposta, ovvero dal 1° gennaio 2016.

La società è dell’avviso che ciò sia possibile per tutto il 2016, pertanto, ritiene sussistenti i requisiti previsti dalla legge per esercitare l’opzione in argomento.

L’Agenzia, nel rendere il proprio parere ricorda, in primo luogo, che le società di persone, quelle a responsabilità limitata e le società cooperative possono qualificarsi come imprese agricole, ai sensi dell’articolo 2 del Dlgs 99/2004, se l’oggetto sociale prevede l’esercizio “esclusivo” delle attività di cui all’articolo 2135 c.c. (coltivazione del fondo, selvicoltura, allevamento di animali e attività connesse) e se la ragione o denominazione sociale contiene l’indicazione “società agricola”. Precisando, altresì, che il requisito formale oggettivo, deve tuttavia trovare un riscontro nell’attività in concreto svolta dalle società agricole, così come precisato nella circolare 50/2010.

Ricorda, inoltre, che tra le attività agricole connesse è inclusa anche la produzione e cessione di energia fotovoltaica (articolo 1, comma 423, legge 266/2005). Infatti, come evidenziato anche dalla Corte costituzionale nella sentenza n. 66/2015, la produzione di energia fotovoltaica da parte di imprenditori agricoli è considerata attività agricola connessa, in quanto svolta utilizzando una risorsa dell’azienda agricola: il fondo.

Per l’esercizio dell’opzione, la risoluzione chiarisce, dunque, che una società agricola può esercitare l’opzione per la tassazione dei redditi su base catastale, indipendentemente dai limiti entro i quali le attività agricole sono tali ai fini fiscali e alle modalità di determinazione del reddito da utilizzare, a condizione che la stessa possegga fin dall’inizio del periodo d’imposta i requisiti soggettivo e oggettivo. Vale a dire l’indicazione di “società agricola” nella propria ragione o denominazione sociale e lo svolgimento esclusivo delle attività agricole (articolo 2135 c.c.).

Nel caso di specie, quindi, l’Agenzia conclude affermando che la società istante può optare per la tassazione del reddito su base catastale, in quanto, fin dall’inizio dell’esercizio ha come oggetto sociale lo svolgimento esclusivo di attività agricole (tra cui rientra, come attività agricola connessa la produzione di energia fotovoltaica) e ha nella propria ragione sociale l’indicazione di “società agricola”.

Per conseguenza, dopo l’esercizio dell’opzione, potrà assoggettare a tassazione catastale, il reddito derivante dall’attività agricola nell’ambito del quale rientra anche quello relativo alla produzione di energia fotovoltaica nel limite di 260mila kwh annui e determinare il reddito forfetariamente, applicando il coefficiente del 25%, per la produzione di energia fotovoltaica eccedente il predetto limite. Il tutto nel presupposto che il volume d’affari proveniente dallo svolgimento dell’attività agricola principale risulti superiore a quello derivante dalla produzione di energia fotovoltaica eccedente i suddetti limiti.

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4) Accertamenti ai fini dell’imposta di registro: i valori Omi sono solo presunzioni

Ai fini dell’imposta di registro le quotazioni Omi sono mere presunzioni che di per sé non possono fondare la pretesa impositiva. Lo ha ribadito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 21569 del 26 ottobre 2016. In tema di imposte derivanti dalla compravendita dell’immobile, l’onere probatorio incombe sull’Ufficio il quale deve accertare il valore venale cui applicare la conseguente tassazione. Per la Corte le quotazioni Omi non costituiscono fonte tipica di prova, ma strumento di ausilio e indirizzo per l'esercizio della potestà di valutazione estimativa, idonee solo per “valori di massima” (Cassazione 25707/2015). Le quotazioni vanno integrate con altri elementi per arrivare ad una contestazione. I giudici di legittimità hanno annullato l'accertamento. Trust “autodichiarato” con imposte fisse

Al vincolo impresso su immobili e partecipazioni societarie mediante l’istituzione di un trust “auto dichiarato” si applica la tassazione in misura fissa.

In tal senso si è pronunciata la Corte di Cassazione con la sentenza n. 21614 del 26 ottobre 2016.

Dunque, non si applica la tassazione proporzionale per i trasferimenti gratuiti (ma quella in misura fissa) poiché non si ha, in tal caso, un trasferimento di beni e diritti, ma solo un effetto “segregativo” del bene vincolato in trust rispetto al patrimonio generale del soggetto “disponente”. La tassazione proporzionale è invero da rimandare al momento in cui i beni vincolati in trust saranno trasferiti ai beneficiari del trust stesso.

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5) Super-ammmortamenti dal prossimo anno preclusi per auto con deduzione limitata

Dal 2017 i cd. super-ammortamenti verranno limitati ai veicoli esclusivamente strumentali.

