La dichiarazione integrativa a favore ora si può correggere entro 5 anni - Riaperta l'assegnazione beni ai soci - Diario quotidiano del 28 ottobre 2016

Indice:

1) La dichiarazione integrativa a favore ora si può correggere entro 5 anni

2) Le novità sulla dichiarazione annuale e periodica IVA

3) Società agricola che produce energia fotovoltaica: esercizio dell’opzione per la tassazione su base catastale

4) Accertamenti ai fini dell’imposta di registro: i valori Omi sono solo presunzioni

5) Super-ammmortamenti dal prossimo anno preclusi per auto con deduzione limitata

6) Beni ai soci: riapertura dei termini al 30 settembre 2017

7) Modificata la disciplina delle note di variazione IVA

8) Trasmissione corrispettivi distributori automatici: possono essere stabiliti termini differiti, rispetto al 1° aprile 2017

9) Regime di cassa per imprese in contabilità semplificata

10) Vademecum ENASARCO per agenti e ditte

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1) La dichiarazione integrativa a favore ora si può correggere entro 5 anni
La dichiarazione integrativa a favore per il 2011 si potrà correggere entro fine anno.
Questo a seguito del D.L. 193/2016 che è entrato in vigore il 24 ottobre 2016.
Dunque, le dichiarazioni integrative a favore dei redditi, IVA, IRAP e 770, sono possibili, da lunedì, in merito ai periodi di imposta precedenti al 2015 e fino al 2011 compreso, come conseguenza dell’entrata in vigore del citato D.L. 193/2016.
Pertanto, le dichiarazioni possono adesso essere integrate per correggere errori od omissioni entro la fine del «quinto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione» (cioè entro il termine stabilito per l’accertamento), non solo se a sfavore del contribuente, ma anche se a favore, cioè se si correggono errori che nel modello originario hanno «determinato l’indicazione di un maggior» reddito o, comunque, di un maggiore «debito d’imposta» ovvero «di un minore credito». È stata introdotta anche una norma che dà l’ok alle dichiarazioni IVA integrative prima possibili solo grazie alla prassi delle Entrate, in quanto erano previste solo dalle istruzioni del modello annuale IVA.
Dichiarazione integrativa a favore
In particolare, la dichiarazione a favore del contribuente può essere corretta anche dopo il termine della dichiarazione successiva, purché sia entro i termini dell’azione di accertamento. Questo secondo quanto viene disposto dall’art. 5 del D.L. n. 193 del 22 ottobre 2016, che interviene dopo la recente sentenza di Sezioni Unite n. 13378 del 30 giugno 2016. Infatti, la Suprema Corte aveva stabilito che non era possibile ritrattare la dichiarazione a favore del contribuente oltre il termine della dichiarazione successiva. Secondo i giudici di legittimità, la possibilità di rettificare entro i termini di decadenza dell’accertamento (rt. 2, comma 8, del D.P.R. 322/1998) andava interpretata come una possibilità concessa nei soli casi di sfavore per il contribuente.
Adesso, il legislatore ha dunque fatto si che “le dichiarazioni dei redditi, dell’imposta regionale sulle attività produttive e dei sostituti d’imposta possono essere integrate per correggere errori od omissioni, compresi quelli che abbiano determinato l’indicazione di un maggiore o di un minore reddito o, comunque, di un maggiore o di un minore debito d’imposta ovvero di un maggiore o di un minore credito, mediante successiva dichiarazione da presentare […] utilizzando modelli conformi a quelli approvati per il periodo d’imposta cui si riferisce la dichiarazione, non oltre i termini stabiliti dall’art. 43 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, e successive modificazioni”.
La disciplina delle dichiarazioni integrative viene dunque riscritta, modificando l’art. 2, commi 8 ed 8-bis, del D.P.R. 322/1998: Quindi, adesso la dichiarazione potrà essere integrata entro i termini di decadenza dell’azione di accertamento, con la precisazione che l’eventuale credito derivante dal minor debito o dal maggiore credito risultante dalle dichiarazioni potrà essere usato in compensazione, ma se l’integrativa verrà presentata …

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