E quanto emerge dalla lettura della bozza al DDL di bilancio 2017 resa nota ieri.

Dunque, la proroga dell’agevolazione subisce delle “pesanti” modifiche.

Con riferimento ai super-ammortamenti, il DDL di bilancio 2017 prevede che le disposizioni di cui all’art. 1 comma 91 della L. 208/2015 si applichino anche agli investimenti in beni materiali strumentali nuovi effettuati entro il 31 dicembre 2017.

L’agevolazione, secondo la nuova disposizione, viene resa applicabile anche agli investimenti effettuati entro il 30 giugno 2018, purché entro il 31 dicembre 2017 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura pari ad almeno il 20% del costo di acquisizione. Tuttavia, adesso dalla proroga del bonus fiscale, vengono esclusi i veicoli e gli altri mezzi di trasporto di cui all’art. 164 comma 1 lettere b) e b-bis) del TUIR.

Si tratta dei veicoli per cui è prevista la deducibilità parziale, vale a dire i veicoli aziendali e dei professionisti (deducibilità al 20%), i veicoli di agenti e rappresentanti (deducibilità all’80%) e i veicoli concessi in uso promiscuo ai dipendenti (deducibilità al 70%).

Pertanto, nella nuova versione dell’agevolazione, potrebbero beneficiare della maggiorazione del 40% soltanto i veicoli esclusivamente strumentali o adibiti ad uso pubblico di cui alla lettera a) dell’art. 164 del TUIR.

Vengono, inoltre, introdotti i c.d. “iper-ammortamenti” al fine di favorire i processi di trasformazione tecnologica e/o digitale in chiave “Industria 4.0”.

In particolare, viene previsto che il costo di acquisizione sia maggiorato del 150% per gli investimenti in beni strumentali nuovi inclusi nell’Allegato A al disegno di legge. Si tratta dei beni funzionali alla trasformazione tecnologica e/o digitale delle imprese in chiave “Industria 4.0”, quali i beni strumentali il cui funzionamento è controllato da sistemi computerizzati e/o gestito tramite opportuni sensori e azionamento, i sistemi per l’assicurazione della qualità e della sostenibilità, i dispositivi per l’interazione uomo-macchina e per il miglioramento dell’ergonomia e della sicurezza del posto di lavoro in logica 4.0. Per i soggetti che beneficiano dell’iper-ammortamento è, inoltre, prevista una maggiorazione del 40% del costo di acquisizione dei beni immateriali strumentali inclusi nell’Allegato B al disegno di legge. Si tratta di software, sistemi, piattaforme e applicazioni connessi a investimenti in beni materiali Industria 4.0.

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6) Beni ai soci: riapertura dei termini al 30 settembre 2017

Manovra 2017: riaperti i termini per l’assegnazione agevolata dei beni ai soci. Per le imprese la chance arriva al 30 settembre 2017. L’estromissione dell’immobile strumentale da parte dell’imprenditore individuale potrà essere eseguita, invece, nell’intervallo tra il 1° gennaio prossimo e il 31 maggio 2017. Viene precisato che le norme sono applicabili anche alle assegnazioni, trasformazioni e cessioni poste in essere successivamente al 30 settembre 2016, purché eseguite entro il nuovo termine del 30 settembre 2017. Il pagamento delle imposte sostitutive (8%, 10,5% per le società di comodo e 13% per l'affrancamento eventuale delle riserve in sospensione) deve essere eseguito in due parti, una al 30 novembre 2017 (pari al 60% del dovuto) e la parte restante entro il 16 giugno 2018.

Art. 75 della prima bozza del DDL bilancio 2017

(Riapertura dei termini in tema di assegnazione o cessione di taluni beni ai soci e di estromissione dei beni immobili dal patrimonio dell’impresa da parte dell’imprenditore individuale):

1. Le disposizioni dell’articolo 1, commi da 115 a 120, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, si applicano anche alle assegnazioni, trasformazioni e cessioni poste in essere successivamente al 30 settembre 2016 ed entro il 30 settembre 2017. I versamenti rateali dell'imposta sostitutiva di cui al comma 120 del citato articolo 1 della legge n. 208 del 2015 sono effettuati, rispettivamente, entro il 30 novembre 2017 ed entro il 16 giugno 2018.

2. Le disposizioni dell’articolo 1, comma 121, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, si applicano anche alle esclusioni dal patrimonio dell'impresa dei beni ivi indicati, posseduti alla data del 31 ottobre 2016, poste in essere dal 1° gennaio 2017 al 31 maggio 2017. I versamenti rateali dell'imposta sostitutiva di cui al comma 121 del citato articolo 1 della legge n. 208 del 2015 sono effettuati, rispettivamente, entro il 30 novembre 2017 e il 16 giugno 2018. Per i soggetti che si avvalgono della presente disposizione gli effetti della estromissione decorrono dal 1° gennaio 2017.

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7) Modificata la disciplina delle note di variazione IVA

Salta la semplice disposizione che prevede nel caso in cui, in seguito agli eventi successivi, il corrispettivo non sia pagato, in tutto o in parte, il cessionario o committente ha diritto di portare in detrazione l’imposta corrispondente alla variazione in aumento.

L’art. 76 della prima bozza del DDL di bilancio 2017 contiene delle modifiche alla disciplina IVA sulle variazioni dell’imponibile o dell’imposta.

Difatti, vengono fatte modifiche nell’art. 26 del D.P.R. n. 633/1972. In particolare, nel comma 2, dopo le parole “rescissione e simili” sono inserite le seguenti “o per mancato pagamento in tutto o in parte a causa di procedure concorsuali o di procedure esecutive individuali rimaste infruttuose o a seguito di un accordo di ristrutturazione dei debiti omologato ai sensi dell’articolo 182-bis del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, ovvero di un piano attestato ai sensi dell’articolo 67, terzo comma, lettera d), del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, pubblicato nel registro delle imprese”.

Mentre nel comma 8, le parole “ai commi 2, 3, 4 e 5” sono sostituite dalle seguenti “ai commi 2, 3 e 5”. Inoltre, nel comma 12, alinea, le parole “Ai fini del comma 4, lettera b),” sono sostituite dalle seguenti “Ai fini del comma 2”.

Infine, i commi 4, 6 e 11 ed il secondo periodo del comma 5 sono abrogati.

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8) Trasmissione corrispettivi distributori automatici: possono essere stabiliti termini differiti, rispetto all'1 aprile 2017

Il D.L. 193/2016, noto come decreto fiscale, con l’art. 4, oltre ad introdurre novità in materia di “spesometro”, interviene anche sulla novità relativa alla trasmissione dei corrispettivi per i distributori automatici.

Il comma apportate le seguenti modifiche al D.Lgs. 5 agosto 2015, n. 127:

A decorrere dal 1° aprile 2017, la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi sono obbligatorie per i soggetti passivi che effettuano cessioni di beni o prestazioni di servizi tramite distributori automatici. Al fine dell'assolvimento, nel provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate, sono indicate soluzioni che consentano di non incidere sull'attuale funzionamento degli apparecchi distributori e garantiscano, nel rispetto dei normali tempi di obsolescenza e rinnovo degli stessi, la sicurezza e l'inalterabilità dei dati dei corrispettivi acquisiti dagli operatori. Con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate possono essere stabiliti termini differiti, rispetto al 1° aprile 2017, di entrata in vigore dell'obbligo di memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi, in relazione alle specifiche variabili tecniche di peculiari distributori automatici.

Per le imprese che operano nel settore della grande distribuzione che hanno optato per la trasmissione telematica dei corrispettivi entro il 31/12/2016 viene previsto che tale opzione resta valida fino al 31/12/2017.

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9) Regime di cassa per imprese in contabilità semplificata

E da ieri disponibile la prima bozza del DDL di bilancio 2017. In tale documento l’art. 5 regola il regime di cassa per imprese in contabilità semplificata. Subisce, quindi, modifiche l’art. 66 del Tuir e l’art. 18 del Dpr 600/193.

Modifiche al Tuir: Reddito d’impresa

In particolare, con le modifiche all’art. 66 del Dpr n. 917/1986 si dispone:

Il reddito d'impresa dei soggetti che applicano il regime di contabilità semplificata, è dato dalla differenza tra l’ammontare dei ricavi (art. 85 Tuir) e degli altri proventi (art. 89 Tuir) percepiti nel periodo di imposta e quello delle spese sostenute nel periodo stesso nell’esercizio dell’attività di impresa.

La differenza è aumentata (oltre che dei ricavi di cui all’art. 57 Tuir, dei proventi di cui all’art. 90, comma 1 Tuir) delle plusvalenze (realizzate ai sensi dell’art. 86) e delle sopravvenienze attive (art. 88) e diminuita delle minusvalenze e sopravvenienze passive (art. 101 Tuir).

Riduzione delle rimanenze finali

Il reddito del periodo di imposta è poi ridotto dell’importo delle rimanenze finali che hanno concorso a formare il reddito dell’esercizio precedente secondo il principio della competenza.

Passaggio di regime

Per evitare salti o duplicazioni di imposizione, nel caso di passaggio da un periodo di imposta soggetto alla determinazione del reddito delle imprese minori (art. 66 Tuir) a un periodo di imposta soggetto a regime ordinario, e viceversa, i ricavi, i compensi e le spese che hanno già concorso alla formazione del reddito, in base alle regole del regime di determinazione del reddito d’impresa adottato, non assumono rilevanza nella determinazione del reddito degli anni successivi.

Contabilità semplificata per le imprese minori

L’articolo 18 del Dpr n. n. 600/1973, viene così sostituito:

Le disposizioni si applicano ai soggetti qualora i ricavi percepiti nell’intero anno non abbiano superato l’ammontare di 400.000 euro per le imprese aventi per oggetto prestazioni di servizi, ovvero di 700.000 euro per le imprese aventi per oggetto altre attività. Per i contribuenti che esercitano contemporaneamente prestazioni di servizi ed altre attività si fa riferimento all'ammontare dei ricavi relativi alla attività prevalente. In mancanza della distinta annotazione dei ricavi si considerano prevalenti le attività diverse dalle prestazioni di servizi.

Registro cronologico

I soggetti che fruiscono dell’esonero devono annotare cronologicamente in un apposito registro i ricavi percepiti indicando per ciascun incasso:

a) il relativo importo;

b) le generalità, l’indirizzo e il comune di residenza anagrafica del soggetto che effettua il pagamento;

c) gli estremi della fattura o altro documento emesso.

Vanno, altresì, annotate cronologicamente, in diverso registro e con riferimento alla data di pagamento, le spese sostenute nell’esercizio. Per ciascuna spesa devono essere fornite le suddette indicazioni.

Gli altri componenti positivi e negativi di reddito vanno annotati nei registri obbligatori entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi.

Registri Iva

I registri tenuti ai fini dell’Imposta sul valore aggiunto sostituiscono i suddetti registri, qualora vi siano separate annotazioni delle operazioni non soggette a registrazione ai fini della suddetta imposta. In luogo delle singole annotazioni relative ad incassi e pagamenti, nell’ipotesi in cui l’incasso o il pagamento non sia avvenuto nell’anno di registrazione, nei registri deve essere riportato l’importo complessivo dei mancati incassi o pagamenti con indicazione delle fatture cui le operazioni si riferiscono. In tal caso, i ricavi percepiti e i costi sostenuti devono essere annotati separatamente nei registri stessi nel periodo di imposta in cui vengono incassati o pagati il documento contabile già registrato ai fini Iva.

Opzione registri Iva

Previa opzione, vincolante per almeno un triennio, i contribuenti possono tenere i registri ai fini dell’Imposta sul valore aggiunto senza operare annotazioni relative ad incassi e pagamenti, fermo restando l’obbligo della separata annotazione delle operazioni non soggette a registrazione ai fini della suddetta imposta. In tal caso, per finalità di semplificazione si presume che la data di registrazione dei documenti coincida con quella in cui è intervenuto il relativo incasso o pagamento.

Durata del regime di contabilità semplificata

Il regime di contabilità semplificata previsto si estende di anno in anno qualora gli importi reddituali sopra indicati non vengano superati.

Opzione per il regime ordinario

Il contribuente ha facoltà di optare per il regime ordinario. L’opzione ha effetto dall’inizio del periodo di imposta nel corso del quale è esercitata fino a quando non è revocata e in ogni caso per il periodo stesso e per i due successivi.

I soggetti che intraprendono l’esercizio di impresa commerciale, qualora ritengano di percepire ricavi per un ammontare ragguagliato ad un anno non superiore ai limiti indicati, possono, per il primo anno, tenere la contabilità semplificata.

Decorrenza delle novità dal 2017

Le disposizioni novità si applicano a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2016 e possono essere attuate con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.

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10) Vademecum Enasarco per agenti e ditte

Il Vademecum Enasarco disponibile su http://www.enasarco.it/Notizie/vademecum_2016 racchiude tutto ciò che c’è da sapere sulla Fondazione Enasarco: “Con grande orgoglio sottolineo che questo progetto è stato completamente ideato, curato e realizzato al nostro interno per semplificare la vita degli iscritti”, ha dichiarato il Presidente Costa. “Il volume va nella direzione di una comunicazione chiara e veloce, per garantire la massima accessibilità e reperibilità delle informazioni che riguardano la Fondazione Enasarco e rispecchia la costante ricerca di una migliore qualità di servizi offerti”.

È rivolto sia agli agenti - in particolare ai nuovi iscritti, affinché conoscano la vasta gamma di prestazioni a loro disposizione - sia alle aziende che vogliano un valido compendio per gli adempimenti e le scadenze contributive. “Se volgiamo lo sguardo al futuro prossimo, il nostro obiettivo è rendere la Fondazione più accessibile, efficiente e adeguata ai bisogni della categoria, soprattutto in termini pensionistici e assistenziali, per fornire più servizi di welfare integrativo”, ha concluso il Presidente.

(Enasarco, nota del 20/10/2016)

Vincenzo D’Andò